Amore e libertà

Quanti gesti inconsapevoli facciamo ogni giorno?

Non ci pensiamo mai, perché sono parte di noi, della nostra quotidianità…ma quanti ne facciamo ogni giorno?

Dal legarsi i capelli per lavarsi il viso al mattino, truccarsi prima di uscire, accarezzare i propri figli o spingerli per farli uscire di casa la mattina, bere il caffè mentre si legge velocemente il giornale o si leggono alcune righe, stiracchiarsi appena svegli, abbracciarsi, baciarsi velocemente, guardarsi allo specchio e darsi uno schiaffetto di incoraggiamento prima di uscire (sì, lo ammetto, io lo faccio). Continua a leggere “Amore e libertà”

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La pazienza del marmo

Immaginate un blocco di pietra. Immaginate anzi, per essere precisi, un enorme blocco di marmo di Carrara.
Bene. L’avete visualizzato?
Ora fate un ulteriore piccolo sforzo, e collocate nella vostra mente quel mastodontico monolite all’interno di una vecchia, fredda, umida costruzione sita nel cuore di Firenze a cavallo della seconda metà del ‘400.
Infine, con un ultimo sprazzo di fantasia, considerate che quel blocco informe se ne stia lì, a guisa di un gigante addormentato, in paziente attesa, o meglio in stato di semi abbandono, da ben 37 anni.
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Tempo

Vorrei saper fare tutto e avere la possibilità per poter imparare a farlo. Ogni tanto penso al tempo che ho buttato e quanto ne spreco ancora. Mi chiedo se ogni attimo che ho lasciato andare e che avrei potuto usare per qualcosa di utile, o imparare qualcosa di nuovo, non sia solo tempo, ore, minuti, secondi, ma occasioni che ho smarrito nel corso della vita. Continua a leggere “Tempo”

Ciò che è posto innanzi

Quando rifletto su qualcosa, mi piace indagarne il significato più profondo. Mi chiedo cosa significhi esattamente, come possa essere interpretato, quali implicazioni comporti. In genere, mi aiuta molto partire dal senso etimologico del termine, un po’ perché i miei studi mi hanno portato a dare molta attenzione alle parole che usiamo, un po’ perché credo fermamente che non siano nate per caso; c’è una certa arbitrarietà nel chiamare “porta” e non “divano” ciò che usiamo per aprire delle stanze, ma certi termini più di altri hanno in sé il significato del concetto a cui li associamo. Continua a leggere “Ciò che è posto innanzi”

L’uomo della sabbia

Era distesa sul letto da diverso tempo ed un senso di nostalgia la stava pervadendo. Dall’alto del suo secolo di vita, stava ripensando agli anni trascorsi, alle scelte fatte e a quelle che avrebbe potuto fare. Le sembrava di non aver vissuto come desiderava, che se avesse percorso altre strade sarebbe stata più felice. Piccole lacrime le stavano solcando il viso ed attraverso gli occhi annebbiati, le parve di vedere un uomo davanti a lei.
Continua a leggere “L’uomo della sabbia”

Cos’è un bacio?

Cos’è in fondo un bacio, chiede Cyrano?
Un giuramento fatto un poco più da presso,
un più preciso patto, una confessione che sigillar si vuole,
un apostrofo roseo messo tra le parole t’amo;
un segreto detto sulla bocca, un istante d’infinito
che ha il fruscio di un’ape tra le piante,
una comunione che ha gusto di fiore,
un mezzo per potersi respirare un po’ il cuore
e assaporarsi l’anima a fior di labbra!
Cyrano de Bergerac Continua a leggere “Cos’è un bacio?”

Relax significa produttività

Pioveva ininterrottamente da due giorni nel mio paese Natale e qui, stavo trascorrendo il ponte dell’8 Dicembre. Le vivo molto bene le stagioni piovose, specialmente durante le festività. Mi ricordano l’Irlanda e le avvolgenti sensazioni di quando inzuppata, aprivo la porta e mi aspettava il camino acceso e una tazza di thè caldo all’Inglese. Continua a leggere “Relax significa produttività”

Buon compleanno a te!

Cara Gazzetta,
o meglio, cara Gazza, come ti chiamiamo noi tutti della redazione,

or volge l’anno e non è solo un capodanno di una lunga serie, ma è anche il tuo compleanno: tre anni di te!
Quest’anno ti facciamo un regalo: il nostro grazie, la nostra gratitudine.
Continua a leggere “Buon compleanno a te!”

