Natura maestra di vita. Ghiaccioli che salvano le mele

Con che cosa ti proteggeresti dal freddo? Se la tua risposta assomiglia a “maglioni di lana, coperte, cioccolata calda e pigiama di pile”, allora stai a sentire! Il freddo, in Val Venosta, si combatte con il gelo!
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Il pericolo di uscire con un calzino bucato

Questa mattina mi sono accorta che il mio calzino bianco era bucato, non nell’alluce ma in alto sul collo del piede. In ritardo come sempre e con zero voglia di cambiarlo, ho indossato la scarpa da ginnastica et voilà il buco non si vedeva. Continua a leggere “Il pericolo di uscire con un calzino bucato”

Piccoli passi possibili per combattere il surriscaldamento globale

Great Ocean Road, Australia sud-orientale, dicembre 2019.
Il termometro dell’auto segna 40 gradi, ma incolonnati da più di mezz’ora ne percepiamo 50. L’aria è talmente calda da essere insopportabile e, a poco a poco, l’odore acre di bruciato arriva fino alle nostre narici.
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E tu di che verde sei?

Il verde è energia controllata.
L’esuberanza contagiosa del giallo si stempera con la riflessione e la prudenza del blu e prende una direzione precisa: dal seme, lo stelo d’erba si srotola verso l’alto e la gemma sul ramo si schiude puntando al cielo. Il verde è vitale, generatore di quella vita che nasce proprio dalla mescolanza, dal vantaggio di non essere un colore puro.
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Tic tac….

” Alice: “Per quanto tempo è per sempre?”
Bianconiglio: “A volte, solo un secondo “
Alice nel paese delle meraviglie

Ci sono luoghi, situazioni e momenti che ti prendono per mano e ti aiutano a pensare, a ricordare, a fare progetti, a sognare ad occhi aperti.
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La città tra passato e presente

Quando quest’estate mi verrà chiesto il luogo in cui trascorrerò le vacanze, io
risponderò la città. Ma quale delle tante che costellano il nostro Pianeta?
Non ve n’è una in particolare, perché ognuna di esse è unica nel suo genere.
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GIORNATA MONDIALE del BACIO

Pare questa sia la giornata mondiale del bacio e allora, allora baciate la mamma, il papà, la donna o l’uomo della vostra vita, i figli, i nonni, il cane, il gatto, .insomma baciate chi amate e fatelo un sacchissimo di volte ma ricordatevi di farlo….anche domani
Buoni baci a tutti 😘

BVS ❤️

Andrea Spessotto

Lo stupore

Rimango stupito dalla bellezza, sì stupito. La bellezza è ovunque: racchiusa nelle pennellate di un quadro, nelle note di una canzone, nei versi di un poeta o in un vecchio muro in sasso del mio paese. Ciò che spesso manca è lo sguardo, gli occhi curiosi di un bambino. Da piccoli esploriamo tutto: con le mani, con la bocca, guardando, annusando, sentendo, e poi… poi perdiamo non solo la vista ma la visione, la visione di ciò che ci circonda. Eppure spesso è lì, a portata di mano.
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La sopraffina audacia del nero

La scienza ipotizza che il nero, dal punto di vista teorico, sia l’assenza di colore, la mancanza di luce. Ma se ad esempio mescoliamo su una tavolozza tutti i colori insieme, ci avviciniamo ad un colore molto scuro, prossimo al nero.
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Invincibili

“Se potessi presentarti dichiarando non la tua età attuale ma quella che vorresti avere e perché, cosa diresti?”
“Direi che vorrei avere vent’anni. Vorrei tornare alle settimane precedenti la manifestazione della malattia, perché mi sentivo invincibile.”
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Un tesoro fra noi

Spesso ciò che è normale e quotidiano, ci sembra scontato e poco importante. C’è un ma… Per noi italiani, anche se abitiamo in un piccolo borgo o paese, è del tutto normale passeggiare tra caseggiati del ‘500 o ‘600. Tra questi, probabilmente, spicca una dimora di qualche famiglia benestante o un castello. È del tutto normale vedere pareti affrescate, preziosi marmi, legni intarsiati o decorati lungo le vie delle nostre città.
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Se non avessi paura

Ci sono due forze motrici fondamentali: la paura e l’amore. Quando abbiamo paura, ci ritraiamo indietro dalla vita, quando siamo innamorati, ci apriamo a tutto ciò che la vita ha da offrire con passione, entusiasmo, e l’accettazione.
John Lennon

La paura. Quante volte mi è capitato di chiedermi cosa farei se non avessi paura oppure, meglio ancora, cosa avrei fatto se non avessi avuto paura.
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La regina della notte

Giorgia stava passeggiando nel bosco assorta nei suoi pensieri e nel silenzio di quel luogo. Tornava in quei posti ogni volta che poteva. Adorava assaporare i profumi e guardare la vita che pulsava di notte. La luna non si era presentata e dal cielo le piccole stelle illuminavano fiocamente il sentiero che stava percorrendo. Continua a leggere “La regina della notte”

Come posso aiutarti?

Quante volte ognuno di noi avrebbe voluto che gli venisse posta questa semplice domanda? Poi, se ci fosse stata posta, avremmo dato la risposta veritiera? In uno dei miei vari momenti di riflessione mi stavo giusto ponendo questa domanda. Nel mio percorso di crescita personale ho avuto la fortuna di svolgere la disciplina chiamata “yoga della risata” e aver avuto una formatrice che mi ha appassionata. Ho conosciuto varie persone grazie a questa pratica ma, da un po’ di tempo e per vari motivi, non la stavo svolgendo.
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Lasciar andare, non dimenticare

Sono una persona più incline a pensare a dove voglio andare e cosa desidero per il mio domani, piuttosto che voltare a guardare da cosa allontanarmi e ciò che è stato nel mio ieri, nonostante per me sia molto importante.
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Vista

“Ti piacerebbe partecipare ad una cena al buio?”
Detta così si potrebbe fraintendere, ma quando Alessandro, un mio amico non vedente, me lo chiese ne restai lusingata e colsi la palla al balzo per incalzare scherzando: “Tu mi vuoi portare a cena? Ma se non mi hai mai vista!!!” Ridemmo e accettai di partecipare ad un’esperienza indimenticabile.
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Sbagliando ci si riscopre

Commettere un errore è normale e chi vi dice che non lo fa, mente, oppure non è umano.
È proprio da essi che si impara. Sbagliare è una grossa opportunità che diamo a noi stessi. Se dovessi far sempre tutto nel modo giusto, non imparerei mai nulla, mentre facendo un passo falso, potrei scoprire cose nuove di me stessa e delle eventuali situazioni in cui mi dovessi trovare. Non posso negare che l’errore porti con se anche una parte di tristezza, ma riflettendo, riesco a prendere atto che posso migliorare. Continua a leggere “Sbagliando ci si riscopre”

DOVERE! Potere della riconoscenza

“Bisogna ringraziare di aver ricevuto molti doni
e di poterli restituire” – Fraternita del Sermig, Regola del Sì

I doni sono gratuiti. Inattesi, a volte richiesti e desiderati ma sempre gratuiti. E se ti capitasse una multa per un dono?
È quello che è successo a un biciclettaio qualche anno fa. A Concordia Sagittaria (VE) in cambio di una piccola manutenzione lui ha chiesto alla cliente di offrirgli un caffè. Lei lascia l’euro e Marco Sandron avrebbe dovuto rispondere con lo scontrino: così stando al verbale. Continua a leggere “DOVERE! Potere della riconoscenza”

Durante il sonno…

Nel mondo esistono cose veramente inspiegabili e strane, come i sogni.
Ci vengono a trovare durante il sonno come dei cari amici. Ci sembra che compaiano ogni tanto, spesso ce li dimentichiamo perché la nostra mente li cancella, ma invece sono sempre presenti nel nostro inconscio. Continua a leggere “Durante il sonno…”

