Irresistibile voglia di giallo

Adoro il giallo. Mi trasmette energia allo stato puro perché richiama la luce calda sprigionata dai raggi solari. E poi rappresenta il simbolo dell’estate ed io amo l’estate. Il giallo è in assoluto il colore più positivo che ci sia, proprio perché ha questa incredibile capacità di regolare la frequenza cardiaca e regalare il buon umore.
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Spilli, spagnolette e bottoni

Sono nato in un periodo nel quale i soldi erano pochi e i bambini non avevano moltissimi giocattoli ma per fortuna, quei pochi giochi servivano a sviluppare la curiosità, l’aggregazione e la fantasia.
Oggi invece tutti i giochi tecnologici isolano i bambini e li rendono sempre più solitari ed egoisti.

In quegli anni la televisione era in bianco e nero, aveva un trasformatore che andava acceso un’ora prima perché le valvole si dovevano riscaldare, c’erano 3 canali e le trasmissioni iniziavano dopo le 17.00 con la TV dei bambini e prima non c’era null’altro che la scritta fissa RAI Radio Televisione Italiana. Continua a leggere “Spilli, spagnolette e bottoni”

Il sommo Piero

Stava passeggiando assorta nei pensieri dopo una giornata stancante. Le erano venuti in mente i giorni passati, quando era piccola. I cartoni animati allora erano più belli e avvincenti di quelli di oggi, o “almeno così crede chi è nato negli anni ‘70 – ‘80” pensò ridendo. I pomeriggi di allora erano intrisi di cartoni e telefilm. Ma alla sera, aveva un appuntamento settimanale che l’aveva sempre affascinata: “La Macchina Meravigliosa”, di Piero Angela. Continua a leggere “Il sommo Piero”

Quando “fare muro” non è scritto sui muri

Ci sono immagini che segnano ere: fotografie di attimi che da subito entrano nella storia. La caduta del muro di Berlino è una di queste: la nomini e si stampa immediatamente nella mente la polaroid dell’unità ritrovata, della pace rinsaldata.
Ci sono muri che dividono e ci sono muri che costruiscono.
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Splendido splendente

“Invitante, tagliente / splendido splendente / pa ra pa pa pa ra / pa ra ra pa pa pa ra / pa ra pa pa pa ra”

Da qualche giorno mi risuona in testa questa vecchissima canzone della Rettore, che ho scoperto essere stata scritta per denunciare ironicamente la crescente popolarità, in quegli anni, della chirurgia estetica. “Splendido splendente” è il “bisturi perfetto” che dà un volto nuovo a chi ricorre ai ritocchini, ma la mia ossessione per questo ritornello nasce dall’uso della figura etimologica: l’accostamento di due aggettivi accomunati dalla stessa radice ti entra in testa e non ne esce più. Continua a leggere “Splendido splendente”

A volte basta poco

Alle volte un piccolo e insignificante gesto per taluni può trasformarsi in un ricordo indelebile per altri. Sono molti gli esempi, in varie attività, nella musica o nello sport. Per esempio atleti che hanno fatto delle piccole sorprese a qualche loro tifoso.
Oggi vi racconto di una famiglia americana che ha accompagnato la propria figlia di dodici anni a vedere una partita dei Golden State Warriors, squadra di basket del campionato americano.
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Il significato delle stelle

Il tema della sera e della notte, sin dall’antica Grecia, ha sempre ispirato gli animi più sensibili ad una costante introspezione, capace di illuminare il senso sia della propria esistenza che dell’intera umanità.
Nel caso di Dante, per esempio, la sera diventa la confidente dello stesso poeta: è il momento in cui egli si sofferma a riflettere sulle vicende della propria vita e sul tempo, elemento incontrollabile e fuggente. Per il poeta, le stelle sono la meta reale e ideale del suo viaggio ultraterreno: la parola in rima “stelle” suggella tutte e tre le cantiche della Commedia.
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Consigli di lettura: Fiore di roccia di Ilaria Tuti

“Quelli che riecheggiano lassù, fra le cime, non sono tuoni. Il fragore delle bombe austriache scuote anche i villaggi, mille metri più giù.
Restiamo soltanto noi donne, ed è a noi che il comando militare italiano chiede aiuto: alle nostre schiene, alle nostre gambe, alla nostra conoscenza di quelle vette e dei segreti per risalirle. Dobbiamo andare, altrimenti quei poveri ragazzi moriranno anche di fame.” Continua a leggere “Consigli di lettura: Fiore di roccia di Ilaria Tuti”

