La contabilità degli affetti

Poche cose sono sgradevoli come sentirsi dire: “Sono in debito”.

Se un dono nasce dal cuore, da una pulsione spontanea che ci fa sentire bene, trovarsi calati subito nella contabilità degli affetti è fastidioso. “Sdebitarsi” è un verbo fintamente riflessivo. La sensazione di doversi liberare di un debito infatti non nasce mai da una riflessione quanto da un condizionamento automatico, familiare e sociale, che impone che ad ogni favore ricevuto debba corrispondere un favore di pari peso, economico o emotivo che sia. Quando pensiamo che è sempre un “dovere” restituire quanto ricevuto, non teniamo conto del fatto che l’amicizia, in realtà, è una concatenazione continua e piacevolissima di gesti e di attenzioni impagabili, un conto che è bene che rimanga aperto. Continua a leggere “La contabilità degli affetti”

Se son libri fioriranno… – La storia delle api (di Maja Lunde)

Passato presente futuro. William George e Tao sono i tre protagonisti di questo romanzo distopico che abbraccia in lungo e in largo epoche e continenti.
Uno studioso inglese di fine Ottocento, un apicoltore americano contemporaneo, un’impollinatrice cinese del 2098: le api guidano la storia di questi personaggi misteriosamente legati oltre le distanze. La passione e l’amore è ciò che mantiene salde le loro vite dopo la fatica della ricerca di sé.
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#FOTOLIVE GDS – Famiglie sotto la pioggia

La sorte a volte è un po’ stronza
ed il mondo spesso indifferente
a famiglie che si ritrovano
a dormire sotto la pioggia,
sui sedili di un’auto con figli infilati nel baule.
La sorte a volte è un po’ stronza
spegne cuori con l’esperienza d’un vecchio lampionaio
alimenta speranze come un mantice premuto con foga
semina sofferenza come mondine che spargono chicchi in risaie allagate dai pianti.
La sorte a volte è un po’ stronza
eppur noi,
capaci a metter d’innanzi la solidarietà al fato
capaci a respirare profondo e prender coraggio
mentre in macchina tutti dormono
sapremo bussare al finestrino
a porger le chiavi
per metterla in moto
al fine di premer di nuovo sull’acceleratore.

Ruggero Vitali

#FOTOLIVE GDS – Papaveri

Dedicati a chi ogni giorno lotta,
sgomita, ama, soffre, ride, piange,
si impegna per raggiungere il suo sogno
e per farlo alza la testa anche durante la tempesta
e si è distingue da tutti gli altri
perché mentre tutto intorno sembra volgere al peggio,
mentre all’orizzonte si avvicina il nubifragio,
la vita non smette mai di stupire,
il sangue scorre rosso,
il cuore pulsa
e tra i tanti curvi e chini qualcuno,
il più audace oppure il più folle sfida la tempesta.

Andrea Spessotto

#FOTOLIVE GDS – D’improvviso

D’improvviso

E poi ripensi.
Ai pieni. Ai vuoti.
Che continuamente bussano
al nostro spazio e ritornano.
Forme tese a ricordare
ciò che siamo stati fino a ieri,
ciò che potremmo ancora essere. Come luce
che sempre abbisogna del suo buio
per avere ragione
della sua lotta con la morte.
Ma ora non più
perché non c’è confine
tra animo e pensiero,
non c’è lotta
tra verità ed intenti.
Solo sguardi,
l’uno sicuro di tendere
alla profondità dell’altra.
Sí da sfiorarsi,
e capirsi come mai prima.
Come pieno e vuoto
che si fondono e confondono
in quel solo punto
che mi dice che tu,
per me,
sei esistenza.

Alberto Pagotto

#FOTOLIVE GDS – La pace del mare

La pace del mare:
Oh, mare che ti specchi
nel greto della mia anima.
La sovrasti di purezza,
metti ordine nel disordine.
Anche i pensieri tacciono.
Chiudo gli occhi e
percepisco la tua essenza,
ama comunicare
attraverso ponti invisibili.
In punta di piedi
mi trovo a percorrere
vie di cartapesta,
odorano di salsedine.
Finalmente trovo pace.

Eleonora Brun

#FOTOLIVE GDS – Amici

Amici: due strade che si incontrano, due anime che inciampano una nell’altra, che il fato fa legare nella casualità degli eventi.
Affini a volte, diverse nelle maggior parte dei casi.
Due note della stessa canzone, due versi della medesima poesia.
Due calici della stessa bottiglia, versati per caso sul quel tavolino, lungo una strada straniera che pareva condurre più lontano di quanto si immaginava.
Ma che infondo, davvero, non le ha mai allontanate.

Marta Santin

#FOTOLIVE GDS – Tramonto

La vita ha il passo elastico e implacabile di un giovane Richard Ashcroft che percorre i marciapiedi di Londra al suono degli archi di “Bittersweet Symphony”.
Non si ferma mai, non si sposta, non rallenta, urta e getta a terra.
Avanza senza fermarsi, verso nuovi scontri e nuovi incontri. La vecchia canzone dei Verve è il perfetto sottofondo per descrivere i moti dei pianeti, la rotazione terrestre, l’eterno avvicendarsi della luce e del buio.
Ma poi arrivano i tramonti. E certi tramonti in particolare.
Durano pochi minuti, a volte solo pochi attimi. Ci costringono a fermarci, ad alzare gli occhi verso il cielo.
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Se son libri fioriranno… – Meno dodici (di Pierdante Piccioni con Pierangelo Sapegno)

“La vita non è quella che si è vissuta, ma quella che si ricorda e come la si ricorda per raccontarla.”
Gabriel Garcia Marquez

Nella mente di Pierdante Piccioni questa frase rimbomba come una cantilena.
Dodici anni di memoria scomparsi nel lasso di tempo di qualche ora.
Quando si risveglia, dopo aver perso conoscenza per poche ore a seguito di un trauma, è convinto di trovarsi nel 25 ottobre 2001 anziché nel 31 maggio 2013.
Sono andati perduti per sempre i ricordi, le esperienze, le emozioni; tutto ciò che risale a prima e dopo di quel momento è intatto, chiaro e ben presente nella sua mente, nel mezzo un buco nero.
L’uomo che è stato lo vive con gli occhi degli altri. Si ritrova a scoprire molte versioni diverse di sé: Robin Hood come lo vedono i colleghi, sempre pronto ad aiutare tutti; il Savio come lo vede la famiglia, per la sua attitudine alla saggezza; il marziano come si vede lui. In nessuna di queste si riconosce.
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13 agosto 2020 – Giornata mondiale dei mancini – Mancinismo, croce o delizia?

