CASA

Nel giardino di casa si coltivano i pomodori
ma anche la famiglia.
Nel bagno invece ci si nasconde a versar lacrime
ma anche a far la doccia in due
In cucina si litiga per le solite sciocchezze
altre si sta a sorridersi, tagliando le carote e bevendo vino bianco.
In salotto s’alza il volume della tv perché qualcuno intanto russa
altre ci si coccola e basta, come se quel basta fosse poco.
In mansarda si nascondono i regali dei compleanni,
e si archiviano i ricordi della propria vita.
In camera da letto s’esplorano mondi
e si sognano i desideri.
Spesso guardiamo al mare l’orizzonte,
saliamo in vetta per guardare panorami,
scrutiamo il cielo in cerca di altri cieli
e mai ci accorgiamo del microcosmo nascosto
dentro le mura di una casa.

Ruggero Vitali

Ogni giorno è un 25 novembre

Per quanto sembri assurdo da dire, la violenza, a volte, è il meno.
Sí, certo, il dolore fisico non è una passeggiata, ma a volte quello morale o psicologico è ancora più lancinante.
Negli anni ’80 pensavamo che l’evoluzione sarebbe stata talmente rapida che nel 2020 avremo guidato auto volanti, che la tecnologia ci avrebbe in qualche modo aiutato a progredire a livello sociale; la realtà è che nel 2020 i numeri sulle violenze di genere sono un chiaro segnale di qualcosa che non ha funzionato, non sta funzionando e molto probabilmente non funzionerà mai se non si sceglie di adottare protocolli più rigidi per queste situazioni.
La violenza di per se è un atto da condannare, la violenza dettata da un’incapacità personale di accettare non dovrebbe essere tollerata, mai e poi mai.
Scrivo questo articolo da appartenente al sesso maschile, col suo carico di vergogna, di responsabilità, di denuncia per ciò che altri uomini hanno il coraggio di fare. Continua a leggere “Ogni giorno è un 25 novembre”

L’APPUNTAMENTO CON L’ARTE DA SEGNARE IN AGENDA

Nella seconda metà dell’Ottocento alcuni artisti decisero di uscire dai canoni della pittura accademica dell’epoca, abbandonare le rigide regole della scuola classica e lasciarsi travolgere dalla luce, dai colori della natura, dalla possibilità di rappresentare su tela ciò che il loro sguardo coglieva in quell’istante, consapevoli che lo stesso soggetto l’indomani sarebbe apparso diverso.
Nasce così la pittura “en plein air”, realizzata all’aria aperta, con il vento che muta costantemente il paesaggio, i profumi della natura che riempiono le narici, la vista solleticata in continuazione da nuovi soggetti da immortalare, tutti i sensi coinvolti in un’esperienza inebriante. La necessità di cogliere in fretta il momento prima che sfugga, dà vita ad una tecnica veloce, istintiva e meno meditata, con opere spesso create in poche ore.
Tuttavia le innovazioni non sono sempre facili da accettare, men che meno se sono rivoluzionarie, e anche questo caso non fa eccezione. Le prime esposizioni furono boicottate, i critici d’arte impietosi, i quadri rimasero invenduti per lungo tempo e la situazione economica di molti divenne sempre più critica. Solo grazie alla lungimiranza dell’imprenditore Paul Durand Ruel, che sostenne costantemente gli artisti comprando migliaia di tele, la nuova corrente pittorica sopravvisse e riuscì a fiorire, permettendo a noi oggi di emozionarci davanti alle opere dei grandi Impressionisti.
I capolavori di Monet, Manet, Renoir, Degas e molti altri si possono ammirare dal 29 agosto 2020 al 14 febbraio 2021 alla mostra “Monet e gli impressionisti” che si tiene a Bologna, a Palazzo Albergati.
La mostra, unica nel suo genere, offre la possibilità di ammirare 57 opere normalmente custodite presso il Musée Marmottan Monet Paris: molte di queste non sono mai state esposte altrove.
Tutte le informazioni utili alla visita si possono trovare sul sito http://www.palazzoalbergati.com

Monia Rossi

Il cacciatore di aquiloni

Un grande classico della letteratura dopo la caduta delle Torri Gemelle. Eppure sorprendente.
Il cacciatore di aquiloni è la storia di un Afghanistan che non conosciamo mai abbastanza, del suo periodo ricco e del suo declino sotto il controllo dei talebani. È anche una storia fra le tante storie di immigrazione e integrazione per poi ricostruire le proprie origini. Fino a qui tutto come da copione: letteratura etnica che porta a scoprire mondi diversi e a capire cosa succede in Occidente quando l’Oriente bussa alle sue porte, e non sempre con garbo.
Ma la vera sorpresa è che Il cacciatore di aquiloni è un romanzo di formazione pieno e fitto: un ragazzino che sgomita con dolore per conquistare la stima di un padre apparentemente freddo e rigido saprà prendersi cura dello stesso padre gravemente malato di nostalgia prima che di cancro? Cosa si prova quando in un matrimonio tanto desiderato e sospirato non arrivano dei figli? Cosa scatta nell’animo quando figli feriti cercano di diventare genitori?
La vera formazione di quel ragazzo avviene però solo quando, ormai adulto e scrittore di successo, si scontra con la verità agghiacciante di una grossa falla nella storia del padre. E l’Afghanistan non è più quello che conosceva da ragazzo e i rapporti sociali sono stati stravolti nella rivoluzione politica e familiare.
La sorpresa è dietro ogni angolo di pagina im questo libro: celebre e non senza motivo.
Elisa Parise

COME NASCE UNA CITTA’ ECOSOSTENIBILE

 Friburgo è famosa in Germania ed in Europa per la sua ecosostenibilità: edifici a basso impatto ambientale, energia ottenuta da risorse rinnovabili e non inquinanti ed una mobilità costituita al 70% da spostamenti a piedi, in bici o su mezzi pubblici. Eppure, a differenza di ciò che si possa pensare analizzando i grandissimi risultati ottenuti dalla città in termini di sostenibilità, le misure messe in atto all’interno della città stupiscono per l’estrema semplicità.

Innanzitutto lo scarso impatto ambientale delle abitazioni, in particolare quelle dell’ecovillaggio Vauban. Costruito nell’area di una vecchia caserma dismessa, rischiava di diventare un quartiere anonimo frutto della speculazione edilizia. Per la volontà della popolazione si è trasformato invece in un luogo di sperimentazione di idee e tecniche ecosostenibili. Sono stati adottati accorgimenti di una banalità ed efficacia impressionanti: basta considerare l’idea di piantare filari di alberi che perdono le foglie in autunno sul lato della casa affacciato a sud. Ciò fa sì che d’estate la casa sia protetta dal sole grazie alle foglie e d’inverno ne riceva il calore senza impedimenti. Lo stesso avviene con l’utilizzo di ampie tettoie che proteggono le finestre dall’irraggiamento solare quando esso avviene perpendicolarmente al terreno (d’estate) e lo consentono quando l’inclinazione dei raggi è minore (d’inverno).

Per quanto riguarda la mobilità, l’uso delle automobili private è disincentivato grazie a semplici soluzioni: posti auto a costi elevati, assenza di parcheggi in centro storico, strade per sole biciclette, lunghi tempi d’attesa agli incroci dove sono sempre i ciclisti ad avere la precedenza. Questi grandi “fastidi” per gli automobilisti hanno prodotto profonde modificazioni delle abitudini e, alla lunga, un miglioramento della qualità della vita di tutti gli abitanti. Sono infatti gli stessi cittadini che, accorgendosi dei benefici di una città green, propongono di espandere sempre di più le aree dichiarate “auto-free”.

 Va inoltre detto che la qualità della vita non è determinata solo dalle riforme ecosostenibili attuate ma anche dalla ricerca della bellezza e dal contatto con la Natura. La vicinanza del centro alla Foresta Nera che permette una facile evasione dalla vita cittadina, la ricostruzione degli edifici del centro storico negli stili originali e la presenza dell’Università che costituisce una fonte di vitalità e di continui stimoli culturali, fanno di Friburgo una città in cui viene voglia di trasferirsi. Eppure, sono decine e decine le cittadine italiane che avrebbero le stesse potenzialità di diventare altrettanto belle e vivibili. Servono politiche lungimiranti ma anche la crescita di una coscienza collettiva che porti a reali cambiamenti dei nostri stili di vita.

MARGHERITA GNOCATO

Una foglia a forma di cuore

Sto guidando, il finestrino aperto lascia entrare l’aria fresca che accarezza la pelle. La radio è accesa, un po’ canto e un po’ ascolto e penso, penso a come la vita cambia in fretta e il più delle volte senza lasciarci il tempo per accorgercene. Tutto è veloce, tutto è turbinio, tutto è cangiante: colori, profumi, suoni, parole, emozioni rincorrono altre emozioni.
Il tempo vola e sfugge di mano. Gioia e dolore, risate e lacrime, tutto si alterna in una danza vorticosa ma non è colpa di nessuno, troppe volte pensiamo di essere nocchieri ma siamo solamente passeggeri. Epicuro ci ha insegnato che non è possibile immergerci due volte nell’acqua di uno stesso fiume: il fiume rimane lo stesso ma l’acqua no, la corrente l’ha portata via per fare spazio a nuova acqua. La vita cambia freneticamente e scorre come la pagine di un libro dimenticato su una panchina mentre tira forte il vento. Siamo attimi, siamo briciole, siamo forza, siamo momenti unici e difficilmente ripetibili.
Sappiamo piangere ma per fortuna sappiamo anche ridere, sappiamo bere un bicchiere in compagnia di amici fantastici perchè tutto questo è la nostra vita, ed è bellissima sempre.
Il finestrino è ancora aperto, l’aria è frizzante e il viaggio è sempre bello anche se a volte spaventa. Il viaggio assomiglia a quel vento che gira le pagine troppo velocemente e che fa ballare le foglie in una danza autunnale dai mille colori.
Entra una foglia. La osservo mentre si lascia cadere sulla mia gamba, sembra un piccolo cuore. Penso che mi piacerebbe volare come lei e decidere il posto dove fermarmi per sorridere un pochino prima di volare nuovamente via per poi incontrare tutte le persone importanti della mia vita e fare un pezzetto di viaggio assieme a loro. Perché viaggiare con le persone alle quali vuoi bene è molto più bello e stimolante che viaggiare da soli.
La guardo: no, non è solo una foglia a forma di cuore, è molto di più. É energia, curiosità, sogno, fantasia. La sfioro, è pronta a volare via, le sorrido, la saluto, il finestrino è ancora aperto, la radio è accesa e io sono pronto a continuare il mio viaggio

Andrea Spessotto

LE INDAGINI DEL COMMISSARIO CASABONA

  • OGNI GIORNO HA IL SUO MALE –
    ANTONIO FUSCO

Se vi piacciono i romanzi descrittivi, quelli in cui potete immaginarvi tutto nei minimi particolari, in cui potete vivere la storia come foste anche voi parte di essa, questo è il libro che fa per voi.
Antonio Fusco riesce sapientemente a tenere il lettore incollato alle pagine grazie ad un mix di suspance, colpi di scena e ritmi serrati, intervallati perfettamente a momenti leggeri e divertenti e a qualche divagazione nella vita personale dei personaggi; un’esperienza degna delle migliori serie tv crime.
Ambientato in un tranquillo paese nella provincia di Valdenza, l’omicidio di una giovane donna in circostanze particolari scuote la quotidianità dei suoi abitanti e li costringe a fare i conti con qualcosa di totalmente inaspettato: la presenza di un serial killer si nasconde fra loro.
Il commissario Casabona è chiamato a fare luce sul caso, un uomo vecchio stampo, che crede fortemente nella giustizia e nei principi morali su cui fonda il proprio lavoro, nel valore della famiglia e nell’unità della squadra che guida.
Una figura autoritaria, dal grande intuito investigativo, al tempo stesso sensibile e affascinante, non privo di difetti e di fragilità interiori. Impossibile non innamorarsene.
«Chiediti perché e troverai il movente e se troverai il movente sarai vicino all’assassino» seguendo il suo mantra e con il provvidenziale intervento dell’ispettore Lucchese, Tommaso Casabona riuscirà a vincere la sfida che l’assassino sembra avergli lanciato.