Terapia dell’anima per pazienti oncologici

Elena, come molti di noi, ha imparato presto come la condivisione, l’ascolto di sé e degli altri, la cura di noi stessi a 360° sia la medicina migliore. Così è divenuta un’insegnate di yoga e, avvicinatasi a diverse discipline meditative, ha deciso di mettere la sua professionalità a disposizione di altre donne che come lei si sono trovate a combattere non solo con la malattia, ma anche con tutti i fantasmi da essa generati: la paura di non farcela, l’inadeguatezza in casa e al lavoro, reggere gli sguardi, il vittimismo…
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Sapienza

Che sapore ha la felicità? Potremmo parafrasare così il titolo della canzone dei Negrita di qualche anno fa.
Osserviamoci. Mentre viviamo, osserviamoci, come se fossimo spettatori delle nostre vite: può capitare di vederci mangiare svogliatamente, di non sapere che cosa fare, di lamentarci in continuazione di questo e di quello. Abbiamo perso il gusto per le cose che facciamo. Niente ha più sapore e noi non siamo mai felici: che gusto c’è in una vita sciapa?
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Non alzo la mano

Queste parole le voglio dedicare a tutti quelli che vivono la vita con tempi diversi, a tutti quelli che hanno bisogno di sorriso in più, di una parola gentile, di sapere di non essere soli, a tutti quelli che pensano di non farcela per la disattenzione e l’impreparazione di chi dovrebbe aiutarli a diventare grandi. Continua a leggere “Non alzo la mano”

Il pigiama

Torno a casa da una giornata veramente lunga e stancante, faccio una doccia bella rinfrescante che mi pulisca da tutto quello che non voglio rimanga con me.
Finta indecisione su cosa mettermi: tuta o pigiama?
Pigiama tutta la vita! Sono talmente ko che non avrei neanche voglia di mangiare ma, non so perché, l’essermi potuta togliere il reggiseno ed aver indossato il mio capo preferito mi dà lo sprint per cenare.
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27 domande che ti stravolgeranno la giornata

Consapevolezza. Una parola tanto usata, ma cosa vuol dire veramente?

Dal principio, la consapevolezza è uno strumento di sopravvivenza: la capacità di essere consapevoli dell’ambiente in qualche forma, a qualche livello, e di agire conseguentemente. 

La consapevolezza è un magico risveglio. È sentirsi davvero svegli (non come quando suona la sveglia la mattina), è molto di più. È sentirsi vivi, presenti, liberi.  Continua a leggere “27 domande che ti stravolgeranno la giornata”

Le stazioni ferroviarie

Il marmo della panchina era freddo quella sera, amplificava di molto il senso di solitudine e smarrimento che ebbi in quella attesa mentre, seduto, aspettavo il mio cambio. Fu quello il ricordo più forte di quel viaggio che mi portò verso il centro Italia. Sguardi smarriti nei quali mi ritrovavo. Altri invece, sicuri e determinati, delle persone che si affrettavano verso le discese nei tunnel sotterranei; li invidiavo: tornavano a casa.
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Consigli di lettura: La biblioteca dei giusti consigli

E poi arriva un libro. IL LIBRO! Quello giusto, illuminante. che arriva proprio perchè ne avevamo bisogno. Quello che sembra sapere davvero cosa abbiamo bisogno di capire, sapere, sentirci dire. E’ questo che la lista protagonista del libro insegna ai personaggi: a capire i personaggi, conoscerli e mettere in pratica gli insegnamenti dettati dalle semplici pagine di grandi classici della letteratura. Due vite che si sfiorano e si fondono accompagnate da grandi personaggi di libri storici! Assolutamente da leggere e da vivere

Marta Santin

L’omosessualità è sempre esistita

“L’omosessualità è nata negli ultimi tempi, prima non esisteva. Ed è proprio per questo che è qualcosa di innaturale”.
Molti non sanno che il tema dell’omosessualità è stato trattato sin dall’antichità, e pertanto non è un costrutto della società moderna.
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Valore al tempo e a me

Amore e odio per te, caro tempo: sei troppo, e sei troppo poco.
Amore e odio per me, sono troppo e sono troppo poco.
A volte il tempo scorre lentissimo, e porta con sé il peso della noia, dei pensieri, della solitudine; a volte scorre velocissimo, e porta con sé l’ansia della fretta, dei momenti vissuti intensamente ma già finiti, della vita che sfugge dalle mani. Anch’io molto spesso mi sento troppo o troppo poco.
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Cosa resta dopo un temporale