Essere mancini è una cosa seria. Solo il 10% della popolazione mondiale lo è:si tratta di una condizione elitaria, una predisposizione che si sviluppa ancora prima della nascita e che gli studiosi analizzano tuttora per capire se oltre alla componente genetica ed ereditaria ci siano anche altri fattori determinanti.
In pratica chi scrive con la mano sinistra utilizza in maniera predominante l’emisfero celebrale destro (per i destrimani vale l’opposto), un’area che regola lo sviluppo di particolari capacità legate al linguaggio, alla memoria e alla creatività.
Nel mondo dello sport i mancini sono particolarmente apprezzati per la loro imprevedibilità e difficoltà nell’essere contrastati e nel mondo delle scienze e delle arti si sono spesso contraddistinti per le loro singolari abilità.
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L’icona sbagliata

“Chiedilo a Marilyn. Quanto l’apparenza inganna e quanto ci si può sentire soli”
(cit. Brunori Sas)

Una Marilyn ammiccante con il suo vestito bianco che svolazza sopra quella grata è sicuramente l’immagine che l’ha consacrata come icona di sensualità e bellezza.
Se poi tutti sapessero che quella scena le è costata un bel pestaggio dall’allora suo marito Joe Di Maggio, magari il potere di quella sensualità assumerebbe un valore diverso, probabilmente ancora più intenso.
Un’infanzia trascorsa tra orfanotrofi e affidamenti, in totale carenza affettiva. Una carriera come modella e attrice che decolla per caso e che più volte vacilla. Diversi matrimoni naufragati, le presunte relazioni con i Kennedy.
Insomma la storia di Norma Jeane Baker Mortenson, perché così si chiamava la più avvenente bionda che l’ultimo secolo ricordi, non è stata proprio quella che ci si aspetterebbe vedendola lasciare le proprie impronte sulla “walk of fame” di Hollywood. Una storia che si è chiusa poi nel peggiore dei modi: la sua morte, a soli 36 anni, sulla quale ancor’oggi restano da risolvere diversi punti oscuri.
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Se son libri fioriranno… – L’arte di essere fragili (di Alessandro D’Avenia) – RECENSIONE DOPPIA

Oggi abbiamo voluto provare a fare un esperimento.
Abbiamo chiesto ad un membro della redazione e ad una collaboratrice di leggere questo libro per poi farne una recensione.
L’idea è quella di mettere a confronto lo stesso libro visto dagli occhi di due generazioni diverse.


Non è facile parlare dell’adolescenza e dei suoi tormenti senza cadere nella banalità delle frasi fatte o nella supponenza di chi pensa di sapere tutto perché c’è passato e si sente di dare una pacca sulle spalle di incoraggiamento.
D’Avenia ci riesce usando la vita e il percorso letterario di Leopardi come metafora ed esempio, rileggendone le opere con uno sguardo originale e interessante.
Ci racconta della potenza della Poesia e della Parola che salva la vita e lo fa con una competenza ed un entusiasmo che tracimano dal testo e che nascono da una passione vera, quella dell’insegnamento.
Sceglie la forma dell’epistolario indirizzato a Leopardi e, attraverso le lettere, ci racconta di come un giovane malaticcio, sfortunato, limitato dai condizionamenti familiari e dal provincialismo della sua Recanati sia potuto diventare un modello di autentica anche se dolorosa libertà.
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Storie di bigliettino – Bigliettino giallo e Musetta la coniglietta

Mentre stamattina facevo una passeggiata improvvisamente ha cominciato a piovere e disdetta, la mia scritta nuova nuova ha cominciato a colare e rovinarsi. Come se non bastasse non trovo un riparo ed improvvisamente una forte ventata mi solleva da terra e mi trascina sulla strada, mi sferza tra i rami spogli degli alberi e mi fa volare lontano.Pieno di paura chiudo gli occhi e perdo i sensi lasciandomi trasportare.
Musetta, una tenera coniglietta, viveva da sola in un luogo pieno di cosa rotte che le persone buttavano, perché inutili. Con pazienza Musetta le aggiustava e con quegli oggetti si era anche costruita una bella casetta ma non riceveva mai delle visite.
Quando mi risveglio sono tra le sue mani, lei ha curato e aggiustato anche me, mettendo dello schotc sui tagli della mia carta strappata dal vento e sistemando con un bel pennarello la mia scritta rovinata. Mi ha messo a riposare in una scatola piena di ovatta asciutta.
Trascorro molto tempo con lei che mi coccola e mi spiega che non devo avere paura se il vento mi trascina in cielo, questo può aiutarmi a portare lontano il mio pensiero positivo. Così lei mi aiuta a cambiare frase ogni volta che voglio e appena il vento arriva io mi lascio portare in alto e di volta in volta qualcuno mi raccoglie e io porto il mio messaggio ovunque.
C’è una crepa in ogni cosa ma è da li che entra la luce
Credo di dovere questa mia fortuna a Musetta, così ogni volta che ritorno le porto in dono qualcosa di speciale.
Ormai però sono guarito e maturato per cui è venuto per me il momento di tornare a casa.
Musetta rimane di nuovo sola e la tristezza la avvolge, ma ogni giorno che passa il mondo intorno a lei sembra un po’ diverso.
Poi una mattina il sole illumina il viso dormiente di Musetta e lei si sveglia con il cinguettio degli uccellini in una terra piena di vita e cose nuove che bigliettino aveva fatto crescere portando semi da ogni luogo dove era stato.

Marta e Agnese dopo (aver letto Pandora di Victoria Turnbull)

Cin Cin – Giornata mondiale della birra

Siamo talmente intrisi e bombardati di ricorrenze che oramai anche quelle che contano perdono il loro fascino, questo è il motivo per il quale ho scelto di scrivere questo pezzo, per spronare e spronarmi a riprendere un pochino le redini della situazione.
È fondamentale capire quali siano gli eventi che vanno assolutamente ricordati e festeggiati: non è un caso se ne parlo proprio oggi, 3 agosto 2020, giornata mondiale della birra.
Si, trattasi di sottile ironia.
Sarebbe stato facile scrivere un articolo facendo i soliti compiti, storia della birra, i monaci trappisti, l’Oktoberfest, cosa sia sto luppolo che nessuno ha mai visto, insomma tutti i dettagli utili e descrivere questa fresca meraviglia, ma vorrei invece tentare un approccio diverso.
In un 2020 abbondantemente travagliato abbiamo dovuto affinare la capacità di cercare e trovare aspetti positivi anche nelle piccole cose, è una necessità alle quale abbiamo dovuto legarci per non sprofondare in quel misero tunnel di pessimismo e di negatività che famelico rimane sempre in agguato speranzoso di divorare il nostro umore.
In fondo , che ci piaccia o meno ammetterlo, sono le piccole cose e le piccole soddisfazioni a colmare per la maggiore la nostra sete di felicità.
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Una notte alla Peter Pan

Avete sempre sognato di dormire in una casa sull’albero?
Che siate bambini o già adulti il momento per realizzare il vostro desiderio è arrivato.
Si chiama Tree Village, il primo villaggio sugli alberi situato in Valcellina, vicino a Claut (PN).
Le casette costruite completamente in legno si trovano a qualche metro d’altezza immerse nel verde: materassino, sacco a pelo e torcia elettrica è tutto ciò che serve per passare una notte indimenticabile a guardare le stelle e ad ascoltare i rumori della natura.
Tantissime le attività da fare anche durante il giorno: dal sentiero degli gnomi per i più piccoli alla vasca in pietra con acqua di sorgente in cui fare un tuffo, alla spiaggia alpina per prendere il sole sul torrente Settimana.
Per i più sportivi ci sono percorsi in mountain bike e down hill, Nordic trekking sotto le stelle, attività di canyoning e il rigenerante percorso Kneipp tutto naturale grazie alle acque fresche e ai sassi del torrente in cui si svolge.
Gli ingredienti per un’avventura da ricordare ci sono tutti, i dettagli li trovate sul sito www.treevillage.it.
Un’altra piccola chicca tutta friulana si trova a Ugovizza, nelle Alpi Giulie a 1250 mt, dove è possibile dormire in una tree-house a forma di pigna situata fra gli alberi ad un’altezza di ben 10 metri.
La struttura sospesa è dotata di tre piani: dal primo si può ammirare la visuale a 360 gradi del panorama che ci circonda, dal secondo si gode di una vista mozzafiato sulle cime innevate; al terzo piano, dove si trova la zona notte, una grande vetrata posta proprio sopra al letto garantisce una nottata indimenticabile immersi nel cielo stellato.
Come raggiungerla? Trovate tutte le indicazioni sulla pagina Facebook di Malga Priu.
I sogni sono desideri che non vedono l’ora di essere realizzati e spesso se ci crediamo veramente finiscono per avverarsi.

