Giano Bifronte: una divinità tutta romana che sa guardare al passato e al futuro. Da questo nome deriva il mese che apre l’anno nel calendario a partire dalla riforma di Giulio Cesare. Ianuarius, di Giano, gennaio: è il momento di andare avanti, mentre si chiude un anno con i suoi bilanci. Stare sulla soglia di un anno nuovo pur chiudendo la porta di quello vecchio: il dio Giano è infatti protettore delle porte (IANUAE, in latino), dei ponti (IANUI) e dei passaggi, dei momenti in cui il presente è già futuro e non più passato. Continua a leggere “Il fremito sul ponte”
Non siamo sbagliati: siamo soltanto noi stessi
Spesso ciò che pensiamo siano errori, in realtà non lo sono. I sentimenti, per esempio, non possono essere qualcosa di sbagliato. Le emozioni rappresentano il nostro essere, descrivono la nostra interiorità. Sono il riflesso di ciò che ci circonda e dell’influenza che il mondo esercita su di noi. Siamo esseri umani, e siamo diversi. Ascoltiamo, guardiamo, percepiamo e viviamo in modo diverso. Le sensazioni che provi nei confronti di determinati luoghi, persone o situazioni, possono essere completamente opposte a quelle che un’altra persona prova. Questa diversa percezione può portare a fraintendimenti, soprattutto nelle relazioni più intense e profonde. Continua a leggere “Non siamo sbagliati: siamo soltanto noi stessi”
Il rudere e l’asfalto
Spesso mi domando come doveva essere la vita, in quelle case. Avete presente, no? State percorrendo l’autostrada. Il solito tragitto casa-lavoro, o qualcosa di simile, con la testa altrove. Però quel giorno i vostri occhi notano un vecchio rudere, non molto lontano dall’asfalto. È sempre stato lì, eppure ci fate caso solo ora. Unico segno di civiltà nel bel mezzo di un enorme campo incolto, ricoperto da una quantità tale di edera che pare quasi fondersi con il paesaggio verdeggiante, quelle quattro pareti pericolanti attirano la vostra attenzione. Chissà quando è stata, l’ultima volta che qualcuno ha girato la chiave nella toppa di quel vecchio portone. Un brusco addio? Una partenza sofferta ma necessaria? Gioco con la fantasia, e immagino una famiglia d’altri tempi intenta a consumare un pasto frugale. Una domenica di primavera, magari. Continua a leggere “Il rudere e l’asfalto”
“La sera dei miracoli” – Lucio Dalla
La canzone del grande Lucio Dalla che mi piace di più. L’ispirazione è un omaggio alla città eterna. Lucio, all’inizio estate del 1980, è a Roma nella sua casa a Trastevere di vicolo del Buco n. 7, dove vi rimarrà fino al 1986. In una sera scrive questa canzone: “è la sera dei miracoli fai attenzione, qualcuno nei vicoli ha scritto una canzone”. Un inno alla città e come dirà lui stesso: “Avevo visto Roma incendiata da feste, da canti, da gente ubriaca bene. Davvero un momento di gioia collettiva”.
Quelle sere, frenetiche e vivaci, sono: “da passare in centomila in uno stadio” a tifare per la propria squadra, oppure tra i vicoli: “qualcuno nei vicoli fa a pazzi una canzone”. Sere chiassose “è la sera dei cani che parlano tra di loro”, e vive: “e la gente scende nelle piazze per andare a vedere”.
Continua a leggere ““La sera dei miracoli” – Lucio Dalla”
Consigli di lettura: L’ultimo segreto – Dan Brown
Dopo 10 anni di Silenzio, Dan Brown riporta Robert Langdon in una storia ambiziosa. Robert è a Praga insieme a Katherine Solomon, con cui ha da poco avviato una relazione. Un viaggio di piacere in veste di accompagnatore dell’esperta di noetica, invitata a una conferenza in città per esporre le sue innovative teorie sulla mente. All’improvviso, gli eventi prendono una piega inquietante: la mattina del quarto giorno Katherine sembra sparire senza lasciare tracce e Robert assiste, sul ponte Carlo, a una scena che sfida la razionalità e di fronte alla quale reagisce d’istinto, finendo nel mirino dei servizi di sicurezza cechi. Intanto, a New York, una misteriosa organizzazione mette in campo risorse all’avanguardia per distruggere il manoscritto che Katherine ha consegnato al suo editore e che raccoglie le sue rivoluzionarie ricerche. Continua a leggere “Consigli di lettura: L’ultimo segreto – Dan Brown”
Tessendo un ragionamento
Crediamo siano per sempre, la felicità, il dolore, l’allegria, la sofferenza, quando in realtà sfumano nel volgere di un attimo. Fugaci ed effimere sono le sensazioni dell’animo umano. L’una lascia posto all’altra in un susseguirsi incessante di una sinfonia di emozioni. Gli estremismi non sono mai una buona cosa, quindi, così come non è corretto lasciarsi dominare dal sentimento, allo stesso modo, nemmeno la razionalità deve fare da padrona. È necessario raggiungere un equilibrio dinamico tra percezione e ragione. Il sentire è fondamentale per apprendere tanto quanto il lavorio intellettuale. Senza esperienza non ci sarebbero i contenuti, successivamente elaborati per fornire la conoscenza. Il complesso io-mondo è regolato da plurime facoltà che cooperano per permetterci di conoscere. Nasciamo con il cervello come una tabula rasa, o con modelli conoscitivi precostituiti? Entrambe le cose, o nessuna delle due. Continua a leggere “Tessendo un ragionamento”
Il successo dei free walking tour
Il modo più bello per visitare una città è farlo camminando. Muoversi a piedi permette di scoprire gli angoli più nascosti dei centri abitati, come vicoli poco conosciuti, mercati locali o punti panoramici che spesso sfuggono a chi si sposta in auto o con i mezzi pubblici. Camminare accompagnati da una persona del posto rende più facile orientarsi e consente di conoscere aspetti che si trovano meno sulle guide per turisti. Negli ultimi vent’anni è diventato sempre più popolare un particolare tipo di walking tour, che non prevede il pagamento di una quota fissa, decisa prima di iniziare la camminata. Si chiamano free walking tour, cioè a offerta libera, e si basano sul concetto di mancia: ogni partecipante decide liberamente quanto lasciare alla guida, a seconda di quanto ha apprezzato il tour. In genere, la mancia che si lascia è compresa tra i 10 e i 30 euro a persona. L’idea di creare i free walking tour venne per la prima volta a Chris Sandeman, una guida turistica che nel 2004 lanciò il primo giro a piedi a offerta libera a Berlino, in Germania. Continua a leggere “Il successo dei free walking tour”
Il profumo del vinile
C’erano pomeriggi che profumavano di vinile, di plastica nuova e sogni in copertina. Bastava spingere la porta del Centro della Musica o di Good Music, a Pordenone, per essere travolti da quel miscuglio di suoni, voci e dalle copertine degli LP in classifica appese come quadri alle pareti. Centinaia di dischi allineati in ordine alfabetico, tra musica italiana e straniera: Bennato, De Gregori, Dalla, Vecchioni, De André con la PFM, Pino Daniele, Chicago, Crosby, Stills, Nash & Young, Deep Purple, Led Zeppelin, Dire Straits, Supertramp. Ti perdevi tra le lettere come in un labirinto di emozioni. Le mani sfioravano il cartone lucido, il tempo si fermava, mentre cercavi l’album che ti avrebbe fatto compagnia per mesi — forse per sempre. Poi tornavi a casa in motorino, il tuo tesoro stretto sottobraccio, attento a non farlo cadere.
