Ad ogni passo tutto può cambiare

“Il camminare presuppone che a ogni passo il mondo cambi in qualche suo aspetto e pure che qualcosa cambi in noi”
(Italo Calvino)

Adoro camminare, lo faccio spesso, quasi ogni giorno e più lo faccio e più sento che mi manca nei giorni cui la frenesia non me ne dà il tempo. Il mio corpo ne ha bisogno, la mia anima non ne può fare a meno.
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Mercury train

La linea Mercury prese il nome dal mitologico dio romano Mercurio, a cui era attribuito il compito di recapitare i messaggi.
Fu un’idea rivoluzionaria concepita negli anni ’30 e commissionata dalla New York Central Railroad per collegare velocemente alcune città del Midwest.
Il treno doveva essere: veloce, comodo, esclusivo e alla moda. Fu commissionato al designer Henry Dreyfuss, che si cimentò con non poche difficoltà nella sua realizzazione. Il designer accettò la sfida passando dall’oggettistica per la casa e le penne stilografiche, alla realizzazione di un treno che potesse coniugare l’estetica esterna a quella interna, l’aerodinamicità al confort.
Ne uscì un capolavoro di Art Decò. Il progetto fu quasi per essere abbandonato quando, sulla sua prima bozza, si fece il calcolo dei costi del nuovo treno che risultò insostenibile per la compagnia. Dreyfuss preso dallo sconforto fece un viaggio in treno e lì ebbe l’idea di convertire dei vecchi convogli nel nuovo treno, abbattendo di quasi i due terzi il suo costo.
Il successo fu immediato tanto che si aggiunsero nuove tratte targate Mercury. L’ultima venne abbandonata ben 30 anni dopo. Il nuovo treno caratterizzò la produzione industriale americana non solo nei trasporti, influenzando anche quello delle automobili caratterizzando un intero paese.
Tra le sue peculiarità vi era il concetto di unire la bellezza esterna con quella interna, in un tutt’uno. Il concedere al viaggiatore una visione molto più ampia dell’esterno, ampliando e abbassando l’altezza dei finestrini. Lusso e comodità davano quel tocco di esclusività, mente il confort era garantito da alcune ingegnose soluzione tecniche per limitare le vibrazioni. Anche gli spazi interni, furono rivisitati e innovati, per accogliere meglio i passeggeri. Questo concetto si espresse al massimo nella carrozza ristorante e nella realizzazione di un vero proprio salotto vetrato posizionato alla fine del convoglio.

Michele Vida “Baudasch”

Comunicazioni stradali

Vi è mai capitato di guidare su una strada che “parla”?
Recentemente, mentre percorrevo un tratto di strada appena riasfaltato, ho sentito un rumore strano e ho subito pensato di avere un problema alle gomme. Orecchie tese all’ascolto e velocità ridotta: quello che sentivo era più un suono, un lamento, sembrava quasi il canto di una balena, prolungato, continuo, affascinante. Mentre rimuginavo sul da farsi e la mia mente si focalizzava sull’immagine di Dori che parla il balenese, il suono di colpo scompare e la via ritorna ad essere quella di sempre, buche comprese.
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I’m feeling blue

A gennaio è sempre lì ad aspettarci carico di tristezza e depressione, il lunedì più blu dell’anno è il giorno della tristezza, della malinconia, della depressione.
Ma perché proprio il blu? Clarice Lispector, ucraina di nascita, naturalizzata brasiliana, usava queste parole per descriverlo: Continua a leggere “I’m feeling blue”

Profumo di glicine

Oggi l’aria profuma di glicine, adoro la primavera, le giornate si allungano, il sole si fa più caldo, lo percepisco, mentre con i suoi raggi mi accarezza la pelle. Gli alberi fioriti danno quel tocco di colore a tutto ciò, che fino a un attimo prima, era grigio e spoglio. Api e farfalle svolazzano allegramente sui prati, provocando in me un impellente bisogno di stare all’aperto.
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La voce d’oro d’america

“Ho una voce che è un dono di Dio, sono un ex-speaker radiofonico che sta attraversando un momento molto difficile. Per favore, qualunque aiuto sarà apprezzato. Grazie e che Dio vi benedica”.