Monia Rossi

Se son libri fioriranno… – Caos Calmo (di Sandro Veronesi)

Sandro Veronesi è il vincitore del Premio Strega 2020 con il suo romanzo Colibrì.
Premio gestito dalla fondazione Bellonci che risulta essere in questo momento il maggior riconoscimento letterario Italiano per la scrittura.
Veronesi si porta a casa la vittoria per la seconda volta, la prima nel 2006 con il suo romanzo Caos Calmo, ed è di quest’ultimo che vorrei parlarvi ora.
Mi aggiravo per la libreria in cerca di qualcosa per l’estate, ero in piena fase di ecdisi, stavo cambiando pelle come i rettili, finiva la mia parte della vita culturalmente trasgressiva ed iniziava quel processo di redenzione che mi avrebbe portato a cercare più l’aspetto umano nelle situazioni e nelle persone.
Caos Calmo in qualche modo ha contribuito anche a questo cambiamento.
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30 Luglio – Giornata mondiale dell’amicizia

Le luci si spengono nel palazzetto…preludio di una serata certamente fantastica… come sempre per me quando c’è la musica.
Ma stasera è speciale: questa volta ci siete Voi! Per la prima volta tutte e tre ad un concerto con me!
Voi che siete entrate nella mia vita in momenti diversi, in modi diversi. Diverse da me, diverse tra voi.
Che una mia piccola idea ha fatto incontrare, conoscere, anche se ognuna conosceva l’altra tramite i racconti del mio vissuto.
Unite anche se diametralmente opposte.
Perché l’amicizia è cosi: non è univoca, non è esclusiva! L’amicizia non giudica e non prova invidia.
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Stefano Basello e la ricetta salvacena

Allo chef Stefano Basello del “Là di Moret” di Udine abbiamo chiesto una ricetta salva cena per tutte le casalinghe. Qualcosa di semplice, ma comunque di successo per una cena tradizionale con ingredienti sempre disponibili in casa.
E lui risponde con un piatto della sua infanzia, ricco dei sapori della cultura contadina. Sembra di sentire il profumo del pane che, già dal mattino, veniva sfornato dal forno a legna dei nonni e forse si intravvede la crema del burro battuto sulle ginocchia… gusti e profumi che vengono dal profondo del “camarin”, dal rispetto della terra, dalle tradizioni che solo una nonna sa tramandare.

LA PANADE
1 kg di pane raffermo
2 l di latte
½ l di vino friulano
100 gr di burro
1 scalogno
Olio q.b.

Portare il burro a color nocciola, unire il pane raffermo privato della crosta e tagliato a cubetti. Tostare ben bene.
Unire il latte e portare a cottura lentamente per circa 45 minuti.
Frullare a liscio.
A parte rosolare 1 scalogno tritato, con poco olio. Unire il vino e ridurre a 3/4.
Unire una piccola parte alla “panade”.
Servire ben calda per assaporare i sapori sani d’un tempo.
(La riduzione di vino non utilizzata può essere conservata in frigorifero per altre preparazioni).

Parole

Ognuno di noi sente la necessità di esprimersi e di raccontarsi attraverso forme e modi fra i più disparati: scrivere, dipingere, scolpire, fotografare, comporre sono tentativi per cercare di fermare il tempo e imprigionare le proprie emozioni, belle o brutte che siano, ma pur sempre determinanti per la nostra crescita; sono i nostri strumenti per incidere e ricordare la nostra vita, sono la possibilità di poterci ritrovare ancora una volta riguardando i lavori fatti.
Ho sempre amato le parole: ho sempre desiderato scriverle, leggerle, cantarle, ascoltarle e poi sognarle; ho divorato libri, poesie, riviste e ho ascoltato canzoni e visto film e documentari cercando sempre di rubare le parole a chi le sapeva usare, a chi sapeva rapire la mia attenzione. Ho sempre ammirato e molte volte invidiato chi ha le parole in grado di spiegare qualsiasi cosa, in grado di raccontare una storia, un amore, un viaggio. Ho sempre invidiato chi sa prendermi per mano e portarmi ovunque e in qualsiasi momento per farmi vivere un’emozione senza farmi partire.
Continua a leggere “Parole”

Storia di bigliettino

Mentre stamattina facevo una passeggiata improvvisamente ha cominciato a piovere e disdetta, la mia scritta nuova nuova ha comiciato a colare e rovinarsi. Come se non bastasse non trovo un riparo ed improvvisamente una forte ventata mi solleva da terra e mi trascina sulla strada, mi sferza tra i rami spogli degli alberi e mi fa volare lontano.Pieno di paura chiudo gli occhi e perdo i sensi lasciandomi trasportare.
Musetta, una tenera coniglietta, viveva da sola in un luogo pieno di cosa rotte che le persone buttavano, perché inutili. Con pazienza Musetta le aggiustava e con quegli oggetti si era anche costruita una bella casetta ma non riceveva mai delle visite.
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17/07/2020 Giornata mondiale delle Emoji

Faccine che passione 🙂

Come si faceva prima dell’avvento del cellulare? Ma soprattutto, come facevamo prima che nascessero le Emoji, quelle faccine così carine che ci fanno compagnia nella vita di ogni giorno, ci rallegrano la giornata? Me lo sto domandando da un po’…
La nostra vita ahimè gira intorno all’uso del cellulare, per essere dove vorremmo essere in quei momenti in cui siamo in altre cose affaccendati.
Ho conosciuto il mondo di Messaggiopoli (cit. film Emoji) e non mi dispiacerebbe per niente vivere in quel luogo in cui la maggior parte degli incontri che si fanno sono di colore giallo. Questa tonalità mi mette allegria e poi le varie facce buffe che troverei nel mio cammino ogni giorno, mi farebbero compagnia.
Aspetta, ora che ci penso mi accompagnano spessissimo: aiutano a far capire meglio il concetto che voglio esprimere. Difficile che arrivi un mio messaggio senza almeno uno di quelli; alle volte mi devo trattenere perché ne metterei molti…
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Se son libri fioriranno… – Il libro del scritore (di il scritore)

” Io, secondo me, mi piaceresse fare il scritore. Pasegiare guardando la zente che camina, si basa o ciucia il ghiaciolo co l’afa e dopo metercele nei libri. Mi piacerese che la mia facia è sul libro in dela vetrina, che dopo la Gilda lo vede chi che sono e la smete di dirmi che sono un insipià pampalugo bon da gnente.”
Il scritore è un personaggio ideato da Natalino Balasso, abitante del polesine, anima semplice che scrive delle cose della vita di tutti i giorni e lo fa nello stesso modo in cui parla, nel suo adorato dialetto veneto, l’unico che conosce per altro.
Continua a leggere “Se son libri fioriranno… – Il libro del scritore (di il scritore)”

Un uragano…dà pane. Spezzato ma fragrante: il bosco rinasce in tavola.

Che cosa succede dopo una tempesta distruttiva come Vaia, nell’ottobre 2018 in Friuli?
Lo chef Stefano Basello impasta amore per il territorio; studio delle tradizioni e perizia dell’artigiano: succede che il pane profuma di bosco e la tavola risarcisce ciò che l’uragano ha distrutto.
Come ti è venuta l’idea di fare del pane di corteccia?
Cinque anni fa con l’aiuto di Valeria Margherita Mosca ho approfondito l’utilizzo di erbe, radici e fiori proprio come si faceva un tempo. Ci siamo innamorati delle cortecce e delle farine di sussistenza. Una pratica usata in tempo di povertà e, dopo il disastro Vaia, i nostri studi sembravano proprio utili per aiutare il territorio.
Quali difficoltà hai incontrato?
Continua a leggere “Un uragano…dà pane. Spezzato ma fragrante: il bosco rinasce in tavola.”