È notte fonda. In lontananza, le prime avvisaglie di un temporale. Il vento soffia sempre più forte, l’aria si raffredda, scariche elettriche illuminano il cielo e l’atmosfera rimbomba come fuoco d’artificio. I bambini spariscono sotto le lenzuola o si fiondano nel letto dei genitori e perfino gli animali reclamano il loro ingresso in casa.
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Stile Hygge: il segreto della felicità danese

Stile Hygge: il segreto della felicità danese
“Hygge (si pronuncia «ügghe») è un modo di essere, è la voglia di condividere, quella sensazione che ci fa sentire sempre a casa. È un’esperienza interiore e al contempo di comunione con gli altri, è capire che ogni luogo o momento può diventare speciale. Cercarla significa favorire l’intimità e la connessione. Hygge rafforza i legami, dà valore al presente e avvicina le persone, dando una sensazione di pienezza e appagamento.
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Perdersi in un attimo

“Pronti? Si parte!”
Eccolo il mio momento preferito: quell’attimo prima che l’auto si muova e tutto abbia inizio.
Una miriade di emozioni affollano disordinate questo istante fugace, quasi fossero uscite in tutta fretta dallo scrigno che le conserva, le posso sentire e quasi vedere, tutte colorate, mentre mi avvolgono e mi strappano un sorriso.
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Consigli di lettura: La tristezza ha il sonno leggero di Lorenzo Marone

Ci sono storie che ti arrivano dritte al cuore, perché tra le parole che le compongono leggi anche un po’ di te, storie che ti coinvolgono e ti fanno affezionare ai personaggi come fossero amici di vecchia data, storie che vorresti non finissero. “La tristezza ha il sonno leggero” è una vera e propria chicca. Apparentemente leggero e divertente è invece ricco di contenuti profondi e significativi.
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Si stava meglio quando si stava peggio…


Pare che la nostalgia per i tempi antichi sia un’afflizione comune agli uomini di ogni età: c’è un tempo perduto che vagheggiamo melanconicamente, setacciandone la purezza e la semplicità, l’abbondanza di qualche dono particolare e dimenticandone le asprezze.
Del passato in terra friulana tramandiamo così lo spirito infaticabile, la tenacia della gente e la purezza delle montagne. A ben vedere però di povertà deve essersene sofferta tanta: le testimonianze di questa vita faticosa sono molte e ben radicate.
Partiamo dai viaggiatori. Cramârs dalle vallate carniche: uomini che transitavano merci tra Venezia, dunque l’Oriente, e i paesi germanici con merci rare e preziose, soprattutto spezie. Kromere dalla Valcellina in giro per l’Italia tutta, Trentino incluso: donne che imparavano lingue e dialetti indispensabili per vendere pizzi, merletti, collanine, calze, mutande… Merceria, insomma; e donavano i santini raccolti nei santuari lungo la via, una forma di ringraziamento e benevolenza per le clienti. Li accomuna la strada, ma anche un oggetto indispensabile per il lavoro: la cassettiera.
Portata rigorosamente sulle spalle, come uno zaino, era il magazzino ambulante: fabbricata di legno di ciliegio, poteva pesare fino a 40 chili ed era caricata con attenzione per le dimensioni della merce ma anche per attirare i clienti ponendo per esempio in alto collane e anellini. Forse era anche casa e rifugio per questi ambulanti: se ben caricato, il grande pacco che veniva posto sopra la cassettiera riparava anche dalla pioggia.
Oggi ritroviamo le cassettiere in qualche museo etnografico e le ammiriamo con nostalgia per un mondo in cui non tutto era a portata di mano, non tutto era scontato. Qualche ristorante ha fatto della kromere un delicato modo per servire la petite patisserie a fine pasto e c’è chi racconta anche che dai cramârs derivino i cjarsons: le donne carniche usavano infatti riempiere i tipici ravioli di patate con ciò che restava nelle cassettiere dei loro mariti, dando vita ad una miriade di ricette sensibilmente differenti di un piatto povero ma allo stesso tempo ricco.
Quando ammiriamo questi oggetti ormai d’antiquariato e degustiamo un bel piatto di cjarsons fumanti, pensiamo allora alla polvere sotto i piedi di uomini e donne che per far fronte alla durezza della vita han percorso strade e attraversato valli, con ogni tempo. Pensiamo con gratitudine e rispetto che la povertà ha lasciato frutti abbondanti nell’ingegno e nelle tradizioni.
Elisa Parise

