Camminare di Thoreau

Per quale motivo camminiamo?
Facile. Per spostarci, per raggiungere mete non altrimenti accessibili; per fare sport, per perdere qualche chiletto o per tonificare il cuore, perché lo dice il medico; per esplorare posti nuovi, perché amiamo la montagna, per sentir girare le gambe.
Pochi, forse nessuno, risponderebbe: “Per vagabondare”.
Il libercolo che propongo a tutti i camminatori invece è un breve saggio sul senso e sulla spiritualità del vagabondare, inteso come un procedere ‘a la Sainte Terre’, in Terra Santa, riconquistando se stessi dalle mani degli infedeli.
Curiosa metafora, quest’ultima, che induce il lettore ad esplorare dentro di sé le zone di infedeltà alla primitiva essenza di sé: ansia da prestazione, eccessivo perfezionismo, desiderio di controllo e perfino manie di conoscenza. Beata ignoranza quindi quella che conduce alla meraviglia del nuovo e inesplorato.
Da razionale qual sono, amo camminare in montagna per sentire le gambe muoversi a ritmo e macinare la fatica, amo la meta e la maglietta che sa di fresco al posto del sudore e il panino con la mortadella al posto della fatica. Questo è un libro per quelli come me: per scardinare i programmi e lasciarsi attraversare dagli imprevisti; e per apprezzare anche i vagabondi che al sentiero preferiscono la digressione, alla fatica preferiscono l’esplorazione e alla meta preferiscono i dettagli del percorso.
Elisa Parise

Cammino

In un tempo passato gli alchimisti sostenevano esistessero due cose, alla ricerca delle quali spendevano l’intera loro esistenza: la pietra filosofale e l’elisir di lunga vita.
La prima aveva il potere di trasformare tutti i metalli in oro; il secondo conferiva all’uomo mortale una longevità mai vista prima.
Ogni persona sana di mente penserebbe che diventare alchimisti, al giorno d’oggi, sia una pura follia, oppure un atto di mera fantasia. Ma, a ben pensarci, perché non si dovrebbe credere che la mitica pietra filosofale sia insita dentro noi stessi?
In fondo solo nostro è il potere di trasformare ogni cosa della vita che vediamo, tocchiamo o percepiamo, in puro oro. Perché nostro è il potere di rendere tutto ciò che viviamo specchio del nostro più intimo pensiero e sentimento.
E se questo pensiero e sentimento di bellezza altro non fosse che il sentire profondo del nostro animo? Non avremmo in quel caso scoperto anche l’elisir di lunga vita?
Perché è solo quando il nostro corpo materiale si allinea al nostro animo che noi stessi diventiamo esseri di luce immortali.
È per tutti questi motivi che desidero, in fondo, diventare un alchimista.

Alberto Pagotto

Il dono

Un dono è qualcosa che non ti aspetti, ma la vita fa in modo tale che ti arrivi.La maggior parte delle volte non ti rendi conto essere un regalo, perché arriva inaspettato, ma il tempo ti farà capire che è proprio quello che ti serve.
Le difficoltà della vita ti fanno allontanare da quello che vorresti essere o fare, ma se la direzione da prendere è definita dentro di te, arriverà il momento in cui tutto si allineerà ed allora la strada giusta ti troverà.
Può volerci tempo, per arrivare dove dovresti essere per te stesso, ma a fare la differenza sono le persone che hai avuto accanto e le situazioni che ti sei ritrovato ad affrontare. Continua a leggere “Il dono”

Le donne che leggono sono pericolose

In un’epoca dove è molto più semplice accendere la TV, connettersi ad internet, leggere blog dove la fanno da padrona tante immagini e poche righe cui prestare attenzione fino al prossimo pop-up… in quest’epoca leggere è diventato un atto di puro coraggio.
Perché leggere è faticoso! Richiede tempo, spazio, concentrazione. Leggere richiede lo sforzo di immaginare, relazionare, creare luoghi e intrecci che non esistono. Richiede il coraggio di pensare in grande, di uscire dalla quotidianità, di immaginare, oltre le pagine, una via di fuga; un altro mondo dove anche la nostra vita può essere diversa, avere altre sfumature, altre possibilità.
Non a caso le donne sono state iniziate alla lettura molto dopo che questo mondo era già patrimonio maschile. Leggere poteva dar loro curiosità, nuovi spunti, diversi punti di vista. Aprire la loro mente a scenari diversi. Continua a leggere “Le donne che leggono sono pericolose”

Murales, graffiti o vandalismo: questo è il dilemma.

Iniziamo subito con il togliere di mezzo la terza e dire che la differenza tra un artista e un semplice imbrattatore sta sia nella capacità grafica ma anche nel messaggio che si propone di lasciare, cioè vi è un pensiero ben preciso dietro al disegno proposto. Detto questo, a fronte di artisti di strada riconosciuti, vi sono migliaia e migliaia di emuli appartenenti alla categoria degli imbrattattori che circolano per le strade italiane e non solo.
Le prime due invece sono vere e proprie forme d’arte che hanno alcune caratteristiche in comune. Tra queste vi sono le superfici urbane dove vengono realizzate, la forma di protesta e le tematiche sociali che le accompagnano, l’esigenza di proporsi ad un vasto pubblico e le tecniche con le quali vengono realizzate, anche se tendenzialmente il graffito utilizza prevalentemente la tecnica dello spray. Continua a leggere “Murales, graffiti o vandalismo: questo è il dilemma.”

La regina del mare

Era notte fonda e Telion si trovava sottocoperta intento a scrivere uno dei suoi racconti.
La piccolissima cabina in legno era illuminata solo da una lanterna ad olio sufficiente però a permettergli di distinguere le parole che uscivano dalla sua penna. Il padre aveva fatto costruire una piccola nave come si usava nel passato, senza accessori moderni. Diceva che sentire il profumo del mare e del legno lo faceva sentire bene.
Il ragazzo amava uscire di notte in mare con il genitore e i suoi aiutanti. In quei momenti si ritirava nella sua cabina e cominciava a scrivere avventure fantastiche.
Dal piccolo ponte della nave il padre di Telion guardava il cielo preoccupato. Continua a leggere “La regina del mare”

Consiglio di lettura – Il vento in scatola (di Marco Malvaldi e Glay Ghammouri)

Una storia che apre una finestra dentro un mondo ai più sconosciuto: ci permette di osservare la quotidianità della vita all’interno di un carcere italiano, le celle, i corridoi, gli spazi condivisi; i rituali giornalieri a simulare un’esistenza libera, le alleanze, gli scontri, gli equilibri precari di una società in scala.
Cosa si prova ad andare in carcere da innocente? A scontare la pena al posto di un altro che contemporaneamente si gode la tua libertà ?
Il protagonista del libro è un giovane e brillante laureato in economia, un abile broker costretto a scappare dalla Tunisia perché ricercato per truffa a causa delle sue pratiche non proprio etiche. Arrivato in Italia, ironia della sorte, finisce in carcere per un reato che non ha commesso, a causa di uno scambio di persona orchestrato ai suoi danni da un parente inaffidabile. Continua a leggere “Consiglio di lettura – Il vento in scatola (di Marco Malvaldi e Glay Ghammouri)”

Spesa alla Spina, una moda che profuma di tradizione

Sicuramente ne avrete già sentito parlare, ma fare la spesa alla spina è un’usanza che è tornata molto in voga nell’ultimo periodo in Italia e in Europa.
Ai tempi dei nostri nonni si scendeva sotto casa e molti alimenti come la pasta, il riso e la farina si compravano “a peso” nella bottega di fiducia. In questo modo si acquistava sempre tutto nelle giuste quantità, e non si buttava via nulla. Una tendenza “no spreco” che sta diventando attuale anche ai giorni nostri.
I cosiddetti negozi alla spina sono tutti quei punti vendita dove è possibile acquistare prodotti senza imballaggio, una valida alternativa zero waste ai supermercati della grande distribuzione. Alcuni di essi sono infatti dei veri e propri supermercati, dove è possibile acquistare non solo prodotti alimentari sfusi ma anche prodotti per l’igiene personale, cosmetici e prodotti per la pulizia della casa. Continua a leggere “Spesa alla Spina, una moda che profuma di tradizione”

A tutto volume….Ovunque proteggi (di Vinicio Capossela)

A tutto volume è la rubrica musicale della Gazzetta del Sole.
Questo lunedì a scegliere la canzone da pubblicare è Andrea che va a pescare fra le tante bellissime canzoni di Vinicio Capossela.
Un autore che ha portato sul palco un modo di cantare e suonare come non si vedeva da tempo, mettendo in risalto strumenti dimenticati, testi sicuramente affascinanti, apprezzatissimo in Italia ma altrettanto all’estero.
Una canzone di una dolcezza e di una forza incredibile.


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Un contorno da ac….caponare la pelle.

Dopo le ricette da resuscitare i morti, eccone una per farsi dire di sì sulle vette dolomitiche: la caponata di verdure più buona che lei/lui abbia mai mangiato e il gioco è fatto!

INGREDIENTI per 4 persone
2 melanzane
2 zucchine
1 peperone giallo
1 peperone rosso
1 cipolla rossa di Cavasso
1 barattolo di salsa di pomodoro a pezzettoni
1 manciata di pinoli di San Rossore
1 cucchiaio di olive taggiasche
aceto di vino rosso q.b.
olio evo q.b.
sale q.b.
pepe coriandolo q.b.
basilico e origano freschi in foglie

Lavare, mondare e tagliare le verdure a quadretti della stessa misura. Saltare le verdure singolarmente in una padella con un po’ d’olio evo e sale lasciandole al dente (solo le melanzane vanno ben cotte).
In una padella a parte scaldare l’olio e far appassire la cipolla tagliata a julienne. Sfumare con l’aceto e lasciar evaporare. Aggiungere pepe coriandolo in grani schiacciato, poi il pomodoro e lasciar insaporire.
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Consiglio di lettura – La verità sul caso di Harry Q. (Laura Vs Eleonora)

Abbiamo provato nuovamente a mettere a confronto i punti di vista di due lettrici, che anagraficamente distano di un paio di decadi (circa), in relazione alla lettura del libro di Joel Dicker.

