Second life

Portare il pane casa per casa era una delle cose che mi piaceva di più quando ero bambina: salivo sul furgone di mamma e papà che avevano, nella mattinata, ben tre giri famiglia per famiglia da fare.
La cosa che più mi entusiasmava era il meticoloso “ordine di uscita” (passatemi il termine) con cui la mamma ordinava i sacchetti nelle ceste che caricavamo. La cosa stupenda era che quelle ceste erano come il quadro astratto di qualche pittore. Ogni famiglia infatti aveva il suo sacchetto: alcuni erano a quadretti, altri tinta unita, a righe, a fiori e la mamma sapeva esattamente su quale balcone dovevi lasciarli perché, una volta lì, ne avevi un altro identico da ritirare. Ogni giorno, ogni anno, fino a che, logorati dai lavaggi e dopo aver onorato il loro compito, venivano sostituiti o dalla stessa o da una nuova sgargiante fantasia. Continua a leggere “Second life”

Io cammino da sola di Alessandra Beltrame

Questo per me era uno degli incompiuti: li chiamo così i libri che inizio a leggere e poi per qualche motivo abbandono sul comodino prima di averli finiti, in attesa di decidere se continuare o passare oltre.
Dopo un po’ di tempo ho deciso di rileggerlo ricominciando da capo e ho capito che la prima volta non lo avevo capito: mi sembrava totalmente diverso, ero io a essere diversa; questa volta l’ho trovato molto interessante.
Alessandra è una donna che all’apparenza sembra avere tutto: una carriera avviata, una buona posizione economica, la sua indipendenza; eppure decide di mettersi in gioco lasciando tutto ciò che ha per iniziare la ricerca di qualcosa che le manca, che sente sfuggente: la felicità e la piena realizzazione di se stessa.
Quasi per caso inizia a camminare insieme ad un gruppo, con lo scopo di evadere dalla quotidianità e dal ritmo frenetico della città, immergersi nella natura e schiarirsi le idee. Continua a leggere “Io cammino da sola di Alessandra Beltrame”

Guerre e battaglie in un dizionario dei sinonimi e contrari.

Ma quanto sono belle le parole?
Le ascoltate mai quando le pronunciate, ci fate mai attenzione quando le leggete?
Le parole sono come un cioccolatino: oltre ad essere buono può essere anche bello da vedere, può essere incartato in maniera fine, così che a volte succede che sia meglio la confezione del prodotto.
Alle elementari ho passato giornate a pronunciare Guadalquivir: il nome di questo fiume spagnolo mi sembrava così affascinante, sembrava quasi il nome di un cocktail delizioso: “Cosa prende?”, “Salve, un Guadalquivir, grazie!”
Al contrario c’erano anche il Dnepr ed il Dnestr, sti due fiumi infiniti che spaccano a metà l’Europa e che non sapevo mai come pronunciare davanti alla maestra che mi aspettava al varco. Nomi duri, croccanti, come a voler chiarire da subito che loro non avevano l’andazzo di quei latini occidentali: loro erano rigorosi e ligi alle regole. Continua a leggere “Guerre e battaglie in un dizionario dei sinonimi e contrari.”

VITA

Vorrei una vita normale: la vorrei spensierata, allegra, giocosa, furba, emozionante, adrenalinica; la vorrei forte, piena di sapori, colori, suoni, piena di istanti da vivere, salite da affrontare e vette da scalare, piena di ruzzoloni e di cadute, piena di calore, piena di particolari da osservare e di gente da incontrare, piena d’amore e di gioia e, perché no anche, in piccola parte, di dispiaceri e dolore.
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Lo Stralisco di Roberto Piumini

“Non c’è una sola strada al mondo”

Nell’antica Turchia un pittore viene chiamato da un signore delle terre del Nord per affrescare le stanze del suo bambino che, colpito da una strana malattia, non può vivere all’aria aperta. Il pittore si mette al lavoro: dipinge prima le montagne, poi il mare verde e azzurro, poi un prato nelle sue diverse stagioni. Tra le erbe del prato c’è anche una pianta mai vista: lo stralisco, che ha spighe simili a quelle del grano, ma è una pianta-lucciola, che splende nelle notti serene. Tra il pittore e il bambino si sviluppa rapidamente una meravigliosa amicizia: le immagini che vanno a ricoprire le pareti e il soffitto di quelle stanze nascono da un dialogo sempre più intenso. Il mondo parlato e dipinto non è meno vero ed entusiasmante, con tutte le sue storie e i suoi colori, di quello che comincia oltre le finestre sigillate della casa
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Chiacchiere con un artista: Giulio Masieri

