Dove ti porta la vita – Viaggio di successo verso l'essenziale

Lei è Cli. Chiara Beltrame per l’anagrafe di Padova ma la musica di questa giovane cantautrice ha fatto il giro del mondo con collaborazioni fino in Brasile. Grande svolta il 2015: a The Voice of Italy anche il grande pubblico incontra questa promessa della musica italiana.
Quell’anno è un vero e proprio crocevia per Chiara: dopo aver avviato nel 2008 con GRACEGroup laboratori di educazione musicale per bambini poveri in India, diventa testimonial per ADMO; ma soprattutto poco prima di apparire sugli schermi di Rai 2 arriva la diagnosi di endometriosi e il suo viaggio deve cambiare passo.
Come è cambiata la tua vita dopo la diagnosi? La malattia di cui parliamo non è semplicemente un ciclo mestruale molto doloroso. Si tratta di una malattia cronica e invalidante. Il palco chiede la presenza di tutto il tuo corpo e io non riuscivo a lavorare: accettare questo è stato per me molto difficile.
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Centra il talento! Baskin: uno sport su misura.

Questa volta sul parquet incontriamo Alberto Andriola, insegnante di scienze motorie e sportive nelle scuole secondarie a Udine.
Allenatore di basket dal 1984, da febbraio 2019 è il play maker di una associazione, la Zio Pino Baskin, che si occupa di promuovere il baskin, appunto.
Alberto, aiutaci a capire meglio che cosa sia il baskin.
È il risultato di “basket” e “inclusione”. Innovazione tutta made in Italy, è una disciplina sportiva progettata appositamente per valorizzare la partecipazione di tutti senza nessun tipo di discriminazione. Tutti e tutti insieme possono praticare basket: maschi o femmine, persone con o senza disabilità, fisica o intellettiva, con tanta o poca esperienza sportiva, con elevate o ridotte competenze tecniche. È il baskin che è stato reso adatto alla pluralità umana.
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Tutti giù per terra

Sabato pomeriggio, in rete, una storia.
Pallavolista avviato, una malattia importante chiede il suo time-out: lo sport gli tende la mano e lui rinasce in nazionale.
Una storia come tante (ma mai troppe), se non fosse per il fatto che Simone Drigo, 33 anni, responsabile della sicurezza sul lavoro di una multinazionale vicino Conegliano, lo conosco di persona.
Non ci vediamo dai tempi delle medie ma tramite i social è presto fatto.
Simone si autodefinisce una persona dinamica, a cui interessa dare sempre il meglio.
Non gli sono mai piaciuti gli insuccessi, è laureato in scienze ambientali con il massimo dei voti ed è molto modesto quanto si racconta come “ex giocatore di pallavolo indoor”: dopo l’esordio negli anni ‘90 con la Futura Cordenons ha sfiorato la promozione in B1 con la Viteria 2000 Prata di Pordenone.
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