Si stava meglio quando si stava peggio…


Pare che la nostalgia per i tempi antichi sia un’afflizione comune agli uomini di ogni età: c’è un tempo perduto che vagheggiamo melanconicamente, setacciandone la purezza e la semplicità, l’abbondanza di qualche dono particolare e dimenticandone le asprezze.
Del passato in terra friulana tramandiamo così lo spirito infaticabile, la tenacia della gente e la purezza delle montagne. A ben vedere però di povertà deve essersene sofferta tanta: le testimonianze di questa vita faticosa sono molte e ben radicate.
Partiamo dai viaggiatori. Cramârs dalle vallate carniche: uomini che transitavano merci tra Venezia, dunque l’Oriente, e i paesi germanici con merci rare e preziose, soprattutto spezie. Kromere dalla Valcellina in giro per l’Italia tutta, Trentino incluso: donne che imparavano lingue e dialetti indispensabili per vendere pizzi, merletti, collanine, calze, mutande… Merceria, insomma; e donavano i santini raccolti nei santuari lungo la via, una forma di ringraziamento e benevolenza per le clienti. Li accomuna la strada, ma anche un oggetto indispensabile per il lavoro: la cassettiera.
Portata rigorosamente sulle spalle, come uno zaino, era il magazzino ambulante: fabbricata di legno di ciliegio, poteva pesare fino a 40 chili ed era caricata con attenzione per le dimensioni della merce ma anche per attirare i clienti ponendo per esempio in alto collane e anellini. Forse era anche casa e rifugio per questi ambulanti: se ben caricato, il grande pacco che veniva posto sopra la cassettiera riparava anche dalla pioggia.
Oggi ritroviamo le cassettiere in qualche museo etnografico e le ammiriamo con nostalgia per un mondo in cui non tutto era a portata di mano, non tutto era scontato. Qualche ristorante ha fatto della kromere un delicato modo per servire la petite patisserie a fine pasto e c’è chi racconta anche che dai cramârs derivino i cjarsons: le donne carniche usavano infatti riempiere i tipici ravioli di patate con ciò che restava nelle cassettiere dei loro mariti, dando vita ad una miriade di ricette sensibilmente differenti di un piatto povero ma allo stesso tempo ricco.
Quando ammiriamo questi oggetti ormai d’antiquariato e degustiamo un bel piatto di cjarsons fumanti, pensiamo allora alla polvere sotto i piedi di uomini e donne che per far fronte alla durezza della vita han percorso strade e attraversato valli, con ogni tempo. Pensiamo con gratitudine e rispetto che la povertà ha lasciato frutti abbondanti nell’ingegno e nelle tradizioni.
Elisa Parise

AAA Cercasi pazzi

“Anche la follia merita i suoi applausi”
Alda Merini

Forse sarà pazzia la parola per rappresentare la libertà, il desiderio, la gioia, la voglia incommensurabile di vivere, scoprire, viaggiare, conoscere, bere, osservare, incontrare, scrivere, leggere, fotografare, ecco se dovesse essere pazzia la parola giusta per dipingere tutto questo allora cerco pazzi per correre con me tra la colza, tra i papaveri, tra i girasoli, tra il granoturco e in mezzo all’erba medica, sul greto di un fiume, tra i filari di una vigna, in riva al mare, cerco pazzi per osservare il cielo, le nuvole, per seguire con gli occhi il volo degli uccelli, per sognare di dividere il cielo con loro e alla fine, per ballare la notte davanti ad un fuoco che illumina e scalda dopo aver fatto tutto questo, cadere a terra stremati ma felici e bere del vino bianco oppure alcune birre e ridere, ridere raccontando storie assurde e a volte anche inventate.
Cercasi pazzi per ritornare bambini o meglio restare bambini più a lungo possibile, perché il mondo va visto, osservato, studiato e vissuto con gli occhi di un bambino, con la stessa volontà di sorprendersi e di stupirsi. Occhi che cercano e trovano altri occhi per iniziare a sorridere assieme e per poi ridere a crepapelle.
Le persone pazze si scelgono e si prendono per mano per condividere emozioni, per cercare di colorare la vita, per riempirla di suoni, profumi, colori, voci, per costruire ricordi
Ci sono persone che dal nulla sanno donare la gioia, sono le persone pazze, quelle che sanno ancora sorridere e inseguire un sogno. Mi spiace per tutte quelle persone che le pazzie non le hanno mai fatte, non hanno mai pensato di avere il bisogno di farle, non hanno mai avuto il coraggio di farle, si sono sempre perse qualcosa.
A queste ultime ricordo che non esiste un età giusta per essere pazzi ma che è sempre il momento giusto per togliersi le scarpe e correre scalzi e felici in mezzo al grano con le braccia larghe come piccoli aeroplani
GRAZIE alle persone pazze della mia vita a tutte queste vanno i miei applausi

Andrea Spessotto

Corpo-Mente-Cuore

“El cuerpo necesita descanso, la mente paz y el corazón alegría”. Sono in treno che viaggio verso Vienna, la mia compagna di viaggio dorme e io per passare il tempo do un’occhiata ai social e mi capita di leggere questa frase e mi dico che è proprio vero: “Il corpo ha bisogno di riposo, la mente di pace e il cuore di allegria.” Continua a leggere “Corpo-Mente-Cuore”

