Tempo curvo

Tempo curvo / revisione
“Maestro la trovo pensieroso.”
“Oh ragazzo! Mi frulla in testa uno strano pensiero. Ha a che fare con la questione del tempo.”
“Sono curioso.”
“Allora… tutti noi scandiamo il tempo in senso lineare. Secondo la connessione spazio-tempo, viene naturale suddividere la vita in un qui e quando che rappresentano eventi accaduti nel passato, o che si manifestano nel presente, oppure che si presuppone avverranno nel futuro… secondo un libero arbitrio”
“Semplicistica relatività ristretta…”
“Ora arrivo al dunque… e se questa linearità non esistesse affatto?”
“….”
“Prendi il principio del tempo minimo di Fermat…”
“Ovvero: di tutti i possibili cammini che un raggio di luce può percorrere per andare da un punto ad un altro, esso segue quello che richiede il tempo più breve…”
“Sarebbe più corretto affermare che la luce segue sempre un percorso estremo, cioè che minimizza o massimizza il tempo… ad ogni buon conto, se consideriamo tale principio in senso filosofico, il concetto di percorso più rapido non sussiste a meno che la luce non conosca già in anticipo una destinazione specifica! Prima della partenza! La causa-effetto della rifrazione non esiste, la luce ha già come obiettivo un determinato punto e non cambia direzione perché tra due superfici c’è un indice di rifrazione diversa!”
“Continui.” Continua a leggere “Tempo curvo”

NONSOLOCOSEBELLE

Questa mattina ho letto una frase tratta dal film “Will Hunting – Genio Ribelle” che citava: “Avrai momenti difficili, ma ti faranno apprezzare le cose belle alle quali non prestavi attenzione.”
Eh già… perché non vi prestiamo attenzione? Perché siamo così abituati a dare per scontato la vita e le opportunità che ci offre, da dimenticarci di apprezzare le cose belle sino a che non viviamo delle difficoltà?
In realtà tutte le esperienze che viviamo possono ricordarci l’importanza di apprezzare la vita, bella o sfidante che sia. Lo comprendiamo, tuttavia, solo quando scegliamo di sviluppare il sentimento di gratitudine per la vita in genere, che ci consente di dare valore ad ogni esperienza e di apprezzarla negli insegnamenti che per noi racchiude.
I momenti belli passano sempre veloci, quelli difficili sembrano essere interminabili… eppure il modo con il quale ognuno di noi li vive, li accoglie e li elabora al proprio interno, determina una percezione molto soggettiva… questo “COME” fa la differenza, perché ci consente di vivere gli eventi in un nostro tempo personale con le nostre emozioni, che possono essere di inquietudine, ansia, rabbia, tristezza, delusione oppure di gratitudine, fiducia, serenità, sicurezza, amore.
Cosa ci impedisce di apprezzare le cose che viviamo? Non sarebbe bello allenarci alla gratitudine per gonfiare il cuore così tanto da farci trovare più forti e ricchi alla prossima difficoltà? Ci aiuterebbe ad “immagazzinare” il senso della vita e a dargli un significato che solo noi potremo scegliere quale sarà.
La vibrazione della gratitudine ci riempie, non ci fa percepire mancanza bensì pienezza, innalzando così le nostre difese (sì, anche quelle immunitarie!) e ci permette di trasformare anche le situazioni più difficili in qualcosa che era lì per noi, per farci crescere e migliorare.
La vita è bella e, insieme all’amore, è il dono più grande che riceviamo.
Vogliamo farcela scivolare via senza arricchircene giorno per giorno?
Possiamo fare un passo avanti, rivolgendo il primo Grazie a noi stessi.
…Grazie!

Cristina Gnan

Consigli di lettura – Il fiume a bordo

IL FIUME A BORDO
Angelo Floramo – Mauro Daltin – Alessandro Venier

Tre uomini e un furgoncino Volkswagen, ma non uno qualunque, uno di quelli degli anni settanta, iconografia classica del periodo hippie, con alle spalle un numero di chilometri da Guinness e l’aria di aver vissuto un’infinità di avventure, tanto da guadagnarsi il diritto ad un nome proprio: Molly.
Tre amici che, con tempi e ritmi dettati dalla vecchia signora, decidono di seguire l’itinerario dei due fiumi più grandi che attraversano il Friuli, il Tagliamento e l’Isonzo. Partendo dalla sorgente e seguendone il percorso fino alle foci sarà inevitabile ritrovarsi sia in Veneto che in Slovenia ad ascoltare le storie della gente che vicino al fiume è cresciuta e ne ha subito le influenze. Continua a leggere “Consigli di lettura – Il fiume a bordo”