Le indagini del Commissario Casabona continuano…

A presto con
La pietà dell’acqua

Monia Rossi

FATTO AD ARTE La bellezza si svela nel quotidiano

Qual è l’obiettivo dell’arte? Per costruire basta la tecnica e per abbellire è sufficiente il decoro. L’arte apre la mente verso l’ignoto o svela il noto che non riusciamo a vedere.
Quando dunque ci si spalanca davanti una porta che nell’ordinario altrimenti non avremmo visto, ecco che è l’arte la protagonista del momento. Poco importa quale sia la Musa che ci prende per mano: i nostri occhi ora vedono oltre la routine e a fondo dell’essere.
L’obiettivo si può perseguire sia prendendosi cura di un parco, di un giardino, progettandolo nei dettagli delle stagioni, sia riqualificando spazi pubblici e privati dimenticati, sia mettendosi in ascolto degli elementi naturali.
Il Parco Sigurtà di Valleggio sul Mincio, la biennale di Street Art Super Walls di Padova e le installazioni della biennale Humus Park a Pordenone sono solo tre esempi di questo.
La natura può essere architettata, domata e plasmata come in un giardino curato ma può anche essere valorizzata nei suo elementi primari, ricavando da forme e colori naturali lo stupore della finestra socchiusa su stanze misteriose. Viceversa può essere la città con i suoi processi urbani ordinari a diventare occasione di meraviglia: quel muro ieri un po’ triste ecco che oggi ci stupisce di colore.
Obiettivo raggiunto? Sì, se quello stupore e quella meraviglia li sfruttiamo per cogliere la bellezza che ci circonda tutti i giorni: siamo passati per di lì spesso e frequentemente e non l’abbiamo mai notata.

Elisa Parise

L’ARTE DI NON DIVENTARE TROPPO FRAGILI

Mio padre, quando parla della sua età, tira fuori il vecchio metro da muratore, lo apre e appoggia il dito sulla tacchetta dell’ottantuno, l’aspettativa di vita attuale di un maschio italiano, e poi scorre il dito all’indietro solo di un po’ e dice: “Io sono arrivato qua…” e sorride.

Maria vive da sola da decenni, ha 94 anni e la sua ironia e intelligenza sono ancora vivacissime. La sua vita è una routine di gesti ripetuti con il rito serale della sigaretta fumata sul terrazzino.

Il segreto di Vittorio, che a quasi ottant’anni vendemmia e lavora come se ne avesse quaranta, è “dormire bene, camminare molto e mangiare poco.”

Invecchiare è un’arte che va coltivata da giovani. Non c’è una ricetta unica, ognuno deve trovare il proprio equilibrio e mettere in gioco le proprie risorse. Continua a leggere “L’ARTE DI NON DIVENTARE TROPPO FRAGILI”

LE DUE LAME

Noi de “La Gazzetta del Sole” siamo un gruppo di folli, che si confronta, si diverte e fa della passione per lo scrivere un’ “arma” comune con cui diffondere le buone notizie. Tutti noi ci siamo conosciuti attraverso anche quello che scriviamo. Così mi sono sempre lasciata trasportare da ciò che i miei compagni di avventura mettono su carta per questo progetto, ma la mia curiosità si è estesa anche per quello che scrivono al di fuori di questo.
LE DUE LAME è stato la mia iniziazione al fantasy, una sfida nuova, per conoscere meglio il genere che tanto affascina Sandro.
Quando si inizia a leggere un libro diverso da qualunque genere si legga di solito, la bravura dell’autore sta nel catturare subito la tua attenzione al punto da farti entrare nella storia e non fartela lasciare più… La capacità dello scrittore è stata quella di scrivere una prima parte serrata, con capitoli corti e scorrevoli che mi hanno subito coinvolta e spinta a divorare pagina dopo pagina la storia che prendeva forma. Quando la trama si è fatta più articolata, il dado era tratto: l’attenzione era totale! Continua a leggere “LE DUE LAME”

I vetri di Aquileia

Aquileia rivestì nei primi secoli un importante ruolo strategico nell’impero romano. Tra le prime tre città dell’impero. La città era un vitale centro commerciale che univa il mediterraneo alle terre del nord e dell’Italia settentrionale. Nel suo museo archeologico sono custoditi una serie di suppellettili in vetrosi pregiato valore artistico e culturale. Non è ben chiaro se la cittadina friulana rivestisse all’epoca non solo un importante centro di commercializzazione di teli suppellettili ma anche di produzione primaria.

Diverse sono state le ricerche in questi anni che hanno cercato di dare una conferma storica ai ritrovamenti. Quello che appare piuttosto credibile è che Aquileia fosse un centro di trasformazione secondario, cioè non di produzione del materiale in pani, che probabilmente arrivavano dalle coste orientali del Mediterraneo ma di trasformazione e lavorazione degli stessi in suppellettili. Continua a leggere “I vetri di Aquileia”

Il telefono del Vento – per non dire addio

Avete mai pensato a come sarebbe se potessimo parlare, anche solo per telefono, con qualcuno che amiamo ma che non è più fisicamente con noi?
Su una collina che domina l’Oceano Pacifico, fuori dalla città costiera di Otsuchi in Giappone, c’è una cabina telefonica di vetro, bianca, all’interno della quale c’è un quaderno e un telefono nero, collegato al nulla.
Il signor Itaru Sasaki l’ha installata nel proprio giardino, chiamato “Bell Gardia”, dopo la morte del cugino. Cercava un modo per continuare a parlare con lui.
Quando poi nel 2011 lo Tsunami sconvolse l’intera isola nipponica, il signor Sasaki decise che tutti coloro che ne sentivamo la necessità avrebbero potuto servirsi del “telefono del vento” (“Kaze no denwa”).
Così iniziarono a giungere persone da ogni parte del mondo, tutte con l’intento di alleviare il proprio dolore e allontanare la sofferenza di un lutto improvviso. Quella sensazione di aver lasciato qualcosa in sospeso; quel “avrei voluto dire qualcosa prima, ma non ce l’ho fatta”.
Funziona così. I visitatori compongono il numero del loro parente. Non bisogna inserire monete o gettoni. Si può anche solo ascoltare. Il rumore del vento, i propri ricordi. Oppure, invece, si parla: di sé, “con” sé, o con chi non c’è più. Alcuni trovano conforto nella speranza che il loro parente possa ascoltarli. Continua a leggere “Il telefono del Vento – per non dire addio”

Camminare di Thoreau

Per quale motivo camminiamo?
Facile. Per spostarci, per raggiungere mete non altrimenti accessibili; per fare sport, per perdere qualche chiletto o per tonificare il cuore, perché lo dice il medico; per esplorare posti nuovi, perché amiamo la montagna, per sentir girare le gambe.
Pochi, forse nessuno, risponderebbe: “Per vagabondare”.
Il libercolo che propongo a tutti i camminatori invece è un breve saggio sul senso e sulla spiritualità del vagabondare, inteso come un procedere ‘a la Sainte Terre’, in Terra Santa, riconquistando se stessi dalle mani degli infedeli.
Curiosa metafora, quest’ultima, che induce il lettore ad esplorare dentro di sé le zone di infedeltà alla primitiva essenza di sé: ansia da prestazione, eccessivo perfezionismo, desiderio di controllo e perfino manie di conoscenza. Beata ignoranza quindi quella che conduce alla meraviglia del nuovo e inesplorato. Continua a leggere “Camminare di Thoreau”

Cammino

In un tempo passato gli alchimisti sostenevano esistessero due cose, alla ricerca delle quali spendevano l’intera loro esistenza: la pietra filosofale e l’elisir di lunga vita.
La prima aveva il potere di trasformare tutti i metalli in oro; il secondo conferiva all’uomo mortale una longevità mai vista prima.
Ogni persona sana di mente penserebbe che diventare alchimisti, al giorno d’oggi, sia una pura follia, oppure un atto di mera fantasia. Ma, a ben pensarci, perché non si dovrebbe credere che la mitica pietra filosofale sia insita dentro noi stessi? Continua a leggere “Cammino”

Il dono

Un dono è qualcosa che non ti aspetti, ma la vita fa in modo tale che ti arrivi.La maggior parte delle volte non ti rendi conto essere un regalo, perché arriva inaspettato, ma il tempo ti farà capire che è proprio quello che ti serve.
Le difficoltà della vita ti fanno allontanare da quello che vorresti essere o fare, ma se la direzione da prendere è definita dentro di te, arriverà il momento in cui tutto si allineerà ed allora la strada giusta ti troverà.
Può volerci tempo, per arrivare dove dovresti essere per te stesso, ma a fare la differenza sono le persone che hai avuto accanto e le situazioni che ti sei ritrovato ad affrontare. Continua a leggere “Il dono”

Le donne che leggono sono pericolose

In un’epoca dove è molto più semplice accendere la TV, connettersi ad internet, leggere blog dove la fanno da padrona tante immagini e poche righe cui prestare attenzione fino al prossimo pop-up… in quest’epoca leggere è diventato un atto di puro coraggio.
Perché leggere è faticoso! Richiede tempo, spazio, concentrazione. Leggere richiede lo sforzo di immaginare, relazionare, creare luoghi e intrecci che non esistono. Richiede il coraggio di pensare in grande, di uscire dalla quotidianità, di immaginare, oltre le pagine, una via di fuga; un altro mondo dove anche la nostra vita può essere diversa, avere altre sfumature, altre possibilità.
Non a caso le donne sono state iniziate alla lettura molto dopo che questo mondo era già patrimonio maschile. Leggere poteva dar loro curiosità, nuovi spunti, diversi punti di vista. Aprire la loro mente a scenari diversi. Continua a leggere “Le donne che leggono sono pericolose”

Murales, graffiti o vandalismo: questo è il dilemma.

Iniziamo subito con il togliere di mezzo la terza e dire che la differenza tra un artista e un semplice imbrattatore sta sia nella capacità grafica ma anche nel messaggio che si propone di lasciare, cioè vi è un pensiero ben preciso dietro al disegno proposto. Detto questo, a fronte di artisti di strada riconosciuti, vi sono migliaia e migliaia di emuli appartenenti alla categoria degli imbrattattori che circolano per le strade italiane e non solo.
Le prime due invece sono vere e proprie forme d’arte che hanno alcune caratteristiche in comune. Tra queste vi sono le superfici urbane dove vengono realizzate, la forma di protesta e le tematiche sociali che le accompagnano, l’esigenza di proporsi ad un vasto pubblico e le tecniche con le quali vengono realizzate, anche se tendenzialmente il graffito utilizza prevalentemente la tecnica dello spray. Continua a leggere “Murales, graffiti o vandalismo: questo è il dilemma.”