AAA Cercasi pazzi

“Anche la follia merita i suoi applausi”
Alda Merini

Forse sarà pazzia la parola per rappresentare la libertà, il desiderio, la gioia, la voglia incommensurabile di vivere, scoprire, viaggiare, conoscere, bere, osservare, incontrare, scrivere, leggere, fotografare, ecco se dovesse essere pazzia la parola giusta per dipingere tutto questo allora cerco pazzi per correre con me tra la colza, tra i papaveri, tra i girasoli, tra il granoturco e in mezzo all’erba medica, sul greto di un fiume, tra i filari di una vigna, in riva al mare, cerco pazzi per osservare il cielo, le nuvole, per seguire con gli occhi il volo degli uccelli, per sognare di dividere il cielo con loro e alla fine, per ballare la notte davanti ad un fuoco che illumina e scalda dopo aver fatto tutto questo, cadere a terra stremati ma felici e bere del vino bianco oppure alcune birre e ridere, ridere raccontando storie assurde e a volte anche inventate.
Cercasi pazzi per ritornare bambini o meglio restare bambini più a lungo possibile, perché il mondo va visto, osservato, studiato e vissuto con gli occhi di un bambino, con la stessa volontà di sorprendersi e di stupirsi. Occhi che cercano e trovano altri occhi per iniziare a sorridere assieme e per poi ridere a crepapelle.
Le persone pazze si scelgono e si prendono per mano per condividere emozioni, per cercare di colorare la vita, per riempirla di suoni, profumi, colori, voci, per costruire ricordi
Ci sono persone che dal nulla sanno donare la gioia, sono le persone pazze, quelle che sanno ancora sorridere e inseguire un sogno. Mi spiace per tutte quelle persone che le pazzie non le hanno mai fatte, non hanno mai pensato di avere il bisogno di farle, non hanno mai avuto il coraggio di farle, si sono sempre perse qualcosa.
A queste ultime ricordo che non esiste un età giusta per essere pazzi ma che è sempre il momento giusto per togliersi le scarpe e correre scalzi e felici in mezzo al grano con le braccia larghe come piccoli aeroplani
GRAZIE alle persone pazze della mia vita a tutte queste vanno i miei applausi

Andrea Spessotto

Corpo-Mente-Cuore

“El cuerpo necesita descanso, la mente paz y el corazón alegría”. Sono in treno che viaggio verso Vienna, la mia compagna di viaggio dorme e io per passare il tempo do un’occhiata ai social e mi capita di leggere questa frase e mi dico che è proprio vero: “Il corpo ha bisogno di riposo, la mente di pace e il cuore di allegria.” Continua a leggere “Corpo-Mente-Cuore”

Buon compleanno

Nel mese di settembre dello scorso anno prendeva avvio questa rubrica, nata dall’intuizione di uno dei nostri correttori e sviluppata e sostenuta da redattori amanti delle parole, che ne hanno indagato l’etimologia e il significato più profondo. Quanti termini meravigliosi possediamo per poter parlare di noi!
Continua a leggere “Buon compleanno”

Consigli di lettura: Enrico Losso – Dove si nascondono le rondini –

Un adolescente degli anni ’80. Un padre carabiniere. Una brigatista che ha rinunciato ad essere madre. Il gruppo esclusivo dei compagni di classe.
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Alle volte s’innamorano

I marinai si erano messi dei tappi di cera nelle orecchie, affinché non sentissero quella melodia proveniente dalle profondità del mare a cui nessun uomo era mai stato in grado di resistere. Ma lui no. Si era fatto legare ad un palo ma aveva deciso di capire se le dicerie fossero vere.
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Una cornacchia in famiglia

Avevamo deciso di camminare su nuovi sentieri quella domenica. Avevamo bisogno di novità!
Il programma era stabilito, eravamo in viaggio sulla scia di Google Maps fino a quando Marco ha deciso di accostare dicendo: “Ho cambiato idea, andiamo a Tonezza, per te va bene?” “Mi fido” ho risposto.
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Consigli di lettura: Punto pieno

Una saga familiare. L’ultimo di una trilogia. Narrazione con punto di vista multiplo: sono diversi i personaggi che raccontano questa porzione della storia della famiglia Sorci dal secondo Dopoguerra alla strage di Capaci.
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Consigli di lettura: La Malaluna

Esordio narrativo del poeta friulano Maurizio Mattiuzza, “La Malaluna” racconta la storia di una famiglia di confine, gli Sbaiz, abitanti della località (inventata) di Braidevueide, nella valle slavofona del Friuli che si trova tra Nimis e Taipana. Continua a leggere “Consigli di lettura: La Malaluna”

