M. F. A. A. e Artonauti, dalla storia a l’album di figurine Panini

M.F.A.A. È un acronimo che a molti di noi può non dire nulla ma dietro a queste quattro lettere si cela un, relativamente piccolo, gruppo di uomini a cui il mondo, ma noi italiani soprattutto, dobbiamo molto.
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Sensi: olfatto

Se sei cresciuto in un panificio, è inevitabile che quel profumo non solo ti ricordi casa ma che lo sprigionarsi dell’odore della forza del lievito evochi in te un mare di ricordi, contrapposto all’odio per quell’odore acre che non se ne va mai via dalla pelle.
Capita poi di ritrovarsi tra le mani un vecchio maglione di cashmere che profuma ancora di qualcuno che ormai è lontano, e che questo ci riporti alla mente ricordi di infanzia e tutti i bei momenti passati insieme da bimbi.
L’aroma di una torta mangiata a casa di qualcuno, l’odore forte del pranzo della domenica dai nonni, annusare un abito per stabilire a chi apparteneva. Il proprio sapore sul cuscino la sera prima di addormentarti che trasmette sicurezza. Il suo profumo!
L’olfatto è un senso che forse tendiamo a sottovalutare ma certamente ognuno di noi ha quel profumo che è suo e di nessun altro: il profumo dei ricordi.
Sedetevi, chiudete gli occhi e lasciatevi avvolgere!

Marta Santin

Consigli di lettura – Finché il caffè è caldo di Toshikazu Kawaguchi

In Giappone c’è una caffetteria speciale. È aperta da più di cento anni e, su di essa, circolano mille leggende. Si narra che dopo esserci entrati non si sia più gli stessi, che bevendo il caffè sia possibile rivivere il momento della propria vita in cui si è fatta la scelta sbagliata, si è detta l’unica parola che era meglio non pronunciare, si è lasciata andare via la persona che non bisognava perdere.
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Come stimmi di zafferano

Coltivare lo zafferano è un’arte.
E’ un lavoro complesso, ricco di dettagli che non si possono ignorare, giornate di lavoro nei campi per poi doversi giocare il raccolto in poche manciate d’ore.
Tra ottobre e novembre i bulbi fioriscono, una decina di giorni è il tempo entro il quale bisogna fare il raccolto, prelevando in prima battuta tutto il fiore per poi in giornata separare i petali dai 3 stimmi in esso contenuti, stimmi che vanno essiccati e conservati.
Dire che 25000 euro è il prezzo medio di vendita dello zafferano al Kg aiuta a rendere l’idea su quanto complessa ne sia la produzione.
Mi fa sorridere fare questo confronto ma al tempo stesso mi è difficile non riuscire a trovarci tutte queste similitudini.
I rapporti.
Si, i rapporti con le persone.
Non trovate che siano un po’ come coltivare lo zafferano.
Un po’ ci devi nascere con la passione per questo mestiere e un po’ devi pure esserci portato, questo di certo sarebbe un gran vantaggio, ma non tutti abbiamo la fortuna di ricevere questo dono.
Ecco che quindi piano piano, dissodi il terreno, sradichi le erbacce, fai i tuoi bei filari e inizi a piantarci i primi bulbi.
Speri di aver acquistato quelli giusti, preghi che il terreno sia abbastanza drenante e non trattenga troppo l’acqua e resti in attesa che il tuo bulbo fiorisca.
Cerchi di proteggerlo, nella speranza che nessuno venga a devastare il tuo campo, improvvisando strane danze che scongiurino episodi metereologici devastanti, tutto per arrivare lì, a cavallo tra ottobre e novembre:
Ti prepari con la tua pinzetta a raccogliere gli stimmi, stando attento a non rovinarli, a trattarli con cura, a conservarli nel migliore dei modi a essiccarli in maniera corretta cercando di non bruciarli.
Poi arriva una sera, un’amico ti chiama:
“Ehi vieni a mangiare da me?”
Ecco di questo a volte abbiamo bisogno, semplicemente di qualcuno che ci chiami e ci dica “vieni a mangiare da me?”.
Il risotto più buono della nostra vita.
Poi c’è il colchico d’autunno, chiamato anche falso zafferano, una pianta bulbosa molto molto simile allo zafferano ma tremendamente velenosa, ma questa è un’altra cosa…

Ruggero Vitali

La Grande barriera corallina: un’immensa bellezza da salvaguardare

Trattieni più aria che puoi e immergiti, scendi verso il basso per tentare di avvicinarti il più possibile a quella perfezione colorata, a tutta quella vita che brulica sotto i tuoi occhi. Risali di nuovo in superficie, riprendi fiato con l’aiuto del boccaglio, anche se dopo un po’ ti si secca la gola. Guarda con stupore ciò che si muove a pochi metri da te, meravigliati di fronte a tanta bellezza. Poi vai ancora giù, su e giù ininterrottamente, per sempre, se solo fosse possibile.
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Il lato positivo

Se ci pensate, questa pandemia ha sconvolto l’intera umanità. Ci ha travolti come un uragano e ha cambiato le nostre vite.
Nonostante la sua connotazione negativa, molti sono riusciti a coglierne i lati positivi.
Infatti, stare in casa con le stesse persone per un così lungo periodo ha, in alcuni casi, rafforzato i rapporti tra di esse.
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Consigli di lettura – Il mantello di carta

Il mantello di carta

Con un mantello ci si copre, ci si scalda, con un mantello ci si protegge, sotto un mantello il mago inventa la magia per trasformare la realtà, con un mantello Paperinik, Batman, Superman e molti altri personaggi dei fumetti diventano supereroi, con il Mantello di Carta si possono regalare speranza e aiuti ai bambini gravemente malati. Carlo Lucarelli scrive ADESSO, un racconto dove un piccolo drago regala a Giacomo, un bambino gravemente malato, un mantello magico in grado, una volta indossato, di far accadere cose bellissime.
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Tempo curvo

Tempo curvo / revisione
“Maestro la trovo pensieroso.”
“Oh ragazzo! Mi frulla in testa uno strano pensiero. Ha a che fare con la questione del tempo.”
“Sono curioso.”
“Allora… tutti noi scandiamo il tempo in senso lineare. Secondo la connessione spazio-tempo, viene naturale suddividere la vita in un qui e quando che rappresentano eventi accaduti nel passato, o che si manifestano nel presente, oppure che si presuppone avverranno nel futuro… secondo un libero arbitrio”
“Semplicistica relatività ristretta…”
“Ora arrivo al dunque… e se questa linearità non esistesse affatto?”
“….”
“Prendi il principio del tempo minimo di Fermat…”
“Ovvero: di tutti i possibili cammini che un raggio di luce può percorrere per andare da un punto ad un altro, esso segue quello che richiede il tempo più breve…”
“Sarebbe più corretto affermare che la luce segue sempre un percorso estremo, cioè che minimizza o massimizza il tempo… ad ogni buon conto, se consideriamo tale principio in senso filosofico, il concetto di percorso più rapido non sussiste a meno che la luce non conosca già in anticipo una destinazione specifica! Prima della partenza! La causa-effetto della rifrazione non esiste, la luce ha già come obiettivo un determinato punto e non cambia direzione perché tra due superfici c’è un indice di rifrazione diversa!”
“Continui.” Continua a leggere “Tempo curvo”

NONSOLOCOSEBELLE

Questa mattina ho letto una frase tratta dal film “Will Hunting – Genio Ribelle” che citava: “Avrai momenti difficili, ma ti faranno apprezzare le cose belle alle quali non prestavi attenzione.”
Eh già… perché non vi prestiamo attenzione? Perché siamo così abituati a dare per scontato la vita e le opportunità che ci offre, da dimenticarci di apprezzare le cose belle sino a che non viviamo delle difficoltà?
In realtà tutte le esperienze che viviamo possono ricordarci l’importanza di apprezzare la vita, bella o sfidante che sia. Lo comprendiamo, tuttavia, solo quando scegliamo di sviluppare il sentimento di gratitudine per la vita in genere, che ci consente di dare valore ad ogni esperienza e di apprezzarla negli insegnamenti che per noi racchiude.
I momenti belli passano sempre veloci, quelli difficili sembrano essere interminabili… eppure il modo con il quale ognuno di noi li vive, li accoglie e li elabora al proprio interno, determina una percezione molto soggettiva… questo “COME” fa la differenza, perché ci consente di vivere gli eventi in un nostro tempo personale con le nostre emozioni, che possono essere di inquietudine, ansia, rabbia, tristezza, delusione oppure di gratitudine, fiducia, serenità, sicurezza, amore.
Cosa ci impedisce di apprezzare le cose che viviamo? Non sarebbe bello allenarci alla gratitudine per gonfiare il cuore così tanto da farci trovare più forti e ricchi alla prossima difficoltà? Ci aiuterebbe ad “immagazzinare” il senso della vita e a dargli un significato che solo noi potremo scegliere quale sarà.
La vibrazione della gratitudine ci riempie, non ci fa percepire mancanza bensì pienezza, innalzando così le nostre difese (sì, anche quelle immunitarie!) e ci permette di trasformare anche le situazioni più difficili in qualcosa che era lì per noi, per farci crescere e migliorare.
La vita è bella e, insieme all’amore, è il dono più grande che riceviamo.
Vogliamo farcela scivolare via senza arricchircene giorno per giorno?
Possiamo fare un passo avanti, rivolgendo il primo Grazie a noi stessi.
…Grazie!

