L’ora del tè

Domenica pomeriggio.
A dispetto della stagione la giornata è decisamente uggiosa: il cielo grigio, uniforme, non promette niente di buono.
Io e la mia amica, sedute in cucina, ci guardiamo: “ci beviamo un tè?” le chiedo, mentre inizio già a preparare l’occorrente.
La osservo passare in rassegna le varie miscele a disposizione, lo sguardo che salta da una all’altra indecisa. “Credo proprio che proverò questo tè nero aromatizzato alla vaniglia. Per te invece, fammi indovinare… Earl Grey naturalmente!” dice sorridendo.
Mi conosce troppo bene, è il mio preferito da sempre.
Rimaniamo qualche istante assorte, la tazza tra le mani, a osservare l’acqua cambiare colore, diventare via via sempre più scura, assorbire l’aroma delle foglie essiccate.
Il profumo che sale attraverso il vapore a solleticarci le narici.
“Sai? mi piacerebbe provare a dipingere le bustine di tè come Ruby Silvious”. Con la tazza a mezz’aria la guardo stranita: io sono una persona molto curiosa ma lei riesce sempre a sorprendermi con qualcosa di nuovo.
“Non la conosci? Dai che guardiamo il sito!” mi dice, mentre già apro il pc. http://www.rubysilvious.com e in un attimo si apre un mondo di meraviglie. Vere e proprie opere d’arte in miniatura realizzate su bustine di tè usate e fatte essiccare.
Rimango estasiata davanti alla quantità di minuscole tele che quest’artista di origini filippine ha dipinto negli anni: paesaggi, nature morte, ritratti, intere serie tematiche.
Chiudo gli occhi e quando li riapro sono di nuovo seduta in cucina.
Non so quanto tempo sia passato ma mi rendo conto di come la mia mente abbia potuto esplorare un’infinità di luoghi, perdersi negli scorci delle vie parigine, attraversare campi di girasole, respirare la tradizione giapponese attraverso lo splendore colorato dei suoi kimono. Ho passeggiato all’interno di improbabili gallerie d’arte, ammirando minuscole riproduzioni appese alle pareti e illuminate a dovere, assorta nella contemplazione, assorbendone tutta la bellezza… ne sono uscita appagata, arricchita, grata.
Guardo la bustina che ho appena usato e penso che dove io vedo qualcosa da buttare c’è chi invece ne coglie il valore come risorsa, la trasforma e le dona nuova vita e, spogliata della sua natura “usa e getta”, la consacra all’immortalità dell’arte.

Monia Rossi

Foto: http://www.rubysilvious.com

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