Consigli di lettura: L’apprendista geniale di Anna Dalton

Primo di una trilogia, L’apprendista geniale è il libro di esordio di Anna Dalton, giovane e promettente attrice che, con questo romanzo, ci racconta la storia di Andrea Doyle, una giovane ragazza che, sin da bambina, sogna di diventare una giornalista come sua madre.
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Sguardo fisso sull’obiettivo…

…E noi di obiettivi ne abbiamo molti di più di quelli che già ci frullano in testa. Certo è importante non perdere di vista la nostra mission, ovvero diffondere pensieri positivi, sempre e comunque, attraverso più canali possibili. Con tutte le modalità che ci si presentano.
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Consigli di lettura: I leoni di Sicilia di Stefania Auci

Questo è il primo libro che non ho letto. Già perché invece di leggere le quasi 500 pagine di questo coinvolgente romanzo le ho ascoltate. La mia prima esperienza con un audio libro è stata travolgente, mi sono ritrovata ad ascoltarlo in macchina, la sera a casa, nelle sale d’aspetto, praticamente ovunque, appena ne avevo l’occasione.
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La rosa bianca

Il manifesto degli studenti di Monaco venne rilasciato sui territori tedeschi dagli aerei inglesi nel 1943.
Questa è la storia dei fratelli Scholl e di altri studenti universitari che si ribellarono al nazionalsocialismo di Hitler durante la seconda guerra mondiale.
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Idee virus

Negli ultimi tempi sono stata a contatto con un virus molto insidioso, ma non l’ha avuta vinta!
Non parlo di un virus qualunque e nemmeno del corona virus. Parlo di un’idea virus. 
Ho ricominciato ad andare in piscina perché è una di quelle attività che mi fanno sentire viva ed, essendo io una persona a cui piace misurare, ho portato con me il mio smart watch. Ma non è stato facile.
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Il mondo delle fiabe

Arriva il momento in cui, improvvisamente, ci si ritrova catapultati nel magico mondo delle Fiabe. Arriva un figlio, un nipote e finalmente accantoniamo l’imbarazzo di tenere tra le mani e leggere un libro di Fiabe.
Abbiamo la convinzione che le Fiabe siano necessariamente legate all’infanzia e che, da grandi, siano solo un passatempo da dedicare ai più piccini.
Poi…
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Consigli di lettura: L’Arminuta di Donatella Di Pietrantonio

Era da tempo che volevo leggere questo libro e finalmente eccomi qui a raccontarvelo. Narrato in prima persona, è la storia di una bambina che viene restituita alla sua famiglia d’origine, scopre infatti all’improvviso che la madre e il padre con i quali è cresciuta non sono i suoi genitori.
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Il vento ci porterà

“Le vent nous portera” è un successo dei Noir Désir, un gruppo francese, di qualche anno fa.
“Il vento ci porterà” è la traduzione letterale. Mi piace l’idea che le nostre vite siano in balia del vento, sa di libertà e di paura per l’ignoto, sa di vita.
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Lo Yin e lo Yang due forze opposte

Analizzando le parole Yin e Yang dal punto di vista letterale, si può notare come esse identifichino i due poli opposti di una stessa cosa. Infatti, uno indica “il versante buio della collina” mentre l’altro “il versante soleggiato della collina”. Sono due forze contrapposte che rappresentano rispettivamente l’oscurità e la luce, la notte e il giorno, il nero e il bianco, la luna e il sole, l’acqua e il fuoco, la terra e il cielo.
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Ninna nanna ninna oh

Mettetevi comodi, chiudete gli occhi e lasciatevi trasportare dal suono della mia voce, dai sospiri, dai fruscii, dalle vibrazioni appena accennate.
Durante questa esperienza potreste sentire il vostro corpo rilassarsi, avvertire un lieve formicolio al cuoio capelluto, un generale senso di benessere e probabilmente anche addormentarvi.
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dimmi come leggi… ti dirò come scegli

Su che cosa sia l’intelligenza, abbiamo tutti intuitivamente un’idea.
Qualcuno pensa che intelligente sia il compagno di banco occhialuto che studia anche le note a piè pagina; qualcuno ammira l’intelligenza di chi se la cava in ogni occasione (anche quando non ha studiato manco il prescritto); qualcuno richiede agli intelligenti conoscenze dettagliate su ogni campo dello scibile umano, qualcun altro ritiene che sia importante sapere dove reperire tali informazioni destreggiandosi nella ricerca.
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Agilità emotiva: l’allenamento per la felicità