A casa aprivi piano la custodia, tiravi fuori il disco nero, liscio come uno specchio. Continua a leggere “Il profumo del vinile”
Cuori di silicio: le relazioni umane tra passato e presente
Nel 2025, le nostre vite scorrono spesso tra notifiche e schermi. Alla base di tutto c’è lui: il silicio, elemento invisibile ma onnipresente, cuore pulsante di ogni dispositivo che ci connette. Ma cosa succede quando è proprio questo materiale, freddo e inorganico, a diventare il mediatore delle nostre relazioni affettive? Un tempo, i legami si costruivano nel tempo lento della presenza: sguardi reali, gesti condivisi, attese significative. Le relazioni si nutrivano di corpo, spazio e silenzio. Oggi, invece, si sviluppano in ambienti digitali, spesso mediati da interfacce. La presenza è diventata segnale, l’intimità si esprime con emoji, e i ricordi si archiviano in cloud più che in diari o album fotografici. Continua a leggere “Cuori di silicio: le relazioni umane tra passato e presente”
Consigli di lettura: La frontiera, Alessandro Leogrande
Lungo e lento è il viaggio che molti hanno attraversato per giungere dall’altra parte. Lenta è la lettura di questa raccolta di saggi sulla frontiera del Mediterraneo. Perché la sete di altro, la sofferenza data dalla sorte, l’instabilità del rischio non possono non toccare il lettore. Sono storie vere, narrate con realismo. Storie che provengono da tutto il mondo mediorientale e africano: dal Kurdistan alla Siria, dall’Afghanistan all’Eritrea passando per la Libia, Lampedusa, Patrasso ma anche Budapest e Ventimiglia. Continua a leggere “Consigli di lettura: La frontiera, Alessandro Leogrande”
Just do it
Di recente mi è capitato di vedere un film in Tv. Parla della Nike, storica e famosa azienda americana che fa scarpe e che, in un momento di crisi delle vendite, aveva bisogno di un testimonial d’eccezione per non andare in crisi, specialmente nel reparto basket. L’idea di un manager era quella di portare Michael Jordan, allora astro nascente dell’NBA, a fare da ambasciatore per l’azienda. M.J. costava troppo, tanto, ma grazie alla costanza, alla tenacia e alla caparbietà di quel manager, M.J. divenne testimonial della Nike facendo vendere un sacco di scarpe con il suo nome e risollevando le casse dell’azienda. Just do it… questo era il motto aziendale proposto.. in italiano “fallo e basta”, adesso, ora. Per uno strano collegamento ho pensato a quante volte mettiamo il nome “domani “alle cose da fare subito, ora. Continua a leggere “Just do it”
Il barattolo della gratitudine
Gennaio 2026, tutti pronti ai blocchi di partenza per iniziare il nuovo anno con la lista degli immancabili buoni propositi ben stampati nella mente. La mia, solitamente, è piena di lodevoli iniziative salutiste, cattive abitudini da perdere, grandi progetti, cose nuove da iniziare, risultati da raggiungere. L’asticella è bella alta, la mia convinzione alle stelle, poi man mano che passano i mesi …vi lascio immaginare. Chi di voi si riconosce? E se quest’anno iniziassimo, invece, da una sfida?Prendiamo un barattolo vuoto e ogni settimana inseriamo un biglietto con su scritto una cosa bella che ci è successa, che ci ha reso felice, che vogliamo ricordare. Continua a leggere “Il barattolo della gratitudine”
Ricominciamoooooo!
….e come cantava Pappalardo….no! Lui cantava bramoso di riprendere le redini della situazione, io non la vedo proprio così. Come ogni anno, dopo un finto entusiasmo di auguri post countdown me ne vado a letto sapendo che la giornata seguente sarà per me sempre uguale. Attenzione, non intendo che ripeto ogni anno le stesse cose: un anno vado al mare, uno in montagna, uno semplicemente a passeggiare per il mio paese, al cinema. No il primo dell’anno, per me, è sempre un giorno triste! Non ho mai capito perché oppure credo sia semplicissimo: iniziare daccapo. Aver finito un libro e iniziarne uno di nuovo, un po’ quella sensazione di sazietà e compitezza che ti abbandona appena prendi in mano un libro nuovo. Continua a leggere “Ricominciamoooooo!”
Falò epifanici
Quella dei falò epifanici, dalle mie parti “Panevin” (pane e vino), è un’usanza soprattutto del Nord Est Italia che consistente nel bruciare delle grandi cataste di legno e frasche. Il rogo è talvolta benedetto dal parroco e lo scoppiettare dell’acqua santa nel fuoco viene identificato con il demonio infuriato che fugge. In cima al palo che regge la catasta di legna spesso viene legato un fantoccio della befana, a rappresentare la morte del vecchio anno a favore del nuovo. Intorno al falò è usanza innalzare canti e litanie: da noi si dice proprio “cantar panevin” come a voler scongiurare per un anno prospero e ricco. Continua a leggere “Falò epifanici”
Altro che Befane!
Certo, lei è l’indiscutibile, la divina, la star dei falò; a lei sono dedicati due giorni magici tra il 5 e il 6 gennaio e poi tutti gli sfottò indirizzati alle donne in modo poco elegante. Ma la Befana non è l’unica a popolare il cielo durante la vigilia dell’Epifania. D’altra parte, come potrebbe far visita a tutti i bambini del mondo semplicemente a cavallo di una scopa e senza aiutanti? Valle che vai, vecchiaccia che trovi, e purtroppo non sempre benevola. Cominciamo il nostro viaggio dalle profondità della Carnia: a Sauris, dove vive una comunità linguistica unica e isolata dal resto delle vallate circostanti. Lì abita la Bèlin: il suo nome significa “donna forestiera” e proprio come la sua quasi omonima televisiva ha un bel fondoschiena. Non proprio uguale: il suo è veramente enorme e sporchissimo, come il calderone della polenta, cibo tanto amato nelle valli del Friuli e non solo. Essa risiede all’imbocco della valle dei Lumiei e tutti i bambini saurani dovevano pagare il pedaggio per uscire dalla valle la prima volta proprio baciandole il sederone. Continua a leggere “Altro che Befane!”