Impressioni di Laura Michelizza

Aurora, New Hampshire, Stati Uniti d’America, 2008.
La tranquilla cittadina costiera sta per essere catapultata al centro dell’attenzione mediatica dopo il ritrovamento del corpo della piccola Nola Kellergan, quindicenne scomparsa misteriosamente nell’estate del 1975.
Il principale indiziato è Harry Quebert, rinomato scrittore che durante quell’estate scrisse il suo primo best seller, “Le origini del male”. Lo scrittore confessa di aver avuto una relazione con Nola e quindi sembrerebbe il colpevole perfetto per il suo omicidio; ma più le indagini procedono e più il mistero si infittisce…
Lo scrittore Marcus Goldman, nonché suo grandissimo amico, decide che aiuterà il suo mentore a sfuggire alla condanna a morte, ma le piste sono tante e le prove sono poche.
Harry è innocente, ne è sicuro, ma come poterlo scagionare dalle accuse di pedofilia ricevute da tutta America? Facile: scrivendo un libro in cui si ricostruisce l’indagine, senza escludere nulla.
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Ricordati di collegare il cervello con i piedi

Luisa e io da bambine, e poi da ragazze, avevamo uno strano rito domenicale. Abitavamo in una piccola frazione a circa un chilometro di distanza l’una dall’altra. Finita la Messa delle nove e mezza, lei, che abitava vicino alla chiesa, mi accompagnava a casa. Era l’occasione per commentare i fatti della settimana e tanto altro. Arrivate al mio cancello, non avevamo minimamente esaurito gli argomenti. L’unica era fare la strada a ritroso e poi tornare di nuovo indietro, incuranti di chi ci guardava incuriosito, del sole a picco o della pioggia. Ci fermava solo il richiamo del pranzo pronto. Camminavamo e parlavamo, prima lei e dopo io, in un’alternanza di parole e di ascolto che veniva naturale come il passo. Camminavamo, parlavamo e crescevamo.
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Ascoltare, il nuovo modo di leggere.

Ho imparato che l’educazione all’ascolto non è rivolta solo ai bambini, anzi, credo possa essere più utile a noi adulti.
Persevero l’idea che siamo talmente travolti dalla frenesia da non avere più tempo per nulla e quel poco che riusciamo a ritagliarci sappiamo magistralmente sperperarlo in cose superflue.
Siamo talmente concentrati a dire la nostra, a difendere le nostre ragioni, a giustificare i nostri atteggiamenti, che a volte ci dimentichiamo quanto importante sia saper semplicemente ascoltare, qualcosa o qualcuno.
La mia partecipazione al progetto della Gazzetta del Sole nasce da un’esigenza personale, quella di trovare un mezzo che mi permettesse di stabilire un punto di contatto tra le mie dita che scorrono sulla tastiera ed il mondo là fuori.
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Montagna

La mia montagna ha i colori dei fiori, profuma di corteccia degli alberi e di erba tagliata e bagnata di pioggia, ha il colore verde dei prati, bianco della neve, azzurro dell’acqua che scorre sui sassi, grigio della roccia, ha il suono di una piccola cascata, ha voci di mille animali e del vento che attraversa i rami degli alberi, ha il silenzio della neve che scende, ha il battito del cuore degli alberi, il profumo delle erbe aromatiche, ha il suono dei campanacci delle mucche al pascolo, ha il colore e il calore del latte appena munto

Andrea Spessotto

I quaderni del pianto di Marcella Serrano

“Senza volerlo quel giorno la vita si organizzò dentro la mia testa. Parlo della vita reale. Sapevo che cosa aspettarmi: all’interno dell’ordine delle cose, io ero un cane sciolto. Mi avevano tagliata fuori”

Una donna di umili origini dopo il parto viene avvertita della morte di sua figlia, ma non le è permesso di vedere il corpo della piccola. Da qui nasce il sospetto di traffici illegali, per questo la donna si unisce ad altre madri i cui figli sono scomparsi nelle stesse circostanze e grazie all’intervento di una giornalista, inizia a indagare sulla vicenda e a combattere per rivendicare il diritto alla vita, per sconfiggere i crimini commessi contro chi è indifeso.
La storia si complica nel momento in cui la protagonista, a un convegno, riconosce la figlia che è tenuta per mano dalla moglie del Ministro degli Interni. Cercando di riavere indietro quella che sembra essere la sua bambina, viene arrestata e richiusa in un ospedale psichiatrico. Ma anche qui la donna non si arrende, continua a credere nella possibilità di fare qualcosa e di poter riabbracciare la figlia.
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HO SCOPERTO L’AMERICA…… ed era solo una torre di anelli

È un arcobaleno. Il primo anno di una neomamma è un arcobaleno: le emozioni si attraversano in gamma dal rosso al violetto senza trascurare l’indaco. Prima della tempesta splende il sole di sogni e passeggiate in carrozzina, dopo la brezza del vagito melodioso si scatena l’uragano inconsolabile, spesso notturno.
Ma il primo anno di una neomamma resta un arcobaleno. E forse sarà così per tutti gli anni a venire. O forse ancora arriverà il momento in cui i pulli spiccheranno il volo e tutto si acquieterà in un nuovo equilibrio.
Il motivo per cui vale la pena di attraversare il perpetuo cambiamento è presto detto.
Ci sono una serie più o meno ordinata e più o meno definita di cambiamenti che bebè e mamma devono per forza affrontare nel primo anno di vita: che coinvolgano o meno più o meno familiari o caregiver, il fatto è che è la madre la figura più presente a questi passaggi. Tra poppate e nottate, pappette e paperette da bagno, scorrono le sillabe le paroline e i piccoli passi. Annusandosi si impara tutto quel che serve: conoscersi e conoscere il mondo è la missione primaria del neoarrivato e tutto ciò che per noi è scontata routine per il cucciolo è novità potente ed entusiasmante. O terrificante, dipende; ma la mamma e il papà restano porto sicuro da cui partire e a cui ritornare nelle esplorazioni avventurose.
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ROBERTINO E LA PAURA DEL BUIO

Quella di oggi è una notte scura, scura. Non ci sono stelle nel cielo. È l’ora di andare a fare la nanna per Robertino; lui è davvero un bimbo coraggioso. Non vuole che la mamma gli si sieda accanto per addormentarsi; gli basto io che sono un Bigliettino Giallo e per farlo stare bene cerco di splendere più che posso. Di solito lasciamo che la luce della luna e delle stelle entrino in camera e lui si sente subito al sicuro.
Robertino ha un po’ paura del buio, ma non vuole che altri lo sappiano; lo ha detto solo a me. Anche io ho un po’ paura del buio, ma non posso confidarglielo; lui conta su di me.
Guardo il cielo dalla finestra in cerca della luna, ma c’è una grossa nuvola che la copre. E le stelle dove sono finite? Se ne stanno nascoste quelle sfaticate oggi! Come faremo ad addormentarci io e Robertino? Mi stendo nel letto insieme a lui e cerco di abbracciarlo forte, forte. Forse così riuscirà a dormire meglio.
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Le porte del mito di Maria Grazia Ciani

Le porte del mito di Maria Grazia Ciani
Le sette porte di Tebe, le porte di Atene, le porte dell’Ade. In mezzo un percorso che si snoda tra eroi e miti, tradizioni e rivisitazioni, letture e riscritture. Dai più noti Achille e Odisseo, passando per il silenzio su Palamede, poi Arianna e poi ancora Euridice: storie immortali di Greci che amano la vita più di ogni altra cosa, anche più della bella morte; storie destinate a vivere per sempre e a far parlare attraverso di sé l’uomo di ogni tempo.
Maria Grazia Ciani prova a raccontare tutto questo stando sulla soglia di una lingua, il greco, che non si lascia afferrare. Lei sta sulla soglia e alle soglie del suo libretto pone un capitolo dedicato alla complessità di questa meravigliosa lingua, come a dire che si entra in questo mondo solo attraversandone la complessità, solo accettando di non capire sempre tutto. Forse non a caso la chiusura spetta alla storia di Orfeo ed Euridice, la storia di una porta che non si può più varcare, la storia di un’arte che solamente si illude di vincere il vincolo della porta eterna.
Continua a leggere “Le porte del mito di Maria Grazia Ciani”

ABBRACCIATI ALL’ARCOBALENO

All’inizio sei convinto di guardare un’immagine ritoccata da qualche programma grafico, da tanto è bello e pure strano credere a quello che vedi, invece la magia è tutta naturale, nessun artificio.
A volte la realtà supera l’immaginazione e Madre Natura si conferma medaglia d’oro nella creazione di capolavori inimitabili. Di cosa stiamo parlando?
Chiudete gli occhi e immaginate di poter abbracciare un arcobaleno.
Si beh, detto così viene da alzare la testa verso il cielo e pensare che no; non è una cosa fattibile, a meno che non ci trovassimo in una particolare foresta dell’emisfero boreale e cambiassimo completamente idea, fermandoci a guardare un albero.
Il suo nome è Eucalyptus Deglupta, comunemente chiamato eucalipto arcobaleno. Cresce nelle Filippine, in Indonesia e alle Hawaii, può raggiungere i 70 metri d’altezza e crescere fino a 2 metri di diametro.
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Acqua

Acqua

E si sta nuovamente
nella pancia del mondo,
che gira e non molla
la presa sul mio volto.
Ti fisso a fondo
mentre afferri il mio sentire
e lo ribalti con forza
fino alle viscere del tempo.
Dove sono stato
è solo un attimo ai più nascosto,
nessun luogo mormora il mio nome
nessun momento misura il mio passo.
Così io sono.
Infinito mare.

Alberto Pagotto

Il gatto del Dalai Lama e l’arte di fare le fusa (di David Michie)

Il suo nome è Rinpoche che nella lingua tibetana significa “prezioso”, “di grande valore”, un nome decisamente importante per un felino, specialmente se si tratta della gatta di Sua Santità il Dalai Lama.
Tutti si prendono cura di lei e si assicurano che non gli manchi nulla, vive negli appartamenti privati di SS e con lui condivide le giornate, ne ascolta le riflessioni, lo osserva nei momenti di contemplazione.
Nel pieno rispetto della sua natura riesce sempre a sgattaiolare fuori dalle mura del monastero per girovagare indisturbata nei dintorni e per intrufolarsi all’ Himalaya Book Café ad osservare gli ospiti che lo frequentano.
Prima di partire per un viaggio che lo porterà all’estero, il Dalai Lama la saluta dandole un compito preciso: in sua assenza dovrà cercare di capire perché i gatti facciano le fusa, in sostanza qual è il segreto della felicità. Continua a leggere “Il gatto del Dalai Lama e l’arte di fare le fusa (di David Michie)”

La contabilità degli affetti

Poche cose sono sgradevoli come sentirsi dire: “Sono in debito”.