Era un giorno grigio e nuvoloso, un senza tetto, con un piccolo cartello in mano, si avvicina al finestrino di una macchina ferma ad un semaforo.
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Divertirsi per ottenere ciò che si vuole

Sono qui seduta sul mio divano intenta a scrivere questo articolo. Devo finirlo entro domani. No… Non devo: voglio! 

Nella vita ho capito questa gran bella differenza. Se “di qualcosa” ripeto continuamente che “devo” allora mi chiedo: “lo voglio davvero”? Continua a leggere “Divertirsi per ottenere ciò che si vuole”

Cose che ho imparato da te

Giada si rigirò fra le mani il ciondolo appena scartato dall’involucro che lo conservava intatto dentro una scatola di scarpe adibita a portaoggetti. L’albero era pronto per essere addobbato, ma quel pendaglio doveva essere posizionato per primo. Solo dopo era possibile proseguire nelle decorazioni.
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Wabi Sabi, la bellezza dell’imperfezione

Bellezza e imperfezione, parole che messe insieme sembrano contrapporsi tanto da rivelarsi quasi rivoluzionarie ai giorni nostri, ma che, tuttavia, rientrano sempre più spesso nella vita quotidiana.
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Cassa lenta ma contenta

Anche a voi, la spesa ultimamente sembra diventata una sorta di maratona?
Oramai alla cassa la parola chiave è velocità! Mettere i prodotti sul rullo a tempo di record e, con doti da supereroe, in tempo zero, imbustarli, rimetterli nel carrello e contemporaneamente pagare, che dietro di te c’è già chi incalza. Si e no, un “buongiorno” alla cassiera a cui invece vorrei trasmettere tutta la mia stima, alla fine tutto ciò che mi resta è un’ansia da prestazione un po’ sudaticcia. Continua a leggere “Cassa lenta ma contenta”

Rispettate il pane

Ho imparato fin da piccola che esistono dei tempi e che quei tempi vanno rispettati! Ho imparato che il sacrificio e la dedizione sono alla base del lavoro, e che non esiste lavoro migliore di quello che si fa per credo o per passione.
Ho imparato che non esistevano le vacanze, che noi non eravamo come gli altri che il week end uscivano a cena. Ho imparato che al pomeriggio dovevamo fare silenzio e che non si poteva fare tardi la sera.
Era il ritmo del pane che decideva per noi: era il suo impasto, il suo lento lievitare. Era lui che scandiva la giornata quando, finalmente, la domenica andavamo tutti insieme al mare. Dettava ticchettando quando si poteva partire e quando si doveva tornare a casa.
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GRANDI DONNE — Hedy Lamarr

HEDY LAMARR (pseudonimo di Hedwing Eva Maria Kiesler Vienna 9/11/14 Altamonte Springs 19/01/2000).

Hedy nacque a Vienna nel ’14, fu una donna molto particolare, per certi versi straordinaria. A seguito dell’annessione dell’Austria alla Germania nazista, decise di fuggire in America. Collaborò attivamente alla campagna di finanziamento proposta dal governo americano, per sostenere le ingenti spese della guerra. A diciotto anni iniziò a recitare in alcune produzioni cinematografiche austriache e cecoslovacche, tra cui “Estasi”. La pellicola, in bianco e nero, immortalò la prima scena di nudo in un film e per questo fu censurata in molti stati. La bellissima attrice recitò a seno scoperto per alcuni secondi, mentre faceva il bagno. Giunta in America continuò la sua carriera di attrice. Comparve in diversi film accanto a Spencer Tracy, Clark Gable, ed altri divi di Hollywood.
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Colori

“…Ogni nuovo mattino, uscirò per le strade cercando i colori”
Cesare Pavese

Li cercherò e li ruberò ai fiori, ai prati, ai laghi, al cielo, alle nuvole, al mare, al sole, mi riempirò avidamente gli occhi e l’anima e poi con le dita piene di colore dipingerò gli scuretti delle case, le portiere delle macchine, i pali della luce, l’asfalto delle strade, le facce tristi delle persone in fila alla fermata dell’autobus.
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“Siamo stelle sulla terra ferma”

