La traduttrice del silenzio

Ci sono persone sempre di corsa, che corrono tra un impegno e l’altro e che non si lamentano. Ce ne sono altre che invece si lamentano correndo.
Il più delle volte chi corre senza lamentarsi trova anche il tempo di rendere fruttuose le poche pause concesse. Valentina, una cara collega e amica, è tra queste. La vedo sempre camminare a passo svelto tra i corridoi della scuola, riusciamo a scambiare qualche parola veloce, perché lei il tempo per questo lo trova sempre, ed è sempre sorridente. Non la sento mai lamentarsi né elencare tutte le cose che fa, e credetemi ne fa davvero tante.
Un giorno, in un momento di pausa, mi confida di essere un po’ stanca perché – ancora pochi lo sanno – sta per essere pubblicato il suo romanzo! Per un attimo rimango sorpresa, poi la abbraccio orgogliosa e le chiedo quando ha trovato il tempo: “durante una delle gravidanze” è la risposta! Certo, perché lei è anche mamma di due bambini che sono dolci complici delle sue corse.
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Consigli di lettura: La casa sull’albero – Vera Buck

Vera mi ha conquistato già col suo esordio ma devo dire che questo libro mi ha decisamente risucchiata tra le sue pagine. I capitoli si susseguono rapidi e lasciandoti sempre sul filo di lama, invitandoti a leggerne subito un altro. È tempo di vacanze. Henrik e Nora hanno deciso di andare in Svezia, nella vecchia baita di famiglia, con Fynn, il figlio di cinque anni. Tutto è rimasto come nei ricordi d’infanzia di Henrik: la casa di legno rossa con le finestre bianche, il prato, il laghetto che splende al sole. Sembra di trovarsi in una fiaba. Eppure, nonostante la proprietà si trovi ai margini dell’ultima zona selvaggia d’Europa, in una foresta così grande da camminare per ore senza incontrare anima viva, sembra che qualcuno ci abbia vissuto di recente. Continua a leggere “Consigli di lettura: La casa sull’albero – Vera Buck”

Il viaggio per tornare piccoli

Si parte dalla cornice del Teatro Nuovo Giovanni da Udine, platea e gallerie contano il tutto esaurito. I grandi seduti ad ascoltare i piccoli sul palco, Nicholas e Isabel saranno le nostre guide, spontaneamente perfette come solo i bambini sanno essere. Un viaggio fatto di risate, sorprese e tanta intensità, destinazione finale: la felicità è una cosa semplice. Sì perché a volte noi adulti, sempre presi dalle incombenze della vita, finiamo per smettere di credere, intrappolati in sovrastrutture indossate come maschere protettive, fortini inespugnabili in cui custodire il nostro io più vero. Nessuna incursione dall’esterno ma al tempo stesso incapaci di uscire allo scoperto. Arriva il momento in cui gli adulti fanno le domande ai bambini. Continua a leggere “Il viaggio per tornare piccoli”

Consigli di lettura: Sette brevi lezioni di Fisica – Carlo Rovelli –

“Ci sono frontiere, dove stiamo imparando, e brucia il nostro desiderio di sapere. Sono nelle profondità più minute del tessuto dello spazio, nelle origini del cosmo, nella natura del tempo, nel fato dei buchi neri, e nel funzionamento del nostro stesso pensiero. Qui, sul bordo di quello che sappiamo, a contatto con l’oceano di quanto non sappiamo, brillano il mistero del mondo, la bellezza del mondo, e ci lasciano senza fiato”. Da questo presupposto nascono queste «brevi lezioni», che ci guidano, con ammirevole trasparenza, attraverso alcune tappe inevitabili della rivoluzione che ha scosso la fisica nel secolo XX e la scuote tuttora: a partire dalla teoria della relatività generale di Einstein e della meccanica quantistica fino alle questioni aperte sulla architettura del cosmo, sulle particelle elementari, sulla gravità quantistica, sulla natura del tempo e della mente. Alla fine però, tutto questo è sottilmente intrecciato con noi esseri viventi. Lo ho trovato un bel ripasso e soprattutto una bella lezione di vita.

Marta Santin

Maritudine, appartenenza al mare

Il mare, dolce come un sussurro ma intenso fino ad entrarti nel profondo, per me è da sempre un compagno presente, i miei pensieri si riflettono tra i suoi colori e battono a tempo del suono delle onde che si adagiano a riva. Il suo eco è forte, tanto da raggiungermi anche quando sono lontana. Se mi capita di avvertire un po’ di inquietudine chiudo gli occhi e provo ad immaginarmi seduta a riva.  Subito tutto diventa più chiaro e semplice. Sento che posso lasciare andare le preoccupazioni, le paure, le ansie. È appartenenza al mare, è maritudine. Ma cosa vuol dire questa parola? “Maritudine” è un neologismo che racchiude in sé l’essenza dell’essere legati al mare, del respirare il mare in tutta la sua profondità e bellezza. Questo termine ha un significato difficile da spiegare, è un sentimento che va oltre le parole, è quel richiamo profondo, che ci attrae come una calamita. È un richiamo che parla al nostro cuore, alla nostra anima. Continua a leggere “Maritudine, appartenenza al mare”

Consigli di lettura: La piccola erboristeria di Montmartre – Donatella Rizzati –

Romantico, scientifico a volte e per me che sono tecnico di laboratorio, le intriganti ricette per cosmesi e preparazioni sono state un bel contorno a questa lettura profonda e scorrevole. Esiste un rimedio per il mal d’amore? Viola Consalvi, di professione naturopata, è impaziente di scoprirlo. Nonostante abbia poco più di trent’anni, la vita ha già colpito duro con lei, portandole via il marito. Così anche il suo lavoro in uno studio di medicina olistica ha smesso di interessarla, e quando tutto sembra sul punto di crollarle addosso capisce che la sola cosa da fare è tornare nella città che anni prima l’ha resa felice: Parigi, dove ha frequentato la scuola di naturopatia e dove, nascosto tra i tetti di Montmartre, c’è l’unico luogo in cui si senta davvero al sicuro, l’erboristeria delle sorelle Fleuret-Bourry. Continua a leggere “Consigli di lettura: La piccola erboristeria di Montmartre – Donatella Rizzati –”

Era un giovedì

Era un giovedì, un giovedì di maggio. “Una giornata calda e umida…” dissero poi i grandi, parole pronunciate quasi sottovoce nelle discussioni dei mesi successivi. Il rivivere quel ricordo metteva ancora paura, tanta paura. Avevo cinque anni, io e mia sorella eravamo già a letto quella sera e, come ogni sera, ci facevamo i dispetti. Scuotevamo con le gambe i nostri letti, io il suo, lei il mio. La televisione in bianco e nero nel soggiorno trasmetteva un varietà musicale e una fievole luce attraversava il corridoio, fino alla nostra camera. Poi all’improvviso scomparve e tutto piombò nel buio più assoluto. Mia sorella, con la forza dei suoi quasi tre anni, mi scuoteva il letto come non aveva mai fatto prima: “è proprio arrabbiata!” Pensai. “Smettila!”, “Ma sei tu che mi fai dispetti!”, “Io? Sei tu!” Io ero immobile, lei pure. Continua a leggere “Era un giovedì”

Come può uno scoglio, arginare il mare

…e poi arrivi al suo cospetto e ti fermi: i piedi nella sabbia soffice, gli occhi riempiti dalle mille sfumature di blu, le orecchie cullate dal suono della risacca, l’odore di salmastro che solletica il naso. Il mare è capace di accarezzare tutti i nostri sensi, cullare i nostri pensieri. Spesso, anche d’inverno, di fronte al mare mi scopro piccola, insignificante, stanca e malinconica. Il mare ha la capacità di sedarmi e di costringermi a fermarmi, sostare, riflettere. Lo diceva anche Leopardi: “Così tra questa immensità s’annega il pensier mio e il naufragar m’è dolce in questo mare”… Inevitabilmente in quel blu profondo ognuno si lascia cullare dai pensieri. Solo a volte quei pensieri diventano tempeste, turbini, mareggiate e, come cita Battisti, come può un semplice scoglio fermare tale tzunami di pensieri. Continua a leggere “Come può uno scoglio, arginare il mare”

Consigli di lettura: Risplendo non brucio – Ilaria Tuti

Nei romanzi di Ilaria Tuti ritrovo sempre una piacevole certezza: leggere la prima frase e ritrovarsi con balzo deciso immersi nella storia. Niente indugi né introduzioni, bum! Dritti nel bel mezzo della trama. Ed è così che ci si ritrova a Trieste durante la seconda guerra mondiale a seguire la storia di Ada, donna intraprendente, medico dallo sguardo acuto, mamma con l’unico obiettivo di tenere il suo neonato al sicuro dalle barbarie. E parallelamente a seguire le vicende del professor Adami, padre di Ada, prigioniero nel campo di concentramento di Dachau. Continua a leggere “Consigli di lettura: Risplendo non brucio – Ilaria Tuti”

Anime & corpi

C’è sempre un perché nel succedersi delle cose. La follia, il sentimento, l’amore, la razionalità, la ragione… fanno tutti parte del programma. Il grande foglio bianco dove una mano senza materia disegnerà l’unione di due anime particolari è già pronto. Il tratto sicuro senza sbavature, traccia fatti ed eventi senza esitare con la precisione di un architetto. Il lapis fatto di un legno duro, difficile da spuntare, con l’anima di una grafite dolce e quasi inesauribile, quasi infinita, traccerà gli eventi, le gioie, gli ostacoli che troverai sul tuo cammino… e tutto prende forma, tutte le linee solcate sul foglio hanno un senso vero ed efficace con i punti di luce e le sue ombre. L’incontro di due anime speciali non è mai a caso. Due anime particolari si incrociano perché sono già dedicate una all’altra da tempo. Sono fatte per stare insieme come le nuvole ed il cielo, come un fiore e la terra, come i sassi stondati di un torrente di montagna… Continua a leggere “Anime & corpi”

La Teoria del Faro

Ci sono persone che amiamo e che vorremmo “salvare”… Ma a un certo punto capiamo che non possiamo entrare nella tempesta al posto loro. Recentemente ho letto una metafora riguardante il faro che mi ha fatto piuttosto riflettere:“Un faro non rincorre le navi. Non si getta nelle onde. Non si consuma per dimostrare amore” Il faro fa una cosa sola: resta fermo. Fa luce. Nelle relazioni non possiamo portarci dietro il viaggio di qualcun altro, scegliere al posto suo, cambiare chi non è pronto a cambiare. Perché l’amore non sostituisce la scelta. E la crescita non si può delegare. Il nostro ruolo non è salvare. È restare noi stessi. Non perderci mentre cerchiamo di aiutare. Non spegnerci per accendere qualcun altro. Ricorda: il faro illumina, non affonda. A volte ci confondiamo: pensiamo che amare significhi intervenire, sistemare, convincere, resistere più dell’altro. E così la relazione diventa un lavoro… e la cura un peso. La Teoria del Faro nasce da un’idea semplice ma liberatoria: nelle relazioni sane la presenza non è inseguimento. È stabilità. È coerenza. È scegliere di esserci senza annullarsi. Quando impariamo a non farci trascinare nella tempesta altrui, succede una cosa paradossale: diventiamo davvero utili. Perché la luce serve davvero solo se resta accesa. E non può restare accesa se bruciamo noi per primi. Dove ti trovi tu oggi? Sei più una luce sulla riva… o un’onda nella tempesta di qualcun altro?

Laura Buosi

Consigli di lettura: Una scrittrice in cucina – Laurie Colwin –

Un libro prezioso su come coltivare la felicità. Il segreto sta nel tono. Laurie Colwin invita a riscoprire il piacere del far da mangiare per gli altri e del mangiare insieme come occasione di condivisione, di incontro e di intimità – il che non era affatto scontato negli Stati Uniti reaganiani degli anni Ottanta, come non lo è in una città contemporanea dove dilagano le app di food delivery. Le sue ricette spaziano gioiosamente fra tradizioni diverse (americana, mediterranea, caraibica, britannica…) ma prediligono sempre la semplicità e l’efficacia, sono costellate di utili dritte e accompagnate da aneddoti e ricordi altrettanto gustosi: queste pagine ci portano nella Columbia University occupata del ’68 e nella mensa di un centro di accoglienza per donne senzatetto, nei cenoni di una famiglia ebraica newyorkese e sulla veranda fatiscente di una casa di villeggiatura. Home Cooking è l’opera di una narratrice sopraffina e di una cuoca generosa, che affronta anche con ironia i suoi insuccessi e le sue carenze, un’autobiografia attraverso il cibo e gli aneddoti culinari.