Se un dono nasce dal cuore, da una pulsione spontanea che ci fa sentire bene, trovarsi calati subito nella contabilità degli affetti è fastidioso. “Sdebitarsi” è un verbo fintamente riflessivo. La sensazione di doversi liberare di un debito infatti non nasce mai da una riflessione quanto da un condizionamento automatico, familiare e sociale, che impone che ad ogni favore ricevuto debba corrispondere un favore di pari peso, economico o emotivo che sia. Quando pensiamo che è sempre un “dovere” restituire quanto ricevuto, non teniamo conto del fatto che l’amicizia, in realtà, è una concatenazione continua e piacevolissima di gesti e di attenzioni impagabili, un conto che è bene che rimanga aperto. Continua a leggere “La contabilità degli affetti”

A tutto volume….Tre cose (Malika Ayane)

A tutto volume è la rubrica musicale della Gazzetta del Sole.
Questo lunedì a scegliere la canzone da pubblicare è Elisa che si avvale della candidatura di una splendida voce, quella di Malika Ayane.
Non solo una voce cristallina ma anche dei testi ricercati.


Continua a leggere “A tutto volume….Tre cose (Malika Ayane)”

Second life

Portare il pane casa per casa era una delle cose che mi piaceva di più quando ero bambina: salivo sul furgone di mamma e papà che avevano, nella mattinata, ben tre giri famiglia per famiglia da fare.
La cosa che più mi entusiasmava era il meticoloso “ordine di uscita” (passatemi il termine) con cui la mamma ordinava i sacchetti nelle ceste che caricavamo. La cosa stupenda era che quelle ceste erano come il quadro astratto di qualche pittore. Ogni famiglia infatti aveva il suo sacchetto: alcuni erano a quadretti, altri tinta unita, a righe, a fiori e la mamma sapeva esattamente su quale balcone dovevi lasciarli perché, una volta lì, ne avevi un altro identico da ritirare. Ogni giorno, ogni anno, fino a che, logorati dai lavaggi e dopo aver onorato il loro compito, venivano sostituiti o dalla stessa o da una nuova sgargiante fantasia. Continua a leggere “Second life”

Io cammino da sola di Alessandra Beltrame

Questo per me era uno degli incompiuti: li chiamo così i libri che inizio a leggere e poi per qualche motivo abbandono sul comodino prima di averli finiti, in attesa di decidere se continuare o passare oltre.
Dopo un po’ di tempo ho deciso di rileggerlo ricominciando da capo e ho capito che la prima volta non lo avevo capito: mi sembrava totalmente diverso, ero io a essere diversa; questa volta l’ho trovato molto interessante.
Alessandra è una donna che all’apparenza sembra avere tutto: una carriera avviata, una buona posizione economica, la sua indipendenza; eppure decide di mettersi in gioco lasciando tutto ciò che ha per iniziare la ricerca di qualcosa che le manca, che sente sfuggente: la felicità e la piena realizzazione di se stessa.
Quasi per caso inizia a camminare insieme ad un gruppo, con lo scopo di evadere dalla quotidianità e dal ritmo frenetico della città, immergersi nella natura e schiarirsi le idee. Continua a leggere “Io cammino da sola di Alessandra Beltrame”

Guerre e battaglie in un dizionario dei sinonimi e contrari.

Ma quanto sono belle le parole?
Le ascoltate mai quando le pronunciate, ci fate mai attenzione quando le leggete?
Le parole sono come un cioccolatino: oltre ad essere buono può essere anche bello da vedere, può essere incartato in maniera fine, così che a volte succede che sia meglio la confezione del prodotto.
Alle elementari ho passato giornate a pronunciare Guadalquivir: il nome di questo fiume spagnolo mi sembrava così affascinante, sembrava quasi il nome di un cocktail delizioso: “Cosa prende?”, “Salve, un Guadalquivir, grazie!”
Al contrario c’erano anche il Dnepr ed il Dnestr, sti due fiumi infiniti che spaccano a metà l’Europa e che non sapevo mai come pronunciare davanti alla maestra che mi aspettava al varco. Nomi duri, croccanti, come a voler chiarire da subito che loro non avevano l’andazzo di quei latini occidentali: loro erano rigorosi e ligi alle regole. Continua a leggere “Guerre e battaglie in un dizionario dei sinonimi e contrari.”

VITA

Vorrei una vita normale: la vorrei spensierata, allegra, giocosa, furba, emozionante, adrenalinica; la vorrei forte, piena di sapori, colori, suoni, piena di istanti da vivere, salite da affrontare e vette da scalare, piena di ruzzoloni e di cadute, piena di calore, piena di particolari da osservare e di gente da incontrare, piena d’amore e di gioia e, perché no anche, in piccola parte, di dispiaceri e dolore.
Continua a leggere “VITA”

Lo Stralisco di Roberto Piumini

“Non c’è una sola strada al mondo”

Nell’antica Turchia un pittore viene chiamato da un signore delle terre del Nord per affrescare le stanze del suo bambino che, colpito da una strana malattia, non può vivere all’aria aperta. Il pittore si mette al lavoro: dipinge prima le montagne, poi il mare verde e azzurro, poi un prato nelle sue diverse stagioni. Tra le erbe del prato c’è anche una pianta mai vista: lo stralisco, che ha spighe simili a quelle del grano, ma è una pianta-lucciola, che splende nelle notti serene. Tra il pittore e il bambino si sviluppa rapidamente una meravigliosa amicizia: le immagini che vanno a ricoprire le pareti e il soffitto di quelle stanze nascono da un dialogo sempre più intenso. Il mondo parlato e dipinto non è meno vero ed entusiasmante, con tutte le sue storie e i suoi colori, di quello che comincia oltre le finestre sigillate della casa
Continua a leggere “Lo Stralisco di Roberto Piumini”

Chiacchiere con un artista: Giulio Masieri

È una serata di agosto ed ho appuntamento con l’artista degli “animali giganti del quartiere di Torre a Pordenone”.
Giulio è una persona alla mano, semplice, schietto, diretto. Chiacchieriamo come due vecchi amici, pur non conoscendoci.
Quando nasce l’idea degli animali?
Mi risponde sorridendo – Durante il Covid, ero chiuso in casa, sono sceso nei garage del condominio e ho chiesto se potevo fare un disegno. Così è nato “Il gatto” come momento di fuga al lockdown. Ero stanco di tutta quella apprensione e volevo evadere: che cosa poteva essere meglio di un grande animale? Poi ho chiesto alla Associazione Torre se mi trovavano una parete per fare un altro murales ed è nato “Il cane”.
Anche la RAI si è scomodata per te: immaginavi di avere così tanta risonanza?
Sorride nuovamente – Francamente no. Mi hanno contattato anche da Napoli! Ma la cosa più bella è vedere quanti bambini vengono a vederli. Oggi c’era una nonna che mi ha fermato per chiedermi se sapevo dove fosse il condominio con “Il gatto”.
Ridiamo – Non sapeva fossi tu?
No! I bambini li accarezzano, sono curiosi a quella età, mi chiedono come si usano le polveri e io glielo spiego.
Continua a leggere “Chiacchiere con un artista: Giulio Masieri”

QUELLO CHE LE MAMME NON DICONO

Ritornerà. Ritornerà il momento in cui gli armadi saranno in ordine, le tovaglie candidamente smacchiate e la biancheria perfettamente inamidata. Ritornerà il tempo della messa in piega e anche quello delle giornate senza orari, senza programmi e senza zaino. Ritornerà anche il tempo della doccia rilassante e delle letture sul divano all’ora che vuoi.
Al di là di ogni aspettativa, dice qualcuno. Ma parole, parole, parole di qua, di là, di su e di giù non te le saresti mai aspettate. Metti i calzini, togli i calzini, non hai il cappellino, hai caldo, è stretto, prendilo su, mettilo giù, poco latte, troppa pappa… Ognuno sembra aver la sua teoria pedagogica e nutrizionale di fronte al neo arrivato roseo e sorridente, salvo defilarsi appena possibile… che di solito è quando a te serve qualcosa. Continua a leggere “QUELLO CHE LE MAMME NON DICONO”

Se son libri fioriranno… – The Passenger – Giappone

Molti di noi prima di partire per un viaggio si precipitano in libreria ad acquistare una guida turistica per approfondire la conoscenza del posto che stanno per visitare. Spesso è proprio in quel momento che inizia il viaggio: con la mente già si comincia a immergersi in questa nuova realtà, nuovi nomi da memorizzare, posti caratteristici da non perdere, curiosità da scoprire.
Nel mio caso quando mi sono recata in libreria non stavo cercando una vera e propria guida turistica: non era ancora il momento; cercavo più una lettura che mi avvicinasse gradualmente al Paese che avevo in mente di visitare, che stuzzicasse la mia curiosità di lettrice e di viaggiatrice al tempo stesso. Continua a leggere “Se son libri fioriranno… – The Passenger – Giappone”

La Biblioteca di Sara e le video letture tascabili

La Biblioteca di Sara nasce in memoria di Sara Moranduzzo, giornalista colta e raffinata mancata precocemente dopo aver affrontato con grande coraggio la malattia.
Il progetto, supportato dalla dr.ssa Roberta Merighi della Biblioteca Medica aziendale, inizialmente si occupava di distribuzione e di prestito in corsia di libri appartenuti a Sara e donati da amici e familiari all’Azienda Ospedaliera “Santa Maria degli Angeli” di Pordenone. L’intento era quello di migliorare la qualità della degenza, stimolando l’interesse e la vitalità delle persone.
Ad oggi La Biblioteca di Sara vanta tantissime attività: ricordiamo le letture ad alta voce tenute nei reparti di Oncologia Medica e Dialisi durante le terapie ma anche per i bambini della Pediatria, a volte accompagnate da brevi laboratori. Continua a leggere “La Biblioteca di Sara e le video letture tascabili”

A tutto volume….Non è tempo per noi (Luciano Ligabue)

A tutto volume è la rubrica musicale della Gazzetta del Sole.
Questo lunedì a scegliere la canzone da pubblicare è Michele, il quale ci spara indietro di trent’anni tondi tondi, nel 1990, dove un Luciano Ligabue agli esordi propone come secondo estratto del suo album “Ligabue” questa canzone.