Ci avete mai pensato da dove veniamo? Di cosa siamo fatti? Del perché esistiamo?
Io credo che molti di noi si siano fatti queste domande.
Molto spesso durante le mie passeggiate fra i boschi, osservo gli alberi, le piante, i fiori, rimango consapevole di quello che mi circonda, di quello che sento, tocco…e penso: tutto questo ha uno scopo, una funzione.
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Aiuto! sono un’accumulatrice compulsiva di libri

Aiuto! Sono un’accumulatrice compulsiva di libri.
Ci sono due tipi di lettori: quelli a cui non importa da dove provengano i libri, se da amici o da una biblioteca e poi ci sono gli accumulatori compulsivi come me, con questa smodata passione per acquistare libri.
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Nature bathing: il potere rigenerante della natura

Ci sono momenti in cui la quotidianità ci opprime, i mille impegni continuano ad accumularsi e noi arranchiamo per starci dietro, i pensieri affollano la mente come nubi all’orizzonte, mille voci si accavallano una sull’altra fino a quando il nostro corpo ci dice: “basta!” È arrivato il momento di fermarsi e riprendere fiato.
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A scuola da San Benedetto

476 d.C. Lo sciro Odoacre scaccia dal trono imperiale Romolo, detto Augustolo per la sua giovane età (aveva circa quattordici anni quando salì al potere). È la fine, almeno formalmente, dell’impero romano d’Occidente, attraversato in realtà già da molto tempo da una fortissima crisi.
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Impermanente fugacità

“Tempus fugit”, “Hic et nunc”: sentiamo dire spesso quanto sia importante il “qui e ora” e quanto sia fuggevole il tempo, soprattutto in quest’ultimo periodo durante il quale per un po’ si è fermato e ci ha dato l’opportunità di pensare a come lo viviamo.
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“Lasciamoci piangere”

Piangere non è una cosa banale o semplice. Piangere può essere complicato! Il pianto per un forte dolore, per una perdita, per un distacco, per un addio è, spesso, incontrollabile: quindi sembra scontato, naturale. Piangere al posto di urlare, per volersi sfogare, per buttare fuori il gomitolo che ci intasa l’anima, per espellere la rabbia, il rancore, tutte quelle emozioni negative che ci soffocano, invece, non sempre ci riesce in modo facile. Non vorremmo mica sembrare pazzi!?!?
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Punti di vista

La ragione è effimera, del tutto parziale, quasi mai assoluta. Litighiamo per avere ragione, non perché deteniamo la verità, ammesso che essa possa esistere, ma perché ne va del nostro ego. Se prendo una carta da gioco e la tengo di fronte a me o vedo il suo segno e il valore, oppure il colore del suo dorso. Lo stesso vale per chi si trova di fronte a me. In altre parole vedremmo la stesa scena ma, ognuno di noi da essa trarrebbe considerazioni completamente differenti, ed entrambi avremmo ragione.
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Un porto per le crisi travolgenti

Una pieve costruita in piena carestia, un luogo armonioso per pensare a Dio. Oggi ospita l’esperienza di fraternità di don Luigi Verdi: l’onda della sua crisi vocazionale lo ha colto all’improvviso, sulla calma bonaccia, vorticosamente. Ma quel vortice gli è servito per superare uno stato, dice lui, non più consono.
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Un raggio di sole