Marta Santin

Riuso con gusto

Alzi la mano chi non ha mai pranzato in malga ordinando un piatto fumante di blecs! Certo, esclusi coloro che non vivono in Friuli… Da dove viene il nome di questi maltagliati a base di farina di mais e di grano saraceno? Conditi con ricotta affumicata o ragù di cortile, sono un formato di pasta tipico del Friuli. La ricetta già dice molto: probabilmente ogni famiglia li componeva con gli avanzi della dispensa e con il tipo di farina che si trovava in giro. Anche il nome italiano di maltagliati può aiutarci: blec in friulano significa proprio toppa, pezza. Quando pensiamo ai costumi tradizionali di questa o quella zona, quando li ammiriamo nei musei etnografici o alle rievocazioni storiche, spesso non poniamo attenzione a dei dettagli rilevanti: l’abito contadino era necessariamente rammendato e rattoppato. Continua a leggere “Riuso con gusto”

Carta, penna e gratitudine

Oggi le parole che scriviamo passano quasi tutte attraverso la tastiera di uno smartphone o di un computer. Eppure, è quando ricevo una lettera o un biglietto scritto a mano che mi emoziono davvero. Come se quella pagina fosse un ponte, un punto di contatto tra le mani che l’hanno calcata con la penna e le mie dita che ne sfiorano la trama. Ho un’amica in Norvegia, si chiama Mila. E con lei c’è questa dolcissima abitudine d’altri tempi: ci scambiamo, di tanto in tanto, lettere e bigliettini di auguri per le ricorrenze. Poche volte l’anno, ma credo sia proprio questo a renderle così speciali. Quanti messaggi riceviamo ogni giorno con le app di messaggistica? Il troppo crea abitudine, ed è così che le farfalle nello stomaco smettono di volare. Mila poi ha una creatività incredibile. Decora sempre le pagine con adesivi, penne colorate, piccoli disegni fatti a mano. Una volta ha persino spedito della cioccolata, insieme al biglietto! Le generazioni più giovani potrebbero sorridere di questo, e pensare che sia una grande perdita di tempo. Certo, con WhatsApp cosa ci vuole? Un tap e sei dall’altra parte del mondo! Continua a leggere “Carta, penna e gratitudine”

Consigli di lettura: Manuale pratico di smarrimento – Lorenzo Marone

ILLUMINANTE, SEMPLICEMENTE FACILE: un breviario gentile e disordinato, una raccolta di piccoli diritti non scritti che nessuno ci ha mai concesso ufficialmente, ma che forse è ora di rivendicare: il diritto a smarrirsi, a non piacere, a non scegliere, a non essere rintracciabili, a non ricominciare, a non evolvere, a dimenticare il finale.  Un libro per chi si sente un po’ stonato ma ancora capace di canticchiare, per chi ha le idee confuse ma le mani calde, per chi inciampa, si ferma, non sa, ma intanto c’è. Tra pesci incompresi, piccioni viaggiatori e cavallucci marini meditativi, Manuale pratico di smarrimento ci ricorda che non tutto deve avere una direzione, non ogni fine una rinascita, non ogni dolore una lezione. Continua a leggere “Consigli di lettura: Manuale pratico di smarrimento – Lorenzo Marone”

Com’è la tua scrivania?

Tra smart working e postazioni lavorative che ruotano sempre più spesso, non esiste una scrivania dove si ha uno spazio proprio ma c’è un movimento continuo condiviso con altri colleghi. Personalmente sono ancora “vecchio stile” e anche se piccolo, a me piace adornare il tavolo da lavoro per sentirlo più “mio”. In base a ciò che è possibile fare, mi basta avere una gommina colorata nella matita che uso abitualmente, penne di colore differente oppure divertirmi con i vari oggetti che porto. Secondo me, osservando la scrivania di una persona, si riesce a capire molto della stessa: la personalità esce anche nelle piccole cose. E tu come personalizzi la scrivania?

Katiuscia Salmaso

Nuvole di cartone

Boati lontani
si avvicinano, veloci,
cavalcando nuvole di cartone.
Carri di fuoco, immobili,
sospesi nel vuoto
a fili invisibili,
bruciano il mio desiderio.
Destino scellerato,
cieco nella sua follia:
migliaia di vite spezzate.
Sono disteso a terra,
le braccia e le gambe aperte,
legate da fili di nailon
a paletti conficcati nel suolo.
A ogni minimo movimento
i fili affondano nella carne
e il sangue scuro
impara la strada della terra.
Non voglio urlare.
Impazzirò dal dolore,
ma resisterò a denti stretti.
Attorno a me c’è gente.
Il mio dolore ha un pubblico,
e qualcuno ha pagato
per restare a guardare.
Sopra di me
si proiettano senza tregua
immagini di te
e di lui.
Non voglio vedere.
Cerco di chiudere gli occhi,
ma mani piccole, ostinate,
grasse e sudate,
me lo impediscono.
Continua a leggere “Nuvole di cartone”

Consigli di lettura: piccoli fantasmi – Gregg Dunnett

Quando qualcuno mi chiede in base a cosa scelgo i libri da leggere spesso rispondo che non lo so: questa sarebbe la solita volta, anche se forse questa copertina un po’ mi perseguitava sulle varie pagine web. A catturarmi la trama visto che spesso io dei discorsi al vento li faccio volentieri, non sentendomi per nulla pazza. Sono trascorsi due anni ormai da quando Layla Martin, 10 anni, è stata rapita e uccisa. Un delitto irrisolto che ha quasi distrutto la sua famiglia e che adesso sta per essere archiviato. Ma l’ispettore Kieran Clarke, colui che fin dal primo momento ha diretto le indagini, propone un ultimo disperato tentativo: partecipare al programma televisivo Crimebusters per riportare il caso all’attenzione del pubblico e sperare in nuovi indizi. Continua a leggere “Consigli di lettura: piccoli fantasmi – Gregg Dunnett”

Donne, è arrivato l’arrotino

Si ritorna solo andando via: bisognerebbe chiederlo a chi ha fatto dell’andare non solo la propria vita ma anche la propria storia. Esiste un posto, una valle stretta e lunga, dura certe volte come solo la montagna sa essere, in cui andare via ha permesso non solo di ritornare con qualche spiccio in più ma anche di cambiare la storia dell’Europa, e della valle stessa. È Ottocento inoltrato quando cominciano i grandi flussi migratori dalla Val Resia (UD): da qualche decennio gli uomini si sono specializzati nell’arte dell’arrotatura di forbici e coltelli per cui la krama (cassa di legno da portare in spalla a mo’ di zaino) prima e la krosma (carretto attrezzato a due ruote) dopo hanno permesso lo spostamento verso le direttrici che sotto la valle si aprono un po’ più facilmente. Gli arrotini resiani sono conosciuti fino nelle città dell’Impero austro-ungarico, nella vecchia Serbia e in Romania, in Slovenia e in Croazia: è la bicicletta la prima delle innovazioni a permettere spostamenti così a lungo raggio, seguita dall’automobile con il megafono e il celebre disco che risuona nelle vie dei paesi. Continua a leggere “Donne, è arrivato l’arrotino”

INTRA – TENERE: tenere con sé

Nel mio ultimo articolo, a proposito dei diritti del lettore, accenno al fatto che leggere deve essere per il lettore un intrattenimento, un’attività piacevole da svolgere durante il tempo libero, e proprio su questo vorrei riflettere. Come occupiamo il tempo libero che abbiamo a disposizione?
Inizio pensando che intrattenere significa tenere con sé e già qui dovremmo pensare alla qualità di ciò con cui ci intratteniamo perché finisce per far parte di noi. Ogni giorno passo circa un’ora e mezza alla guida e spesso, mentre guido, per passare il tempo ascolto dei podcast. Ultimamente mi sono dedicata a quelli di Heloola, una community di lettura principalmente incentrata nella narrativa straniera contemporanea, fondata nel 2019 dalla passione di due sorelle, Giada e Alice Cancellario, e che dal 2025 è anche una casa editrice. Continua a leggere “INTRA – TENERE: tenere con sé”

Invisibile

Invisibile significa impossibile da vedere.
Eppure esisti. Ti guardi allo specchio mentre ti fai la barba, ti passi le dita tra i capelli, ti fermi sulle scale con le mani sui fianchi e, come insegnava Charlie Chaplin, sorridi: perché un giorno senza sorriso è un giorno sprecato. E poi piangi. Piangi sotto la pioggia, così che nessuno veda. Eppure, sei invisibile. Lo diventi piano, ora dopo ora. Agli occhi di chi ti voleva bene, di chi frequentavi. Si allontanano, perché stare vicino al dolore è un compito per pochi. E impari che nella vita hai incontrato tante maschere e pochi volti. Esci sempre meno.
Il male non conosce orari, non distingue i giorni. Non ci sono più grigliate, aperitivi, partite a basket, birre con gli amici. E quando qualcuno ti incontra, tra una farmacia e una visita, ti dice cosa dovresti fare: mangiare meglio, dormire di più, correre, camminare. Parole leggere, buttate lì. All’inizio ascolti. Poi ti chiedi: che ne sanno?
Che ne sanno di certe giornate, di certe notti, di certi anni. Diventi sempre più piccolo. Invisibile. Non hai più un lavoro.
Continua a leggere “Invisibile”

Consigli di lettura: I buoni propositi di Sabrina Gabriele

Vanni, Costanza e Ermanno, un trio indivisibile, un’amicizia giovane e spensierata, fatta di sogni, progetti e promesse sincere. Tra loro l’amore che sboccia, potente e travolgente, il sentimento celato, quello che rode dentro e consuma, la guerra e il regime che getta le ombre di un futuro indesiderato. Tre anime affini che si incontrano al di là della provenienza di classe, ma che nonostante il forte sentimento di affetto dovranno fare i conti con la realtà, e con la necessità di fare delle scelte scomode, che non si addicono al cuore ma alla classe di appartenenza. Le strade dei tre ragazzi si separeranno per sempre o quasi, alcuni sogni rimarranno chiusi nel cassetto, altri prenderanno vita dopo decenni, altri ancora cercheranno la via della redenzione. “I buoni propositi di inizio anno sono un archivio di ambizioni mancate e di rimpianti, da cui ogni tanto sbuca un piccolo o grande miracolo a cui tutti si appigliano per continuare a credere al proprio. Il valore dei buoni propositi non è nel loro compimento. E’ nel viaggio verso la realizzazione…e quel viaggio, cara Agata, è la vita.”

Monia Rossi

Sotto la Grande Onda: quando l’arte manifesta la fragilità umana

C’è un’onda che ci insegue sempre. Non è una semplice onda: è una montagna liquida, pronta a travolgerci, minacciosa e allo stesso tempo bellissima. È La Grande Onda di Kanagawa di Hokusai, capolavoro della xilografia giapponese, che da sempre mi affascina per la sua forza e il suo realismo. Ancora oggi, quando mi ritrovo davanti a quell’opera, vedo riflessa la fragilità umana e la brevità della vita. L’opera ritrae un’onda gigantesca, congelata nell’istante prima di abbattersi su piccole imbarcazioni, con il Monte Fuji all’orizzonte, immobile e distante. Per me, questa onda è il simbolo del dolore improvviso, incontrollabile, che si abbatte sulle nostre vite come sulle barchette in mare: piccole, indifese, esposte, totalmente in balia. E, di fronte a ciò che ci travolge, ci sentiamo microscopici e impotenti. Continua a leggere “Sotto la Grande Onda: quando l’arte manifesta la fragilità umana”

Mi voglio felice

Quando, durante un viaggio in solitaria Pordenone – Bibione, accendo la musica e stacco i pensieri dalla quotidianità, mi arriva forte e chiara questa frase: “Mi voglio felice”. Arriva di botto, con tutta la forza che ha in sé. Cosa vuol dire? Tutto e niente in verità, ma mi è subito chiaro che è arrivato il momento di un bel cambiamento. Non perché io non sia mai felice, ma perché posso esserlo di più, semplicemente cambiando alcune cose che al momento mi fanno rallentare. Devo avere il coraggio di non portare avanti tutto quello che, fino ad ora, mi ha accompagnato nel percorso della vita, ma ho bisogno di eliminare ciò che non mi è più funzionale. È necessario potare per dare spazio al nuovo. Devo prendere le forbici e tagliare quei pesi che mi ancorano e non mi permettono di navigare a vele spiegate nel mare della vita. Non so minimamente come farò, ma prendo l’impegno con me stessa di dedicarmi del tempo “vuoto” alla ricerca della maggior felicità.