Ascolta le voci

«Cantami, o Diva, del Pelìde Achille / l’ira funesta…».
Tutti, ma proprio tutti, conosciamo l’incipit del più famoso dei poemi, l’Iliade (qui nella traduzione di Vincenzo Monti, illustre letterato italiano). Omero invoca la divinità (probabilmente Calliope, Musa della poesia epica) perché gli dia ispirazione e lo assista, inaugurando una tradizione che dall’epica classica arriverà fino ai poemi cavallereschi del Cinquecento: a “cantare” non è il poeta, ma la Musa stessa. È a lei che il poeta dà la voce. Continua a leggere “Ascolta le voci”

FATUM

Il nostro destino è scritto su libri a noi ignoti. Ce ne sono che vorremmo non leggere mai, che sentiamo sbagliati e ingiusti. Capita nelle lunghe notti invernali di rileggere le nostre pagine, facendoci più piccoli, sotto le coperte per sentire più forte il loro tepore. Ci poniamo domande a cui non troviamo risposte. I cristiani lo chiamano il “mistero della vita”, accettandone il destino. Altri passano il tempo cercando risposte nei libri dei grandi filosofi o facendosi sopraffare dai loro pensieri, nella disperata ricerca di un perché.
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E poi il silenzio

Il silenzio all’inizio fa paura, è vuoto, mancanza, abbandono, spesso si rifugge. Il silenzio è una presenza ingombrante, l’elefante grigio seduto in una stanza, l’imbarazzo, il disagio. È un’esperienza da evitare, un contenitore da riempire con i suoni, con le parole, con gli impegni, con l’andare e tornare, con la folla.
Eppure il silenzio è prezioso, è un momento di riflessione, un attimo di pausa dal mondo esterno, uno spazio di riconnessione con sé stessi, un’oasi di pace e serenità. Per molti è complicità d’intesa, è comunicare con i sensi senza bisogno delle parole. Continua a leggere “E poi il silenzio”

Metti un pizzico di cuore in tutto ciò che fai.

Riuscire ad affrontare il proprio dolore e imparare a convivere con esso non è mai facile, ma se si trova la chiave giusta, si può fare in modo che nasca qualcosa di buono anche dalle situazioni più cupe. Oggi, voglio parlarvi proprio di qualcuno che questa chiave l’ha trovata. Lei è Cinzia Braulinese, una donna che insegna come nella vita ci voglia coraggio ed un pizzico di follia e come si possa ricominciare a qualsiasi età. La sua vita è ricominciata a 39 anni.
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MAMMA è per SEMPRE

Ricordi, quelli belli che regalano un sorriso e una lacrima…
Forse quando non si sta benissimo diventa quasi normale fermarsi, pensare, osservare, chiudere gli occhi, respirare gli odori, perdersi tra mille ricordi, diventa normale cercare coraggio, calore e lo si cerca nel sorriso delle persone care, nella loro voce, nei loro occhi, lo si cerca nelle cose che ti hanno fatto crescere, nei momenti che ti hanno regalato un emozione, una carezza, una “coccola“; si rovista accuratamente nella valigia delle fotografie che portiamo dentro noi, ne scegliamo una e ci si ferma quasi immobili a guardarla e a rivivere quel ricordo. Continua a leggere “MAMMA è per SEMPRE”

Io non sei necessariamente tu

Paranoie mentali.
Lo so che è brutto iniziare un articolo così, sembra fatto di proposito per catturare l’attenzione con un briciolo di banalità eppure da lì devo partire.
Dai, giochiamo per un attimo a essere sinceri. Quanti di noi hanno vissuto e vivono tutt’ora di castelli mentali costruiti per vagliare tutte le possibilità di come sarebbero potute andare certe cose se avessimo agito in maniera diversa, se avessimo parlato in altro modo o semplicemente se avessimo tenuto chiusa quella dannata bocca? Continua a leggere “Io non sei necessariamente tu”

Parco Sole di Notte

A Pordenone grazie all’Associazione Maruzza Fvg Onlus coordinata da Omar Leone sta sorgendo il Parco Sole di Notte, all’interno di una vasta area verde al centro di Pordenone, in continuità con il parco pubblico San Valentino. Un’area verde nel cuore della città, un luogo magico in cui bambini e ragazzi affetti da malattie ad alta complessità assistenziale vivranno esperienze adatte alla loro età, ma soprattutto potranno ritornare ad essere quello che realmente sono… semplicemente bambini.
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Ogni promessa è

Un dono al prossimo, a chi ne ha bisogno…ogni promessa è solidarietà!
Parte proprio da questo concetto il progetto #ognipromessaè nato nel 2013 da un’idea di Pippo Iacono, storico parrucchiere siciliano, che decise di proporre alle sue clienti la possibilità di acquistare un prodotto pagandolo con la promessa di una buona azione.
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EARTH DAY 2021 Abbiamo a cuore Madre Terra

Il 22 aprile è la giornata dedicata alla tutela e alla salvaguardia del nostro Pianeta. Che ci piaccia o no, dobbiamo riconoscergli le qualità con cui lo celebrava san Francesco: ci sostenta e ci governa. La Terra è il luogo su cui poggiamo i piedi, su cui ci lasciamo attrarre dalla forza di gravità, dalla quale chiediamo continuamente risorse.
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A RIVEDER LE STELLE 700 anni di molte cose

1321-2021: 700 anni e non sentirli. Molto tempo è passato dalla morte di Durante Alighieri, eppure Dante sembra non essersene mai andato.
Studiato o bistrattato, amato alla follia o mai capito, vagamente ascoltato o profondamente degustato. Lo chiamano anche il Sommo Poeta, il padre della lingua italiana; lo scomodano per la politica, lo interpellano per la morale. Prima o poi tutti incorriamo in un faccia a faccia con lui.
Da Boccaccio in poi la sua Commedia è oggetto di pubbliche letture, di un’ora a settimana a scuola, di trasmissioni televisive. Insomma, una star della letteratura. Misurarsi con lui è pressoché inevitabile.
Leggere Dante a distanza di così tanto tempo sembra anacronistico spesso. Sentiamo la sua visione del mondo distante, difficile, inconciliabile. Le sue parole sono spesso ardite, coraggiose, oppure buffe e improponibili. Anche la sua storia d’amore è libresca e poco incarnata.
Eppure non ci siamo ancora stancati. Di leggere Dante. E di usare le sue parole. Di pensare al Regno dell’Aldilà come lo pensava lui. Di cercare la concordia in patria.
Rivedere, rileggere, rivisitare le stelle del firmamento letterario è sempre di gran moda: in ogni stagione della vita esse hanno qualcosa da dire. Non dobbiamo fare altro che stare, semplicemente, di fronte a loro… senza infamia e senza lode.
Elisa Parise

Credits: Wikipedia, Ritratto di Dante, Sandro Botticelli 1495.
Link: http://www.pileface.com/sollers/article.php3?id_article=312

Il grande salto

“Quattro ruote spostano il corpo, due ruote muovono l’anima”.
La passione, un’esperienza totalizzante, un grado di appagamento dei sensi altrimenti irraggiungibile, quasi impossibile da spiegare.
La moto è così. una folgorazione improvvisa, un atto di libertà assoluto, un rapporto intimo e indissolubile.
Come tutte le passioni anche quella per le due ruote diventa più intensa quando viene condivisa. E se potesse addirittura diventare una terapia, un momento di felicità inaspettato per chi, altrimenti, non potrebbe provarla?
L’illuminazione diventa un chiodo fisso. Di colpo un grande campione di motocross e freestyle al culmine della sua carriera si trova davanti al Grande Salto: nel 2009 grazie all’impegno e alla determinazione di Vanni Oddera nasce la Mototerapia. Continua a leggere “Il grande salto”

