La mia pioggia

La mia PIOGGIA

Ho sempre amato la pioggia, mi è sempre piaciuto camminare sotto la pioggia, senza un programma, senza una meta precisa, senza ombrello, mi piace farlo per conoscere meglio le stagioni, per comprendere cosa siano realmente i colori, il giallo, il marrone, l’arancione, il verde e il rosso, il colore delle foglie degli alberi, dei fiori, dei vitigni, cosa siano i tetti rossi delle case, cosa sia il blu scuro di un mare arrabbiato e senza confini, oggi vorrei camminare per scoprirli tutti, osservarli e farli miei, regalarmeli, riempirmi gli occhi e l’anima, oggi sotto questo cielo vorrei camminare, respirare, pensare, sognare e perché no, oggi vorrei anche saltellare felice dentro qualche pozzanghera.
Sono quasi stordito dai profumi che riempiono l’aria, il mondo bagnato e diverso da quello asciutto e sprigiona essenze inespresse che però diventano addirittura udibili e amabilmente riconoscibili quando si impossessano e si espandono nell’aria.
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La forza del mare

Che dire, chi il mare ce l’ha dentro sa che è veramente cosi. Quando pensiamo di incontrare scogli insormontabili, che la vita ci pone davanti all’improvviso, ci diamo pervinti, molliamo le redini e ci lasciamo andare senza lottare, senza darci nemmeno la possibilità di combattere e di far vedere a tutti, ma soprattutto a noi stessi, che c’è una forza immensa dentro ognuno di noi.
Quella forza che ci permette di vedere il sole oltre le nuvole. La stessa che ci fa riappacificare l’anima, quella che riapre il cuore e lo mette a disposizione anche degli altri.
Perciò quando la vita sembra che ci volti le spalle prendiamo esempio dal mare: in continua lotta con le sue onde increspate. Osserviamolo: sia esso calmo e leggero o arrabbiato e in tempesta, mille emozioni verranno alla luce! Sforziamoci di scorgere l’infinito oltre all’orizzonte e permettiamo ai nostri pensieri negativi di perdersi nell’eternità del tempo e, se ci riusciamo, prostriamoci innanzi a lui, chiediamogli il nostro miracolo e mettiamoci in ascolto…sicuramente ci risponderà!!

Genny Marchesan

Con un cenno della mano

La musica parte ritmata.
I bambini entrano tenendosi per mano e formando una catena umana, metafora di quel tema che li accompagna in questo anno scolastico: quello del filo.
Il serpentone si snoda a zig zag nella piccola palestra fino a formare delle file ordinate.
Noi battiamo le mani a tempo.
Improvvisamente silenzio.
I bambini si siedono tutti. Tutti tranne uno, che la maestra fa rialzare con un cenno della mano.
E’ una bimba, piccina, prima elementare. Un paio di occhiali rossi, un cappello da Babbo Natale ed un paio di guanti bianchi come tutti gli altri.
Poi, piano inizia la musica e alcuni bimbi si alzano; per un piccolo istante molti non capiscono.
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Bella dentro

Un giorno di poco tempo fa, stanca come sempre per i mille impegni che mi accollo più o meno volontariamente, comincio a lamentarmi della giornata, delle fatalità, del fatto che l’ingratitudine e l’indifferenza regni sovrana.
Improvvisamente, una persona lì vicino mi prende le mani tra le mani, mi fissa negli occhi con prepotenza e mi dice “tu sei UNA BELLA PERSONA, hai un cuore grande, disponibile.
Devi essere fiera di questo!” mi dà un bacio sulla fronte e se ne va.
Alta, bionda, occhi azzurri, non ho mai odiato il mio fisico non propriamente da top model, non mi sono mai truccata troppo ne speso soldi a fare mille trattamenti ai capelli.
Quando li ho persi ho lasciato che la gente vedesse questa mia fragilità senza coprirmi la testa, non ho mai nascosto i lividi o le botte.
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Pensieri positivi per tutti? Si, con “Quelledeibigliettinigialli”

Prima ancora di iniziare la nostra chiacchierata, Veronica mi porge una scatoletta: “Scegli un bigliettino“. Pesco a caso – o forse no? – un biglietto giallo piegato in due, lo apro e leggo: “Il meglio deve ancora venire!”. Impossibile non sorridere, ed è proprio questa la reazione di chi legge i bigliettini gialli che queste ragazze disseminano un po’ovunque: per strada, nei bar, negli uffici ma soprattutto negli ospedali, nelle sale d’attesa, negli studi dei medici. Insomma, nei luoghi dove c’è più bisogno di pensieri positivi.

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