Katiuscia Salmaso

Prendersi cura della rabbia

La rabbia è un’emozione universale, un sentimento che tutti abbiamo provato almeno una volta nella vita. È un fuoco che arde dentro di noi, un grido di protesta contro l’ingiustizia, la frustrazione, il dolore. Quando parliamo di rabbia, spesso la trattiamo come un nemico da zittire, reprimere o scaricare il più in fretta possibile. Da poco mi sono imbattuta su una chiave di lettura differente, quella del maestro monaco zen Thich Nhat Hanh che ci propone un diverso punto di vista, secondo me molto rivoluzionario: la rabbia vista come un bambino che piange, bisognoso di cure amorevoli. Un bambino che urla, non unicamente lo fa per attirare l’attenzione, ma per essere ascoltato e per essere compreso. Allo stesso modo funziona anche la rabbia: è una parte di noi che sta chiedendo presenza e cura e non va ignorata o rifiutata perché questo genererebbe ancora più dolore. Tutti noi abbiamo il diritto di sentirci arrabbiati. Continua a leggere “Prendersi cura della rabbia”

Segnali Stradali

L’Italia è un paese meraviglioso ricco di storia, arte, cultura, fascino di paesaggi e bellezze naturali… Ma c’è una cosa che fa impazzire gli stranieri quando vengono in Italia per visitarla in lungo e in largo: la trovano strana e, proprio per questo, ne restano ipnotizzati, affascinati. Il mondo ci guarda attraverso la Tv con i programmi italiani trasmessi in ogni dove grazie ai satelliti o internet: programmi di cucina ne abbiamo da vendere, ci sono in ogni canale… Se vuoi, puoi gustarti gli occhi o prendere appunti ad ogni ora del giorno e della notte grazie a programmi dove cuochi, chef o semplici amanti della buona tavola dispensano ricette sfiziose. Poi c’è lo sport con il nostro famoso, dispendioso e mal digerito gioco del calcio: ci sono club delle varie squadre in molti paesi stranieri. Che dire poi delle nostre soap opera maccheroniche? Le varie saghe delle famiglie italiane più o meno blasonate che, anche se sono ricche sfondate, si annoiano e cercano qualcosa di alternativo per passare il lento tempo della giornata… Ma, come scritto all’inizio, gli stranieri che ci vedono in Tv o che vengono a far visita al nostro stivale, restano sempre stregati dal nostro modo di parlare: siamo dei gran chiacchieroni, senza dubbio, e abbiamo non so quanti dialetti in uso. Continua a leggere “Segnali Stradali”

Consigli di lettura: Madri di Simona Segoloni Ruta

Si tratta di un libro particolare, di un genere particolare, di una collana particolare. Edizioni Messaggero Padova propone una serie di piccoli libri in cui alcune parole non ancora logore vengono messe allo specchio con l’autore o l’autrice nella riflessione di significati antichi e nuovi. La teologia si contamina ancora una volta con gli studi di genere e la Scrittura viene liberata dalle letture patriarcale riduttive rispetto all’esperienza della maternità. Con parole semplici ma schiette, Segoloni Ruta apre una riflessione sulla maternità di Dio e della Chiesa che portano a rileggere la propria storia di figliolanza prima che di generativitá. La domanda che ci si porta dentro è più o meno questa: quale modello vogliamo proporre ai nostri figli e alle nostre figlie? Sorprendente la confessione finale che la risposta viene da un mondo rurale non raggiunto dal femminismo. Specchiare un’immagine diversa è possibile: a tante madri e a tanti padri il compito di rendere tale riflesso immagine reale; in un agile libretto alcuni spunti dei diversi campi d’azione, non solo per i credenti.
Elisa Parise

356.633.660

Più di 356 milioni in 12 ore. Ma cosa sarà successo il 29 luglio 2019 di così speciale? Questa notizia ha dell’incredibile: per i numeri da capogiro, per la velocità con la quale è successo, per il numero di persone coinvolte, per dove è successo. Sì! Lo sto facendo apposta nel tenervi sulle spine. Ma il bello di un regalo è l’emozione della sua attesa.
Credo che anche questo possa essere un regalo per tutti noi.
I trecentocinquantasei milioni, sono alberi! Dodici ore, il tempo che è servito per piantarli tutti. Polverizzando il precedente record di sessantasei milioni dell’India. Ma dove è successo? Continua a leggere “356.633.660”

Aggiustare il mondo

Quando George, a 79 anni, andò in pensione, non comprò né una mazza da golf né un’amaca. Appese un cartello fatto a mano alla finestra del suo garage: “Cose rotte? Portatele qui. Nessun costo. Solo tè e chiacchiere.” I suoi vicini, nella sbiadita cittadina industriale di Maple Grove, pensarono che fosse impazzito. “Chi mai aggiusta cose gratis?” borbottò il barbiere. Ma George aveva un motivo. Sua moglie, Ruth, aveva passato decenni ad aggiustare cappotti strappati e cornici incrinate per chiunque bussasse. “Lo spreco è un’abitudine,” diceva. “La gentilezza è la cura.” Era morta l’anno prima, e le mani di George prudevano dalla voglia di riparare ciò che lei aveva lasciato. La prima a bussare fu Mia, 8 anni, trascinando un camioncino di plastica con una ruota mancante. “Papà dice che non possiamo permetterci di comprarne uno nuovo,” mormorò. Continua a leggere “Aggiustare il mondo”

Buona la prima

Tutti giù per terra. Perché ? Perché oggi si gioca a Sitting Volley. Cos’è? Non è la prima volta che ne parliamo qui a La Gazzetta del Sole, ma ora ve lo racconto dagli spalti del primo “Trofeo Internazionale Città di Sacile”. Nato in Olanda negli anni 50, viene definito disciplina paralimpica, una variante inclusiva della pallavolo che si gioca stando seduti a terra. Il campo ha le dimensioni ridotte e la rete, naturalmente, è più bassa, si gioca sei contro sei. Le squadre sono composte da persone con disabilità fisiche, visibili nel caso di amputazioni, o meno nel caso di patologie diverse, ma anche da atleti normodotati proprio allo scopo di facilitare l’integrazione. Non fatevi fuorviare dalle apparenze, non è così facile come sembra, Continua a leggere “Buona la prima”

Ogni fine è un nuovo inizio

Chi mi conosce, sa quanto ami il mese di giugno. Mi piace non solo perché nella mia famiglia in questo mese si festeggiano molti compleanni, compreso il mio, ma anche perché, essendo un’insegnante, anche una volta terminati gli anni da studentessa ho continuato a preservare quella sensazione di frizzante euforia che si avvertiva quando si avvicinavano le vacanze estive. Chiaramente, concluse le lezioni, per i docenti non finiscono gli impegni scolastici, ma resta che il più è fatto e si può riprendere fiato dopo mesi di lezioni, verifiche, colloqui e riunioni. In un caso come questo la parola “fine” ci piace, perché implica la conclusione di un periodo di fatiche. Non è lo stesso quando si parla della fine di un amore, di una situazione piacevole o magari di un contratto di lavoro nel quale avevamo riposto molte speranze. Continua a leggere “Ogni fine è un nuovo inizio”

Consigli di lettura: Il matrimonio – Jason Rekulak –

Conoscevo questo autore e ho consigliato ad una mia collega/amica di prendere il libro! Pochi giorni dopo lo ha finito quindi me lo ha prestato! Un libro vortice…che ti lega! Un matrimonio perfetto con l’uomo perfetto, questo è tutto ciò che Maggie ha sempre desiderato. E ora che sta per sposare Aidan Gardner la realtà sembra superare ogni aspettativa. Il futuro marito, infatti, non è solo un artista molto dotato ma anche il rampollo di una delle più grandi aziende degli Stati Uniti. Affinché il quadro sia completo manca solo Frank, suo padre. Sono passati tre anni dall’ultima volta che si sono visti ed è finalmente arrivato il momento di riconciliarsi. Lui, dal canto suo, è deciso a non ripetere gli errori del passato ed è pronto a fare qualsiasi cosa per tornare a far parte della vita di Maggie. Una vita fatta di lusso estremo ma anche di lavoro h24… E non importa se a pagare le spese della cerimonia saranno i Gardner, o se Aidan è scostante con il suocero e nasconde dei segreti: Frank non può rovinare tutto. Non questa volta. Eppure qualcuno sta cercando di incriminare lo sposo per la scomparsa di una ragazza. Forse Maggie sta per compiere un irreparabile errore? Nel corso di un fine settimana epocale, padre e figlia saranno costretti a fare i conti con le loro differenze e ad ammettere verità inconfessabili, anche a costo… della loro vita.
Marta Santin

Silenzio

Vi è mai capitato di pensare al silenzio? Intendo dire: a tutto ciò che ci sta sopra, sotto e di lato.
Lui di certo non ci ha mai pensato, non gli è proprio mai balzata per la testa l’idea di affrontarlo, anche perché, sinceramente, “non c’è tempo per queste cose”. In effetti, tra tutti gli impegni che gli occupano la giornata, in agenda non c’è nemmeno l’ombra di uno spazio vuoto (forse gli andava bene che fosse così).
A pensarci, non è che avesse uno splendido rapporto con il silenzio… Come se il rumore della giornata lo proteggesse da qualcosa di spaventoso per lui: il rumore del silenzio?
In effetti per lui era una vera e propria minaccia, come se non avesse mai potuto fermarsi… Chissà quante onde sollevava, per lui, il silenzio. Ma… Eccone un altro! Lui, devo dire, ci sta bene nel silenzio (ma ne siamo sicuri?). Lo usa come schermo personale di protezione, come se ovattasse (almeno per un po’) il frastuono della vita di tutti i giorni, che lo tormenta.<!–more–> Anche lui, però, non riesce a trovare una via di mezzo, come se questa volta il silenzio non capiti per caso, ma fosse più un ombrello che si apre prima che piova. Anche qui, forse, c’è qualcosa da cui ripararsi. Senza troppi giri di parole, è difficile pensare al silenzio come qualcosa che sia sempre o totalmente minacciosa o totalmente rassicurante, come per i nostri due signori. Basti pensare allo stare in silenzio di fronte ad una persona che non conosciamo per niente, rispetto allo stare assieme alla persona di cui più ci fidiamo: come stiamo nel silenzio? A volte, il silenzio più difficile da sopportare è quello con sé stessi, altre volte invece lo è quello degli altri nei nostri confronti. A me sembra di capire che non sia una questione facile, quella del silenzio, o almeno che comprenda tanto di più che lo stare zitti. Tanto ha da dire, di noi, il silenzio che decidiamo di agire o non agire, di evitare o di cercare, da cui scappare o in cui rifugiarci… Ha senso chiedersi: “Cosa dice di me (di lui, di lei) questo silenzio?”. “Di fatto, ogni silenzio consiste nella rete di rumori minuti che l’avvolge: il silenzio dell’isola si staccava da quello del calmo mare circostante perché era percorso da fruscii vegetali, da versi d’uccelli o da un improvviso frullo d’ali.” – Italo Calvino, L’avventura di un poeta(1958).

Federico Zanet

Trova il motivo per…

Dai, ammettetelo: spesso anche a voi sarà capitato di sentire la sveglia suonare e non avere nessuna voglia di alzarvi e andare a lavorare. Quando poi arrivate nel posto di lavoro spesso anche il vostro umore cambia di fronte alla prospettiva di un’altra giornata. Spero che non vi capiti spesso ma io, quando mi capita, dico: “lasciatemi cercare l’entusiasmo, che l’ho perso”. Ma poi la trovi la motivazione: quella persona, quella che fa la differenza, quella che nonostante tutto ti dà un motivo per alzarti, per andare lì! Quella che magari lì non c’è più ma ti accompagna mentre vai, quella che ormai, se non la senti, sembra strano, anche se è lì vicino. Quella del bigliettino sull’armadietto, dello “smile” sulla prenotazione, quella dei “ciao” urlato in corridoio, del tergi alzato in parcheggio. Quella che non sai neanche come si chiama ma sai esattamente che esame porta e tu la chiami così, col nome dell’esame. Continua a leggere “Trova il motivo per…”

Tatto

Tutti nasciamo con questo senso e, nel corso della vita, possiamo esplorare sempre più profondamente le sensazioni che esso ci può dare. Se provate con gli occhi aperti a sfiorare un kiwi, sentirete subito la peluria dello stesso o se prendete per le mani qualcuno che le ha ruvide e callose capirete che tipo di lavoro faccia. Se provate a fare una carezza ad una persona o ad un animale con gli occhi aperti percepirete subito una sensazione. Fate le stesse esperienze, ora, con gli occhi chiusi. Lo stesso effetto si amplificherà enormemente perché il senso della vista è molto forte e, privandoci momentaneamente di esso, quello tattile sarà molto più intenso. Fatevi fare una carezza da qualcuno tenendo gli occhi chiusi, sarà un’emozione stupenda e molto profonda. Mi metto nei panni di chi purtroppo riceve pochi gesti di affetto come, ad esempio, un anziano. Quando posi delicatamente la tua mano sulla sua o sul suo viso vedi come egli gode di tutta l’emozione che gli arriva direttamente dal cuore. Abbiamo dei sensi magnifici ma credo che questo sia quello che adoro maggiormente perché con poco posso trasmettere la cura e la dolcezza di cui sono dotata.