M. F. A. A. e Artonauti, dalla storia a l’album di figurine Panini

M.F.A.A. È un acronimo che a molti di noi può non dire nulla ma dietro a queste quattro lettere si cela un, relativamente piccolo, gruppo di uomini a cui il mondo, ma noi italiani soprattutto, dobbiamo molto.
Continua a leggere “M. F. A. A. e Artonauti, dalla storia a l’album di figurine Panini”

Sensi: olfatto

Se sei cresciuto in un panificio, è inevitabile che quel profumo non solo ti ricordi casa ma che lo sprigionarsi dell’odore della forza del lievito evochi in te un mare di ricordi, contrapposto all’odio per quell’odore acre che non se ne va mai via dalla pelle.
Capita poi di ritrovarsi tra le mani un vecchio maglione di cashmere che profuma ancora di qualcuno che ormai è lontano, e che questo ci riporti alla mente ricordi di infanzia e tutti i bei momenti passati insieme da bimbi.
L’aroma di una torta mangiata a casa di qualcuno, l’odore forte del pranzo della domenica dai nonni, annusare un abito per stabilire a chi apparteneva. Il proprio sapore sul cuscino la sera prima di addormentarti che trasmette sicurezza. Il suo profumo!
L’olfatto è un senso che forse tendiamo a sottovalutare ma certamente ognuno di noi ha quel profumo che è suo e di nessun altro: il profumo dei ricordi.
Sedetevi, chiudete gli occhi e lasciatevi avvolgere!

Marta Santin

Come stimmi di zafferano

Coltivare lo zafferano è un’arte.
E’ un lavoro complesso, ricco di dettagli che non si possono ignorare, giornate di lavoro nei campi per poi doversi giocare il raccolto in poche manciate d’ore.
Tra ottobre e novembre i bulbi fioriscono, una decina di giorni è il tempo entro il quale bisogna fare il raccolto, prelevando in prima battuta tutto il fiore per poi in giornata separare i petali dai 3 stimmi in esso contenuti, stimmi che vanno essiccati e conservati.
Dire che 25000 euro è il prezzo medio di vendita dello zafferano al Kg aiuta a rendere l’idea su quanto complessa ne sia la produzione.
Mi fa sorridere fare questo confronto ma al tempo stesso mi è difficile non riuscire a trovarci tutte queste similitudini.
I rapporti.
Si, i rapporti con le persone.
Non trovate che siano un po’ come coltivare lo zafferano. Continua a leggere “Come stimmi di zafferano”

La Grande barriera corallina: un’immensa bellezza da salvaguardare

Trattieni più aria che puoi e immergiti, scendi verso il basso per tentare di avvicinarti il più possibile a quella perfezione colorata, a tutta quella vita che brulica sotto i tuoi occhi. Risali di nuovo in superficie, riprendi fiato con l’aiuto del boccaglio, anche se dopo un po’ ti si secca la gola. Guarda con stupore ciò che si muove a pochi metri da te, meravigliati di fronte a tanta bellezza. Poi vai ancora giù, su e giù ininterrottamente, per sempre, se solo fosse possibile.
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Il lato positivo

Se ci pensate, questa pandemia ha sconvolto l’intera umanità. Ci ha travolti come un uragano e ha cambiato le nostre vite.
Nonostante la sua connotazione negativa, molti sono riusciti a coglierne i lati positivi.
Infatti, stare in casa con le stesse persone per un così lungo periodo ha, in alcuni casi, rafforzato i rapporti tra di esse.
Continua a leggere “Il lato positivo”

Tempo curvo

Tempo curvo / revisione
“Maestro la trovo pensieroso.”
“Oh ragazzo! Mi frulla in testa uno strano pensiero. Ha a che fare con la questione del tempo.”
“Sono curioso.”
“Allora… tutti noi scandiamo il tempo in senso lineare. Secondo la connessione spazio-tempo, viene naturale suddividere la vita in un qui e quando che rappresentano eventi accaduti nel passato, o che si manifestano nel presente, oppure che si presuppone avverranno nel futuro… secondo un libero arbitrio”
“Semplicistica relatività ristretta…”
“Ora arrivo al dunque… e se questa linearità non esistesse affatto?”
“….”
“Prendi il principio del tempo minimo di Fermat…”
“Ovvero: di tutti i possibili cammini che un raggio di luce può percorrere per andare da un punto ad un altro, esso segue quello che richiede il tempo più breve…”
“Sarebbe più corretto affermare che la luce segue sempre un percorso estremo, cioè che minimizza o massimizza il tempo… ad ogni buon conto, se consideriamo tale principio in senso filosofico, il concetto di percorso più rapido non sussiste a meno che la luce non conosca già in anticipo una destinazione specifica! Prima della partenza! La causa-effetto della rifrazione non esiste, la luce ha già come obiettivo un determinato punto e non cambia direzione perché tra due superfici c’è un indice di rifrazione diversa!”
“Continui.” Continua a leggere “Tempo curvo”

NONSOLOCOSEBELLE

Questa mattina ho letto una frase tratta dal film “Will Hunting – Genio Ribelle” che citava: “Avrai momenti difficili, ma ti faranno apprezzare le cose belle alle quali non prestavi attenzione.”
Eh già… perché non vi prestiamo attenzione? Perché siamo così abituati a dare per scontato la vita e le opportunità che ci offre, da dimenticarci di apprezzare le cose belle sino a che non viviamo delle difficoltà?
In realtà tutte le esperienze che viviamo possono ricordarci l’importanza di apprezzare la vita, bella o sfidante che sia. Lo comprendiamo, tuttavia, solo quando scegliamo di sviluppare il sentimento di gratitudine per la vita in genere, che ci consente di dare valore ad ogni esperienza e di apprezzarla negli insegnamenti che per noi racchiude.
I momenti belli passano sempre veloci, quelli difficili sembrano essere interminabili… eppure il modo con il quale ognuno di noi li vive, li accoglie e li elabora al proprio interno, determina una percezione molto soggettiva… questo “COME” fa la differenza, perché ci consente di vivere gli eventi in un nostro tempo personale con le nostre emozioni, che possono essere di inquietudine, ansia, rabbia, tristezza, delusione oppure di gratitudine, fiducia, serenità, sicurezza, amore. Continua a leggere “NONSOLOCOSEBELLE”

Gli amici

Se hai un amico sei fortunato, se ne hai più di uno hai trovato il TESORO.
Essendo il mio essere pieno di sfaccettature come un prisma, non tutti i miei amici riescono a seguirmi nelle molte strade che intraprendo, ma ognuno di loro conosce una o più parti di me stessa.
D’altronde neppure io mi conosco a fondo, quindi, come potrebbero le persone vicine a me sapere tutto?
Molti di loro mi aiutano a guardarmi più in profondità, coinvolgendomi in nuovi progetti e sfide.
Fino a poco tempo fa non avrei mai pensato di scrivere i miei pensieri per esternarli a un pubblico… credevo di non esserne capace o ciò che avevo da dire non fosse interessante per gli altri. Continua a leggere “Gli amici”

Il codirosso dispettoso (tratto da una storia vera)

Tutto ebbe inizio in un giorno di primavera quando in giardino arrivò un piccolo, bellissimo uccellino che a guardarlo era veramente un incanto.
Non era come gli altri che di solito svolazzavano li intorno: tortore, colombi, passerotti, merli e corvi; questo aveva un modo tutto suo di cantare, ed era molto colorato: grigio nella parte superiore, con la testa nera e la fronte bianca. Ma la parte più bella era la parte inferiore arancio rossiccia che quando rimaneva sospeso in volo faceva un effetto meraviglioso e colorato.
Dopo qualche giorno di osservazione i padroni di casa notarono che in realtà non era solo; ce n’erano due e con colori diversi. L’altro era ancora più rosso e arancio anche nel petto. Una vera meraviglia della natura.
Oramai, stregati dai nuovi visitatori, non poterono fare a meno di andare alla ricerca di informazioni sul loro conto, scoprendo così che gli sconosciuti erano in realtà dei Codirosso; un maschio e una femmina. Piccoli volatili migratori che arrivano con la bella stagione per scegliere il luogo ideale dove fare il nido e riprodursi. Continua a leggere “Il codirosso dispettoso (tratto da una storia vera)”