Gennaio, il mese degli inizi

Gennaio è sicuramente il mese degli inizi, un anno è appena passato con i suoi alti e bassi e uno nuovo è pronto a partire ricco di speranza, di sogni e soprattutto di buoni propositi. Se gli ultimi giorni di dicembre sono dedicati a fare un bilancio sul passato, questo è sicuramente il momento di buttarsi su nuovi progetti.
Continua a leggere “Gennaio, il mese degli inizi”

Il nuovo che vorrei

Primo di gennaio: da sempre, per me, il giorno più triste dell’anno. Che piova o che ci sia il sole cerco sempre di andare a fare una passeggiata al mare, che aiuta sempre il mio animo a riappacificarsi un po’. Quale vuol essere il mio buon proposito per l’anno che verrà? VORREI ripartire da me, a 360°, per poter godere del tempo che mi è dato senza sprecarlo ad arrabbiarmi o a rimuginare.
Continua a leggere “Il nuovo che vorrei”

[Per dona]re [libera mente]

Come può chi ha subito un torto enorme, come l’uccisione di un congiunto, pronunciare parole di perdono?
Sembra un paradosso, eppure succede: lo troviamo spesso nelle cronache. Recentemente la missione della diocesi di Concordia-Pordenone in Mozambico ha subito un attacco da parte dei terroristi: durante quella notte don Loris, uno dei sacerdoti coinvolti, invia un messaggio ai suoi di casa e scrive “ho perdonato chi eventualmente mi ucciderà”. Continua a leggere “[Per dona]re [libera mente]”

Se la felicità ha un nome, urlalo

Che strano, oggi è stato veramente così strano trovarsi in quel grande letto, ancora una volta come cento altre volte di un tempo ormai lontanissimo, alzare le lenzuola e appiattirsi il più possibile prima di ricoprirsi nuovamente con il lenzuolo e restare immobile, fermo ad aspettare, come quando il lettone grande era un castello da conquistare, come quando in silenzio aspettavo che tu arrivassi a cercarmi ed ero certo non mi avresti trovato.
Continua a leggere “Se la felicità ha un nome, urlalo”

“Mi” & “mi”

“Mi”, nel dialetto veneto “io”. Le corde di una chitarra, in accordatura standard, iniziano e finiscono con un “mi”. Non ci avevo ai pensato, lo trovo curioso. “Io” e “io” , e un po’ lo è di certo, è un incontro con te stesso prima di tutto, quando la abbracci per farla “cantare”. Continua a leggere ““Mi” & “mi””

Lidia (r)

Oggi voglio parlarvi di un nome…Lidia. Lidia in spagnolo significa “lotta”, la lotta del toro e del torero che danzano combattendo nell’arena. Oggi voglio anche parlarvi di una persona: Lidia. La tua vita è stata una lotta e tu sei stata una guerriera sensibile e aggraziata, dolce e ferma. Non avevo mai pensato al significato del tuo nome che bene ti descrive, tu, nata sotto il segno del leone hai vissuto con passione e con coraggio questa vita a volte ingiusta. Hai saputo dar valore alle piccole cose e agli affetti: quello della famiglia, dell’amore e dell’amicizia. Affetti che ti hanno accompagnata nei momenti belli e in quelli brutti. Cosa significa Lidia? Cos’hai significato per me? Che si può combattere danzando, con ironia forza e grazia e che tutto l’amore che diamo torna indietro, sempre.

Alice Colussi

Il perdono è un dono?

“Il perdono è un arma potente, perché libera l’anima e rimuove la paura” (Nelson Mandela).
Perché perdonare è così difficile? Forse perché questo sentimento è legato ad un dolore affettivo, che ci fa stare male, una delusione che avvertiamo nel profondo. Proviamo un senso di ingiustizia che ci ferisce e logora dentro. Spesso pensiamo che perdonare ci renda deboli e accondiscendenti, ma per me non è così. Continua a leggere “Il perdono è un dono?”

Ogni stagione ha il suo rumore

La frase, buttata lì quasi per caso nel mezzo di un discorso, mi è rimasta appesa all’orecchio. Ha continuato a svolazzare qua e là nella mia mente in attesa di ottenere la mia attenzione. Una frase semplice, ma di grande effetto. Una frase arrivata mentre riflettevo ad alta voce sulla mia difficile convivenza con la stagione fredda. Un amore impossibile, il nostro. Nei fatti, separati in casa. Anzi io in casa, lui fuori: il freddo.
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“Un trauma” da TV

Siamo fatti così. Avanti, ammettetelo! Se vi dico globuli rossi pensate subito a quei goffi “cosi” rossi con le bolle di ossigeno caricate sulla schiena. Se dico globuli bianchi visualizzate immediatamente dei ranger in navicelle volanti, a piedi col manganello o a cavallo. I più attenti, quando scoprono di avere delle infezioni da “Escherichia Coli”, ricorderà subito quei millepiedi ciccioni e poco svelti che servivano a trasformare il cibo in vitamine. Continua a leggere ““Un trauma” da TV”