Agilità emotiva: l’allenamento per la felicità

Imparare a gestire bene le nostre emozioni è da sempre una sfida aperta. Esistono moltissimi manuali sull’auto-sostegno ma sembra che un vero e proprio tutorial ancora non l’abbiano inventato. Siamo un contenitore straripante di stati d’animo di ogni tipo, tratteniamo delusioni e incertezze, frustrazioni e angosce che tendono sempre a prevaricare su tutto il bello che c’è, ci soffocano rendendo tutto molto difficile.
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Far pace con i colori

È sera, dopo aver lavato i piatti e preparato dei pancake dietetici per domani mattina esco a buttare l’immondizia. Ho bevuto un caffè dopo cena e mi sento piena di energie e continuo a camminare. Si sta benissimo fuori, non c’è anima viva, l’aria è tiepida e ho voglia di camminare. Mentre cammino penso a tutto quello che mi è successo in quest’ultimo periodo: incontri.
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Fides, dal latino, fiducia

Cos’è la fiducia e da dove proviene?
Il termine “fiducia” deriva dal latino “fides”, il quale si riferisce al riconoscimento dell’affidabilità di un’altra persona. Può riguardare diversi ambiti, in cui si trovano sempre coinvolti i sentimenti dell’animo umano: le relazioni amorose, il nucleo famigliare, le amicizie.
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Profumo di glicine

Oggi l’aria profuma di glicine, adoro la primavera, le giornate si allungano, il sole si fa più caldo, lo percepisco, mentre con i suoi raggi mi accarezza la pelle. Gli alberi fioriti danno quel tocco di colore a tutto ciò, che fino a un attimo prima, era grigio e spoglio. Api e farfalle svolazzano allegramente sui prati, provocando in me un impellente bisogno di stare all’aperto.
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Divertirsi per ottenere ciò che si vuole

Sono qui seduta sul mio divano intenta a scrivere questo articolo. Devo finirlo entro domani. No… Non devo: voglio! 

Nella vita ho capito questa gran bella differenza. Se “di qualcosa” ripeto continuamente che “devo” allora mi chiedo: “lo voglio davvero”? Continua a leggere “Divertirsi per ottenere ciò che si vuole”

Wabi Sabi, la bellezza dell’imperfezione

Bellezza e imperfezione, parole che messe insieme sembrano contrapporsi tanto da rivelarsi quasi rivoluzionarie ai giorni nostri, ma che, tuttavia, rientrano sempre più spesso nella vita quotidiana.
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Colori

“…Ogni nuovo mattino, uscirò per le strade cercando i colori”
Cesare Pavese

Li cercherò e li ruberò ai fiori, ai prati, ai laghi, al cielo, alle nuvole, al mare, al sole, mi riempirò avidamente gli occhi e l’anima e poi con le dita piene di colore dipingerò gli scuretti delle case, le portiere delle macchine, i pali della luce, l’asfalto delle strade, le facce tristi delle persone in fila alla fermata dell’autobus.
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“Siamo stelle sulla terra ferma”

Ci avete mai pensato da dove veniamo? Di cosa siamo fatti? Del perché esistiamo?
Io credo che molti di noi si siano fatti queste domande.
Molto spesso durante le mie passeggiate fra i boschi, osservo gli alberi, le piante, i fiori, rimango consapevole di quello che mi circonda, di quello che sento, tocco…e penso: tutto questo ha uno scopo, una funzione.
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Impermanente fugacità

“Tempus fugit”, “Hic et nunc”: sentiamo dire spesso quanto sia importante il “qui e ora” e quanto sia fuggevole il tempo, soprattutto in quest’ultimo periodo durante il quale per un po’ si è fermato e ci ha dato l’opportunità di pensare a come lo viviamo.
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Punti di vista

La ragione è effimera, del tutto parziale, quasi mai assoluta. Litighiamo per avere ragione, non perché deteniamo la verità, ammesso che essa possa esistere, ma perché ne va del nostro ego. Se prendo una carta da gioco e la tengo di fronte a me o vedo il suo segno e il valore, oppure il colore del suo dorso. Lo stesso vale per chi si trova di fronte a me. In altre parole vedremmo la stesa scena ma, ognuno di noi da essa trarrebbe considerazioni completamente differenti, ed entrambi avremmo ragione.
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Mille e una riflessione sul tempo

“Come passa il tempo quando ci si diverte!”.
A lungo questa frase è stata il mio tormentone, convinta che la percezione del tempo fosse alla mercé dei capricciosi umori del momento. D’altronde si sa che quando ci si annoia il tempo non passa mai, rallenta, si dilata quasi fino a fermarsi, sospeso in un eterno fotogramma. E nei momenti più belli?
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Fare bilanci

Forse sembra strano, ma spesso a dicembre, in particolare tra natale e capodanno, mi assale la tristezza. “Ma come!?” potrà esclamare qualcuno! Eppure è davvero così! All’inizio pensavo di essere proprio sbagliata, che la vita mi avesse troppo inacidita con le mille prove che aveva seminato lungo la mia strada, ma se ci rifletto penso che in fondo non sono così strana.
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La parola del Natale: intimità

Se dovessi associare una parola al Natale sceglierei un sostantivo: intimità.
Il giorno di Natale è intimo a partire dal suo celeberrimo detto: “Natale con i tuoi, Pasqua con chi vuoi” per arrivare poi alle atmosfere soffuse che ricreiamo nelle nostre case.
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L’amore è sentimento ma non solo…

È quando cerchi di non pensarci che ci pensi sempre di più.
È questo ciò che accade quando si è innamorati. L’immagine della persona amata si imprime nel nostro intelletto, come se non se ne volesse andare.
E anche adoperando la propria forza di volontà, la nostra mente non riesce a privarsi di quel pensiero costante.
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La storia fantastica

