La Grande barriera corallina: un’immensa bellezza da salvaguardare

Trattieni più aria che puoi e immergiti, scendi verso il basso per tentare di avvicinarti il più possibile a quella perfezione colorata, a tutta quella vita che brulica sotto i tuoi occhi. Risali di nuovo in superficie, riprendi fiato con l’aiuto del boccaglio, anche se dopo un po’ ti si secca la gola. Guarda con stupore ciò che si muove a pochi metri da te, meravigliati di fronte a tanta bellezza. Poi vai ancora giù, su e giù ininterrottamente, per sempre, se solo fosse possibile.
Avventurarsi con lo snorkeling nella Grande barriera corallina australiana è un’esperienza unica, ma anche un’occasione per ritrovarsi faccia a faccia con una cruda verità: gli effetti delle attività umane mettono ogni giorno in pericolo gli oceani e i loro abitanti.
Fortunatamente, però, non tutto è perduto. Una piccola azione, all’apparenza banale, può infatti essere fondamentale per la salvaguardia e la sopravvivenza del nostro pianeta.
È di certo questa la convinzione alla base del “Coral Nurture Program”, un progetto di ripopolamento della Grande barriera corallina, ideato qualche anno fa dalla comunità scientifica australiana con il supporto delle maggiori compagnie turistiche. Si tratta di un approccio del tutto nuovo, che consiste nell’utilizzo di frammenti di baby coralli che vengono attaccati a un vivaio e lasciati crescere; da essi vengono poi staccate altre piccole porzioni, le quali sono riattaccate alla barriera, generando così una fonte continua di coralli.
La strategia, che è stata messa in atto anche durante il 2020, sembra aver dato i suoi frutti, ma la strada da fare è ancora lunga e, come sostengono i ricercatori stessi, salvare la barriera corallina è possibile davvero solo con un’efficace azione globale sul cambiamento climatico.
Eppure, è sorprendente pensare che l’innesto di un piccolo, piccolissimo frammento di corallo sia così determinante per la generazione di nuova vita all’interno di quella che è la più grande costruzione vivente presente sulla Terra, opera di minuscoli organismi che hanno esteso la loro azione su una superficie immensa, lunga più di 2000 chilometri.
Ancora una volta, l’uomo non ha che da imparare dalla natura e da chi tenta di custodirla: ogni gesto, anche minimo, può fare la differenza.
E allora potremo tornare a immergerci nelle acque che ospitano la barriera corallina e continuare ad ammirare ciò che si muove sotto i nostri occhi, protagonista inconsapevole di uno spettacolo incredibile: la bellezza del mondo.

Francesca Tamai

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