Continua a leggere “A tutto volume….Non è tempo per noi (Luciano Ligabue)”

Se son libri fioriranno… – La storia delle api (di Maja Lunde)

Passato presente futuro. William George e Tao sono i tre protagonisti di questo romanzo distopico che abbraccia in lungo e in largo epoche e continenti.
Uno studioso inglese di fine Ottocento, un apicoltore americano contemporaneo, un’impollinatrice cinese del 2098: le api guidano la storia di questi personaggi misteriosamente legati oltre le distanze. La passione e l’amore è ciò che mantiene salde le loro vite dopo la fatica della ricerca di sé.
Continua a leggere “Se son libri fioriranno… – La storia delle api (di Maja Lunde)”

#FOTOLIVE GDS – Famiglie sotto la pioggia

La sorte a volte è un po’ stronza
ed il mondo spesso indifferente
a famiglie che si ritrovano
a dormire sotto la pioggia,
sui sedili di un’auto con figli infilati nel baule.
La sorte a volte è un po’ stronza
spegne cuori con l’esperienza d’un vecchio lampionaio
alimenta speranze come un mantice premuto con foga
semina sofferenza come mondine che spargono chicchi in risaie allagate dai pianti.
La sorte a volte è un po’ stronza
eppur noi,
capaci a metter d’innanzi la solidarietà al fato
capaci a respirare profondo e prender coraggio
mentre in macchina tutti dormono
sapremo bussare al finestrino
a porger le chiavi
per metterla in moto
al fine di premer di nuovo sull’acceleratore.

Ruggero Vitali

#FOTOLIVE GDS – Papaveri

Dedicati a chi ogni giorno lotta,
sgomita, ama, soffre, ride, piange,
si impegna per raggiungere il suo sogno
e per farlo alza la testa anche durante la tempesta
e si è distingue da tutti gli altri
perché mentre tutto intorno sembra volgere al peggio,
mentre all’orizzonte si avvicina il nubifragio,
la vita non smette mai di stupire,
il sangue scorre rosso,
il cuore pulsa
e tra i tanti curvi e chini qualcuno,
il più audace oppure il più folle sfida la tempesta.

Andrea Spessotto

#FOTOLIVE GDS – D’improvviso

D’improvviso

E poi ripensi.
Ai pieni. Ai vuoti.
Che continuamente bussano
al nostro spazio e ritornano.
Forme tese a ricordare
ciò che siamo stati fino a ieri,
ciò che potremmo ancora essere. Come luce
che sempre abbisogna del suo buio
per avere ragione
della sua lotta con la morte.
Ma ora non più
perché non c’è confine
tra animo e pensiero,
non c’è lotta
tra verità ed intenti.
Solo sguardi,
l’uno sicuro di tendere
alla profondità dell’altra.
Sí da sfiorarsi,
e capirsi come mai prima.
Come pieno e vuoto
che si fondono e confondono
in quel solo punto
che mi dice che tu,
per me,
sei esistenza.

Alberto Pagotto

#FOTOLIVE GDS – La pace del mare

La pace del mare:
Oh, mare che ti specchi
nel greto della mia anima.
La sovrasti di purezza,
metti ordine nel disordine.
Anche i pensieri tacciono.
Chiudo gli occhi e
percepisco la tua essenza,
ama comunicare
attraverso ponti invisibili.
In punta di piedi
mi trovo a percorrere
vie di cartapesta,
odorano di salsedine.
Finalmente trovo pace.

Eleonora Brun

#FOTOLIVE GDS – Amici

Amici: due strade che si incontrano, due anime che inciampano una nell’altra, che il fato fa legare nella casualità degli eventi.
Affini a volte, diverse nelle maggior parte dei casi.
Due note della stessa canzone, due versi della medesima poesia.
Due calici della stessa bottiglia, versati per caso sul quel tavolino, lungo una strada straniera che pareva condurre più lontano di quanto si immaginava.
Ma che infondo, davvero, non le ha mai allontanate.

Marta Santin

#FOTOLIVE GDS – Tramonto

La vita ha il passo elastico e implacabile di un giovane Richard Ashcroft che percorre i marciapiedi di Londra al suono degli archi di “Bittersweet Symphony”.
Non si ferma mai, non si sposta, non rallenta, urta e getta a terra.
Avanza senza fermarsi, verso nuovi scontri e nuovi incontri. La vecchia canzone dei Verve è il perfetto sottofondo per descrivere i moti dei pianeti, la rotazione terrestre, l’eterno avvicendarsi della luce e del buio.
Ma poi arrivano i tramonti. E certi tramonti in particolare.
Durano pochi minuti, a volte solo pochi attimi. Ci costringono a fermarci, ad alzare gli occhi verso il cielo.
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A tutto volume….Eppure sentire (di Elisa)

A tutto volume è la rubrica musicale della Gazzetta del Sole.
Questo lunedì a scegliere la canzone da pubblicare è Eleonora.
Una canzone di Elisa, una voce unica, emozioni pure.

Titolo: Eppure sentire
Autore: Elisa
Proposta da: Eleonora


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Se son libri fioriranno… – Meno dodici (di Pierdante Piccioni con Pierangelo Sapegno)

“La vita non è quella che si è vissuta, ma quella che si ricorda e come la si ricorda per raccontarla.”
Gabriel Garcia Marquez

Nella mente di Pierdante Piccioni questa frase rimbomba come una cantilena.
Dodici anni di memoria scomparsi nel lasso di tempo di qualche ora.
Quando si risveglia, dopo aver perso conoscenza per poche ore a seguito di un trauma, è convinto di trovarsi nel 25 ottobre 2001 anziché nel 31 maggio 2013.
Sono andati perduti per sempre i ricordi, le esperienze, le emozioni; tutto ciò che risale a prima e dopo di quel momento è intatto, chiaro e ben presente nella sua mente, nel mezzo un buco nero.
L’uomo che è stato lo vive con gli occhi degli altri. Si ritrova a scoprire molte versioni diverse di sé: Robin Hood come lo vedono i colleghi, sempre pronto ad aiutare tutti; il Savio come lo vede la famiglia, per la sua attitudine alla saggezza; il marziano come si vede lui. In nessuna di queste si riconosce.
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13 agosto 2020 – Giornata mondiale dei mancini – Mancinismo, croce o delizia?

Essere mancini è una cosa seria. Solo il 10% della popolazione mondiale lo è:si tratta di una condizione elitaria, una predisposizione che si sviluppa ancora prima della nascita e che gli studiosi analizzano tuttora per capire se oltre alla componente genetica ed ereditaria ci siano anche altri fattori determinanti.
In pratica chi scrive con la mano sinistra utilizza in maniera predominante l’emisfero celebrale destro (per i destrimani vale l’opposto), un’area che regola lo sviluppo di particolari capacità legate al linguaggio, alla memoria e alla creatività.
Nel mondo dello sport i mancini sono particolarmente apprezzati per la loro imprevedibilità e difficoltà nell’essere contrastati e nel mondo delle scienze e delle arti si sono spesso contraddistinti per le loro singolari abilità.
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A tutto volume….Ninnananna (Modena City Ramblers)

A tutto volume è la rubrica musicale della Gazzetta del Sole.
Questo lunedì a scegliere la canzone da pubblicare è Marta che sceglie un pezzo di una della maggiori band di combat folk italiane, i Modena City Rambler.

Titolo: Ninnananna
Autore: Modena City Ramblers
Proposta da: Marta


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L’icona sbagliata

“Chiedilo a Marilyn. Quanto l’apparenza inganna e quanto ci si può sentire soli”
(cit. Brunori Sas)

Una Marilyn ammiccante con il suo vestito bianco che svolazza sopra quella grata è sicuramente l’immagine che l’ha consacrata come icona di sensualità e bellezza.
Se poi tutti sapessero che quella scena le è costata un bel pestaggio dall’allora suo marito Joe Di Maggio, magari il potere di quella sensualità assumerebbe un valore diverso, probabilmente ancora più intenso.
Un’infanzia trascorsa tra orfanotrofi e affidamenti, in totale carenza affettiva. Una carriera come modella e attrice che decolla per caso e che più volte vacilla. Diversi matrimoni naufragati, le presunte relazioni con i Kennedy.
Insomma la storia di Norma Jeane Baker Mortenson, perché così si chiamava la più avvenente bionda che l’ultimo secolo ricordi, non è stata proprio quella che ci si aspetterebbe vedendola lasciare le proprie impronte sulla “walk of fame” di Hollywood. Una storia che si è chiusa poi nel peggiore dei modi: la sua morte, a soli 36 anni, sulla quale ancor’oggi restano da risolvere diversi punti oscuri.
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Se son libri fioriranno… – L’arte di essere fragili (di Alessandro D’Avenia) – RECENSIONE DOPPIA

Oggi abbiamo voluto provare a fare un esperimento.
Abbiamo chiesto ad un membro della redazione e ad una collaboratrice di leggere questo libro per poi farne una recensione.
L’idea è quella di mettere a confronto lo stesso libro visto dagli occhi di due generazioni diverse.


