Second life

Portare il pane casa per casa era una delle cose che mi piaceva di più quando ero bambina: salivo sul furgone di mamma e papà che avevano, nella mattinata, ben tre giri famiglia per famiglia da fare.
La cosa che più mi entusiasmava era il meticoloso “ordine di uscita” (passatemi il termine) con cui la mamma ordinava i sacchetti nelle ceste che caricavamo. La cosa stupenda era che quelle ceste erano come il quadro astratto di qualche pittore. Ogni famiglia infatti aveva il suo sacchetto: alcuni erano a quadretti, altri tinta unita, a righe, a fiori e la mamma sapeva esattamente su quale balcone dovevi lasciarli perché, una volta lì, ne avevi un altro identico da ritirare. Ogni giorno, ogni anno, fino a che, logorati dai lavaggi e dopo aver onorato il loro compito, venivano sostituiti o dalla stessa o da una nuova sgargiante fantasia. Continua a leggere “Second life”

Non rifiutiamoci un libro sospeso

Plastica, libri e dintorni
La tutela del nostro ambiente è un tema sempre attuale. Negli ultimi tempi è diventato ancora più urgente prendersi cura del mondo in cui viviamo e trasmettere questi valori alle nuove generazioni perché possano fare scelte consapevoli nel rispetto della natura che ci circonda.
Sicuramente l’inquinamento derivante dall’utilizzo massiccio e indiscriminato della plastica negli ultimi decenni è uno dei temi più caldi in materia di ecologia. Tutti noi abbiamo guardato increduli le immagini delle isole di plastica presenti nell’oceano Pacifico e Atlantico; enormi aree di immondizia, composte per lo più da materiali plastici come bottiglie e imballaggi, che hanno iniziato ad accumularsi a partire dagli anni 80 e hanno raggiunto oramai le dimensioni di continenti.
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Giornata mondiale del vento

Amo il vento, quello che muove i fili d’erba nei prati incolti. Sa di vita e di libertà. Di sogni e sguardi rapiti dei bambini che osservano le evoluzioni degli aquiloni.
Il vento sa di quiete quando scuote le chiome degli alberi nelle pinete del lungomare o come quando sussurra dietro ad un balcone poco serrato. Accompagna lo scalatore tra i sentieri e le vette, mentre il profumo di resina e di bosco attraversa i monti e le valli alpine e le aquile, placidamente, volano tra le cime più impervie.
Sa del freddo pungente della Bora che attraversa il nord Europa fino a noi, o dell’abbraccio caldo dello Scirocco estivo che avvicina i continenti.
Mi piace quando sventola nelle bandiere degli stabilimenti balneari, sa di una buona giornata estiva; quando ti siedi ai bordi del bagnasciuga ad osservare le piccole imbarcazioni sull’orizzonte.
Le immagino con le vele gonfie avventurarsi nell’Adriatico nella curiosità di sapere dove andranno. Sospinte ed inclinate sui bordi fino a farle sfiorare l’acqua mentre s’allontanano.
Amo la sua forza nelle giornate tempestose, quando preme con forza le onde del mare increspandole, o quando spazza la polvere delle piazze delle citta’mentre il mondo corre per mettersi al riparo.
Amo la Bora che spazza il Carso e ti costringe ad affrontarla per rimanere in piedi.
Il vento è emozione, trasporto, profumo, paura. Il vento può essere una carezza estiva o uno schiaffo d’umiltà al cospetto della natura.
Non potrei immaginare un mondo senza di lui perché sarebbe un mondo noioso e con poche emozioni.
Questi sono i motivi per festeggiarlo il 15 giugno nella giornata mondiale del vento. Vi lascio infine con i versi di una bellissima poesia di un grande scrittore.

Vida Michele

Ti manderò un bacio con il vento.

Ti manderò un bacio con il vento
e so che lo sentirai,
ti volterai senza vedermi ma io sarò li.
Siamo fatti della stessa materia
di cui sono fatti i sogni
Vorrei essere una nuvola bianca
in un cielo infinito
per seguirti ovunque e amarti ogni istante.
Se sei un sogno non svegliarmi.
Vorrei vivere nel tuo respiro
(Mentre ti guardo muoio per te
Il tuo sogno sarà di sognare me
Ti amo perché ti vedo riflessa
in tutto quello che c’è di bello)
Dimmi dove sei stanotte
ancora nei miei sogni?
Ho sentito una carezza sul viso
arrivare fino al cuore.
Vorrei arrivare fino al cielo
e con i raggi del sole scriverti ti amo.
Vorrei che il vento soffiasse ogni giorno
tra i tuoi capelli,
per poter sentire anche da lontano
il tuo profumo!
(Vorrei fare con te quello
che la primavera fa con i ciliegi)

Pablo Neruda.

A Pordenone nasce la “stoviglioteca”

A Pordenone nasce la “Stoviglioteca”
Un’idea super Green che sposa in pieno quella di due mamme che hanno fatto proprio uno stile di vita amico dell’ambiente, facendo di questa consapevolezza un impegno concreto per ridurre l’uso della plastica e salvaguardare l’ecologia.
Loro sono Delia Piccinin, educatrice professionale a Conegliano e Alessia Anese, che da 7 anni gestisce il nido domiciliare CARL&ELLIE di Pordenone, due splendide mamme che hanno deciso con l’arrivo delle prime figlie di entrare nel mondo dei pannolini lavabili spinte dal desiderio di limitare l’utilizzo di quelli usa e getta dannosi per l’ambiente e anche per i bambini. Così è nata la loro sensibilità verso l’utilizzo di prodotti più ecologici per tutta la famiglia.
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Non ti rifai la camera? All’Antony Hotel puoi piantare un albero.

Un biglietto da visita in carta riciclata: dentro, alcuni semi e l’invito a piantarli dopo aver salvato i contatti. 
La direttrice dell’ Antony Hotel  di Mestre, Anna Mazzolin, guarda quel rettangolino bianco e capisce subito di aver a che fare con qualcosa di innovativo e decisamente green.
Incuriosita, chiede ad Alessandro, il ragazzo gentile che le sta di fronte, di spiegarle di cosa si occupa l’azienda che ha fondato insieme ad altri due amici.
Non disturbare: sto salvando il pianeta.
Up2you propone ad hotel e strutture ricettive una soluzione che coniuga sostenibilità e risparmio: rinunciando al rifacimento della camera, gli ospiti hanno la possibilità di piantare un albero e contribuire a progetti di riforestazione in Italia e all’estero.
Anna decide di sperimentare la proposta: l’Antony Hotel diventa una delle prime strutture in Italia ad adottare la soluzione green ideata da Up2you.
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Volo così – Il volo di “Fibi”

Credo sia capitato a tutti noi, durante la nostra vita, di attraversare dei momenti di sconforto nei quali ci siamo sentiti, smarriti, soli, spaventati. Come prigionieri in balia di eventi dei quali non siamo in grado d’incidere o modificare. Come marinai attendiamo che la tempesta cessi, aggrappandoci alle cime delle nostre vite, ai nostri famigliari, i nostri amici. E’ in questi momenti che sogniamo vite differenti, forse di essere noi stessi diversi. Evadiamo con la mente nell’attesa di spiccare il volo verso una meta lontana, un progetto che ci faccia spazzare via il ricordo e quelle sensazioni spiacevoli che abbiamo accumulato.
Ricordo una canzone di qualche anno fa, presentata da una brava cantautrice italiana, Paola Turci, nel San Remo del ’96 “Volo Così”.
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