19 Marzo

“I padri devono sempre dare, per essere felici.
Dare sempre, l’esser padre sta in questo “
Honoré de Balzac

Ci sono gli uomini e poi, poi ci sono i papà……
19 marzo, forse solo un numero, solo un giorno, solo una festa come ce ne sono tante ma anche un momento per fermarci a pensare a tutte quelle persone speciali, a tutti quei papà che aiutano a crescere, aiutano a diventare grandi, a tutti quei papà che prendono la mano dei loro bimbi appena nascono e non la lasciano mai, a tutti quei papà che ci sono sempre, a tutti quei papà che ridono, sgridano, insegnano, capiscono e camminano assieme ai loro bambini orgogliosi di essere i loro papà. Continua a leggere “19 Marzo”

Festa del papà

19 marzo – Festa del papà

Da bambina vedevo la mia manina scomparire nella tua, il naso all’insù lo sguardo rapito come davanti ad un’opera d’arte.
Il mio eroe, la mia roccia granitica che nulla avrebbe potuto scalfire, la fonte inesauribile della mia sicurezza.
Il periodo dell’adolescenza quello più intenso, amore e odio di pari intensità, gli inevitabili scontri di due generazioni a confronto, io ribelle indomabile in cerca di autoaffermazione, tu in trincea a difendere confini consolidati minati dal nuovo che avanza. Continua a leggere “Festa del papà”

Cinque consigli antipioggia

Piove. Piove. Piove e ancora piove.
La noia regna sovrana.
Se il vostro problema è che non sopportate il cosiddetto maltempo, questo è l’articolo che fa per voi.
Prima di tutto una giornata uggiosa è l’ideale per rimettere in ordine quell’armadio in cui avete nascosto il non più nascondibile. Una cosa alla volta, piano piano, e alla fine vi sentirete meglio.
Secondo voi è ancora poco per riempire interminabili ore gocciolanti? Allora prendete in mano quel libro che vi attende da mesi: non saranno mai troppe le pagine se il finale vi lascerà col fiato sospeso. Continua a leggere “Cinque consigli antipioggia”

Sensi: Udito

Sensi: Udito
A volte mi chiedo come riuscirei a vivere senza musica.
Credo che se mi mancasse l’udito, certo comunicare sarebbe complicato e difficile, ma il linguaggio dei segni e gli altri sensi mi aiuterebbero a farlo se pur in modo complesso.
Non avere l’onore di sentire uno strumento suonare, un amico cantare, il pianto di un bimbo, il cinguettio degli uccellini, il fragore del tuono, lo sciabordio del mare.
Il vento tra le foglie degli alberi, la pioggia che cade prepotente sul tetto, le campane che scandiscono le ore.
La compagnia allo scoppio di una risata amica, il tintinnare dei bicchieri ad un brindisi.
Il pianto da consolare di una persona cara, l’emozione ai concerti.
Come potrei vivere in un mondo senza l’onore di sentir pronunciare forte il mio nome? Senza provare l’emozione di sentire chiamare Mamma, “ia matta” (zia Marta), amore mio?

Marta Santin

Tu sei nato per essere felice

Quando sei felice facci caso!
Gandhi diceva: “La felicità è quando ciò che pensi, ciò che dici e ciò che fai sono in armonia”
È davvero possibile che la ricetta per la felicità suprema sia racchiusa in poche, semplici parole? Sembra più facile a dirsi che a farsi. Sicuramente invece potrebbe rivelarsi una buona base di partenza, una linea guida se vogliamo, per ispirare le nostre azioni, da quelle più superficiali a quelle più profonde. Allora perché è così difficile essere felici? Può davvero dipendere da uno stato di eterna insoddisfazione?
Io credo che l’essere umano abbia un’anima piuttosto complicata, spesso vincolata all’altrui pensiero, quasi a discapito di ciò che realmente sente. In molte occasioni mi è capitato di essere ciò che gli altri si aspettavano, non considerando quanto, l’agire in quel modo, limitasse la mia personalità. Poi con il tempo ho cominciato a domandarmi se ne valesse davvero la pena.
Raggiungere la pienezza, quella sensazione di soddisfazione interiore è una cosa che tutti vorremmo ottenere. Riuscirci però non è sempre facile. Di certo non vi sono istruzioni scritte da seguire per raggiungere questo obiettivo. Tuttavia, se pensiamo a noi stessi, vogliamo una sola cosa: essere felici. Spesso però non ce lo permettiamo, come se questo bisogno rappresentasse più una visione idilliaca, quasi un’utopia.
E allora come renderlo più reale?
Forse il primo cambiamento deve partire proprio da dentro.
Noi possediamo gli strumenti giusti, dovremmo solo imparare ad usarli nella maniera più appropriata. Continua a leggere “Tu sei nato per essere felice”

Essere donna

Fin da piccola mi hanno insegnato l’importanza di volersi bene e rispettarsi, prima di tutto il resto. Non sempre è stato facile, le difficoltà da superare sono state tante, ma ringrazio moltissimo i miei genitori per gli insegnamenti che mi hanno dato e che mi hanno resa la donna che sono.
Certo, sono un essere in cammino e la salita potrebbe essere dietro l’angolo, ma ho avuto la fortuna di avere degli insegnanti di vita molto presenti.
Vedere l’amore che che c’è tra loro dopo tanti anni ed il rispetto che hanno l’uno dell’altra, mi hanno fatta crescere capendo che non devo permettere a nessuno di bloccarmi.
Ho avuto la possibilità di conoscere molte persone e chi non mi ha trattata con rispetto, è stato “estromesso” dal continuare a camminare insieme a me nella strada della vita. Continua a leggere “Essere donna”

Scrivo perché respiro

“Scrivo per lo stesso motivo per cui respiro – perché, se non lo facessi, morirei”
Isaac Asimov

Non potrei vivere senza immaginare, senza raccontare, senza sognare, senza descrivere, senza osservare, senza ascoltare, senza scrivere.
Davanti a un foglio bianco le parole diventano immagini prima ancora di essere scritte, le lettere diventano parole e le parole si intrecciano tra loro e prendono vita, diventano persone, luoghi, diventano sorrisi, lacrime, paure, voci, dolore, risa, piacere, occhi, diventano spezzoni di film, scene di cartoni animati, diventano quadri, sculture, poesia, fotografie, vino, musica, profumi, le parole diventano amanti stretti in un ultimo abbraccio, coreografi, giovani étoile e attori di teatro, diventano ricordi da custodire gelosamente e coriandoli colorati da lanciare e allora scrivo senza correggere mai e riempio quel foglio di inchiostro, sensazioni, emozioni e di vita.
Scrivo per lo stesso motivo per cui respiro – perché, se non lo facessi, morirei.
Vi invito a scrivere, a riempire di parole ed emozioni un foglio bianco. Io ho sempre scritto e continuo a farlo per chi comprende e anche per chi non lo fa.

Andrea Spessotto

Tutta la durata della vita non è esistenza ma tempo.

Sapete che cos’è una banca del tempo? Se mi avessero fatto questa domanda qualche anno fa, non avrei saputo come rispondere. Tuttavia da quattro anni ormai sono socia di una di queste banche e, quindi, è doveroso che a risolvere il quesito sia io. La mia conoscenza di questa realtà è avvenuta per puro caso (se esiste veramente qualcosa nella vita che capita per mera casualità), ma da allora ho scoperto una rete speciale di persone che mettono al servizio degli altri le loro capacità.
Una banca del tempo è un istituto di credito particolare, in cui non viene depositato denaro ma tempo da scambiare. I soci sono correntisti che mettono a disposizione le loro abilità per svolgere le attività più disparate (si va dalla cura del giardino all’organizzazione di feste) e ricevere in cambio un’unità di tempo pari a quella da loro impiegata per la prestazione offerta: un’ora per un’ora, insomma.
Continua a leggere “Tutta la durata della vita non è esistenza ma tempo.”