La regina del mare

Era notte fonda e Telion si trovava sottocoperta intento a scrivere uno dei suoi racconti.
La piccolissima cabina in legno era illuminata solo da una lanterna ad olio sufficiente però a permettergli di distinguere le parole che uscivano dalla sua penna. Il padre aveva fatto costruire una piccola nave come si usava nel passato, senza accessori moderni. Diceva che sentire il profumo del mare e del legno lo faceva sentire bene.
Il ragazzo amava uscire di notte in mare con il genitore e i suoi aiutanti. In quei momenti si ritirava nella sua cabina e cominciava a scrivere avventure fantastiche.
Dal piccolo ponte della nave il padre di Telion guardava il cielo preoccupato. Continua a leggere “La regina del mare”

Consiglio di lettura – Il vento in scatola (di Marco Malvaldi e Glay Ghammouri)

Una storia che apre una finestra dentro un mondo ai più sconosciuto: ci permette di osservare la quotidianità della vita all’interno di un carcere italiano, le celle, i corridoi, gli spazi condivisi; i rituali giornalieri a simulare un’esistenza libera, le alleanze, gli scontri, gli equilibri precari di una società in scala.
Cosa si prova ad andare in carcere da innocente? A scontare la pena al posto di un altro che contemporaneamente si gode la tua libertà ?
Il protagonista del libro è un giovane e brillante laureato in economia, un abile broker costretto a scappare dalla Tunisia perché ricercato per truffa a causa delle sue pratiche non proprio etiche. Arrivato in Italia, ironia della sorte, finisce in carcere per un reato che non ha commesso, a causa di uno scambio di persona orchestrato ai suoi danni da un parente inaffidabile. Continua a leggere “Consiglio di lettura – Il vento in scatola (di Marco Malvaldi e Glay Ghammouri)”

Spesa alla Spina, una moda che profuma di tradizione

Sicuramente ne avrete già sentito parlare, ma fare la spesa alla spina è un’usanza che è tornata molto in voga nell’ultimo periodo in Italia e in Europa.
Ai tempi dei nostri nonni si scendeva sotto casa e molti alimenti come la pasta, il riso e la farina si compravano “a peso” nella bottega di fiducia. In questo modo si acquistava sempre tutto nelle giuste quantità, e non si buttava via nulla. Una tendenza “no spreco” che sta diventando attuale anche ai giorni nostri.
I cosiddetti negozi alla spina sono tutti quei punti vendita dove è possibile acquistare prodotti senza imballaggio, una valida alternativa zero waste ai supermercati della grande distribuzione. Alcuni di essi sono infatti dei veri e propri supermercati, dove è possibile acquistare non solo prodotti alimentari sfusi ma anche prodotti per l’igiene personale, cosmetici e prodotti per la pulizia della casa. Continua a leggere “Spesa alla Spina, una moda che profuma di tradizione”

A tutto volume….Ovunque proteggi (di Vinicio Capossela)

A tutto volume è la rubrica musicale della Gazzetta del Sole.
Questo lunedì a scegliere la canzone da pubblicare è Andrea che va a pescare fra le tante bellissime canzoni di Vinicio Capossela.
Un autore che ha portato sul palco un modo di cantare e suonare come non si vedeva da tempo, mettendo in risalto strumenti dimenticati, testi sicuramente affascinanti, apprezzatissimo in Italia ma altrettanto all’estero.
Una canzone di una dolcezza e di una forza incredibile.


Continua a leggere “A tutto volume….Ovunque proteggi (di Vinicio Capossela)”

Un contorno da ac….caponare la pelle.

Dopo le ricette da resuscitare i morti, eccone una per farsi dire di sì sulle vette dolomitiche: la caponata di verdure più buona che lei/lui abbia mai mangiato e il gioco è fatto!

INGREDIENTI per 4 persone
2 melanzane
2 zucchine
1 peperone giallo
1 peperone rosso
1 cipolla rossa di Cavasso
1 barattolo di salsa di pomodoro a pezzettoni
1 manciata di pinoli di San Rossore
1 cucchiaio di olive taggiasche
aceto di vino rosso q.b.
olio evo q.b.
sale q.b.
pepe coriandolo q.b.
basilico e origano freschi in foglie

Lavare, mondare e tagliare le verdure a quadretti della stessa misura. Saltare le verdure singolarmente in una padella con un po’ d’olio evo e sale lasciandole al dente (solo le melanzane vanno ben cotte).
In una padella a parte scaldare l’olio e far appassire la cipolla tagliata a julienne. Sfumare con l’aceto e lasciar evaporare. Aggiungere pepe coriandolo in grani schiacciato, poi il pomodoro e lasciar insaporire.
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Consiglio di lettura – La verità sul caso di Harry Q. (Laura Vs Eleonora)

Abbiamo provato nuovamente a mettere a confronto i punti di vista di due lettrici, che anagraficamente distano di un paio di decadi (circa), in relazione alla lettura del libro di Joel Dicker.

Impressioni di Laura Michelizza

Aurora, New Hampshire, Stati Uniti d’America, 2008.
La tranquilla cittadina costiera sta per essere catapultata al centro dell’attenzione mediatica dopo il ritrovamento del corpo della piccola Nola Kellergan, quindicenne scomparsa misteriosamente nell’estate del 1975.
Il principale indiziato è Harry Quebert, rinomato scrittore che durante quell’estate scrisse il suo primo best seller, “Le origini del male”. Lo scrittore confessa di aver avuto una relazione con Nola e quindi sembrerebbe il colpevole perfetto per il suo omicidio; ma più le indagini procedono e più il mistero si infittisce…
Lo scrittore Marcus Goldman, nonché suo grandissimo amico, decide che aiuterà il suo mentore a sfuggire alla condanna a morte, ma le piste sono tante e le prove sono poche.
Harry è innocente, ne è sicuro, ma come poterlo scagionare dalle accuse di pedofilia ricevute da tutta America? Facile: scrivendo un libro in cui si ricostruisce l’indagine, senza escludere nulla.
Continua a leggere “Consiglio di lettura – La verità sul caso di Harry Q. (Laura Vs Eleonora)”

Ricordati di collegare il cervello con i piedi

Luisa e io da bambine, e poi da ragazze, avevamo uno strano rito domenicale. Abitavamo in una piccola frazione a circa un chilometro di distanza l’una dall’altra. Finita la Messa delle nove e mezza, lei, che abitava vicino alla chiesa, mi accompagnava a casa. Era l’occasione per commentare i fatti della settimana e tanto altro. Arrivate al mio cancello, non avevamo minimamente esaurito gli argomenti. L’unica era fare la strada a ritroso e poi tornare di nuovo indietro, incuranti di chi ci guardava incuriosito, del sole a picco o della pioggia. Ci fermava solo il richiamo del pranzo pronto. Camminavamo e parlavamo, prima lei e dopo io, in un’alternanza di parole e di ascolto che veniva naturale come il passo. Camminavamo, parlavamo e crescevamo.
Continua a leggere “Ricordati di collegare il cervello con i piedi”

Ascoltare, il nuovo modo di leggere.

Ho imparato che l’educazione all’ascolto non è rivolta solo ai bambini, anzi, credo possa essere più utile a noi adulti.
Persevero l’idea che siamo talmente travolti dalla frenesia da non avere più tempo per nulla e quel poco che riusciamo a ritagliarci sappiamo magistralmente sperperarlo in cose superflue.
Siamo talmente concentrati a dire la nostra, a difendere le nostre ragioni, a giustificare i nostri atteggiamenti, che a volte ci dimentichiamo quanto importante sia saper semplicemente ascoltare, qualcosa o qualcuno.
La mia partecipazione al progetto della Gazzetta del Sole nasce da un’esigenza personale, quella di trovare un mezzo che mi permettesse di stabilire un punto di contatto tra le mie dita che scorrono sulla tastiera ed il mondo là fuori.
Continua a leggere “Ascoltare, il nuovo modo di leggere.”

Montagna

La mia montagna ha i colori dei fiori, profuma di corteccia degli alberi e di erba tagliata e bagnata di pioggia, ha il colore verde dei prati, bianco della neve, azzurro dell’acqua che scorre sui sassi, grigio della roccia, ha il suono di una piccola cascata, ha voci di mille animali e del vento che attraversa i rami degli alberi, ha il silenzio della neve che scende, ha il battito del cuore degli alberi, il profumo delle erbe aromatiche, ha il suono dei campanacci delle mucche al pascolo, ha il colore e il calore del latte appena munto

Andrea Spessotto

I quaderni del pianto di Marcella Serrano

“Senza volerlo quel giorno la vita si organizzò dentro la mia testa. Parlo della vita reale. Sapevo che cosa aspettarmi: all’interno dell’ordine delle cose, io ero un cane sciolto. Mi avevano tagliata fuori”

Una donna di umili origini dopo il parto viene avvertita della morte di sua figlia, ma non le è permesso di vedere il corpo della piccola. Da qui nasce il sospetto di traffici illegali, per questo la donna si unisce ad altre madri i cui figli sono scomparsi nelle stesse circostanze e grazie all’intervento di una giornalista, inizia a indagare sulla vicenda e a combattere per rivendicare il diritto alla vita, per sconfiggere i crimini commessi contro chi è indifeso.
La storia si complica nel momento in cui la protagonista, a un convegno, riconosce la figlia che è tenuta per mano dalla moglie del Ministro degli Interni. Cercando di riavere indietro quella che sembra essere la sua bambina, viene arrestata e richiusa in un ospedale psichiatrico. Ma anche qui la donna non si arrende, continua a credere nella possibilità di fare qualcosa e di poter riabbracciare la figlia.
Continua a leggere “I quaderni del pianto di Marcella Serrano”

HO SCOPERTO L’AMERICA…… ed era solo una torre di anelli

È un arcobaleno. Il primo anno di una neomamma è un arcobaleno: le emozioni si attraversano in gamma dal rosso al violetto senza trascurare l’indaco. Prima della tempesta splende il sole di sogni e passeggiate in carrozzina, dopo la brezza del vagito melodioso si scatena l’uragano inconsolabile, spesso notturno.
Ma il primo anno di una neomamma resta un arcobaleno. E forse sarà così per tutti gli anni a venire. O forse ancora arriverà il momento in cui i pulli spiccheranno il volo e tutto si acquieterà in un nuovo equilibrio.
Il motivo per cui vale la pena di attraversare il perpetuo cambiamento è presto detto.
Ci sono una serie più o meno ordinata e più o meno definita di cambiamenti che bebè e mamma devono per forza affrontare nel primo anno di vita: che coinvolgano o meno più o meno familiari o caregiver, il fatto è che è la madre la figura più presente a questi passaggi. Tra poppate e nottate, pappette e paperette da bagno, scorrono le sillabe le paroline e i piccoli passi. Annusandosi si impara tutto quel che serve: conoscersi e conoscere il mondo è la missione primaria del neoarrivato e tutto ciò che per noi è scontata routine per il cucciolo è novità potente ed entusiasmante. O terrificante, dipende; ma la mamma e il papà restano porto sicuro da cui partire e a cui ritornare nelle esplorazioni avventurose.
Continua a leggere “HO SCOPERTO L’AMERICA…… ed era solo una torre di anelli”

