Uno sguardo fino all’intimo

«Un lampo di genio». «Mi si è accesa una lampadina». «Nel cassetto della memoria…». «Non so come mi è venuto in mente…». Espressioni con cui comunemente comunichiamo un pensiero improvviso, una rivelazione sorprendente, una scoperta non frutto dei nostri ragionamenti; INTUIZIONE è la parola giusta per definire questo stato delle cose.
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Il profumo delle mele assente

Quel sabato entrai nella piccola cucina. Il pavimento era come sempre pulito a dovere nel suo modesto e opaco seminato. Pochi i mobili: la credenza con le ante smussate a tondo, grossolanamente verniciate e riverniciate, la cucina economica che asciugava l’umidità dei muri in sasso, il vecchio tavolo in massello e le quattro sedie in formica azzurrina, il frigo con la grossa maniglia cromata e la radio accesa, “per fare compagnia”.
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Rosa

Vi capita mai di alzare gli occhi al cielo e soffermarvi a guardare il tramonto?
Spesso, dopo una giornata di studio intenso, mi piace immergermi nelle vivaci sfumature che colorano il cielo. E, tra l’arancione, il rosso, il giallo e talvolta anche l’azzurro, la tonalità che più mi affascina è quella del rosa.
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La notte

Penso spesso che la notte è più viva e intensamente colorata del giorno
Vincent van Gogh

La notte si popola di presenze, di volti conosciuti e di personaggi in cerca d’autore, si riempie di sogni che si liberano per cercare di diventare realtà, di colori visti chissà dove e di profumi annusati su maglioni di lana, sui capelli delle ragazze mentre si balla un lento e in qualche bancarella di mercati visitati o solamente immaginati.
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Fabio Geda, Storia di un figlio. Andata e ritorno

Non c’è andata senza ritorno. L’avventura, la conquista, una vita nuova, magari una vittoria, ma poi Itaca ti aspetta sempre e la nostalgia te lo ricorda. Ogni odissea è la seconda parte di un viaggio di andata, il ritorno alla propria Heimat, alla casa natale. Continua a leggere “Fabio Geda, Storia di un figlio. Andata e ritorno”

Letteraturap

Quinta ora del sabato. Ultima ora dell’ultimo giorno della settimana. Le condizioni per il fallimento di questa lezione di letteratura sembrerebbero esserci tutte. L’argomento della lezione in questione è l’Inferno dantesco, canto XIII, i violenti contro sé stessi. In poche parole, suicidi e scialacquatori. La maggior parte degli studenti che compone la classe parla male e legge poco, le terzine di Dante sono intrecci di caratteri arabi quasi incomprensibili.
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Abbiamo tutti la “Pareidolia”

Era seduta su una panchina, con lo sguardo rivolto in alto, all’interno di quello che era il suo giardino preferito. Quelle nuvole candide che solcavano il cielo azzurro, le aveva viste mille volte. Spesso, osservandole meglio, le pareva di vedere dei volti di persone, animali oppure figure mitologiche. Da lì si immaginava favole da raccontare ai bambini e storie da scrivere sul suo diario.
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Consigli di lettura – Luce della notte di Ilaria Tuti

“Non c’è nulla tra questi alberi, lo sa meglio di me, eppure il bisogno di tornare da quella bambina e dirle che ha ragione è più forte di ogni logica. Sente il bisogno di accontentarla. Sbaglio?”.
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