“Ai tuoi ordini” era la frase che il garzone Wesley ripeteva sempre alla sua padrona Bottondoro, quado questa le ordinava di fare qualcosa. In realtà ogni volta che pronunciava queste parole, la sua reale intenzione era dirle “ti amo”.
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Controvento

Barche silenziose si allontanano all’orizzonte mentre il mare riflette l’ultimo sole, prima di lasciare la scena al cielo. Si dirigono verso mete sconosciute, libere come i miei pensieri che fantasticano da questo bagnasciuga. Le barche hanno la forza della vita, sanno navigare con il vento, poco gli importa se va nella direzione giusta o meno. Come disse Seneca: “non c’è vento favorevole per il marinaio che non sa dove andare”.
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Nebbia

È strano vagare nella nebbia!
Solo è ogni cespuglio e pietra,
Nessun albero vede l’altro,
Ognuno è solo…
Strano, vagare nella nebbia!
Vivere è essere soli.
Nessuno uomo conosce l’altro,
Ognuno è solo.

Hermann Hesse

La nebbia che fa paura, che incuriosisce, che copre i colori, nasconde, ovatta, deforma, cela, spaventa, la nebbia misteriosa che apre le porte a mondi fantastici, la nebbia madre di incontri inaspettati, di volti non definiti e destinati a rimanere sconosciuti, di profumi annusati, di abbracci anonimi, di corpi che chiedono di essere toccati, accarezzati, amati, lasciati andare, di paesaggi sconosciuti e di momenti senza tempo.
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Le cose non dette fanno male

Viviamo in un mondo di cose taciute, di parole non dette, in una realtà che ci insegna che il silenzio è d’oro, ma è davvero così? Sicuramente ci toglie dagli impicci e ci aiuta a gestire situazioni complicate.
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Il profumo delle mele assente

Quel sabato entrai nella piccola cucina. Il pavimento era come sempre pulito a dovere nel suo modesto e opaco seminato. Pochi i mobili: la credenza con le ante smussate a tondo, grossolanamente verniciate e riverniciate, la cucina economica che asciugava l’umidità dei muri in sasso, il vecchio tavolo in massello e le quattro sedie in formica azzurrina, il frigo con la grossa maniglia cromata e la radio accesa, “per fare compagnia”.
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Rosa

Vi capita mai di alzare gli occhi al cielo e soffermarvi a guardare il tramonto?
Spesso, dopo una giornata di studio intenso, mi piace immergermi nelle vivaci sfumature che colorano il cielo. E, tra l’arancione, il rosso, il giallo e talvolta anche l’azzurro, la tonalità che più mi affascina è quella del rosa.
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La notte

Penso spesso che la notte è più viva e intensamente colorata del giorno
Vincent van Gogh

La notte si popola di presenze, di volti conosciuti e di personaggi in cerca d’autore, si riempie di sogni che si liberano per cercare di diventare realtà, di colori visti chissà dove e di profumi annusati su maglioni di lana, sui capelli delle ragazze mentre si balla un lento e in qualche bancarella di mercati visitati o solamente immaginati.
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Come le scelte influiscono sul nostro futuro

Il 26 gennaio 2021 è passato un anno dalla morte di Kobe Bryant.
Kobe è sempre stato l’idolo di tutti i bambini a cui piace il basket. Io stessa lo consideravo un modello a cui ispirarmi.
La sua morte è stata improvvisa.
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Tutto il bello che c’è

Domenica pomeriggio.
Una splendida giornata di sole e la temperatura perfetta sono l’ideale per uscire e godersi una bella camminata in mezzo alla natura. Tra una cosa e l’altra il tempo vola e mi rendo conto che ormai è troppo tardi per raggiungere qualche sentiero in cui girovagare immersa nei rumori del bosco. Decido di accontentarmi di una passeggiata nei dintorni di casa.
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Per quali motivi si può essere grati?

Questa è una domanda che potrebbe risultare di facile risposta, per alcuni invece, è insidiosa.
Fin dall’antichità i nostri antenati hanno dovuto essere vigili e mentalmente preparati al pericolo, quindi più propensi a volgere il pensiero all’azione. Questo tipo di atteggiamento è resistito negli anni e ancora oggi siamo molto orientati verso questa direzione. Ma se ci arrestassimo un attimo, respirassimo e prendessimo il tempo per fermarci a riflettere, ci renderemmo conto che tutti abbiamo motivi per cui essere grati.
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Riempire il vuoto è davvero necessario?

“Il camaleonte si rese conto che, per conoscere il suo vero colore, doveva posarsi sul vuoto” Alejandro Jodorosky

Spesso percepiamo il vuoto come qualcosa di negativo, ci impegniamo con tutte le nostre forze per riempire quella sensazione con qualcosa, con qualsiasi cosa, a volte anche con ciò che non ci appartiene o che non ci serve. Poco importa, l’importante è colmare quel buco, perché il vuoto fa paura.
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E tu di che verde sei?

Il verde è energia controllata.
L’esuberanza contagiosa del giallo si stempera con la riflessione e la prudenza del blu e prende una direzione precisa: dal seme, lo stelo d’erba si srotola verso l’alto e la gemma sul ramo si schiude puntando al cielo. Il verde è vitale, generatore di quella vita che nasce proprio dalla mescolanza, dal vantaggio di non essere un colore puro.
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Tic tac….