Non è facile parlare dell’adolescenza e dei suoi tormenti senza cadere nella banalità delle frasi fatte o nella supponenza di chi pensa di sapere tutto perché c’è passato e si sente di dare una pacca sulle spalle di incoraggiamento.
D’Avenia ci riesce usando la vita e il percorso letterario di Leopardi come metafora ed esempio, rileggendone le opere con uno sguardo originale e interessante.
Ci racconta della potenza della Poesia e della Parola che salva la vita e lo fa con una competenza ed un entusiasmo che tracimano dal testo e che nascono da una passione vera, quella dell’insegnamento.
Sceglie la forma dell’epistolario indirizzato a Leopardi e, attraverso le lettere, ci racconta di come un giovane malaticcio, sfortunato, limitato dai condizionamenti familiari e dal provincialismo della sua Recanati sia potuto diventare un modello di autentica anche se dolorosa libertà.
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Storie di bigliettino – Bigliettino giallo e Musetta la coniglietta

Mentre stamattina facevo una passeggiata improvvisamente ha cominciato a piovere e disdetta, la mia scritta nuova nuova ha cominciato a colare e rovinarsi. Come se non bastasse non trovo un riparo ed improvvisamente una forte ventata mi solleva da terra e mi trascina sulla strada, mi sferza tra i rami spogli degli alberi e mi fa volare lontano.Pieno di paura chiudo gli occhi e perdo i sensi lasciandomi trasportare.
Musetta, una tenera coniglietta, viveva da sola in un luogo pieno di cosa rotte che le persone buttavano, perché inutili. Con pazienza Musetta le aggiustava e con quegli oggetti si era anche costruita una bella casetta ma non riceveva mai delle visite.
Quando mi risveglio sono tra le sue mani, lei ha curato e aggiustato anche me, mettendo dello schotc sui tagli della mia carta strappata dal vento e sistemando con un bel pennarello la mia scritta rovinata. Mi ha messo a riposare in una scatola piena di ovatta asciutta.
Trascorro molto tempo con lei che mi coccola e mi spiega che non devo avere paura se il vento mi trascina in cielo, questo può aiutarmi a portare lontano il mio pensiero positivo. Così lei mi aiuta a cambiare frase ogni volta che voglio e appena il vento arriva io mi lascio portare in alto e di volta in volta qualcuno mi raccoglie e io porto il mio messaggio ovunque.
C’è una crepa in ogni cosa ma è da li che entra la luce
Credo di dovere questa mia fortuna a Musetta, così ogni volta che ritorno le porto in dono qualcosa di speciale.
Ormai però sono guarito e maturato per cui è venuto per me il momento di tornare a casa.
Musetta rimane di nuovo sola e la tristezza la avvolge, ma ogni giorno che passa il mondo intorno a lei sembra un po’ diverso.
Poi una mattina il sole illumina il viso dormiente di Musetta e lei si sveglia con il cinguettio degli uccellini in una terra piena di vita e cose nuove che bigliettino aveva fatto crescere portando semi da ogni luogo dove era stato.

Marta e Agnese dopo (aver letto Pandora di Victoria Turnbull)

Cin Cin – Giornata mondiale della birra

Siamo talmente intrisi e bombardati di ricorrenze che oramai anche quelle che contano perdono il loro fascino, questo è il motivo per il quale ho scelto di scrivere questo pezzo, per spronare e spronarmi a riprendere un pochino le redini della situazione.
È fondamentale capire quali siano gli eventi che vanno assolutamente ricordati e festeggiati: non è un caso se ne parlo proprio oggi, 3 agosto 2020, giornata mondiale della birra.
Si, trattasi di sottile ironia.
Sarebbe stato facile scrivere un articolo facendo i soliti compiti, storia della birra, i monaci trappisti, l’Oktoberfest, cosa sia sto luppolo che nessuno ha mai visto, insomma tutti i dettagli utili e descrivere questa fresca meraviglia, ma vorrei invece tentare un approccio diverso.
In un 2020 abbondantemente travagliato abbiamo dovuto affinare la capacità di cercare e trovare aspetti positivi anche nelle piccole cose, è una necessità alle quale abbiamo dovuto legarci per non sprofondare in quel misero tunnel di pessimismo e di negatività che famelico rimane sempre in agguato speranzoso di divorare il nostro umore.
In fondo , che ci piaccia o meno ammetterlo, sono le piccole cose e le piccole soddisfazioni a colmare per la maggiore la nostra sete di felicità.
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Una notte alla Peter Pan

Avete sempre sognato di dormire in una casa sull’albero?
Che siate bambini o già adulti il momento per realizzare il vostro desiderio è arrivato.
Si chiama Tree Village, il primo villaggio sugli alberi situato in Valcellina, vicino a Claut (PN).
Le casette costruite completamente in legno si trovano a qualche metro d’altezza immerse nel verde: materassino, sacco a pelo e torcia elettrica è tutto ciò che serve per passare una notte indimenticabile a guardare le stelle e ad ascoltare i rumori della natura.
Tantissime le attività da fare anche durante il giorno: dal sentiero degli gnomi per i più piccoli alla vasca in pietra con acqua di sorgente in cui fare un tuffo, alla spiaggia alpina per prendere il sole sul torrente Settimana.
Per i più sportivi ci sono percorsi in mountain bike e down hill, Nordic trekking sotto le stelle, attività di canyoning e il rigenerante percorso Kneipp tutto naturale grazie alle acque fresche e ai sassi del torrente in cui si svolge.
Gli ingredienti per un’avventura da ricordare ci sono tutti, i dettagli li trovate sul sito www.treevillage.it.
Un’altra piccola chicca tutta friulana si trova a Ugovizza, nelle Alpi Giulie a 1250 mt, dove è possibile dormire in una tree-house a forma di pigna situata fra gli alberi ad un’altezza di ben 10 metri.
La struttura sospesa è dotata di tre piani: dal primo si può ammirare la visuale a 360 gradi del panorama che ci circonda, dal secondo si gode di una vista mozzafiato sulle cime innevate; al terzo piano, dove si trova la zona notte, una grande vetrata posta proprio sopra al letto garantisce una nottata indimenticabile immersi nel cielo stellato.
Come raggiungerla? Trovate tutte le indicazioni sulla pagina Facebook di Malga Priu.
I sogni sono desideri che non vedono l’ora di essere realizzati e spesso se ci crediamo veramente finiscono per avverarsi.

Monia Rossi

Se son libri fioriranno… – Caos Calmo (di Sandro Veronesi)

Sandro Veronesi è il vincitore del Premio Strega 2020 con il suo romanzo Colibrì.
Premio gestito dalla fondazione Bellonci che risulta essere in questo momento il maggior riconoscimento letterario Italiano per la scrittura.
Veronesi si porta a casa la vittoria per la seconda volta, la prima nel 2006 con il suo romanzo Caos Calmo, ed è di quest’ultimo che vorrei parlarvi ora.
Mi aggiravo per la libreria in cerca di qualcosa per l’estate, ero in piena fase di ecdisi, stavo cambiando pelle come i rettili, finiva la mia parte della vita culturalmente trasgressiva ed iniziava quel processo di redenzione che mi avrebbe portato a cercare più l’aspetto umano nelle situazioni e nelle persone.
Caos Calmo in qualche modo ha contribuito anche a questo cambiamento.
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30 Luglio – Giornata mondiale dell’amicizia

Le luci si spengono nel palazzetto…preludio di una serata certamente fantastica… come sempre per me quando c’è la musica.
Ma stasera è speciale: questa volta ci siete Voi! Per la prima volta tutte e tre ad un concerto con me!
Voi che siete entrate nella mia vita in momenti diversi, in modi diversi. Diverse da me, diverse tra voi.
Che una mia piccola idea ha fatto incontrare, conoscere, anche se ognuna conosceva l’altra tramite i racconti del mio vissuto.
Unite anche se diametralmente opposte.
Perché l’amicizia è cosi: non è univoca, non è esclusiva! L’amicizia non giudica e non prova invidia.
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A tutto volume….La vasca (Alex Britti)

A tutto volume è la rubrica musicale della Gazzetta del Sole.
Questo lunedì a scegliere la canzone da pubblicare è Katiuscia , la quale punta sulla musica Italiana.
Bisognerà fare un tuffo indietro nel tempo di almeno 20 anni, era infatti l’anno 2000 quando Alex Britti propone questa canzone intitolata, La vasca.

Titolo: La vasca
Autore: Alex Britti
Proposta da: Katiuscia


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Stefano Basello e la ricetta salvacena

Allo chef Stefano Basello del “Là di Moret” di Udine abbiamo chiesto una ricetta salva cena per tutte le casalinghe. Qualcosa di semplice, ma comunque di successo per una cena tradizionale con ingredienti sempre disponibili in casa.
E lui risponde con un piatto della sua infanzia, ricco dei sapori della cultura contadina. Sembra di sentire il profumo del pane che, già dal mattino, veniva sfornato dal forno a legna dei nonni e forse si intravvede la crema del burro battuto sulle ginocchia… gusti e profumi che vengono dal profondo del “camarin”, dal rispetto della terra, dalle tradizioni che solo una nonna sa tramandare.

LA PANADE
1 kg di pane raffermo
2 l di latte
½ l di vino friulano
100 gr di burro
1 scalogno
Olio q.b.

Portare il burro a color nocciola, unire il pane raffermo privato della crosta e tagliato a cubetti. Tostare ben bene.
Unire il latte e portare a cottura lentamente per circa 45 minuti.
Frullare a liscio.
A parte rosolare 1 scalogno tritato, con poco olio. Unire il vino e ridurre a 3/4.
Unire una piccola parte alla “panade”.
Servire ben calda per assaporare i sapori sani d’un tempo.
(La riduzione di vino non utilizzata può essere conservata in frigorifero per altre preparazioni).

Parole

Ognuno di noi sente la necessità di esprimersi e di raccontarsi attraverso forme e modi fra i più disparati: scrivere, dipingere, scolpire, fotografare, comporre sono tentativi per cercare di fermare il tempo e imprigionare le proprie emozioni, belle o brutte che siano, ma pur sempre determinanti per la nostra crescita; sono i nostri strumenti per incidere e ricordare la nostra vita, sono la possibilità di poterci ritrovare ancora una volta riguardando i lavori fatti.
Ho sempre amato le parole: ho sempre desiderato scriverle, leggerle, cantarle, ascoltarle e poi sognarle; ho divorato libri, poesie, riviste e ho ascoltato canzoni e visto film e documentari cercando sempre di rubare le parole a chi le sapeva usare, a chi sapeva rapire la mia attenzione. Ho sempre ammirato e molte volte invidiato chi ha le parole in grado di spiegare qualsiasi cosa, in grado di raccontare una storia, un amore, un viaggio. Ho sempre invidiato chi sa prendermi per mano e portarmi ovunque e in qualsiasi momento per farmi vivere un’emozione senza farmi partire.
Continua a leggere “Parole”

A tutto volume….Quali Alibi (di Daniele Silvestri)

A tutto volume è la rubrica musicale della Gazzetta del Sole.
Questo lunedì a scegliere la canzone da pubblicare è Eleonora che si fa trascinare tanto dai pezzi in cui si balla fino allo sfinimento quanto da quelli che fanno riflettere e lanciano spunti di pensiero. Daniele Silvestri è sicuramente un ottimo paroliere quando si tratta di lanciare messaggi.

