Prendersi cura della rabbia

La rabbia è un’emozione universale, un sentimento che tutti abbiamo provato almeno una volta nella vita. È un fuoco che arde dentro di noi, un grido di protesta contro l’ingiustizia, la frustrazione, il dolore. Quando parliamo di rabbia, spesso la trattiamo come un nemico da zittire, reprimere o scaricare il più in fretta possibile. Da poco mi sono imbattuta su una chiave di lettura differente, quella del maestro monaco zen Thich Nhat Hanh che ci propone un diverso punto di vista, secondo me molto rivoluzionario: la rabbia vista come un bambino che piange, bisognoso di cure amorevoli. Un bambino che urla, non unicamente lo fa per attirare l’attenzione, ma per essere ascoltato e per essere compreso. Allo stesso modo funziona anche la rabbia: è una parte di noi che sta chiedendo presenza e cura e non va ignorata o rifiutata perché questo genererebbe ancora più dolore. Tutti noi abbiamo il diritto di sentirci arrabbiati. Continua a leggere “Prendersi cura della rabbia”

Ciò che scontato non è

Si parte presto, dal suono della sveglia: driiin… Tutti in piedi! E via con una serie di riti prestabiliti che non hanno bisogno di interpretazioni: non si esce senza un caffè, al bar la brioches è con il cappuccino; le scarpe le lego ad occhi chiusi e il soprabito è l’ultima cosa da mettere; leggere e scrivere, in bici o in macchina l’esatta sequenza dei gesti è un pilota automatico e le azioni per il buon proseguimento della giornata sono già pronte nelle mani che lavorano da sole senza che nessuno comandi loro cosa fare.
Gli stereotipi, i rituali, le sequenze meccaniche sempre identiche a se stesse sono un’ottima trovata del cervello umano che lavora in economia: meno novità, meno rischi di errori, meno dispersione di energie. Anche ciò che riguarda la salute rientra in una serie di routine che vanno dal lavaggio dei denti mattina e sera al calendario di esami di check-up che si infittisce via via che passano le primavere.
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L’agenda della felicità

L’ho conosciuta un giorno, inaspettatamente. Me l’ha presentata un’amica, una di quelle che vede lontano. Sfoggiava un irriverente arancione fluo per essere sicura di non passare inosservata. L’ho sfogliata con la punta delle dita, da lontano, con prudente curiosità come farebbe un gatto con qualcosa che non conosce. Poi ho deciso di lasciarla sullo scaffale per un po’, poco convinta sul da farsi. Sono passati mesi senza che ci pensassi, anche se, ogni tanto, la vedevo quando passavo di là.. e la ignoravo. Ma si sa, le cose iniziano quando è il momento giusto e così un giorno, vuoi che era iniziato un nuovo anno ricco di buoni propositi e nuove sfide da affrontare, vuoi che ero in cerca di chiarezza e nuove visioni, ho deciso che era venuto il momento di conoscerci veramente.
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Fai un bel respiro

Cosa ci tiene in vita? Le passioni, l’amore, la nostra capacità di essere resilienti.
Sicuramente queste sarebbero alcune delle risposte che ci verrebbero date se ponessimo la domanda a qualcuno dei nostri conoscenti. Tutte cose giustissime e sacrosante, ma all’apparenza non veramente vitali.
Banalmente, il nostro essere vivi dipende da una funzione automatica, ma essenziale che chiamiamo “respirazione”. Inspirazione ed espirazione avvengono con uno sforzo talmente minimo che nemmeno ci rendiamo conto che stiamo respirando. Chi sa quanti respiri facciamo ogni giorno?
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27 domande che ti stravolgeranno la giornata

Consapevolezza. Una parola tanto usata, ma cosa vuol dire veramente?

Dal principio, la consapevolezza è uno strumento di sopravvivenza: la capacità di essere consapevoli dell’ambiente in qualche forma, a qualche livello, e di agire conseguentemente. 

La consapevolezza è un magico risveglio. È sentirsi davvero svegli (non come quando suona la sveglia la mattina), è molto di più. È sentirsi vivi, presenti, liberi.  Continua a leggere “27 domande che ti stravolgeranno la giornata”