ROBERTINO E LA PAURA DEL BUIO

Quella di oggi è una notte scura, scura. Non ci sono stelle nel cielo. È l’ora di andare a fare la nanna per Robertino; lui è davvero un bimbo coraggioso. Non vuole che la mamma gli si sieda accanto per addormentarsi; gli basto io che sono un Bigliettino Giallo e per farlo stare bene cerco di splendere più che posso. Di solito lasciamo che la luce della luna e delle stelle entrino in camera e lui si sente subito al sicuro.
Robertino ha un po’ paura del buio, ma non vuole che altri lo sappiano; lo ha detto solo a me. Anche io ho un po’ paura del buio, ma non posso confidarglielo; lui conta su di me.
Guardo il cielo dalla finestra in cerca della luna, ma c’è una grossa nuvola che la copre. E le stelle dove sono finite? Se ne stanno nascoste quelle sfaticate oggi! Come faremo ad addormentarci io e Robertino? Mi stendo nel letto insieme a lui e cerco di abbracciarlo forte, forte. Forse così riuscirà a dormire meglio.
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Le porte del mito di Maria Grazia Ciani

Le porte del mito di Maria Grazia Ciani
Le sette porte di Tebe, le porte di Atene, le porte dell’Ade. In mezzo un percorso che si snoda tra eroi e miti, tradizioni e rivisitazioni, letture e riscritture. Dai più noti Achille e Odisseo, passando per il silenzio su Palamede, poi Arianna e poi ancora Euridice: storie immortali di Greci che amano la vita più di ogni altra cosa, anche più della bella morte; storie destinate a vivere per sempre e a far parlare attraverso di sé l’uomo di ogni tempo.
Maria Grazia Ciani prova a raccontare tutto questo stando sulla soglia di una lingua, il greco, che non si lascia afferrare. Lei sta sulla soglia e alle soglie del suo libretto pone un capitolo dedicato alla complessità di questa meravigliosa lingua, come a dire che si entra in questo mondo solo attraversandone la complessità, solo accettando di non capire sempre tutto. Forse non a caso la chiusura spetta alla storia di Orfeo ed Euridice, la storia di una porta che non si può più varcare, la storia di un’arte che solamente si illude di vincere il vincolo della porta eterna.
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ABBRACCIATI ALL’ARCOBALENO

All’inizio sei convinto di guardare un’immagine ritoccata da qualche programma grafico, da tanto è bello e pure strano credere a quello che vedi, invece la magia è tutta naturale, nessun artificio.
A volte la realtà supera l’immaginazione e Madre Natura si conferma medaglia d’oro nella creazione di capolavori inimitabili. Di cosa stiamo parlando?
Chiudete gli occhi e immaginate di poter abbracciare un arcobaleno.
Si beh, detto così viene da alzare la testa verso il cielo e pensare che no; non è una cosa fattibile, a meno che non ci trovassimo in una particolare foresta dell’emisfero boreale e cambiassimo completamente idea, fermandoci a guardare un albero.
Il suo nome è Eucalyptus Deglupta, comunemente chiamato eucalipto arcobaleno. Cresce nelle Filippine, in Indonesia e alle Hawaii, può raggiungere i 70 metri d’altezza e crescere fino a 2 metri di diametro.
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Acqua

Acqua

E si sta nuovamente
nella pancia del mondo,
che gira e non molla
la presa sul mio volto.
Ti fisso a fondo
mentre afferri il mio sentire
e lo ribalti con forza
fino alle viscere del tempo.
Dove sono stato
è solo un attimo ai più nascosto,
nessun luogo mormora il mio nome
nessun momento misura il mio passo.
Così io sono.
Infinito mare.

Alberto Pagotto

Il gatto del Dalai Lama e l’arte di fare le fusa (di David Michie)

Il suo nome è Rinpoche che nella lingua tibetana significa “prezioso”, “di grande valore”, un nome decisamente importante per un felino, specialmente se si tratta della gatta di Sua Santità il Dalai Lama.
Tutti si prendono cura di lei e si assicurano che non gli manchi nulla, vive negli appartamenti privati di SS e con lui condivide le giornate, ne ascolta le riflessioni, lo osserva nei momenti di contemplazione.
Nel pieno rispetto della sua natura riesce sempre a sgattaiolare fuori dalle mura del monastero per girovagare indisturbata nei dintorni e per intrufolarsi all’ Himalaya Book Café ad osservare gli ospiti che lo frequentano.
Prima di partire per un viaggio che lo porterà all’estero, il Dalai Lama la saluta dandole un compito preciso: in sua assenza dovrà cercare di capire perché i gatti facciano le fusa, in sostanza qual è il segreto della felicità. Continua a leggere “Il gatto del Dalai Lama e l’arte di fare le fusa (di David Michie)”

La contabilità degli affetti

Poche cose sono sgradevoli come sentirsi dire: “Sono in debito”.

Se un dono nasce dal cuore, da una pulsione spontanea che ci fa sentire bene, trovarsi calati subito nella contabilità degli affetti è fastidioso. “Sdebitarsi” è un verbo fintamente riflessivo. La sensazione di doversi liberare di un debito infatti non nasce mai da una riflessione quanto da un condizionamento automatico, familiare e sociale, che impone che ad ogni favore ricevuto debba corrispondere un favore di pari peso, economico o emotivo che sia. Quando pensiamo che è sempre un “dovere” restituire quanto ricevuto, non teniamo conto del fatto che l’amicizia, in realtà, è una concatenazione continua e piacevolissima di gesti e di attenzioni impagabili, un conto che è bene che rimanga aperto. Continua a leggere “La contabilità degli affetti”

A tutto volume….Tre cose (Malika Ayane)

A tutto volume è la rubrica musicale della Gazzetta del Sole.
Questo lunedì a scegliere la canzone da pubblicare è Elisa che si avvale della candidatura di una splendida voce, quella di Malika Ayane.
Non solo una voce cristallina ma anche dei testi ricercati.


Continua a leggere “A tutto volume….Tre cose (Malika Ayane)”

Second life

Portare il pane casa per casa era una delle cose che mi piaceva di più quando ero bambina: salivo sul furgone di mamma e papà che avevano, nella mattinata, ben tre giri famiglia per famiglia da fare.
La cosa che più mi entusiasmava era il meticoloso “ordine di uscita” (passatemi il termine) con cui la mamma ordinava i sacchetti nelle ceste che caricavamo. La cosa stupenda era che quelle ceste erano come il quadro astratto di qualche pittore. Ogni famiglia infatti aveva il suo sacchetto: alcuni erano a quadretti, altri tinta unita, a righe, a fiori e la mamma sapeva esattamente su quale balcone dovevi lasciarli perché, una volta lì, ne avevi un altro identico da ritirare. Ogni giorno, ogni anno, fino a che, logorati dai lavaggi e dopo aver onorato il loro compito, venivano sostituiti o dalla stessa o da una nuova sgargiante fantasia. Continua a leggere “Second life”

Io cammino da sola di Alessandra Beltrame

Questo per me era uno degli incompiuti: li chiamo così i libri che inizio a leggere e poi per qualche motivo abbandono sul comodino prima di averli finiti, in attesa di decidere se continuare o passare oltre.
Dopo un po’ di tempo ho deciso di rileggerlo ricominciando da capo e ho capito che la prima volta non lo avevo capito: mi sembrava totalmente diverso, ero io a essere diversa; questa volta l’ho trovato molto interessante.
Alessandra è una donna che all’apparenza sembra avere tutto: una carriera avviata, una buona posizione economica, la sua indipendenza; eppure decide di mettersi in gioco lasciando tutto ciò che ha per iniziare la ricerca di qualcosa che le manca, che sente sfuggente: la felicità e la piena realizzazione di se stessa.
Quasi per caso inizia a camminare insieme ad un gruppo, con lo scopo di evadere dalla quotidianità e dal ritmo frenetico della città, immergersi nella natura e schiarirsi le idee. Continua a leggere “Io cammino da sola di Alessandra Beltrame”

Guerre e battaglie in un dizionario dei sinonimi e contrari.

Ma quanto sono belle le parole?
Le ascoltate mai quando le pronunciate, ci fate mai attenzione quando le leggete?
Le parole sono come un cioccolatino: oltre ad essere buono può essere anche bello da vedere, può essere incartato in maniera fine, così che a volte succede che sia meglio la confezione del prodotto.
Alle elementari ho passato giornate a pronunciare Guadalquivir: il nome di questo fiume spagnolo mi sembrava così affascinante, sembrava quasi il nome di un cocktail delizioso: “Cosa prende?”, “Salve, un Guadalquivir, grazie!”
Al contrario c’erano anche il Dnepr ed il Dnestr, sti due fiumi infiniti che spaccano a metà l’Europa e che non sapevo mai come pronunciare davanti alla maestra che mi aspettava al varco. Nomi duri, croccanti, come a voler chiarire da subito che loro non avevano l’andazzo di quei latini occidentali: loro erano rigorosi e ligi alle regole. Continua a leggere “Guerre e battaglie in un dizionario dei sinonimi e contrari.”

VITA

Vorrei una vita normale: la vorrei spensierata, allegra, giocosa, furba, emozionante, adrenalinica; la vorrei forte, piena di sapori, colori, suoni, piena di istanti da vivere, salite da affrontare e vette da scalare, piena di ruzzoloni e di cadute, piena di calore, piena di particolari da osservare e di gente da incontrare, piena d’amore e di gioia e, perché no anche, in piccola parte, di dispiaceri e dolore.
Continua a leggere “VITA”

Lo Stralisco di Roberto Piumini

“Non c’è una sola strada al mondo”

Nell’antica Turchia un pittore viene chiamato da un signore delle terre del Nord per affrescare le stanze del suo bambino che, colpito da una strana malattia, non può vivere all’aria aperta. Il pittore si mette al lavoro: dipinge prima le montagne, poi il mare verde e azzurro, poi un prato nelle sue diverse stagioni. Tra le erbe del prato c’è anche una pianta mai vista: lo stralisco, che ha spighe simili a quelle del grano, ma è una pianta-lucciola, che splende nelle notti serene. Tra il pittore e il bambino si sviluppa rapidamente una meravigliosa amicizia: le immagini che vanno a ricoprire le pareti e il soffitto di quelle stanze nascono da un dialogo sempre più intenso. Il mondo parlato e dipinto non è meno vero ed entusiasmante, con tutte le sue storie e i suoi colori, di quello che comincia oltre le finestre sigillate della casa
Continua a leggere “Lo Stralisco di Roberto Piumini”

Chiacchiere con un artista: Giulio Masieri

È una serata di agosto ed ho appuntamento con l’artista degli “animali giganti del quartiere di Torre a Pordenone”.
Giulio è una persona alla mano, semplice, schietto, diretto. Chiacchieriamo come due vecchi amici, pur non conoscendoci.
Quando nasce l’idea degli animali?
Mi risponde sorridendo – Durante il Covid, ero chiuso in casa, sono sceso nei garage del condominio e ho chiesto se potevo fare un disegno. Così è nato “Il gatto” come momento di fuga al lockdown. Ero stanco di tutta quella apprensione e volevo evadere: che cosa poteva essere meglio di un grande animale? Poi ho chiesto alla Associazione Torre se mi trovavano una parete per fare un altro murales ed è nato “Il cane”.
Anche la RAI si è scomodata per te: immaginavi di avere così tanta risonanza?
Sorride nuovamente – Francamente no. Mi hanno contattato anche da Napoli! Ma la cosa più bella è vedere quanti bambini vengono a vederli. Oggi c’era una nonna che mi ha fermato per chiedermi se sapevo dove fosse il condominio con “Il gatto”.
Ridiamo – Non sapeva fossi tu?
No! I bambini li accarezzano, sono curiosi a quella età, mi chiedono come si usano le polveri e io glielo spiego.
Continua a leggere “Chiacchiere con un artista: Giulio Masieri”