Vi è mai capitato di associare un particolare oggetto ad un momento particolare, una cosa od una persona?
A me si, succede di continuo, quando penso al nostro bigliettino giallo. Piccolo e tascabile, riporta sul davanti la scritta “solo pensieri positivi”, è giallo come il sole, ed ogni volta che viene distribuito regala un raggio caldo e avvolgente a chi ne ha bisogno.
Al suo interno una piccola frase d’incoraggiamento scritta da una persona e destinata a raggiungerne un’altra, un filo impercettibile che unisce così due anime che non si conoscono ma che da quel momento si sono inconsapevolmente sfiorate a vicenda.
Quando mi trovo a scrivere i bigliettini gialli è come se nella mia mente vedessi le innumerevoli immagini dei sorrisi di coloro che si sono imbattuti in essi, rivedo situazioni e attimi di profonda empatia.
Ve ne racconto una che mi ha colpito particolarmente, successa in occasione di Pordenonelegge. Mentre me ne sto lì a chiacchierare e dispensare bigliettini gialli, arriva una ragazzina, mi saluta e mi mostra il suo, custodito con cura sotto la custodia del cellulare, si ricorda di me, di quando siamo state in pediatria durante il periodo natalizio. Anche in quell’occasione mi ritrovavo a distribuire “solo pensieri positivi”. Pesca un nuovo bigliettino e lo dona alla sua amica del cuore, poi mi abbraccia e mi ringrazia. Ed io penso grazie a te piccola dolce creatura, oggi il sorriso me lo hai fatto spuntare tu!

Eleonora Brun

Nietzsche e la relazione con l’attualità

Nonostante sia vissuto secoli fa, Nietzsche può essere considerato un filosofo molto moderno. Pare quasi che si sia ispirato al mondo attuale per delineare il suo pensiero e mettere a punto le sue teorie.
In prima istanza, Nietzsche è il padre del prospettivismo. Per lui non esistono fatti concreti, ma solo interpretazioni. L’uomo, che è egli stesso un’interpretazione, guarda alle cose in base al proprio giudizio e facendo le proprie considerazioni.
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Pagaiando in compagnia

Dice un vecchio detto: “quando si chiude una porta si apre un portone”… e quando la porta che si chiude è una carriera da allenatore olimpico, quella che si apre quale potrebbe essere?
È questa la domanda che si è posto Mauro Baron quando, dopo aver fatto vincere all’Italia della canoa diversi titoli, si è ritirato dalla carriera agonistica.
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Mille e una riflessione sul tempo

“Come passa il tempo quando ci si diverte!”.
A lungo questa frase è stata il mio tormentone, convinta che la percezione del tempo fosse alla mercé dei capricciosi umori del momento. D’altronde si sa che quando ci si annoia il tempo non passa mai, rallenta, si dilata quasi fino a fermarsi, sospeso in un eterno fotogramma. E nei momenti più belli?
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Sei tu che scegli l’agenda? O lei te?

C’è chi non sa cosa sia un’agenda dove appuntarsi i vari impegni perché ancora se li ricorda a memoria, oppure si affida ad altri per farlo. Alcuni proprio non la desiderano avere, perché, anche se hanno molti appuntamenti, senza annotarseli gli sembra di sentirsi più liberi.
Poi ci sono le persone per cui è fondamentalissimo averla, non importa che essa sia online come google calendar, oppure cartacea.
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Pan e Vin

Questa è una notte magica,
una notte piena di sogni, di riti, di speranze, di desideri, questa è la notte dei falò, questa è la notte dove si rispetta una tradizione Celtica e si bruciano ” le foghère”, grandi cataste di legno, questa è la notte dove si brucia il passato sperando in un futuro migliore, questa è la notte dove ci si riunisce in cerchio, si grida e si canta, “Pan e Vin “, questa è la notte dove la direzione del fumo sarà presagio per il futuro.
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Fare bilanci

Forse sembra strano, ma spesso a dicembre, in particolare tra natale e capodanno, mi assale la tristezza. “Ma come!?” potrà esclamare qualcuno! Eppure è davvero così! All’inizio pensavo di essere proprio sbagliata, che la vita mi avesse troppo inacidita con le mille prove che aveva seminato lungo la mia strada, ma se ci rifletto penso che in fondo non sono così strana.
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Fare a maglia un’arte che fa bene alla mente e al corpo

In molti mi chiamano affettuosamente la nonna: questo nasce dal fatto che sono molto freddolosa e non giro mai senza un foulard o una giacchina anche in pieno agosto e con 40 gradi all’ombra. Ma con gli anni questo simpatico soprannome si è fortificato per via di una serie di attività che mi piace praticare e che forse risultano un tantino datate, come lavorare ai ferri.
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Natale sotto i riflettori. Luce per rischiarare le tenebre