Katiuscia Salmaso

Diamanti in cielo

Astri meravigliosi che punteggiano il cielo, hanno sempre fatto parte della vita dell’uomo. Sono nate prima loro, sono nate prima di tutto e di tutti. Hanno affascinato studiosi di tutto il pianeta, hanno aiutato i naviganti, qualcuno ci ha disegnato i segni dello zodiaco, ci hanno fatto pure dei biscotti buonissimi… Hanno un fascino particolare, sono bellezze che stanno lì ma non le possiamo raggiungere… Toccare… Vanno ammirate lì dove stanno, in quel nero infinito che è la notte. Oggigiorno con tutte le luci artificiali della città, delle strade e delle zone industriali, è sempre più difficile trovare la possibilità di osservarle nella loro regale bellezza. Qualche fortunato le vede anche di giorno, magari prendendo il mignolo del piede sull’angolo delle porte di casa… Ma questa è un’altra storia. È sempre più complesso trovarsi immersi nel buio profondo per unirle con dei puntini immaginari e trovare le costellazioni. Ispirandosi ad esse, l’essere umano ha dedicato a loro poesie, canzoni, frasi d’amore, dipinti e leggende e, nelle culture di popoli che hanno fatto la storia, hanno significati assai diversi tra loro. Continua a leggere “Diamanti in cielo”

Consigli di lettura: Cose che ti dico mentre dormi – Enrica Tesio –

Come ben sapete un lettore dipendente spesso sottolinea nel libro le righe per lui più importanti, significative! Ecco quando a pagine 29 mi sono accorta che lo avevo praticamente sottolineate tutte ho capito che questo libro mi aveva catturata. Di tutte le ore della giornata ce n’è una segreta, notturna, abitata solo dai sogni: è l’ora in cui la casa si fa silenziosa, tutti dormono ma una donna veglia e posa su ciascuno i suoi pensieri come carezze in punta di piedi. È l’ora delle malinconie e della tenerezza, è l’ora della verità sussurrata nel buio quando fa meno male o quando sappiamo che l’abbraccio del sonno presto ci concederà una tregua. Con una voce piena di humour e di sensibilità, la narratrice di queste pagine ci racconta la sua famiglia attraverso i discorsi notturni che rivolge alla figlia bambina, al figlio adolescente, alla mamma che non c’è più e all’incrollabile papà, al suo compagno, a un’amica che vive dall’altra parte del mondo… e forse, in fin dei conti, a sé stessa. Non sarebbe bello poter finalmente scrivere o raccontare a qualcuno quello che senti, provi, ti rimproveri o speri senza essere interrotto o frainteso? Spiegarsi e chiedere scusa? Anche io, forse, avrei dovuto capirlo prima.

Marta Santin

Controvento

Accanto a te, viaggiando controvento, risolverò poco o niente, ma ci sarò. Quando ero ragazzino, papà mi portava a correre in bicicletta sulla Pedemontana o a scalare Madonna del Monte. Se avessimo trovato vento contrario, mi avrebbe fatto infilare un foglio di giornale sotto la maglietta. Era un trucco che gli aveva insegnato suo padre, il nonno Gigi, e, come tutti i trucchi tramandati, funzionava benissimo. Diceva che lo facevano anche i grandi ciclisti, sulle salite più dure, quando il vento gelava il petto e rubava il respiro. Quel foglio, leggero e fragile, diventava protezione. Non era solo carta: era una corazza sottile, una carezza nascosta, una certezza. Mi riparava dal freddo e mi permetteva di continuare a pedalare, senza fermarmi. Perché, anche nello sport come nella vita, gli ostacoli arrivano senza chiedere permesso, e bisogna farsi trovare pronti. Ripenso spesso a quel foglio di giornale. Forse perché mi accorgo che vivo controvento. Lo faccio con una testardaggine antica, con la stessa ostinazione di chi risale una corrente più forte di lui. Ci vuole forza, ci vuole volontà, ma soprattutto ci vuole un sogno. Non so se sia stata una scelta o una direzione imposta. So soltanto che vivo controvento ogni volta che sento di andare altrove rispetto agli altri. Continua a leggere “Controvento”

Faccio ordine per ascoltarmi

Quando arriva la primavera sento sempre la necessità di fare ordine, non si tratta di una questione estetica ma più di un qualcosa di esistenziale. Arriva un momento nella vita in cui il bisogno di aggiungere, comprare, accumulare si dissolve e sento il bisogno di tornare a respirare, di ritrovare il mio centro, di riconnettermi con il mio io interiore. Penso che ogni oggetto che resta in disparte, dimenticato, senza amore e cura, trattenga con sé energia negativa e pesi sulla nostra anima. Ogni spazio sovraccarico racconta una stanchezza che non abbiamo ascoltato, un disagio che non abbiamo affrontato. Quando ho la testa piena e incasinata, di riflesso lo è anche lo spazio che mi circonda, per questo riordinare, per me, non è solo mettere a posto le cose, è un po’ rimettere a posto me stessa. Continua a leggere “Faccio ordine per ascoltarmi”

A me piace soft

Nel profilo social di Valentina Mortari, la bio recita così: Content Writer e Storyteller soft-tone. La parola soft mi colpisce subito, sono una persona che ama i dialoghi dai toni pacati, rispettosi dei tempi e degli spazi di ognuno, la delicatezza dei modi e l’empatia condivisa, forse questa pagina fa proprio al caso mio. Ma facciamoci raccontare dalla diretta interessata di cosa si tratta.

Valentina parlaci un po’ di te e di cosa ti occupi? “

“Ben volentieri! È un piacere poter condividere un po’ di vibes positive. Come hai anticipato, sono una Content Writer e Storyteller soft-tone. Aiuto brand e professionisti a comunicare con empatia e parole gentili. Nel concreto, scrivo testi per il mondo digital, come articoli per blog e testi per siti web o social media, che accompagnino il lettore con delicatezza. Sono laureata in Comunicazione digitale d’impresa e ho studiato marketing ma ho scelto, seguendo il mio “sentire”, di impegnarmi in una comunicazione etica, non aggressiva e più consapevole. Perché credo fermamente nel valore della gentilezza e delle buone emozioni. Le pubblicità strillate non mi sono mai piaciute. Non il classico marketing dunque, ma una comunicazione che avvicina e unisce con naturalezza.”

“Non so voi, cari lettori, ma per me è la prima volta che incontro un modello di comunicazione tale applicato al mondo aziendale, lo trovo un percorso decisamente diverso dal comune, per cui sono assolutamente curiosa di capire come sia nata questa scintilla. Sono tutta orecchi, Valentina!”

Tutto è nato dalla mia tesi di laurea, discussa tre anni fa. Tessendo un filo rosso tra cinema, psicologia e studi scientifici (spaziando dalla medicina alla fisica quantistica) ho raccontato come la visione di film incentrati su emozioni positive possano far arrivare sentimenti di gioia, amore e gratitudine non solo a chi ci sta accanto ma, potenzialmente, a tutta la materia. Da qui, l’idea di applicare la stessa dinamica alla scrittura: trasmettere buone emozioni attraverso testi appositamente strutturati per essere non solo letti, ma anche “sentiti”. Ed eccomi qua. Scrivo per diffondere benessere attraverso storie autentiche capaci di emozionare. Far star bene le persone attraverso la scrittura è la mia missione. Sono consapevole di andare contro un sistema di algoritmi, tecniche di persuasione e caccia al business molto forte. E non voglio nemmeno rinnegare tutto ciò che ho studiato per anni: il marketing è uno strumento meraviglioso, ma sono convinta che molto dipenda dall’uso che si fa delle cose. Ma nell’era del boom dell’intelligenza artificiale come quello attuale, ricco di contenuti sicuramente ben scritti ma aridi come il deserto, penso che un ritorno all’autenticità e al cuore sarà un bisogno sempre più percepito. Credo nella verità, non nella perfezione. E io sono qui per questo: fare della comunicazione consapevole non solo un mero stile comunicativo finalizzato a un target, ma una presa di posizione valoriale totalizzante. Un modo di stare al mondo. Nonché, come si diceva, uno strumento di benessere.”

“Beh, cara Valentina, a questo punto non mi sembra un caso che tu, di recente, sia approdata alla Gazzetta del Sole e che ora collabori alla realizzazione di questa rivista in veste di redattrice, vuoi dirci qualcosa di questa esperienza ?”

“Quando ho conosciuto per la prima volta La Gazzetta del Sole, è stato un po’ come sposarsi. Ho sentito subito un “si, lo voglio” nascere dal cuore. Come una chiamata dall’alto. Scrivere per portare gioia, leggerezza e vibrazioni positive è qualcosa che mi risuona profondamente. Perché, come ho già detto, credo molto nel potere del pensiero positivo come cassa di risonanza di felicità e buone emozioni. E sentirmi parte attiva di questa onda di amore incondizionato è commovente. Mi fa stare bene. Perché l’amore è circolare, e gli altri non sono altro che uno specchio di noi stessi. È nel donare che si riceve davvero. Scrivere per La Gazzetta del Sole non è solo un esercizio stilistico, e nemmeno un lavoro puramente estetico. È un intento molto potente: portare benessere attraverso la parola. E vedere, di mese in mese, questi meravigliosi articoli prendere vita da penne diverse, ma accomunate dallo stesso amore per il prossimo, per confluire in un’unica opera è straordinario. Perché questo la Gazzetta rappresenta: un inno alla Gioia di vivere. E sono grata di farne parte.”

“Lasciati raccontare” è una rubrica in cui vengono presentate idee, progetti, persone e situazioni che hanno in comune lo stesso spirito che rappresenta la Gazzetta del Sole, il pensiero positivo come attitudine alla vita, il benessere condiviso, gentilezza e autenticità dei gesti. Io mi auguro che questa nuova forma di comunicazione soft-tone si diffonda e possa diventare sempre più comune sia in ambito lavorativo che nella vita comune e vorrei ringraziare Valentina per avermi ispirato un pensiero. Potrei portare questo atteggiamento mentale e verbale anche nelle situazioni lavorative o in alcuni ambiti formali in cui non siamo abituati a trovarle, ponendo le basi per una metamorfosi futura di alcuni schemi rigidi in cui spesso si prova disagio?

Monia Rossi & Valentina Mortari

Non sono solo parole

Ed eccola, la parola di cui abbiamo fatto tanta fatica a scrivere. Handicappato: lo scriviamo a chiare lettere perché è una parola che non ci piace. Anche secondo dubby.it è ormai considerato un insulto e noi lo registriamo come tale. Perché dunque parlarne nella nostra rivista tanto positiva? Un po’ perché è una parola dall’origine curiosa, un po’ perché che il mondo guardi all’inclusione anche dal punto di vista lessicale è un’ottima notizia! Hand in a cap: Continua a leggere “Non sono solo parole”

Consigli di lettura: Di madre in figlia di Concita De Gregorio

Lo so, lo so. A volte sono davvero esagerata. Ho letto questo libro in 5 ore! I capitoli corti come piacciono a me, la scrittura fluida e semplice. Davvero un bel libro! “Ciò che ti isola ti salva, è la vita che ti mette in pericolo”. Marilù abita in cima a un’isola: sotto c’è il villaggio, in mezzo il bosco e infine la radura con la sua casa, dove nemmeno i frequenti incendi estivi possono raggiungerla. È una donna che affascina ma un po’ spaventa, perché porta con sé il fatto di essere stata molto libera negli anni più liberi del secolo scorso, gli psichedelici Settanta. Fin troppo, pensa sua figlia Angela, che sente di averne ricevuto soltanto trascuratezza. Continua a leggere “Consigli di lettura: Di madre in figlia di Concita De Gregorio”

Mary Claun e la missione Bolivia

“Superclaundalnasorossochespiralidoso anche se a sentirlo può sembrare spaventoso, se lo dici forte avrai un successo strepitoso…” chi di voi l’ha letta cantando? Ma un momento, il testo mi sembrava diverso.
Tutti noi conosciamo la storia di Mary Poppins, vero? La leggendaria tata che fa visita alla famiglia Banks e che cambierà per sempre le loro vite, facendogli vivere emozioni mai provate prima.
Questa volta ad andare a trovare la famiglia in viale dei Ciliegi, n. 17, sarà Mary Claun, una giovane e brillante governante magica che entrerà nello spirito dei bambini Jane e Michael e infonderà loro la bellezza e i sogni che la vita può riservare. Continua a leggere “Mary Claun e la missione Bolivia”

Il lettore ha i suoi diritti

Da qualche tempo, ormai, fatico a trovare un libro che mi appassioni, inizio e poi abbandono perché mi annoia quello che leggo o perché, semplicemente, non fa per me. Devo quindi lottare contro quell’innato senso di colpa che c’è in me e che mi fa sentire una traditrice nei confronti del libro che vorrei abbandonare. Queste sensazioni le sento ancora molto vive perché le ho provate qualche giorno fa con un libro che si intitola: “Il giorno dell’ape”, vincitore del premio Strega. Questo romanzo racconta la storia di una famiglia irlandese colpita della crisi economica, la si narra dai punti di vista di tutti i membri della famiglia e questa pluralità di sguardi è davvero interessante. Inizio questo libro perché ne ho sentito parlare bene, leggo le prime cento pagine ma poi non riesco ad andare avanti e con grandissima fatica, cedo. Odio lasciare i libri a metà. Continua a leggere “Il lettore ha i suoi diritti”

Il gusto della pellicola

C’è un sapore che non si cancella,

un sapore che lascia traccia nei ricordi,

un sapore che si ferma tra le dita

quando il rullo si avvolge,

quando il diaframma si chiude,

quando il tempo si cristallizza in un solo istante.