Cristina Gnan

Consigli di lettura – Il fiume a bordo

IL FIUME A BORDO
Angelo Floramo – Mauro Daltin – Alessandro Venier

Tre uomini e un furgoncino Volkswagen, ma non uno qualunque, uno di quelli degli anni settanta, iconografia classica del periodo hippie, con alle spalle un numero di chilometri da Guinness e l’aria di aver vissuto un’infinità di avventure, tanto da guadagnarsi il diritto ad un nome proprio: Molly.
Tre amici che, con tempi e ritmi dettati dalla vecchia signora, decidono di seguire l’itinerario dei due fiumi più grandi che attraversano il Friuli, il Tagliamento e l’Isonzo. Partendo dalla sorgente e seguendone il percorso fino alle foci sarà inevitabile ritrovarsi sia in Veneto che in Slovenia ad ascoltare le storie della gente che vicino al fiume è cresciuta e ne ha subito le influenze. Continua a leggere “Consigli di lettura – Il fiume a bordo”

Gli amici

Se hai un amico sei fortunato, se ne hai più di uno hai trovato il TESORO.
Essendo il mio essere pieno di sfaccettature come un prisma, non tutti i miei amici riescono a seguirmi nelle molte strade che intraprendo, ma ognuno di loro conosce una o più parti di me stessa.
D’altronde neppure io mi conosco a fondo, quindi, come potrebbero le persone vicine a me sapere tutto?
Molti di loro mi aiutano a guardarmi più in profondità, coinvolgendomi in nuovi progetti e sfide.
Fino a poco tempo fa non avrei mai pensato di scrivere i miei pensieri per esternarli a un pubblico… credevo di non esserne capace o ciò che avevo da dire non fosse interessante per gli altri. Continua a leggere “Gli amici”

Il codirosso dispettoso (tratto da una storia vera)

Tutto ebbe inizio in un giorno di primavera quando in giardino arrivò un piccolo, bellissimo uccellino che a guardarlo era veramente un incanto.
Non era come gli altri che di solito svolazzavano li intorno: tortore, colombi, passerotti, merli e corvi; questo aveva un modo tutto suo di cantare, ed era molto colorato: grigio nella parte superiore, con la testa nera e la fronte bianca. Ma la parte più bella era la parte inferiore arancio rossiccia che quando rimaneva sospeso in volo faceva un effetto meraviglioso e colorato.
Dopo qualche giorno di osservazione i padroni di casa notarono che in realtà non era solo; ce n’erano due e con colori diversi. L’altro era ancora più rosso e arancio anche nel petto. Una vera meraviglia della natura.
Oramai, stregati dai nuovi visitatori, non poterono fare a meno di andare alla ricerca di informazioni sul loro conto, scoprendo così che gli sconosciuti erano in realtà dei Codirosso; un maschio e una femmina. Piccoli volatili migratori che arrivano con la bella stagione per scegliere il luogo ideale dove fare il nido e riprodursi. Continua a leggere “Il codirosso dispettoso (tratto da una storia vera)”

19 Marzo

“I padri devono sempre dare, per essere felici.
Dare sempre, l’esser padre sta in questo “
Honoré de Balzac

Ci sono gli uomini e poi, poi ci sono i papà……
19 marzo, forse solo un numero, solo un giorno, solo una festa come ce ne sono tante ma anche un momento per fermarci a pensare a tutte quelle persone speciali, a tutti quei papà che aiutano a crescere, aiutano a diventare grandi, a tutti quei papà che prendono la mano dei loro bimbi appena nascono e non la lasciano mai, a tutti quei papà che ci sono sempre, a tutti quei papà che ridono, sgridano, insegnano, capiscono e camminano assieme ai loro bambini orgogliosi di essere i loro papà. Continua a leggere “19 Marzo”

Festa del papà

19 marzo – Festa del papà

Da bambina vedevo la mia manina scomparire nella tua, il naso all’insù lo sguardo rapito come davanti ad un’opera d’arte.
Il mio eroe, la mia roccia granitica che nulla avrebbe potuto scalfire, la fonte inesauribile della mia sicurezza.
Il periodo dell’adolescenza quello più intenso, amore e odio di pari intensità, gli inevitabili scontri di due generazioni a confronto, io ribelle indomabile in cerca di autoaffermazione, tu in trincea a difendere confini consolidati minati dal nuovo che avanza. Continua a leggere “Festa del papà”

Cinque consigli antipioggia

Piove. Piove. Piove e ancora piove.
La noia regna sovrana.
Se il vostro problema è che non sopportate il cosiddetto maltempo, questo è l’articolo che fa per voi.
Prima di tutto una giornata uggiosa è l’ideale per rimettere in ordine quell’armadio in cui avete nascosto il non più nascondibile. Una cosa alla volta, piano piano, e alla fine vi sentirete meglio.
Secondo voi è ancora poco per riempire interminabili ore gocciolanti? Allora prendete in mano quel libro che vi attende da mesi: non saranno mai troppe le pagine se il finale vi lascerà col fiato sospeso. Continua a leggere “Cinque consigli antipioggia”

Sensi: Udito

Sensi: Udito
A volte mi chiedo come riuscirei a vivere senza musica.
Credo che se mi mancasse l’udito, certo comunicare sarebbe complicato e difficile, ma il linguaggio dei segni e gli altri sensi mi aiuterebbero a farlo se pur in modo complesso.
Non avere l’onore di sentire uno strumento suonare, un amico cantare, il pianto di un bimbo, il cinguettio degli uccellini, il fragore del tuono, lo sciabordio del mare.
Il vento tra le foglie degli alberi, la pioggia che cade prepotente sul tetto, le campane che scandiscono le ore.
La compagnia allo scoppio di una risata amica, il tintinnare dei bicchieri ad un brindisi.
Il pianto da consolare di una persona cara, l’emozione ai concerti.
Come potrei vivere in un mondo senza l’onore di sentir pronunciare forte il mio nome? Senza provare l’emozione di sentire chiamare Mamma, “ia matta” (zia Marta), amore mio?

Marta Santin

Tu sei nato per essere felice

Quando sei felice facci caso!
Gandhi diceva: “La felicità è quando ciò che pensi, ciò che dici e ciò che fai sono in armonia”
È davvero possibile che la ricetta per la felicità suprema sia racchiusa in poche, semplici parole? Sembra più facile a dirsi che a farsi. Sicuramente invece potrebbe rivelarsi una buona base di partenza, una linea guida se vogliamo, per ispirare le nostre azioni, da quelle più superficiali a quelle più profonde. Allora perché è così difficile essere felici? Può davvero dipendere da uno stato di eterna insoddisfazione?
Io credo che l’essere umano abbia un’anima piuttosto complicata, spesso vincolata all’altrui pensiero, quasi a discapito di ciò che realmente sente. In molte occasioni mi è capitato di essere ciò che gli altri si aspettavano, non considerando quanto, l’agire in quel modo, limitasse la mia personalità. Poi con il tempo ho cominciato a domandarmi se ne valesse davvero la pena.
Raggiungere la pienezza, quella sensazione di soddisfazione interiore è una cosa che tutti vorremmo ottenere. Riuscirci però non è sempre facile. Di certo non vi sono istruzioni scritte da seguire per raggiungere questo obiettivo. Tuttavia, se pensiamo a noi stessi, vogliamo una sola cosa: essere felici. Spesso però non ce lo permettiamo, come se questo bisogno rappresentasse più una visione idilliaca, quasi un’utopia.
E allora come renderlo più reale?
Forse il primo cambiamento deve partire proprio da dentro.
Noi possediamo gli strumenti giusti, dovremmo solo imparare ad usarli nella maniera più appropriata. Continua a leggere “Tu sei nato per essere felice”

Essere donna

Fin da piccola mi hanno insegnato l’importanza di volersi bene e rispettarsi, prima di tutto il resto. Non sempre è stato facile, le difficoltà da superare sono state tante, ma ringrazio moltissimo i miei genitori per gli insegnamenti che mi hanno dato e che mi hanno resa la donna che sono.
Certo, sono un essere in cammino e la salita potrebbe essere dietro l’angolo, ma ho avuto la fortuna di avere degli insegnanti di vita molto presenti.
Vedere l’amore che che c’è tra loro dopo tanti anni ed il rispetto che hanno l’uno dell’altra, mi hanno fatta crescere capendo che non devo permettere a nessuno di bloccarmi.
Ho avuto la possibilità di conoscere molte persone e chi non mi ha trattata con rispetto, è stato “estromesso” dal continuare a camminare insieme a me nella strada della vita. Continua a leggere “Essere donna”

Per te che sei donna oggi, come lo eri ieri e come lo sarai domani

Per te che sei donna oggi, come lo eri ieri, come lo sarai domani!

Il giallo è il mio colore preferito e lo dono a te che sei MAMMA, nonna, moglie, sorella, amica, fidanzata, complice, compagna, collega, presenza, luce, sorriso.
Dicono che le donne devono fare qualunque cosa due volte meglio degli uomini per essere giudicate brave la metà ma per fortuna per voi non è difficile.

8 marzo, una data importante da ricordare per un motivo troppo spesso dimenticato e mascherato, allora che la giornata di oggi sia un momento di aggregazione, di riflessione, di poesia, di pensiero, magari anche un momento di festa ma che serva a ricordare ad ognuna di voi che essere donna è bello ogni singolo giorno dell’anno e che ci sono donne che hanno lottato, che stanno lottando, che si sono sacrificate per lottare, donne alle quali non viene permesso lottare perchè questo possa succedere! Continua a leggere “Per te che sei donna oggi, come lo eri ieri e come lo sarai domani”

Scrivo perché respiro

“Scrivo per lo stesso motivo per cui respiro – perché, se non lo facessi, morirei”
Isaac Asimov

Non potrei vivere senza immaginare, senza raccontare, senza sognare, senza descrivere, senza osservare, senza ascoltare, senza scrivere.
Davanti a un foglio bianco le parole diventano immagini prima ancora di essere scritte, le lettere diventano parole e le parole si intrecciano tra loro e prendono vita, diventano persone, luoghi, diventano sorrisi, lacrime, paure, voci, dolore, risa, piacere, occhi, diventano spezzoni di film, scene di cartoni animati, diventano quadri, sculture, poesia, fotografie, vino, musica, profumi, le parole diventano amanti stretti in un ultimo abbraccio, coreografi, giovani étoile e attori di teatro, diventano ricordi da custodire gelosamente e coriandoli colorati da lanciare e allora scrivo senza correggere mai e riempio quel foglio di inchiostro, sensazioni, emozioni e di vita.
Scrivo per lo stesso motivo per cui respiro – perché, se non lo facessi, morirei.
Vi invito a scrivere, a riempire di parole ed emozioni un foglio bianco. Io ho sempre scritto e continuo a farlo per chi comprende e anche per chi non lo fa.