Candele accese, luminarie scintillanti, nastri brillanti: segni di chi è pronto per un Natale coi fiocchi.
Perchè illuminare in modo speciale questi giorni? Perché tutti i dettagli riportano a luce e preziosità?
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Il canto di Natale

La luce soffusa del focolare era il suo rifugio serale quando, stanca, arrivava a casa. Adorava sedersi davanti ad esso e leggere un libro con una bevanda calda al suo fianco. Anche se doveva sforzare la vista, non avrebbe mai barattato quella fiamma con una lampadina. L’aroma di legno e il suono scoppiettante del fuoco, erano la miglior medicina per sistemare l’anima. Continua a leggere “Il canto di Natale”

La parola del Natale: intimità

Se dovessi associare una parola al Natale sceglierei un sostantivo: intimità.
Il giorno di Natale è intimo a partire dal suo celeberrimo detto: “Natale con i tuoi, Pasqua con chi vuoi” per arrivare poi alle atmosfere soffuse che ricreiamo nelle nostre case.
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Ed è subito… PRESEPE

Immagina un campo aperto circondato da una corona di alberi spogli, l’orizzonte occupato dalle montagne appena innevate, l’aria umida e freddolina e il cielo uggioso di nebbiolina di fine autunno; ora senti il rumore dei campanacci, le grida forsennate dei cani, qualche raglio d’asino e il belare degli armenti. Poco importa se sia solo metà novembre: è subito presepe.
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Veloce come il vento

08:45 del mattino. Il telefono squilla. Alma si sveglia di soprassalto e si precipita a rispondere. Lo fa non perché ne abbia voglia, e nemmeno perché il sonno l’abbia così rapidamente abbandonata; lo fa perché sa che dall’altra parte del filo c’è sua sorella, che non le perdonerebbe mai di essere ancora a letto a mattino ormai inoltrato.
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L’amore è sentimento ma non solo…

È quando cerchi di non pensarci che ci pensi sempre di più.
È questo ciò che accade quando si è innamorati. L’immagine della persona amata si imprime nel nostro intelletto, come se non se ne volesse andare.
E anche adoperando la propria forza di volontà, la nostra mente non riesce a privarsi di quel pensiero costante.
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La storia fantastica

“Ai tuoi ordini” era la frase che il garzone Wesley ripeteva sempre alla sua padrona Bottondoro, quado questa le ordinava di fare qualcosa. In realtà ogni volta che pronunciava queste parole, la sua reale intenzione era dirle “ti amo”.
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Ansia? Ecco l’antidoto di Seneca

“C’è il destino, la fatalità e il caso; l’imprevedibile e, d’altra parte, ciò che è già determinato. Quindi visto che c’è il caso e visto che c’è il destino, noi filosofeggiamo.” -Seneca-
Ebbene sì, l’ansia esisteva già ai tempi di Seneca, certo non la si chiamava proprio così e sicuramente non vi era una scienza psicologica a definirla tale; tuttavia i filosofi del tempo erano già impegnati a studiare il comportamento umano al fine di trovare delle linee guida in grado di migliorare il modo di vivere.
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Alone o lonely?

Questi due termini inglesi possono essere entrambi tradotti in italiano con l’aggettivo “solo”. Tuttavia, presentano una diversa sfumatura di significato, che è fondamentale per comprenderli ed impiegarli nel linguaggio quotidiano. La parola “alone” sta ad indicare una condizione di solitudine a livello fisico e concreto, ovvero l’assenza di altre persone. Per quanto riguarda l’aggettivo “lonely”, invece, esso si riferisce a quella solitudine che si manifesta all’interno della propria interiorità.
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Tutto può ancora succedere