Scattare in pellicola

è rievocare un dolce ricordo passato,

un abbraccio al silenzio che precede lo scatto,

un frammento che non si cancella.
Continua a leggere “Il gusto della pellicola”

Per te che ci leggi

Credo sia bello! Cioè, datemi un attimo… Vorrei trovare le parole giuste, ma non è per niente facile.
Faccio parte di un gruppo di persone che non so come definire: magari, forse, banali. Si, dai: banalotte, nel senso di comune, scontato. Siamo quelle persone che incontri alla fila in una cassa di un supermercato, o sedute dietro a una scrivania di qualche azienda, o ancora una di quelle persone che guardano il proprio viso, riflesso sul vetro di un treno o di un autobus. Degli sconosciuti, in mezzo a sconosciuti, assorti nei propri pensieri. Poi di nascosto scriviamo qualche articolo per il nostro mensile, ma abbiamo un dubbio: qualcuno ci leggerà? Sarebbe bello! Sembra banale, ma non lo è. Continua a leggere “Per te che ci leggi”

Consigli di lettura: Oceano di Francesco Vidotto

Questo libro ha due caratteristiche che adoro, è una storia locale, ambientato in un piccolo paesino delle Dolomiti, vicino a dove vivo, cosa che ai miei occhi gli conferisce un fascino particolare, perchè mentre di solito si legge un libro e si inizia ad immaginarne i luoghi, spaziando con la fantasia, qui ci si tuffa subito nella storia e nelle immagini che ben si conoscono, strade, botteghe, paesaggi. La seconda è che questa è una storia vera. La storia di un uomo di nome Oceano. Molto singolare vero? Continua a leggere “Consigli di lettura: Oceano di Francesco Vidotto”

Non sono un cuscino per tutti!

Eh no, decisamente no. La maggior parte di voi si stupirebbe anche solo nel verificare che sono spesso solo un paio di centimetri. Questo perché a lei piace dormire a pancia in giù coi pugnetti chiusi ai lati della testa (illusa: pugni ormai) come fanno i bambini; per questo se non sono con lei preferisce dormire senza. Le si spezzerebbe il collo con un cuscino più alto! E, visto che passa ore ininterrotte, sempre a pancia in giù, a leggere tra le lenzuola, meno male che sono sottile, sai che mal di schiena altrimenti? Sto con lei da sempre, da quando ha iniziato a dormire in quel suo letto singolo non più da bimba, per fare spazio al suo fratellino appena arrivato. L’ho seguita poi a casa nuova, una volta lasciata quella dei suoi genitori. Ha provato a disfarsi di me, ma dove lo trova uno uguale? Sottile al punto giusto da essere perfetto? Continua a leggere “Non sono un cuscino per tutti!”

Dubbi? Risolti!

Da tempo quasi immemorabile nella lista delle parole da esplorare per la Rubrica delle parole c’è una parola forte che ancora non ha trovato il suo spazio. Il motivo è presto detto: esistono parole scomode che abbiamo utilizzato in certe stagioni, ma che ora non riteniamo più adeguate ad esprimere il mondo come lo percepiamo o come vorremmo che fosse percepito. Eppure, quelle parole fanno parte del nostro bagaglio lessicale: vuoi perché abbiamo sempre detto così, vuoi perché i parlanti resistono al cambiamento non comprendendo che prospettive nuove chiedono lo sforzo di nuove stringhe linguistiche anche se all’inizio suonano strane, come si suol dire. Se vi è venuta la giusta curiosità, non sarà questo il luogo dove svelare di quale parola stiamo parlando. Piuttosto annunciamo una buona notizia, come di consueto. Continua a leggere “Dubbi? Risolti!”

Pan Barbiere e le parole gentili

Una mattina, non molto tempo fa, stavo guardando un cartone animato con mio figlio. Pan Barbiere, Il Barbiere Pasticcere (s. 3, ep. 3.). In questa puntata, nello specifico, il Mondo dei Cioccolatini si trova diviso da un muro di cioccolato. Bianchi da un lato e neri dall’altro, creando enorme sofferenza. Gli abitanti della città, armati di piccone, provano a buttarlo giù, senza però riuscirci. È Pan Barbiere a suggerire la soluzione: dipingere sulla parete messaggi gentili e amorevoli per gli amici che si trovano dall’altra parte. Gli anziani, più scettici e rigidi nelle loro idee, non credono che il trucco possa funzionare. Sono proprio i più piccini a prendere in mano per primi i pennelli, spronando così tutti gli altri. Coloratissimi “Ti voglio bene”, “Mi manchi”, “Ti amo” iniziano a riempire lo spazio. Ed è così che il muro scompare (sollevato da un “dio” pasticcere che dall’alto tutto vede), e i cioccolatini possono riabbracciarsi e tornare a vivere di nuovo tutti insieme. Continua a leggere “Pan Barbiere e le parole gentili”

Consigli di lettura: Le bibliotecarie di Notre Dame di Janet Skeslien Charles

Una storia vera che mi ha trascinata in una Francia che non conoscevo, insieme a donne coraggiose ed emancipate che non conoscevo ma di cui sono diventata subito amica. Una parte di vita che avrei condiviso con loro se solo ci fossi stata, nel 1918. La forza delle donne. Il potere dei libri. Dalla finestra, Jassie alza gli occhi verso l’imponente cattedrale di Notre-Dame. Le viene da domandarsi come l’uomo sia riuscito a costruire qualcosa di così meraviglioso. Ma non ha tempo per fermarsi, deve correre a prendere gli ultimi libri di cui ha bisogno prima di partire: se Notre-Dame rappresenta il lato migliore dell’uomo, ad aspettarla è il peggiore. Continua a leggere “Consigli di lettura: Le bibliotecarie di Notre Dame di Janet Skeslien Charles”

Pioggia, pigiami e pensieri

Principalmente, il lavoro ci tiene chiusi in scatole di cemento più o meno variopinte tutta la settimana e non vedi l’ora che arrivi il giorno libero per dedicare il tuo tempo prezioso alle cose che ti piacciono di più… Una gita fuori porta, dormire tutto il giorno, una passeggiata nel bosco o una pedalata per le vie del proprio paese a vedere scorci insoliti che non vedi passando in macchina. Corriamo tutta la settimana con i nostri impegni. Corriamo tutta la settimana per incastrare i vari appuntamenti o commissioni. Corriamo tutta la settimana… Secondo me, qualcuno da lassù vede che siamo sempre in movimento, qualcuno da lassù vede tutto questo trambusto di macchine, furgoni e pedoni, è un continuo brulicare di oggetti in agitazione dal lunedì al venerdì e, per qualcuno, anche il sabato… Perciò ci manda una giornata come quella di ieri per fare in modo che ci sia un po’ di tranquillità e riposo per tutti… Certo rompe le scatole il brutto tempo nel weekend, ma non tutto il male viene a nuocere, pensateci. Continua a leggere “Pioggia, pigiami e pensieri”

Testa bassa

Li vedo tutte le mattine che aspettano l’autobus, la testa bassa, spesso sul cellulare, la schiena curva come se ci fosse un grande peso sulle loro spalle. Li vedo che camminano per strada, la testa bassa, spesso sul cellulare, distratti dal presente e attratti dallo schermo. Non si spostano quasi mai per farti passare. Poi entro a scuola e si crea la magia. Li vedo che camminano per i corridoi, la testa alta, senza cellulare, sento chiacchere, risate, nessuno sguardo abbassato sul cellulare che, da quest’anno, a scuola è stato bandito. Mi vedo anche io, a volte, che cammino a testa bassa, sguardo sul cellulare, per rispondere a un messaggio, leggere una mail che mi è arrivata in quel momento. Mi lascio spesso distrarre da quello schermo stregato, pieno di luci, suoni, colore, parole, connessioni. Continua a leggere “Testa bassa”

Creatività e incomprensione: il prezzo (e il valore) di una mente non allineata

Le menti più creative sono spesso considerate “difficili”. Difficili da capire, da seguire, da incasellare. Non perché mancano di chiarezza, ma perché parlano una lingua diversa: quella delle connessioni invisibili, delle intuizioni improvvise, dei salti logici da A a Z. Ci sono momenti in cui mi sento non gratificata. Non perché manchi l’impegno o il desiderio di fare bene le cose, ma perché il mio pensiero intuitivo e non lineare, fatto di immagini, sensazioni e collegamenti emotivi a volte viene scambiato per confusione. So di avere una mente creativa, ma a volte ho la percezione che questo venga scambiato per qualcosa che andrebbe “aggiustato”. A volte, arrivo alle conclusioni prima ancora di saperne spiegare il processo, e questo, per chi mi vede o ascolta, può essere destabilizzante. Ascoltare una mente creativa richiede fiducia, pazienza, la disponibilità a restare un attimo nella fase del “non-capire-tutto-subito”. Ma non tutti sono disposti a farlo. Continua a leggere “Creatività e incomprensione: il prezzo (e il valore) di una mente non allineata”

Daruma: un sogno da realizzare

Spoiler: sarà amore a prima vista. È piccola ma appena la incontri cattura subito la tua attenzione. Ha un’espressione vagamente incomprensibile, simpatica ma dal piglio deciso direi. Se la osservi un po’ più a lungo sembra ti guardi… Eppure gli occhi non li ha. La sua forma assomiglia ad un ovetto leggermente schiacciato e rappresenta la sua tenacia, la sua forza; infatti, nonostante le avversità possano farla vacillare, lei si rialza sempre, non si arrende mai. Si chiama Daruma, ed è una tipica figurina votiva giapponese, che risale al XVI secolo e che, se vi trovaste a passeggiare nel paese del sol levante, incontrereste ovunque. Continua a leggere “Daruma: un sogno da realizzare”

Consigli di lettura: Io sono perfetto, Paolo Ruffini

Un libro di una semplicità disarmante. Come sarebbe bello poter vivere una situazione così paradossale sul serio, capire che non c’è nulla di “diverso” nell’essere speciali. Paolo Conforti è un politico ambizioso e disonesto, abile a parlare alla pancia del paese e a costruire verità convenienti. È a un passo dal diventare Presidente del Consiglio, il traguardo per cui ha sacrificato tutto. Ma Paolo ha anche un fratello: da quando sono rimasti orfani a tredici anni, si prende cura di Simone, il suo gemello con sindrome di Down, la persona a cui è legato più che a chiunque altro. Continua a leggere “Consigli di lettura: Io sono perfetto, Paolo Ruffini”

Flash di un passato che profuma di stufa e di sogni

Ci sono momenti che restano sospesi nel tempo, come piccole fotografie che la memoria tiene nascoste in un cassetto, pronte a riemergere quando meno te lo aspetti. A volte basta un odore, un fruscio, il calore improvviso di una fiamma, e tutto torna: le luci, i volti, le voci. L’infanzia è fatta di questo — di attese, di piccole scoperte, di gesti semplici che allora sembravano magici. Ricordo il bagno davanti alla stufa accesa. L’acqua nella bacinella fumava, e la mamma, con le mani ancora arrossate dal bucato, controllava che non fosse troppo calda. Il pavimento di pietra, il rumore della legna che scoppiettava, e il mio desiderio di tuffarmi dentro quella nuvola di calore. Dopo l’asciugamano morbido e profumato di lavanda arrivava il momento del pigiamino fatto dalla mamma, cucito perfettamente con una stoffa che odorava di bucato fresco e amore. Le cuciture erano perfette, ogni punto raccontava la cura di una madre che costruiva con le proprie mani anche i sogni dei suoi figli. Mi sentivo come il protagonista de “Il piccolo Lord”. Fuori era inverno. La finestra piccola appannata lasciava intravedere solo l’ombra del mondo di fuori, e io aspettavo il papà. Continua a leggere “Flash di un passato che profuma di stufa e di sogni”

Lasciati ispirare!

“Cantami, o Diva, del Pelide Achille l’ira funesta”. Chi non conosce i famosissimi versi iniziali dell’Iliade? La Diva in questione è Calliope, musa greca della poesia epica, invocata per ispirare il poeta a cantare le imprese degli eroi. Ancora oggi, quando si dice “essere la musa di qualcuno”, si intende l’essere per lui o per lei una fonte di ispirazione. Ma cosa significa, letteralmente, “ispirazione”? La parola, di derivazione latina (unione di “in” e “spirare”), vuole dire “soffiare dentro”. Effettivamente, ci sentiamo ispirati quando qualcosa di incontenibile ci si muove dentro e dobbiamo farlo uscire, sotto forma di testo, canzone, quadro o qualunque altra creazione possa dare voce a ciò che proviamo. D’altra parte, ispiriamo gli altri quando le nostre parole o il nostro modo di agire toccano le corde del loro animo. Continua a leggere “Lasciati ispirare!”