Titolo: Quali alibi
Autore: Daniele Silvestri
Proposta da: Eleonora


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Storia di bigliettino

Mentre stamattina facevo una passeggiata improvvisamente ha cominciato a piovere e disdetta, la mia scritta nuova nuova ha comiciato a colare e rovinarsi. Come se non bastasse non trovo un riparo ed improvvisamente una forte ventata mi solleva da terra e mi trascina sulla strada, mi sferza tra i rami spogli degli alberi e mi fa volare lontano.Pieno di paura chiudo gli occhi e perdo i sensi lasciandomi trasportare.
Musetta, una tenera coniglietta, viveva da sola in un luogo pieno di cosa rotte che le persone buttavano, perché inutili. Con pazienza Musetta le aggiustava e con quegli oggetti si era anche costruita una bella casetta ma non riceveva mai delle visite.
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17/07/2020 Giornata mondiale delle Emoji

Faccine che passione 🙂

Come si faceva prima dell’avvento del cellulare? Ma soprattutto, come facevamo prima che nascessero le Emoji, quelle faccine così carine che ci fanno compagnia nella vita di ogni giorno, ci rallegrano la giornata? Me lo sto domandando da un po’…
La nostra vita ahimè gira intorno all’uso del cellulare, per essere dove vorremmo essere in quei momenti in cui siamo in altre cose affaccendati.
Ho conosciuto il mondo di Messaggiopoli (cit. film Emoji) e non mi dispiacerebbe per niente vivere in quel luogo in cui la maggior parte degli incontri che si fanno sono di colore giallo. Questa tonalità mi mette allegria e poi le varie facce buffe che troverei nel mio cammino ogni giorno, mi farebbero compagnia.
Aspetta, ora che ci penso mi accompagnano spessissimo: aiutano a far capire meglio il concetto che voglio esprimere. Difficile che arrivi un mio messaggio senza almeno uno di quelli; alle volte mi devo trattenere perché ne metterei molti…
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Se son libri fioriranno… – Il libro del scritore (di il scritore)

” Io, secondo me, mi piaceresse fare il scritore. Pasegiare guardando la zente che camina, si basa o ciucia il ghiaciolo co l’afa e dopo metercele nei libri. Mi piacerese che la mia facia è sul libro in dela vetrina, che dopo la Gilda lo vede chi che sono e la smete di dirmi che sono un insipià pampalugo bon da gnente.”
Il scritore è un personaggio ideato da Natalino Balasso, abitante del polesine, anima semplice che scrive delle cose della vita di tutti i giorni e lo fa nello stesso modo in cui parla, nel suo adorato dialetto veneto, l’unico che conosce per altro.
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Un uragano…dà pane. Spezzato ma fragrante: il bosco rinasce in tavola.

Che cosa succede dopo una tempesta distruttiva come Vaia, nell’ottobre 2018 in Friuli?
Lo chef Stefano Basello impasta amore per il territorio; studio delle tradizioni e perizia dell’artigiano: succede che il pane profuma di bosco e la tavola risarcisce ciò che l’uragano ha distrutto.
Come ti è venuta l’idea di fare del pane di corteccia?
Cinque anni fa con l’aiuto di Valeria Margherita Mosca ho approfondito l’utilizzo di erbe, radici e fiori proprio come si faceva un tempo. Ci siamo innamorati delle cortecce e delle farine di sussistenza. Una pratica usata in tempo di povertà e, dopo il disastro Vaia, i nostri studi sembravano proprio utili per aiutare il territorio.
Quali difficoltà hai incontrato?
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A tutto volume….Le ragazze di Osaka (di Eugenio Finardi)

A tutto volume è la rubrica musicale della Gazzetta del Sole.
Questo lunedì a scegliere la canzone da pubblicare è Michele, che da buongustaio va a rispolverare un grande successo di un cantautore Italiano sempre molto apprezzato, Eugenio Finardi.
Una voce riconoscibile tra tutte.

Titolo: Le ragazze di Osaka
Autore: Eugenio Finardi
Proposta da: Michele


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L’ aperitivo del muretto

In questo momento di “pausa collettiva”, in cui ognuno di noi vive la propria
quotidianità a casa, isolato dagli altri, si sperimentano cose nuove, alcune a cui non avevamo mai pensato, altre che ci sarebbe tanto piaciuto fare ma abbiamo accantonato per quando ne avremmo avuto il tempo.
Così c’è chi sperimenta nuove ricette, riscoprendosi cuoco provetto e magari mettendo in pratica tutte quelle cose seguite nei vari talent dedicati alla cucina visti alla tv, c’è chi fa corsi on line, chi lavora da casa, chi si allena seguendo i vari programmi in diretta streaming, chi fa le pulizie di primavera talmente approfondite da giurare che non le farà mai più così!
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Se son libri fioriranno… – Emily Dickinson – Poetessa ribelle

Emily Dickinson, è senza dubbio una delle mie poetesse preferite. Nelle sue poesie ho sempre trovato l’amore per la natura e la ricerca della solitudine. I suoi versi profumano di felicità, descrivono il mondo con parole che suscitano emozioni tali da toccarmi il cuore.
Mi incuriosiva capire chi fosse questa misteriosa donna, che spesso trovo ritratta vestita di nero, con i capelli raccolti e con questo sguardo che penetra nel profondo. Ho cercato di comprendere come una persona, con una tale conoscenza della bellezza delle parole, abbia potuto scegliere l’esilio.
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Il valore di una poesia

Drin, drin, drin…

Il suono lacerante che mi avvisa di una chiamata sul telefono fisso invade, devastandolo, l’ovattato silenzio in cui è immerso il corridoio di casa.
Corro fuori dalla stanza in cui mi trovo per interrompere quell’ irritante frastuono.
“Pronto”
…….
“Pronto!”
……..
nessuno risponde, seccato sto per riagganciare la cornetta quando dopo altri due secondi d’attesa una voce femminile pronuncia decisa un’unica parola: valore!
………
ora sono io che taccio; ho riconosciuto la voce amica……
………
ancora silenzio, ma non cedo, non gli rivolgo la parola, voglio capire perché mi ha chiamato….
………

VALORE

Considero valore ogni forma di vita, la neve, la fragola, la mosca.
Considero valore il regno minerale, l’assemblea delle stelle.
Considero valore il vino finché dura il pasto, un sorriso
involontario, la stanchezza di chi non si è risparmiato,
due vecchi che si amano.
Considero valore quello che domani non varrà più niente
e quello che oggi vale ancora poco.
Considero valore tutte le ferite.
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Attimi di indissolubile intimità – Giornata mondiale del bacio

La stanza è buia. Solo alcuni faretti puntati su di loro. Due amanti si baciano teneramente avvolti in un abbraccio infinito.
La luce che li avvolge è quella del loro amore. Sa di passeggiate sulla sabbia grigia d’inverno, profuma di raggi dorati che penetrano tra le foglie di un bosco brillante d’estate. Lo sfondo dorato è l’indissolubile colore degli anelli che indossano: d’oro è la fedeltà di una promessa anche quando qualche nebbia è loro d’inciampo.
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A tutto volume….Cosa sono le nuvole (di Domenico Modugno)

A tutto volume è la rubrica musicale della Gazzetta del Sole.
Questo lunedì a scegliere la canzone da pubblicare è Elisa, la quale ha aperto il baule dei ricordi per trovarci dentro un pezzo del maestro Domenico Modugno, un’autore che non solo ancor oggi con le sua parole conquista i più sentimentali, ma anche un filone musicale che oramai nella cultura Italiana è diventato eterno.

Titolo: Cosa sono le nuvole
Autore: Domenico Modugno
Proposta da: Elisa


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Le fatiche di Michelangelo Buonarroti

Le fatiche di Michelangelo Buonarroti.

Mi sono trovato spesso ad ammirare le opere del nostro patrimonio artistico ed architettonico. Una delle cose che più mi affascina e stupisce è ammirare le loro dimensioni.
Tutti percepiamo il Colosseo come un’opera gigantesca, ma paragonata agli edifici attuali quanto grande è quest’opera?
In questa serie di articoli proverò a fare alcune comparazioni.
Iniziando da San Pietro a Roma che, nel mondo, è sicuramente il luogo che detiene da solo la più grande ricchezza della storia dell’architettura, della scultura e della pittura.
E se si parla di San Pietro non si può non parlare di Michelangelo Buonarroti e della sua immensa fatica: la Cappella Sistina.
Un magnifico articolo su Michelangelo, scritto da Giulio Busi, dal titolo “Per la Cappella Sistina Michelangelo gettò a mare l’«opera» di Bramante” lo potete trovare sul sito del Sole 24 ore.
Continua a leggere “Le fatiche di Michelangelo Buonarroti”

Se son libri fioriranno… – Lettere a un giovane poeta (di Reiner Maria Rilke)

Lo ritrovo d’estate, dopo qualche estate senza vederci. Lo ritrovo dopo una passeggiata sull’omonimo sentiero sul Carso, eppure è sempre stato in bella vista tra i grandi: Leopardi Petrarca e Montale gli fanno compagnia sullo scaffale; “poeti preferiti” è la classificazione mentale attribuita al quartetto.
Le Lettere di Rainer Maria Rilke sono un libretto che nell’edizione Adelphi contiene tre brevi scritti: le lettere indirizzate al giovane scrittore Kappus, quelle a una giovane signora e un breve scritto Su Dio.
Continua a leggere “Se son libri fioriranno… – Lettere a un giovane poeta (di Reiner Maria Rilke)”

Non rifiutiamoci un libro sospeso

Plastica, libri e dintorni
La tutela del nostro ambiente è un tema sempre attuale. Negli ultimi tempi è diventato ancora più urgente prendersi cura del mondo in cui viviamo e trasmettere questi valori alle nuove generazioni perché possano fare scelte consapevoli nel rispetto della natura che ci circonda.
Sicuramente l’inquinamento derivante dall’utilizzo massiccio e indiscriminato della plastica negli ultimi decenni è uno dei temi più caldi in materia di ecologia. Tutti noi abbiamo guardato increduli le immagini delle isole di plastica presenti nell’oceano Pacifico e Atlantico; enormi aree di immondizia, composte per lo più da materiali plastici come bottiglie e imballaggi, che hanno iniziato ad accumularsi a partire dagli anni 80 e hanno raggiunto oramai le dimensioni di continenti.
Continua a leggere “Non rifiutiamoci un libro sospeso”

A tutto volume….Combattente (di Fiorella Mannoia)

A tutto volume è la rubrica musicale della Gazzetta del Sole.
Questo lunedì a scegliere la canzone da pubblicare è Marta.
La sua è una scelta dettata dal cuore, ha puntato tutte le sue carte su un pezzo dedicato alle donne che lottano, alla resistenza, un inno assoluto alla vita.