Una mattina come tante, seduta al tavolo della colazione, scorro le notizie sullo schermo del telefono, con il pollice destro le faccio scivolare velocemente verso l’alto, lo sguardo annoiato, nell’altra mano la tazzina del caffè.
Le solite cose, politica, attualità, cronaca, poi un titolo attrae la mia attenzione: “basta detriti spaziali, in arrivo i satelliti ecosostenibili”. La foto allegata al titolo è ancora più misteriosa, un cubo di legno con dentro quello che sembra un circuito elettrico. Mah, sarà la solita notizia acchiappa click. Nonostante la diffidenza, non resisto. Il tema dell’ecologia e dell’ambiente è per me un’attrazione fatale.
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Controvento

Barche silenziose si allontanano all’orizzonte mentre il mare riflette l’ultimo sole, prima di lasciare la scena al cielo. Si dirigono verso mete sconosciute, libere come i miei pensieri che fantasticano da questo bagnasciuga. Le barche hanno la forza della vita, sanno navigare con il vento, poco gli importa se va nella direzione giusta o meno. Come disse Seneca: “non c’è vento favorevole per il marinaio che non sa dove andare”.
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Nebbia

È strano vagare nella nebbia!
Solo è ogni cespuglio e pietra,
Nessun albero vede l’altro,
Ognuno è solo…
Strano, vagare nella nebbia!
Vivere è essere soli.
Nessuno uomo conosce l’altro,
Ognuno è solo.

Hermann Hesse

La nebbia che fa paura, che incuriosisce, che copre i colori, nasconde, ovatta, deforma, cela, spaventa, la nebbia misteriosa che apre le porte a mondi fantastici, la nebbia madre di incontri inaspettati, di volti non definiti e destinati a rimanere sconosciuti, di profumi annusati, di abbracci anonimi, di corpi che chiedono di essere toccati, accarezzati, amati, lasciati andare, di paesaggi sconosciuti e di momenti senza tempo.
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L’ora del tè

Domenica pomeriggio.
A dispetto della stagione la giornata è decisamente uggiosa: il cielo grigio, uniforme, non promette niente di buono.
Io e la mia amica, sedute in cucina, ci guardiamo: “ci beviamo un tè?” le chiedo, mentre inizio già a preparare l’occorrente.
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Le cose non dette fanno male

Viviamo in un mondo di cose taciute, di parole non dette, in una realtà che ci insegna che il silenzio è d’oro, ma è davvero così? Sicuramente ci toglie dagli impicci e ci aiuta a gestire situazioni complicate.
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Il profumo delle mele assente

Quel sabato entrai nella piccola cucina. Il pavimento era come sempre pulito a dovere nel suo modesto e opaco seminato. Pochi i mobili: la credenza con le ante smussate a tondo, grossolanamente verniciate e riverniciate, la cucina economica che asciugava l’umidità dei muri in sasso, il vecchio tavolo in massello e le quattro sedie in formica azzurrina, il frigo con la grossa maniglia cromata e la radio accesa, “per fare compagnia”.
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Rosa

Vi capita mai di alzare gli occhi al cielo e soffermarvi a guardare il tramonto?
Spesso, dopo una giornata di studio intenso, mi piace immergermi nelle vivaci sfumature che colorano il cielo. E, tra l’arancione, il rosso, il giallo e talvolta anche l’azzurro, la tonalità che più mi affascina è quella del rosa.
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La notte

Penso spesso che la notte è più viva e intensamente colorata del giorno
Vincent van Gogh

La notte si popola di presenze, di volti conosciuti e di personaggi in cerca d’autore, si riempie di sogni che si liberano per cercare di diventare realtà, di colori visti chissà dove e di profumi annusati su maglioni di lana, sui capelli delle ragazze mentre si balla un lento e in qualche bancarella di mercati visitati o solamente immaginati.
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Letteraturap

Quinta ora del sabato. Ultima ora dell’ultimo giorno della settimana. Le condizioni per il fallimento di questa lezione di letteratura sembrerebbero esserci tutte. L’argomento della lezione in questione è l’Inferno dantesco, canto XIII, i violenti contro sé stessi. In poche parole, suicidi e scialacquatori. La maggior parte degli studenti che compone la classe parla male e legge poco, le terzine di Dante sono intrecci di caratteri arabi quasi incomprensibili.
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Abbiamo tutti la “Pareidolia”

Era seduta su una panchina, con lo sguardo rivolto in alto, all’interno di quello che era il suo giardino preferito. Quelle nuvole candide che solcavano il cielo azzurro, le aveva viste mille volte. Spesso, osservandole meglio, le pareva di vedere dei volti di persone, animali oppure figure mitologiche. Da lì si immaginava favole da raccontare ai bambini e storie da scrivere sul suo diario.
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Ma il thè, quando si beve?