CambiaMenti

“Non è la specie più intelligente a sopravvivere e nemmeno quella più forte. È quella più predisposta ai cambiamenti” (Darwin). Ogni cambiamento che affrontiamo può incutere in noi un certo timore: la quotidianità e il conosciuto ci fanno sentire a nostro agio, ci fanno sentire al sicuro. L’idea di lasciare qualcosa, che spesso per noi è un punto di riferimento, per guardare verso un futuro che in quel preciso istante ci appare incerto, può essere paralizzante. Eppure, è proprio in questi momenti di incertezza che si nasconde l’opportunità di crescita, fisica e mentale, che ci conduce verso nuove possibilità. Quando la vita ci mette di fronte a un cambiamento, spesso ci affrettiamo a etichettare questa nuova situazione come “buona” o “cattiva”, senza in realtà sapere nulla delle conseguenze che essa porterà con sé. Continua a leggere “CambiaMenti”

Dal mito di Cura al prendersi cura

“Un giorno, mentre attraversava un fiume, Cura fu attratta dal fango argilloso. Soffermandosi e mettendosi a modellarlo, ne uscì la figura di un uomo. Sopraggiunse poi Giove, al quale Cura chiese di infondere lo spirito vitale alla creatura. Giove acconsentì, ma alla richiesta di Cura di attribuire il proprio nome alla creatura, egli negò in quanto ritenesse più giusto che il nome fosse il suo, dal momento in cui gli aveva donato la vita. A questa disputa si unì poi la dea Terra, la quale lamentava che il nome dovrebbe essere stato il suo, poiché la terra era il materiale da cui la creatura era stata creata. Venne quindi chiamato Saturno, il quale risolse la disputa stabilendo ciò che segue: Continua a leggere “Dal mito di Cura al prendersi cura”

Consigli di lettura: Il copista. Un venerdì di Francesco Petrarca

Come nasce una canzone? Com’è che il Sommo Petrarca arrivò a comporre la Canzone delle Visioni (Canzoniere 323)? Dall’indagine filologica delle note sul famoso manoscritto degli Abbozzi, ma anche dalle suggestioni di un caldo pomeriggio estivo, nasce un romanzo breve che racconta proprio la genesi di uno dei componimenti più noti del poeta dell’equilibrio. Solo che così equilibrato non appare: nel fare e disfare, nel recuperare nel cassetto della memoria immagini allegoriche per rappresentare Laura e la morte, la fede nell’eternità, Francesco Petrarca viene ritratto dal lato più umano che c’è. Continua a leggere “Consigli di lettura: Il copista. Un venerdì di Francesco Petrarca”

Te lo spiego così

Ebbene si: una bellissima opportunità ha bussato alla nostra porta! Nel loro viaggio itinerante i nostri bigliettini sono arrivati nelle mani di Rachele, informatrice farmaceutica che tramite agganci vari ha contattato Francesca e, così, le abbiamo fatto una proposta. La sua casa farmaceutica Gilead con la collaborazione di Europa donna italia e con il patrocinio della Società italiana di Psico-Oncologia da da poco pubblicato un libro “Le avventure nel barattolo” (la storia di una magica ricerca per le famiglie che convivono con il tumore al seno metastatico) ispirato ad una storia vera e guarda caso Rachele ha subito pensato ai nostri barattoli. Continua a leggere “Te lo spiego così”

A noi per la salvezza

È una scelta: vivere o lasciar andare. Lasciar andare quello in cui crediamo, quello per cui abbiamo tanto combattuto, quello a cui abbiamo dato vita. L’esistente può distruggere l’esistenza ma così facendo elimina anche sé stesso. Distruggere è un atto di autodistruzione. Ma si può scegliere. Scegliere la pace significa scegliere la vita e l’esistenza. Proteggere e custodire. L’uomo già lo fa con il suo cuore. Come l’uomo aiuta il suo cuore a vivere, così il cuore aiuta l’uomo a vivere. È una simbiosi. Insieme si è qualcosa, insieme sì può cambiare e trasformare la povertà in ricchezza. È l’insieme delle singole scelte a garantire la sopravvivenza. Collaborare significa vivere e vivere significa avere la dignità e sperimentare tutta la bellezza dell’esistenza. Ma per poter sopravvivere, vivere, essere felici, non si può anche combattere. Il fuoco non si spegne con il fuoco. Il fuoco alimenta altro fuoco, fino a distruggere tutto. Si può scegliere se distruggere o se salvare, se salvarsi. Continua a leggere “A noi per la salvezza”

Consigli di lettura: I monologhi della vagina

Nel 1998 Eve Ensler ha portato in scena I monologhi della vagina, uno spettacolo tratto dalle numerose interviste con donne di ogni età, razza, religione e classe sociale. Questo spettacolo è diventato un libro che ha rivoluzionato il mondo femminile. Raccontarvi de “I Monologhi Della Vagina” mi risulta tanto difficile quanto parlarvi di un romanzo classico, probabilmente perché anch’esso assurge allo status di classico, o cult, per usare un termine moderno. Parte tutto dalla parola stessa, che nella sua ripetizione, prima forzata, poi ostentata e rimarcata, trova una sua dimensione in un mondo in cui la stessa era passata sotto silenzio. Si parte dalla parola stessa per estendere il concetto alla condizione della donna: la negazione del suono della parola e della parola stessa aveva come effetto secondario anche una sottile negazione del genere femminile stesso. Continua a leggere “Consigli di lettura: I monologhi della vagina”

Quando i campioni mostrano il cuore

Gennaio 2025: i Minnesota Timberwolves affrontano i Detroit Pistons e Anthony Edwards segna 53 punti, stabilendo un nuovo record personale. Ma quella sera accade qualcosa di ben più importante. A fine partita, il campione viene colpito dallo sguardo di un bambino che regge un cartello su cui c’è scritto “To Do: 1. Beat cancer 2. Be the next MJ”, ovvero “Obiettivi: Sconfiggere il cancro 2. Diventare il prossimo Michael Jordan”. Il bambino si chiama Luca, ha sei anni ed è un grande fan di Edwards, tant’è che indossa proprio la sua maglia. Luca sta combattendo contro la leucemia, e quel giorno voleva comunicare al suo idolo la sua forza e la sua voglia di guarire. Tra le mani stringeva anche un braccialetto arancione, colore che rappresenta la sensibilizzazione alla leucemia infantile, che portava la scritta “Love like Luca”. Continua a leggere “Quando i campioni mostrano il cuore”

Lode all’incertezza

Ti passo a perdere fra poco. Vengo da te e ci perdiamo insieme dove ti pare. E se poi ci trovano? Ma noi ci perdiamo bene. Devo portare qualcosa? Sì, quella curiosità disordinata e bella che ti rende sfacciatamente vera. La voglia di soffiare via le nuvole dal tuo cielo che da un po di tempo è scuro. La forza di far scivolare via la tristezza che ti ostini a tenere per mano. Gli abbracci li porto io per quando avremo freddo.”

(Andrew Faber – Ti passo a perdere)

Cosa significa nella nostra vita lasciarsi perdere? Lasciare che le cose vadano da sé, smettere di preoccuparci per tutto, allentare l’abitudine di controllare tutto, accettare che non tutto può essere perfetto, che non tutto andrà secondo i nostri piani. Accettare che ci saranno imprevisti, cose che andranno storte, momenti difficili e ostacoli da superare, che la vita ci porta dove dobbiamo andare anche se noi non ne comprendiamo i motivi. Continua a leggere “Lode all’incertezza”

Consigli di lettura: I miei giorni alla libreria Morisaki

Tutto il mondo di Takako crolla all’improvviso, perde in un colpo solo l’uomo che ama e il lavoro. Ed inaspettatamente è uno zio che non vede da anni a lanciarle un’imprevista ancora di salvezza proponendole di trasferirsi al piano di sopra della libreria in cambio di qualche ora di lavoro. Takako non è certo una gran lettrice ma, quasi suo malgrado, si lascia sorprendere e conquistare dal piccolo mondo di Jinbōchō. quartiere delle librerie, paradiso dei lettori. Benché si trovi a pochi passi dalla metropolitana e dai grandi palazzi moderni, è un angolo tranquillo, un po’ fuori dal tempo, con file di vetrine stipate di volumi, nuovi e di seconda mano. Continua a leggere “Consigli di lettura: I miei giorni alla libreria Morisaki”

Silenzio amico

Il silenzio non è mai vuoto. È uno spazio abitato, una stanza interiore dove il rumore del mondo smette di bussare e resta solo ciò che conta. All’inizio intimorisce, forse un pochino spaventa perché non concede distrazioni, solo tu e lui. Poi diventa necessario. È lì che nasce l’introspezione, quando arriva il momento di ascoltarsi davvero. A un certo punto il silenzio smette di essere una condizione e diventa una presenza. Un compagno di strada. Il Silenzio Amico. Non parla, non giudica, non consola con frasi facili. Cammina accanto. Sa quando fermarsi e quando andare avanti. La sua forza è restare. Con lui comincia il viaggio nei ricordi. L’infanzia riaffiora per prima, lenta, luminosa, piena di voci. Le giornate sembrano infinite, i pomeriggi hanno l’odore della terra, del mare, della pioggia e delle cose semplici. Tornano le stanze grandi perché eri piccolo, le voci familiari, il profumo delle torte di mele, gatto Silvestro e Speedy Gonzalez in televisione, la sensazione che il tempo non potesse finire. Continua a leggere “Silenzio amico”

Matematico, no?!

Tra gli stereotipi che riguardano le discipline scolastiche, sicuramente il più duro da scalfire è che la matematica sia difficile, odiosa, per qualcuno addirittura insormontabile. Il docente che la insegna o lo studente che vi si applica sono guardati da lontano come strane creature provenienti da un mondo a parte e dirette probabilmente ad un mondo parallelo a quello di provenienza. Eppure non c’è niente di più falso, almeno dal punto di vista etimologico (e se lo dice una docente di lettere che di matematica ci ha sempre capito solo ciò che bastava…). La parola matematica deriva dal greco: ci riferiamo al verbo MANTHÁNO che significa “imparare” e al sostantivo MATHEMA, “insegnamento”. La matematica è la disciplina (ars, in latino, tekhne, in greco) da apprendere, e da insegnare. Continua a leggere “Matematico, no?!”

Un gesto può cambiare tutto

Marco, come sempre, si ritrovava nello stesso autobus che lo conduceva al lavoro ogni mattina. Si sentiva triste e solo. Le sue giornate erano un susseguirsi di gesti meccanici, senza alcun stimolo o emozione: casa, lavoro, casa e tanta solitudine. Ma quel giorno qualcosa cambiò. Arrivato in ufficio, nel togliersi la giacca, si accorse di avere qualcosa nella tasca: era un bigliettino giallo con all’interno una scritta: “Dopo l’inverno arriva sempre la primavera”. Quel messaggio lo colpì come un fulmine; un’ondata di calore gli avvolse il cuore e provò subito un certo sollievo. Forse c’era ancora speranza per lui. Chi poteva averglielo dato? E come aveva fatto a non accorgersene? Marco era determinato a risolvere il mistero e per giorni scrutò i passeggeri dell’autobus, ma senza successo. Dopo una settimana di ricerche, sconsolato, decise, al termine del lavoro, di recarsi al parco vicino per distrarsi un po’. Continua a leggere “Un gesto può cambiare tutto”

Filmatrix: cinema e benessere

Possono i film focalizzati su sentimenti positivi migliorare il benessere del singolo e della collettività, ad un livello potenzialmente globale? Assolutamente si! Il ricercatore indipendente Virginio De Maio, ideatore del progetto Filmatrix, grazie ad alcuni esperimenti mirati e con un approccio multidisciplinare unico e innovativo, ha recentemente scoperto come le sequenze filmiche incentrate ad esempio sull’amore, la gioia o la gratitudine riescano a migliorare sensibilmente il livello di coerenza cardiaca, ossia uno stato di generale benessere oggetto di studio da parte dell’HeartMath Institute, sito in California. Questo, secondo i ricercatori, accrescerebbe notevolmente il livello di salute individuale. Tutto qui? Non proprio. Continua a leggere “Filmatrix: cinema e benessere”

Consigli di lettura: Mani calde – Giovanna Zucca

Frequentando la medicina narrativa ed essendo diventata facilitatrice da poco, ho spesso sentito nominare questo libro. Come spesso accade poi ne ho talmente tanti che me li appunto ma non li compro subito, così restano nella lista interminabile dei desideri. Poi per caso se ne parla e me lo prestano. Letto in meno di un pomeriggio ha suscitato in me un mare di emozioni e di ricordi: inevitabile! Si perchè a volte in un libro ci sei dentro anche tu, con le tue esperienze, anche se in modo diverso. Davide ha nove anni e proprio non ne vuole sapere di andare a comprare le cose per la scuola, la mamma insiste e quel banale tragitto tra l’abitazione e il negozio si rivelerà fatale. Continua a leggere “Consigli di lettura: Mani calde – Giovanna Zucca”

