Parole

Ognuno di noi sente la necessità di esprimersi e di raccontarsi attraverso forme e modi fra i più disparati: scrivere, dipingere, scolpire, fotografare, comporre sono tentativi per cercare di fermare il tempo e imprigionare le proprie emozioni, belle o brutte che siano, ma pur sempre determinanti per la nostra crescita; sono i nostri strumenti per incidere e ricordare la nostra vita, sono la possibilità di poterci ritrovare ancora una volta riguardando i lavori fatti.
Ho sempre amato le parole: ho sempre desiderato scriverle, leggerle, cantarle, ascoltarle e poi sognarle; ho divorato libri, poesie, riviste e ho ascoltato canzoni e visto film e documentari cercando sempre di rubare le parole a chi le sapeva usare, a chi sapeva rapire la mia attenzione. Ho sempre ammirato e molte volte invidiato chi ha le parole in grado di spiegare qualsiasi cosa, in grado di raccontare una storia, un amore, un viaggio. Ho sempre invidiato chi sa prendermi per mano e portarmi ovunque e in qualsiasi momento per farmi vivere un’emozione senza farmi partire.
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Amo la diversità

Amo la diversità.
Amo le donne che giocano a rugby e gli uomini che si rilassano con l’uncinetto; amo le donne che giocano a briscola e gli uomini che bramano nel far shopping; amo le donne con il trapano in mano e mi piacciono gli uomini che non disdegnano di fare le pulizie di casa.
Amo la diversità.
Amo le donne in giacca e cravatta e gli uomini che ballano il liscio; le donne che ascoltano il metal e gli uomini che ballano in calzamaglia; gli uomini che leggono le poesie romantiche e le donne che leggono i poemi maledetti di Verlaine e Rimbaud; le donne capaci di fare il capo e gli uomini introversi, capaci di amare in silenzio.
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