QUELLO CHE LE MAMME NON DICONO

Ritornerà. Ritornerà il momento in cui gli armadi saranno in ordine, le tovaglie candidamente smacchiate e la biancheria perfettamente inamidata. Ritornerà il tempo della messa in piega e anche quello delle giornate senza orari, senza programmi e senza zaino. Ritornerà anche il tempo della doccia rilassante e delle letture sul divano all’ora che vuoi.
Al di là di ogni aspettativa, dice qualcuno. Ma parole, parole, parole di qua, di là, di su e di giù non te le saresti mai aspettate. Metti i calzini, togli i calzini, non hai il cappellino, hai caldo, è stretto, prendilo su, mettilo giù, poco latte, troppa pappa… Ognuno sembra aver la sua teoria pedagogica e nutrizionale di fronte al neo arrivato roseo e sorridente, salvo defilarsi appena possibile… che di solito è quando a te serve qualcosa. Continua a leggere “QUELLO CHE LE MAMME NON DICONO”

Se son libri fioriranno… – The Passenger – Giappone

Molti di noi prima di partire per un viaggio si precipitano in libreria ad acquistare una guida turistica per approfondire la conoscenza del posto che stanno per visitare. Spesso è proprio in quel momento che inizia il viaggio: con la mente già si comincia a immergersi in questa nuova realtà, nuovi nomi da memorizzare, posti caratteristici da non perdere, curiosità da scoprire.
Nel mio caso quando mi sono recata in libreria non stavo cercando una vera e propria guida turistica: non era ancora il momento; cercavo più una lettura che mi avvicinasse gradualmente al Paese che avevo in mente di visitare, che stuzzicasse la mia curiosità di lettrice e di viaggiatrice al tempo stesso. Continua a leggere “Se son libri fioriranno… – The Passenger – Giappone”

La Biblioteca di Sara e le video letture tascabili

La Biblioteca di Sara nasce in memoria di Sara Moranduzzo, giornalista colta e raffinata mancata precocemente dopo aver affrontato con grande coraggio la malattia.
Il progetto, supportato dalla dr.ssa Roberta Merighi della Biblioteca Medica aziendale, inizialmente si occupava di distribuzione e di prestito in corsia di libri appartenuti a Sara e donati da amici e familiari all’Azienda Ospedaliera “Santa Maria degli Angeli” di Pordenone. L’intento era quello di migliorare la qualità della degenza, stimolando l’interesse e la vitalità delle persone.
Ad oggi La Biblioteca di Sara vanta tantissime attività: ricordiamo le letture ad alta voce tenute nei reparti di Oncologia Medica e Dialisi durante le terapie ma anche per i bambini della Pediatria, a volte accompagnate da brevi laboratori. Continua a leggere “La Biblioteca di Sara e le video letture tascabili”

A tutto volume….Non è tempo per noi (Luciano Ligabue)

A tutto volume è la rubrica musicale della Gazzetta del Sole.
Questo lunedì a scegliere la canzone da pubblicare è Michele, il quale ci spara indietro di trent’anni tondi tondi, nel 1990, dove un Luciano Ligabue agli esordi propone come secondo estratto del suo album “Ligabue” questa canzone.


Continua a leggere “A tutto volume….Non è tempo per noi (Luciano Ligabue)”

Se son libri fioriranno… – La storia delle api (di Maja Lunde)

Passato presente futuro. William George e Tao sono i tre protagonisti di questo romanzo distopico che abbraccia in lungo e in largo epoche e continenti.
Uno studioso inglese di fine Ottocento, un apicoltore americano contemporaneo, un’impollinatrice cinese del 2098: le api guidano la storia di questi personaggi misteriosamente legati oltre le distanze. La passione e l’amore è ciò che mantiene salde le loro vite dopo la fatica della ricerca di sé.
Continua a leggere “Se son libri fioriranno… – La storia delle api (di Maja Lunde)”

#FOTOLIVE GDS – Famiglie sotto la pioggia

La sorte a volte è un po’ stronza
ed il mondo spesso indifferente
a famiglie che si ritrovano
a dormire sotto la pioggia,
sui sedili di un’auto con figli infilati nel baule.
La sorte a volte è un po’ stronza
spegne cuori con l’esperienza d’un vecchio lampionaio
alimenta speranze come un mantice premuto con foga
semina sofferenza come mondine che spargono chicchi in risaie allagate dai pianti.
La sorte a volte è un po’ stronza
eppur noi,
capaci a metter d’innanzi la solidarietà al fato
capaci a respirare profondo e prender coraggio
mentre in macchina tutti dormono
sapremo bussare al finestrino
a porger le chiavi
per metterla in moto
al fine di premer di nuovo sull’acceleratore.

Ruggero Vitali

#FOTOLIVE GDS – Papaveri

Dedicati a chi ogni giorno lotta,
sgomita, ama, soffre, ride, piange,
si impegna per raggiungere il suo sogno
e per farlo alza la testa anche durante la tempesta
e si è distingue da tutti gli altri
perché mentre tutto intorno sembra volgere al peggio,
mentre all’orizzonte si avvicina il nubifragio,
la vita non smette mai di stupire,
il sangue scorre rosso,
il cuore pulsa
e tra i tanti curvi e chini qualcuno,
il più audace oppure il più folle sfida la tempesta.

Andrea Spessotto

#FOTOLIVE GDS – D’improvviso

D’improvviso

E poi ripensi.
Ai pieni. Ai vuoti.
Che continuamente bussano
al nostro spazio e ritornano.
Forme tese a ricordare
ciò che siamo stati fino a ieri,
ciò che potremmo ancora essere. Come luce
che sempre abbisogna del suo buio
per avere ragione
della sua lotta con la morte.
Ma ora non più
perché non c’è confine
tra animo e pensiero,
non c’è lotta
tra verità ed intenti.
Solo sguardi,
l’uno sicuro di tendere
alla profondità dell’altra.
Sí da sfiorarsi,
e capirsi come mai prima.
Come pieno e vuoto
che si fondono e confondono
in quel solo punto
che mi dice che tu,
per me,
sei esistenza.

Alberto Pagotto

#FOTOLIVE GDS – La pace del mare

La pace del mare:
Oh, mare che ti specchi
nel greto della mia anima.
La sovrasti di purezza,
metti ordine nel disordine.
Anche i pensieri tacciono.
Chiudo gli occhi e
percepisco la tua essenza,
ama comunicare
attraverso ponti invisibili.
In punta di piedi
mi trovo a percorrere
vie di cartapesta,
odorano di salsedine.
Finalmente trovo pace.

Eleonora Brun

#FOTOLIVE GDS – Amici

Amici: due strade che si incontrano, due anime che inciampano una nell’altra, che il fato fa legare nella casualità degli eventi.
Affini a volte, diverse nelle maggior parte dei casi.
Due note della stessa canzone, due versi della medesima poesia.
Due calici della stessa bottiglia, versati per caso sul quel tavolino, lungo una strada straniera che pareva condurre più lontano di quanto si immaginava.
Ma che infondo, davvero, non le ha mai allontanate.

Marta Santin

#FOTOLIVE GDS – Tramonto

La vita ha il passo elastico e implacabile di un giovane Richard Ashcroft che percorre i marciapiedi di Londra al suono degli archi di “Bittersweet Symphony”.
Non si ferma mai, non si sposta, non rallenta, urta e getta a terra.
Avanza senza fermarsi, verso nuovi scontri e nuovi incontri. La vecchia canzone dei Verve è il perfetto sottofondo per descrivere i moti dei pianeti, la rotazione terrestre, l’eterno avvicendarsi della luce e del buio.
Ma poi arrivano i tramonti. E certi tramonti in particolare.
Durano pochi minuti, a volte solo pochi attimi. Ci costringono a fermarci, ad alzare gli occhi verso il cielo.
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A tutto volume….Eppure sentire (di Elisa)

A tutto volume è la rubrica musicale della Gazzetta del Sole.
Questo lunedì a scegliere la canzone da pubblicare è Eleonora.
Una canzone di Elisa, una voce unica, emozioni pure.

Titolo: Eppure sentire
Autore: Elisa
Proposta da: Eleonora


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Se son libri fioriranno… – Meno dodici (di Pierdante Piccioni con Pierangelo Sapegno)

“La vita non è quella che si è vissuta, ma quella che si ricorda e come la si ricorda per raccontarla.”
Gabriel Garcia Marquez

Nella mente di Pierdante Piccioni questa frase rimbomba come una cantilena.
Dodici anni di memoria scomparsi nel lasso di tempo di qualche ora.
Quando si risveglia, dopo aver perso conoscenza per poche ore a seguito di un trauma, è convinto di trovarsi nel 25 ottobre 2001 anziché nel 31 maggio 2013.
Sono andati perduti per sempre i ricordi, le esperienze, le emozioni; tutto ciò che risale a prima e dopo di quel momento è intatto, chiaro e ben presente nella sua mente, nel mezzo un buco nero.
L’uomo che è stato lo vive con gli occhi degli altri. Si ritrova a scoprire molte versioni diverse di sé: Robin Hood come lo vedono i colleghi, sempre pronto ad aiutare tutti; il Savio come lo vede la famiglia, per la sua attitudine alla saggezza; il marziano come si vede lui. In nessuna di queste si riconosce.
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13 agosto 2020 – Giornata mondiale dei mancini – Mancinismo, croce o delizia?

Essere mancini è una cosa seria. Solo il 10% della popolazione mondiale lo è:si tratta di una condizione elitaria, una predisposizione che si sviluppa ancora prima della nascita e che gli studiosi analizzano tuttora per capire se oltre alla componente genetica ed ereditaria ci siano anche altri fattori determinanti.
In pratica chi scrive con la mano sinistra utilizza in maniera predominante l’emisfero celebrale destro (per i destrimani vale l’opposto), un’area che regola lo sviluppo di particolari capacità legate al linguaggio, alla memoria e alla creatività.
Nel mondo dello sport i mancini sono particolarmente apprezzati per la loro imprevedibilità e difficoltà nell’essere contrastati e nel mondo delle scienze e delle arti si sono spesso contraddistinti per le loro singolari abilità.
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A tutto volume….Ninnananna (Modena City Ramblers)

A tutto volume è la rubrica musicale della Gazzetta del Sole.
Questo lunedì a scegliere la canzone da pubblicare è Marta che sceglie un pezzo di una della maggiori band di combat folk italiane, i Modena City Rambler.

Titolo: Ninnananna
Autore: Modena City Ramblers
Proposta da: Marta


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L’icona sbagliata

“Chiedilo a Marilyn. Quanto l’apparenza inganna e quanto ci si può sentire soli”
(cit. Brunori Sas)

Una Marilyn ammiccante con il suo vestito bianco che svolazza sopra quella grata è sicuramente l’immagine che l’ha consacrata come icona di sensualità e bellezza.
Se poi tutti sapessero che quella scena le è costata un bel pestaggio dall’allora suo marito Joe Di Maggio, magari il potere di quella sensualità assumerebbe un valore diverso, probabilmente ancora più intenso.
Un’infanzia trascorsa tra orfanotrofi e affidamenti, in totale carenza affettiva. Una carriera come modella e attrice che decolla per caso e che più volte vacilla. Diversi matrimoni naufragati, le presunte relazioni con i Kennedy.
Insomma la storia di Norma Jeane Baker Mortenson, perché così si chiamava la più avvenente bionda che l’ultimo secolo ricordi, non è stata proprio quella che ci si aspetterebbe vedendola lasciare le proprie impronte sulla “walk of fame” di Hollywood. Una storia che si è chiusa poi nel peggiore dei modi: la sua morte, a soli 36 anni, sulla quale ancor’oggi restano da risolvere diversi punti oscuri.
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Se son libri fioriranno… – L’arte di essere fragili (di Alessandro D’Avenia) – RECENSIONE DOPPIA

Oggi abbiamo voluto provare a fare un esperimento.
Abbiamo chiesto ad un membro della redazione e ad una collaboratrice di leggere questo libro per poi farne una recensione.
L’idea è quella di mettere a confronto lo stesso libro visto dagli occhi di due generazioni diverse.