L’ aperitivo del muretto

In questo momento di “pausa collettiva”, in cui ognuno di noi vive la propria
quotidianità a casa, isolato dagli altri, si sperimentano cose nuove, alcune a cui non avevamo mai pensato, altre che ci sarebbe tanto piaciuto fare ma abbiamo accantonato per quando ne avremmo avuto il tempo.
Così c’è chi sperimenta nuove ricette, riscoprendosi cuoco provetto e magari mettendo in pratica tutte quelle cose seguite nei vari talent dedicati alla cucina visti alla tv, c’è chi fa corsi on line, chi lavora da casa, chi si allena seguendo i vari programmi in diretta streaming, chi fa le pulizie di primavera talmente approfondite da giurare che non le farà mai più così!
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Se son libri fioriranno… – Emily Dickinson – Poetessa ribelle

Emily Dickinson, è senza dubbio una delle mie poetesse preferite. Nelle sue poesie ho sempre trovato l’amore per la natura e la ricerca della solitudine. I suoi versi profumano di felicità, descrivono il mondo con parole che suscitano emozioni tali da toccarmi il cuore.
Mi incuriosiva capire chi fosse questa misteriosa donna, che spesso trovo ritratta vestita di nero, con i capelli raccolti e con questo sguardo che penetra nel profondo. Ho cercato di comprendere come una persona, con una tale conoscenza della bellezza delle parole, abbia potuto scegliere l’esilio.
Continua a leggere “Se son libri fioriranno… – Emily Dickinson – Poetessa ribelle”

Il valore di una poesia

Drin, drin, drin…

Il suono lacerante che mi avvisa di una chiamata sul telefono fisso invade, devastandolo, l’ovattato silenzio in cui è immerso il corridoio di casa.
Corro fuori dalla stanza in cui mi trovo per interrompere quell’ irritante frastuono.
“Pronto”
…….
“Pronto!”
……..
nessuno risponde, seccato sto per riagganciare la cornetta quando dopo altri due secondi d’attesa una voce femminile pronuncia decisa un’unica parola: valore!
………
ora sono io che taccio; ho riconosciuto la voce amica……
………
ancora silenzio, ma non cedo, non gli rivolgo la parola, voglio capire perché mi ha chiamato….
………

VALORE

Considero valore ogni forma di vita, la neve, la fragola, la mosca.
Considero valore il regno minerale, l’assemblea delle stelle.
Considero valore il vino finché dura il pasto, un sorriso
involontario, la stanchezza di chi non si è risparmiato,
due vecchi che si amano.
Considero valore quello che domani non varrà più niente
e quello che oggi vale ancora poco.
Considero valore tutte le ferite.
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Attimi di indissolubile intimità – Giornata mondiale del bacio

La stanza è buia. Solo alcuni faretti puntati su di loro. Due amanti si baciano teneramente avvolti in un abbraccio infinito.
La luce che li avvolge è quella del loro amore. Sa di passeggiate sulla sabbia grigia d’inverno, profuma di raggi dorati che penetrano tra le foglie di un bosco brillante d’estate. Lo sfondo dorato è l’indissolubile colore degli anelli che indossano: d’oro è la fedeltà di una promessa anche quando qualche nebbia è loro d’inciampo.
Continua a leggere “Attimi di indissolubile intimità – Giornata mondiale del bacio”

Le fatiche di Michelangelo Buonarroti

Le fatiche di Michelangelo Buonarroti.

Mi sono trovato spesso ad ammirare le opere del nostro patrimonio artistico ed architettonico. Una delle cose che più mi affascina e stupisce è ammirare le loro dimensioni.
Tutti percepiamo il Colosseo come un’opera gigantesca, ma paragonata agli edifici attuali quanto grande è quest’opera?
In questa serie di articoli proverò a fare alcune comparazioni.
Iniziando da San Pietro a Roma che, nel mondo, è sicuramente il luogo che detiene da solo la più grande ricchezza della storia dell’architettura, della scultura e della pittura.
E se si parla di San Pietro non si può non parlare di Michelangelo Buonarroti e della sua immensa fatica: la Cappella Sistina.
Un magnifico articolo su Michelangelo, scritto da Giulio Busi, dal titolo “Per la Cappella Sistina Michelangelo gettò a mare l’«opera» di Bramante” lo potete trovare sul sito del Sole 24 ore.
Continua a leggere “Le fatiche di Michelangelo Buonarroti”

Se son libri fioriranno… – Lettere a un giovane poeta (di Reiner Maria Rilke)

Lo ritrovo d’estate, dopo qualche estate senza vederci. Lo ritrovo dopo una passeggiata sull’omonimo sentiero sul Carso, eppure è sempre stato in bella vista tra i grandi: Leopardi Petrarca e Montale gli fanno compagnia sullo scaffale; “poeti preferiti” è la classificazione mentale attribuita al quartetto.
Le Lettere di Rainer Maria Rilke sono un libretto che nell’edizione Adelphi contiene tre brevi scritti: le lettere indirizzate al giovane scrittore Kappus, quelle a una giovane signora e un breve scritto Su Dio.
Continua a leggere “Se son libri fioriranno… – Lettere a un giovane poeta (di Reiner Maria Rilke)”

Non rifiutiamoci un libro sospeso

Plastica, libri e dintorni
La tutela del nostro ambiente è un tema sempre attuale. Negli ultimi tempi è diventato ancora più urgente prendersi cura del mondo in cui viviamo e trasmettere questi valori alle nuove generazioni perché possano fare scelte consapevoli nel rispetto della natura che ci circonda.
Sicuramente l’inquinamento derivante dall’utilizzo massiccio e indiscriminato della plastica negli ultimi decenni è uno dei temi più caldi in materia di ecologia. Tutti noi abbiamo guardato increduli le immagini delle isole di plastica presenti nell’oceano Pacifico e Atlantico; enormi aree di immondizia, composte per lo più da materiali plastici come bottiglie e imballaggi, che hanno iniziato ad accumularsi a partire dagli anni 80 e hanno raggiunto oramai le dimensioni di continenti.
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La magia del disordine

Lo sapevate che gli efficientissimi magazzini delle piattaforme d’acquisto online non seguono nessun criterio di catalogazione se non quello di arrivo e dello spazio che libri, giocattoli e scarpe occupano?
Vi è mai capitato di girare per casa con le mani piene di oggetti da sistemare al posto giusto e di sentirvi dentro un moto perpetuo che non avrà mai fine?
E se non esistesse il “posto giusto” per ogni cosa? E se tutto questo sforzo di contenere, limitare, inscatolare il disordine fosse solo una disfunzione del nostro modo di vedere le cose?
Vi siete mai chiesti se, alla fine, non abbiano ragione loro, i disordinati?
Non per andare per forza controcorrente, ma alla magia del riordino della giapponese Marie Condo, vorrei contrapporre i lati affascinanti del disordine.
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Se son libri fioriranno… – Le tre lame (di Claudio De Michielis)

Tre ragazzi, un viaggio nel tempo, un sigillo, una spada. Camminare per giorni, attraversare boschi e foreste, scoprire nuove rivelazioni.
Sono solo alcuni degli elementi che si trovano all’interno del libro Le tre lame: l’avventura di tre ragazzi dei giorni nostri, che però vengono catapultati nel nostro mondo tra qualche secolo, ritrovandosi davanti una società simile a quella medievale.
Il loro viaggio, o meglio, la loro missione, sarà accompagnata da uomini come loro, ma anche Troll, Elfi e Nani, per sconfiggere le forze del male che stanno per prendere il sopravvento sul pianeta. Chi vincerà la lotta tra Bene e Male?
Un libro perfetto per gli amanti del fantasy o per scoprire se lo si è (come è successo a me), ma sconsigliato a chi non vuole rimanere sulle spine in attesa del secondo libro, “Il Brando di Helash”.