La forza della natura

La vita è un dono inestimabile, un diritto inalienabile che ognuno dovrebbe rispettare. La natura, oltre ad essere intrinseca di vita ne è anche garante, ma, nonostante ciò, viene molto spesso oltraggiata.
C’era una volta una stupenda quercia, che con i suoi 15 metri di altezza sovrastava la città di Austin in Texas. Il suo tronco, di un metro e mezzo di diametro, era considerato un vero e proprio gioiello e riceveva continuamente gesti colmi d’amore: ogni giorno quattro persone alla volta lo circondavano incrociando le loro mani ed avvolgendolo in un caldo abbraccio. Con i suoi 600 anni di vita era simbolo di forza, resistenza e vigore. Si trovava al centro di un piccolo parco, l’unico rimasto in città, circondato interamente da grattacieli ed edifici. I cittadini lo custodivano rigorosamente e lo impiegavano come sfondo di eventi importanti: sotto i suoi rami pendenti venivano scambiati baci, fatte proposte di matrimonio e organizzati piccoli concerti.
Continua a leggere “La forza della natura”

VESTITI DI FOGLIE

Ci sono giornate che sembrano opprimerci, ci sono nebbie che sembrano soffocarci.
Ti è mai capitata una giornata in cui tutto va storto, non capisci niente di quello che ti dicono e avresti solo voglia di scappare? Sono quelle giornate in cui fatichiamo a tenere il passo dell’agenda, quelle settimane in cui è sempre lunedì. Appuntamenti che si accavallano, orari da incastrare, a pranzo manco il panino della pubblicità.
Oppressione e senso di soffocamento sono i sintomi del sovraccarico; rabbia e nervosismo, scontrosità o immobilismo sono le sue manifestazioni.
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Il principio del colapasta

Ci sono periodi in cui dentro la testa si mescola tutto, le idee con le preoccupazioni, gli impegni con le emozioni, i desideri con i ricordi, le informazioni con la felicità e quando succede è un gran casino.
Non solo perché riuscire a far diradare la nebbia è difficile ma perché in questa bruma si rischia di perdere qualcosa.
Avete presente quando scolate gli spaghetti?
Per chissà quali dinamiche della fisica ogni tanto succede che qualche spaghetto riesca a centrare il buco dello scolapasta e scivolare oltre, ecco, le cose che smarriamo in questi momenti confusi sono proprio così, scivolano oltre.
Certo, poi guardandola da un altro punto di vista magari, in realtà, si mettono solo in salvo, ma questo è un altro discorso.
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La storia a teatro

La luce illumina una valigia al centro del palco di questo minuscolo teatro, una sedia alla sua destra.
La parete rosso mattone e verde petrolio, inusuale. Un’unica fila di proiettori sopra le nostre teste. Qualcuno non fa altro che lamentarsi che il dover star distanziati – causa lock down – non giova per niente alla già scarsa capienza della sala.
La sua voce ci infastidisce, noi così emozionate che non smettiamo di guardarci e sorridere. Forse, alla fine dello spettacolo, potremmo anche avere l’onore di incontrare il protagonista.
Le luci in sala si spengono e inizia così questa articolata narrazione di una delle pagine più tristi del 900 italiano, ma che nessuno conosce davvero perché a scuola a malapena si studia la seconda guerra mondiale.
Come ogni volta che vivo emozioni forti le lacrime mi salgono agli occhi. Questa storia la conosco, il mio papà me ne ha sempre parlato fino a farmi comprare il libro di Cristicchi. Cristicchi chi? Il cantante?? Quello di “Ti regalerò una rosa”? Sei sicuro papà?
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New economy: le start up che amano il pianeta

Cambiare è possibile. Certo che lo è, a volte è una scelta necessaria.
Un sostanziale cambiamento è il pianeta a chiedercelo, oramai ne siamo tutti consapevoli. In fondo, le nostre, non sono altro che vecchie abitudini radicate da tempo che vanno sostituite con qualcosa di nuovo.
Giovani menti aperte al confronto, che guardano le cose con occhi diversi, consapevoli che le risorse che il pianeta ci offre siano un valore aggiunto da tenere in considerazione e utilizzare nel pieno rispetto del ciclo della vita.
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A che cosa giochiamo?

Quando eravamo piccoli era bellissimo avere quest’unico pensiero e nonostante fosse il solo, era comunque difficile scegliere. Un po’ perché era naturale sperimentare, un po’ perché dipendeva dal bimbo/a con cui potevamo giocare.

Quante volte oggi vorrei che il mio unico pensiero fosse: “a cosa giochiamo?”

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Sogno

“Se sognare un po’ è pericoloso, il rimedio non è sognare di meno ma sognare di più, sognare tutto il tempo”.
Marcel Proust

Disteso nel letto sognavo: dormivo, forse dormivo ma non ne sono sicuro perché spesso mi è capitato di sognare anche ad occhi aperti. Nel sogno correvo, correvo felice in mezzo ad un prato ma poi sono inciampato e sono caduto; ho barcollato, ho cercato un sostegno, un appiglio e mi sono rialzato, ho aperto le braccia e mi sono fatto sollevare da uno stormo di cuori rossi che danzava all’altezza dei miei occhi, cuori un giorno amati follemente ma poi persi per sempre.
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Vedere l’infinito

Per chi frequenta la montagna e ama le escursioni più o meno impegnative cosa c’è di più appagante di raggiungere la meta stabilita? Intesa come rifugio, bivacco, forcella o meglio ancora una vetta ambita e da lì godere di un panorama che ti inebria e ti ricompensa della fatica che tanto ti ha messo alla prova?
E’ un valore difficilmente quantificabile in quanto molto soggettivo, com’è soggettivo il modo in cui ognuno di noi frequenta la montagna. Dipende dalle motivazioni per cui ti predisponi a versare sudore per raggiungere la tua meta, dallo scopo dell’escursione o dell’ascensione programmata a tavolino tra amici, magari ambita da parecchi anni.
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Una piccola donna tra i giganti.

30 dicembre 2020 non è solo il penultimo giorno di un anno difficile, il mondo si è ritrovato di colpo fragile e spaventato per una malattia sconosciuta. È anche la data che ha fatto cadere l’ultima barriera, per le donne, in un mondo prettamente maschile.
Becky Hammon è, ai più, una sconosciuta americana dal nome dolce e carino. Direi pure una piccola donna tra i giganti.
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La gioia della noia

Sono seduta ad aspettare: aspetto cibo, aspetto incontri, aspetto responsi.
Scollegata per un momento da tutto il resto, rimango sola con me, e mi accorgo che la pioggia ha smesso di cadere. Che le voci delle persone che ho intorno fanno solo da sottofondo al frastuono che ho nella testa.
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Il dolore non ha colore

“A un cuore in pezzi nessuno s’avvicini 

senza l’alto privilegio di avere sofferto altrettanto “ 

Emily Dickinson 

Il dolore è qualcosa di indescrivibile, è rumore che fa male. Il dolore non ha un suono: viaggia nel silenzio e lo riempie. Il dolore si espande, cresce, sovrasta, lacera. Continua a leggere “Il dolore non ha colore”

Una piccola ape furibonda

” Se Dio esiste, dovrà chiedermi scusa”
Frase apparsa su un muro di Auschwtz.

