Quando George, a 79 anni, andò in pensione, non comprò né una mazza da golf né un’amaca. Appese un cartello fatto a mano alla finestra del suo garage: “Cose rotte? Portatele qui. Nessun costo. Solo tè e chiacchiere.” I suoi vicini, nella sbiadita cittadina industriale di Maple Grove, pensarono che fosse impazzito. “Chi mai aggiusta cose gratis?” borbottò il barbiere. Ma George aveva un motivo. Sua moglie, Ruth, aveva passato decenni ad aggiustare cappotti strappati e cornici incrinate per chiunque bussasse. “Lo spreco è un’abitudine,” diceva. “La gentilezza è la cura.” Era morta l’anno prima, e le mani di George prudevano dalla voglia di riparare ciò che lei aveva lasciato. La prima a bussare fu Mia, 8 anni, trascinando un camioncino di plastica con una ruota mancante. “Papà dice che non possiamo permetterci di comprarne uno nuovo,” mormorò. Continua a leggere “Aggiustare il mondo”
Mese: giugno 2026
Buona la prima
Tutti giù per terra. Perché ? Perché oggi si gioca a Sitting Volley. Cos’è? Non è la prima volta che ne parliamo qui a La Gazzetta del Sole, ma ora ve lo racconto dagli spalti del primo “Trofeo Internazionale Città di Sacile”. Nato in Olanda negli anni 50, viene definito disciplina paralimpica, una variante inclusiva della pallavolo che si gioca stando seduti a terra. Il campo ha le dimensioni ridotte e la rete, naturalmente, è più bassa, si gioca sei contro sei. Le squadre sono composte da persone con disabilità fisiche, visibili nel caso di amputazioni, o meno nel caso di patologie diverse, ma anche da atleti normodotati proprio allo scopo di facilitare l’integrazione. Non fatevi fuorviare dalle apparenze, non è così facile come sembra, Continua a leggere “Buona la prima”
Ogni fine è un nuovo inizio
Chi mi conosce, sa quanto ami il mese di giugno. Mi piace non solo perché nella mia famiglia in questo mese si festeggiano molti compleanni, compreso il mio, ma anche perché, essendo un’insegnante, anche una volta terminati gli anni da studentessa ho continuato a preservare quella sensazione di frizzante euforia che si avvertiva quando si avvicinavano le vacanze estive. Chiaramente, concluse le lezioni, per i docenti non finiscono gli impegni scolastici, ma resta che il più è fatto e si può riprendere fiato dopo mesi di lezioni, verifiche, colloqui e riunioni. In un caso come questo la parola “fine” ci piace, perché implica la conclusione di un periodo di fatiche. Non è lo stesso quando si parla della fine di un amore, di una situazione piacevole o magari di un contratto di lavoro nel quale avevamo riposto molte speranze. Continua a leggere “Ogni fine è un nuovo inizio”


