Spoiler: sarà amore a prima vista. È piccola ma appena la incontri cattura subito la tua attenzione. Ha un’espressione vagamente incomprensibile, simpatica ma dal piglio deciso direi. Se la osservi un po’ più a lungo sembra ti guardi… Eppure gli occhi non li ha. La sua forma assomiglia ad un ovetto leggermente schiacciato e rappresenta la sua tenacia, la sua forza; infatti, nonostante le avversità possano farla vacillare, lei si rialza sempre, non si arrende mai. Si chiama Daruma, ed è una tipica figurina votiva giapponese, che risale al XVI secolo e che, se vi trovaste a passeggiare nel paese del sol levante, incontrereste ovunque. Continua a leggere “Daruma: un sogno da realizzare”
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Tsundoku
Scrivo questo articolo e poi vorrei capire quanti “la vivono” come me e credo di poter dire che non siamo in pochi. Qualcuno sostiene ci sia una sottile poesia, un rito speciale e mistico, nel comprare libri che forse non leggeremo mai, tanto che i giapponesi hanno creato una parola specifica: “tsundoku”, nata dalla fusione di “tsunde-oku” (accumulare) e “dokusho” (leggere). Non è semplicemente disordine o accumulo compulsivo e nemmeno bibliomania. È piuttosto un’espressione d’amore per i libri e la lettura, dove ogni volume viene acquistato con la genuina intenzione di leggerlo, prima o poi. È come creare un museo personale di possibilità, dove ogni libro rappresenta un mondo ancora da esplorare, una promessa di conoscenza futura. Continua a leggere “Tsundoku”
Questione di ordini
Ce lo hanno insegnato Cucine da incubo e Quattro ristoranti: se la comanda è sbagliata, il cliente ha diritto a farsi sostituire il piatto. Ma così non accade in Giappone, nel Ristorante degli ordini sbagliati. Ordinare un hamburger e vedersi servire dei ravioli di carne è l’esperienza zero che ha suggerito al regista Shiro Oguni questa idea: un posto dove l’errore non sia solo tollerato ma anche accolto con un sorriso, un’occasione per riflettere su ciò che conta nella vita. Come reagireste se il cameriere che serve il vostro piatto assaggiasse il contorno dopo essersi accomodato tra di voi? Forse sorridereste con imbarazzo se foste con la vostra dolce metà a lume di candela, ma sicuramente cercherete di mandarlo via se vi trovaste nel bel mezzo di una trattativa di lavoro. E se sapeste che il cameriere è affetto da demenza senile? È più importante il rigore della dinamica ordine-comanda-servizio o la cura che in quel gesto, nutrire e servire, vi viene offerta? Continua a leggere “Questione di ordini”
Mezzo secolo a chi?
“Leggera e leggiadra
percorro il mio sentiero,
l’inganno del tempo è solo un illusione.
Lasciatemi sognare
è così che voglio il mio stare.”
Da poco ho compiuto 50 anni. Mezzo secolo come molti ci tengono a ricordarmi. Beh sì, confesso che dirlo a voce alta fa un certo effetto. Anche perché, come mi diceva sempre una collega che aveva passato i settanta, “…tu mica te li senti gli anni che hai: è lo specchio a ricordartelo!…”. Ultimamente capisco che aveva proprio ragione, i miei, di anni percepiti, sono solo 35, e gli altri? Boh. Continua a leggere “Mezzo secolo a chi?”
Il Natale nel mondo
Strano ma vero anche in Giappone si festeggia il Natale. Strano perché solo l’1% della popolazione è cristiana, vero perché anche se non viene vissuta come tradizione religiosa è molto presente e diffusa. Da metà novembre fino a febbraio le città risplendono di luci, decorazioni, e alberi giganteschi, anche i monumenti più famosi vengono decorati sfarzosamente per diffondere la gioia e lo spirito del momento. I quartieri si riempiono di mercatini tipici, eventi, feste a tema e spettacolari proiezioni audiovisive. Il periodo natalizio, nella terra del sol levante, è celebrato come un momento per diffondere la felicità e condividere la gioia. Nota curiosa: il 24 dicembre è considerato il giorno più romantico dell’anno, equivale un po’ al nostro San Valentino. Continua a leggere “Il Natale nel mondo”
Consigli di lettura – Finché il caffè è caldo di Toshikazu Kawaguchi
In Giappone c’è una caffetteria speciale. È aperta da più di cento anni e, su di essa, circolano mille leggende. Si narra che dopo esserci entrati non si sia più gli stessi, che bevendo il caffè sia possibile rivivere il momento della propria vita in cui si è fatta la scelta sbagliata, si è detta l’unica parola che era meglio non pronunciare, si è lasciata andare via la persona che non bisognava perdere.
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