Una mattina, come oggi, di qualche anno fa, a colazione EMA, mio figlio, mi ha detto ” papà oggi nel tuo caffè mettici un po’ di libertà e un po’ di memoria “

” Noi siamo la memoria che abbiamo e la responsabilità che ci assumiamo, senza memoria non esistiamo e senza responsabilità forse non meritiamo di esistere “

27 gennaio, un giorno, una data, un attimo per fermarsi a pensare, un momento per ricordare la stoltezza dell’uomo che ciclicamente torna e la mancanza della memoria, o meglio ancora la perdita della memoria.
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Ginnasta con la sindrome di Down rompe gli schemi e diventa modella

I sognatori sono così: insistono e non si arrendono mai.
Lei è Chelsea Werner, una ginnasta di Danville, in California, affetta da sindrome di Down e ha mostrato al mondo che non si deve mai smettere di sognare.
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GUERRILLA GARDENING

Per quanto possa sembrare strano da dire, ci sono guerre ed armi in grado di fare del bene, ma partiamo dall’inizio.
Nei primi anni di questo nuovo millennio, schiacciati dal peso visivo dell’eccesso edilizio, oppressi dalla mala gestione territoriale e dal business dell’edificazione, qualcuno ha deciso di opporsi.
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Una pentola piena d’amore

La mamma di Andrea quando è nervosa cucina. La sua specialità sono i dolci.
Il risultato sono delizie distribuite in gran quantità a parenti, amici e conoscenti.
Zia Geni, all’anagrafe ne dichiara 93 ma pochi ci credono, trascorre le giornate facendo la pasta a mano.
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La mamma di Andrea quando è nervosa cucina. La sua specialità sono i dolci.
Il risultato sono delizie distribuite in gran quantità a parenti, amici e conoscenti.
Zia Geni, all’anagrafe ne dichiara 93 ma pochi ci credono, trascorre le giornate facendo la pasta a mano.
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Un anno di noi

A volte basta uno sguardo e tutto diventa chiaro. Ed è bastato guardarci: due occhi castani che si riflettono in due azzurri, un lampo e una certezza: “abbiamo una promessa da mantenere”.
Così da un corso di scrittura e un’amicizia che oltrepassa il tempo e lo spazio come solo anime affini sono capaci di fare, un giorno abbiamo deciso che era ora di dare forma ad un sogno e mettere un post sulla pagina di #quelledeibigliettinigialli per reclutare qualcuno disposto a unirsi al gruppo ed aiutarci a trasformare tutto in realtà.
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I libri sono come le persone, vivono.

Scorrendo svogliatamente le pagine di Instagram, mi sono imbattuto in una foto curiosa che inquadrava alcune panchine di una piazza di Burgas. Burgas è la quarta città in ordine di grandezza della Bulgaria e si affaccia sul Mar Nero.
Mi ha incuriosito la particolarità della forma scelta, quella di un libro aperto.
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Di nuovo A Distanza? Diamoci Da Intendere!

Ce la possiamo fare. Ormai non è più una sorpresa: la DAD ormai sappiamo cos’è com’è dov’è è pure perché. Se poi è mutata in DDI a percentuali variabili, allora vabbè.
Che si possa fare scuola attraverso il PC non è più una novità e docenti e discenti a capo chino si sono sottomessi alle nuove grida del Terzo Millennio… Come scusa? A capo chino?!?
Continua a leggere “Di nuovo A Distanza? Diamoci Da Intendere!”

Passi

” Lascio a te queste impronte sulla terra
tenere dolci, che si possa dire:
qui è passata una gemma o una tempesta,
….qui passò soltanto il mio tormento “
Alda Merini

Impronte sulla terra, passi leggeri, trasparenti e colorati come ali di farfalla, passi con la consistenza lieve della neve che cade la notte e copre gli alberi del bosco, passi a volte pesanti come macigni, passi pieni di fango che rende difficile il cammino, passi da fare elegantemente sulle punte di scarpette da danza, passi da fare scalzi sulla sabbia bagnata oppure passi fatti con scarponi pesanti o scarpe troppo strette per affrontare le difficoltà della vita, passi con le scarpe piene di sassi oppure con scarpe troppo grandi, passi frettolosi e pieni di capricci e passi sereni felici fatti mano nella mano con persone importanti, passi desiderati e passi ancora da fare ma pur sempre passi per ricordare quello che siamo stati, andare avanti e per non smettere mai di inseguire i sogni

BVS ❤️

Andrea Spessotto

Foto fatta al Museo d’Orsay di Parigi – agosto 2016
The Star (Dancer on Stage)
Artista: Edgar Degas
Data di creazione: 1878
Periodo: Impressionismo

Previsioni meteo: caduta di felicità

Se quando cade la neve non fa rumore, c’è qualcuno che ne annusa l’odore.
Intirizziti dal freddo, stecchiti dal gelo, attendiamo le feste in famiglia per riscaldarci: il camino scoppiettante, la compagnia calorosa, ma soprattutto confort food di ogni genere. Tutto ciò che sa di casa e ci riporta infanti dalla nonna si trova imbandito sulla tavola perfettamente apparecchiata. Cannella, noce moscata e bacche di ginepro: menù di odori che scaldano il cuore.
Le intermittenze dell’albero nell’angolo prediletto si rincorrono incessantemente mentre fuori dalla finestra pettirossi tremuli saltellano su rami solitari e scricchiolanti.
Forse il chiasso sovrasta il silenzio interiore: c’è un po’ di malinconia alla fine dei pranzi luculliani, forse un po’ di horror vacui… Continua a leggere “Previsioni meteo: caduta di felicità”

E fu così che diventai una folletta del Natale.

Ricordo ancora quando successe, era il 2016 e Quelledeibigliettinigialli era solo un’idea. Mi trovavo, come spesso accadeva, al Cro (Centro di Riferimento oncologico) di Aviano insieme alle mie compagne di viaggio Barbara e Carlotta. Il sole era alto nel cielo e l’aria frizzantina mi faceva sentire viva. Eravamo fuori nel parchetto difronte all’entrata a rigenerarci, quando ad un tratto si presentò al nostro cospetto men che meno Babbo Natale in persona. Noi incredule e lui con il suo bel vestito rosso e la sua barba soffice, disse che era lì per affidarci un arduo compito: quello di infondere nel cuore della gente lo spirito natalizio e tanto ottimismo.
Fu così che diventai una folletta del Natale!
Quel dicembre iniziò così, con un progetto in testa: portare un po’ di Natale all’interno della struttura ospedaliera, iniziando dal reparto 4° Dente, dove passano tutti coloro che giornalmente devono affrontare la terapia, per poi gironzolare qua e là per tutti i corridoi. Il desiderio era contagiare tutti, pazienti, accompagnatori, medici ed infermieri, con un sorriso e un piccolo dono: una bacchetta magica in miniatura rigorosamente rossa e un bigliettino di natale con al suo interno un pensiero positivo. Continua a leggere “E fu così che diventai una folletta del Natale.”

L’incontenibile leggerezza del Natale.

Ed ecco qua il Natale, il periodo dell’anno che tutti amano di più è finalmente arrivato.
Mille luci di ogni colore illuminano le città, le case si vestono a festa con addobbi di ogni genere, e poi quell’atmosfera particolare, indefinita, che avvolge tutti nel suo velo di magia senza tempo e senza scampo.
E poi.. e poi ci siamo noi, quelli che “oh no, è di nuovo Natale?!”, quelli che le feste le salterebbero a piè pari per passare direttamente all’anno nuovo, con le giornate che si allungano, la primavera, e poi l’estate.
E pensare che la sindrome del Natale esiste veramente, lo ha dimostrato una ricerca scientifica dell’università di Copenaghen, che ha addirittura individuato un’area del cervello dedicata che si attiva solo nelle persone che amano festeggiarlo.
Non c’è niente da fare dunque, noi popolo dei Grinch lo spirito natalizio proprio non lo sentiamo. Continua a leggere “L’incontenibile leggerezza del Natale.”