Consigli di lettura: La via del guerriero di pace
Dan Millman è un giovane studente dell’università di Berkeley, in California. È anche un atleta di successo con un promettente futuro davanti a sé. La sua vita scorre perfettamente tra allenamenti, studio, amici e divertimento, non manca proprio nulla. Non si potrebbe desiderare nient’altro. Eppure è proprio in quel momento perfetto della sua esistenza che incontra per caso, ma non a caso, un uomo che cambierà la sua vita per sempre. Socrate lavora in una stazione di servizio aperta tutta la notte, e già al loro primo incontro Dan capisce subito che non si tratta di una persona qualunque. Continua a leggere “Consigli di lettura: La via del guerriero di pace”
Il dono della mela nella tradizione cinese di Natale
Ogni angolo del mondo custodisce tradizioni natalizie uniche, spesso poco conosciute. Una mia amica cinese mi ha svelato una tradizione davvero particolare che mi ha affascinato molto. In Cina, durante la Vigilia di Natale, le persone sono solite scambiarsi delle mele, spesso confezionate in carta dai decori natalizi o in scatole accompagnate da biglietti d’auguri e fiocchi rossi. La domanda, che forse vi starete ponendo anche voi, è: ma perché proprio una mela?
Continua a leggere “Il dono della mela nella tradizione cinese di Natale”
Nipoti di Babbo Natale
Diventa anche tu Nipote di Babbo Natale, e regala un momento di felicità ad un anziano! Anche quest’anno Un Sorriso in Più ONLUS offre la possibilità di esaudire i desideri di migliaia di anziani che vivono in casa di riposo. Una bella iniziativa, affinché nessuno si senta solo in un giorno così speciale! Una bambola da abbracciare, quella chitarra mai avuta da ragazzo, i dolcetti preferiti… E perché no, una partita a bocce in compagnia! Come fare? Vai sul sito nipotidibabbonatale.it, sfoglia la sezione “desideri” e scegli la persona che vuoi rendere felice. Continua a leggere “Nipoti di Babbo Natale”
“Natale con i tuoi, Pasqua con chi vuoi” e altri detti
Cinque gradi. Che freddo. Ancora qualche passo e siamo nella rimessa. Uno, due, tre, facciamo anche quattro ceppi di legno. Dieci, dodici, diciassette gradini. Entriamo in casa. Il fuoco si sta a poco a poco spegnendo. Meglio rimpinguare la stufa. Che piacevole scoppiettio! Che tepore!
“Se metti un ceppo nel camino, Natale è vicino”. Detto, fatto. L’atmosfera natalizia riempie le strade: luci, addobbi, abeti e canzoni a tema. Meglio prepararsi a pranzi e cene in famiglia, perché, se Pasqua è “con chi vuoi”, Natale è senza dubbio “con i tuoi”. Zii, prozii, cugini, nonni. Nonne, soprattutto…e che è, non la vuoi un’altra porzione di risotto? E le patate al forno? E la carne? D’altra parte, “a Natale, grosso o piccino, tutti portano in tavola il tacchino”. Continua a leggere ““Natale con i tuoi, Pasqua con chi vuoi” e altri detti”
Consigli di lettura:La biblioteca di mezzanotte di Matt Haig
A chi non è capitato, almeno una volta nella vita, di domandarsi come sarebbe la propria vita se avesse intrapreso delle strade invece che altre? Se le scelte fatte fossero state diverse da quelle che ci fanno essere qui, ora, nella vita che viviamo? Nora ha la possibilità di vivere, tramite i molteplici libri di una strana biblioteca, tutte le varie vite che ha lasciato alle sue spalle facendo delle scelte e che ora, nella sua vita reale, rimpiange e che a suo avviso hanno reso la sua vita piatta e vuota. Sarà la bibliotecaria a guidarla in questo viaggio, in questi molteplici universi paralleli e a spiegarle il vero significato di questo mondo di mezzo, tra la vita e la morte, dove Nora potrà esplorare le vite che si è lasciata alle spalle fino a farle vedere sotto un’altra luce tutte le sue scelte e i suoi rammarichi, i suoi rimpianti. Un libro in grado di catturarti dalla prima all’ultima pagina.
Marta Santin
Il dono del Natale
È quasi Natale, cucciolo mio, e non ho ancora un regalo per te.
Vorrei donarti qualcosa di mio, qualcosa che resti. Forse l’ho trovato: una storia. Vieni qui, siediti accanto a me, il fuoco del caminetto ci farà compagnia. Dalle braci nasceranno i miei personaggi, e le loro ombre danzeranno sulle pareti come in un sogno. Guarda fuori: la neve scende lieve, copre la valle e illumina le case, i tetti, i pini del bosco. Sopra tutto, una grande luna sorride alle stelle, guidando chi torna a casa dopo una lunga giornata. Chiudi gli occhi e immagina un mondo in pace, dove nessuno ha paura, dove gli anziani raccontano storie e i bambini ridono felici. Ora aprili, e ascolta. Ti parlerò di Peter, un bimbo di un piccolo villaggio di montagna. Era inverno, e la neve copriva ogni cosa. Nelle stalle i nonni narravano favole ai bambini: quella più amata era la storia del popolo del bosco. Ma Peter, curioso e testardo, non ci credeva.
Una mattina decise di scoprirlo da solo. Mise nello zaino pane, formaggio e una bottiglia di latte appena munto, prese il suo flauto di legno e partì verso la montagna addormentata. Camminò a lungo nel silenzio bianco, finché si fermò a mangiare. Ma d’un tratto i rami presero a muoversi, la neve cadde dagli alberi e minuscole voci risero tra gli aghi dei pini. Peter, spaventato, indietreggiò e cadde nella neve. Quando rialzò la testa, davanti a lui c’era un minuscolo omino con un cappello rosso pieno di campanelli. «Ciao Peter» disse. «Sono Teo, re del popolo del bosco. Ti conosciamo bene: sei vivace, ma buono. Hai un sogno da affidare a noi?»
Peter ci pensò un momento e poi sussurrò: «Vorrei che questo Natale fosse di pace, che non ci fossero bambini tristi né nonni soli, che tutti avessero un sorriso e un dono». Teo lo guardò commosso. «È un bel sogno, piccolo uomo. Facciamo un patto: tu ci darai il latte e il tuo flauto, e noi proveremo a realizzarlo».