Laura Michelizza

Io, lo Yoga, il solstizio

Il 21 giugno è davvero una giornata speciale per me. Innanzi tutto perché, il 21 giugno di alcuni anni fa, sono nata e quindi ho ricevuto il dono della vita.
Mi sono sempre ritenuta fortunata di essere nata in un giorno così importante: il solstizio, l’inizio dell’estate che, si sa, è la stagione più amata.
Anni fa, quando cominciai a praticare yoga, per me questa data era già importante così. Poi accadde qualcosa che, per la seconda volta, fece diventare questa data un dono meraviglioso.
Nel 2014, su proposta del Primo Ministro dell’India Narendra Modi, l’ONU ha approvato l’istituzione dell’INTERNATIONAL YOGA DAY, scegliendo come data proprio il 21 giugno.
Continua a leggere “Io, lo Yoga, il solstizio”

Se son libri fioriranno… – Soltanto vive (59 monologhi)

“… Eppure ti credevo, sì, ti credevo! Come quando da piccoli si crede, che in cielo, ci sia qualcuno a spingere le nuvole!”
Questa è solo una delle 59 storie, delle 59 voci, delle 59 donne che la violenza e l’abuso hanno segnato indelebilmente. Qui diventano parole “salvate” per liberare nell’aria il silenzio e dare ad esso voce; un silenzio che non può più essere taciuto. Sono tante le donne rinchiuse tra le mura domestiche, che non hanno la forza di opporsi a tale brutalità per paura o per vergogna; perché cresciute in una cultura che insegna loro a subire e sopportare, spacciando i maltrattamenti a cui sono sottoposte per normalità. Ma la violenza non è solo fisica. Spesso molte donne subiscono una manipolazione mentale che le conduce all’isolamento ed al silenzio.
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La mia pioggia

La mia PIOGGIA

Ho sempre amato la pioggia, mi è sempre piaciuto camminare sotto la pioggia, senza un programma, senza una meta precisa, senza ombrello, mi piace farlo per conoscere meglio le stagioni, per comprendere cosa siano realmente i colori, il giallo, il marrone, l’arancione, il verde e il rosso, il colore delle foglie degli alberi, dei fiori, dei vitigni, cosa siano i tetti rossi delle case, cosa sia il blu scuro di un mare arrabbiato e senza confini, oggi vorrei camminare per scoprirli tutti, osservarli e farli miei, regalarmeli, riempirmi gli occhi e l’anima, oggi sotto questo cielo vorrei camminare, respirare, pensare, sognare e perché no, oggi vorrei anche saltellare felice dentro qualche pozzanghera.
Sono quasi stordito dai profumi che riempiono l’aria, il mondo bagnato e diverso da quello asciutto e sprigiona essenze inespresse che però diventano addirittura udibili e amabilmente riconoscibili quando si impossessano e si espandono nell’aria.
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Giornata mondiale della giocoleria

Quante volte nella vita di tutti i giorni vi sentite dei giocolieri? Mai? Sicuri?
Se ci pensate bene, ogni giorno in cui siamo impegnati in milletrecentocinquanta cose da fare, siamo giocolieri a tutti gli effetti ma non ce ne accorgiamo. Tante volte riusciamo a fare delle cose difficilissime facendole sembrare molto semplici. La giocoleria è proprio come quello che solitamente facciamo tutti, ogni giorno.
È una disciplina molto seria che richiede notevoli abilità se si vuole praticare ad un buon livello.
Ogni volta che vedo qualche spettacolo rimango a bocca aperta, ritornando bambina. Gli artisti riescono a far sembrare delle azioni veramente complicate molto facili, ma se ci provi tu, capisci che proprio proprio così alla portata di tutti non sono. Continua a leggere “Giornata mondiale della giocoleria”

Giornata mondiale del vento

Amo il vento, quello che muove i fili d’erba nei prati incolti. Sa di vita e di libertà. Di sogni e sguardi rapiti dei bambini che osservano le evoluzioni degli aquiloni.
Il vento sa di quiete quando scuote le chiome degli alberi nelle pinete del lungomare o come quando sussurra dietro ad un balcone poco serrato. Accompagna lo scalatore tra i sentieri e le vette, mentre il profumo di resina e di bosco attraversa i monti e le valli alpine e le aquile, placidamente, volano tra le cime più impervie.
Sa del freddo pungente della Bora che attraversa il nord Europa fino a noi, o dell’abbraccio caldo dello Scirocco estivo che avvicina i continenti.
Mi piace quando sventola nelle bandiere degli stabilimenti balneari, sa di una buona giornata estiva; quando ti siedi ai bordi del bagnasciuga ad osservare le piccole imbarcazioni sull’orizzonte.
Le immagino con le vele gonfie avventurarsi nell’Adriatico nella curiosità di sapere dove andranno. Sospinte ed inclinate sui bordi fino a farle sfiorare l’acqua mentre s’allontanano.
Amo la sua forza nelle giornate tempestose, quando preme con forza le onde del mare increspandole, o quando spazza la polvere delle piazze delle citta’mentre il mondo corre per mettersi al riparo.
Amo la Bora che spazza il Carso e ti costringe ad affrontarla per rimanere in piedi.
Il vento è emozione, trasporto, profumo, paura. Il vento può essere una carezza estiva o uno schiaffo d’umiltà al cospetto della natura.
Non potrei immaginare un mondo senza di lui perché sarebbe un mondo noioso e con poche emozioni.
Questi sono i motivi per festeggiarlo il 15 giugno nella giornata mondiale del vento. Vi lascio infine con i versi di una bellissima poesia di un grande scrittore.

Vida Michele

Ti manderò un bacio con il vento.

Ti manderò un bacio con il vento
e so che lo sentirai,
ti volterai senza vedermi ma io sarò li.
Siamo fatti della stessa materia
di cui sono fatti i sogni
Vorrei essere una nuvola bianca
in un cielo infinito
per seguirti ovunque e amarti ogni istante.
Se sei un sogno non svegliarmi.
Vorrei vivere nel tuo respiro
(Mentre ti guardo muoio per te
Il tuo sogno sarà di sognare me
Ti amo perché ti vedo riflessa
in tutto quello che c’è di bello)
Dimmi dove sei stanotte
ancora nei miei sogni?
Ho sentito una carezza sul viso
arrivare fino al cuore.
Vorrei arrivare fino al cielo
e con i raggi del sole scriverti ti amo.
Vorrei che il vento soffiasse ogni giorno
tra i tuoi capelli,
per poter sentire anche da lontano
il tuo profumo!
(Vorrei fare con te quello
che la primavera fa con i ciliegi)

Pablo Neruda.

Storie da prof nell’era dei social – NOTE A MARGINE Portami il diario: un blog di classe

“Portami il diario!”: tre parole da far accapponare la pelle.
In questo blog però ci sono i racconti di Valentina Petri, 42, prof. di lettere all’IPSIA Lombardi di Vercelli. E in questi racconti tutta la fiducia nelle fatiche quotidiane di molti docenti.
Da collega le chiedo se c’è un motivo per tale fatica: lavorare a contatto con le persone, la responsabilità di oltre venti minorenni tutti insieme, ciascuno con le sue specificità, il vincolo della burocrazia che richiede molte energie.
Ci sono ragazzi più faticosi di altri? Ogni ragazzo è diverso a seconda dell’insegnante che ha di fronte. È una grande palestra di convivenza, la scuola: gli scontri, i confronti, l’urgenza di parlare di qualcosa che esula dalla lezione del giorno.
Che cosa ti scoraggia particolarmente? L’immagine che emerge nell’opinione pubblica: il lavoro privilegiato per ferie e per orario; siamo in tanti invece a metterci il massimo impegno!
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Se son libri fioriranno… – La vita inizia quando trovi il libro giusto (di Ali Berg e Michelle Kalus)