Andrea Spessotto

Consigli di lettura – Nulla spegne le stelle (di Andrea Spessotto)

Abbiamo bisogno di favole, sia noi adulti, che per qualche istante torniamo bambini, sia i bambini che, in una narrazione semplice, imparano i concetti più complessi nascosti tra le righe.
Non ho mai fatto recensioni, questa è la prima volta e vi confesso ho anche paura di non riuscire pienamente a raccontare le emozioni di questo libro, del suo autore e della storia dietro a esso. “Nulla spegne le stelle”, edito da l’Orto della cultura di Pasian di Prato (UD), è un libro di favole. Certo lo è, ma le storie sono le foto su alcune tematiche importanti, sulle sensazioni e i sogni di tutti noi. Molti personaggi, differenti tra loro, che incuriosiscono, accarezzano il lettore come solo una fiaba può fare; svelando a poco a poco il mistero che si cela nel buio infinito tra una stella e un’altra. Diciotto “stelle”, come sono gli anni del figlio Emanuele a cui è dedicato. Un libro che nasce anche per lui, ma fortunatamente regalato a tutti noi, da Andrea Spessotto. Un libro dove traspare la passione per la scrittura dell’autore, vista come lo strumento per esprimere le proprie emozioni.
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Tutta la durata della vita non è esistenza ma tempo.

Sapete che cos’è una banca del tempo? Se mi avessero fatto questa domanda qualche anno fa, non avrei saputo come rispondere. Tuttavia da quattro anni ormai sono socia di una di queste banche e, quindi, è doveroso che a risolvere il quesito sia io. La mia conoscenza di questa realtà è avvenuta per puro caso (se esiste veramente qualcosa nella vita che capita per mera casualità), ma da allora ho scoperto una rete speciale di persone che mettono al servizio degli altri le loro capacità.
Una banca del tempo è un istituto di credito particolare, in cui non viene depositato denaro ma tempo da scambiare. I soci sono correntisti che mettono a disposizione le loro abilità per svolgere le attività più disparate (si va dalla cura del giardino all’organizzazione di feste) e ricevere in cambio un’unità di tempo pari a quella da loro impiegata per la prestazione offerta: un’ora per un’ora, insomma.
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La forza della natura

La vita è un dono inestimabile, un diritto inalienabile che ognuno dovrebbe rispettare. La natura, oltre ad essere intrinseca di vita ne è anche garante, ma, nonostante ciò, viene molto spesso oltraggiata.
C’era una volta una stupenda quercia, che con i suoi 15 metri di altezza sovrastava la città di Austin in Texas. Il suo tronco, di un metro e mezzo di diametro, era considerato un vero e proprio gioiello e riceveva continuamente gesti colmi d’amore: ogni giorno quattro persone alla volta lo circondavano incrociando le loro mani ed avvolgendolo in un caldo abbraccio. Con i suoi 600 anni di vita era simbolo di forza, resistenza e vigore. Si trovava al centro di un piccolo parco, l’unico rimasto in città, circondato interamente da grattacieli ed edifici. I cittadini lo custodivano rigorosamente e lo impiegavano come sfondo di eventi importanti: sotto i suoi rami pendenti venivano scambiati baci, fatte proposte di matrimonio e organizzati piccoli concerti.
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VESTITI DI FOGLIE

Ci sono giornate che sembrano opprimerci, ci sono nebbie che sembrano soffocarci.
Ti è mai capitata una giornata in cui tutto va storto, non capisci niente di quello che ti dicono e avresti solo voglia di scappare? Sono quelle giornate in cui fatichiamo a tenere il passo dell’agenda, quelle settimane in cui è sempre lunedì. Appuntamenti che si accavallano, orari da incastrare, a pranzo manco il panino della pubblicità.
Oppressione e senso di soffocamento sono i sintomi del sovraccarico; rabbia e nervosismo, scontrosità o immobilismo sono le sue manifestazioni.
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IL METODO DELLA FENICE di Antonio Fusco

La terza indagine del commissario Casabona mette in luce tutte le debolezze di una società all’apparenza perfetta, dove sordidi intrighi e pericolosi segreti devono rimanere nascosti ad ogni costo.
Le indagini prendono il via dopo il ritrovamento del cadavere di una donna, gli indizi da seguire sono molti, fin troppi, il colpevole viene individuato quasi subito e ritrovato morto in circostanze poco convincenti. Qualcosa non quadra, tutto troppo facile, chiunque con un po’ di mestiere alle spalle si accorgerebbe che c’è qualcosa sotto.
Chi si nasconde nell’ombra? Chi trama in modo che la verità non venga svelata?
Chi è il vero artefice di questi omicidi e per quale motivo sono stati compiuti?
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Il principio del colapasta

Ci sono periodi in cui dentro la testa si mescola tutto, le idee con le preoccupazioni, gli impegni con le emozioni, i desideri con i ricordi, le informazioni con la felicità e quando succede è un gran casino.
Non solo perché riuscire a far diradare la nebbia è difficile ma perché in questa bruma si rischia di perdere qualcosa.
Avete presente quando scolate gli spaghetti?
Per chissà quali dinamiche della fisica ogni tanto succede che qualche spaghetto riesca a centrare il buco dello scolapasta e scivolare oltre, ecco, le cose che smarriamo in questi momenti confusi sono proprio così, scivolano oltre.
Certo, poi guardandola da un altro punto di vista magari, in realtà, si mettono solo in salvo, ma questo è un altro discorso.
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La storia a teatro

La luce illumina una valigia al centro del palco di questo minuscolo teatro, una sedia alla sua destra.
La parete rosso mattone e verde petrolio, inusuale. Un’unica fila di proiettori sopra le nostre teste. Qualcuno non fa altro che lamentarsi che il dover star distanziati – causa lock down – non giova per niente alla già scarsa capienza della sala.
La sua voce ci infastidisce, noi così emozionate che non smettiamo di guardarci e sorridere. Forse, alla fine dello spettacolo, potremmo anche avere l’onore di incontrare il protagonista.
Le luci in sala si spengono e inizia così questa articolata narrazione di una delle pagine più tristi del 900 italiano, ma che nessuno conosce davvero perché a scuola a malapena si studia la seconda guerra mondiale.
Come ogni volta che vivo emozioni forti le lacrime mi salgono agli occhi. Questa storia la conosco, il mio papà me ne ha sempre parlato fino a farmi comprare il libro di Cristicchi. Cristicchi chi? Il cantante?? Quello di “Ti regalerò una rosa”? Sei sicuro papà?
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Cento Cuori Dentro di Gio Evan

Personalmente ho sempre diffidato dalle persone che fanno tutto e bene.
Generalmente quando poi vai a scavare un pochino più in fondo scopri che quel bene non è poi cosi profondo o non è mai tutta farina dello stesso sacco.
Ciò nonostante ho trovato in Gio Evan l’eccezione.
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New economy: le start up che amano il pianeta

Cambiare è possibile. Certo che lo è, a volte è una scelta necessaria.
Un sostanziale cambiamento è il pianeta a chiedercelo, oramai ne siamo tutti consapevoli. In fondo, le nostre, non sono altro che vecchie abitudini radicate da tempo che vanno sostituite con qualcosa di nuovo.
Giovani menti aperte al confronto, che guardano le cose con occhi diversi, consapevoli che le risorse che il pianeta ci offre siano un valore aggiunto da tenere in considerazione e utilizzare nel pieno rispetto del ciclo della vita.
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A che cosa giochiamo?

Quando eravamo piccoli era bellissimo avere quest’unico pensiero e nonostante fosse il solo, era comunque difficile scegliere. Un po’ perché era naturale sperimentare, un po’ perché dipendeva dal bimbo/a con cui potevamo giocare.

Quante volte oggi vorrei che il mio unico pensiero fosse: “a cosa giochiamo?”

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Sogno

“Se sognare un po’ è pericoloso, il rimedio non è sognare di meno ma sognare di più, sognare tutto il tempo”.
Marcel Proust

Disteso nel letto sognavo: dormivo, forse dormivo ma non ne sono sicuro perché spesso mi è capitato di sognare anche ad occhi aperti. Nel sogno correvo, correvo felice in mezzo ad un prato ma poi sono inciampato e sono caduto; ho barcollato, ho cercato un sostegno, un appiglio e mi sono rialzato, ho aperto le braccia e mi sono fatto sollevare da uno stormo di cuori rossi che danzava all’altezza dei miei occhi, cuori un giorno amati follemente ma poi persi per sempre.
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Eleanor Oliphant sta benissimo di Gail Honeyman

“Io esisto, no? A volte ho la sensazione di non trovarmi qui e di essere un frammento della mia immaginazione. Ci sono giorni in cui i miei legami con la terra sono così labili che i fili che mi tengono fissata al pianeta sono sottili come una ragnatela, come zucchero filato. Una violenta folata di vento potrebbe staccarmi del tutto, sollevandomi e facendomi volare via, come un seme di tarassaco.”

La solitudine è una condizione capace di crescere intorno a chi la prova, come una seconda pelle che impedisce il contatto con gli altri. Indipendentemente dal proprio desiderio, cresce e si propaga ed una volta che ha preso il sopravvento è difficile liberarsene.
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Vedere l’infinito

Per chi frequenta la montagna e ama le escursioni più o meno impegnative cosa c’è di più appagante di raggiungere la meta stabilita? Intesa come rifugio, bivacco, forcella o meglio ancora una vetta ambita e da lì godere di un panorama che ti inebria e ti ricompensa della fatica che tanto ti ha messo alla prova?
E’ un valore difficilmente quantificabile in quanto molto soggettivo, com’è soggettivo il modo in cui ognuno di noi frequenta la montagna. Dipende dalle motivazioni per cui ti predisponi a versare sudore per raggiungere la tua meta, dallo scopo dell’escursione o dell’ascensione programmata a tavolino tra amici, magari ambita da parecchi anni.
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D’improvviso

E poi ripensi.
Ai pieni. Ai vuoti.
Che continuamente bussano
al nostro spazio e ritornano.
Forme tese a ricordare
ciò che siamo stati fino a ieri,
ciò che potremmo ancora essere. Come luce
che sempre abbisogna del suo buio
per avere ragione
della sua lotta con la morte.
Ma ora non più
perché non c’è confine
tra animo e pensiero,
non c’è lotta
tra verità ed intenti.
Solo sguardi,
l’uno sicuro di tendere
alla profondità dell’altra.
Sí da sfiorarsi,
e capirsi come mai prima.
Come pieno e vuoto
che si fondono e confondono
in quel solo punto
che mi dice che tu,
per me,
sei esistenza.

Una piccola donna tra i giganti.

30 dicembre 2020 non è solo il penultimo giorno di un anno difficile, il mondo si è ritrovato di colpo fragile e spaventato per una malattia sconosciuta. È anche la data che ha fatto cadere l’ultima barriera, per le donne, in un mondo prettamente maschile.
Becky Hammon è, ai più, una sconosciuta americana dal nome dolce e carino. Direi pure una piccola donna tra i giganti.
Continua a leggere “Una piccola donna tra i giganti.”