Peter non esitò: posò tutto nella neve. L’omino sorrise, poi svanì con i suoi amici tra gli alberi. La mattina di Natale, Peter trovò accanto al letto un pacchetto con un fiocco rosso. Dentro c’era il suo flauto e un biglietto:
Ogni volta che ci vorrai parlare, suonalo. Noi saremo in ascolto. Da quel giorno Peter non si sentì più solo. Di notte, al suono del suo flauto, tornavano Teo e i suoi amici, e insieme raccoglievano i sogni del mondo per portarli a chi ne aveva più bisogno. La pace regnò nel villaggio, e le storie del popolo del bosco continuarono a vivere nei racconti dei nonni, generazione dopo generazione. E così, cucciolo mio, questa è la favola che ti regalo. Ora dormi sereno, i piccoli amici del bosco veglieranno sui tuoi sogni.
Guarda la luna, così grande e luminosa… illumina anche il mio cammino, perché ci sono altri bambini da addormentare.
Buonanotte, piccolo mio. E… buon Natale.
Andrea Spessotto
Santa Lucia
Quando ero bambina, in casa Mortari c’era l’usanza di festeggiare Santa Lucia, il 13 Dicembre. A nanna presto, e l’indomani avrei trovato un regalo tutto per me! Un po’ come con Babbo Natale, ma il fatto che Santa Lucia non passasse a casa di tutti i bambini rendeva la sorpresa molto speciale e ancora più misteriosa. La sera mi immergevo di corsa sotto il morbido piumone del mio lettino e chiudevo presto gli occhietti, sperando così che la nottata volasse in un battito di ciglia. La mattina poi balzavo in piedi prestissimo, in barba alla pigrizia e al calduccio delle coperte, e correvo in salotto a caccia del pacchetto. Ed eccolo là! Meraviglia! Ciò che mi affascinava di più era che, a parer della me-bambina-di-allora, Santa Lucia aveva proprio buon gusto e molta fantasia. Continua a leggere “Santa Lucia”
Il Natale nel mondo
Strano ma vero anche in Giappone si festeggia il Natale. Strano perché solo l’1% della popolazione è cristiana, vero perché anche se non viene vissuta come tradizione religiosa è molto presente e diffusa. Da metà novembre fino a febbraio le città risplendono di luci, decorazioni, e alberi giganteschi, anche i monumenti più famosi vengono decorati sfarzosamente per diffondere la gioia e lo spirito del momento. I quartieri si riempiono di mercatini tipici, eventi, feste a tema e spettacolari proiezioni audiovisive. Il periodo natalizio, nella terra del sol levante, è celebrato come un momento per diffondere la felicità e condividere la gioia. Nota curiosa: il 24 dicembre è considerato il giorno più romantico dell’anno, equivale un po’ al nostro San Valentino. Continua a leggere “Il Natale nel mondo”
Piccole tradizioni crescono
Se penso al Natale mi viene in mente il caldo abbraccio di mia madre e al pasticcio di mia nonna. Le prime luci che illuminano le città, le casette decorate in piazza e le vetrine dei negozi addobbate. L’aria di dicembre pungente ma che allo stesso tempo ha quel qualcosa di purificante. E ancora gli addobbi natalizi che si intravedono dai giardini delle case. La gioia e la voglia di stare insieme. Come avrete capito io adoro il Natale, per me è in assoluto il periodo più magico dell’anno e negli anni ho cercato di tenere vive le tradizioni tramandate nella mia famiglia e allo stesso tempo di crearne di nuove. Quando ero piccola in casa l’albero ed il presepe si faceva tutti insieme l’8 dicembre, adesso che sono grande ed ho una casa tutta mia inizio ad addobbarla già il week end a ridosso del 1 del mese. Continua a leggere “Piccole tradizioni crescono”
Consigli di lettura: La compagnia degli enigmisti di Samuel Burr
In una magione del Bedfordshire che ha visto giorni migliori, di proprietà della celebre enigmista Philippa Allsbrook, un eccentrico gruppo composto da sciaradisti e sciaradiste, creatori e creatrici di rebus e labirinti, enigmisti ed enigmiste per lo più ottuagenari trascorre la propria esistenza ideando e risolvendo rompicapi. Le loro menti sono le più acute e affinate d’Inghilterra, eppure c’è un segreto che nemmeno i soci della Compagnia conoscono, un segreto che Philippa, sul letto di morte, affida a Clayton Stumper, il giovane uomo che lei stessa, un giorno di venticinque anni prima, ha trovato abbandonato in fasce fuori dalla porta della villa. Continua a leggere “Consigli di lettura: La compagnia degli enigmisti di Samuel Burr”
Il regalo
Il regalo è desiderio, attesa e felicità. Desiderio, da un lato, di ricevere qualcosa che vorremmo, che ci piace, desiderio di essere pensati da qualcuno a cui teniamo. Desiderio dall’altra parte, è ciò che ci spinge a portare il nostro pensiero dell’altro, l’esserci per l’altro, attraverso il dono. Entrambi ci emozionano: l’idea che qualcuno ci presenti un frutto del suo volerci bene ci riempie di gioia, così come quegli attimi prima di consegnare un regalo, in cui a stento riusciamo a mascherare il sorriso.
Per l’attesa, mi piace pensare ai bambini, alla notte prima di Natale, ai passi svelti che scendono le scale, alle carte dei regali, che dell’attesa sono il simbolo più grande. Continua a leggere “Il regalo”
Un Natale insieme
Da bambina il Mondo sembrava un luogo magico, in cui sorprendersi e meravigliarsi, sembrava un luogo dove poter respirare gioia e serenità. Il Natale, in particolare, era un’occasione per condividere sorrisi e momenti con i propri cari e le persone che fanno bene al cuore. Qualcosa è cambiato con il passare del tempo. Quella visione incantata della festività natalizia è sfumata con l’avvento della consapevolezza di come è la realtà. Accade a tutti il momento fatidico della presa di coscienza di quello che accade, sia nell’animo delle persone, sia nel Mondo esterno, nel microcosmo come nel macrocosmo. Si tratta di un passaggio delicato che determina la fine dell’ingenuità e l’inizio di una maggiore esperienza sulle reali dinamiche esistenziali. È proprio questo passaggio che muta la percezione di quella che è la festività. Crescendo è facile diventare più cinici e scettici sul reale valore del Natale che finisce così per perdere quell’aura sacra che lo connota. Continua a leggere “Un Natale insieme”
L’albero di Natale
È il simbolo del periodo che stiamo vivendo, una di quelle tradizioni che continuano a durare nel tempo. Possiamo addobbarlo nel calduccio di casa nostra oppure lo possiamo trovare negli uffici, nei centri commerciali, nelle piazze delle città. Può essere rappresentato da un vero abete o una pianta finta e decorato con stelle filanti, palline di ogni colore, fiocchetti, luci natalizie o ornamenti fai da te. La tradizione vorrebbe che venisse preparato l’otto dicembre per poi toglierlo il sei gennaio. Continua a leggere “L’albero di Natale”
Consigli di lettura: Notti in bianco, baci a colazione di Matteo Bussola
Ho divorato questo libro in 5 ore, un po’ perchè costretta a letto dall’influenza e annoiata, un po’ perchè catturata dalla sua disarmante scrittura. Con una straordinaria semplicità, con un linguaggio semplice deciso, Bussola racconta la quotidianità con una leggerezza disarmante che ti fa innamorare delle piccole cose, delle parole, dei dialoghi che ogni giorno succedono ma che spesso ci lasciano disarmati se ascoltati davvero. Me ne sono innamorata fin dalla prima pagina, Straordinario!