” Alice: “Per quanto tempo è per sempre?”
Bianconiglio: “A volte, solo un secondo “
Alice nel paese delle meraviglie

Ci sono luoghi, situazioni e momenti che ti prendono per mano e ti aiutano a pensare, a ricordare, a fare progetti, a sognare ad occhi aperti.
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Lo stupore

Rimango stupito dalla bellezza, sì stupito. La bellezza è ovunque: racchiusa nelle pennellate di un quadro, nelle note di una canzone, nei versi di un poeta o in un vecchio muro in sasso del mio paese. Ciò che spesso manca è lo sguardo, gli occhi curiosi di un bambino. Da piccoli esploriamo tutto: con le mani, con la bocca, guardando, annusando, sentendo, e poi… poi perdiamo non solo la vista ma la visione, la visione di ciò che ci circonda. Eppure spesso è lì, a portata di mano.
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La sopraffina audacia del nero

La scienza ipotizza che il nero, dal punto di vista teorico, sia l’assenza di colore, la mancanza di luce. Ma se ad esempio mescoliamo su una tavolozza tutti i colori insieme, ci avviciniamo ad un colore molto scuro, prossimo al nero.
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Invincibili

“Se potessi presentarti dichiarando non la tua età attuale ma quella che vorresti avere e perché, cosa diresti?”
“Direi che vorrei avere vent’anni. Vorrei tornare alle settimane precedenti la manifestazione della malattia, perché mi sentivo invincibile.”
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Se non avessi paura

Ci sono due forze motrici fondamentali: la paura e l’amore. Quando abbiamo paura, ci ritraiamo indietro dalla vita, quando siamo innamorati, ci apriamo a tutto ciò che la vita ha da offrire con passione, entusiasmo, e l’accettazione.
John Lennon

La paura. Quante volte mi è capitato di chiedermi cosa farei se non avessi paura oppure, meglio ancora, cosa avrei fatto se non avessi avuto paura.
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La regina della notte

Giorgia stava passeggiando nel bosco assorta nei suoi pensieri e nel silenzio di quel luogo. Tornava in quei posti ogni volta che poteva. Adorava assaporare i profumi e guardare la vita che pulsava di notte. La luna non si era presentata e dal cielo le piccole stelle illuminavano fiocamente il sentiero che stava percorrendo. Continua a leggere “La regina della notte”

Lasciar andare, non dimenticare

Sono una persona più incline a pensare a dove voglio andare e cosa desidero per il mio domani, piuttosto che voltare a guardare da cosa allontanarmi e ciò che è stato nel mio ieri, nonostante per me sia molto importante.
Continua a leggere “Lasciar andare, non dimenticare”

Vista

“Ti piacerebbe partecipare ad una cena al buio?”
Detta così si potrebbe fraintendere, ma quando Alessandro, un mio amico non vedente, me lo chiese ne restai lusingata e colsi la palla al balzo per incalzare scherzando: “Tu mi vuoi portare a cena? Ma se non mi hai mai vista!!!” Ridemmo e accettai di partecipare ad un’esperienza indimenticabile.
Continua a leggere “Vista”

Sbagliando ci si riscopre

Commettere un errore è normale e chi vi dice che non lo fa, mente, oppure non è umano.
È proprio da essi che si impara. Sbagliare è una grossa opportunità che diamo a noi stessi. Se dovessi far sempre tutto nel modo giusto, non imparerei mai nulla, mentre facendo un passo falso, potrei scoprire cose nuove di me stessa e delle eventuali situazioni in cui mi dovessi trovare. Non posso negare che l’errore porti con se anche una parte di tristezza, ma riflettendo, riesco a prendere atto che posso migliorare. Continua a leggere “Sbagliando ci si riscopre”

Durante il sonno…

Nel mondo esistono cose veramente inspiegabili e strane, come i sogni.
Ci vengono a trovare durante il sonno come dei cari amici. Ci sembra che compaiano ogni tanto, spesso ce li dimentichiamo perché la nostra mente li cancella, ma invece sono sempre presenti nel nostro inconscio. Continua a leggere “Durante il sonno…”

MAMMA è per SEMPRE

Ricordi, quelli belli che regalano un sorriso e una lacrima…
Forse quando non si sta benissimo diventa quasi normale fermarsi, pensare, osservare, chiudere gli occhi, respirare gli odori, perdersi tra mille ricordi, diventa normale cercare coraggio, calore e lo si cerca nel sorriso delle persone care, nella loro voce, nei loro occhi, lo si cerca nelle cose che ti hanno fatto crescere, nei momenti che ti hanno regalato un emozione, una carezza, una “coccola“; si rovista accuratamente nella valigia delle fotografie che portiamo dentro noi, ne scegliamo una e ci si ferma quasi immobili a guardarla e a rivivere quel ricordo. Continua a leggere “MAMMA è per SEMPRE”

Io non sei necessariamente tu

Paranoie mentali.
Lo so che è brutto iniziare un articolo così, sembra fatto di proposito per catturare l’attenzione con un briciolo di banalità eppure da lì devo partire.
Dai, giochiamo per un attimo a essere sinceri. Quanti di noi hanno vissuto e vivono tutt’ora di castelli mentali costruiti per vagliare tutte le possibilità di come sarebbero potute andare certe cose se avessimo agito in maniera diversa, se avessimo parlato in altro modo o semplicemente se avessimo tenuto chiusa quella dannata bocca? Continua a leggere “Io non sei necessariamente tu”