Scatole di Natale

Quest’anno, per molti motivi, sarà un Natale diverso dal solito. Ma in fondo non lo sono tutti?
A mio parere, per renderlo comunque speciale, dovremmo concentrarci sulle intenzioni per far si, che nonostante tutto, il Natale possa arrivare ovunque e, perchè no? Anche in maniera diversa.
Si è parlato di come questo periodo particolare avrebbe potuto dare alle persone un motivo per crescere e migliorarsi. Se per caso ci fosse sfuggita questa opportunità fino ad ora, visto il momento prenatalizio, abbiamo un’ occasione per provare ad essere migliori e per quelli che in questi mesi si sono sentiti un pochino demotivati, c’è la possibilità di tornar a risplendere. Perché si sa: aiutare gli altri aiuta prima di tutto se stessi. Continua a leggere “Scatole di Natale”

Bagaglio a mano

Lockdown marzo 2020
“Ragazzi avete voglia di scrivere un libro?”
E’ iniziato tutto cosi, con una domanda semplice che poi semplice non è.
Siamo una redazione accomunata da diverse cose, prima fra tutte la passione per la scrittura, ma seguita subito dopo dalla voglia di mettere in piedi qualcosa.
Insomma cerchiamo di fare in modo che la vita non ci sfugga di mano, travolta dal conformismo.
E’ bastata una videoconferenza per metterci tutti d’accordo e così è partita la ricerca di altri compagni che volessero insieme a noi affrontare questa avventura.
25000 battute, un mese di tempo ed un calderone all’interno del quale buttare proposte, idee, contatti, esperienze.
E’ nato tutto da qua.
Passa il tempo, i confronti, le perplessità, i giudizi, i sorrisi e anche qualche fastidio e poi come fosse la cosa più naturale del mondo è successo: il corriere ha suonato e ci ha consegnato le prime copie del nostro libro. Continua a leggere “Bagaglio a mano”

L’ arcobaleno è di tutti

Un proverbio africano citato recentemente anche da Papa Francesco sostiene che “ci vuole un intero villaggio per crescere un fanciullo.”
Certo, ci vorrebbe anche una famiglia, ma a volte, e sempre più spesso,la famiglia è in difficoltà. Nella nostra società le famiglie sono il risultato di chimiche instabili, a volte esplosive. Oppure sono strutture fragili, abbandonate a sé stesse nel mare delle difficoltà di un’economia che non aiuta gli ultimi. Chi ne fa le spese spesso sono i bambini che crescono in contesti in cui mancano le cure e le attenzioni necessarie per vivere o che addirittura rischiano di trovarsi in situazioni di pericolo intollerabili.
Continua a leggere “L’ arcobaleno è di tutti”

Human Library

Immaginate di entrare in una libreria, alla ricerca di un libro, per curiosare, per farvi catturare da un titolo o da una bella copertina oppure per assistere a una presentazione o a una lettura.
Ma immaginate se per un attimo, entrando in una libreria, vi ritrovaste ad osservare dei volti invece che colorate copertine e di dover scegliere, tra tutti, un viso per ciò che vi trasmette: per l’espressione degli occhi, per l’inclinazione delle labbra, per dei lividi evidenti. Scegliere quel volto e farvi raccontare la sua storia. Oppure entrarvi semplicemente a cercare delle risposte, nel momento stesso in cui la vita ci pone di fronte ad un problema. Chi può spiegarti meglio di altri come affrontare, capire, vivere una particolare situazione a cui dobbiamo dare un senso, di chi l’ha vissuta sulla propria pelle? Oppure chi può semplicemente spiegarci qualcosa che abbiamo bisogno di conoscere? Chi può raccontarci meglio culture e realtà diverse e aiutarci ad abbattere preconcetti di chi le ha conosciute?

Si chiama Human Library ed è una piattaforma di apprendimento no profit, che dal 2000 ospita conversazioni personali progettate per sfidare lo stigma e gli stereotipi, creando uno spazio sicuro per il dialogo in cui gli argomenti vengono discussi apertamente tra i libri umani e i loro lettori. Continua a leggere “Human Library”

Viaggio nella Street Art

Se potessimo definire una città la potremmo rappresentare come un insieme, spesso caotico, di edifici, luminose scritte pubblicitarie, bellezza e degrado, una moltitudine di vite condivise nei condomini o la pacata riservatezza delle severe case dei primi del ‘900.
Ecco la street art è esattamente questo. Una moltitudine di stili, di messaggi a volte urlati e sbattuti in faccia come sberle che ci fanno vedere ciò che spesso cancelliamo, verità scomode. Come lo sfruttamento del lavoro minorile nei paesi poveri a vantaggio di quello dei ricchi. (Banksy)
A volte indicano una strada un approccio migliore al mondo, una utopia. (Banksy)
A volte il messaggio è meno semplice e quasi libero ad una interpretazione. Come di un lato interiore che non ha il coraggio di esporsi, o forse un mondo prigioniero di una società che detta le sue rigide regole. Un bisogno di liberare il bambino che c’è in noi, forse. Forse vuole raffigurare le vite dei bambini, che vengono già segnate e rese prigioniere dalla povertà dei luoghi dove sono nati. (Alice Pasqualini). Continua a leggere “Viaggio nella Street Art”

CREATIVITÀ

Quando ero più piccola ero molto più creativa, mi piaceva un sacco ricamare e decorare ogni tipo di oggetto…
Anche dopo essere cresciuta, questo mio lato artistico non è mai venuto a mancare, ma il tempo “libero” a disposizione è diventato sempre meno.
Avendo tante passioni, negli anni ho dovuto scegliere man mano a quale dedicarmi, ma non sono mai riuscita ad occuparmi solo di un interesse alla volta.
Il bello di essere una persona attiva è che mi metto sempre in gioco, ogni giorno cambio qualcosa di me stessa.
Qualche volta faccio dei passi indietro ma molto più spesso vado avanti verso una meta a me ancora sconosciuta, ma intrigante, cercando di non perdere la voglia di creare sempre qualcosa di nuovo, sia esso un oggetto, una foto o un’amicizia.

Katiuscia Salmaso

Ogni giorno è un 25 novembre

Per quanto sembri assurdo da dire, la violenza, a volte, è il meno.
Sí, certo, il dolore fisico non è una passeggiata, ma a volte quello morale o psicologico è ancora più lancinante.
Negli anni ’80 pensavamo che l’evoluzione sarebbe stata talmente rapida che nel 2020 avremo guidato auto volanti, che la tecnologia ci avrebbe in qualche modo aiutato a progredire a livello sociale; la realtà è che nel 2020 i numeri sulle violenze di genere sono un chiaro segnale di qualcosa che non ha funzionato, non sta funzionando e molto probabilmente non funzionerà mai se non si sceglie di adottare protocolli più rigidi per queste situazioni.
La violenza di per se è un atto da condannare, la violenza dettata da un’incapacità personale di accettare non dovrebbe essere tollerata, mai e poi mai.
Scrivo questo articolo da appartenente al sesso maschile, col suo carico di vergogna, di responsabilità, di denuncia per ciò che altri uomini hanno il coraggio di fare. Continua a leggere “Ogni giorno è un 25 novembre”

L’APPUNTAMENTO CON L’ARTE DA SEGNARE IN AGENDA

Nella seconda metà dell’Ottocento alcuni artisti decisero di uscire dai canoni della pittura accademica dell’epoca, abbandonare le rigide regole della scuola classica e lasciarsi travolgere dalla luce, dai colori della natura, dalla possibilità di rappresentare su tela ciò che il loro sguardo coglieva in quell’istante, consapevoli che lo stesso soggetto l’indomani sarebbe apparso diverso.
Nasce così la pittura “en plein air”, realizzata all’aria aperta, con il vento che muta costantemente il paesaggio, i profumi della natura che riempiono le narici, la vista solleticata in continuazione da nuovi soggetti da immortalare, tutti i sensi coinvolti in un’esperienza inebriante. La necessità di cogliere in fretta il momento prima che sfugga, dà vita ad una tecnica veloce, istintiva e meno meditata, con opere spesso create in poche ore. Continua a leggere “L’APPUNTAMENTO CON L’ARTE DA SEGNARE IN AGENDA”

COME NASCE UNA CITTA’ ECOSOSTENIBILE

 Friburgo è famosa in Germania ed in Europa per la sua ecosostenibilità: edifici a basso impatto ambientale, energia ottenuta da risorse rinnovabili e non inquinanti ed una mobilità costituita al 70% da spostamenti a piedi, in bici o su mezzi pubblici. Eppure, a differenza di ciò che si possa pensare analizzando i grandissimi risultati ottenuti dalla città in termini di sostenibilità, le misure messe in atto all’interno della città stupiscono per l’estrema semplicità.