Quante parti di me, di noi esistono

Quante parti di me, di noi, esistono ?
E’ una bella domanda.
Inizio questa riflessione dopo essermi presa del tempo per riguardare e far pulizia delle mail che negli anni avevo archiviato. Quante esperienze ho fatto e quante ne farò, spero!
Continua a leggere “Quante parti di me, di noi esistono”

Irresistibile voglia di giallo

Adoro il giallo. Mi trasmette energia allo stato puro perché richiama la luce calda sprigionata dai raggi solari. E poi rappresenta il simbolo dell’estate ed io amo l’estate. Il giallo è in assoluto il colore più positivo che ci sia, proprio perché ha questa incredibile capacità di regolare la frequenza cardiaca e regalare il buon umore.
Continua a leggere “Irresistibile voglia di giallo”

Spilli, spagnolette e bottoni

Sono nato in un periodo nel quale i soldi erano pochi e i bambini non avevano moltissimi giocattoli ma per fortuna, quei pochi giochi servivano a sviluppare la curiosità, l’aggregazione e la fantasia.
Oggi invece tutti i giochi tecnologici isolano i bambini e li rendono sempre più solitari ed egoisti.

In quegli anni la televisione era in bianco e nero, aveva un trasformatore che andava acceso un’ora prima perché le valvole si dovevano riscaldare, c’erano 3 canali e le trasmissioni iniziavano dopo le 17.00 con la TV dei bambini e prima non c’era null’altro che la scritta fissa RAI Radio Televisione Italiana. Continua a leggere “Spilli, spagnolette e bottoni”

Il sommo Piero

Stava passeggiando assorta nei pensieri dopo una giornata stancante. Le erano venuti in mente i giorni passati, quando era piccola. I cartoni animati allora erano più belli e avvincenti di quelli di oggi, o “almeno così crede chi è nato negli anni ‘70 – ‘80” pensò ridendo. I pomeriggi di allora erano intrisi di cartoni e telefilm. Ma alla sera, aveva un appuntamento settimanale che l’aveva sempre affascinata: “La Macchina Meravigliosa”, di Piero Angela. Continua a leggere “Il sommo Piero”

Quando “fare muro” non è scritto sui muri

Ci sono immagini che segnano ere: fotografie di attimi che da subito entrano nella storia. La caduta del muro di Berlino è una di queste: la nomini e si stampa immediatamente nella mente la polaroid dell’unità ritrovata, della pace rinsaldata.
Ci sono muri che dividono e ci sono muri che costruiscono.
Continua a leggere “Quando “fare muro” non è scritto sui muri”

A volte basta poco

Alle volte un piccolo e insignificante gesto per taluni può trasformarsi in un ricordo indelebile per altri. Sono molti gli esempi, in varie attività, nella musica o nello sport. Per esempio atleti che hanno fatto delle piccole sorprese a qualche loro tifoso.
Oggi vi racconto di una famiglia americana che ha accompagnato la propria figlia di dodici anni a vedere una partita dei Golden State Warriors, squadra di basket del campionato americano.
Continua a leggere “A volte basta poco”

Il significato delle stelle

Il tema della sera e della notte, sin dall’antica Grecia, ha sempre ispirato gli animi più sensibili ad una costante introspezione, capace di illuminare il senso sia della propria esistenza che dell’intera umanità.
Nel caso di Dante, per esempio, la sera diventa la confidente dello stesso poeta: è il momento in cui egli si sofferma a riflettere sulle vicende della propria vita e sul tempo, elemento incontrollabile e fuggente. Per il poeta, le stelle sono la meta reale e ideale del suo viaggio ultraterreno: la parola in rima “stelle” suggella tutte e tre le cantiche della Commedia.
Continua a leggere “Il significato delle stelle”

Non alzo la mano

Queste parole le voglio dedicare a tutti quelli che vivono la vita con tempi diversi, a tutti quelli che hanno bisogno di sorriso in più, di una parola gentile, di sapere di non essere soli, a tutti quelli che pensano di non farcela per la disattenzione e l’impreparazione di chi dovrebbe aiutarli a diventare grandi. Continua a leggere “Non alzo la mano”

Il pigiama

Torno a casa da una giornata veramente lunga e stancante, faccio una doccia bella rinfrescante che mi pulisca da tutto quello che non voglio rimanga con me.
Finta indecisione su cosa mettermi: tuta o pigiama?
Pigiama tutta la vita! Sono talmente ko che non avrei neanche voglia di mangiare ma, non so perché, l’essermi potuta togliere il reggiseno ed aver indossato il mio capo preferito mi dà lo sprint per cenare.
Continua a leggere “Il pigiama”

27 domande che ti stravolgeranno la giornata

Consapevolezza. Una parola tanto usata, ma cosa vuol dire veramente?