Questa è una di quelle domande che ogni tanto mi pongo ed a seconda del momento, mi do la risposta. A me piace bere il thè, solitamente lo faccio alla mattina a colazione. Ma il momento migliore credo sia quando è accompagnato da una buona lettura, sia essa una rivista o un libro. Quindi il più delle volte questo mi succede nel fine settimana.
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Come le scelte influiscono sul nostro futuro

Il 26 gennaio 2021 è passato un anno dalla morte di Kobe Bryant.
Kobe è sempre stato l’idolo di tutti i bambini a cui piace il basket. Io stessa lo consideravo un modello a cui ispirarmi.
La sua morte è stata improvvisa.
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Tutto il bello che c’è

Domenica pomeriggio.
Una splendida giornata di sole e la temperatura perfetta sono l’ideale per uscire e godersi una bella camminata in mezzo alla natura. Tra una cosa e l’altra il tempo vola e mi rendo conto che ormai è troppo tardi per raggiungere qualche sentiero in cui girovagare immersa nei rumori del bosco. Decido di accontentarmi di una passeggiata nei dintorni di casa.
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Per quali motivi si può essere grati?

Questa è una domanda che potrebbe risultare di facile risposta, per alcuni invece, è insidiosa.
Fin dall’antichità i nostri antenati hanno dovuto essere vigili e mentalmente preparati al pericolo, quindi più propensi a volgere il pensiero all’azione. Questo tipo di atteggiamento è resistito negli anni e ancora oggi siamo molto orientati verso questa direzione. Ma se ci arrestassimo un attimo, respirassimo e prendessimo il tempo per fermarci a riflettere, ci renderemmo conto che tutti abbiamo motivi per cui essere grati.
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Guarda la musica, ascolta le immagini.

Il loro volto tra le altre mille facce, i loro sorrisi, mani che si stringono per non perdersi, la matita intorno agli occhi sbavata in cambio del posto migliore.
Volti, visi, voci: il mio nome urlato sopra quella distorsione dell’attesa, elettronica e avvelenata.
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Riempire il vuoto è davvero necessario?

“Il camaleonte si rese conto che, per conoscere il suo vero colore, doveva posarsi sul vuoto” Alejandro Jodorosky

Spesso percepiamo il vuoto come qualcosa di negativo, ci impegniamo con tutte le nostre forze per riempire quella sensazione con qualcosa, con qualsiasi cosa, a volte anche con ciò che non ci appartiene o che non ci serve. Poco importa, l’importante è colmare quel buco, perché il vuoto fa paura.
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MA CHE PECCATO! Come assolvere i peccati di gola

Se una ciliegia tira l’altra, che dire dei cucchiaini di crema di nocciole spalmabile? Alcuni alimenti sembrano avere poteri ipnotici: più ne mangi, più ne mangeresti e l’unica cura alla voracità sembrano essere le porzioni monodose.
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Quando le cose erano fatte per durare

Oggi, voglio parlarvi di un membro un po’ particolare della mia famiglia.
L’abbiamo sempre reputata tale anche se è un oggetto, che porta con sé la mentalità di un’epoca e il ricordo della nostra famiglia. Fu acquistato da mio nonno, in un periodo storico in cui ogni oggetto era “importante” e doveva essere, non solo bello, ma soprattutto duraturo. Lei, ancora oggi, funziona in modo impeccabile, nonostante l’età.
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Natura maestra di vita. Ghiaccioli che salvano le mele