Imparare a gestire bene le nostre emozioni è da sempre una sfida aperta. Esistono moltissimi manuali sull’auto-sostegno ma sembra che un vero e proprio tutorial ancora non l’abbiano inventato. Siamo un contenitore straripante di stati d’animo di ogni tipo, tratteniamo delusioni e incertezze, frustrazioni e angosce che tendono sempre a prevaricare su tutto il bello che c’è, ci soffocano rendendo tutto molto difficile.
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Consigli di lettura: i quaderni botanici di Madame Lucie

A volte si deve scappare per ritrovarsi, per dare un senso alle cose e così Amande sceglie un luogo lontano dalle sue perdite e dal suo passato, forse per dimenticare ma a sua insaputa, sicuramente, per ritrovarsi.
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Far pace con i colori

È sera, dopo aver lavato i piatti e preparato dei pancake dietetici per domani mattina esco a buttare l’immondizia. Ho bevuto un caffè dopo cena e mi sento piena di energie e continuo a camminare. Si sta benissimo fuori, non c’è anima viva, l’aria è tiepida e ho voglia di camminare. Mentre cammino penso a tutto quello che mi è successo in quest’ultimo periodo: incontri.
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Fides, dal latino, fiducia

Cos’è la fiducia e da dove proviene?
Il termine “fiducia” deriva dal latino “fides”, il quale si riferisce al riconoscimento dell’affidabilità di un’altra persona. Può riguardare diversi ambiti, in cui si trovano sempre coinvolti i sentimenti dell’animo umano: le relazioni amorose, il nucleo famigliare, le amicizie.
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Il passeggiar m’è dolce in questo parco

Ogni giorno, all’imbrunire, Ginevra si ritrovava a camminare in quell’antico parco. Dopo una giornata di lavoro faceva sempre quel percorso per tornare a casa. In quel periodo della stagione, una leggera nebbia si alzava dal fiume che scorreva lì vicino accompagnandola per tutta la lunghezza del sentiero sterrato. Era in città, ma ogni volta le sembrava di entrare in un altro mondo.
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Consigli di lettura: La verde sorpresa, a cura di Umberto Alberini, Franca Merluzzi e Giorgia Gemo

Ti è mai capitato di osservare ripetutamente una villa, un palazzo, una residenza maestosa chiusi al pubblico e di immaginare quali tesori artistici ed architettonici siano custoditi nel recinto delle mura invalicabili?
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Ad ogni passo tutto può cambiare

“Il camminare presuppone che a ogni passo il mondo cambi in qualche suo aspetto e pure che qualcosa cambi in noi”
(Italo Calvino)

Adoro camminare, lo faccio spesso, quasi ogni giorno e più lo faccio e più sento che mi manca nei giorni cui la frenesia non me ne dà il tempo. Il mio corpo ne ha bisogno, la mia anima non ne può fare a meno.
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Prendila con leggerezza!

“Chissà cos’avrà pensato!”. “E se non avesse capito quello che volevo dire?”. “Perché si è rivolto a me con quel tono? Cosa avrà voluto farmi intendere?”.
Alzi la mano chi spesso e volentieri si ritrova a fare questi pensieri durante o in seguito alle situazioni più disparate. Io alzo la mano, sgomito per farmi spazio e mi metto in prima fila fra “quelli che si fanno problemi per tutto”. Un’espressione per indicare coloro che vivono come se ogni cosa dovesse avere un peso definito e riconoscibile, preferibilmente grande.
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LA FELICITÀ HA LE RUGHE

Chissà cosa cercava Mauro Gottardo in quell’armadio in cui da giovane liceale scoprì la Yashica a rullino comprata da suo padre in Giappone nel 1988… da quella ricerca nacque la passione con cui immortala quotidianamente storie, sguardi ed esperienze da condividere per regalare un po’ di speranza.
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Consigli di lettura: La ragazza con le parole in tasca di Anna Dalton