Marta Santin
Tempo che scorre, ricordi che restano
“And when I’m back in Chicago, I feel it, another version of me, I was in it”.
Il tempo passa, ma i ricordi restano. Ci sono luoghi che non dimenticheremo mai, che ci hanno reso ciò che siamo oggi. È così che Djo (pseudonimo di Joseph David Keery, cantante) parla di Chicago: una città che lo ha segnato e che porterà sempre con sè. Ogni volta che vi ritorna, è come se rivivesse ogni attimo. Il capitolo Chicago, per lui, si è chiuso tempo fa, ma continuerà ad avere un posto speciale nel suo cuore. Lì si sente diverso, come se vivesse una doppia vita: una vita fatta di cambiamenti e di spostamenti da un luogo all’altro; l’altra che si “scongela” ogni volta che torna nella sua città. Momenti, paesaggi, strade, persone: quell’atmosfera magica riporta il passato alla mente. Continua a leggere “Tempo che scorre, ricordi che restano”
L’attimo che non finisce mai
Quella di Amore e Psiche è una favola senza tempo, una storia sospesa tra razionalità e istinto, tra cuore e mente. Una delle leggende d’amore più affascinanti di sempre. L’opera di Antonio Canova si può ammirare al Musée du Louvre di Parigi, nella suggestiva Salle des Caryatides, dove il marmo bianco risplende di una luce che sembra eterna. In quel silenzio ovattato Amore e Psiche sembrano ancora respirare. Canova la scolpì nel 1793, nel pieno del Neoclassicismo. In un’epoca scossa da rivoluzioni e nuovi pensieri, la sua arte rispose con armonia, misura e bellezza. Ma non una bellezza fredda o distante: la sua materia vibra ma soprattutto vive. L’attimo è colto nel momento esatto in cui Cupido risveglia Psiche con un bacio, dopo averla salvata dal sonno mortale. Continua a leggere “L’attimo che non finisce mai”
Un mare di cellule sotto un cielo di musica
Tasti neri, tasti bianchi. Dita. Spartiti. Uno, due, tre! Gira pagina. Musica… Si aprono le danze! Milioni di cellule iniziano a vibrare, insieme, come in una coreografia non concordata. Un’unica frequenza: 432 Hz. Direttore d’orchestra è la Terra. Qualcosa di atavico risveglia un’antica Coscienza. È scritto nelle cellule, ed esse rispondono, dialogano, danzano. La musica prosegue e si eleva alta, oltre le orecchie e l’udibile, più in là del porticato, e ancora più su, più su! Oltre le nuvole. Una pioggerellina inizia a cadere, trasformandosi presto in scroscio rigenerante. Scendono dolci anche le lacrime. Seduta a terra, in contatto con la Madre, appoggio le mani sul pianoforte, accanto ad altre mani. Continua a leggere “Un mare di cellule sotto un cielo di musica”
Consigli di lettura: L’isola dell’aria di Patrizia Rigoni
Patrizia è un grande amica di questa redazione e di chi l’ha fortemente voluta; Patrizia è forse il motore immobile di questo progetto che ormai ha superato il primo lustro. Perché chissà cosa ne sarebbe della nostra cara Gazza, se non ci fosse stato quel primo laboratorio di scrittura al CRO, e poi il secondo e poi… Perciò scrivere una recensione del suo romanzo epistolare pare un’impresa veramente ardita. Come ardito è il suo tentativo di recuperare una relazione padre-figlia attraverso una serie di lettere postume. Botta e risposta, il lettore attraversa la vita familiare di Giò, la sua relazione conflittuale con il padre di cui peró, come spesso accade, da bambina era grande ammiratrice, le relazioni borghesi di una famiglia perbene in cui però ognuno ha i suoi segreti. Continua a leggere “Consigli di lettura: L’isola dell’aria di Patrizia Rigoni”
Quel che pensi tu diventi
Ho letto una ricerca secondo la quale ci vogliono ben 7 pensieri positivi per bilanciare l’effetto di un solo pensiero negativo. Certo non mi aspettavo una tale disparità, ero convinta che quanto meno se la giocassero alla pari. Riflettendoci appena un attimo però, devo ammettere che spesso mi è capitato di notare come l’effetto di un pensiero negativo durasse più a lungo di quello positivo, quasi che quest’ultimo fosse più volatile. La motivazione? Il caro, vecchio istinto di sopravvivenza. Fin dalla notte dei tempi l’essere umano reagisce istintivamente agli stimoli esterni che possono metterlo in pericolo, il corpo prepara automaticamente la risposta fisiologica secondo la regola del combatti o fuggi. Il nostro organismo inizia a produrre il cocktail perfetto per farci sentire dei guerrieri invincibili: adrenalina e cortisolo a livelli altissimi e siamo pronti per affrontare qualunque nemico. Continua a leggere “Quel che pensi tu diventi”
Chi ha paura del gatto nero?
Pippo è un gatto total black bellissimo, portamento maestoso, manto soffice, occhi verdi scintillanti e sguardo profondo. Pippo non è solo un gatto ma è un vero e proprio membro della mia famiglia. Il gatto nero è forse il più fascinoso tra i felini ma spesso la loro aurea mette inquietudine e molto spesso accusato di portare sfortuna. Infatti, in molte culture è visto come simbolo di cattiva sorte e malaugurio. La “giornata mondiale del gatto nero”, che si celebra il 17 novembre, nasce proprio come iniziativa per superare e combattere le tante superstizioni legate a questi meravigliosi felini. La data non è un caso: novembre perché è il mese più triste dell’anno e poi il numero 17 è legato alla sfortuna. Questa giornata è nata per cambiare il modo in cui, ancora oggi, in certi casi, vengono percepiti questi gatti, trasformandoli da simboli di sfortuna in emblema di meravigliose creature da amare e proteggere. Continua a leggere “Chi ha paura del gatto nero?”