E SE… di Michele Vida Baudasch

Un vecchio e un bambino si presero per mano e andarono insieme incontro la sera…
Con le note di questa vecchia canzone si potrebbe riassumere una parte del libro. Cosa c’è di più bello e profondo di un ragazzino di dieci anni, che invece di giocare con i suoi coetanei rimane affascinato dalle storie e dall’affetto di una persona anziana, sconosciuta, che si ferma ogni sabato della settimana a guardare l’acqua di un fiume? Continua a leggere “E SE… di Michele Vida Baudasch”

La gioia della noia

Sono seduta ad aspettare: aspetto cibo, aspetto incontri, aspetto responsi.
Scollegata per un momento da tutto il resto, rimango sola con me, e mi accorgo che la pioggia ha smesso di cadere. Che le voci delle persone che ho intorno fanno solo da sottofondo al frastuono che ho nella testa.
Continua a leggere “La gioia della noia”

Se son libri fioriranno – Cose che si portano in viaggio ( di Aroa Moreno Duràn)

Romanzo di formazione femminile ambientato nella Germania del muro di Berlino, cioè di qua e di là del muro, prima e dopo la caduta: sono gli ingredienti base per questo libro.
Continua a leggere “Se son libri fioriranno – Cose che si portano in viaggio ( di Aroa Moreno Duràn)”

Il dolore non ha colore

“A un cuore in pezzi nessuno s’avvicini 

senza l’alto privilegio di avere sofferto altrettanto “ 

Emily Dickinson 

Il dolore è qualcosa di indescrivibile, è rumore che fa male. Il dolore non ha un suono: viaggia nel silenzio e lo riempie. Il dolore si espande, cresce, sovrasta, lacera. Continua a leggere “Il dolore non ha colore”

Una piccola ape furibonda

” Se Dio esiste, dovrà chiedermi scusa”
Frase apparsa su un muro di Auschwtz.

Una mattina, come oggi, di qualche anno fa, a colazione EMA, mio figlio, mi ha detto ” papà oggi nel tuo caffè mettici un po’ di libertà e un po’ di memoria “

” Noi siamo la memoria che abbiamo e la responsabilità che ci assumiamo, senza memoria non esistiamo e senza responsabilità forse non meritiamo di esistere “

27 gennaio, un giorno, una data, un attimo per fermarsi a pensare, un momento per ricordare la stoltezza dell’uomo che ciclicamente torna e la mancanza della memoria, o meglio ancora la perdita della memoria.
Continua a leggere “Una piccola ape furibonda”

Ginnasta con la sindrome di Down rompe gli schemi e diventa modella

I sognatori sono così: insistono e non si arrendono mai.
Lei è Chelsea Werner, una ginnasta di Danville, in California, affetta da sindrome di Down e ha mostrato al mondo che non si deve mai smettere di sognare.
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Se son libri fioriranno – La pietà dell’acqua ( di Antonio Fusco)

La seconda indagine del commissario Casabona ci porta ai confini della provincia di Valdenza. A Torre Alta, un piccolo paesino nel cuore degli Appennini tosco-emiliani, il corpo di un uomo viene ritrovato ai piedi di un albero in quella che sembra in tutto e per tutto un’esecuzione.
Continua a leggere “Se son libri fioriranno – La pietà dell’acqua ( di Antonio Fusco)”

GUERRILLA GARDENING

Per quanto possa sembrare strano da dire, ci sono guerre ed armi in grado di fare del bene, ma partiamo dall’inizio.
Nei primi anni di questo nuovo millennio, schiacciati dal peso visivo dell’eccesso edilizio, oppressi dalla mala gestione territoriale e dal business dell’edificazione, qualcuno ha deciso di opporsi.
Continua a leggere “GUERRILLA GARDENING”

Se son libri fioriranno – Fahrenheit 451 (di Ray Bradbury)

In una società sempre più tecnologica, in cui tutti siamo connessi alla rete, in cui le interazioni
sociali sono diventate social, leggere Fahrenheit 451 mi ha trasmesso una certa
inquietudine. Forse perché è stato scritto nel 1953 (ben vent’anni prima della nascita di
Internet), forse perché, personalmente, non penso che manchi molto tempo prima di vedere quotidianamente le scene narrate nel libro.
Continua a leggere “Se son libri fioriranno – Fahrenheit 451 (di Ray Bradbury)”

Una pentola piena d’amore

La mamma di Andrea quando è nervosa cucina. La sua specialità sono i dolci.
Il risultato sono delizie distribuite in gran quantità a parenti, amici e conoscenti.
Zia Geni, all’anagrafe ne dichiara 93 ma pochi ci credono, trascorre le giornate facendo la pasta a mano.
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La mamma di Andrea quando è nervosa cucina. La sua specialità sono i dolci.
Il risultato sono delizie distribuite in gran quantità a parenti, amici e conoscenti.
Zia Geni, all’anagrafe ne dichiara 93 ma pochi ci credono, trascorre le giornate facendo la pasta a mano.
Continua a leggere “Una pentola piena d’amore”

Un anno di noi

A volte basta uno sguardo e tutto diventa chiaro. Ed è bastato guardarci: due occhi castani che si riflettono in due azzurri, un lampo e una certezza: “abbiamo una promessa da mantenere”.
Così da un corso di scrittura e un’amicizia che oltrepassa il tempo e lo spazio come solo anime affini sono capaci di fare, un giorno abbiamo deciso che era ora di dare forma ad un sogno e mettere un post sulla pagina di #quelledeibigliettinigialli per reclutare qualcuno disposto a unirsi al gruppo ed aiutarci a trasformare tutto in realtà.
Continua a leggere “Un anno di noi”

I libri sono come le persone, vivono.

Scorrendo svogliatamente le pagine di Instagram, mi sono imbattuto in una foto curiosa che inquadrava alcune panchine di una piazza di Burgas. Burgas è la quarta città in ordine di grandezza della Bulgaria e si affaccia sul Mar Nero.
Mi ha incuriosito la particolarità della forma scelta, quella di un libro aperto.
Continua a leggere “I libri sono come le persone, vivono.”

Di nuovo A Distanza? Diamoci Da Intendere!

Ce la possiamo fare. Ormai non è più una sorpresa: la DAD ormai sappiamo cos’è com’è dov’è è pure perché. Se poi è mutata in DDI a percentuali variabili, allora vabbè.
Che si possa fare scuola attraverso il PC non è più una novità e docenti e discenti a capo chino si sono sottomessi alle nuove grida del Terzo Millennio… Come scusa? A capo chino?!?
Continua a leggere “Di nuovo A Distanza? Diamoci Da Intendere!”

Passi

” Lascio a te queste impronte sulla terra
tenere dolci, che si possa dire:
qui è passata una gemma o una tempesta,
….qui passò soltanto il mio tormento “
Alda Merini

Impronte sulla terra, passi leggeri, trasparenti e colorati come ali di farfalla, passi con la consistenza lieve della neve che cade la notte e copre gli alberi del bosco, passi a volte pesanti come macigni, passi pieni di fango che rende difficile il cammino, passi da fare elegantemente sulle punte di scarpette da danza, passi da fare scalzi sulla sabbia bagnata oppure passi fatti con scarponi pesanti o scarpe troppo strette per affrontare le difficoltà della vita, passi con le scarpe piene di sassi oppure con scarpe troppo grandi, passi frettolosi e pieni di capricci e passi sereni felici fatti mano nella mano con persone importanti, passi desiderati e passi ancora da fare ma pur sempre passi per ricordare quello che siamo stati, andare avanti e per non smettere mai di inseguire i sogni

BVS ❤️

Andrea Spessotto

Foto fatta al Museo d’Orsay di Parigi – agosto 2016
The Star (Dancer on Stage)
Artista: Edgar Degas
Data di creazione: 1878
Periodo: Impressionismo

Previsioni meteo: caduta di felicità

Se quando cade la neve non fa rumore, c’è qualcuno che ne annusa l’odore.
Intirizziti dal freddo, stecchiti dal gelo, attendiamo le feste in famiglia per riscaldarci: il camino scoppiettante, la compagnia calorosa, ma soprattutto confort food di ogni genere. Tutto ciò che sa di casa e ci riporta infanti dalla nonna si trova imbandito sulla tavola perfettamente apparecchiata. Cannella, noce moscata e bacche di ginepro: menù di odori che scaldano il cuore.
Le intermittenze dell’albero nell’angolo prediletto si rincorrono incessantemente mentre fuori dalla finestra pettirossi tremuli saltellano su rami solitari e scricchiolanti.
Forse il chiasso sovrasta il silenzio interiore: c’è un po’ di malinconia alla fine dei pranzi luculliani, forse un po’ di horror vacui… Continua a leggere “Previsioni meteo: caduta di felicità”

Se son libri fioriranno – Come fu che Babbo Natale sposò la Befana

Ci sono momenti nella vita in cui ognuno di noi si pone delle domande, quesiti importanti che devono trovare le risposte giuste.
Tom era in uno di quei momenti, con una domanda in testa che non lasciava spazio ad altro, e che domanda!
“Se è vero che Babbo Natale esiste perchè nessuno l’ha mai visto?”
Se poi ci si mettono anche gli adulti che non sanno dare risposte convincenti il gioco è fatto.
Tocca a Tom e al fidato amico Carmine non solo trovare Babbo Natale ma anche liberarlo dalla prigione in cui si trova rinchiuso e salvare il Natale.
Divertente, leggero e scorrevole, questa storia si legge con il sorriso fra le labbra, catapultati nella vita genuina di un piccolo paese a bordo lago, dove tutti si conoscono e ognuno incarna perfettamente il proprio ruolo.
L’inconfondibile stile di Andrea Vitali nel disegnare i personaggi come fossero dei fumetti, i nomi pennellati addosso che ne descrivono già le caratteristiche distintive, rendono le sue storie uniche; talmente realistiche al punto di poter essere quelle della porta accanto. Continua a leggere “Se son libri fioriranno – Come fu che Babbo Natale sposò la Befana”

E fu così che diventai una folletta del Natale.