Andrea e i suoi strampalati amici sono tornati! Secondo anno al Longjoy per loro e una nuova occasione di leggere le loro nuove vicissitudini. La storia riparte esattamente da dove l’avevamo lasciata. È estate e durante le vacanze estive ogni studente ha raggiunto la propria destinazione. Per Andrea non c’è altra possibilità che San Neri ed un lavoretto stagionale all’albergo del signor Tarallo, in modo da poter affrontare il nuovo anno a Venezia con qualche soldo da parte.
Da subito il lettore viene riportato alle atmosfere che lo avevano accompagnato nel romanzo precedente: prima San Neri con i suoi vecchietti, poi Joker con il suo fascino sfuggente e infine il Longjoy, Venezia, la laguna, i marmocchi del corso di inglese. Insomma, gli ingredienti ci sono di nuovo tutti, uniti ai nuovi arrivi nel college che si rivelano subito interessanti e capaci di dare una scossa all’equilibrio che il gruppo di amici aveva conquistato durante tutto l’anno precedente. Andrea è sempre più vicino al suo sogno. Il secondo anno al Longjoy College, una delle scuole di giornalismo più prestigiose al mondo, sta per iniziare e non riesce ancora a credere di aver avuto una simile opportunità. Eppure, quando varca la soglia dell’antico edificio lasciandosi alle spalle i canali, Andrea capisce che per lei sarà ancora più dura. Ma ora non è più sola ad affrontare la vita del college, perché è entrata a far parte di uno strambo gruppo di amici: la cinica Marilyn, il dolce Andre, l’irrefrenabile Uno e, soprattutto, il misterioso Joker, che l’ha conquistata al primo sguardo. La grande novità di quest’anno è, senza dubbio, l’arrivo di un nuovo studente: Zen che è la controparte maschile di Andrea, l’esatta metà con le stesse passioni.
In questo secondo capitolo troviamo sempre Venezia, magnifica e ancora più protagonista di questa storia. L’autrice ci regala, addirittura, una settimana a Burano, tra i suoi vicoli di case colorate, accompagnate dalle donne del posto e dai loro magnifici merletti. Un modo per far conoscere questa splendida isoletta della laguna e far venire voglia di andarci immediatamente.
Ormai l’empatia con tutti i personaggi è forte, in questo libro assisteremo alla loro crescita e all’evoluzione dei loro rapporti. Sicuramente chiuderete il libro con la curiosità di sapere come andrà a finire a questa strana combriccola e la tremenda voglia di tornare tra le stanze del Longjoy e sui vaporetti veneziani.
“Quando sei piccolo e ti senti diverso pensi che il mondo ti voglia schiacciare, e che tutte le persone accanto a te siano indifferenti. Ma a volte basta un solo volto amico a cambiare il corso degli eventi.”
Eleonora Brun

Mercury train

La linea Mercury prese il nome dal mitologico dio romano Mercurio, a cui era attribuito il compito di recapitare i messaggi.
Fu un’idea rivoluzionaria concepita negli anni ’30 e commissionata dalla New York Central Railroad per collegare velocemente alcune città del Midwest.
Il treno doveva essere: veloce, comodo, esclusivo e alla moda. Fu commissionato al designer Henry Dreyfuss, che si cimentò con non poche difficoltà nella sua realizzazione. Il designer accettò la sfida passando dall’oggettistica per la casa e le penne stilografiche, alla realizzazione di un treno che potesse coniugare l’estetica esterna a quella interna, l’aerodinamicità al confort.
Ne uscì un capolavoro di Art Decò. Il progetto fu quasi per essere abbandonato quando, sulla sua prima bozza, si fece il calcolo dei costi del nuovo treno che risultò insostenibile per la compagnia. Dreyfuss preso dallo sconforto fece un viaggio in treno e lì ebbe l’idea di convertire dei vecchi convogli nel nuovo treno, abbattendo di quasi i due terzi il suo costo.
Il successo fu immediato tanto che si aggiunsero nuove tratte targate Mercury. L’ultima venne abbandonata ben 30 anni dopo. Il nuovo treno caratterizzò la produzione industriale americana non solo nei trasporti, influenzando anche quello delle automobili caratterizzando un intero paese.
Tra le sue peculiarità vi era il concetto di unire la bellezza esterna con quella interna, in un tutt’uno. Il concedere al viaggiatore una visione molto più ampia dell’esterno, ampliando e abbassando l’altezza dei finestrini. Lusso e comodità davano quel tocco di esclusività, mente il confort era garantito da alcune ingegnose soluzione tecniche per limitare le vibrazioni. Anche gli spazi interni, furono rivisitati e innovati, per accogliere meglio i passeggeri. Questo concetto si espresse al massimo nella carrozza ristorante e nella realizzazione di un vero proprio salotto vetrato posizionato alla fine del convoglio.