Con che cosa ti proteggeresti dal freddo? Se la tua risposta assomiglia a “maglioni di lana, coperte, cioccolata calda e pigiama di pile”, allora stai a sentire! Il freddo, in Val Venosta, si combatte con il gelo!
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Il pericolo di uscire con un calzino bucato

Questa mattina mi sono accorta che il mio calzino bianco era bucato, non nell’alluce ma in alto sul collo del piede. In ritardo come sempre e con zero voglia di cambiarlo, ho indossato la scarpa da ginnastica et voilà il buco non si vedeva. Continua a leggere “Il pericolo di uscire con un calzino bucato”

Piccoli passi possibili per combattere il surriscaldamento globale

Great Ocean Road, Australia sud-orientale, dicembre 2019.
Il termometro dell’auto segna 40 gradi, ma incolonnati da più di mezz’ora ne percepiamo 50. L’aria è talmente calda da essere insopportabile e, a poco a poco, l’odore acre di bruciato arriva fino alle nostre narici.
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E tu di che verde sei?

Il verde è energia controllata.
L’esuberanza contagiosa del giallo si stempera con la riflessione e la prudenza del blu e prende una direzione precisa: dal seme, lo stelo d’erba si srotola verso l’alto e la gemma sul ramo si schiude puntando al cielo. Il verde è vitale, generatore di quella vita che nasce proprio dalla mescolanza, dal vantaggio di non essere un colore puro.
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Tic tac….

” Alice: “Per quanto tempo è per sempre?”
Bianconiglio: “A volte, solo un secondo “
Alice nel paese delle meraviglie

Ci sono luoghi, situazioni e momenti che ti prendono per mano e ti aiutano a pensare, a ricordare, a fare progetti, a sognare ad occhi aperti.
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La città tra passato e presente

Quando quest’estate mi verrà chiesto il luogo in cui trascorrerò le vacanze, io
risponderò la città. Ma quale delle tante che costellano il nostro Pianeta?
Non ve n’è una in particolare, perché ognuna di esse è unica nel suo genere.
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GIORNATA MONDIALE del BACIO

Pare questa sia la giornata mondiale del bacio e allora, allora baciate la mamma, il papà, la donna o l’uomo della vostra vita, i figli, i nonni, il cane, il gatto, .insomma baciate chi amate e fatelo un sacchissimo di volte ma ricordatevi di farlo….anche domani
Buoni baci a tutti 😘

BVS ❤️

Andrea Spessotto

Lo stupore

Rimango stupito dalla bellezza, sì stupito. La bellezza è ovunque: racchiusa nelle pennellate di un quadro, nelle note di una canzone, nei versi di un poeta o in un vecchio muro in sasso del mio paese. Ciò che spesso manca è lo sguardo, gli occhi curiosi di un bambino. Da piccoli esploriamo tutto: con le mani, con la bocca, guardando, annusando, sentendo, e poi… poi perdiamo non solo la vista ma la visione, la visione di ciò che ci circonda. Eppure spesso è lì, a portata di mano.
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La sopraffina audacia del nero

La scienza ipotizza che il nero, dal punto di vista teorico, sia l’assenza di colore, la mancanza di luce. Ma se ad esempio mescoliamo su una tavolozza tutti i colori insieme, ci avviciniamo ad un colore molto scuro, prossimo al nero.
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Invincibili

“Se potessi presentarti dichiarando non la tua età attuale ma quella che vorresti avere e perché, cosa diresti?”
“Direi che vorrei avere vent’anni. Vorrei tornare alle settimane precedenti la manifestazione della malattia, perché mi sentivo invincibile.”
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Un tesoro fra noi

Spesso ciò che è normale e quotidiano, ci sembra scontato e poco importante. C’è un ma… Per noi italiani, anche se abitiamo in un piccolo borgo o paese, è del tutto normale passeggiare tra caseggiati del ‘500 o ‘600. Tra questi, probabilmente, spicca una dimora di qualche famiglia benestante o un castello. È del tutto normale vedere pareti affrescate, preziosi marmi, legni intarsiati o decorati lungo le vie delle nostre città.
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