Sensi: olfatto

Se sei cresciuto in un panificio, è inevitabile che quel profumo non solo ti ricordi casa ma che lo sprigionarsi dell’odore della forza del lievito evochi in te un mare di ricordi, contrapposto all’odio per quell’odore acre che non se ne va mai via dalla pelle.
Capita poi di ritrovarsi tra le mani un vecchio maglione di cashmere che profuma ancora di qualcuno che ormai è lontano, e che questo ci riporti alla mente ricordi di infanzia e tutti i bei momenti passati insieme da bimbi.
L’aroma di una torta mangiata a casa di qualcuno, l’odore forte del pranzo della domenica dai nonni, annusare un abito per stabilire a chi apparteneva. Il proprio sapore sul cuscino la sera prima di addormentarti che trasmette sicurezza. Il suo profumo!
L’olfatto è un senso che forse tendiamo a sottovalutare ma certamente ognuno di noi ha quel profumo che è suo e di nessun altro: il profumo dei ricordi.
Sedetevi, chiudete gli occhi e lasciatevi avvolgere!

Marta Santin

Consigli di lettura – Finché il caffè è caldo di Toshikazu Kawaguchi

In Giappone c’è una caffetteria speciale. È aperta da più di cento anni e, su di essa, circolano mille leggende. Si narra che dopo esserci entrati non si sia più gli stessi, che bevendo il caffè sia possibile rivivere il momento della propria vita in cui si è fatta la scelta sbagliata, si è detta l’unica parola che era meglio non pronunciare, si è lasciata andare via la persona che non bisognava perdere.
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Come stimmi di zafferano

Coltivare lo zafferano è un’arte.
E’ un lavoro complesso, ricco di dettagli che non si possono ignorare, giornate di lavoro nei campi per poi doversi giocare il raccolto in poche manciate d’ore.
Tra ottobre e novembre i bulbi fioriscono, una decina di giorni è il tempo entro il quale bisogna fare il raccolto, prelevando in prima battuta tutto il fiore per poi in giornata separare i petali dai 3 stimmi in esso contenuti, stimmi che vanno essiccati e conservati.
Dire che 25000 euro è il prezzo medio di vendita dello zafferano al Kg aiuta a rendere l’idea su quanto complessa ne sia la produzione.
Mi fa sorridere fare questo confronto ma al tempo stesso mi è difficile non riuscire a trovarci tutte queste similitudini.
I rapporti.
Si, i rapporti con le persone.
Non trovate che siano un po’ come coltivare lo zafferano.
Un po’ ci devi nascere con la passione per questo mestiere e un po’ devi pure esserci portato, questo di certo sarebbe un gran vantaggio, ma non tutti abbiamo la fortuna di ricevere questo dono.
Ecco che quindi piano piano, dissodi il terreno, sradichi le erbacce, fai i tuoi bei filari e inizi a piantarci i primi bulbi.
Speri di aver acquistato quelli giusti, preghi che il terreno sia abbastanza drenante e non trattenga troppo l’acqua e resti in attesa che il tuo bulbo fiorisca.
Cerchi di proteggerlo, nella speranza che nessuno venga a devastare il tuo campo, improvvisando strane danze che scongiurino episodi metereologici devastanti, tutto per arrivare lì, a cavallo tra ottobre e novembre:
Ti prepari con la tua pinzetta a raccogliere gli stimmi, stando attento a non rovinarli, a trattarli con cura, a conservarli nel migliore dei modi a essiccarli in maniera corretta cercando di non bruciarli.
Poi arriva una sera, un’amico ti chiama:
“Ehi vieni a mangiare da me?”
Ecco di questo a volte abbiamo bisogno, semplicemente di qualcuno che ci chiami e ci dica “vieni a mangiare da me?”.
Il risotto più buono della nostra vita.
Poi c’è il colchico d’autunno, chiamato anche falso zafferano, una pianta bulbosa molto molto simile allo zafferano ma tremendamente velenosa, ma questa è un’altra cosa…

Ruggero Vitali

La Grande barriera corallina: un’immensa bellezza da salvaguardare

Trattieni più aria che puoi e immergiti, scendi verso il basso per tentare di avvicinarti il più possibile a quella perfezione colorata, a tutta quella vita che brulica sotto i tuoi occhi. Risali di nuovo in superficie, riprendi fiato con l’aiuto del boccaglio, anche se dopo un po’ ti si secca la gola. Guarda con stupore ciò che si muove a pochi metri da te, meravigliati di fronte a tanta bellezza. Poi vai ancora giù, su e giù ininterrottamente, per sempre, se solo fosse possibile.
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Il lato positivo

Se ci pensate, questa pandemia ha sconvolto l’intera umanità. Ci ha travolti come un uragano e ha cambiato le nostre vite.
Nonostante la sua connotazione negativa, molti sono riusciti a coglierne i lati positivi.
Infatti, stare in casa con le stesse persone per un così lungo periodo ha, in alcuni casi, rafforzato i rapporti tra di esse.
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Consigli di lettura – Il mantello di carta

Il mantello di carta

Con un mantello ci si copre, ci si scalda, con un mantello ci si protegge, sotto un mantello il mago inventa la magia per trasformare la realtà, con un mantello Paperinik, Batman, Superman e molti altri personaggi dei fumetti diventano supereroi, con il Mantello di Carta si possono regalare speranza e aiuti ai bambini gravemente malati. Carlo Lucarelli scrive ADESSO, un racconto dove un piccolo drago regala a Giacomo, un bambino gravemente malato, un mantello magico in grado, una volta indossato, di far accadere cose bellissime.
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