Sensi: olfatto

Se sei cresciuto in un panificio, è inevitabile che quel profumo non solo ti ricordi casa ma che lo sprigionarsi dell’odore della forza del lievito evochi in te un mare di ricordi, contrapposto all’odio per quell’odore acre che non se ne va mai via dalla pelle.
Capita poi di ritrovarsi tra le mani un vecchio maglione di cashmere che profuma ancora di qualcuno che ormai è lontano, e che questo ci riporti alla mente ricordi di infanzia e tutti i bei momenti passati insieme da bimbi.
L’aroma di una torta mangiata a casa di qualcuno, l’odore forte del pranzo della domenica dai nonni, annusare un abito per stabilire a chi apparteneva. Il proprio sapore sul cuscino la sera prima di addormentarti che trasmette sicurezza. Il suo profumo!
L’olfatto è un senso che forse tendiamo a sottovalutare ma certamente ognuno di noi ha quel profumo che è suo e di nessun altro: il profumo dei ricordi.
Sedetevi, chiudete gli occhi e lasciatevi avvolgere!

Marta Santin

Come stimmi di zafferano

Coltivare lo zafferano è un’arte.
E’ un lavoro complesso, ricco di dettagli che non si possono ignorare, giornate di lavoro nei campi per poi doversi giocare il raccolto in poche manciate d’ore.
Tra ottobre e novembre i bulbi fioriscono, una decina di giorni è il tempo entro il quale bisogna fare il raccolto, prelevando in prima battuta tutto il fiore per poi in giornata separare i petali dai 3 stimmi in esso contenuti, stimmi che vanno essiccati e conservati.
Dire che 25000 euro è il prezzo medio di vendita dello zafferano al Kg aiuta a rendere l’idea su quanto complessa ne sia la produzione.
Mi fa sorridere fare questo confronto ma al tempo stesso mi è difficile non riuscire a trovarci tutte queste similitudini.
I rapporti.
Si, i rapporti con le persone.
Non trovate che siano un po’ come coltivare lo zafferano. Continua a leggere “Come stimmi di zafferano”

Il lato positivo

Se ci pensate, questa pandemia ha sconvolto l’intera umanità. Ci ha travolti come un uragano e ha cambiato le nostre vite.
Nonostante la sua connotazione negativa, molti sono riusciti a coglierne i lati positivi.
Infatti, stare in casa con le stesse persone per un così lungo periodo ha, in alcuni casi, rafforzato i rapporti tra di esse.
Continua a leggere “Il lato positivo”

Tempo curvo

Tempo curvo / revisione
“Maestro la trovo pensieroso.”
“Oh ragazzo! Mi frulla in testa uno strano pensiero. Ha a che fare con la questione del tempo.”
“Sono curioso.”
“Allora… tutti noi scandiamo il tempo in senso lineare. Secondo la connessione spazio-tempo, viene naturale suddividere la vita in un qui e quando che rappresentano eventi accaduti nel passato, o che si manifestano nel presente, oppure che si presuppone avverranno nel futuro… secondo un libero arbitrio”
“Semplicistica relatività ristretta…”
“Ora arrivo al dunque… e se questa linearità non esistesse affatto?”
“….”
“Prendi il principio del tempo minimo di Fermat…”
“Ovvero: di tutti i possibili cammini che un raggio di luce può percorrere per andare da un punto ad un altro, esso segue quello che richiede il tempo più breve…”
“Sarebbe più corretto affermare che la luce segue sempre un percorso estremo, cioè che minimizza o massimizza il tempo… ad ogni buon conto, se consideriamo tale principio in senso filosofico, il concetto di percorso più rapido non sussiste a meno che la luce non conosca già in anticipo una destinazione specifica! Prima della partenza! La causa-effetto della rifrazione non esiste, la luce ha già come obiettivo un determinato punto e non cambia direzione perché tra due superfici c’è un indice di rifrazione diversa!”
“Continui.” Continua a leggere “Tempo curvo”

NONSOLOCOSEBELLE

Questa mattina ho letto una frase tratta dal film “Will Hunting – Genio Ribelle” che citava: “Avrai momenti difficili, ma ti faranno apprezzare le cose belle alle quali non prestavi attenzione.”
Eh già… perché non vi prestiamo attenzione? Perché siamo così abituati a dare per scontato la vita e le opportunità che ci offre, da dimenticarci di apprezzare le cose belle sino a che non viviamo delle difficoltà?
In realtà tutte le esperienze che viviamo possono ricordarci l’importanza di apprezzare la vita, bella o sfidante che sia. Lo comprendiamo, tuttavia, solo quando scegliamo di sviluppare il sentimento di gratitudine per la vita in genere, che ci consente di dare valore ad ogni esperienza e di apprezzarla negli insegnamenti che per noi racchiude.
I momenti belli passano sempre veloci, quelli difficili sembrano essere interminabili… eppure il modo con il quale ognuno di noi li vive, li accoglie e li elabora al proprio interno, determina una percezione molto soggettiva… questo “COME” fa la differenza, perché ci consente di vivere gli eventi in un nostro tempo personale con le nostre emozioni, che possono essere di inquietudine, ansia, rabbia, tristezza, delusione oppure di gratitudine, fiducia, serenità, sicurezza, amore. Continua a leggere “NONSOLOCOSEBELLE”

Gli amici

Se hai un amico sei fortunato, se ne hai più di uno hai trovato il TESORO.
Essendo il mio essere pieno di sfaccettature come un prisma, non tutti i miei amici riescono a seguirmi nelle molte strade che intraprendo, ma ognuno di loro conosce una o più parti di me stessa.
D’altronde neppure io mi conosco a fondo, quindi, come potrebbero le persone vicine a me sapere tutto?
Molti di loro mi aiutano a guardarmi più in profondità, coinvolgendomi in nuovi progetti e sfide.
Fino a poco tempo fa non avrei mai pensato di scrivere i miei pensieri per esternarli a un pubblico… credevo di non esserne capace o ciò che avevo da dire non fosse interessante per gli altri. Continua a leggere “Gli amici”