Dal principio, la consapevolezza è uno strumento di sopravvivenza: la capacità di essere consapevoli dell’ambiente in qualche forma, a qualche livello, e di agire conseguentemente. 

La consapevolezza è un magico risveglio. È sentirsi davvero svegli (non come quando suona la sveglia la mattina), è molto di più. È sentirsi vivi, presenti, liberi.  Continua a leggere “27 domande che ti stravolgeranno la giornata”

Le stazioni ferroviarie

Il marmo della panchina era freddo quella sera, amplificava di molto il senso di solitudine e smarrimento che ebbi in quella attesa mentre, seduto, aspettavo il mio cambio. Fu quello il ricordo più forte di quel viaggio che mi portò verso il centro Italia. Sguardi smarriti nei quali mi ritrovavo. Altri invece, sicuri e determinati, delle persone che si affrettavano verso le discese nei tunnel sotterranei; li invidiavo: tornavano a casa.
Continua a leggere “Le stazioni ferroviarie”

L’omosessualità è sempre esistita

“L’omosessualità è nata negli ultimi tempi, prima non esisteva. Ed è proprio per questo che è qualcosa di innaturale”.
Molti non sanno che il tema dell’omosessualità è stato trattato sin dall’antichità, e pertanto non è un costrutto della società moderna.
Continua a leggere “L’omosessualità è sempre esistita”

Valore al tempo e a me

Amore e odio per te, caro tempo: sei troppo, e sei troppo poco.
Amore e odio per me, sono troppo e sono troppo poco.
A volte il tempo scorre lentissimo, e porta con sé il peso della noia, dei pensieri, della solitudine; a volte scorre velocissimo, e porta con sé l’ansia della fretta, dei momenti vissuti intensamente ma già finiti, della vita che sfugge dalle mani. Anch’io molto spesso mi sento troppo o troppo poco.
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Cosa resta dopo un temporale

È notte fonda. In lontananza, le prime avvisaglie di un temporale. Il vento soffia sempre più forte, l’aria si raffredda, scariche elettriche illuminano il cielo e l’atmosfera rimbomba come fuoco d’artificio. I bambini spariscono sotto le lenzuola o si fiondano nel letto dei genitori e perfino gli animali reclamano il loro ingresso in casa.
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Stile Hygge: il segreto della felicità danese

Stile Hygge: il segreto della felicità danese
“Hygge (si pronuncia «ügghe») è un modo di essere, è la voglia di condividere, quella sensazione che ci fa sentire sempre a casa. È un’esperienza interiore e al contempo di comunione con gli altri, è capire che ogni luogo o momento può diventare speciale. Cercarla significa favorire l’intimità e la connessione. Hygge rafforza i legami, dà valore al presente e avvicina le persone, dando una sensazione di pienezza e appagamento.
Continua a leggere “Stile Hygge: il segreto della felicità danese”

Perdersi in un attimo

“Pronti? Si parte!”
Eccolo il mio momento preferito: quell’attimo prima che l’auto si muova e tutto abbia inizio.
Una miriade di emozioni affollano disordinate questo istante fugace, quasi fossero uscite in tutta fretta dallo scrigno che le conserva, le posso sentire e quasi vedere, tutte colorate, mentre mi avvolgono e mi strappano un sorriso.
Continua a leggere “Perdersi in un attimo”

Si stava meglio quando si stava peggio…


Pare che la nostalgia per i tempi antichi sia un’afflizione comune agli uomini di ogni età: c’è un tempo perduto che vagheggiamo melanconicamente, setacciandone la purezza e la semplicità, l’abbondanza di qualche dono particolare e dimenticandone le asprezze.
Del passato in terra friulana tramandiamo così lo spirito infaticabile, la tenacia della gente e la purezza delle montagne. A ben vedere però di povertà deve essersene sofferta tanta: le testimonianze di questa vita faticosa sono molte e ben radicate.
Partiamo dai viaggiatori. Cramârs dalle vallate carniche: uomini che transitavano merci tra Venezia, dunque l’Oriente, e i paesi germanici con merci rare e preziose, soprattutto spezie. Kromere dalla Valcellina in giro per l’Italia tutta, Trentino incluso: donne che imparavano lingue e dialetti indispensabili per vendere pizzi, merletti, collanine, calze, mutande… Merceria, insomma; e donavano i santini raccolti nei santuari lungo la via, una forma di ringraziamento e benevolenza per le clienti. Li accomuna la strada, ma anche un oggetto indispensabile per il lavoro: la cassettiera.
Portata rigorosamente sulle spalle, come uno zaino, era il magazzino ambulante: fabbricata di legno di ciliegio, poteva pesare fino a 40 chili ed era caricata con attenzione per le dimensioni della merce ma anche per attirare i clienti ponendo per esempio in alto collane e anellini. Forse era anche casa e rifugio per questi ambulanti: se ben caricato, il grande pacco che veniva posto sopra la cassettiera riparava anche dalla pioggia.
Oggi ritroviamo le cassettiere in qualche museo etnografico e le ammiriamo con nostalgia per un mondo in cui non tutto era a portata di mano, non tutto era scontato. Qualche ristorante ha fatto della kromere un delicato modo per servire la petite patisserie a fine pasto e c’è chi racconta anche che dai cramârs derivino i cjarsons: le donne carniche usavano infatti riempiere i tipici ravioli di patate con ciò che restava nelle cassettiere dei loro mariti, dando vita ad una miriade di ricette sensibilmente differenti di un piatto povero ma allo stesso tempo ricco.
Quando ammiriamo questi oggetti ormai d’antiquariato e degustiamo un bel piatto di cjarsons fumanti, pensiamo allora alla polvere sotto i piedi di uomini e donne che per far fronte alla durezza della vita han percorso strade e attraversato valli, con ogni tempo. Pensiamo con gratitudine e rispetto che la povertà ha lasciato frutti abbondanti nell’ingegno e nelle tradizioni.
Elisa Parise