Gli amici

Se hai un amico sei fortunato, se ne hai più di uno hai trovato il TESORO.
Essendo il mio essere pieno di sfaccettature come un prisma, non tutti i miei amici riescono a seguirmi nelle molte strade che intraprendo, ma ognuno di loro conosce una o più parti di me stessa.
D’altronde neppure io mi conosco a fondo, quindi, come potrebbero le persone vicine a me sapere tutto?
Molti di loro mi aiutano a guardarmi più in profondità, coinvolgendomi in nuovi progetti e sfide.
Fino a poco tempo fa non avrei mai pensato di scrivere i miei pensieri per esternarli a un pubblico… credevo di non esserne capace o ciò che avevo da dire non fosse interessante per gli altri. Continua a leggere “Gli amici”

Il codirosso dispettoso (tratto da una storia vera)

Tutto ebbe inizio in un giorno di primavera quando in giardino arrivò un piccolo, bellissimo uccellino che a guardarlo era veramente un incanto.
Non era come gli altri che di solito svolazzavano li intorno: tortore, colombi, passerotti, merli e corvi; questo aveva un modo tutto suo di cantare, ed era molto colorato: grigio nella parte superiore, con la testa nera e la fronte bianca. Ma la parte più bella era la parte inferiore arancio rossiccia che quando rimaneva sospeso in volo faceva un effetto meraviglioso e colorato.
Dopo qualche giorno di osservazione i padroni di casa notarono che in realtà non era solo; ce n’erano due e con colori diversi. L’altro era ancora più rosso e arancio anche nel petto. Una vera meraviglia della natura.
Oramai, stregati dai nuovi visitatori, non poterono fare a meno di andare alla ricerca di informazioni sul loro conto, scoprendo così che gli sconosciuti erano in realtà dei Codirosso; un maschio e una femmina. Piccoli volatili migratori che arrivano con la bella stagione per scegliere il luogo ideale dove fare il nido e riprodursi. Continua a leggere “Il codirosso dispettoso (tratto da una storia vera)”

19 Marzo

“I padri devono sempre dare, per essere felici.
Dare sempre, l’esser padre sta in questo “
Honoré de Balzac

Ci sono gli uomini e poi, poi ci sono i papà……
19 marzo, forse solo un numero, solo un giorno, solo una festa come ce ne sono tante ma anche un momento per fermarci a pensare a tutte quelle persone speciali, a tutti quei papà che aiutano a crescere, aiutano a diventare grandi, a tutti quei papà che prendono la mano dei loro bimbi appena nascono e non la lasciano mai, a tutti quei papà che ci sono sempre, a tutti quei papà che ridono, sgridano, insegnano, capiscono e camminano assieme ai loro bambini orgogliosi di essere i loro papà. Continua a leggere “19 Marzo”

Festa del papà

19 marzo – Festa del papà

Da bambina vedevo la mia manina scomparire nella tua, il naso all’insù lo sguardo rapito come davanti ad un’opera d’arte.
Il mio eroe, la mia roccia granitica che nulla avrebbe potuto scalfire, la fonte inesauribile della mia sicurezza.
Il periodo dell’adolescenza quello più intenso, amore e odio di pari intensità, gli inevitabili scontri di due generazioni a confronto, io ribelle indomabile in cerca di autoaffermazione, tu in trincea a difendere confini consolidati minati dal nuovo che avanza. Continua a leggere “Festa del papà”

Cinque consigli antipioggia

Piove. Piove. Piove e ancora piove.
La noia regna sovrana.
Se il vostro problema è che non sopportate il cosiddetto maltempo, questo è l’articolo che fa per voi.
Prima di tutto una giornata uggiosa è l’ideale per rimettere in ordine quell’armadio in cui avete nascosto il non più nascondibile. Una cosa alla volta, piano piano, e alla fine vi sentirete meglio.
Secondo voi è ancora poco per riempire interminabili ore gocciolanti? Allora prendete in mano quel libro che vi attende da mesi: non saranno mai troppe le pagine se il finale vi lascerà col fiato sospeso. Continua a leggere “Cinque consigli antipioggia”