La libertà della corsa
C’è qualcosa di magico quando inizio a correre: il mondo sembra dilatarsi e il corpo si libera dai pensieri pesanti. Ogni passo diventa un’opportunità per connettermi con me stessa, per trovare il mio ritmo e respiro. Senza nemmeno accorgermene, percorro chilometri, spinta dalla mente e dal desiderio di superare i miei limiti. Il vento tra i capelli, la musica nelle orecchie e il paesaggio lungo il percorso mi spingono a continuare, come in uno stato di flusso in cui ogni cosa scompare e si è completamente immersi nel movimento. Continua a leggere “La libertà della corsa”
San Luca
Nell’ultimo album di Cesare Cremonini, è contenuto un brano che mi piace molto: “San Luca”, cantato assieme a Luca Carboni. Un brano intimo e personale, la canzone descrive di uno di quei momenti di difficoltà nel quale ci siamo ritrovati tutti.
“Proprio oggi che era uscito il sole. Mentre gli altri se ne vanno al mare. Voglio stare da solo, così magari mi trovo…”
Nei momenti di smarrimento più profondi spesso si cerca un aiuto nella fede per trovare un conforto.
“… Quando non c’è nessuno che mi aiuta, vado a correre fino a San Luca, così magari mi trovo, in qualche sentiero nuovo, lì…”.
Continua a leggere “San Luca”
Che profumo ha l’amore?
Se vi chiedessi di chiudere gli occhi e vi chiedessi di immaginare un profumo, il primo che vi viene in mente che vi faccia stare bene, che vi riporti accanto ad una persona importante, mi piacerebbe sapere cosa rispondereste. Io fortunatamente di idee ne ho un bel po’! Sono figlia di un panettiere e, da quando il papà ha chiuso l’attività, fatico a comprare e mangiare pane: nessuno lo farà mai buono come il suo! Certo però che entrando in alcuni panifici e sentendo il profumo del pane appena sfornato sono immediatamente catapultata nel passato, nel laboratorio dove lo guardavo lavorare, dove lo ho aiutato tante notti, dove mi diceva di non mangiare il pane appena sfornato, dove quel profumo era casa, famiglia. Continua a leggere “Che profumo ha l’amore?”
Consigli di lettura: Le Otto Montagne di Paolo Cognetti
“Se il punto in cui ti immergi in un fiume è il presente, pensai, allora il passato è l’acqua che ti ha superato, quella che va verso il basso e dove non c’è più niente per te, mentre il futuro è l’acqua che scende dall’alto, portando pericoli e sorprese. Il passato è a valle, il futuro a monte.”
Pietro è un ragazzino di città, solitario e un po’ scontroso. La madre lavora in un consultorio di periferia, e farsi carico degli altri è il suo talento. Il padre è un chimico, un uomo ombroso e affascinante, che torna a casa ogni sera dal lavoro carico di rabbia. I genitori di Pietro sono uniti da una passione comune, fondativa: in montagna si sono conosciuti, innamorati, si sono addirittura sposati ai piedi delle Tre Cime di Lavaredo. La montagna li ha uniti da sempre, anche nella tragedia, e l’orizzonte lineare di Milano li riempie ora di rimpianto e nostalgia. Continua a leggere “Consigli di lettura: Le Otto Montagne di Paolo Cognetti”
I percorsi della memoria
Da qualche anno partecipo a una bellissima marcia che ripercorre alcuni dei luoghi del tristemente famoso disastro del Vajont. Il titolo è suggestivo: i “Percorsi della Memoria”; questa edizione ha raccolto 4500 partecipanti e si è svolta il 21 settembre. Secondo quanto si legge dal sito internet della marcia: “questa si sviluppa lungo tre tracciati di difficoltà e lunghezze diverse. La camminata non è competitiva e percorre tratti di strade interrotti o distrutti nel disastro del Vajont che collegavano la valle del Piave alla Valcellina, e antichi sentieri che sono stati le vie di comunicazione a piedi per le genti di Casso, Erto, Castellavazzo e Longarone. Continua a leggere “I percorsi della memoria”
Impronte ingannatorie
C’era una volta un verbo greco poco conosciuto. Un verbo con una lunga storia che ha lasciato dietro di sé tracce che fanno dubitare. Si tratta di ORMÁZO, letteralmente “seguire” ma anche “tifare, fare il tifo per”; insomma il verbo dei follower, se i social avessero raggiunto il monte Olimpo. Poche, dicevamo, le sue testimonianze, quasi come impronte fossili che incontri nella roccia sedimentaria solo con grandissima fortuna, un po’ di intuito e il resto lo fa la fantasia. ORMA è l’unico superstite ad oggi attestato di questa parola antica dal sapore magico: quasi un incantesimo, perché come le orme appaiono e scompaiono, lasciano tracce più o meno nitide a seconda del terreno su cui si imprimono, così anche questa azione sembra non aver voluto essere inseguita nel tempo. Continua a leggere “Impronte ingannatorie”
La ricetta del “PER TE”
George Bernard Shaw sosteneva: “Se tu hai una mela, e io ho una mela, e ce le scambiamo, allora tu ed io abbiamo sempre una mela per uno. Ma se tu hai un’idea, ed io ho un’idea, e ce le scambiamo, allora abbiamo entrambi due idee”.
Ho sempre pensato che avrei tramandato esclusivamente ai miei figli la ricetta del PER TE, invece oggi ci ho ripensato, perché nella condivisione c’è gratitudine e affetto.