AAA Cercasi pazzi

“Anche la follia merita i suoi applausi”
Alda Merini

Forse sarà pazzia la parola per rappresentare la libertà, il desiderio, la gioia, la voglia incommensurabile di vivere, scoprire, viaggiare, conoscere, bere, osservare, incontrare, scrivere, leggere, fotografare, ecco se dovesse essere pazzia la parola giusta per dipingere tutto questo allora cerco pazzi per correre con me tra la colza, tra i papaveri, tra i girasoli, tra il granoturco e in mezzo all’erba medica, sul greto di un fiume, tra i filari di una vigna, in riva al mare, cerco pazzi per osservare il cielo, le nuvole, per seguire con gli occhi il volo degli uccelli, per sognare di dividere il cielo con loro e alla fine, per ballare la notte davanti ad un fuoco che illumina e scalda dopo aver fatto tutto questo, cadere a terra stremati ma felici e bere del vino bianco oppure alcune birre e ridere, ridere raccontando storie assurde e a volte anche inventate.
Cercasi pazzi per ritornare bambini o meglio restare bambini più a lungo possibile, perché il mondo va visto, osservato, studiato e vissuto con gli occhi di un bambino, con la stessa volontà di sorprendersi e di stupirsi. Occhi che cercano e trovano altri occhi per iniziare a sorridere assieme e per poi ridere a crepapelle.
Le persone pazze si scelgono e si prendono per mano per condividere emozioni, per cercare di colorare la vita, per riempirla di suoni, profumi, colori, voci, per costruire ricordi
Ci sono persone che dal nulla sanno donare la gioia, sono le persone pazze, quelle che sanno ancora sorridere e inseguire un sogno. Mi spiace per tutte quelle persone che le pazzie non le hanno mai fatte, non hanno mai pensato di avere il bisogno di farle, non hanno mai avuto il coraggio di farle, si sono sempre perse qualcosa.
A queste ultime ricordo che non esiste un età giusta per essere pazzi ma che è sempre il momento giusto per togliersi le scarpe e correre scalzi e felici in mezzo al grano con le braccia larghe come piccoli aeroplani
GRAZIE alle persone pazze della mia vita a tutte queste vanno i miei applausi

Andrea Spessotto

Corpo-Mente-Cuore

“El cuerpo necesita descanso, la mente paz y el corazón alegría”. Sono in treno che viaggio verso Vienna, la mia compagna di viaggio dorme e io per passare il tempo do un’occhiata ai social e mi capita di leggere questa frase e mi dico che è proprio vero: “Il corpo ha bisogno di riposo, la mente di pace e il cuore di allegria.” Continua a leggere “Corpo-Mente-Cuore”

Alle volte s’innamorano

I marinai si erano messi dei tappi di cera nelle orecchie, affinché non sentissero quella melodia proveniente dalle profondità del mare a cui nessun uomo era mai stato in grado di resistere. Ma lui no. Si era fatto legare ad un palo ma aveva deciso di capire se le dicerie fossero vere.
Continua a leggere “Alle volte s’innamorano”

Una cornacchia in famiglia

Avevamo deciso di camminare su nuovi sentieri quella domenica. Avevamo bisogno di novità!
Il programma era stabilito, eravamo in viaggio sulla scia di Google Maps fino a quando Marco ha deciso di accostare dicendo: “Ho cambiato idea, andiamo a Tonezza, per te va bene?” “Mi fido” ho risposto.
Continua a leggere “Una cornacchia in famiglia”