Questo libro mi era stato suggerito da un’ amica ad una serata del club del libro,
inizialmente era finito sulla lunga lista dei libri da leggere, come ogni lettore
compulsivo che si rispetti c’è sempre una lista lunghissima di libri che vorresti leggere e che si riempie sempre più velocemente di quanto tu possa svuotarla leggendo.
Molto probabilmente, se non mi fosse stato segnalato, non sarebbe mai entrato nei miei radar, non è proprio il genere di titoli che mi attraggono di solito, dopo aver concluso una lettura molto impegnativa però sentivo l’esigenza di qualcosa di totalmente diverso e leggero.
È stato molto facile e naturale ritrovarsi immersi nella lettura di questo romanzo fresco, divertente e coinvolgente, pieno di riferimenti letterari di grandi classici e successi contemporanei in cui ogni lettore appassionato può ritrovarsi.
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A Pordenone nasce la “stoviglioteca”

A Pordenone nasce la “Stoviglioteca”
Un’idea super Green che sposa in pieno quella di due mamme che hanno fatto proprio uno stile di vita amico dell’ambiente, facendo di questa consapevolezza un impegno concreto per ridurre l’uso della plastica e salvaguardare l’ecologia.
Loro sono Delia Piccinin, educatrice professionale a Conegliano e Alessia Anese, che da 7 anni gestisce il nido domiciliare CARL&ELLIE di Pordenone, due splendide mamme che hanno deciso con l’arrivo delle prime figlie di entrare nel mondo dei pannolini lavabili spinte dal desiderio di limitare l’utilizzo di quelli usa e getta dannosi per l’ambiente e anche per i bambini. Così è nata la loro sensibilità verso l’utilizzo di prodotti più ecologici per tutta la famiglia.
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Buon compleanno Paperino

9 giugno 1934, dalla mente di Walt Disney nasce Paolino Paperino più noto semplicemente come Paperino, un papero bianco con becco e piedi arancioni e solitamente indossa una blusa e un berretto da marinaio.
È stato definito «l’antieroe per eccellenza, l’incarnazione dell’uomo medio moderno, con le sue frustrazioni, i suoi problemi, le sue nevrosi», all’apparenza sfortunato, pigro, pasticcione ma alla fine cresce da solo tre nipotini e la bella Paperina sceglie lui e non il fortunatissimo Gastone.
E ‘ in assoluto il più simpatico abitante di Paperopoli e quando serve indossa i panni del supereroe, con tuta e mascherina diventa Paperinik e a bordo della sgangherata 313, ricca dei marchingegni inventati da Archimede, diventa il nemico giurato della Banda Bassotti, della fattucchiera Amalia, di Maga Magò, di Macchia Nera, di Pietro Gambadilegno e Trudi e protegge le notti i sogni di tutti gli abitanti

Un vero eroe
Buon compleanno Paperino!!!

Il bizzarro equilibrio del naturismo.

Mentre l’uomo rimane sempre più incastrato negli ingranaggi sociali, persiste il conflitto interiore legato alla mancata accettazione della propria fisicità, quando invece dovremo aver oramai sdoganato il confronto quotidiano tra il nostro corpo e l’impatto con la terra che ci ospita, tant’è che in Italia, nel 2020, non c’è ancora una legge che regolamenti il naturismo, movimento nato a fine ‘800 e che nel nostro paese fa discutere da oltre 30 anni senza mai un nulla di fatto.
E’ il caso di premettere che il pomodoro sta alla pizza quanto la nudità sta al naturismo, questo a dimostrazione del fatto che il pomodoro sia solo uno degli ingredienti di una ricetta molto più complessa, proprio come la nudità è solo un aspetto della dottrina naturista.
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Se son libri fioriranno… – Quel che affidiamo al vento (di Laura Imai Messina)

“Visto da lì il cielo pareva pieno di crepe”

Questo libro racconta di emozioni e lo fa in un modo talmente dolce da renderne la scrittura delicata. È un romanzo che parla di perdita e allo stesso tempo di rinascita. Affrontare il tema della morte non è mai facile e l’autrice lo fa guidandoci verso un diverso punto di vista, infondendo speranza nel cuore di chi lo legge la stessa vissuta dai personaggi di questa meravigliosa storia che cela al suo interno messaggi che ti costringono a guardarti dentro.
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Non ti rifai la camera? All’Antony Hotel puoi piantare un albero.

Un biglietto da visita in carta riciclata: dentro, alcuni semi e l’invito a piantarli dopo aver salvato i contatti. 
La direttrice dell’ Antony Hotel  di Mestre, Anna Mazzolin, guarda quel rettangolino bianco e capisce subito di aver a che fare con qualcosa di innovativo e decisamente green.
Incuriosita, chiede ad Alessandro, il ragazzo gentile che le sta di fronte, di spiegarle di cosa si occupa l’azienda che ha fondato insieme ad altri due amici.
Non disturbare: sto salvando il pianeta.
Up2you propone ad hotel e strutture ricettive una soluzione che coniuga sostenibilità e risparmio: rinunciando al rifacimento della camera, gli ospiti hanno la possibilità di piantare un albero e contribuire a progetti di riforestazione in Italia e all’estero.
Anna decide di sperimentare la proposta: l’Antony Hotel diventa una delle prime strutture in Italia ad adottare la soluzione green ideata da Up2you.
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L’ umano oltre la webcam

Molti si sono preparati con corsi di formazione specifica. Abilitati. Molti di più si sono addestrati sul campo giorno dopo giorno. Assoldati. I più ci sono entrati dopo rigorose selezioni. Arruolati. Ma chi veramente era pronto per la scuola a distanza?
La scuola italiana è un universo di cui si dice di tutto e di più: chi dice che abbia un percorso formativo eccellente, chi la combatte perché classista, chi la biasima perché non up-to-date, chi sottolinea l’assenza di fondi che ti impedisce perfino la carta igienica nei bagni (se poi c’è, ci pensano gli studenti che, si sa, non han riguardo delle cose della scuola: è testimoniato da stratificazioni di chewin-gum sotto ai banchi), figuriamoci la didattica individualizzata per competenze e i compiti di realtà.
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Se son libri fioriranno… – Colpo su colpo (di Riccardo Gazzaniga)

In una Genova ferita da un ponte spezzato, che come un’ombra si proietta sulla vita dei personaggi di questo romanzo.
Giada, una ragazza di sedici anni che vive il conflitto interiore della propria omosessualità, recentemente ammessa ai propri genitori, la dura accettazione di se stessa, incastrata tra amici e ragazzi che la vogliono schiacciata dai canoni sociali, trova nella disciplina del savate, uno sport di combattimento, l’unico sfogo utile a convivere con la dura realtà.
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Il muro della gentilezza

Se non ne hai bisogno lascialo. Se ne hai bisogno prendilo
In una società che ci spinge ad innalzare muri per dividere, ecco che nasce il muro della gentilezza, un posto dove chiunque può donare qualcosa di suo a chi ne ha più bisogno.
L’iniziativa è nata nel 2015 a Mashhad, una metropoli nel nord est dell’Iran, con lo scopo di offrire cappotti e coperte ai senzatetto per proteggersi dal freddo letale dei mesi invernali. Accolta con grande successo, l’iniziativa ha iniziato a spopolare sul web ed è stata adottata nel giro di poco tempo da molte città in tutto il mondo, fino a raggiungere l’Italia dove da Nord a Sud sono iniziati a comparire i muri con i cappotti e indumenti caldi appesi.
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Viviamo in positivo