Ricordo ancora quando successe, era il 2016 e Quelledeibigliettinigialli era solo un’idea. Mi trovavo, come spesso accadeva, al Cro (Centro di Riferimento oncologico) di Aviano insieme alle mie compagne di viaggio Barbara e Carlotta. Il sole era alto nel cielo e l’aria frizzantina mi faceva sentire viva. Eravamo fuori nel parchetto difronte all’entrata a rigenerarci, quando ad un tratto si presentò al nostro cospetto men che meno Babbo Natale in persona. Noi incredule e lui con il suo bel vestito rosso e la sua barba soffice, disse che era lì per affidarci un arduo compito: quello di infondere nel cuore della gente lo spirito natalizio e tanto ottimismo.
Fu così che diventai una folletta del Natale!
Quel dicembre iniziò così, con un progetto in testa: portare un po’ di Natale all’interno della struttura ospedaliera, iniziando dal reparto 4° Dente, dove passano tutti coloro che giornalmente devono affrontare la terapia, per poi gironzolare qua e là per tutti i corridoi. Il desiderio era contagiare tutti, pazienti, accompagnatori, medici ed infermieri, con un sorriso e un piccolo dono: una bacchetta magica in miniatura rigorosamente rossa e un bigliettino di natale con al suo interno un pensiero positivo. Continua a leggere “E fu così che diventai una folletta del Natale.”

Se son libri fioriranno – Babbo Natale ha bisogno del tuo aiuto.

Babbo Natale si accorge che gli manca un regalo per la consueta consegna nelle case.
Una carota che spunta dalla neve?
Ecco il primo indizio di chi potrebbe aver preso il regalo : qualcuno che solitamente non ne riceve mai.
Ma lo terrà per sé oppure lo riconsegnerà al suo legittimo proprietario?
L’unico modo per scoprirlo è leggere le avventure di Babbo Natale, Fulmine e …
Buona lettura

Katiuscia Salmaso

L’incontenibile leggerezza del Natale.

Ed ecco qua il Natale, il periodo dell’anno che tutti amano di più è finalmente arrivato.
Mille luci di ogni colore illuminano le città, le case si vestono a festa con addobbi di ogni genere, e poi quell’atmosfera particolare, indefinita, che avvolge tutti nel suo velo di magia senza tempo e senza scampo.
E poi.. e poi ci siamo noi, quelli che “oh no, è di nuovo Natale?!”, quelli che le feste le salterebbero a piè pari per passare direttamente all’anno nuovo, con le giornate che si allungano, la primavera, e poi l’estate.
E pensare che la sindrome del Natale esiste veramente, lo ha dimostrato una ricerca scientifica dell’università di Copenaghen, che ha addirittura individuato un’area del cervello dedicata che si attiva solo nelle persone che amano festeggiarlo.
Non c’è niente da fare dunque, noi popolo dei Grinch lo spirito natalizio proprio non lo sentiamo. Continua a leggere “L’incontenibile leggerezza del Natale.”

Scatole di Natale

Quest’anno, per molti motivi, sarà un Natale diverso dal solito. Ma in fondo non lo sono tutti?
A mio parere, per renderlo comunque speciale, dovremmo concentrarci sulle intenzioni per far si, che nonostante tutto, il Natale possa arrivare ovunque e, perchè no? Anche in maniera diversa.
Si è parlato di come questo periodo particolare avrebbe potuto dare alle persone un motivo per crescere e migliorarsi. Se per caso ci fosse sfuggita questa opportunità fino ad ora, visto il momento prenatalizio, abbiamo un’ occasione per provare ad essere migliori e per quelli che in questi mesi si sono sentiti un pochino demotivati, c’è la possibilità di tornar a risplendere. Perché si sa: aiutare gli altri aiuta prima di tutto se stessi. Continua a leggere “Scatole di Natale”

Se son libri fioriranno – Dov’è il mio Babbo Natale

DOV’È MIO BABBO NATALE, Carezzalibri Usborne

Cinque pagine: misura ridotta per il libro che ho scelto.
Misura adatta a manine piccine e a occhietti vispi e curiosi. Cinque pagine cartonate con tanti inserti tattili per scoprire insieme ad un bebè il magico mondo di Babbo Natale.
È stato Babbo Natale stesso a recapitare questo libro a casa nostra: uno dei primi veri libri per la nostra neonata.
Tuttavia non ha destato subito la sua attenzione: ci vuole il momento giusto per certi libri! Ed ecco che a distanza di mesi ora è un vero must del tour letterario quotidiano.
L’esperienza si snoda attraverso diverse caratteristiche “troppo” per Babbo Natale: se ha stivali tropo lisci, sacca troppo increspata, slitta troppo lucente… non è lui! Continua a leggere “Se son libri fioriranno – Dov’è il mio Babbo Natale”

Bagaglio a mano

Lockdown marzo 2020
“Ragazzi avete voglia di scrivere un libro?”
E’ iniziato tutto cosi, con una domanda semplice che poi semplice non è.
Siamo una redazione accomunata da diverse cose, prima fra tutte la passione per la scrittura, ma seguita subito dopo dalla voglia di mettere in piedi qualcosa.
Insomma cerchiamo di fare in modo che la vita non ci sfugga di mano, travolta dal conformismo.
E’ bastata una videoconferenza per metterci tutti d’accordo e così è partita la ricerca di altri compagni che volessero insieme a noi affrontare questa avventura.
25000 battute, un mese di tempo ed un calderone all’interno del quale buttare proposte, idee, contatti, esperienze.
E’ nato tutto da qua.
Passa il tempo, i confronti, le perplessità, i giudizi, i sorrisi e anche qualche fastidio e poi come fosse la cosa più naturale del mondo è successo: il corriere ha suonato e ci ha consegnato le prime copie del nostro libro. Continua a leggere “Bagaglio a mano”

Consigli di lettura: Vita e avventure di Babbo Natale (di Frank Baum)

Questo libro è stata una bellissima scoperta, non lo conoscevo e devo dire che me ne sono innamorata sin da subito.
Narra la vera leggenda di Babbo natale come tutti vorrebbero fosse raccontata, una bellissima favola che custodisce messaggi importanti.
Parla di sentimenti e di bontà, ci insegna che il male può essere sconfitto con l’unione e l’altruismo. Adatto ai più piccoli ma anche agli adulti. Mi piace com’è stata costruita la storia attorno a Santa Claus perché ogni spiegazione fila e si intreccia perfettamente con la realtà, raccontando come sono nate alcune usanze, come ad esempio l’albero di Natale.
È un libro di un centinaio di pagine e la lettura è stata davvero piacevole, mi sento di consigliarlo a tutti, una meravigliosa storia natalizia capace di riempiere il cuore di tutti.

Eleonora Brun

Un caso imperfetto

Un caso imperfetto

Lì dove s’appoggiano le foglie.
È lì che il mondo entra col suo mare.
È lì, dove non c’è moto apparente,
che il mio occhio curioso
adesso si vuole fermare.
Perché è come avere una gran paura
di ciò che sotto intatto si cela,
ma pur sempre fragile ed umana
nasce e diventa
la curiosità di un animo gentile,
mai pago del suo sentire.
Allora mi perdo,
tra un colore e l’altro,
tra un silenzio e l’altro,
ancora e ancora una volta.
E non importa se proprio lì,
in questo momento imperfetto,
continuerò a vedere
sempre e solo foglie.
In fondo, li sotto, da sempre,
sto cercando o proverò a cercare
il mio mare da amare.

Alberto Pagotto

Se son libri fioriranno – Elfi al quinto piano (di Francesca Cavallo)

Cambiare città normalmente non è facile, ma farlo a ridosso del Natale potrebbe esserlo ancora meno… o forse no? Isabella e Dominique con i loro tre bambini Manuel, Camila e Shonda, ci raccontano come all’inizio del loro trasferimento, gli abitanti della città di R. non sono proprio così felici di avere nuovi vicini.
Non per il fatto che questa famiglia è composta da due mamme, ma perché gli abitanti adulti del paese non parlano con gli estranei, perché potrebbero succedere cose inaspettate.
La città di R. ha le facciate dei palazzi che brillano di colori: rosa, giallo canarino, blu, verde acqua ed arancione. Dopo aver percorso centoquattro scalini, arrivano al loro appartamento che è posizionato al quinto piano ed ha delle stanze all’apparenza piccole. È presente però un camino e questo sarà fondamentale…
Continua a leggere “Se son libri fioriranno – Elfi al quinto piano (di Francesca Cavallo)”

L’ arcobaleno è di tutti

Un proverbio africano citato recentemente anche da Papa Francesco sostiene che “ci vuole un intero villaggio per crescere un fanciullo.”
Certo, ci vorrebbe anche una famiglia, ma a volte, e sempre più spesso,la famiglia è in difficoltà. Nella nostra società le famiglie sono il risultato di chimiche instabili, a volte esplosive. Oppure sono strutture fragili, abbandonate a sé stesse nel mare delle difficoltà di un’economia che non aiuta gli ultimi. Chi ne fa le spese spesso sono i bambini che crescono in contesti in cui mancano le cure e le attenzioni necessarie per vivere o che addirittura rischiano di trovarsi in situazioni di pericolo intollerabili.
Continua a leggere “L’ arcobaleno è di tutti”

Human Library

Immaginate di entrare in una libreria, alla ricerca di un libro, per curiosare, per farvi catturare da un titolo o da una bella copertina oppure per assistere a una presentazione o a una lettura.
Ma immaginate se per un attimo, entrando in una libreria, vi ritrovaste ad osservare dei volti invece che colorate copertine e di dover scegliere, tra tutti, un viso per ciò che vi trasmette: per l’espressione degli occhi, per l’inclinazione delle labbra, per dei lividi evidenti. Scegliere quel volto e farvi raccontare la sua storia. Oppure entrarvi semplicemente a cercare delle risposte, nel momento stesso in cui la vita ci pone di fronte ad un problema. Chi può spiegarti meglio di altri come affrontare, capire, vivere una particolare situazione a cui dobbiamo dare un senso, di chi l’ha vissuta sulla propria pelle? Oppure chi può semplicemente spiegarci qualcosa che abbiamo bisogno di conoscere? Chi può raccontarci meglio culture e realtà diverse e aiutarci ad abbattere preconcetti di chi le ha conosciute?