Non è facile parlare dell’adolescenza e dei suoi tormenti senza cadere nella banalità delle frasi fatte o nella supponenza di chi pensa di sapere tutto perché c’è passato e si sente di dare una pacca sulle spalle di incoraggiamento.
D’Avenia ci riesce usando la vita e il percorso letterario di Leopardi come metafora ed esempio, rileggendone le opere con uno sguardo originale e interessante.
Ci racconta della potenza della Poesia e della Parola che salva la vita e lo fa con una competenza ed un entusiasmo che tracimano dal testo e che nascono da una passione vera, quella dell’insegnamento.
Sceglie la forma dell’epistolario indirizzato a Leopardi e, attraverso le lettere, ci racconta di come un giovane malaticcio, sfortunato, limitato dai condizionamenti familiari e dal provincialismo della sua Recanati sia potuto diventare un modello di autentica anche se dolorosa libertà.
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Storie di bigliettino – Bigliettino giallo e Musetta la coniglietta

Mentre stamattina facevo una passeggiata improvvisamente ha cominciato a piovere e disdetta, la mia scritta nuova nuova ha cominciato a colare e rovinarsi. Come se non bastasse non trovo un riparo ed improvvisamente una forte ventata mi solleva da terra e mi trascina sulla strada, mi sferza tra i rami spogli degli alberi e mi fa volare lontano.Pieno di paura chiudo gli occhi e perdo i sensi lasciandomi trasportare.
Musetta, una tenera coniglietta, viveva da sola in un luogo pieno di cosa rotte che le persone buttavano, perché inutili. Con pazienza Musetta le aggiustava e con quegli oggetti si era anche costruita una bella casetta ma non riceveva mai delle visite.
Quando mi risveglio sono tra le sue mani, lei ha curato e aggiustato anche me, mettendo dello schotc sui tagli della mia carta strappata dal vento e sistemando con un bel pennarello la mia scritta rovinata. Mi ha messo a riposare in una scatola piena di ovatta asciutta.
Trascorro molto tempo con lei che mi coccola e mi spiega che non devo avere paura se il vento mi trascina in cielo, questo può aiutarmi a portare lontano il mio pensiero positivo. Così lei mi aiuta a cambiare frase ogni volta che voglio e appena il vento arriva io mi lascio portare in alto e di volta in volta qualcuno mi raccoglie e io porto il mio messaggio ovunque.
C’è una crepa in ogni cosa ma è da li che entra la luce
Credo di dovere questa mia fortuna a Musetta, così ogni volta che ritorno le porto in dono qualcosa di speciale.
Ormai però sono guarito e maturato per cui è venuto per me il momento di tornare a casa.
Musetta rimane di nuovo sola e la tristezza la avvolge, ma ogni giorno che passa il mondo intorno a lei sembra un po’ diverso.
Poi una mattina il sole illumina il viso dormiente di Musetta e lei si sveglia con il cinguettio degli uccellini in una terra piena di vita e cose nuove che bigliettino aveva fatto crescere portando semi da ogni luogo dove era stato.

Marta e Agnese dopo (aver letto Pandora di Victoria Turnbull)

Cin Cin – Giornata mondiale della birra

Siamo talmente intrisi e bombardati di ricorrenze che oramai anche quelle che contano perdono il loro fascino, questo è il motivo per il quale ho scelto di scrivere questo pezzo, per spronare e spronarmi a riprendere un pochino le redini della situazione.
È fondamentale capire quali siano gli eventi che vanno assolutamente ricordati e festeggiati: non è un caso se ne parlo proprio oggi, 3 agosto 2020, giornata mondiale della birra.
Si, trattasi di sottile ironia.
Sarebbe stato facile scrivere un articolo facendo i soliti compiti, storia della birra, i monaci trappisti, l’Oktoberfest, cosa sia sto luppolo che nessuno ha mai visto, insomma tutti i dettagli utili e descrivere questa fresca meraviglia, ma vorrei invece tentare un approccio diverso.
In un 2020 abbondantemente travagliato abbiamo dovuto affinare la capacità di cercare e trovare aspetti positivi anche nelle piccole cose, è una necessità alle quale abbiamo dovuto legarci per non sprofondare in quel misero tunnel di pessimismo e di negatività che famelico rimane sempre in agguato speranzoso di divorare il nostro umore.
In fondo , che ci piaccia o meno ammetterlo, sono le piccole cose e le piccole soddisfazioni a colmare per la maggiore la nostra sete di felicità.
Continua a leggere “Cin Cin – Giornata mondiale della birra”

Una notte alla Peter Pan

Avete sempre sognato di dormire in una casa sull’albero?
Che siate bambini o già adulti il momento per realizzare il vostro desiderio è arrivato.
Si chiama Tree Village, il primo villaggio sugli alberi situato in Valcellina, vicino a Claut (PN).
Le casette costruite completamente in legno si trovano a qualche metro d’altezza immerse nel verde: materassino, sacco a pelo e torcia elettrica è tutto ciò che serve per passare una notte indimenticabile a guardare le stelle e ad ascoltare i rumori della natura.
Tantissime le attività da fare anche durante il giorno: dal sentiero degli gnomi per i più piccoli alla vasca in pietra con acqua di sorgente in cui fare un tuffo, alla spiaggia alpina per prendere il sole sul torrente Settimana.
Per i più sportivi ci sono percorsi in mountain bike e down hill, Nordic trekking sotto le stelle, attività di canyoning e il rigenerante percorso Kneipp tutto naturale grazie alle acque fresche e ai sassi del torrente in cui si svolge.
Gli ingredienti per un’avventura da ricordare ci sono tutti, i dettagli li trovate sul sito www.treevillage.it.
Un’altra piccola chicca tutta friulana si trova a Ugovizza, nelle Alpi Giulie a 1250 mt, dove è possibile dormire in una tree-house a forma di pigna situata fra gli alberi ad un’altezza di ben 10 metri.
La struttura sospesa è dotata di tre piani: dal primo si può ammirare la visuale a 360 gradi del panorama che ci circonda, dal secondo si gode di una vista mozzafiato sulle cime innevate; al terzo piano, dove si trova la zona notte, una grande vetrata posta proprio sopra al letto garantisce una nottata indimenticabile immersi nel cielo stellato.
Come raggiungerla? Trovate tutte le indicazioni sulla pagina Facebook di Malga Priu.
I sogni sono desideri che non vedono l’ora di essere realizzati e spesso se ci crediamo veramente finiscono per avverarsi.

Monia Rossi

Se son libri fioriranno… – Caos Calmo (di Sandro Veronesi)

Sandro Veronesi è il vincitore del Premio Strega 2020 con il suo romanzo Colibrì.
Premio gestito dalla fondazione Bellonci che risulta essere in questo momento il maggior riconoscimento letterario Italiano per la scrittura.
Veronesi si porta a casa la vittoria per la seconda volta, la prima nel 2006 con il suo romanzo Caos Calmo, ed è di quest’ultimo che vorrei parlarvi ora.
Mi aggiravo per la libreria in cerca di qualcosa per l’estate, ero in piena fase di ecdisi, stavo cambiando pelle come i rettili, finiva la mia parte della vita culturalmente trasgressiva ed iniziava quel processo di redenzione che mi avrebbe portato a cercare più l’aspetto umano nelle situazioni e nelle persone.
Caos Calmo in qualche modo ha contribuito anche a questo cambiamento.
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30 Luglio – Giornata mondiale dell’amicizia

Le luci si spengono nel palazzetto…preludio di una serata certamente fantastica… come sempre per me quando c’è la musica.
Ma stasera è speciale: questa volta ci siete Voi! Per la prima volta tutte e tre ad un concerto con me!
Voi che siete entrate nella mia vita in momenti diversi, in modi diversi. Diverse da me, diverse tra voi.
Che una mia piccola idea ha fatto incontrare, conoscere, anche se ognuna conosceva l’altra tramite i racconti del mio vissuto.
Unite anche se diametralmente opposte.
Perché l’amicizia è cosi: non è univoca, non è esclusiva! L’amicizia non giudica e non prova invidia.
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A tutto volume….La vasca (Alex Britti)

A tutto volume è la rubrica musicale della Gazzetta del Sole.
Questo lunedì a scegliere la canzone da pubblicare è Katiuscia , la quale punta sulla musica Italiana.
Bisognerà fare un tuffo indietro nel tempo di almeno 20 anni, era infatti l’anno 2000 quando Alex Britti propone questa canzone intitolata, La vasca.

Titolo: La vasca
Autore: Alex Britti
Proposta da: Katiuscia


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Stefano Basello e la ricetta salvacena

Allo chef Stefano Basello del “Là di Moret” di Udine abbiamo chiesto una ricetta salva cena per tutte le casalinghe. Qualcosa di semplice, ma comunque di successo per una cena tradizionale con ingredienti sempre disponibili in casa.
E lui risponde con un piatto della sua infanzia, ricco dei sapori della cultura contadina. Sembra di sentire il profumo del pane che, già dal mattino, veniva sfornato dal forno a legna dei nonni e forse si intravvede la crema del burro battuto sulle ginocchia… gusti e profumi che vengono dal profondo del “camarin”, dal rispetto della terra, dalle tradizioni che solo una nonna sa tramandare.

LA PANADE
1 kg di pane raffermo
2 l di latte
½ l di vino friulano
100 gr di burro
1 scalogno
Olio q.b.

Portare il burro a color nocciola, unire il pane raffermo privato della crosta e tagliato a cubetti. Tostare ben bene.
Unire il latte e portare a cottura lentamente per circa 45 minuti.
Frullare a liscio.
A parte rosolare 1 scalogno tritato, con poco olio. Unire il vino e ridurre a 3/4.
Unire una piccola parte alla “panade”.
Servire ben calda per assaporare i sapori sani d’un tempo.
(La riduzione di vino non utilizzata può essere conservata in frigorifero per altre preparazioni).

Parole

Ognuno di noi sente la necessità di esprimersi e di raccontarsi attraverso forme e modi fra i più disparati: scrivere, dipingere, scolpire, fotografare, comporre sono tentativi per cercare di fermare il tempo e imprigionare le proprie emozioni, belle o brutte che siano, ma pur sempre determinanti per la nostra crescita; sono i nostri strumenti per incidere e ricordare la nostra vita, sono la possibilità di poterci ritrovare ancora una volta riguardando i lavori fatti.
Ho sempre amato le parole: ho sempre desiderato scriverle, leggerle, cantarle, ascoltarle e poi sognarle; ho divorato libri, poesie, riviste e ho ascoltato canzoni e visto film e documentari cercando sempre di rubare le parole a chi le sapeva usare, a chi sapeva rapire la mia attenzione. Ho sempre ammirato e molte volte invidiato chi ha le parole in grado di spiegare qualsiasi cosa, in grado di raccontare una storia, un amore, un viaggio. Ho sempre invidiato chi sa prendermi per mano e portarmi ovunque e in qualsiasi momento per farmi vivere un’emozione senza farmi partire.
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A tutto volume….Quali Alibi (di Daniele Silvestri)

A tutto volume è la rubrica musicale della Gazzetta del Sole.
Questo lunedì a scegliere la canzone da pubblicare è Eleonora che si fa trascinare tanto dai pezzi in cui si balla fino allo sfinimento quanto da quelli che fanno riflettere e lanciano spunti di pensiero. Daniele Silvestri è sicuramente un ottimo paroliere quando si tratta di lanciare messaggi.