Soffici passi

Quello che vi propongo oggi, non è solo una passeggiata in montagna tra aria pulita e paesaggi da cartolina, è più una esperienza di sensi. Certo, ognuno ha la sua camminata preferita che porta con sè nel cuore. Chi fa passeggiate tra i sentieri delle nostre invidiate montagne, ha sicuramente impresso nella mente una o più camminate che ha fatto e che ricorda con nostalgia magari quando ha avuto una giornataccia al lavoro. Sicuramente tra gli amanti della montagna, c’è qualcuno che ha già provato questa esperienza. La passeggiata che vi propongo oggi è nella Val di Dentro, dalle parti di San Candido: la meta finale è il rifugio 3 Scarperi. Per chi abita nelle nostre zone è consigliabile partire presto al mattino, visto che si tratta di una meta ambita. Io preferisco farla in inverno, con la neve, con la magia di questo bianco avvolgente e abbagliante dove tutto è un luccichio di cristalli gelati. Si parte da un comodo parcheggio vicino alla strada principale e, una volta vestiti adeguatamente rispetto alle temperature esterne, si parte! Continua a leggere “Soffici passi”

Lungomare

Se c’è una cosa che invidio di alcune città italiane è la fortuna di avere dei grandi cautautori. Sì, quelli che la musica la scrivono per davvero. Nella mia personale classifica metto sicuramente Bologna, ma direi anche tutta l’Emilia Romagna.
Dalla, Vasco, Guccini, Carboni, Cremonini: cito quelli che ascolto di più. Quando li ascolto rimango affascinato dalle loro parole, dalla bellezza della nostra lingua e dalla loro capacità di racchiudere, in poche parole, un mondo intero.
Oggi vorrei estrapolare da un testo di Luca Carboni alcune di queste.
Se c’è una canzone che amo particolarmente è: “Lungomare”. Ha un testo che trovo di una delicatezza incredibile. Mi verrebbe da trascriverla tutta, ma mi sforzerò di citare solo alcuni versi.
“E le stelle si accendono ad una ad una, come ballerine entrano in scena, ecco la luna”. Beh! Sembra di essere lì, su quella spiaggia, nello stupore della bellezza del sole che si spegne nel mare. Continua a leggere “Lungomare”

Gentilezza

Non è semplice educazione: per me è qualcosa di più. Salutare, sorridere, essere predisposti al dialogo, porsi in modo educato: la gentilezza è un’abitudine, un valore. Chiunque lo desideri può essere gentile: non servono cose materiali. Si può essere costruttori di gentilezza, è sufficiente essere persone che volontariamente promuovono atti e valori di empatia e rispetto. Si diffonde con buone pratiche. Esistono anche movimenti che si sono creati negli ultimi anni per costruire gentilezza. Non sai da dove cominciare? Nessun problema, ti aiuto volentieri. Vorrei parlarvi del sito https://salutigentili.it/ dove ognuno può diventare postino di questo valore. È un progetto gratuito di Lavinia Costantino e Burabacio, per promuovere la gentilezza. Come funziona? Continua a leggere “Gentilezza”

Tutto il blu del cielo

Émile e Joanne, questi i nomi dei due protagonisti. Entrambi con una storia dolorosa di cui non vogliono parlare, entrambi in fuga dalla loro vita. C’è chi ha perso tutto e non sa come andare avanti, o non crede di poter ricominciare, e chi aveva tutto ma ha scoperto che presto non avrà più nulla. Chi parte per non perdersi e chi per ritrovarsi. Un camper, i Pirenei, paesaggi mozzafiato, si parte per un viaggio che sa di ricerca e di riscoperta, senza un itinerario ben definito e senza un ritorno programmato. Le loro storie si scoprono pian piano assieme alle cime delle montagne e ai tramonti tersi, o alle notti stellate. È una lettura dolce e delicata ma dai contenuti forti e potenti, una visione illuminata del senso della vita, nella gioia e nella sofferenza, nella rinascita e nella fine. Spoiler lacrimuccia finale.
“Se ti diagnosticano l’Alzheimer puoi disperarti o partire in camper.”
Buona lettura

Monia Rossi

Tsundoku

Scrivo questo articolo e poi vorrei capire quanti “la vivono” come me e credo di poter dire che non siamo in pochi. Qualcuno sostiene ci sia una sottile poesia, un rito speciale e mistico, nel comprare libri che forse non leggeremo mai, tanto che i giapponesi hanno creato una parola specifica: “tsundoku”, nata dalla fusione di “tsunde-oku” (accumulare) e “dokusho” (leggere). Non è semplicemente disordine o accumulo compulsivo e nemmeno bibliomania. È piuttosto un’espressione d’amore per i libri e la lettura, dove ogni volume viene acquistato con la genuina intenzione di leggerlo, prima o poi. È come creare un museo personale di possibilità, dove ogni libro rappresenta un mondo ancora da esplorare, una promessa di conoscenza futura. Continua a leggere “Tsundoku”

Verso l’infinito

Giacomo Leopardi visse solo 39 anni, dal 1798 al 1837. Non si può sapere cosa si celasse nel suo cuore ma analizzando le sue opere e i suoi viaggi tra Recanati, Roma, Milano, Bologna, Pisa, Firenze e Napoli possiamo affermare che fosse stato un uomo coraggioso, in cerca del suo posto nel Mondo e soprattutto di qualcuno che lo comprendesse. Lui si sentiva solo, lo possiamo leggere nel canto pisano-recanatese “Il passero solitario” dove confrontò la solitudine inconsapevole del passero con la sua condizione tutt’altro che inconsapevole. Purtroppo animi particolari e profondi come quello di Giacomo non vengono capiti e apprezzati da molti. Ma il messaggio che a me affascina particolarmente è questo: di fronte all’immensità dell’Universo il cuore di Leopardi non si spaventa e, anzi, il naufragio in quel mare infinito è dolce (“il cor non si spaura” e “il naufragar m’è dolce in questo mare”). Continua a leggere “Verso l’infinito”

Questione di ordini

Ce lo hanno insegnato Cucine da incubo e Quattro ristoranti: se la comanda è sbagliata, il cliente ha diritto a farsi sostituire il piatto. Ma così non accade in Giappone, nel Ristorante degli ordini sbagliati. Ordinare un hamburger e vedersi servire dei ravioli di carne è l’esperienza zero che ha suggerito al regista Shiro Oguni questa idea: un posto dove l’errore non sia solo tollerato ma anche accolto con un sorriso, un’occasione per riflettere su ciò che conta nella vita. Come reagireste se il cameriere che serve il vostro piatto assaggiasse il contorno dopo essersi accomodato tra di voi? Forse sorridereste con imbarazzo se foste con la vostra dolce metà a lume di candela, ma sicuramente cercherete di mandarlo via se vi trovaste nel bel mezzo di una trattativa di lavoro. E se sapeste che il cameriere è affetto da demenza senile? È più importante il rigore della dinamica ordine-comanda-servizio o la cura che in quel gesto, nutrire e servire, vi viene offerta? Continua a leggere “Questione di ordini”

Mezzo secolo a chi?

“Leggera e leggiadra
percorro il mio sentiero,
l’inganno del tempo è solo un illusione.
Lasciatemi sognare
è così che voglio il mio stare.”
Da poco ho compiuto 50 anni. Mezzo secolo come molti ci tengono a ricordarmi. Beh sì, confesso che dirlo a voce alta fa un certo effetto. Anche perché, come mi diceva sempre una collega che aveva passato i settanta, “…tu mica te li senti gli anni che hai: è lo specchio a ricordartelo!…”. Ultimamente capisco che aveva proprio ragione, i miei, di anni percepiti, sono solo 35, e gli altri? Boh. Continua a leggere “Mezzo secolo a chi?”

Consigli di lettura: Estranea di Yael Van Der Wouden

Quando ho sentito parlare del fatto che un’esordio aveva vinto o si era candidato a tutti i premi letterari dell’anno me lo sono subito comprata: cosa poteva renderlo così speciale? Solo in casa Isabel si sente protetta. Lì, da bimba, ha potuto giocare felice, al riparo dai bombardamenti. Ancora oggi, vent’anni dopo, quei muri la difendono. Saldi e immobili, come lei. Per lei tutto deve essere in ordine: le posate allineate, le stoviglie lucidate, il giardino senza erbacce. Un mattino, però, Isabel trova la scheggia di un piatto di porcellana. La prima incrinatura in un mondo perfetto, a cui ne segue presto una seconda, ben più grave. Quel giorno, si presenta sulla soglia di casa Eva, la nuova fidanzata del fratello, che Isabel è costretta a ospitare per qualche tempo. Eva è l’estranea. Continua a leggere “Consigli di lettura: Estranea di Yael Van Der Wouden”

Lacca, lucido da labbra e sogni al neon

Tra i quindici e i vent’anni le feste con la musica non erano semplici feste. Erano prove generali di vita: imitazioni di amici più esperti o di personaggi televisivi, tentativi goffi e sinceri di diventare grandi. Nascevano quasi sempre in un garage o in una cantina, luoghi che di giorno avevano un’utilità pratica e un odore neutro, ma che per una sera cambiavano pelle. Bastava togliere due biciclette, coprire le bottiglie di vino con un lenzuolo, spostare i mobili, portare qualche sedia e, all’improvviso, quello spazio diventava il centro dell’universo. La preparazione della sala era già un rito. Le luci al neon venivano accese per prime, perché davano risalto ai colori bianchi: camicie stirate, scarpe nuove, dettagli che volevano sembrare eleganti. Il bianco, sotto il neon, brillava più del resto e faceva sembrare tutto più importante. Continua a leggere “Lacca, lucido da labbra e sogni al neon”

Calore e compagnia

La scoperta del fuoco, della fiamma, si perde nella notte dei tempi. I primi esseri umani che provarono questa invenzione devono essere stati spaventati, e non poco, da questa “cosa nuova” che entrava nella loro vita; posso solo immaginare quante dita scottate ci sono volute per imparare. Poi piano piano, con esperienza, hanno saputo adattare questa meraviglia per farci un sacco di cose: ci si poteva cucinare il cibo, fare luce nel buio della notte o in casa, scaldarsi dai rigidi inverni. Nel corso dei secoli, il fuoco, la fiamma e il calore prodotto da esso, è stato sfruttato per svariati motivi, sia in ambito casalingo che industriale. Ogni tanto ci fa capire che non si scherza con il fuoco come dicevano i nostri nonni. Continua a leggere “Calore e compagnia”

La dignità del perdere in “The Winner Takes It All”

ABBA, 1980, The winner takes it all. Ha un ritmo coinvolgente e leggero, ma se ci si sofferma sul testo di questa canzone, tutto cambia. Le parole assumono un peso diverso e ci si immedesima da una prospettiva diversa. Il brano racconta la fine di una relazione importante, la separazione di due persone che si sono amate.
Qui i protagonisti sono due. Da una parte, chi lascia: chi prende una decisione e sceglie di andare avanti, interrompendo il legame. Dall’altra, chi perde. Non perché abbia sbagliato, ma perché non ha il potere di decidere. È la parte che subisce una scelta altrui e ne deve accettare le conseguenze, pur non avendole causate.
Continua a leggere “La dignità del perdere in “The Winner Takes It All””

La bellezza può sempre fiorire

“In febbraio la natura ci ricorda che anche nei momenti più freddi, la bellezza può sempre fiorire.” (Gabriela Aléman). Febbraio per me rappresenta la soglia tra il gelo dell’inverno e il primo fremito della primavera, mi sembra di avvertire la luce crescere visibilmente e l’aria che si riempie di un’energia che profuma di novità, il cielo sembra più limpido, tra una pioggia e l’altra, e gli uccelli cinguettano più vivaci. Mi piace pensare che sia il respiro della stagione che cambia e che porta verso mesi più tiepidi e luminosi. Gennaio mi appare sempre eterno e di solito arriva puntuale a ricordarmi che un altro anno è passato e puntiglioso mi presenta il conto, mi spinge a fare il punto della situazione, di pesare sulla bilancia progetti in sospeso. Cos’ho realizzato e cosa è ancora lì fermo? Continua a leggere “La bellezza può sempre fiorire”

Consigli di lettura: L’arte di perdersi (storia dei miei traslochi) – Lia Piano

Questo libro mi ha fatto riflettere su molti step della mia vita: ho ripercorso con la protagonista di questo romanzo diverse fasi. Ho riso, e mi sono rattristata ma è stato un percorso davvero bello. Lei è una donna spiritosa, che vive intensamente e che proprio per questo ha imparato che i sogni, e tra questi l’amore, riservano tante gioie quante delusioni e che bisogna maneggiarli con cautela. Sta attraversando un momento difficile: le sembra che il suo lavoro, la sua casa, il suo stesso corpo non le somiglino più e le app di dating o i consigli del chirurgo estetico hanno l’aspetto inquietante delle illusioni. Ma il destino ha in serbo una sorpresa: l’acidissima zia Laura, che l’ha sempre cordialmente detestata, decide di lasciarle in eredità una grande casa appollaiata su un terrazzamento ligure che digrada verso il mare, e anche il denaro per ristrutturarla. Continua a leggere “Consigli di lettura: L’arte di perdersi (storia dei miei traslochi) – Lia Piano”