19 Marzo

“I padri devono sempre dare, per essere felici.
Dare sempre, l’esser padre sta in questo “
Honoré de Balzac

Ci sono gli uomini e poi, poi ci sono i papà……
19 marzo, forse solo un numero, solo un giorno, solo una festa come ce ne sono tante ma anche un momento per fermarci a pensare a tutte quelle persone speciali, a tutti quei papà che aiutano a crescere, aiutano a diventare grandi, a tutti quei papà che prendono la mano dei loro bimbi appena nascono e non la lasciano mai, a tutti quei papà che ci sono sempre, a tutti quei papà che ridono, sgridano, insegnano, capiscono e camminano assieme ai loro bambini orgogliosi di essere i loro papà. Continua a leggere “19 Marzo”

Festa del papà

19 marzo – Festa del papà

Da bambina vedevo la mia manina scomparire nella tua, il naso all’insù lo sguardo rapito come davanti ad un’opera d’arte.
Il mio eroe, la mia roccia granitica che nulla avrebbe potuto scalfire, la fonte inesauribile della mia sicurezza.
Il periodo dell’adolescenza quello più intenso, amore e odio di pari intensità, gli inevitabili scontri di due generazioni a confronto, io ribelle indomabile in cerca di autoaffermazione, tu in trincea a difendere confini consolidati minati dal nuovo che avanza. Continua a leggere “Festa del papà”

Cinque consigli antipioggia

Piove. Piove. Piove e ancora piove.
La noia regna sovrana.
Se il vostro problema è che non sopportate il cosiddetto maltempo, questo è l’articolo che fa per voi.
Prima di tutto una giornata uggiosa è l’ideale per rimettere in ordine quell’armadio in cui avete nascosto il non più nascondibile. Una cosa alla volta, piano piano, e alla fine vi sentirete meglio.
Secondo voi è ancora poco per riempire interminabili ore gocciolanti? Allora prendete in mano quel libro che vi attende da mesi: non saranno mai troppe le pagine se il finale vi lascerà col fiato sospeso. Continua a leggere “Cinque consigli antipioggia”

Sensi: Udito

Sensi: Udito
A volte mi chiedo come riuscirei a vivere senza musica.
Credo che se mi mancasse l’udito, certo comunicare sarebbe complicato e difficile, ma il linguaggio dei segni e gli altri sensi mi aiuterebbero a farlo se pur in modo complesso.
Non avere l’onore di sentire uno strumento suonare, un amico cantare, il pianto di un bimbo, il cinguettio degli uccellini, il fragore del tuono, lo sciabordio del mare.
Il vento tra le foglie degli alberi, la pioggia che cade prepotente sul tetto, le campane che scandiscono le ore.
La compagnia allo scoppio di una risata amica, il tintinnare dei bicchieri ad un brindisi.
Il pianto da consolare di una persona cara, l’emozione ai concerti.
Come potrei vivere in un mondo senza l’onore di sentir pronunciare forte il mio nome? Senza provare l’emozione di sentire chiamare Mamma, “ia matta” (zia Marta), amore mio?

Marta Santin

Tu sei nato per essere felice

Quando sei felice facci caso!
Gandhi diceva: “La felicità è quando ciò che pensi, ciò che dici e ciò che fai sono in armonia”
È davvero possibile che la ricetta per la felicità suprema sia racchiusa in poche, semplici parole? Sembra più facile a dirsi che a farsi. Sicuramente invece potrebbe rivelarsi una buona base di partenza, una linea guida se vogliamo, per ispirare le nostre azioni, da quelle più superficiali a quelle più profonde. Allora perché è così difficile essere felici? Può davvero dipendere da uno stato di eterna insoddisfazione?
Io credo che l’essere umano abbia un’anima piuttosto complicata, spesso vincolata all’altrui pensiero, quasi a discapito di ciò che realmente sente. In molte occasioni mi è capitato di essere ciò che gli altri si aspettavano, non considerando quanto, l’agire in quel modo, limitasse la mia personalità. Poi con il tempo ho cominciato a domandarmi se ne valesse davvero la pena.
Raggiungere la pienezza, quella sensazione di soddisfazione interiore è una cosa che tutti vorremmo ottenere. Riuscirci però non è sempre facile. Di certo non vi sono istruzioni scritte da seguire per raggiungere questo obiettivo. Tuttavia, se pensiamo a noi stessi, vogliamo una sola cosa: essere felici. Spesso però non ce lo permettiamo, come se questo bisogno rappresentasse più una visione idilliaca, quasi un’utopia.
E allora come renderlo più reale?
Forse il primo cambiamento deve partire proprio da dentro.
Noi possediamo gli strumenti giusti, dovremmo solo imparare ad usarli nella maniera più appropriata. Continua a leggere “Tu sei nato per essere felice”