Molte volte veniamo a conoscenza di alcune interessanti iniziative da parte di qualche associazione, ma se il momento per noi non è quello giusto, rischiamo di perderlo. Alle volte però, se la situazione è nelle nostre corde, l’occasione si proporrà solo un po’ più in là nel tempo.
Nel mio caso è stato necessario desiderare fortemente una cosa e aspettare che i tempi fossero maturi per aver l’occasione di fare il corso base claun presso l’associazione Claunando di Pordenone.
Faccio il claun di corsia da 7 anni e mezzo, andando nelle case di riposo di Pordenone e provincia, nei vari reparti degli ospedali di Pordenone e San Vito.
Ma come è iniziato tutto?
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Se son libri fioriranno… – La faccia nascosta della luce di Daniele Bossari

Questa storia autobiografica, è un percorso introspettivo, terapeutico, di rinascita,
dove alla fine di un periodo lungo e difficile trionfa l’Amore, quello vero e assoluto,
quello che ti dà la forza e la sicurezza per superare tutto, quello che c’è sempre e per
sempre nel bene e nel male.
Daniele ha una vita perfetta, una bella famiglia, la carriera di successo che ha sempre
sognato, tutto va a gonfie vele. Poi ad un certo punto qualcosa si inceppa, arrivano le
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Amo la diversità

Amo la diversità.
Amo le donne che giocano a rugby e gli uomini che si rilassano con l’uncinetto; amo le donne che giocano a briscola e gli uomini che bramano nel far shopping; amo le donne con il trapano in mano e mi piacciono gli uomini che non disdegnano di fare le pulizie di casa.
Amo la diversità.
Amo le donne in giacca e cravatta e gli uomini che ballano il liscio; le donne che ascoltano il metal e gli uomini che ballano in calzamaglia; gli uomini che leggono le poesie romantiche e le donne che leggono i poemi maledetti di Verlaine e Rimbaud; le donne capaci di fare il capo e gli uomini introversi, capaci di amare in silenzio.
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Mescolanze

Mescolanze

È bastata una settimana di isolamento.

Gli sguardi ipnotizzati dei bimbi chiusi in casa
le luci azzurrine delle tivù sempre accese
le voci ansiose degli amici: “E tu?”
È bastato un sogno, un verso,
un’epigrafe
per ricordarci che siamo fatti di paure.
Siamo strane mescolanze, siamo fremiti e coraggio
siamo mura ed albe rosse, siamo luci nella notte
siamo lupi e marinai.

È bastata una mattina tiepida.

Le bancarelle del mercato e via,
la gente scorre, si urta,
si sfiora, si accalca
in un contagio di vita.
È bastato un raggio di sole
(e le montagne innevate, lassù, tra i palazzi)
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Buon viaggio Ezio, e grazie di tutto.

“La musica è come la vita, si può fare in un solo modo, insieme.” Ezio Bosso

Ricordo una fredda serata di febbraio di qualche hanno fa, ricordo quattro amiche e le loro risate, ricordo un teatro ed un palcoscenico, ricordo un pianoforte e la musica, ricordo un uomo e due occhi pieni di vita.
Quell’uomo era Ezio Bosso.
I suoi non era mai solo concerti. Per me è stato un’emozione che in punta di piedi mi è entrata nel cuore fino a travolgermi totalmente. La sua passione traspirava da ogni parte del suo corpo, le sue parole tra un pezzo e l’altro sono state uno spunto di riflessione, un regalo che sento di aver ricevuto proprio in un momento difficile.
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Il pasticcio di Nonna Antonietta

Avete mai abbinato una particolare ricetta ad un determinato ricordo?
Sicuramente si! Per me e la mia famiglia il pasticcio è sempre stato il protagonista indiscusso di ogni festività, Natale, Pasqua e ogni altro evento importate era proprio lui l’ospite d’onore. La ricetta non è la classica che tutti conoscono, ma una particolare variante che mia nonna da brava donna del Sud ha fatto sua e tramandato a mia madre a poi di riflesso a me. Ecco se una cosa possiamo dire di nonna Antonietta è che è sempre stata una donna generosa specialmente quando si trattava di mangiare e quindi preparatevi a qualcosa di delizioso ma sicuramente non leggero. Ma d’altronde l’unica prerogativa delle feste è quella di mangiare come se non ci fosse un domani. Quindi, buon appetito!!

Ingredienti
500 g di sfoglia all’uovo
500g di ragù
200g di Mozzarella
200g di proscutto cotto
4/5 uova sode
100g di Formaggio grattugiato
1lt di latte
100g di farina
100g di burro
q.b. di noce moscata
q.b. di sale e pepe

Per iniziare dobbiamo prima di tutto fare il ragù (ognuno può scegliere la ricetta che solitamente fa).
Prepariamo le uova e tagliamole a fettine.
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Se son libri fioriranno… – La vera storia del lupo cattivo di Francesco Vecchi

Chi di noi non conosce il lupo cattivo e la sua storia?
Pochi di noi non hanno mai sentito parlare del lupo cattivo delle favole.
Ma…se ci fosse un’altra versione della stessa storia?

Questo libro mi è stato regalato da chi mi conosce molto molto bene, da chi sa che mi piace apprendere la totalità delle storie per poi farmi una mia idea.
Lupetto era nato in una modesta famiglia, il padre cacciatore e la madre sarta cercavano nel loro piccolo di sfamare la numerosa famiglia. Ma le difficoltà a reperire cibo sufficiente per sfamare tutti i componenti del nucleo famigliare, la vecchiaia della mamma ed il fatto che fosse l’unico figlio maschio portarono i genitori a dover prendere una difficile decisione: Lupetto sarebbe andato a lavorare dall’uomo.
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La forma dell’invisibile – l’arsenale rinasce per la speranza.

Chissà se Ernesto Oliviero ha mai letto “Le città invisibili” di Italo Calvino. Eppure, la sua intuizione e l’operato della “Fraternità della Speranza” che oggi abitano l’Arsenale della Pace a Torino, sembrano incarnare proprio le parole dello scrittore: “Una città infelice può contenere, magari solo per un istante, una città felice; le città future sono già contenute nelle presenti come insetti nella crisalide”.
Grazie all’opera di un piccolo gruppo di persone, senza una lira, che sognava che il rudere della fucina diventasse casa per le persone in difficoltà, in breve l’arsenale mutò volto e divenne un monastero urbano, porta aperta 24 ore al giorno, luogo di incontro e restituzione di tempo, professionalità, denaro, beni materiali e spirituali.
Mattia, giovane consacrato della Fraternità, racconta che il mondo varca la porta di questo posto. C’è chi cerca un riparo, una soluzione a problemi difficili, ma anche giovani in cerca del senso della vita.
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Se son libri fioriranno… – The Journey of Joy – Asia – di Alberto Cancian

Il viaggio di un ragazzo, Alberto, che in solitaria, zaino in spalla, decide di andare alla
scoperta di terre sconosciute, ricche di storia e delle storie di chi ci abita.
Partendo dalla Thailandia e dalle meravigliose Phi Phi islands, dove si trova Maya
Bay, un’ autentica perla del Mar delle Andamane resa famosa dal film The Beach con
Leonardo Di Caprio. Attraversando Cambogia, Vietnam, Laos, e Birmania fino ad
arrivare in India. Una terra quest’ultima che non lascia mai indifferenti, che colpisce
per la sua complessità, con sentimenti spesso contrapposti in un infinito “perfetto
squilibrio”.
In ogni luogo visitato, Alberto entra in contatto con le persone che ci vivono,
attraverso le missioni, i centri di aiuto e sostegno per i bisognosi, il volontariato e la
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Atti di gentilezza

Essere gentili non costa nulla:

“La gentilezza è una forma di eleganza la più pura che io conosca eppure c’è ancora qualcuno che la scambia per debolezza”.