È una serata di agosto ed ho appuntamento con l’artista degli “animali giganti del quartiere di Torre a Pordenone”.
Giulio è una persona alla mano, semplice, schietto, diretto. Chiacchieriamo come due vecchi amici, pur non conoscendoci.
Quando nasce l’idea degli animali?
Mi risponde sorridendo – Durante il Covid, ero chiuso in casa, sono sceso nei garage del condominio e ho chiesto se potevo fare un disegno. Così è nato “Il gatto” come momento di fuga al lockdown. Ero stanco di tutta quella apprensione e volevo evadere: che cosa poteva essere meglio di un grande animale? Poi ho chiesto alla Associazione Torre se mi trovavano una parete per fare un altro murales ed è nato “Il cane”.
Anche la RAI si è scomodata per te: immaginavi di avere così tanta risonanza?
Sorride nuovamente – Francamente no. Mi hanno contattato anche da Napoli! Ma la cosa più bella è vedere quanti bambini vengono a vederli. Oggi c’era una nonna che mi ha fermato per chiedermi se sapevo dove fosse il condominio con “Il gatto”.
Ridiamo – Non sapeva fossi tu?
No! I bambini li accarezzano, sono curiosi a quella età, mi chiedono come si usano le polveri e io glielo spiego.
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QUELLO CHE LE MAMME NON DICONO

Ritornerà. Ritornerà il momento in cui gli armadi saranno in ordine, le tovaglie candidamente smacchiate e la biancheria perfettamente inamidata. Ritornerà il tempo della messa in piega e anche quello delle giornate senza orari, senza programmi e senza zaino. Ritornerà anche il tempo della doccia rilassante e delle letture sul divano all’ora che vuoi.
Al di là di ogni aspettativa, dice qualcuno. Ma parole, parole, parole di qua, di là, di su e di giù non te le saresti mai aspettate. Metti i calzini, togli i calzini, non hai il cappellino, hai caldo, è stretto, prendilo su, mettilo giù, poco latte, troppa pappa… Ognuno sembra aver la sua teoria pedagogica e nutrizionale di fronte al neo arrivato roseo e sorridente, salvo defilarsi appena possibile… che di solito è quando a te serve qualcosa. Continua a leggere “QUELLO CHE LE MAMME NON DICONO”

Se son libri fioriranno… – The Passenger – Giappone

Molti di noi prima di partire per un viaggio si precipitano in libreria ad acquistare una guida turistica per approfondire la conoscenza del posto che stanno per visitare. Spesso è proprio in quel momento che inizia il viaggio: con la mente già si comincia a immergersi in questa nuova realtà, nuovi nomi da memorizzare, posti caratteristici da non perdere, curiosità da scoprire.
Nel mio caso quando mi sono recata in libreria non stavo cercando una vera e propria guida turistica: non era ancora il momento; cercavo più una lettura che mi avvicinasse gradualmente al Paese che avevo in mente di visitare, che stuzzicasse la mia curiosità di lettrice e di viaggiatrice al tempo stesso. Continua a leggere “Se son libri fioriranno… – The Passenger – Giappone”

La Biblioteca di Sara e le video letture tascabili

La Biblioteca di Sara nasce in memoria di Sara Moranduzzo, giornalista colta e raffinata mancata precocemente dopo aver affrontato con grande coraggio la malattia.
Il progetto, supportato dalla dr.ssa Roberta Merighi della Biblioteca Medica aziendale, inizialmente si occupava di distribuzione e di prestito in corsia di libri appartenuti a Sara e donati da amici e familiari all’Azienda Ospedaliera “Santa Maria degli Angeli” di Pordenone. L’intento era quello di migliorare la qualità della degenza, stimolando l’interesse e la vitalità delle persone.
Ad oggi La Biblioteca di Sara vanta tantissime attività: ricordiamo le letture ad alta voce tenute nei reparti di Oncologia Medica e Dialisi durante le terapie ma anche per i bambini della Pediatria, a volte accompagnate da brevi laboratori. Continua a leggere “La Biblioteca di Sara e le video letture tascabili”