Sensi: Udito

Sensi: Udito
A volte mi chiedo come riuscirei a vivere senza musica.
Credo che se mi mancasse l’udito, certo comunicare sarebbe complicato e difficile, ma il linguaggio dei segni e gli altri sensi mi aiuterebbero a farlo se pur in modo complesso.
Non avere l’onore di sentire uno strumento suonare, un amico cantare, il pianto di un bimbo, il cinguettio degli uccellini, il fragore del tuono, lo sciabordio del mare.
Il vento tra le foglie degli alberi, la pioggia che cade prepotente sul tetto, le campane che scandiscono le ore.
La compagnia allo scoppio di una risata amica, il tintinnare dei bicchieri ad un brindisi.
Il pianto da consolare di una persona cara, l’emozione ai concerti.
Come potrei vivere in un mondo senza l’onore di sentir pronunciare forte il mio nome? Senza provare l’emozione di sentire chiamare Mamma, “ia matta” (zia Marta), amore mio?

Marta Santin

Tu sei nato per essere felice

Quando sei felice facci caso!
Gandhi diceva: “La felicità è quando ciò che pensi, ciò che dici e ciò che fai sono in armonia”
È davvero possibile che la ricetta per la felicità suprema sia racchiusa in poche, semplici parole? Sembra più facile a dirsi che a farsi. Sicuramente invece potrebbe rivelarsi una buona base di partenza, una linea guida se vogliamo, per ispirare le nostre azioni, da quelle più superficiali a quelle più profonde. Allora perché è così difficile essere felici? Può davvero dipendere da uno stato di eterna insoddisfazione?
Io credo che l’essere umano abbia un’anima piuttosto complicata, spesso vincolata all’altrui pensiero, quasi a discapito di ciò che realmente sente. In molte occasioni mi è capitato di essere ciò che gli altri si aspettavano, non considerando quanto, l’agire in quel modo, limitasse la mia personalità. Poi con il tempo ho cominciato a domandarmi se ne valesse davvero la pena.
Raggiungere la pienezza, quella sensazione di soddisfazione interiore è una cosa che tutti vorremmo ottenere. Riuscirci però non è sempre facile. Di certo non vi sono istruzioni scritte da seguire per raggiungere questo obiettivo. Tuttavia, se pensiamo a noi stessi, vogliamo una sola cosa: essere felici. Spesso però non ce lo permettiamo, come se questo bisogno rappresentasse più una visione idilliaca, quasi un’utopia.
E allora come renderlo più reale?
Forse il primo cambiamento deve partire proprio da dentro.
Noi possediamo gli strumenti giusti, dovremmo solo imparare ad usarli nella maniera più appropriata. Continua a leggere “Tu sei nato per essere felice”

Essere donna

Fin da piccola mi hanno insegnato l’importanza di volersi bene e rispettarsi, prima di tutto il resto. Non sempre è stato facile, le difficoltà da superare sono state tante, ma ringrazio moltissimo i miei genitori per gli insegnamenti che mi hanno dato e che mi hanno resa la donna che sono.
Certo, sono un essere in cammino e la salita potrebbe essere dietro l’angolo, ma ho avuto la fortuna di avere degli insegnanti di vita molto presenti.
Vedere l’amore che che c’è tra loro dopo tanti anni ed il rispetto che hanno l’uno dell’altra, mi hanno fatta crescere capendo che non devo permettere a nessuno di bloccarmi.
Ho avuto la possibilità di conoscere molte persone e chi non mi ha trattata con rispetto, è stato “estromesso” dal continuare a camminare insieme a me nella strada della vita. Continua a leggere “Essere donna”

Per te che sei donna oggi, come lo eri ieri e come lo sarai domani

Per te che sei donna oggi, come lo eri ieri, come lo sarai domani!

Il giallo è il mio colore preferito e lo dono a te che sei MAMMA, nonna, moglie, sorella, amica, fidanzata, complice, compagna, collega, presenza, luce, sorriso.
Dicono che le donne devono fare qualunque cosa due volte meglio degli uomini per essere giudicate brave la metà ma per fortuna per voi non è difficile.