Fin da piccola mia madre mi ha insegnato ad essere educata verso chiunque, è per questo che reputo la gentilezza un valore aggiunto che mi piace difendere a dispetto di tutto, probabilmente perché è un sentimento presente in me e ben saldo nel mio DNA.
Tuttavia al giorno d’oggi sembra che se non si è disposti ad arrabbiarsi o a battere i pugni, non si possa ottenere nulla. Ammetto che la cosa mi sconcerta parecchio. Credo che un gesto semplice ma cortese possa racchiudere un gran potere, sicuramente più di quello contenuto in un tono di voce decisamente alto e spesso fuori luogo. Tuttavia sempre più gente si ritiene forte ad attaccare il prossimo a sproposito.
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A tutto volume…

A tutto volume è la rubrica musicale della Gazzetta del Sole.
Ogni lunedì un membro della redazione proporrà una canzone che in qualche modo, secondo lui, contiene un messaggio che vale la pena ascoltare.

Perché una canzone è spesso una storia nascosta dietro un po’ di musica.

Titolo: Esseri umani
Autore: Marco Mengoni
Proposta da: Katiuscia


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Facciamo una torta?

Il cibo non è mai solo nutrimento fisico.
Chi si mette ai fornelli trasmette sempre anche qualcosa di sé e dei suoi sentimenti: un piatto di pasta in bianco poggiato rumorosamente sulla tavola, un panino ben incartato per merenda, una cenetta a lume di candela, raccontano molto dello stato d’animo di chi li prepara.
Questo vale ancora di più quando parliamo di dolci. In molte culture un dolce donato rappresenta un vero e proprio gesto d’amore. Che sia il biscotto bruciacchiato offerto dalle mani imbiancate di farina di un bambino o la torta elaborata per una festa a sorpresa; che sia il pasticcino offerto per fare pace o per consolare una delusione amorosa, il ricordo di un dolce donato ci regala sempre anche un po’ di tenerezza. Continua a leggere “Facciamo una torta?”

Se son libri fioriranno… – Appena in tempo di Emanuela Giordano

Vi è mai successo di andare in libreria con la chiara intenzione di acquistare dei libri ed uscirne con altri che non solo non avevate preventivato di acquistare ma dei quali non conoscevate nemmeno l’esistenza?
A me praticamente sempre, nonostante tenga ben organizzata la lista di ciò che vorrei leggere mi ritrovo in mano sempre libri che, vuoi per la quarta di copertina, vuoi per la curiosità, vuoi per qualche dettaglio che inizialmente non percepisci, vuoi per qualche mistica percezione non rientrano nell’idea d’acquisto iniziale.
Questo mi è recentemente successo con Appena in tempo di Emanuela Giordano.
Quando l’ho comprato ovviamente non avevo idea chi fosse l’autrice, non avevo idea che questo libro facesse parte di una collana volta ad affrontare il tema dell’amore e dell’eros nella terza età diretta dalla scrittrice e giornalista Lidia Ravera.
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Carnevale 2020

Katiuscia era orientata alle cose belle del mondo.
Partiva dalla mattina in cui si godeva l’inizio della giornata, guardando la natura che iniziava a svegliarsi tramite l’apertura del cielo e proseguiva per tutto il giorno. Faceva caso alle piccole cose che la facevano star bene.
Credeva che come tante pratiche, anche il notare le piccole cose andasse sviluppato tenendosi in allenamento.
Molti anni fa partecipò ad un carro di carnevale…le rimase sempre il ricordo delle belle sensazioni ed emozioni che l’accompagnarono durante le sfilate.
Era un po’ di tempo che pensava a questo…ma come qualcuna diceva spesso “Nulla capita per caso”.
Era approdata alla partecipazione del carro di carnevale di Borgomeduna “Borgo Magico,” attraverso una persona che non era del quartiere di appartenenza, ma che aveva quella magia che serviva per emozionarsi.
Dall’inizio Katiuscia era combattuta fra la scelta: “Sarò uno gnomo o una fatina?”
Era stato difficile decidere, i costumi le piacevano moltissimo ma prevalse la parte femminile che c’era in lei e quindi: “FATINA FU” 🙂
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Se son libri fioriranno… – Un anno felice (di Chiara Francini)

Un anno felice di Chiara Francini
“L’amore capita, come le grazie. Si impara quando ti piomba addosso. È inevitabile. È lui stesso che ci insegna lacerandoci e premiandoci di continuo. È un istinto. Solo che non capiamo quando inizia il premio e quando la tortura. Ed è lì che bisogna imparare, imparare a salvarsi. E a riderci su.”
A Natale mi hanno regalato questo libro e non conoscevo Chiara come autrice, così mi sono addentrata nella lettura senza alcuna aspettativa, senza sapere di cosa si parlasse. Tra queste pagine ho avuto modo di conoscere Melania, vivace ragazza toscana che a Firenze vive un mondo colorato circondata dagli amici di sempre, con tanta voglia di respirare la bellezza che la vita può offrire. E’ una editor, ama il suo lavoro, la sua città d’arte, ama divertirsi ed elargire citazioni letterarie con naturalezza non risultando mai presuntuosa. Divide la casa con Franca una pungente ragazza, che non risparmia mai alla sua amica di farle sapere ciò che pensa, a costo di risultare un po’ dura. Ma nonostante la sua schiettezza è sempre pronta a supportarla.
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Le tre grazie

Dalle origini a Botticelli e Raffaello fino a Canova e Foscolo.
L’uomo, da secoli, ha sempre cercato di raffigurare e rappresentare in qualche modo le virtù e gli stati d’animo dell’uomo.
Oggi vi parleremo della raffigurazione della “gioia di vivere, della felicità e della prosperità”, che nell’arte vengono rappresentate da “Le tre grazie”.
Il loro mito nasce più di duemila anni fa, nella antica Grecia, come rappresentazione delle tre figlie di Zeus e della ninfa Eurinome.
Agla “splendore”, Eufrosione “gioia e letizia” e Talia “prosperità”, sono raffigurate da tre donne nude, la figura centrale posta di spalle e le due laterali in modo simmetrico.
La raffigurazione senza veli non ha la volontà di amplificare l’eros ma è vista come simbolo della perfezione e dell’armonia attribuite al corpo femminile. Molti gli artisti che si sono cimentati con questo tema; noi per brevità ci soffermeremo solo su alcuni di essi, i più rappresentativi.
Le prime opere risalgono all’antica Grecia e sono opere spesso incomplete e parziali, quasi sempre copie romane di epoca successiva. Solo dopo il medioevo la tematica riprende vigore nell’arte italiana; tra le tante citiamo la “primavera del Botticelli” (1477-1482).
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Pensieri positivi per tutti? Si, con “Quelledeibigliettinigialli”

Prima ancora di iniziare la nostra chiacchierata, Veronica mi porge una scatoletta: “Scegli un bigliettino“. Pesco a caso – o forse no? – un biglietto giallo piegato in due, lo apro e leggo: “Il meglio deve ancora venire!”. Impossibile non sorridere, ed è proprio questa la reazione di chi legge i bigliettini gialli che queste ragazze disseminano un po’ovunque: per strada, nei bar, negli uffici ma soprattutto negli ospedali, nelle sale d’attesa, negli studi dei medici. Insomma, nei luoghi dove c’è più bisogno di pensieri positivi.

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Su e zo per i ponti – Venezia 2020

Dopo il successo del 2019 in occasione della storica manifestazione di Venezia “Su e zo per i ponti”, vorremmo riproporre la meravigliosa esperienza anche quest’anno.
La nostra missione è quella di creare un gruppo ancora più numeroso e contagiare tutti di “Solo Pensieri Positivi” che ne dite?
Chi si unisce a noi?
La manifestazione si svolgerà il 19 aprile 2020, penseremo noi a tutto!!
Non dovrete fare altro che scriverci!!
Per avere maggiori informazioni contattateci tramite la nostra pagina Facebook, oppure inviandoci una mail a : info@quelledeibigliettinigialli.it
Termine iscrizioni 31/03/2020