Titolo: Quali alibi
Autore: Daniele Silvestri
Proposta da: Eleonora


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Storia di bigliettino

Mentre stamattina facevo una passeggiata improvvisamente ha cominciato a piovere e disdetta, la mia scritta nuova nuova ha comiciato a colare e rovinarsi. Come se non bastasse non trovo un riparo ed improvvisamente una forte ventata mi solleva da terra e mi trascina sulla strada, mi sferza tra i rami spogli degli alberi e mi fa volare lontano.Pieno di paura chiudo gli occhi e perdo i sensi lasciandomi trasportare.
Musetta, una tenera coniglietta, viveva da sola in un luogo pieno di cosa rotte che le persone buttavano, perché inutili. Con pazienza Musetta le aggiustava e con quegli oggetti si era anche costruita una bella casetta ma non riceveva mai delle visite.
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17/07/2020 Giornata mondiale delle Emoji

Faccine che passione 🙂

Come si faceva prima dell’avvento del cellulare? Ma soprattutto, come facevamo prima che nascessero le Emoji, quelle faccine così carine che ci fanno compagnia nella vita di ogni giorno, ci rallegrano la giornata? Me lo sto domandando da un po’…
La nostra vita ahimè gira intorno all’uso del cellulare, per essere dove vorremmo essere in quei momenti in cui siamo in altre cose affaccendati.
Ho conosciuto il mondo di Messaggiopoli (cit. film Emoji) e non mi dispiacerebbe per niente vivere in quel luogo in cui la maggior parte degli incontri che si fanno sono di colore giallo. Questa tonalità mi mette allegria e poi le varie facce buffe che troverei nel mio cammino ogni giorno, mi farebbero compagnia.
Aspetta, ora che ci penso mi accompagnano spessissimo: aiutano a far capire meglio il concetto che voglio esprimere. Difficile che arrivi un mio messaggio senza almeno uno di quelli; alle volte mi devo trattenere perché ne metterei molti…
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Se son libri fioriranno… – Il libro del scritore (di il scritore)

” Io, secondo me, mi piaceresse fare il scritore. Pasegiare guardando la zente che camina, si basa o ciucia il ghiaciolo co l’afa e dopo metercele nei libri. Mi piacerese che la mia facia è sul libro in dela vetrina, che dopo la Gilda lo vede chi che sono e la smete di dirmi che sono un insipià pampalugo bon da gnente.”
Il scritore è un personaggio ideato da Natalino Balasso, abitante del polesine, anima semplice che scrive delle cose della vita di tutti i giorni e lo fa nello stesso modo in cui parla, nel suo adorato dialetto veneto, l’unico che conosce per altro.
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Un uragano…dà pane. Spezzato ma fragrante: il bosco rinasce in tavola.

Che cosa succede dopo una tempesta distruttiva come Vaia, nell’ottobre 2018 in Friuli?
Lo chef Stefano Basello impasta amore per il territorio; studio delle tradizioni e perizia dell’artigiano: succede che il pane profuma di bosco e la tavola risarcisce ciò che l’uragano ha distrutto.
Come ti è venuta l’idea di fare del pane di corteccia?
Cinque anni fa con l’aiuto di Valeria Margherita Mosca ho approfondito l’utilizzo di erbe, radici e fiori proprio come si faceva un tempo. Ci siamo innamorati delle cortecce e delle farine di sussistenza. Una pratica usata in tempo di povertà e, dopo il disastro Vaia, i nostri studi sembravano proprio utili per aiutare il territorio.
Quali difficoltà hai incontrato?
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A tutto volume….Le ragazze di Osaka (di Eugenio Finardi)

A tutto volume è la rubrica musicale della Gazzetta del Sole.
Questo lunedì a scegliere la canzone da pubblicare è Michele, che da buongustaio va a rispolverare un grande successo di un cantautore Italiano sempre molto apprezzato, Eugenio Finardi.
Una voce riconoscibile tra tutte.

Titolo: Le ragazze di Osaka
Autore: Eugenio Finardi
Proposta da: Michele


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L’ aperitivo del muretto

In questo momento di “pausa collettiva”, in cui ognuno di noi vive la propria
quotidianità a casa, isolato dagli altri, si sperimentano cose nuove, alcune a cui non avevamo mai pensato, altre che ci sarebbe tanto piaciuto fare ma abbiamo accantonato per quando ne avremmo avuto il tempo.
Così c’è chi sperimenta nuove ricette, riscoprendosi cuoco provetto e magari mettendo in pratica tutte quelle cose seguite nei vari talent dedicati alla cucina visti alla tv, c’è chi fa corsi on line, chi lavora da casa, chi si allena seguendo i vari programmi in diretta streaming, chi fa le pulizie di primavera talmente approfondite da giurare che non le farà mai più così!
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Se son libri fioriranno… – Emily Dickinson – Poetessa ribelle

Emily Dickinson, è senza dubbio una delle mie poetesse preferite. Nelle sue poesie ho sempre trovato l’amore per la natura e la ricerca della solitudine. I suoi versi profumano di felicità, descrivono il mondo con parole che suscitano emozioni tali da toccarmi il cuore.
Mi incuriosiva capire chi fosse questa misteriosa donna, che spesso trovo ritratta vestita di nero, con i capelli raccolti e con questo sguardo che penetra nel profondo. Ho cercato di comprendere come una persona, con una tale conoscenza della bellezza delle parole, abbia potuto scegliere l’esilio.
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Il valore di una poesia

Drin, drin, drin…

Il suono lacerante che mi avvisa di una chiamata sul telefono fisso invade, devastandolo, l’ovattato silenzio in cui è immerso il corridoio di casa.
Corro fuori dalla stanza in cui mi trovo per interrompere quell’ irritante frastuono.
“Pronto”
…….
“Pronto!”
……..
nessuno risponde, seccato sto per riagganciare la cornetta quando dopo altri due secondi d’attesa una voce femminile pronuncia decisa un’unica parola: valore!
………
ora sono io che taccio; ho riconosciuto la voce amica……
………
ancora silenzio, ma non cedo, non gli rivolgo la parola, voglio capire perché mi ha chiamato….
………

VALORE

Considero valore ogni forma di vita, la neve, la fragola, la mosca.
Considero valore il regno minerale, l’assemblea delle stelle.
Considero valore il vino finché dura il pasto, un sorriso
involontario, la stanchezza di chi non si è risparmiato,
due vecchi che si amano.
Considero valore quello che domani non varrà più niente
e quello che oggi vale ancora poco.
Considero valore tutte le ferite.
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Attimi di indissolubile intimità – Giornata mondiale del bacio

La stanza è buia. Solo alcuni faretti puntati su di loro. Due amanti si baciano teneramente avvolti in un abbraccio infinito.
La luce che li avvolge è quella del loro amore. Sa di passeggiate sulla sabbia grigia d’inverno, profuma di raggi dorati che penetrano tra le foglie di un bosco brillante d’estate. Lo sfondo dorato è l’indissolubile colore degli anelli che indossano: d’oro è la fedeltà di una promessa anche quando qualche nebbia è loro d’inciampo.
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A tutto volume….Cosa sono le nuvole (di Domenico Modugno)

A tutto volume è la rubrica musicale della Gazzetta del Sole.
Questo lunedì a scegliere la canzone da pubblicare è Elisa, la quale ha aperto il baule dei ricordi per trovarci dentro un pezzo del maestro Domenico Modugno, un’autore che non solo ancor oggi con le sua parole conquista i più sentimentali, ma anche un filone musicale che oramai nella cultura Italiana è diventato eterno.

Titolo: Cosa sono le nuvole
Autore: Domenico Modugno
Proposta da: Elisa


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Le fatiche di Michelangelo Buonarroti

Le fatiche di Michelangelo Buonarroti.

Mi sono trovato spesso ad ammirare le opere del nostro patrimonio artistico ed architettonico. Una delle cose che più mi affascina e stupisce è ammirare le loro dimensioni.
Tutti percepiamo il Colosseo come un’opera gigantesca, ma paragonata agli edifici attuali quanto grande è quest’opera?
In questa serie di articoli proverò a fare alcune comparazioni.
Iniziando da San Pietro a Roma che, nel mondo, è sicuramente il luogo che detiene da solo la più grande ricchezza della storia dell’architettura, della scultura e della pittura.
E se si parla di San Pietro non si può non parlare di Michelangelo Buonarroti e della sua immensa fatica: la Cappella Sistina.
Un magnifico articolo su Michelangelo, scritto da Giulio Busi, dal titolo “Per la Cappella Sistina Michelangelo gettò a mare l’«opera» di Bramante” lo potete trovare sul sito del Sole 24 ore.
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Se son libri fioriranno… – Lettere a un giovane poeta (di Reiner Maria Rilke)

Lo ritrovo d’estate, dopo qualche estate senza vederci. Lo ritrovo dopo una passeggiata sull’omonimo sentiero sul Carso, eppure è sempre stato in bella vista tra i grandi: Leopardi Petrarca e Montale gli fanno compagnia sullo scaffale; “poeti preferiti” è la classificazione mentale attribuita al quartetto.
Le Lettere di Rainer Maria Rilke sono un libretto che nell’edizione Adelphi contiene tre brevi scritti: le lettere indirizzate al giovane scrittore Kappus, quelle a una giovane signora e un breve scritto Su Dio.
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Non rifiutiamoci un libro sospeso

Plastica, libri e dintorni
La tutela del nostro ambiente è un tema sempre attuale. Negli ultimi tempi è diventato ancora più urgente prendersi cura del mondo in cui viviamo e trasmettere questi valori alle nuove generazioni perché possano fare scelte consapevoli nel rispetto della natura che ci circonda.
Sicuramente l’inquinamento derivante dall’utilizzo massiccio e indiscriminato della plastica negli ultimi decenni è uno dei temi più caldi in materia di ecologia. Tutti noi abbiamo guardato increduli le immagini delle isole di plastica presenti nell’oceano Pacifico e Atlantico; enormi aree di immondizia, composte per lo più da materiali plastici come bottiglie e imballaggi, che hanno iniziato ad accumularsi a partire dagli anni 80 e hanno raggiunto oramai le dimensioni di continenti.
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A tutto volume….Combattente (di Fiorella Mannoia)

A tutto volume è la rubrica musicale della Gazzetta del Sole.
Questo lunedì a scegliere la canzone da pubblicare è Marta.
La sua è una scelta dettata dal cuore, ha puntato tutte le sue carte su un pezzo dedicato alle donne che lottano, alla resistenza, un inno assoluto alla vita.