La rosa bianca

Il manifesto degli studenti di Monaco venne rilasciato sui territori tedeschi dagli aerei inglesi nel 1943.
Questa è la storia dei fratelli Scholl e di altri studenti universitari che si ribellarono al nazionalsocialismo di Hitler durante la seconda guerra mondiale.
Continua a leggere “La rosa bianca”

Idee virus

Negli ultimi tempi sono stata a contatto con un virus molto insidioso, ma non l’ha avuta vinta!
Non parlo di un virus qualunque e nemmeno del corona virus. Parlo di un’idea virus. 
Ho ricominciato ad andare in piscina perché è una di quelle attività che mi fanno sentire viva ed, essendo io una persona a cui piace misurare, ho portato con me il mio smart watch. Ma non è stato facile.
Continua a leggere “Idee virus”

Il vento ci porterà

“Le vent nous portera” è un successo dei Noir Désir, un gruppo francese, di qualche anno fa.
“Il vento ci porterà” è la traduzione letterale. Mi piace l’idea che le nostre vite siano in balia del vento, sa di libertà e di paura per l’ignoto, sa di vita.
Continua a leggere “Il vento ci porterà”

Lo Yin e lo Yang due forze opposte

Analizzando le parole Yin e Yang dal punto di vista letterale, si può notare come esse identifichino i due poli opposti di una stessa cosa. Infatti, uno indica “il versante buio della collina” mentre l’altro “il versante soleggiato della collina”. Sono due forze contrapposte che rappresentano rispettivamente l’oscurità e la luce, la notte e il giorno, il nero e il bianco, la luna e il sole, l’acqua e il fuoco, la terra e il cielo.
Continua a leggere “Lo Yin e lo Yang due forze opposte”

Ninna nanna ninna oh

Mettetevi comodi, chiudete gli occhi e lasciatevi trasportare dal suono della mia voce, dai sospiri, dai fruscii, dalle vibrazioni appena accennate.
Durante questa esperienza potreste sentire il vostro corpo rilassarsi, avvertire un lieve formicolio al cuoio capelluto, un generale senso di benessere e probabilmente anche addormentarvi.
Continua a leggere “Ninna nanna ninna oh”

Agilità emotiva: l’allenamento per la felicità

Imparare a gestire bene le nostre emozioni è da sempre una sfida aperta. Esistono moltissimi manuali sull’auto-sostegno ma sembra che un vero e proprio tutorial ancora non l’abbiano inventato. Siamo un contenitore straripante di stati d’animo di ogni tipo, tratteniamo delusioni e incertezze, frustrazioni e angosce che tendono sempre a prevaricare su tutto il bello che c’è, ci soffocano rendendo tutto molto difficile.
Continua a leggere “Agilità emotiva: l’allenamento per la felicità”

Far pace con i colori

È sera, dopo aver lavato i piatti e preparato dei pancake dietetici per domani mattina esco a buttare l’immondizia. Ho bevuto un caffè dopo cena e mi sento piena di energie e continuo a camminare. Si sta benissimo fuori, non c’è anima viva, l’aria è tiepida e ho voglia di camminare. Mentre cammino penso a tutto quello che mi è successo in quest’ultimo periodo: incontri.
Continua a leggere “Far pace con i colori”

Fides, dal latino, fiducia

Cos’è la fiducia e da dove proviene?
Il termine “fiducia” deriva dal latino “fides”, il quale si riferisce al riconoscimento dell’affidabilità di un’altra persona. Può riguardare diversi ambiti, in cui si trovano sempre coinvolti i sentimenti dell’animo umano: le relazioni amorose, il nucleo famigliare, le amicizie.
Continua a leggere “Fides, dal latino, fiducia”

Il passeggiar m’è dolce in questo parco

Ogni giorno, all’imbrunire, Ginevra si ritrovava a camminare in quell’antico parco. Dopo una giornata di lavoro faceva sempre quel percorso per tornare a casa. In quel periodo della stagione, una leggera nebbia si alzava dal fiume che scorreva lì vicino accompagnandola per tutta la lunghezza del sentiero sterrato. Era in città, ma ogni volta le sembrava di entrare in un altro mondo.
Continua a leggere “Il passeggiar m’è dolce in questo parco”

Ad ogni passo tutto può cambiare

“Il camminare presuppone che a ogni passo il mondo cambi in qualche suo aspetto e pure che qualcosa cambi in noi”
(Italo Calvino)

Adoro camminare, lo faccio spesso, quasi ogni giorno e più lo faccio e più sento che mi manca nei giorni cui la frenesia non me ne dà il tempo. Il mio corpo ne ha bisogno, la mia anima non ne può fare a meno.
Continua a leggere “Ad ogni passo tutto può cambiare”

