Il lato positivo

Se ci pensate, questa pandemia ha sconvolto l’intera umanità. Ci ha travolti come un uragano e ha cambiato le nostre vite.
Nonostante la sua connotazione negativa, molti sono riusciti a coglierne i lati positivi.
Infatti, stare in casa con le stesse persone per un così lungo periodo ha, in alcuni casi, rafforzato i rapporti tra di esse.
Mamme e papà che non desideravano altro che passare del tempo con i propri figli, coppie che aspettavano il momento giusto per dichiarare i propri sentimenti, compagni di stanza che prima non si conoscevano: persone per cui questa reclusione si è rivelata utile e, nonostante tutto, piacevole.
Mi ha particolarmente colpita il racconto di una mamma, che conserva all’interno del proprio cuore tutti quei momenti di felicità che ha vissuto all’interno della propria casa, in completo distacco dal mondo esterno.
Descrive quei tre mesi come dei mesi molto produttivi e costruttivi. Non le mancava niente: l’importante era avere accanto la propria famiglia, sana e felice.
Ricorda di quando, subito dopo essersi svegliata, una volta arrivata in cucina, trovava tre volti sorridenti ad aspettarla e la tavola imbandita di pane e marmellata, latte e caffè.
Ricorda delle camminate fatte all’interno del proprio giardino lungo lo stesso percorso, sotto i raggi solari delle due di pomeriggio, ascoltando lezioni di storia a tutto volume.
Ricorda il tè delle cinque, rigorosamente accompagnato da biscotti e da un gioco da tavolo.
Ricorda che prima di cena, verso le sette, tutta la famiglia si riuniva in cucina per vedere l’“Eredità” e cercava di indovinare la parola della ghigliottina.
Ricorda la camomilla calda che le veniva portata mentre stava distesa sul divano, con gli occhi socchiusi, mezza addormentata.
Non riesce a distinguere quelle giornate perché erano molto simili tra loro, quasi ripetitive, ma ricche di gioia e serenità.
Ciò che forse le mancava di più era viaggiare, l’essere libera di spostarsi, ma, poiché non la riteneva una necessità, si accontentava della semplicità. A lei quella vita bastava. A lei bastavamo noi.

Giulia Fasan

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