Si chiama Human Library ed è una piattaforma di apprendimento no profit, che dal 2000 ospita conversazioni personali progettate per sfidare lo stigma e gli stereotipi, creando uno spazio sicuro per il dialogo in cui gli argomenti vengono discussi apertamente tra i libri umani e i loro lettori. Continua a leggere “Human Library”

Se son libri fioriranno – Natale a Thompson Hall di Anthony Trollope (Doppio consiglio di lettura)

Natale a Thompson Hall di Anthony Trollope
Cinque racconti ambientati che parlano di amore, di famiglia, di perdono e soprattutto di Natale. Storie molto piacevoli da leggere, strepitoso ed esilarante il primo, che da anche il titolo al libro, più tradizionali e meno coinvolgenti gli altri, ma pur sempre piacevoli. Mi è piaciuto addentrarmi in situazioni riguardanti una società diversa e capirne gli aspetti relazionali dell’epoca, il tutto caratterizzato da questo umor inglese che diverte. I personaggi si rilevano tutti con un temperamento forte ma pronti a venire incontro per trovare la serenità con i propri cari. Un libro che mi sento di consigliare che si legge con facilità e velocità

Eleonora Brun

Il libro raccoglie una serie di racconti molto simili tra loro anche se con trame diverse. Continua a leggere “Se son libri fioriranno – Natale a Thompson Hall di Anthony Trollope (Doppio consiglio di lettura)”

Viaggio nella Street Art

Se potessimo definire una città la potremmo rappresentare come un insieme, spesso caotico, di edifici, luminose scritte pubblicitarie, bellezza e degrado, una moltitudine di vite condivise nei condomini o la pacata riservatezza delle severe case dei primi del ‘900.
Ecco la street art è esattamente questo. Una moltitudine di stili, di messaggi a volte urlati e sbattuti in faccia come sberle che ci fanno vedere ciò che spesso cancelliamo, verità scomode. Come lo sfruttamento del lavoro minorile nei paesi poveri a vantaggio di quello dei ricchi. (Banksy)
A volte indicano una strada un approccio migliore al mondo, una utopia. (Banksy)
A volte il messaggio è meno semplice e quasi libero ad una interpretazione. Come di un lato interiore che non ha il coraggio di esporsi, o forse un mondo prigioniero di una società che detta le sue rigide regole. Un bisogno di liberare il bambino che c’è in noi, forse. Forse vuole raffigurare le vite dei bambini, che vengono già segnate e rese prigioniere dalla povertà dei luoghi dove sono nati. (Alice Pasqualini). Continua a leggere “Viaggio nella Street Art”

1 Dicembre, giornata mondiale contro l’AIDS

Sotto il tetto di grandi perché.
CASA PER LA VITA
Il dolore trova alloggio

Nella Lecco di sua mamma, e prima ancora in quella di sua nonna, Anna Odorizzi, a 57 anni, ritrova la pietra angolare per il suo percorso professionale. Provengono dalle sue origini le fondamenta del suo essere infermiera oggi a Casa Santa Chiara: fede, autenticità, onestà e lavoro per la famiglia.
Le ho chiesto di provare ad aprirci la porta silenziosa di questo luogo, nato 25 anni fa come casa alloggio per malati terminali di AIDS e ora anche hospice nel cuore di Padova.

Quali sono le difficoltà che si vivono a Casa Santa Chiara?
Nessuno vuole il dolore: convivere con la malattia e accettarla è veramente difficile… per gli ospiti ma anche per me, per gli operatori. Conviviamo con tanti e grandi “perché” suscitati dalle storie degli ospiti.
C’è qualcosa che ti ha sorpreso negli anni?
Dopo vent’anni di lavoro sotto questo tetto, sento di dovergli molto. Non è un luogo comune se ti dico che ho imparato ad amare la vita nelle piccole cose: la neve, un tramonto, il sorriso di un bambino, amare mio marito… non sono più scontati. E mi sorprendo ogni giorno di questo regalo.
Le suore Elisabettine con cui lavori hanno come motto e come missione “cavar anime dal fango”. Qual’è per te la bellezza da cavar fuori? Continua a leggere “1 Dicembre, giornata mondiale contro l’AIDS”

CREATIVITÀ

Quando ero più piccola ero molto più creativa, mi piaceva un sacco ricamare e decorare ogni tipo di oggetto…
Anche dopo essere cresciuta, questo mio lato artistico non è mai venuto a mancare, ma il tempo “libero” a disposizione è diventato sempre meno.
Avendo tante passioni, negli anni ho dovuto scegliere man mano a quale dedicarmi, ma non sono mai riuscita ad occuparmi solo di un interesse alla volta.
Il bello di essere una persona attiva è che mi metto sempre in gioco, ogni giorno cambio qualcosa di me stessa.
Qualche volta faccio dei passi indietro ma molto più spesso vado avanti verso una meta a me ancora sconosciuta, ma intrigante, cercando di non perdere la voglia di creare sempre qualcosa di nuovo, sia esso un oggetto, una foto o un’amicizia.

Katiuscia Salmaso

Cercando Alaska di John Green

Miles è uno studente brillante di una scuola superiore quando decide di partire per Culver Creek, un liceo decadente, alla ricerca del suo Grande Forse. Qui trova dei nuovi amici, a partire dal suo compagno di stanza Chip soprannominato “Il Colonnello”, che gli darà subito il soprannome di “Ciccio” e lo introdurrà alla sua compagnia di amici, della quale fa parte anche Alaska Young.
Alaska. Uno Stato, ma anche una ragazza. Una ragazza davvero tenebrosa, dai mille misteri: un giorno ti dice che ti vuole bene, quello dopo ti dice che non risponderà alle domande che iniziano con dove, come, cosa, quando, perché. Ciccio si innamora subito di lei, anche se non ne capisce i comportamenti altalenanti.
Alaska, capace di sorprenderti con la sua Biblioteca della Vita, facendoti domande
filosofiche su quale sia il modo per uscire dal labirinto, capace di sorprenderti dicendoti “voi fumate per divertimento, io fumo per morire”.
Alaska. Cambierà la vita di tutti, dei suoi amici stretti e degli studenti del campus. Perché la sua risposta l’ha trovata: dal labirinto si esce in un solo modo, dritto e veloce.
E dopo Alaska, “puff”, il nulla: il vuoto dei giorni, il vuoto della sua risata, il vuoto delle sue frecciatine, il vuoto di lei.
Cercando Alaska, perché speri sempre che non sia morta davvero, speri che sia un suo
grandioso scherzo, sai che tornerà presto, deve essere così.

Laura Michelizza

CASA

Nel giardino di casa si coltivano i pomodori
ma anche la famiglia.
Nel bagno invece ci si nasconde a versar lacrime
ma anche a far la doccia in due
In cucina si litiga per le solite sciocchezze
altre si sta a sorridersi, tagliando le carote e bevendo vino bianco.
In salotto s’alza il volume della tv perché qualcuno intanto russa
altre ci si coccola e basta, come se quel basta fosse poco.
In mansarda si nascondono i regali dei compleanni,
e si archiviano i ricordi della propria vita.
In camera da letto s’esplorano mondi
e si sognano i desideri.
Spesso guardiamo al mare l’orizzonte,
saliamo in vetta per guardare panorami,
scrutiamo il cielo in cerca di altri cieli
e mai ci accorgiamo del microcosmo nascosto
dentro le mura di una casa.

Ruggero Vitali

Ogni giorno è un 25 novembre

Per quanto sembri assurdo da dire, la violenza, a volte, è il meno.
Sí, certo, il dolore fisico non è una passeggiata, ma a volte quello morale o psicologico è ancora più lancinante.
Negli anni ’80 pensavamo che l’evoluzione sarebbe stata talmente rapida che nel 2020 avremo guidato auto volanti, che la tecnologia ci avrebbe in qualche modo aiutato a progredire a livello sociale; la realtà è che nel 2020 i numeri sulle violenze di genere sono un chiaro segnale di qualcosa che non ha funzionato, non sta funzionando e molto probabilmente non funzionerà mai se non si sceglie di adottare protocolli più rigidi per queste situazioni.
La violenza di per se è un atto da condannare, la violenza dettata da un’incapacità personale di accettare non dovrebbe essere tollerata, mai e poi mai.
Scrivo questo articolo da appartenente al sesso maschile, col suo carico di vergogna, di responsabilità, di denuncia per ciò che altri uomini hanno il coraggio di fare. Continua a leggere “Ogni giorno è un 25 novembre”

L’APPUNTAMENTO CON L’ARTE DA SEGNARE IN AGENDA

Nella seconda metà dell’Ottocento alcuni artisti decisero di uscire dai canoni della pittura accademica dell’epoca, abbandonare le rigide regole della scuola classica e lasciarsi travolgere dalla luce, dai colori della natura, dalla possibilità di rappresentare su tela ciò che il loro sguardo coglieva in quell’istante, consapevoli che lo stesso soggetto l’indomani sarebbe apparso diverso.
Nasce così la pittura “en plein air”, realizzata all’aria aperta, con il vento che muta costantemente il paesaggio, i profumi della natura che riempiono le narici, la vista solleticata in continuazione da nuovi soggetti da immortalare, tutti i sensi coinvolti in un’esperienza inebriante. La necessità di cogliere in fretta il momento prima che sfugga, dà vita ad una tecnica veloce, istintiva e meno meditata, con opere spesso create in poche ore. Continua a leggere “L’APPUNTAMENTO CON L’ARTE DA SEGNARE IN AGENDA”

Il cacciatore di aquiloni

Un grande classico della letteratura dopo la caduta delle Torri Gemelle. Eppure sorprendente.
Il cacciatore di aquiloni è la storia di un Afghanistan che non conosciamo mai abbastanza, del suo periodo ricco e del suo declino sotto il controllo dei talebani. È anche una storia fra le tante storie di immigrazione e integrazione per poi ricostruire le proprie origini. Fino a qui tutto come da copione: letteratura etnica che porta a scoprire mondi diversi e a capire cosa succede in Occidente quando l’Oriente bussa alle sue porte, e non sempre con garbo.
Ma la vera sorpresa è che Il cacciatore di aquiloni è un romanzo di formazione pieno e fitto: un ragazzino che sgomita con dolore per conquistare la stima di un padre apparentemente freddo e rigido saprà prendersi cura dello stesso padre gravemente malato di nostalgia prima che di cancro? Cosa si prova quando in un matrimonio tanto desiderato e sospirato non arrivano dei figli? Cosa scatta nell’animo quando figli feriti cercano di diventare genitori? Continua a leggere “Il cacciatore di aquiloni”

COME NASCE UNA CITTA’ ECOSOSTENIBILE

 Friburgo è famosa in Germania ed in Europa per la sua ecosostenibilità: edifici a basso impatto ambientale, energia ottenuta da risorse rinnovabili e non inquinanti ed una mobilità costituita al 70% da spostamenti a piedi, in bici o su mezzi pubblici. Eppure, a differenza di ciò che si possa pensare analizzando i grandissimi risultati ottenuti dalla città in termini di sostenibilità, le misure messe in atto all’interno della città stupiscono per l’estrema semplicità.