Quando ero bambina trascorrevo le estati in montagna con mia nonna, la quale ogni sera prima di dormire preparava una tisana che era più che altro “una coccola”: raccoglieva in giardino alcune foglie di menta, di salvia, di erba cedrina e le faceva bollire insieme a mezzo limone. Continua a leggere “La ricetta del “PER TE””
Consigli di lettura: Sotto le strade di Londra – Kate Thompson
Una lettura adatta a chi, come me , crede nel potere salvifico dei libri, a chi vi si rifugia per estraniarsi dalla realtà, per fuggire alla routine e alla banale quotidianità. A chi adora esplorare e vivere nuove esperienze nelle vite degli altri. Londra, 1943. Quando la biblioteca in cui lavorava è stata distrutta dai bombardamenti, Clara non ha esitato: ha salvato quattromila volumi e cercato un posto sicuro in cui ricostruirla. Perché, quando intorno ci sono solo buio e morte, i libri possono essere la luce. E l’unico rifugio è il sottosuolo, dove le bombe non arrivano. Così dà vita alla sua biblioteca in un ramo morto della metropolitana. Continua a leggere “Consigli di lettura: Sotto le strade di Londra – Kate Thompson”
Stare
TV e telefoni sono pieni di spot di aziende di telecomunicazioni che ci invitano a stare sempre connessi. Giga illimitati e incredibile velocità di banda larga per poter scrollare tutto il giorno gli schermi dei nostri cellulari o non perdere neanche un minuto di lavoro dai nostri pc. Viviamo davvero in un mondo in corsa, in una società dove il fare conta più dell’essere: se non produci non sei utile, se invece lo fai, e lo fai rapidamente, sei da ammirare. Tutto e subito è sempre meglio di poco e lentamente. Eppure, quanto è fondamentale fermarsi ogni tanto a riprendere fiato? Quale ricchezza ci viene dallo “stare” anziché dal correre senza sosta? La parola “stare” deriva da un verbo latino che condivide la radice sanscrita “stha”, che significa “stare fermo”, “rimanere”, “esistere”, “essere presente”. Continua a leggere “Stare”
E…state insieme
…e poi Laura mi manda un messaggio per dirmi che ha un nuovo progetto da proporre. Dopo il grande successo che abbiamo ottenuto dai progetti da lei condivisi con noi, #quelledeibigliettinigialli sulla ginnastica del perineo sia in presenza che online mi sono subito incuriosita e ci siamo incontrate per sentire cosa aveva in testa. La proposta mi ha piacevolmente stupita ed ho subito chiamato le ragazze per raccontare anche a loro questa nuova bellissima idea. Inutile dire che la risposta è stata subito un unanime “SI”. Perché quello è proprio il nostro mood: regalare un sorriso agli altri! Sinceramente ho subito pensato che questa proposta avrebbe regalato qualcosa di più. Laura mi chiede se noi #quelledeibigliettinigialli saremmo disposte a sostenere un grest (centro estivo) inclusivo per bambini diversamente abili che, tramite un operatore dedicato, potessero vivere un’esperienza inclusiva e divertente con altri ragazzi e con loro, hanno il diritto di godersi l’estate. Continua a leggere “E…state insieme”
Le parole in soffitta
Di recente mi sono imbattuta in una pagina social che parla delle parole cadute in disuso. Sappiamo bene quanto la lingua che parliamo quotidianamente sia viva e in continua evoluzione, nuovi termini nascono ogni giorno e altri cadono nel dimenticatoio come conseguenza dei tempi che cambiano, delle esigenze diverse di comunicazione e della società che si evolve.
Da diverso tempo mi sono resa conto anche di quanti inglesismi utilizziamo per comunicare. Complice il linguaggio della tecnologia, videogiochi, informatica ecc. sembra che alcune parole inglesi centrino meglio il significato di ciò che vogliamo esprimere e in meno tempo. Continua a leggere “Le parole in soffitta”
Combatteremo all’ombra
Ci sono momenti in cui qualcuno ti si siede accanto, e il suo sguardo o le sue parole diventano importanti, molto più di quanto avresti mai pensato.
Basta poco per cambiare prospettiva: in piedi la vita ha un significato, seduti un altro,
sdraiati ancora un altro. Cambia con i suoni che ci accompagnano: una canzone, la
pioggia, o semplicemente il silenzio. Un silenzio che spesso dice più di mille parole.
L’altra sera, su un letto scomodo, ripensavo alla mia vita.
Accanto a me, nella mente, si è seduto Re Leonida, quello del film 300.
Mi guardava e diceva: “La paura è una compagna costante, ma accettarla ti renderà più forte.”
I suoi occhi cercavano i miei. Con parole semplici, voleva trasmettermi coraggio. Mi parlava delle Termopili, dei suoi uomini, del valore della forza interiore.
Continua a leggere “Combatteremo all’ombra”
Wanted: killer per tutti!
Se ci fosse la possibilità di stabilire una taglia su qualcosa che ci infastidisce, dopo la cimice asiatica, il caldo africano e disfare l’albero di Natale è probabile che molti proporrebbero la caccia agli agenti patogeni che minano ormai in ogni stagione il nostro sistema immunitario. Le malattie stagionali ormai stanno nello stesso armadio delle mezze stagioni: si diffondono per tutto l’anno senza limiti né confini, sicché di stagionale non hanno più nulla come il 100 grammi sotto la pioggia battente di “maggembre”. La buona notizia è che, anche se alla taglia ancora nessuno ha pensato, un rimedio all’influenza c’è; ironia della sorte, sta in dei killer: NK è il loro nome in codice. Linfociti già presenti nel nostro sistema immunitario, queste cellule sono in grado di rompere la barriera difensiva di cellule tossiche per il corpo in modo da indurne la morte. Continua a leggere “Wanted: killer per tutti!”
Quando il mondo iniziò a tremare
Tre parole: attacco di panico. Ecco il mostro che mi faceva visita ogni notte da quando avevo circa dieci anni. Una bambina sensibile. Così mi avevano sempre definita. E sì, sensibile lo ero. E lo sono tutt’ora. Ma forse, forse, questa sensibilità non è stata più una condanna. È vero, non mi ha reso la vita facile. Ma l’ha resa e la sta rendendo colorata, variopinta, accesa. Senza sensibilità non capterei le emozioni altrui, non entrerei in empatia con gli altri e non capirei nemmeno me stessa. A volte pensavo che questa mia indole mi rendesse fragile, ma se così non fosse? Ognuno ha le sue peculiarità. Ognuno ha pregi e difetti ma nessuno vale più o meno degli altri. Siamo tutti esseri umani, indipendentemente dal conto in banca, dalla quantità di gioielli, amici o familiari. Indipendentemente dal genere o dalle persone amate. Tutti valgono e tutti hanno un grande potenziale per splendere, nel buio dei tempi odierni. Quando il mondo iniziò a tremare, per me, fu una tragedia. Mi sentivo piccola di fronte ad un mondo così enorme da schiacciarmi, frantumare ogni singolo atomo del mio corpicino. Continua a leggere “Quando il mondo iniziò a tremare”
Consigli di lettura: La piccola bottega delle erbe di Francesca Costenaro
Divorato! Un libro che ti porta in un mondo con voglia di emancipazione e affermazione! Sophie può benissimo rappresentare ognuna di noi, con la sua tenacia, la sua astuzia, la sua voglia di conoscere. E’ il 1881 quando scopre in Regent Street una piccola, deliziosa erboristeria, il Little Herbalist Shop, che le appare come un antro magico. La titolare, Jane Godwin, sembra in grado di guarire ogni pena grazie ai suoi rimedi miracolosi. Sophie ne è incantata: Jane ha tutto quello che lei vorrebbe per sé, l’indipendenza finanziaria e di pensiero, la libertà di disporre della sua vita e dei suoi interessi. Sophie è ricchissima, figlia di un agiato mercante di spezie e tessuti, ma detesta la mondanità, i balli e i pettegolezzi. Continua a leggere “Consigli di lettura: La piccola bottega delle erbe di Francesca Costenaro”
Lettera
Tra i cantanti delle Emilia Romagna che ascolto di più c’è il maestro: Francesco Guccini. L’ho scoperto tardi, lo ammetto, ma è tra i cantautori che apprezzo di più in questo momento. I suoi testi sono poesie, di una capacità narrativa e sensibilità fuori dal comune. Tra le tante, scelgo “Lettera”. Canzone dedicata al creatore di una delle mie più grandi passioni adolescenziali: “Sturmtruppen”, che disegnavo sulla formica verdolina del banco di scuola.