Innanzitutto lo scarso impatto ambientale delle abitazioni, in particolare quelle dell’ecovillaggio Vauban. Costruito nell’area di una vecchia caserma dismessa, rischiava di diventare un quartiere anonimo frutto della speculazione edilizia. Continua a leggere “COME NASCE UNA CITTA’ ECOSOSTENIBILE”

Una foglia a forma di cuore

Sto guidando, il finestrino aperto lascia entrare l’aria fresca che accarezza la pelle. La radio è accesa, un po’ canto e un po’ ascolto e penso, penso a come la vita cambia in fretta e il più delle volte senza lasciarci il tempo per accorgercene. Tutto è veloce, tutto è turbinio, tutto è cangiante: colori, profumi, suoni, parole, emozioni rincorrono altre emozioni.
Il tempo vola e sfugge di mano. Gioia e dolore, risate e lacrime, tutto si alterna in una danza vorticosa ma non è colpa di nessuno, troppe volte pensiamo di essere nocchieri ma siamo solamente passeggeri. Epicuro ci ha insegnato che non è possibile immergerci due volte nell’acqua di uno stesso fiume: il fiume rimane lo stesso ma l’acqua no, la corrente l’ha portata via per fare spazio a nuova acqua. La vita cambia freneticamente e scorre come la pagine di un libro dimenticato su una panchina mentre tira forte il vento. Siamo attimi, siamo briciole, siamo forza, siamo momenti unici e difficilmente ripetibili. Continua a leggere “Una foglia a forma di cuore”

FATTO AD ARTE La bellezza si svela nel quotidiano

Qual è l’obiettivo dell’arte? Per costruire basta la tecnica e per abbellire è sufficiente il decoro. L’arte apre la mente verso l’ignoto o svela il noto che non riusciamo a vedere.
Quando dunque ci si spalanca davanti una porta che nell’ordinario altrimenti non avremmo visto, ecco che è l’arte la protagonista del momento. Poco importa quale sia la Musa che ci prende per mano: i nostri occhi ora vedono oltre la routine e a fondo dell’essere.
L’obiettivo si può perseguire sia prendendosi cura di un parco, di un giardino, progettandolo nei dettagli delle stagioni, sia riqualificando spazi pubblici e privati dimenticati, sia mettendosi in ascolto degli elementi naturali.
Il Parco Sigurtà di Valleggio sul Mincio, la biennale di Street Art Super Walls di Padova e le installazioni della biennale Humus Park a Pordenone sono solo tre esempi di questo. Continua a leggere “FATTO AD ARTE La bellezza si svela nel quotidiano”

L’ARTE DI NON DIVENTARE TROPPO FRAGILI

Mio padre, quando parla della sua età, tira fuori il vecchio metro da muratore, lo apre e appoggia il dito sulla tacchetta dell’ottantuno, l’aspettativa di vita attuale di un maschio italiano, e poi scorre il dito all’indietro solo di un po’ e dice: “Io sono arrivato qua…” e sorride.

Maria vive da sola da decenni, ha 94 anni e la sua ironia e intelligenza sono ancora vivacissime. La sua vita è una routine di gesti ripetuti con il rito serale della sigaretta fumata sul terrazzino.

Il segreto di Vittorio, che a quasi ottant’anni vendemmia e lavora come se ne avesse quaranta, è “dormire bene, camminare molto e mangiare poco.”

Invecchiare è un’arte che va coltivata da giovani. Non c’è una ricetta unica, ognuno deve trovare il proprio equilibrio e mettere in gioco le proprie risorse. Continua a leggere “L’ARTE DI NON DIVENTARE TROPPO FRAGILI”

I vetri di Aquileia

Aquileia rivestì nei primi secoli un importante ruolo strategico nell’impero romano. Tra le prime tre città dell’impero. La città era un vitale centro commerciale che univa il mediterraneo alle terre del nord e dell’Italia settentrionale. Nel suo museo archeologico sono custoditi una serie di suppellettili in vetrosi pregiato valore artistico e culturale. Non è ben chiaro se la cittadina friulana rivestisse all’epoca non solo un importante centro di commercializzazione di teli suppellettili ma anche di produzione primaria.

Diverse sono state le ricerche in questi anni che hanno cercato di dare una conferma storica ai ritrovamenti. Quello che appare piuttosto credibile è che Aquileia fosse un centro di trasformazione secondario, cioè non di produzione del materiale in pani, che probabilmente arrivavano dalle coste orientali del Mediterraneo ma di trasformazione e lavorazione degli stessi in suppellettili. Continua a leggere “I vetri di Aquileia”

Il telefono del Vento – per non dire addio

Avete mai pensato a come sarebbe se potessimo parlare, anche solo per telefono, con qualcuno che amiamo ma che non è più fisicamente con noi?
Su una collina che domina l’Oceano Pacifico, fuori dalla città costiera di Otsuchi in Giappone, c’è una cabina telefonica di vetro, bianca, all’interno della quale c’è un quaderno e un telefono nero, collegato al nulla.
Il signor Itaru Sasaki l’ha installata nel proprio giardino, chiamato “Bell Gardia”, dopo la morte del cugino. Cercava un modo per continuare a parlare con lui.
Quando poi nel 2011 lo Tsunami sconvolse l’intera isola nipponica, il signor Sasaki decise che tutti coloro che ne sentivamo la necessità avrebbero potuto servirsi del “telefono del vento” (“Kaze no denwa”).
Così iniziarono a giungere persone da ogni parte del mondo, tutte con l’intento di alleviare il proprio dolore e allontanare la sofferenza di un lutto improvviso. Quella sensazione di aver lasciato qualcosa in sospeso; quel “avrei voluto dire qualcosa prima, ma non ce l’ho fatta”.
Funziona così. I visitatori compongono il numero del loro parente. Non bisogna inserire monete o gettoni. Si può anche solo ascoltare. Il rumore del vento, i propri ricordi. Oppure, invece, si parla: di sé, “con” sé, o con chi non c’è più. Alcuni trovano conforto nella speranza che il loro parente possa ascoltarli. Continua a leggere “Il telefono del Vento – per non dire addio”

Cammino

In un tempo passato gli alchimisti sostenevano esistessero due cose, alla ricerca delle quali spendevano l’intera loro esistenza: la pietra filosofale e l’elisir di lunga vita.
La prima aveva il potere di trasformare tutti i metalli in oro; il secondo conferiva all’uomo mortale una longevità mai vista prima.
Ogni persona sana di mente penserebbe che diventare alchimisti, al giorno d’oggi, sia una pura follia, oppure un atto di mera fantasia. Ma, a ben pensarci, perché non si dovrebbe credere che la mitica pietra filosofale sia insita dentro noi stessi? Continua a leggere “Cammino”

Il dono

Un dono è qualcosa che non ti aspetti, ma la vita fa in modo tale che ti arrivi.La maggior parte delle volte non ti rendi conto essere un regalo, perché arriva inaspettato, ma il tempo ti farà capire che è proprio quello che ti serve.
Le difficoltà della vita ti fanno allontanare da quello che vorresti essere o fare, ma se la direzione da prendere è definita dentro di te, arriverà il momento in cui tutto si allineerà ed allora la strada giusta ti troverà.
Può volerci tempo, per arrivare dove dovresti essere per te stesso, ma a fare la differenza sono le persone che hai avuto accanto e le situazioni che ti sei ritrovato ad affrontare. Continua a leggere “Il dono”