Innanzitutto lo scarso impatto ambientale delle abitazioni, in particolare quelle dell’ecovillaggio Vauban. Costruito nell’area di una vecchia caserma dismessa, rischiava di diventare un quartiere anonimo frutto della speculazione edilizia. Continua a leggere “COME NASCE UNA CITTA’ ECOSOSTENIBILE”

Una foglia a forma di cuore

Sto guidando, il finestrino aperto lascia entrare l’aria fresca che accarezza la pelle. La radio è accesa, un po’ canto e un po’ ascolto e penso, penso a come la vita cambia in fretta e il più delle volte senza lasciarci il tempo per accorgercene. Tutto è veloce, tutto è turbinio, tutto è cangiante: colori, profumi, suoni, parole, emozioni rincorrono altre emozioni.
Il tempo vola e sfugge di mano. Gioia e dolore, risate e lacrime, tutto si alterna in una danza vorticosa ma non è colpa di nessuno, troppe volte pensiamo di essere nocchieri ma siamo solamente passeggeri. Epicuro ci ha insegnato che non è possibile immergerci due volte nell’acqua di uno stesso fiume: il fiume rimane lo stesso ma l’acqua no, la corrente l’ha portata via per fare spazio a nuova acqua. La vita cambia freneticamente e scorre come la pagine di un libro dimenticato su una panchina mentre tira forte il vento. Siamo attimi, siamo briciole, siamo forza, siamo momenti unici e difficilmente ripetibili. Continua a leggere “Una foglia a forma di cuore”

LE INDAGINI DEL COMMISSARIO CASABONA

Se vi piacciono i romanzi descrittivi, quelli in cui potete immaginarvi tutto nei minimi particolari, in cui potete vivere la storia come foste anche voi parte di essa, questo è il libro che fa per voi.
Antonio Fusco riesce sapientemente a tenere il lettore incollato alle pagine grazie ad un mix di suspance, colpi di scena e ritmi serrati, intervallati perfettamente a momenti leggeri e divertenti e a qualche divagazione nella vita personale dei personaggi; un’esperienza degna delle migliori serie tv crime.
Ambientato in un tranquillo paese nella provincia di Valdenza, l’omicidio di una giovane donna in circostanze particolari scuote la quotidianità dei suoi abitanti e li costringe a fare i conti con qualcosa di totalmente inaspettato: la presenza di un serial killer si nasconde fra loro. Continua a leggere “LE INDAGINI DEL COMMISSARIO CASABONA”

FATTO AD ARTE La bellezza si svela nel quotidiano

Qual è l’obiettivo dell’arte? Per costruire basta la tecnica e per abbellire è sufficiente il decoro. L’arte apre la mente verso l’ignoto o svela il noto che non riusciamo a vedere.
Quando dunque ci si spalanca davanti una porta che nell’ordinario altrimenti non avremmo visto, ecco che è l’arte la protagonista del momento. Poco importa quale sia la Musa che ci prende per mano: i nostri occhi ora vedono oltre la routine e a fondo dell’essere.
L’obiettivo si può perseguire sia prendendosi cura di un parco, di un giardino, progettandolo nei dettagli delle stagioni, sia riqualificando spazi pubblici e privati dimenticati, sia mettendosi in ascolto degli elementi naturali.
Il Parco Sigurtà di Valleggio sul Mincio, la biennale di Street Art Super Walls di Padova e le installazioni della biennale Humus Park a Pordenone sono solo tre esempi di questo. Continua a leggere “FATTO AD ARTE La bellezza si svela nel quotidiano”

L’ARTE DI NON DIVENTARE TROPPO FRAGILI

Mio padre, quando parla della sua età, tira fuori il vecchio metro da muratore, lo apre e appoggia il dito sulla tacchetta dell’ottantuno, l’aspettativa di vita attuale di un maschio italiano, e poi scorre il dito all’indietro solo di un po’ e dice: “Io sono arrivato qua…” e sorride.

Maria vive da sola da decenni, ha 94 anni e la sua ironia e intelligenza sono ancora vivacissime. La sua vita è una routine di gesti ripetuti con il rito serale della sigaretta fumata sul terrazzino.

Il segreto di Vittorio, che a quasi ottant’anni vendemmia e lavora come se ne avesse quaranta, è “dormire bene, camminare molto e mangiare poco.”

Invecchiare è un’arte che va coltivata da giovani. Non c’è una ricetta unica, ognuno deve trovare il proprio equilibrio e mettere in gioco le proprie risorse. Continua a leggere “L’ARTE DI NON DIVENTARE TROPPO FRAGILI”

LE DUE LAME

Noi de “La Gazzetta del Sole” siamo un gruppo di folli, che si confronta, si diverte e fa della passione per lo scrivere un’ “arma” comune con cui diffondere le buone notizie. Tutti noi ci siamo conosciuti attraverso anche quello che scriviamo. Così mi sono sempre lasciata trasportare da ciò che i miei compagni di avventura mettono su carta per questo progetto, ma la mia curiosità si è estesa anche per quello che scrivono al di fuori di questo.
LE DUE LAME è stato la mia iniziazione al fantasy, una sfida nuova, per conoscere meglio il genere che tanto affascina Sandro.
Quando si inizia a leggere un libro diverso da qualunque genere si legga di solito, la bravura dell’autore sta nel catturare subito la tua attenzione al punto da farti entrare nella storia e non fartela lasciare più… La capacità dello scrittore è stata quella di scrivere una prima parte serrata, con capitoli corti e scorrevoli che mi hanno subito coinvolta e spinta a divorare pagina dopo pagina la storia che prendeva forma. Quando la trama si è fatta più articolata, il dado era tratto: l’attenzione era totale! Continua a leggere “LE DUE LAME”

I vetri di Aquileia

Aquileia rivestì nei primi secoli un importante ruolo strategico nell’impero romano. Tra le prime tre città dell’impero. La città era un vitale centro commerciale che univa il mediterraneo alle terre del nord e dell’Italia settentrionale. Nel suo museo archeologico sono custoditi una serie di suppellettili in vetrosi pregiato valore artistico e culturale. Non è ben chiaro se la cittadina friulana rivestisse all’epoca non solo un importante centro di commercializzazione di teli suppellettili ma anche di produzione primaria.

Diverse sono state le ricerche in questi anni che hanno cercato di dare una conferma storica ai ritrovamenti. Quello che appare piuttosto credibile è che Aquileia fosse un centro di trasformazione secondario, cioè non di produzione del materiale in pani, che probabilmente arrivavano dalle coste orientali del Mediterraneo ma di trasformazione e lavorazione degli stessi in suppellettili. Continua a leggere “I vetri di Aquileia”

Il telefono del Vento – per non dire addio

Avete mai pensato a come sarebbe se potessimo parlare, anche solo per telefono, con qualcuno che amiamo ma che non è più fisicamente con noi?
Su una collina che domina l’Oceano Pacifico, fuori dalla città costiera di Otsuchi in Giappone, c’è una cabina telefonica di vetro, bianca, all’interno della quale c’è un quaderno e un telefono nero, collegato al nulla.
Il signor Itaru Sasaki l’ha installata nel proprio giardino, chiamato “Bell Gardia”, dopo la morte del cugino. Cercava un modo per continuare a parlare con lui.
Quando poi nel 2011 lo Tsunami sconvolse l’intera isola nipponica, il signor Sasaki decise che tutti coloro che ne sentivamo la necessità avrebbero potuto servirsi del “telefono del vento” (“Kaze no denwa”).
Così iniziarono a giungere persone da ogni parte del mondo, tutte con l’intento di alleviare il proprio dolore e allontanare la sofferenza di un lutto improvviso. Quella sensazione di aver lasciato qualcosa in sospeso; quel “avrei voluto dire qualcosa prima, ma non ce l’ho fatta”.
Funziona così. I visitatori compongono il numero del loro parente. Non bisogna inserire monete o gettoni. Si può anche solo ascoltare. Il rumore del vento, i propri ricordi. Oppure, invece, si parla: di sé, “con” sé, o con chi non c’è più. Alcuni trovano conforto nella speranza che il loro parente possa ascoltarli. Continua a leggere “Il telefono del Vento – per non dire addio”

Camminare di Thoreau

Per quale motivo camminiamo?
Facile. Per spostarci, per raggiungere mete non altrimenti accessibili; per fare sport, per perdere qualche chiletto o per tonificare il cuore, perché lo dice il medico; per esplorare posti nuovi, perché amiamo la montagna, per sentir girare le gambe.
Pochi, forse nessuno, risponderebbe: “Per vagabondare”.
Il libercolo che propongo a tutti i camminatori invece è un breve saggio sul senso e sulla spiritualità del vagabondare, inteso come un procedere ‘a la Sainte Terre’, in Terra Santa, riconquistando se stessi dalle mani degli infedeli.
Curiosa metafora, quest’ultima, che induce il lettore ad esplorare dentro di sé le zone di infedeltà alla primitiva essenza di sé: ansia da prestazione, eccessivo perfezionismo, desiderio di controllo e perfino manie di conoscenza. Beata ignoranza quindi quella che conduce alla meraviglia del nuovo e inesplorato. Continua a leggere “Camminare di Thoreau”

Cammino

In un tempo passato gli alchimisti sostenevano esistessero due cose, alla ricerca delle quali spendevano l’intera loro esistenza: la pietra filosofale e l’elisir di lunga vita.
La prima aveva il potere di trasformare tutti i metalli in oro; il secondo conferiva all’uomo mortale una longevità mai vista prima.
Ogni persona sana di mente penserebbe che diventare alchimisti, al giorno d’oggi, sia una pura follia, oppure un atto di mera fantasia. Ma, a ben pensarci, perché non si dovrebbe credere che la mitica pietra filosofale sia insita dentro noi stessi? Continua a leggere “Cammino”

Il dono

Un dono è qualcosa che non ti aspetti, ma la vita fa in modo tale che ti arrivi.La maggior parte delle volte non ti rendi conto essere un regalo, perché arriva inaspettato, ma il tempo ti farà capire che è proprio quello che ti serve.
Le difficoltà della vita ti fanno allontanare da quello che vorresti essere o fare, ma se la direzione da prendere è definita dentro di te, arriverà il momento in cui tutto si allineerà ed allora la strada giusta ti troverà.
Può volerci tempo, per arrivare dove dovresti essere per te stesso, ma a fare la differenza sono le persone che hai avuto accanto e le situazioni che ti sei ritrovato ad affrontare. Continua a leggere “Il dono”

Le donne che leggono sono pericolose

In un’epoca dove è molto più semplice accendere la TV, connettersi ad internet, leggere blog dove la fanno da padrona tante immagini e poche righe cui prestare attenzione fino al prossimo pop-up… in quest’epoca leggere è diventato un atto di puro coraggio.
Perché leggere è faticoso! Richiede tempo, spazio, concentrazione. Leggere richiede lo sforzo di immaginare, relazionare, creare luoghi e intrecci che non esistono. Richiede il coraggio di pensare in grande, di uscire dalla quotidianità, di immaginare, oltre le pagine, una via di fuga; un altro mondo dove anche la nostra vita può essere diversa, avere altre sfumature, altre possibilità.
Non a caso le donne sono state iniziate alla lettura molto dopo che questo mondo era già patrimonio maschile. Leggere poteva dar loro curiosità, nuovi spunti, diversi punti di vista. Aprire la loro mente a scenari diversi. Continua a leggere “Le donne che leggono sono pericolose”

Murales, graffiti o vandalismo: questo è il dilemma.