Mercury train

La linea Mercury prese il nome dal mitologico dio romano Mercurio, a cui era attribuito il compito di recapitare i messaggi.
Fu un’idea rivoluzionaria concepita negli anni ’30 e commissionata dalla New York Central Railroad per collegare velocemente alcune città del Midwest.
Il treno doveva essere: veloce, comodo, esclusivo e alla moda. Fu commissionato al designer Henry Dreyfuss, che si cimentò con non poche difficoltà nella sua realizzazione. Il designer accettò la sfida passando dall’oggettistica per la casa e le penne stilografiche, alla realizzazione di un treno che potesse coniugare l’estetica esterna a quella interna, l’aerodinamicità al confort.
Ne uscì un capolavoro di Art Decò. Il progetto fu quasi per essere abbandonato quando, sulla sua prima bozza, si fece il calcolo dei costi del nuovo treno che risultò insostenibile per la compagnia. Dreyfuss preso dallo sconforto fece un viaggio in treno e lì ebbe l’idea di convertire dei vecchi convogli nel nuovo treno, abbattendo di quasi i due terzi il suo costo.
Il successo fu immediato tanto che si aggiunsero nuove tratte targate Mercury. L’ultima venne abbandonata ben 30 anni dopo. Il nuovo treno caratterizzò la produzione industriale americana non solo nei trasporti, influenzando anche quello delle automobili caratterizzando un intero paese.
Tra le sue peculiarità vi era il concetto di unire la bellezza esterna con quella interna, in un tutt’uno. Il concedere al viaggiatore una visione molto più ampia dell’esterno, ampliando e abbassando l’altezza dei finestrini. Lusso e comodità davano quel tocco di esclusività, mente il confort era garantito da alcune ingegnose soluzione tecniche per limitare le vibrazioni. Anche gli spazi interni, furono rivisitati e innovati, per accogliere meglio i passeggeri. Questo concetto si espresse al massimo nella carrozza ristorante e nella realizzazione di un vero proprio salotto vetrato posizionato alla fine del convoglio.

Michele Vida “Baudasch”

Comunicazioni stradali

Vi è mai capitato di guidare su una strada che “parla”?
Recentemente, mentre percorrevo un tratto di strada appena riasfaltato, ho sentito un rumore strano e ho subito pensato di avere un problema alle gomme. Orecchie tese all’ascolto e velocità ridotta: quello che sentivo era più un suono, un lamento, sembrava quasi il canto di una balena, prolungato, continuo, affascinante. Mentre rimuginavo sul da farsi e la mia mente si focalizzava sull’immagine di Dori che parla il balenese, il suono di colpo scompare e la via ritorna ad essere quella di sempre, buche comprese.
Continua a leggere “Comunicazioni stradali”

I’m feeling blue

A gennaio è sempre lì ad aspettarci carico di tristezza e depressione, il lunedì più blu dell’anno è il giorno della tristezza, della malinconia, della depressione.
Ma perché proprio il blu? Clarice Lispector, ucraina di nascita, naturalizzata brasiliana, usava queste parole per descriverlo: Continua a leggere “I’m feeling blue”

Profumo di glicine

Oggi l’aria profuma di glicine, adoro la primavera, le giornate si allungano, il sole si fa più caldo, lo percepisco, mentre con i suoi raggi mi accarezza la pelle. Gli alberi fioriti danno quel tocco di colore a tutto ciò, che fino a un attimo prima, era grigio e spoglio. Api e farfalle svolazzano allegramente sui prati, provocando in me un impellente bisogno di stare all’aperto.
Continua a leggere “Profumo di glicine”

La voce d’oro d’america

“Ho una voce che è un dono di Dio, sono un ex-speaker radiofonico che sta attraversando un momento molto difficile. Per favore, qualunque aiuto sarà apprezzato. Grazie e che Dio vi benedica”.

Era un giorno grigio e nuvoloso, un senza tetto, con un piccolo cartello in mano, si avvicina al finestrino di una macchina ferma ad un semaforo.
Continua a leggere “La voce d’oro d’america”

Divertirsi per ottenere ciò che si vuole

Sono qui seduta sul mio divano intenta a scrivere questo articolo. Devo finirlo entro domani. No… Non devo: voglio! 