Titolo: Combattente
Autore: Fiorella Mannoia
Proposta da: Marta


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La magia del disordine

Lo sapevate che gli efficientissimi magazzini delle piattaforme d’acquisto online non seguono nessun criterio di catalogazione se non quello di arrivo e dello spazio che libri, giocattoli e scarpe occupano?
Vi è mai capitato di girare per casa con le mani piene di oggetti da sistemare al posto giusto e di sentirvi dentro un moto perpetuo che non avrà mai fine?
E se non esistesse il “posto giusto” per ogni cosa? E se tutto questo sforzo di contenere, limitare, inscatolare il disordine fosse solo una disfunzione del nostro modo di vedere le cose?
Vi siete mai chiesti se, alla fine, non abbiano ragione loro, i disordinati?
Non per andare per forza controcorrente, ma alla magia del riordino della giapponese Marie Condo, vorrei contrapporre i lati affascinanti del disordine.
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Se son libri fioriranno… – Le tre lame (di Claudio De Michielis)

Tre ragazzi, un viaggio nel tempo, un sigillo, una spada. Camminare per giorni, attraversare boschi e foreste, scoprire nuove rivelazioni.
Sono solo alcuni degli elementi che si trovano all’interno del libro Le tre lame: l’avventura di tre ragazzi dei giorni nostri, che però vengono catapultati nel nostro mondo tra qualche secolo, ritrovandosi davanti una società simile a quella medievale.
Il loro viaggio, o meglio, la loro missione, sarà accompagnata da uomini come loro, ma anche Troll, Elfi e Nani, per sconfiggere le forze del male che stanno per prendere il sopravvento sul pianeta. Chi vincerà la lotta tra Bene e Male?
Un libro perfetto per gli amanti del fantasy o per scoprire se lo si è (come è successo a me), ma sconsigliato a chi non vuole rimanere sulle spine in attesa del secondo libro, “Il Brando di Helash”.

Laura Michelizza

Perdersi in un abbraccio

In condizioni normali si da tutto per scontato … o forse no?
Non sono una persona che dà tutto per scontato, mi emoziono per le piccole cose. Cerco di essere grata di ogni singolo particolare che mi accade.
Ma la vorticosità con cui scorre il tempo, mi impedisce di essere presente al 100% per ogni istante della situazione che sto vivendo. Ogni tanto ho l’impressione di perdermi degli attimi fondamentali.
Sono abituata a guardare negli occhi le persone, ad osservare il viso di quelli che incontro per strada. Sono un essere che vive per il contatto con la gente e nell’abbraccio racchiudo tutta una serie di sentimenti che, alle volte, con le parole non è facile trasmettere.
Sono molto razionale, ma nello stesso tempo emotiva.
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A tutto volume….More than words (Extreme)

A tutto volume è la rubrica musicale della Gazzetta del Sole.
Questo lunedì a scegliere la canzone da pubblicare è Monia, il pezzo di maggior successo di una band statunitense che ebbe il suo maggior successo a metà degli anni novanta e che con questa canzone scrisse nonostante tutto un pezzo di storia.

Titolo: More than words
Autore: Extreme
Proposta da: Monia


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Io, lo Yoga, il solstizio

Il 21 giugno è davvero una giornata speciale per me. Innanzi tutto perché, il 21 giugno di alcuni anni fa, sono nata e quindi ho ricevuto il dono della vita.
Mi sono sempre ritenuta fortunata di essere nata in un giorno così importante: il solstizio, l’inizio dell’estate che, si sa, è la stagione più amata.
Anni fa, quando cominciai a praticare yoga, per me questa data era già importante così. Poi accadde qualcosa che, per la seconda volta, fece diventare questa data un dono meraviglioso.
Nel 2014, su proposta del Primo Ministro dell’India Narendra Modi, l’ONU ha approvato l’istituzione dell’INTERNATIONAL YOGA DAY, scegliendo come data proprio il 21 giugno.
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Se son libri fioriranno… – Soltanto vive (59 monologhi)

“… Eppure ti credevo, sì, ti credevo! Come quando da piccoli si crede, che in cielo, ci sia qualcuno a spingere le nuvole!”
Questa è solo una delle 59 storie, delle 59 voci, delle 59 donne che la violenza e l’abuso hanno segnato indelebilmente. Qui diventano parole “salvate” per liberare nell’aria il silenzio e dare ad esso voce; un silenzio che non può più essere taciuto. Sono tante le donne rinchiuse tra le mura domestiche, che non hanno la forza di opporsi a tale brutalità per paura o per vergogna; perché cresciute in una cultura che insegna loro a subire e sopportare, spacciando i maltrattamenti a cui sono sottoposte per normalità. Ma la violenza non è solo fisica. Spesso molte donne subiscono una manipolazione mentale che le conduce all’isolamento ed al silenzio.
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La mia pioggia

La mia PIOGGIA

Ho sempre amato la pioggia, mi è sempre piaciuto camminare sotto la pioggia, senza un programma, senza una meta precisa, senza ombrello, mi piace farlo per conoscere meglio le stagioni, per comprendere cosa siano realmente i colori, il giallo, il marrone, l’arancione, il verde e il rosso, il colore delle foglie degli alberi, dei fiori, dei vitigni, cosa siano i tetti rossi delle case, cosa sia il blu scuro di un mare arrabbiato e senza confini, oggi vorrei camminare per scoprirli tutti, osservarli e farli miei, regalarmeli, riempirmi gli occhi e l’anima, oggi sotto questo cielo vorrei camminare, respirare, pensare, sognare e perché no, oggi vorrei anche saltellare felice dentro qualche pozzanghera.
Sono quasi stordito dai profumi che riempiono l’aria, il mondo bagnato e diverso da quello asciutto e sprigiona essenze inespresse che però diventano addirittura udibili e amabilmente riconoscibili quando si impossessano e si espandono nell’aria.
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Giornata mondiale della giocoleria

Quante volte nella vita di tutti i giorni vi sentite dei giocolieri? Mai? Sicuri?
Se ci pensate bene, ogni giorno in cui siamo impegnati in milletrecentocinquanta cose da fare, siamo giocolieri a tutti gli effetti ma non ce ne accorgiamo. Tante volte riusciamo a fare delle cose difficilissime facendole sembrare molto semplici. La giocoleria è proprio come quello che solitamente facciamo tutti, ogni giorno.
È una disciplina molto seria che richiede notevoli abilità se si vuole praticare ad un buon livello.
Ogni volta che vedo qualche spettacolo rimango a bocca aperta, ritornando bambina. Gli artisti riescono a far sembrare delle azioni veramente complicate molto facili, ma se ci provi tu, capisci che proprio proprio così alla portata di tutti non sono. Continua a leggere “Giornata mondiale della giocoleria”

Giornata mondiale del vento

Amo il vento, quello che muove i fili d’erba nei prati incolti. Sa di vita e di libertà. Di sogni e sguardi rapiti dei bambini che osservano le evoluzioni degli aquiloni.
Il vento sa di quiete quando scuote le chiome degli alberi nelle pinete del lungomare o come quando sussurra dietro ad un balcone poco serrato. Accompagna lo scalatore tra i sentieri e le vette, mentre il profumo di resina e di bosco attraversa i monti e le valli alpine e le aquile, placidamente, volano tra le cime più impervie.
Sa del freddo pungente della Bora che attraversa il nord Europa fino a noi, o dell’abbraccio caldo dello Scirocco estivo che avvicina i continenti.
Mi piace quando sventola nelle bandiere degli stabilimenti balneari, sa di una buona giornata estiva; quando ti siedi ai bordi del bagnasciuga ad osservare le piccole imbarcazioni sull’orizzonte.
Le immagino con le vele gonfie avventurarsi nell’Adriatico nella curiosità di sapere dove andranno. Sospinte ed inclinate sui bordi fino a farle sfiorare l’acqua mentre s’allontanano.
Amo la sua forza nelle giornate tempestose, quando preme con forza le onde del mare increspandole, o quando spazza la polvere delle piazze delle citta’mentre il mondo corre per mettersi al riparo.
Amo la Bora che spazza il Carso e ti costringe ad affrontarla per rimanere in piedi.
Il vento è emozione, trasporto, profumo, paura. Il vento può essere una carezza estiva o uno schiaffo d’umiltà al cospetto della natura.
Non potrei immaginare un mondo senza di lui perché sarebbe un mondo noioso e con poche emozioni.
Questi sono i motivi per festeggiarlo il 15 giugno nella giornata mondiale del vento. Vi lascio infine con i versi di una bellissima poesia di un grande scrittore.

Vida Michele

Ti manderò un bacio con il vento.

Ti manderò un bacio con il vento
e so che lo sentirai,
ti volterai senza vedermi ma io sarò li.
Siamo fatti della stessa materia
di cui sono fatti i sogni
Vorrei essere una nuvola bianca
in un cielo infinito
per seguirti ovunque e amarti ogni istante.
Se sei un sogno non svegliarmi.
Vorrei vivere nel tuo respiro
(Mentre ti guardo muoio per te
Il tuo sogno sarà di sognare me
Ti amo perché ti vedo riflessa
in tutto quello che c’è di bello)
Dimmi dove sei stanotte
ancora nei miei sogni?
Ho sentito una carezza sul viso
arrivare fino al cuore.
Vorrei arrivare fino al cielo
e con i raggi del sole scriverti ti amo.
Vorrei che il vento soffiasse ogni giorno
tra i tuoi capelli,
per poter sentire anche da lontano
il tuo profumo!
(Vorrei fare con te quello
che la primavera fa con i ciliegi)

Pablo Neruda.

A tutto volume….Un giorno credi (di Edoardo Bennato)

A tutto volume è la rubrica musicale della Gazzetta del Sole.
Questo lunedì a scegliere la canzone da pubblicare è Andrea, che sceglie di prendere la macchina del tempo e tornare nel lontano 1973, anno in cui Bennato scrive le bellissime parole di questa canzone.