Essere donna

Fin da piccola mi hanno insegnato l’importanza di volersi bene e rispettarsi, prima di tutto il resto. Non sempre è stato facile, le difficoltà da superare sono state tante, ma ringrazio moltissimo i miei genitori per gli insegnamenti che mi hanno dato e che mi hanno resa la donna che sono.
Certo, sono un essere in cammino e la salita potrebbe essere dietro l’angolo, ma ho avuto la fortuna di avere degli insegnanti di vita molto presenti.
Vedere l’amore che che c’è tra loro dopo tanti anni ed il rispetto che hanno l’uno dell’altra, mi hanno fatta crescere capendo che non devo permettere a nessuno di bloccarmi.
Ho avuto la possibilità di conoscere molte persone e chi non mi ha trattata con rispetto, è stato “estromesso” dal continuare a camminare insieme a me nella strada della vita. Continua a leggere “Essere donna”

Scrivo perché respiro

“Scrivo per lo stesso motivo per cui respiro – perché, se non lo facessi, morirei”
Isaac Asimov

Non potrei vivere senza immaginare, senza raccontare, senza sognare, senza descrivere, senza osservare, senza ascoltare, senza scrivere.
Davanti a un foglio bianco le parole diventano immagini prima ancora di essere scritte, le lettere diventano parole e le parole si intrecciano tra loro e prendono vita, diventano persone, luoghi, diventano sorrisi, lacrime, paure, voci, dolore, risa, piacere, occhi, diventano spezzoni di film, scene di cartoni animati, diventano quadri, sculture, poesia, fotografie, vino, musica, profumi, le parole diventano amanti stretti in un ultimo abbraccio, coreografi, giovani étoile e attori di teatro, diventano ricordi da custodire gelosamente e coriandoli colorati da lanciare e allora scrivo senza correggere mai e riempio quel foglio di inchiostro, sensazioni, emozioni e di vita.
Scrivo per lo stesso motivo per cui respiro – perché, se non lo facessi, morirei.
Vi invito a scrivere, a riempire di parole ed emozioni un foglio bianco. Io ho sempre scritto e continuo a farlo per chi comprende e anche per chi non lo fa.

Andrea Spessotto

Tutta la durata della vita non è esistenza ma tempo.

Sapete che cos’è una banca del tempo? Se mi avessero fatto questa domanda qualche anno fa, non avrei saputo come rispondere. Tuttavia da quattro anni ormai sono socia di una di queste banche e, quindi, è doveroso che a risolvere il quesito sia io. La mia conoscenza di questa realtà è avvenuta per puro caso (se esiste veramente qualcosa nella vita che capita per mera casualità), ma da allora ho scoperto una rete speciale di persone che mettono al servizio degli altri le loro capacità.
Una banca del tempo è un istituto di credito particolare, in cui non viene depositato denaro ma tempo da scambiare. I soci sono correntisti che mettono a disposizione le loro abilità per svolgere le attività più disparate (si va dalla cura del giardino all’organizzazione di feste) e ricevere in cambio un’unità di tempo pari a quella da loro impiegata per la prestazione offerta: un’ora per un’ora, insomma.
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VESTITI DI FOGLIE

Ci sono giornate che sembrano opprimerci, ci sono nebbie che sembrano soffocarci.
Ti è mai capitata una giornata in cui tutto va storto, non capisci niente di quello che ti dicono e avresti solo voglia di scappare? Sono quelle giornate in cui fatichiamo a tenere il passo dell’agenda, quelle settimane in cui è sempre lunedì. Appuntamenti che si accavallano, orari da incastrare, a pranzo manco il panino della pubblicità.
Oppressione e senso di soffocamento sono i sintomi del sovraccarico; rabbia e nervosismo, scontrosità o immobilismo sono le sue manifestazioni.
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Il principio del colapasta

Ci sono periodi in cui dentro la testa si mescola tutto, le idee con le preoccupazioni, gli impegni con le emozioni, i desideri con i ricordi, le informazioni con la felicità e quando succede è un gran casino.
Non solo perché riuscire a far diradare la nebbia è difficile ma perché in questa bruma si rischia di perdere qualcosa.
Avete presente quando scolate gli spaghetti?
Per chissà quali dinamiche della fisica ogni tanto succede che qualche spaghetto riesca a centrare il buco dello scolapasta e scivolare oltre, ecco, le cose che smarriamo in questi momenti confusi sono proprio così, scivolano oltre.
Certo, poi guardandola da un altro punto di vista magari, in realtà, si mettono solo in salvo, ma questo è un altro discorso.
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A che cosa giochiamo?

Quando eravamo piccoli era bellissimo avere quest’unico pensiero e nonostante fosse il solo, era comunque difficile scegliere. Un po’ perché era naturale sperimentare, un po’ perché dipendeva dal bimbo/a con cui potevamo giocare.

Quante volte oggi vorrei che il mio unico pensiero fosse: “a cosa giochiamo?”

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Sogno

“Se sognare un po’ è pericoloso, il rimedio non è sognare di meno ma sognare di più, sognare tutto il tempo”.
Marcel Proust

Disteso nel letto sognavo: dormivo, forse dormivo ma non ne sono sicuro perché spesso mi è capitato di sognare anche ad occhi aperti. Nel sogno correvo, correvo felice in mezzo ad un prato ma poi sono inciampato e sono caduto; ho barcollato, ho cercato un sostegno, un appiglio e mi sono rialzato, ho aperto le braccia e mi sono fatto sollevare da uno stormo di cuori rossi che danzava all’altezza dei miei occhi, cuori un giorno amati follemente ma poi persi per sempre.
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Il dolore non ha colore

“A un cuore in pezzi nessuno s’avvicini 

senza l’alto privilegio di avere sofferto altrettanto “ 

Emily Dickinson 

Il dolore è qualcosa di indescrivibile, è rumore che fa male. Il dolore non ha un suono: viaggia nel silenzio e lo riempie. Il dolore si espande, cresce, sovrasta, lacera. Continua a leggere “Il dolore non ha colore”

Una piccola ape furibonda

” Se Dio esiste, dovrà chiedermi scusa”
Frase apparsa su un muro di Auschwtz.

