Come stimmi di zafferano

Coltivare lo zafferano è un’arte.
E’ un lavoro complesso, ricco di dettagli che non si possono ignorare, giornate di lavoro nei campi per poi doversi giocare il raccolto in poche manciate d’ore.
Tra ottobre e novembre i bulbi fioriscono, una decina di giorni è il tempo entro il quale bisogna fare il raccolto, prelevando in prima battuta tutto il fiore per poi in giornata separare i petali dai 3 stimmi in esso contenuti, stimmi che vanno essiccati e conservati.
Dire che 25000 euro è il prezzo medio di vendita dello zafferano al Kg aiuta a rendere l’idea su quanto complessa ne sia la produzione.
Mi fa sorridere fare questo confronto ma al tempo stesso mi è difficile non riuscire a trovarci tutte queste similitudini.
I rapporti.
Si, i rapporti con le persone.
Non trovate che siano un po’ come coltivare lo zafferano.
Un po’ ci devi nascere con la passione per questo mestiere e un po’ devi pure esserci portato, questo di certo sarebbe un gran vantaggio, ma non tutti abbiamo la fortuna di ricevere questo dono.
Ecco che quindi piano piano, dissodi il terreno, sradichi le erbacce, fai i tuoi bei filari e inizi a piantarci i primi bulbi.
Speri di aver acquistato quelli giusti, preghi che il terreno sia abbastanza drenante e non trattenga troppo l’acqua e resti in attesa che il tuo bulbo fiorisca.
Cerchi di proteggerlo, nella speranza che nessuno venga a devastare il tuo campo, improvvisando strane danze che scongiurino episodi metereologici devastanti, tutto per arrivare lì, a cavallo tra ottobre e novembre:
Ti prepari con la tua pinzetta a raccogliere gli stimmi, stando attento a non rovinarli, a trattarli con cura, a conservarli nel migliore dei modi a essiccarli in maniera corretta cercando di non bruciarli.
Poi arriva una sera, un’amico ti chiama:
“Ehi vieni a mangiare da me?”
Ecco di questo a volte abbiamo bisogno, semplicemente di qualcuno che ci chiami e ci dica “vieni a mangiare da me?”.
Il risotto più buono della nostra vita.
Poi c’è il colchico d’autunno, chiamato anche falso zafferano, una pianta bulbosa molto molto simile allo zafferano ma tremendamente velenosa, ma questa è un’altra cosa…

Ruggero Vitali