Titolo: Combattente
Autore: Fiorella Mannoia
Proposta da: Marta


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La magia del disordine

Lo sapevate che gli efficientissimi magazzini delle piattaforme d’acquisto online non seguono nessun criterio di catalogazione se non quello di arrivo e dello spazio che libri, giocattoli e scarpe occupano?
Vi è mai capitato di girare per casa con le mani piene di oggetti da sistemare al posto giusto e di sentirvi dentro un moto perpetuo che non avrà mai fine?
E se non esistesse il “posto giusto” per ogni cosa? E se tutto questo sforzo di contenere, limitare, inscatolare il disordine fosse solo una disfunzione del nostro modo di vedere le cose?
Vi siete mai chiesti se, alla fine, non abbiano ragione loro, i disordinati?
Non per andare per forza controcorrente, ma alla magia del riordino della giapponese Marie Condo, vorrei contrapporre i lati affascinanti del disordine.
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Se son libri fioriranno… – Le tre lame (di Claudio De Michielis)

Tre ragazzi, un viaggio nel tempo, un sigillo, una spada. Camminare per giorni, attraversare boschi e foreste, scoprire nuove rivelazioni.
Sono solo alcuni degli elementi che si trovano all’interno del libro Le tre lame: l’avventura di tre ragazzi dei giorni nostri, che però vengono catapultati nel nostro mondo tra qualche secolo, ritrovandosi davanti una società simile a quella medievale.
Il loro viaggio, o meglio, la loro missione, sarà accompagnata da uomini come loro, ma anche Troll, Elfi e Nani, per sconfiggere le forze del male che stanno per prendere il sopravvento sul pianeta. Chi vincerà la lotta tra Bene e Male?
Un libro perfetto per gli amanti del fantasy o per scoprire se lo si è (come è successo a me), ma sconsigliato a chi non vuole rimanere sulle spine in attesa del secondo libro, “Il Brando di Helash”.

Laura Michelizza

Perdersi in un abbraccio

In condizioni normali si da tutto per scontato … o forse no?
Non sono una persona che dà tutto per scontato, mi emoziono per le piccole cose. Cerco di essere grata di ogni singolo particolare che mi accade.
Ma la vorticosità con cui scorre il tempo, mi impedisce di essere presente al 100% per ogni istante della situazione che sto vivendo. Ogni tanto ho l’impressione di perdermi degli attimi fondamentali.
Sono abituata a guardare negli occhi le persone, ad osservare il viso di quelli che incontro per strada. Sono un essere che vive per il contatto con la gente e nell’abbraccio racchiudo tutta una serie di sentimenti che, alle volte, con le parole non è facile trasmettere.
Sono molto razionale, ma nello stesso tempo emotiva.
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A tutto volume….More than words (Extreme)

A tutto volume è la rubrica musicale della Gazzetta del Sole.
Questo lunedì a scegliere la canzone da pubblicare è Monia, il pezzo di maggior successo di una band statunitense che ebbe il suo maggior successo a metà degli anni novanta e che con questa canzone scrisse nonostante tutto un pezzo di storia.

Titolo: More than words
Autore: Extreme
Proposta da: Monia


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Io, lo Yoga, il solstizio

Il 21 giugno è davvero una giornata speciale per me. Innanzi tutto perché, il 21 giugno di alcuni anni fa, sono nata e quindi ho ricevuto il dono della vita.
Mi sono sempre ritenuta fortunata di essere nata in un giorno così importante: il solstizio, l’inizio dell’estate che, si sa, è la stagione più amata.
Anni fa, quando cominciai a praticare yoga, per me questa data era già importante così. Poi accadde qualcosa che, per la seconda volta, fece diventare questa data un dono meraviglioso.
Nel 2014, su proposta del Primo Ministro dell’India Narendra Modi, l’ONU ha approvato l’istituzione dell’INTERNATIONAL YOGA DAY, scegliendo come data proprio il 21 giugno.
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Se son libri fioriranno… – Soltanto vive (59 monologhi)

“… Eppure ti credevo, sì, ti credevo! Come quando da piccoli si crede, che in cielo, ci sia qualcuno a spingere le nuvole!”
Questa è solo una delle 59 storie, delle 59 voci, delle 59 donne che la violenza e l’abuso hanno segnato indelebilmente. Qui diventano parole “salvate” per liberare nell’aria il silenzio e dare ad esso voce; un silenzio che non può più essere taciuto. Sono tante le donne rinchiuse tra le mura domestiche, che non hanno la forza di opporsi a tale brutalità per paura o per vergogna; perché cresciute in una cultura che insegna loro a subire e sopportare, spacciando i maltrattamenti a cui sono sottoposte per normalità. Ma la violenza non è solo fisica. Spesso molte donne subiscono una manipolazione mentale che le conduce all’isolamento ed al silenzio.
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La mia pioggia

La mia PIOGGIA

Ho sempre amato la pioggia, mi è sempre piaciuto camminare sotto la pioggia, senza un programma, senza una meta precisa, senza ombrello, mi piace farlo per conoscere meglio le stagioni, per comprendere cosa siano realmente i colori, il giallo, il marrone, l’arancione, il verde e il rosso, il colore delle foglie degli alberi, dei fiori, dei vitigni, cosa siano i tetti rossi delle case, cosa sia il blu scuro di un mare arrabbiato e senza confini, oggi vorrei camminare per scoprirli tutti, osservarli e farli miei, regalarmeli, riempirmi gli occhi e l’anima, oggi sotto questo cielo vorrei camminare, respirare, pensare, sognare e perché no, oggi vorrei anche saltellare felice dentro qualche pozzanghera.
Sono quasi stordito dai profumi che riempiono l’aria, il mondo bagnato e diverso da quello asciutto e sprigiona essenze inespresse che però diventano addirittura udibili e amabilmente riconoscibili quando si impossessano e si espandono nell’aria.
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Giornata mondiale della giocoleria

Quante volte nella vita di tutti i giorni vi sentite dei giocolieri? Mai? Sicuri?
Se ci pensate bene, ogni giorno in cui siamo impegnati in milletrecentocinquanta cose da fare, siamo giocolieri a tutti gli effetti ma non ce ne accorgiamo. Tante volte riusciamo a fare delle cose difficilissime facendole sembrare molto semplici. La giocoleria è proprio come quello che solitamente facciamo tutti, ogni giorno.
È una disciplina molto seria che richiede notevoli abilità se si vuole praticare ad un buon livello.
Ogni volta che vedo qualche spettacolo rimango a bocca aperta, ritornando bambina. Gli artisti riescono a far sembrare delle azioni veramente complicate molto facili, ma se ci provi tu, capisci che proprio proprio così alla portata di tutti non sono. Continua a leggere “Giornata mondiale della giocoleria”

Giornata mondiale del vento

Amo il vento, quello che muove i fili d’erba nei prati incolti. Sa di vita e di libertà. Di sogni e sguardi rapiti dei bambini che osservano le evoluzioni degli aquiloni.
Il vento sa di quiete quando scuote le chiome degli alberi nelle pinete del lungomare o come quando sussurra dietro ad un balcone poco serrato. Accompagna lo scalatore tra i sentieri e le vette, mentre il profumo di resina e di bosco attraversa i monti e le valli alpine e le aquile, placidamente, volano tra le cime più impervie.
Sa del freddo pungente della Bora che attraversa il nord Europa fino a noi, o dell’abbraccio caldo dello Scirocco estivo che avvicina i continenti.
Mi piace quando sventola nelle bandiere degli stabilimenti balneari, sa di una buona giornata estiva; quando ti siedi ai bordi del bagnasciuga ad osservare le piccole imbarcazioni sull’orizzonte.
Le immagino con le vele gonfie avventurarsi nell’Adriatico nella curiosità di sapere dove andranno. Sospinte ed inclinate sui bordi fino a farle sfiorare l’acqua mentre s’allontanano.
Amo la sua forza nelle giornate tempestose, quando preme con forza le onde del mare increspandole, o quando spazza la polvere delle piazze delle citta’mentre il mondo corre per mettersi al riparo.
Amo la Bora che spazza il Carso e ti costringe ad affrontarla per rimanere in piedi.
Il vento è emozione, trasporto, profumo, paura. Il vento può essere una carezza estiva o uno schiaffo d’umiltà al cospetto della natura.
Non potrei immaginare un mondo senza di lui perché sarebbe un mondo noioso e con poche emozioni.
Questi sono i motivi per festeggiarlo il 15 giugno nella giornata mondiale del vento. Vi lascio infine con i versi di una bellissima poesia di un grande scrittore.

Vida Michele

Ti manderò un bacio con il vento.

Ti manderò un bacio con il vento
e so che lo sentirai,
ti volterai senza vedermi ma io sarò li.
Siamo fatti della stessa materia
di cui sono fatti i sogni
Vorrei essere una nuvola bianca
in un cielo infinito
per seguirti ovunque e amarti ogni istante.
Se sei un sogno non svegliarmi.
Vorrei vivere nel tuo respiro
(Mentre ti guardo muoio per te
Il tuo sogno sarà di sognare me
Ti amo perché ti vedo riflessa
in tutto quello che c’è di bello)
Dimmi dove sei stanotte
ancora nei miei sogni?
Ho sentito una carezza sul viso
arrivare fino al cuore.
Vorrei arrivare fino al cielo
e con i raggi del sole scriverti ti amo.
Vorrei che il vento soffiasse ogni giorno
tra i tuoi capelli,
per poter sentire anche da lontano
il tuo profumo!
(Vorrei fare con te quello
che la primavera fa con i ciliegi)

Pablo Neruda.

A tutto volume….Un giorno credi (di Edoardo Bennato)

A tutto volume è la rubrica musicale della Gazzetta del Sole.
Questo lunedì a scegliere la canzone da pubblicare è Andrea, che sceglie di prendere la macchina del tempo e tornare nel lontano 1973, anno in cui Bennato scrive le bellissime parole di questa canzone.

Titolo: Un giorno credi
Autore: Edoardo Bennato
Proposta da: Andrea


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Storie da prof nell’era dei social – NOTE A MARGINE Portami il diario: un blog di classe

“Portami il diario!”: tre parole da far accapponare la pelle.
In questo blog però ci sono i racconti di Valentina Petri, 42, prof. di lettere all’IPSIA Lombardi di Vercelli. E in questi racconti tutta la fiducia nelle fatiche quotidiane di molti docenti.
Da collega le chiedo se c’è un motivo per tale fatica: lavorare a contatto con le persone, la responsabilità di oltre venti minorenni tutti insieme, ciascuno con le sue specificità, il vincolo della burocrazia che richiede molte energie.
Ci sono ragazzi più faticosi di altri? Ogni ragazzo è diverso a seconda dell’insegnante che ha di fronte. È una grande palestra di convivenza, la scuola: gli scontri, i confronti, l’urgenza di parlare di qualcosa che esula dalla lezione del giorno.
Che cosa ti scoraggia particolarmente? L’immagine che emerge nell’opinione pubblica: il lavoro privilegiato per ferie e per orario; siamo in tanti invece a metterci il massimo impegno!
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Se son libri fioriranno… – La vita inizia quando trovi il libro giusto (di Ali Berg e Michelle Kalus)

Questo libro mi era stato suggerito da un’ amica ad una serata del club del libro,
inizialmente era finito sulla lunga lista dei libri da leggere, come ogni lettore
compulsivo che si rispetti c’è sempre una lista lunghissima di libri che vorresti leggere e che si riempie sempre più velocemente di quanto tu possa svuotarla leggendo.
Molto probabilmente, se non mi fosse stato segnalato, non sarebbe mai entrato nei miei radar, non è proprio il genere di titoli che mi attraggono di solito, dopo aver concluso una lettura molto impegnativa però sentivo l’esigenza di qualcosa di totalmente diverso e leggero.
È stato molto facile e naturale ritrovarsi immersi nella lettura di questo romanzo fresco, divertente e coinvolgente, pieno di riferimenti letterari di grandi classici e successi contemporanei in cui ogni lettore appassionato può ritrovarsi.
Continua a leggere “Se son libri fioriranno… – La vita inizia quando trovi il libro giusto (di Ali Berg e Michelle Kalus)”