Titolo: Un giorno credi
Autore: Edoardo Bennato
Proposta da: Andrea


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Storie da prof nell’era dei social – NOTE A MARGINE Portami il diario: un blog di classe

“Portami il diario!”: tre parole da far accapponare la pelle.
In questo blog però ci sono i racconti di Valentina Petri, 42, prof. di lettere all’IPSIA Lombardi di Vercelli. E in questi racconti tutta la fiducia nelle fatiche quotidiane di molti docenti.
Da collega le chiedo se c’è un motivo per tale fatica: lavorare a contatto con le persone, la responsabilità di oltre venti minorenni tutti insieme, ciascuno con le sue specificità, il vincolo della burocrazia che richiede molte energie.
Ci sono ragazzi più faticosi di altri? Ogni ragazzo è diverso a seconda dell’insegnante che ha di fronte. È una grande palestra di convivenza, la scuola: gli scontri, i confronti, l’urgenza di parlare di qualcosa che esula dalla lezione del giorno.
Che cosa ti scoraggia particolarmente? L’immagine che emerge nell’opinione pubblica: il lavoro privilegiato per ferie e per orario; siamo in tanti invece a metterci il massimo impegno!
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Se son libri fioriranno… – La vita inizia quando trovi il libro giusto (di Ali Berg e Michelle Kalus)

Questo libro mi era stato suggerito da un’ amica ad una serata del club del libro,
inizialmente era finito sulla lunga lista dei libri da leggere, come ogni lettore
compulsivo che si rispetti c’è sempre una lista lunghissima di libri che vorresti leggere e che si riempie sempre più velocemente di quanto tu possa svuotarla leggendo.
Molto probabilmente, se non mi fosse stato segnalato, non sarebbe mai entrato nei miei radar, non è proprio il genere di titoli che mi attraggono di solito, dopo aver concluso una lettura molto impegnativa però sentivo l’esigenza di qualcosa di totalmente diverso e leggero.
È stato molto facile e naturale ritrovarsi immersi nella lettura di questo romanzo fresco, divertente e coinvolgente, pieno di riferimenti letterari di grandi classici e successi contemporanei in cui ogni lettore appassionato può ritrovarsi.
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A Pordenone nasce la “stoviglioteca”

A Pordenone nasce la “Stoviglioteca”
Un’idea super Green che sposa in pieno quella di due mamme che hanno fatto proprio uno stile di vita amico dell’ambiente, facendo di questa consapevolezza un impegno concreto per ridurre l’uso della plastica e salvaguardare l’ecologia.
Loro sono Delia Piccinin, educatrice professionale a Conegliano e Alessia Anese, che da 7 anni gestisce il nido domiciliare CARL&ELLIE di Pordenone, due splendide mamme che hanno deciso con l’arrivo delle prime figlie di entrare nel mondo dei pannolini lavabili spinte dal desiderio di limitare l’utilizzo di quelli usa e getta dannosi per l’ambiente e anche per i bambini. Così è nata la loro sensibilità verso l’utilizzo di prodotti più ecologici per tutta la famiglia.
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Buon compleanno Paperino

9 giugno 1934, dalla mente di Walt Disney nasce Paolino Paperino più noto semplicemente come Paperino, un papero bianco con becco e piedi arancioni e solitamente indossa una blusa e un berretto da marinaio.
È stato definito «l’antieroe per eccellenza, l’incarnazione dell’uomo medio moderno, con le sue frustrazioni, i suoi problemi, le sue nevrosi», all’apparenza sfortunato, pigro, pasticcione ma alla fine cresce da solo tre nipotini e la bella Paperina sceglie lui e non il fortunatissimo Gastone.
E ‘ in assoluto il più simpatico abitante di Paperopoli e quando serve indossa i panni del supereroe, con tuta e mascherina diventa Paperinik e a bordo della sgangherata 313, ricca dei marchingegni inventati da Archimede, diventa il nemico giurato della Banda Bassotti, della fattucchiera Amalia, di Maga Magò, di Macchia Nera, di Pietro Gambadilegno e Trudi e protegge le notti i sogni di tutti gli abitanti

Un vero eroe
Buon compleanno Paperino!!!

De según como se mire, todo depende

UNA MUSICA CHE FINISCE È UNA MUSICA CHE COMINCIA

“Se capovolgi il mondo lo specchio ti riflette”: è tutta una questione di punti di vista.
Pau Dones, per tutti Jarabe De Palo, pochi giorni fa aveva annunciato il suo ritorno in scena dopo il silenzio dovuto alla malattia che lo ha colpito nel 2015. E in scena ci è tornato, ma debuttando sul palco degli immortali: la sua famiglia ne annuncia oggi la scomparsa che a capovolgerla rivela la profezia del suo annuncio.
E se capovolgi il mood del tormentone estivo come La Flaca, scopri anche che il cantante, nonostante il male, l’estate scorsa si era dedicato al volontariato in Nepal.
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A tutto volume….Chinatown (Caparezza)

A tutto volume è la rubrica musicale della Gazzetta del Sole.
Questo lunedì a scegliere la canzone da pubblicare è Elisa.
Caparezza è un paroliere che indipendentemente dai gusti musicali riesce spesso a mettere d’accordo chi ama il suo genere e chi invece più semplicemente apprezza parole che lasciano un segno.

Titolo: Chinatown
Autore: Caparezza
Proposta da: Elisa


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Il bizzarro equilibrio del naturismo.

Mentre l’uomo rimane sempre più incastrato negli ingranaggi sociali, persiste il conflitto interiore legato alla mancata accettazione della propria fisicità, quando invece dovremo aver oramai sdoganato il confronto quotidiano tra il nostro corpo e l’impatto con la terra che ci ospita, tant’è che in Italia, nel 2020, non c’è ancora una legge che regolamenti il naturismo, movimento nato a fine ‘800 e che nel nostro paese fa discutere da oltre 30 anni senza mai un nulla di fatto.
E’ il caso di premettere che il pomodoro sta alla pizza quanto la nudità sta al naturismo, questo a dimostrazione del fatto che il pomodoro sia solo uno degli ingredienti di una ricetta molto più complessa, proprio come la nudità è solo un aspetto della dottrina naturista.
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Se son libri fioriranno… – Quel che affidiamo al vento (di Laura Imai Messina)

“Visto da lì il cielo pareva pieno di crepe”

Questo libro racconta di emozioni e lo fa in un modo talmente dolce da renderne la scrittura delicata. È un romanzo che parla di perdita e allo stesso tempo di rinascita. Affrontare il tema della morte non è mai facile e l’autrice lo fa guidandoci verso un diverso punto di vista, infondendo speranza nel cuore di chi lo legge la stessa vissuta dai personaggi di questa meravigliosa storia che cela al suo interno messaggi che ti costringono a guardarti dentro.
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Non ti rifai la camera? All’Antony Hotel puoi piantare un albero.

Un biglietto da visita in carta riciclata: dentro, alcuni semi e l’invito a piantarli dopo aver salvato i contatti. 
La direttrice dell’ Antony Hotel  di Mestre, Anna Mazzolin, guarda quel rettangolino bianco e capisce subito di aver a che fare con qualcosa di innovativo e decisamente green.
Incuriosita, chiede ad Alessandro, il ragazzo gentile che le sta di fronte, di spiegarle di cosa si occupa l’azienda che ha fondato insieme ad altri due amici.
Non disturbare: sto salvando il pianeta.
Up2you propone ad hotel e strutture ricettive una soluzione che coniuga sostenibilità e risparmio: rinunciando al rifacimento della camera, gli ospiti hanno la possibilità di piantare un albero e contribuire a progetti di riforestazione in Italia e all’estero.
Anna decide di sperimentare la proposta: l’Antony Hotel diventa una delle prime strutture in Italia ad adottare la soluzione green ideata da Up2you.
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A tutto volume….Stand by me (Ben E. King)

A tutto volume è la rubrica musicale della Gazzetta del Sole.
Questo lunedì a scegliere la canzone da pubblicare è Genny che sceglie di fare un tuffo nel passato catapultandoci nel 1961 e proponendo una canzone a cui molti di noi sono legati per un motivo o per l’altro.

Titolo: Stand by me
Autore: Ben E. King
Proposta da: Genny


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L’ umano oltre la webcam

Molti si sono preparati con corsi di formazione specifica. Abilitati. Molti di più si sono addestrati sul campo giorno dopo giorno. Assoldati. I più ci sono entrati dopo rigorose selezioni. Arruolati. Ma chi veramente era pronto per la scuola a distanza?
La scuola italiana è un universo di cui si dice di tutto e di più: chi dice che abbia un percorso formativo eccellente, chi la combatte perché classista, chi la biasima perché non up-to-date, chi sottolinea l’assenza di fondi che ti impedisce perfino la carta igienica nei bagni (se poi c’è, ci pensano gli studenti che, si sa, non han riguardo delle cose della scuola: è testimoniato da stratificazioni di chewin-gum sotto ai banchi), figuriamoci la didattica individualizzata per competenze e i compiti di realtà.
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Se son libri fioriranno… – Colpo su colpo (di Riccardo Gazzaniga)

In una Genova ferita da un ponte spezzato, che come un’ombra si proietta sulla vita dei personaggi di questo romanzo.
Giada, una ragazza di sedici anni che vive il conflitto interiore della propria omosessualità, recentemente ammessa ai propri genitori, la dura accettazione di se stessa, incastrata tra amici e ragazzi che la vogliono schiacciata dai canoni sociali, trova nella disciplina del savate, uno sport di combattimento, l’unico sfogo utile a convivere con la dura realtà.
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Il muro della gentilezza

Se non ne hai bisogno lascialo. Se ne hai bisogno prendilo
In una società che ci spinge ad innalzare muri per dividere, ecco che nasce il muro della gentilezza, un posto dove chiunque può donare qualcosa di suo a chi ne ha più bisogno.
L’iniziativa è nata nel 2015 a Mashhad, una metropoli nel nord est dell’Iran, con lo scopo di offrire cappotti e coperte ai senzatetto per proteggersi dal freddo letale dei mesi invernali. Accolta con grande successo, l’iniziativa ha iniziato a spopolare sul web ed è stata adottata nel giro di poco tempo da molte città in tutto il mondo, fino a raggiungere l’Italia dove da Nord a Sud sono iniziati a comparire i muri con i cappotti e indumenti caldi appesi.
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A tutto volume….Altrove (Eugenio in via di Gioia)

A tutto volume è la rubrica musicale della Gazzetta del Sole.
Questo lunedì a scegliere la canzone da pubblicare è Martina che lasciandoci perplessi ha proposto un pezzo sicuramente interessante.

Titolo: Altrove
Autore: Eugenio in via di Gioia
Proposta da: Martina


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