Gabriele: storia di una (ri)nascita in casa

01:25. “Eh sì, hai rotto il sacco, Valentina!”. Ah. Così, una goccia alla volta, in sordina? Siamo sicuri? Va beh, se lo dice l’ostetrica. Ah già, ma io “vado-lentina”. Sempre la solita, sia io che la battuta! “Dai Davide, torniamo a letto”. 02:20. “Davide, chiama le ostetriche! Che male!” Volevo il botto, gli effetti speciali? Ecco! Mi inginocchio, sento che devo stare a terra. Eccone un’altra. Che dolore! Chiudo gli occhi, ho bisogno di stare dentro di me. Sento il campanello di casa. Le ostetriche! Sbircio, qualcuno ha spento le luci. Una candela illumina la stanza. Chiudo di nuovo gli occhi. Ho bisogno di Davide. Lo sento di fronte a me, ci abbracciamo, mi sostiene. Ora è tutto pronto. Tappo il naso e mi immergo. Pluff! Buio pesto, dentro e fuori. Su quale pianeta sto andando? Un’altra onda, e poi un’altra. Un mare nero in tempesta. Vado a fondo, giù, giù negli abissi. Caos, arranco, cerco aria, un appiglio. Sto lottando, resisto, controllo. “Fai quel salto Vale, vai oltre quel dolore!”. Non ce la faccio, ho paura! Improvvisamente penso a mio figlio. Continua a leggere “Gabriele: storia di una (ri)nascita in casa”

Un “sale” particolare

Sarebbe bello se esistesse un sale antighiaccio che costasse poco, non inquinasse l’ambiente, non corrodesse i veicoli e magari fungesse anche da cibo per l’inverno per gli uccelli.
L’unica cosa errata di questo articolo è il condizionale. Il “sale” esiste per davvero. Costa un decimo del sale tradizionale ed è fatto con uno scarto di lavorazione. La scoperta è stata casuale e l’ha fatta una azienda nell’Ontario, dove i lunghi e freddi inverni costringevano all’utilizzo di tonnellate di sale sparso sulle strade.
L’azienda produce succo di barbabietola. Continua a leggere “Un “sale” particolare”

Maestre per un giorno

Alice la prof, Maria Teresa la creativa, Monia l’entusiasta in veste di Bigliettinegialle, con indosso le nostre magliette ufficiali, alle 8 e 30 varchiamo la soglia della scuola primaria “Francesco Dall’Ongaro” di Oderzo. Oggi insieme ai bambini delle varie classi scopriremo il potere dei “PENSIERI POSITIVI”. Ogni nostro bigliettino giallo contiene una parola o una frase carina che ha lo scopo di far sorridere o raddrizzare una giornata storta di chi lo riceve. Entriamo nelle varie classi e da ora in poi sarà tutto una “magia”. Di fronte a noi troviamo occhi grandi, occhi profondi, occhi blu come il mare, verdi come gli smeraldi. Occhi attenti, occhi curiosi, che ci scrutano e ci studiano. I più grandi ci accolgono seduti a terra, gambe incrociate mani intrecciate che sorreggono i loro piccoli visi. I più piccoli sono seduti attorno a quei banchi di scuola, che ci appaiono troppo grandi per alcuni di loro, cuccioli in attesa di sapere cosa ci fanno queste signore che indossano magliette gialle con una grande scritta sul petto. Continua a leggere “Maestre per un giorno”

Consigli di lettura: Uketsu-Strani disegni

Finito in una giornata: appassionante, misterioso, surreale…Il romanzo è diviso in quattro capitoli, ciascuno incentrato sulle vicende di un protagonista differente. Le vicende, inizialmente separate, si ricollegano poi al termine del libro fornendo un quadro completo della vicenda. Nel primo capitolo uno studente universitario appassionato di paranormale scopre un blog misterioso, in cui viene raccontata la vita di una giovane coppia formata da un impiegato e un’illustratrice in attesa di un bambino. Continua a leggere “Consigli di lettura: Uketsu-Strani disegni”

Il fremito sul ponte

Giano Bifronte: una divinità tutta romana che sa guardare al passato e al futuro. Da questo nome deriva il mese che apre l’anno nel calendario a partire dalla riforma di Giulio Cesare. Ianuarius, di Giano, gennaio: è il momento di andare avanti, mentre si chiude un anno con i suoi bilanci. Stare sulla soglia di un anno nuovo pur chiudendo la porta di quello vecchio: il dio Giano è infatti protettore delle porte (IANUAE, in latino), dei ponti (IANUI) e dei passaggi, dei momenti in cui il presente è già futuro e non più passato. Continua a leggere “Il fremito sul ponte”

Non siamo sbagliati: siamo soltanto noi stessi

Spesso ciò che pensiamo siano errori, in realtà non lo sono. I sentimenti, per esempio, non possono essere qualcosa di sbagliato. Le emozioni rappresentano il nostro essere, descrivono la nostra interiorità. Sono il riflesso di ciò che ci circonda e dell’influenza che il mondo esercita su di noi. Siamo esseri umani, e siamo diversi. Ascoltiamo, guardiamo, percepiamo e viviamo in modo diverso. Le sensazioni che provi nei confronti di determinati luoghi, persone o situazioni, possono essere completamente opposte a quelle che un’altra persona prova. Questa diversa percezione può portare a fraintendimenti, soprattutto nelle relazioni più intense e profonde. Continua a leggere “Non siamo sbagliati: siamo soltanto noi stessi”

Il rudere e l’asfalto

Spesso mi domando come doveva essere la vita, in quelle case. Avete presente, no? State percorrendo l’autostrada. Il solito tragitto casa-lavoro, o qualcosa di simile, con la testa altrove. Però quel giorno i vostri occhi notano un vecchio rudere, non molto lontano dall’asfalto. È sempre stato lì, eppure ci fate caso solo ora. Unico segno di civiltà nel bel mezzo di un enorme campo incolto, ricoperto da una quantità tale di edera che pare quasi fondersi con il paesaggio verdeggiante, quelle quattro pareti pericolanti attirano la vostra attenzione. Chissà quando è stata, l’ultima volta che qualcuno ha girato la chiave nella toppa di quel vecchio portone. Un brusco addio? Una partenza sofferta ma necessaria? Gioco con la fantasia, e immagino una famiglia d’altri tempi intenta a consumare un pasto frugale. Una domenica di primavera, magari. Continua a leggere “Il rudere e l’asfalto”

“La sera dei miracoli” – Lucio Dalla

La canzone del grande Lucio Dalla che mi piace di più. L’ispirazione è un omaggio alla città eterna. Lucio, all’inizio estate del 1980, è a Roma nella sua casa a Trastevere di vicolo del Buco n. 7, dove vi rimarrà fino al 1986. In una sera scrive questa canzone: “è la sera dei miracoli fai attenzione, qualcuno nei vicoli ha scritto una canzone”. Un inno alla città e come dirà lui stesso: “Avevo visto Roma incendiata da feste, da canti, da gente ubriaca bene. Davvero un momento di gioia collettiva”.
Quelle sere, frenetiche e vivaci, sono: “da passare in centomila in uno stadio” a tifare per la propria squadra, oppure tra i vicoli: “qualcuno nei vicoli fa a pazzi una canzone”. Sere chiassose “è la sera dei cani che parlano tra di loro”, e vive: “e la gente scende nelle piazze per andare a vedere”.
Continua a leggere ““La sera dei miracoli” – Lucio Dalla”

Consigli di lettura: L’ultimo segreto – Dan Brown

Dopo 10 anni di Silenzio, Dan Brown riporta Robert Langdon in una storia ambiziosa. Robert è a Praga insieme a Katherine Solomon, con cui ha da poco avviato una relazione. Un viaggio di piacere in veste di accompagnatore dell’esperta di noetica, invitata a una conferenza in città per esporre le sue innovative teorie sulla mente. All’improvviso, gli eventi prendono una piega inquietante: la mattina del quarto giorno Katherine sembra sparire senza lasciare tracce e Robert assiste, sul ponte Carlo, a una scena che sfida la razionalità e di fronte alla quale reagisce d’istinto, finendo nel mirino dei servizi di sicurezza cechi. Intanto, a New York, una misteriosa organizzazione mette in campo risorse all’avanguardia per distruggere il manoscritto che Katherine ha consegnato al suo editore e che raccoglie le sue rivoluzionarie ricerche. Continua a leggere “Consigli di lettura: L’ultimo segreto – Dan Brown”

Tessendo un ragionamento

Crediamo siano per sempre, la felicità, il dolore, l’allegria, la sofferenza, quando in realtà sfumano nel volgere di un attimo. Fugaci ed effimere sono le sensazioni dell’animo umano. L’una lascia posto all’altra in un susseguirsi incessante di una sinfonia di emozioni. Gli estremismi non sono mai una buona cosa, quindi, così come non è corretto lasciarsi dominare dal sentimento, allo stesso modo, nemmeno la razionalità deve fare da padrona. È necessario raggiungere un equilibrio dinamico tra percezione e ragione. Il sentire è fondamentale per apprendere tanto quanto il lavorio intellettuale. Senza esperienza non ci sarebbero i contenuti, successivamente elaborati per fornire la conoscenza. Il complesso io-mondo è regolato da plurime facoltà che cooperano per permetterci di conoscere. Nasciamo con il cervello come una tabula rasa, o con modelli conoscitivi precostituiti? Entrambe le cose, o nessuna delle due. Continua a leggere “Tessendo un ragionamento”

Il successo dei free walking tour

Il modo più bello per visitare una città è farlo camminando. Muoversi a piedi permette di scoprire gli angoli più nascosti dei centri abitati, come vicoli poco conosciuti, mercati locali o punti panoramici che spesso sfuggono a chi si sposta in auto o con i mezzi pubblici. Camminare accompagnati da una persona del posto rende più facile orientarsi e consente di conoscere aspetti che si trovano meno sulle guide per turisti. Negli ultimi vent’anni è diventato sempre più popolare un particolare tipo di walking tour, che non prevede il pagamento di una quota fissa, decisa prima di iniziare la camminata. Si chiamano free walking tour, cioè a offerta libera, e si basano sul concetto di mancia: ogni partecipante decide liberamente quanto lasciare alla guida, a seconda di quanto ha apprezzato il tour. In genere, la mancia che si lascia è compresa tra i 10 e i 30 euro a persona. L’idea di creare i free walking tour venne per la prima volta a Chris Sandeman, una guida turistica che nel 2004 lanciò il primo giro a piedi a offerta libera a Berlino, in Germania. Continua a leggere “Il successo dei free walking tour”

Il profumo del vinile

C’erano pomeriggi che profumavano di vinile, di plastica nuova e sogni in copertina. Bastava spingere la porta del Centro della Musica o di Good Music, a Pordenone, per essere travolti da quel miscuglio di suoni, voci e dalle copertine degli LP in classifica appese come quadri alle pareti. Centinaia di dischi allineati in ordine alfabetico, tra musica italiana e straniera: Bennato, De Gregori, Dalla, Vecchioni, De André con la PFM, Pino Daniele, Chicago, Crosby, Stills, Nash & Young, Deep Purple, Led Zeppelin, Dire Straits, Supertramp. Ti perdevi tra le lettere come in un labirinto di emozioni. Le mani sfioravano il cartone lucido, il tempo si fermava, mentre cercavi l’album che ti avrebbe fatto compagnia per mesi — forse per sempre. Poi tornavi a casa in motorino, il tuo tesoro stretto sottobraccio, attento a non farlo cadere.
A casa aprivi piano la custodia, tiravi fuori il disco nero, liscio come uno specchio. Continua a leggere “Il profumo del vinile”

Cuori di silicio: le relazioni umane tra passato e presente

Nel 2025, le nostre vite scorrono spesso tra notifiche e schermi. Alla base di tutto c’è lui: il silicio, elemento invisibile ma onnipresente, cuore pulsante di ogni dispositivo che ci connette. Ma cosa succede quando è proprio questo materiale, freddo e inorganico, a diventare il mediatore delle nostre relazioni affettive? Un tempo, i legami si costruivano nel tempo lento della presenza: sguardi reali, gesti condivisi, attese significative. Le relazioni si nutrivano di corpo, spazio e silenzio. Oggi, invece, si sviluppano in ambienti digitali, spesso mediati da interfacce. La presenza è diventata segnale, l’intimità si esprime con emoji, e i ricordi si archiviano in cloud più che in diari o album fotografici. Continua a leggere “Cuori di silicio: le relazioni umane tra passato e presente”