Iniziamo subito con il togliere di mezzo la terza e dire che la differenza tra un artista e un semplice imbrattatore sta sia nella capacità grafica ma anche nel messaggio che si propone di lasciare, cioè vi è un pensiero ben preciso dietro al disegno proposto. Detto questo, a fronte di artisti di strada riconosciuti, vi sono migliaia e migliaia di emuli appartenenti alla categoria degli imbrattattori che circolano per le strade italiane e non solo.
Le prime due invece sono vere e proprie forme d’arte che hanno alcune caratteristiche in comune. Tra queste vi sono le superfici urbane dove vengono realizzate, la forma di protesta e le tematiche sociali che le accompagnano, l’esigenza di proporsi ad un vasto pubblico e le tecniche con le quali vengono realizzate, anche se tendenzialmente il graffito utilizza prevalentemente la tecnica dello spray. Continua a leggere “Murales, graffiti o vandalismo: questo è il dilemma.”

La regina del mare

Era notte fonda e Telion si trovava sottocoperta intento a scrivere uno dei suoi racconti.
La piccolissima cabina in legno era illuminata solo da una lanterna ad olio sufficiente però a permettergli di distinguere le parole che uscivano dalla sua penna. Il padre aveva fatto costruire una piccola nave come si usava nel passato, senza accessori moderni. Diceva che sentire il profumo del mare e del legno lo faceva sentire bene.
Il ragazzo amava uscire di notte in mare con il genitore e i suoi aiutanti. In quei momenti si ritirava nella sua cabina e cominciava a scrivere avventure fantastiche.
Dal piccolo ponte della nave il padre di Telion guardava il cielo preoccupato. Continua a leggere “La regina del mare”

Consiglio di lettura – Il vento in scatola (di Marco Malvaldi e Glay Ghammouri)

Una storia che apre una finestra dentro un mondo ai più sconosciuto: ci permette di osservare la quotidianità della vita all’interno di un carcere italiano, le celle, i corridoi, gli spazi condivisi; i rituali giornalieri a simulare un’esistenza libera, le alleanze, gli scontri, gli equilibri precari di una società in scala.
Cosa si prova ad andare in carcere da innocente? A scontare la pena al posto di un altro che contemporaneamente si gode la tua libertà ?
Il protagonista del libro è un giovane e brillante laureato in economia, un abile broker costretto a scappare dalla Tunisia perché ricercato per truffa a causa delle sue pratiche non proprio etiche. Arrivato in Italia, ironia della sorte, finisce in carcere per un reato che non ha commesso, a causa di uno scambio di persona orchestrato ai suoi danni da un parente inaffidabile. Continua a leggere “Consiglio di lettura – Il vento in scatola (di Marco Malvaldi e Glay Ghammouri)”

Spesa alla Spina, una moda che profuma di tradizione

Sicuramente ne avrete già sentito parlare, ma fare la spesa alla spina è un’usanza che è tornata molto in voga nell’ultimo periodo in Italia e in Europa.
Ai tempi dei nostri nonni si scendeva sotto casa e molti alimenti come la pasta, il riso e la farina si compravano “a peso” nella bottega di fiducia. In questo modo si acquistava sempre tutto nelle giuste quantità, e non si buttava via nulla. Una tendenza “no spreco” che sta diventando attuale anche ai giorni nostri.
I cosiddetti negozi alla spina sono tutti quei punti vendita dove è possibile acquistare prodotti senza imballaggio, una valida alternativa zero waste ai supermercati della grande distribuzione. Alcuni di essi sono infatti dei veri e propri supermercati, dove è possibile acquistare non solo prodotti alimentari sfusi ma anche prodotti per l’igiene personale, cosmetici e prodotti per la pulizia della casa. Continua a leggere “Spesa alla Spina, una moda che profuma di tradizione”

A tutto volume….Ovunque proteggi (di Vinicio Capossela)

A tutto volume è la rubrica musicale della Gazzetta del Sole.
Questo lunedì a scegliere la canzone da pubblicare è Andrea che va a pescare fra le tante bellissime canzoni di Vinicio Capossela.
Un autore che ha portato sul palco un modo di cantare e suonare come non si vedeva da tempo, mettendo in risalto strumenti dimenticati, testi sicuramente affascinanti, apprezzatissimo in Italia ma altrettanto all’estero.
Una canzone di una dolcezza e di una forza incredibile.


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Un contorno da ac….caponare la pelle.

Dopo le ricette da resuscitare i morti, eccone una per farsi dire di sì sulle vette dolomitiche: la caponata di verdure più buona che lei/lui abbia mai mangiato e il gioco è fatto!

INGREDIENTI per 4 persone
2 melanzane
2 zucchine
1 peperone giallo
1 peperone rosso
1 cipolla rossa di Cavasso
1 barattolo di salsa di pomodoro a pezzettoni
1 manciata di pinoli di San Rossore
1 cucchiaio di olive taggiasche
aceto di vino rosso q.b.
olio evo q.b.
sale q.b.
pepe coriandolo q.b.
basilico e origano freschi in foglie

Lavare, mondare e tagliare le verdure a quadretti della stessa misura. Saltare le verdure singolarmente in una padella con un po’ d’olio evo e sale lasciandole al dente (solo le melanzane vanno ben cotte).
In una padella a parte scaldare l’olio e far appassire la cipolla tagliata a julienne. Sfumare con l’aceto e lasciar evaporare. Aggiungere pepe coriandolo in grani schiacciato, poi il pomodoro e lasciar insaporire.
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Consiglio di lettura – La verità sul caso di Harry Q. (Laura Vs Eleonora)

Abbiamo provato nuovamente a mettere a confronto i punti di vista di due lettrici, che anagraficamente distano di un paio di decadi (circa), in relazione alla lettura del libro di Joel Dicker.

Impressioni di Laura Michelizza

Aurora, New Hampshire, Stati Uniti d’America, 2008.
La tranquilla cittadina costiera sta per essere catapultata al centro dell’attenzione mediatica dopo il ritrovamento del corpo della piccola Nola Kellergan, quindicenne scomparsa misteriosamente nell’estate del 1975.
Il principale indiziato è Harry Quebert, rinomato scrittore che durante quell’estate scrisse il suo primo best seller, “Le origini del male”. Lo scrittore confessa di aver avuto una relazione con Nola e quindi sembrerebbe il colpevole perfetto per il suo omicidio; ma più le indagini procedono e più il mistero si infittisce…
Lo scrittore Marcus Goldman, nonché suo grandissimo amico, decide che aiuterà il suo mentore a sfuggire alla condanna a morte, ma le piste sono tante e le prove sono poche.
Harry è innocente, ne è sicuro, ma come poterlo scagionare dalle accuse di pedofilia ricevute da tutta America? Facile: scrivendo un libro in cui si ricostruisce l’indagine, senza escludere nulla.
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Ricordati di collegare il cervello con i piedi

Luisa e io da bambine, e poi da ragazze, avevamo uno strano rito domenicale. Abitavamo in una piccola frazione a circa un chilometro di distanza l’una dall’altra. Finita la Messa delle nove e mezza, lei, che abitava vicino alla chiesa, mi accompagnava a casa. Era l’occasione per commentare i fatti della settimana e tanto altro. Arrivate al mio cancello, non avevamo minimamente esaurito gli argomenti. L’unica era fare la strada a ritroso e poi tornare di nuovo indietro, incuranti di chi ci guardava incuriosito, del sole a picco o della pioggia. Ci fermava solo il richiamo del pranzo pronto. Camminavamo e parlavamo, prima lei e dopo io, in un’alternanza di parole e di ascolto che veniva naturale come il passo. Camminavamo, parlavamo e crescevamo.
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Ascoltare, il nuovo modo di leggere.

Ho imparato che l’educazione all’ascolto non è rivolta solo ai bambini, anzi, credo possa essere più utile a noi adulti.
Persevero l’idea che siamo talmente travolti dalla frenesia da non avere più tempo per nulla e quel poco che riusciamo a ritagliarci sappiamo magistralmente sperperarlo in cose superflue.
Siamo talmente concentrati a dire la nostra, a difendere le nostre ragioni, a giustificare i nostri atteggiamenti, che a volte ci dimentichiamo quanto importante sia saper semplicemente ascoltare, qualcosa o qualcuno.
La mia partecipazione al progetto della Gazzetta del Sole nasce da un’esigenza personale, quella di trovare un mezzo che mi permettesse di stabilire un punto di contatto tra le mie dita che scorrono sulla tastiera ed il mondo là fuori.
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Montagna

La mia montagna ha i colori dei fiori, profuma di corteccia degli alberi e di erba tagliata e bagnata di pioggia, ha il colore verde dei prati, bianco della neve, azzurro dell’acqua che scorre sui sassi, grigio della roccia, ha il suono di una piccola cascata, ha voci di mille animali e del vento che attraversa i rami degli alberi, ha il silenzio della neve che scende, ha il battito del cuore degli alberi, il profumo delle erbe aromatiche, ha il suono dei campanacci delle mucche al pascolo, ha il colore e il calore del latte appena munto

Andrea Spessotto