Nella vita ho capito questa gran bella differenza. Se “di qualcosa” ripeto continuamente che “devo” allora mi chiedo: “lo voglio davvero”? Continua a leggere “Divertirsi per ottenere ciò che si vuole”

Cose che ho imparato da te

Giada si rigirò fra le mani il ciondolo appena scartato dall’involucro che lo conservava intatto dentro una scatola di scarpe adibita a portaoggetti. L’albero era pronto per essere addobbato, ma quel pendaglio doveva essere posizionato per primo. Solo dopo era possibile proseguire nelle decorazioni.
Continua a leggere “Cose che ho imparato da te”

Wabi Sabi, la bellezza dell’imperfezione

Bellezza e imperfezione, parole che messe insieme sembrano contrapporsi tanto da rivelarsi quasi rivoluzionarie ai giorni nostri, ma che, tuttavia, rientrano sempre più spesso nella vita quotidiana.
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Cassa lenta ma contenta

Anche a voi, la spesa ultimamente sembra diventata una sorta di maratona?
Oramai alla cassa la parola chiave è velocità! Mettere i prodotti sul rullo a tempo di record e, con doti da supereroe, in tempo zero, imbustarli, rimetterli nel carrello e contemporaneamente pagare, che dietro di te c’è già chi incalza. Si e no, un “buongiorno” alla cassiera a cui invece vorrei trasmettere tutta la mia stima, alla fine tutto ciò che mi resta è un’ansia da prestazione un po’ sudaticcia. Continua a leggere “Cassa lenta ma contenta”

Rispettate il pane

Ho imparato fin da piccola che esistono dei tempi e che quei tempi vanno rispettati! Ho imparato che il sacrificio e la dedizione sono alla base del lavoro, e che non esiste lavoro migliore di quello che si fa per credo o per passione.
Ho imparato che non esistevano le vacanze, che noi non eravamo come gli altri che il week end uscivano a cena. Ho imparato che al pomeriggio dovevamo fare silenzio e che non si poteva fare tardi la sera.
Era il ritmo del pane che decideva per noi: era il suo impasto, il suo lento lievitare. Era lui che scandiva la giornata quando, finalmente, la domenica andavamo tutti insieme al mare. Dettava ticchettando quando si poteva partire e quando si doveva tornare a casa.
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GRANDI DONNE — Hedy Lamarr

HEDY LAMARR (pseudonimo di Hedwing Eva Maria Kiesler Vienna 9/11/14 Altamonte Springs 19/01/2000).

Hedy nacque a Vienna nel ’14, fu una donna molto particolare, per certi versi straordinaria. A seguito dell’annessione dell’Austria alla Germania nazista, decise di fuggire in America. Collaborò attivamente alla campagna di finanziamento proposta dal governo americano, per sostenere le ingenti spese della guerra. A diciotto anni iniziò a recitare in alcune produzioni cinematografiche austriache e cecoslovacche, tra cui “Estasi”. La pellicola, in bianco e nero, immortalò la prima scena di nudo in un film e per questo fu censurata in molti stati. La bellissima attrice recitò a seno scoperto per alcuni secondi, mentre faceva il bagno. Giunta in America continuò la sua carriera di attrice. Comparve in diversi film accanto a Spencer Tracy, Clark Gable, ed altri divi di Hollywood.
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Colori

“…Ogni nuovo mattino, uscirò per le strade cercando i colori”
Cesare Pavese

Li cercherò e li ruberò ai fiori, ai prati, ai laghi, al cielo, alle nuvole, al mare, al sole, mi riempirò avidamente gli occhi e l’anima e poi con le dita piene di colore dipingerò gli scuretti delle case, le portiere delle macchine, i pali della luce, l’asfalto delle strade, le facce tristi delle persone in fila alla fermata dell’autobus.
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“Siamo stelle sulla terra ferma”

Ci avete mai pensato da dove veniamo? Di cosa siamo fatti? Del perché esistiamo?
Io credo che molti di noi si siano fatti queste domande.
Molto spesso durante le mie passeggiate fra i boschi, osservo gli alberi, le piante, i fiori, rimango consapevole di quello che mi circonda, di quello che sento, tocco…e penso: tutto questo ha uno scopo, una funzione.
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Aiuto! sono un’accumulatrice compulsiva di libri

Aiuto! Sono un’accumulatrice compulsiva di libri.
Ci sono due tipi di lettori: quelli a cui non importa da dove provengano i libri, se da amici o da una biblioteca e poi ci sono gli accumulatori compulsivi come me, con questa smodata passione per acquistare libri.
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Nature bathing: il potere rigenerante della natura

Ci sono momenti in cui la quotidianità ci opprime, i mille impegni continuano ad accumularsi e noi arranchiamo per starci dietro, i pensieri affollano la mente come nubi all’orizzonte, mille voci si accavallano una sull’altra fino a quando il nostro corpo ci dice: “basta!” È arrivato il momento di fermarsi e riprendere fiato.
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A scuola da San Benedetto

476 d.C. Lo sciro Odoacre scaccia dal trono imperiale Romolo, detto Augustolo per la sua giovane età (aveva circa quattordici anni quando salì al potere). È la fine, almeno formalmente, dell’impero romano d’Occidente, attraversato in realtà già da molto tempo da una fortissima crisi.
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