A RIVEDER LE STELLE 700 anni di molte cose

1321-2021: 700 anni e non sentirli. Molto tempo è passato dalla morte di Durante Alighieri, eppure Dante sembra non essersene mai andato.
Studiato o bistrattato, amato alla follia o mai capito, vagamente ascoltato o profondamente degustato. Lo chiamano anche il Sommo Poeta, il padre della lingua italiana; lo scomodano per la politica, lo interpellano per la morale. Prima o poi tutti incorriamo in un faccia a faccia con lui.
Da Boccaccio in poi la sua Commedia è oggetto di pubbliche letture, di un’ora a settimana a scuola, di trasmissioni televisive. Insomma, una star della letteratura. Misurarsi con lui è pressoché inevitabile.
Leggere Dante a distanza di così tanto tempo sembra anacronistico spesso. Sentiamo la sua visione del mondo distante, difficile, inconciliabile. Le sue parole sono spesso ardite, coraggiose, oppure buffe e improponibili. Anche la sua storia d’amore è libresca e poco incarnata.
Eppure non ci siamo ancora stancati. Di leggere Dante. E di usare le sue parole. Di pensare al Regno dell’Aldilà come lo pensava lui. Di cercare la concordia in patria.
Rivedere, rileggere, rivisitare le stelle del firmamento letterario è sempre di gran moda: in ogni stagione della vita esse hanno qualcosa da dire. Non dobbiamo fare altro che stare, semplicemente, di fronte a loro… senza infamia e senza lode.
Elisa Parise

Credits: Wikipedia, Ritratto di Dante, Sandro Botticelli 1495.
Link: http://www.pileface.com/sollers/article.php3?id_article=312