Michele Vida “Baudasch”

Comunicazioni stradali

Vi è mai capitato di guidare su una strada che “parla”?
Recentemente, mentre percorrevo un tratto di strada appena riasfaltato, ho sentito un rumore strano e ho subito pensato di avere un problema alle gomme. Orecchie tese all’ascolto e velocità ridotta: quello che sentivo era più un suono, un lamento, sembrava quasi il canto di una balena, prolungato, continuo, affascinante. Mentre rimuginavo sul da farsi e la mia mente si focalizzava sull’immagine di Dori che parla il balenese, il suono di colpo scompare e la via ritorna ad essere quella di sempre, buche comprese.
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Consigli di lettura: Ogni piccola cosa interrotta di Silvia Celani

“«Si è rotto, papà. Si è rotto ed è tutta colpa mia. Tu non c’eri e io mi sentivo così sola. Ti avevo promesso che me ne sarei presa cura, invece guarda cosa ho fatto. Si è rotto perché non l’ho protetto nel modo giusto…»
Il papà la abbraccia. È caldo e sa di buono. «Oh, tesoro mio, sono sicuro che tu te ne sia presa cura. Anche se cerchiamo di proteggere ciò che amiamo con tutti noi stessi, non sempre siamo in grado di farlo, sai?».
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Resilienza vs resistenza

CHE FAI: RESISTI O RI-SALI?
Resistere e insistere sulle nostre posizioni, come i partigiani di fronte agli eventi bellici o come un atleta che sostiene grandi fatiche, sembrerebbe una virtù.
Per capirci un po’ meglio, chiamiamo in causa l’etimologia: il verbo deriva dal latino “sisto”, cioè “mi fermo”. Di fronte alle sollecitazioni un materiale resistente non si modifica, resta appunto indeformato.
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I’m feeling blue

A gennaio è sempre lì ad aspettarci carico di tristezza e depressione, il lunedì più blu dell’anno è il giorno della tristezza, della malinconia, della depressione.
Ma perché proprio il blu? Clarice Lispector, ucraina di nascita, naturalizzata brasiliana, usava queste parole per descriverlo: Continua a leggere “I’m feeling blue”

Profumo di glicine

Oggi l’aria profuma di glicine, adoro la primavera, le giornate si allungano, il sole si fa più caldo, lo percepisco, mentre con i suoi raggi mi accarezza la pelle. Gli alberi fioriti danno quel tocco di colore a tutto ciò, che fino a un attimo prima, era grigio e spoglio. Api e farfalle svolazzano allegramente sui prati, provocando in me un impellente bisogno di stare all’aperto.
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La voce d’oro d’america

“Ho una voce che è un dono di Dio, sono un ex-speaker radiofonico che sta attraversando un momento molto difficile. Per favore, qualunque aiuto sarà apprezzato. Grazie e che Dio vi benedica”.

Era un giorno grigio e nuvoloso, un senza tetto, con un piccolo cartello in mano, si avvicina al finestrino di una macchina ferma ad un semaforo.
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Divertirsi per ottenere ciò che si vuole

Sono qui seduta sul mio divano intenta a scrivere questo articolo. Devo finirlo entro domani. No… Non devo: voglio! 

Nella vita ho capito questa gran bella differenza. Se “di qualcosa” ripeto continuamente che “devo” allora mi chiedo: “lo voglio davvero”? Continua a leggere “Divertirsi per ottenere ciò che si vuole”

Consigli di lettura: La verde bellezza

La verde bellezza, a cura di Franca Merluzzi e Giorgia Gemo

“Sarebbe bello fare una passeggiata nel verde… Sì, ma dove?”: se vi è mai capitata una domenica libera con tanta voglia di far girare le scarpe senza sapere dove andare, allora questo è il libro perfetto per voi!
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Cose che ho imparato da te

Giada si rigirò fra le mani il ciondolo appena scartato dall’involucro che lo conservava intatto dentro una scatola di scarpe adibita a portaoggetti. L’albero era pronto per essere addobbato, ma quel pendaglio doveva essere posizionato per primo. Solo dopo era possibile proseguire nelle decorazioni.
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Cosa de-sidera?

Ormai si vede la cima, mancano ancora pochi passi in salita. Le gambe tremano, il fiato è corto, il cuore batte ad un ritmo accelerato.
Il panorama visto da lassù è indescrivibile. Stupisce di giorno, quando l’altezza permette di allargare gli orizzonti, valicando i confini geografici, ma stupisce anche di notte, quando il cielo si riempie di stelle, diamanti che lo smog e le luci della città non consentono di distinguere con tanta nitidezza.
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Consigli di lettura: La paranza dei bambini

Coinvolgente fin dalle prime pagine. Intenso, romantico e crudele al tempo stesso mi ha subito riportato alla memoria i tanti film visti sui boss della malavita. Quei film dove il padrino, figura dal carisma irresistibile e totalizzante, riesce ad affascinare, intimorire, attrarre e soggiogare chiunque entri nella sua sfera compreso lo spettatore.
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