Una mattina, come oggi, di qualche anno fa, a colazione EMA, mio figlio, mi ha detto ” papà oggi nel tuo caffè mettici un po’ di libertà e un po’ di memoria “

” Noi siamo la memoria che abbiamo e la responsabilità che ci assumiamo, senza memoria non esistiamo e senza responsabilità forse non meritiamo di esistere “

27 gennaio, un giorno, una data, un attimo per fermarsi a pensare, un momento per ricordare la stoltezza dell’uomo che ciclicamente torna e la mancanza della memoria, o meglio ancora la perdita della memoria.
Continua a leggere “Una piccola ape furibonda”

Un anno di noi

A volte basta uno sguardo e tutto diventa chiaro. Ed è bastato guardarci: due occhi castani che si riflettono in due azzurri, un lampo e una certezza: “abbiamo una promessa da mantenere”.
Così da un corso di scrittura e un’amicizia che oltrepassa il tempo e lo spazio come solo anime affini sono capaci di fare, un giorno abbiamo deciso che era ora di dare forma ad un sogno e mettere un post sulla pagina di #quelledeibigliettinigialli per reclutare qualcuno disposto a unirsi al gruppo ed aiutarci a trasformare tutto in realtà.
Continua a leggere “Un anno di noi”

CREATIVITÀ

Quando ero più piccola ero molto più creativa, mi piaceva un sacco ricamare e decorare ogni tipo di oggetto…
Anche dopo essere cresciuta, questo mio lato artistico non è mai venuto a mancare, ma il tempo “libero” a disposizione è diventato sempre meno.
Avendo tante passioni, negli anni ho dovuto scegliere man mano a quale dedicarmi, ma non sono mai riuscita ad occuparmi solo di un interesse alla volta.
Il bello di essere una persona attiva è che mi metto sempre in gioco, ogni giorno cambio qualcosa di me stessa.
Qualche volta faccio dei passi indietro ma molto più spesso vado avanti verso una meta a me ancora sconosciuta, ma intrigante, cercando di non perdere la voglia di creare sempre qualcosa di nuovo, sia esso un oggetto, una foto o un’amicizia.

Katiuscia Salmaso

Una foglia a forma di cuore

Sto guidando, il finestrino aperto lascia entrare l’aria fresca che accarezza la pelle. La radio è accesa, un po’ canto e un po’ ascolto e penso, penso a come la vita cambia in fretta e il più delle volte senza lasciarci il tempo per accorgercene. Tutto è veloce, tutto è turbinio, tutto è cangiante: colori, profumi, suoni, parole, emozioni rincorrono altre emozioni.
Il tempo vola e sfugge di mano. Gioia e dolore, risate e lacrime, tutto si alterna in una danza vorticosa ma non è colpa di nessuno, troppe volte pensiamo di essere nocchieri ma siamo solamente passeggeri. Epicuro ci ha insegnato che non è possibile immergerci due volte nell’acqua di uno stesso fiume: il fiume rimane lo stesso ma l’acqua no, la corrente l’ha portata via per fare spazio a nuova acqua. La vita cambia freneticamente e scorre come la pagine di un libro dimenticato su una panchina mentre tira forte il vento. Siamo attimi, siamo briciole, siamo forza, siamo momenti unici e difficilmente ripetibili. Continua a leggere “Una foglia a forma di cuore”

L’ARTE DI NON DIVENTARE TROPPO FRAGILI

Mio padre, quando parla della sua età, tira fuori il vecchio metro da muratore, lo apre e appoggia il dito sulla tacchetta dell’ottantuno, l’aspettativa di vita attuale di un maschio italiano, e poi scorre il dito all’indietro solo di un po’ e dice: “Io sono arrivato qua…” e sorride.

Maria vive da sola da decenni, ha 94 anni e la sua ironia e intelligenza sono ancora vivacissime. La sua vita è una routine di gesti ripetuti con il rito serale della sigaretta fumata sul terrazzino.

Il segreto di Vittorio, che a quasi ottant’anni vendemmia e lavora come se ne avesse quaranta, è “dormire bene, camminare molto e mangiare poco.”

Invecchiare è un’arte che va coltivata da giovani. Non c’è una ricetta unica, ognuno deve trovare il proprio equilibrio e mettere in gioco le proprie risorse. Continua a leggere “L’ARTE DI NON DIVENTARE TROPPO FRAGILI”

Ricordati di collegare il cervello con i piedi

Luisa e io da bambine, e poi da ragazze, avevamo uno strano rito domenicale. Abitavamo in una piccola frazione a circa un chilometro di distanza l’una dall’altra. Finita la Messa delle nove e mezza, lei, che abitava vicino alla chiesa, mi accompagnava a casa. Era l’occasione per commentare i fatti della settimana e tanto altro. Arrivate al mio cancello, non avevamo minimamente esaurito gli argomenti. L’unica era fare la strada a ritroso e poi tornare di nuovo indietro, incuranti di chi ci guardava incuriosito, del sole a picco o della pioggia. Ci fermava solo il richiamo del pranzo pronto. Camminavamo e parlavamo, prima lei e dopo io, in un’alternanza di parole e di ascolto che veniva naturale come il passo. Camminavamo, parlavamo e crescevamo.
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