8 marzo, una data importante da ricordare per un motivo troppo spesso dimenticato e mascherato, allora che la giornata di oggi sia un momento di aggregazione, di riflessione, di poesia, di pensiero, magari anche un momento di festa ma che serva a ricordare ad ognuna di voi che essere donna è bello ogni singolo giorno dell’anno e che ci sono donne che hanno lottato, che stanno lottando, che si sono sacrificate per lottare, donne alle quali non viene permesso lottare perchè questo possa succedere! Continua a leggere “Per te che sei donna oggi, come lo eri ieri e come lo sarai domani”

Scrivo perché respiro

“Scrivo per lo stesso motivo per cui respiro – perché, se non lo facessi, morirei”
Isaac Asimov

Non potrei vivere senza immaginare, senza raccontare, senza sognare, senza descrivere, senza osservare, senza ascoltare, senza scrivere.
Davanti a un foglio bianco le parole diventano immagini prima ancora di essere scritte, le lettere diventano parole e le parole si intrecciano tra loro e prendono vita, diventano persone, luoghi, diventano sorrisi, lacrime, paure, voci, dolore, risa, piacere, occhi, diventano spezzoni di film, scene di cartoni animati, diventano quadri, sculture, poesia, fotografie, vino, musica, profumi, le parole diventano amanti stretti in un ultimo abbraccio, coreografi, giovani étoile e attori di teatro, diventano ricordi da custodire gelosamente e coriandoli colorati da lanciare e allora scrivo senza correggere mai e riempio quel foglio di inchiostro, sensazioni, emozioni e di vita.
Scrivo per lo stesso motivo per cui respiro – perché, se non lo facessi, morirei.
Vi invito a scrivere, a riempire di parole ed emozioni un foglio bianco. Io ho sempre scritto e continuo a farlo per chi comprende e anche per chi non lo fa.

Andrea Spessotto

Consigli di lettura – Nulla spegne le stelle (di Andrea Spessotto)

Abbiamo bisogno di favole, sia noi adulti, che per qualche istante torniamo bambini, sia i bambini che, in una narrazione semplice, imparano i concetti più complessi nascosti tra le righe.
Non ho mai fatto recensioni, questa è la prima volta e vi confesso ho anche paura di non riuscire pienamente a raccontare le emozioni di questo libro, del suo autore e della storia dietro a esso. “Nulla spegne le stelle”, edito da l’Orto della cultura di Pasian di Prato (UD), è un libro di favole. Certo lo è, ma le storie sono le foto su alcune tematiche importanti, sulle sensazioni e i sogni di tutti noi. Molti personaggi, differenti tra loro, che incuriosiscono, accarezzano il lettore come solo una fiaba può fare; svelando a poco a poco il mistero che si cela nel buio infinito tra una stella e un’altra. Diciotto “stelle”, come sono gli anni del figlio Emanuele a cui è dedicato. Un libro che nasce anche per lui, ma fortunatamente regalato a tutti noi, da Andrea Spessotto. Un libro dove traspare la passione per la scrittura dell’autore, vista come lo strumento per esprimere le proprie emozioni.
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Tutta la durata della vita non è esistenza ma tempo.

Sapete che cos’è una banca del tempo? Se mi avessero fatto questa domanda qualche anno fa, non avrei saputo come rispondere. Tuttavia da quattro anni ormai sono socia di una di queste banche e, quindi, è doveroso che a risolvere il quesito sia io. La mia conoscenza di questa realtà è avvenuta per puro caso (se esiste veramente qualcosa nella vita che capita per mera casualità), ma da allora ho scoperto una rete speciale di persone che mettono al servizio degli altri le loro capacità.
Una banca del tempo è un istituto di credito particolare, in cui non viene depositato denaro ma tempo da scambiare. I soci sono correntisti che mettono a disposizione le loro abilità per svolgere le attività più disparate (si va dalla cura del giardino all’organizzazione di feste) e ricevere in cambio un’unità di tempo pari a quella da loro impiegata per la prestazione offerta: un’ora per un’ora, insomma.
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La forza della natura

La vita è un dono inestimabile, un diritto inalienabile che ognuno dovrebbe rispettare. La natura, oltre ad essere intrinseca di vita ne è anche garante, ma, nonostante ciò, viene molto spesso oltraggiata.
C’era una volta una stupenda quercia, che con i suoi 15 metri di altezza sovrastava la città di Austin in Texas. Il suo tronco, di un metro e mezzo di diametro, era considerato un vero e proprio gioiello e riceveva continuamente gesti colmi d’amore: ogni giorno quattro persone alla volta lo circondavano incrociando le loro mani ed avvolgendolo in un caldo abbraccio. Con i suoi 600 anni di vita era simbolo di forza, resistenza e vigore. Si trovava al centro di un piccolo parco, l’unico rimasto in città, circondato interamente da grattacieli ed edifici. I cittadini lo custodivano rigorosamente e lo impiegavano come sfondo di eventi importanti: sotto i suoi rami pendenti venivano scambiati baci, fatte proposte di matrimonio e organizzati piccoli concerti.
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