La canzone è dedicata al suo amico Bonvi, deceduto mentre si recava al Roxi Bar di Red Ronnie, per vendere alcune sue tavole.
Canta la vita di un uomo nel susseguirsi delle stagioni, la narrazione è un insieme di scatti fotografici, in una scrittura che, se fosse pittura, chiamerei impressionista.
Continua a leggere “Lettera”
Limoner
Quante volte ti è successo che avresti voluto fare qualcosa ma non sempre sei riuscita a farla? Ecco il seguente articolo parla proprio di questo argomento. Spesso ci “autofermiamo” da soli senza rendercene conto o semplicemente non ci facciamo caso. Ci diciamo che non è il momento giusto, che economicamente non possiamo, quando staremo meglio lo faremo… ma il tempo passa inesorabilmente. Io credo che la natura abbia sempre tanto da insegnarci. Vi voglio raccontare la storia del limoner: è stato acquistato parecchi anni fa ed era in un bel vaso, rigoglioso e pieno di limoni. Li ha condivisi tutti, era il suo dono per noi. Continua a leggere “Limoner”
Quando la salute viene dal cuore
I tuoi sentimenti contano: abbine cura! La Dott.ssa Silvia di Luzio, affermata cardiologa, racconta infatti di come le buone emozioni, come l’amore, la gioia e la gratitudine, possano influenzare la nostra salute. In particolare, nel suo saggio “Il cuore è una porta” approfondisce l’effetto che esse hanno sulla regione cardiaca, riportando alcuni casi di guarigioni “miracolose” a cui lei stessa ha assistito. Magia? No, scienza. Nel libro infatti vengono trattate alcune interessanti scoperte svoltesi presso l’HeartMath Institute, in California. Tra tutte, sorprende leggere che il cuore non solo contiene cellule cerebrali (circa 40.000), ma che esso è dotato di un proprio campo elettromagnetico il quale diffonde informazioni nello spazio. Continua a leggere “Quando la salute viene dal cuore”
Il fascino delle auto d’epoca
C’è qualcosa nelle auto d’epoca che va oltre la meccanica, oltre il design. È una questione di anima. Ogni linea elegante della Mercedez 300 SL, ogni volante in legno di una Jaguar E-Type, ogni semplice ingranaggio e leva del cambio racconta una storia che profuma di un’altra epoca. Chi ha la passione per le auto d’epoca non desidera solo guidare: vuole viaggiare nel tempo. Amo il rumore dei motori che non cercano di essere silenziosi, amo la lentezza che ti costringe a goderti la strada, non solo a percorrerla. Amo il suono pieno e irregolare di una Porsche 356, il fascino intramontabile di una Mercedes-Benz 190 SL, la grinta elegante di una BMW 507 Roadster. Una Fiat 500 degli anni ’60 ti insegna a rallentare, una Alfa Romeo 8C 2300 ti fa ascoltare ogni vibrazione, ogni battito del motore. Continua a leggere “Il fascino delle auto d’epoca”
Niente ci fa
“Niente ci fa” tipico intercalare siciliano che va a braccetto con un bel sospiro e un’alzata di spalle, si usa tutta le volte che la sfortuna passa a trovarti e ti succede qualcosa di spiacevole. È una buona dose di ottimismo, è saper vedere il bicchiere mezzo pieno, è guardare in faccia la sfiga e passare oltre. “Niente ci fa” è una delle frasi, se non la frase, che più mi ripeteva mia nonna. Ricordo ancora che da bambina, quando combinavo un guaio e lo raccontavo a mia nonna, lei mi guardava con gli occhi pieni d’amore e mi diceva “niente ci fa”, ma dietro a queste poche parole c’era molto di più. C’era “piccola mia, non ti preoccupare, tutto si aggiusta”. Con gli anni quella frase è cresciuta insieme a me e anche quando i piccoli guai sono diventati più grossi c’era sempre essa a ricordarmi che ce l’avrei fatta e che avrei superato tutto. Continua a leggere “Niente ci fa”
Buon primo compleanno!
Dolce Filippo,
ti abbiamo cercato e sei arrivato subito. Forse noi, increduli, non eravamo ancora pronti. Ma tu ci avevi scelto, eravamo pronti per te. Sei cresciuto dentro la mia pancia, facendoti spazio nel mio corpo e nei nostri cuori. A maggio ti ho sentito per la prima volta: bollicine di vita che fluttuavano leggere. Poi sono arrivati anche i calci e i pugni per papà. E intanto la nostra casa cambiava forma per te. E intanto i nostri pensieri ruotavano tutti attorno a te, alla vita “dopo”. Mentre aspettavamo, superata la data prevista, l’impazienza per l’inizio di quella nuova vita era quasi insopportabile. Continua a leggere “Buon primo compleanno!”
Consigli di lettura: Galeotto fu il collier, Andrea Vitali
Considero i romanzi di Vitali come una lettura “svuota mente”, una garanzia di puro relax e divertimento. Ne ho letti parecchi e devo dire che anche questo ha tenuto fede alle mie aspettative. Per questo motivo quando la mia amica Bruna, che abita proprio dove lo scrittore ambienta le sue storie, me lo ha regalato, ho deciso di tenerlo per le vacanze. Il paesino di Bellano e gli altri piccoli comuni del lago di Como sono il teatro degli intrecci e dei misteri che vi accompagneranno in questa avventura. Continua a leggere “Consigli di lettura: Galeotto fu il collier, Andrea Vitali”
Spesso il bene di scrivere ho incontrato
Ho sempre adorato le parole, fin da quando da infante la mamma canticchiava vecchie canzoni e il papà per farmi addormentare recitava brani a memoria de “I promessi sposi” o varie poesie. Ho adorato scrivere fin da quando ho appreso i primi ideogrammi e come si teneva in mano la penna. Ho riempito diari, quaderni, agende, calendari con impressioni, emozioni, pensieri, riflessioni, sogni e, sì, anche qualche pettegolezzo. Mi sono dilettata anche con qualche poesia ma con poco successo! Poi un giorno la malattia è arrivata e da quel giorno, per un anno intero e più, le pagine della mia agenda sono rimaste bianche. Scrivere non era più una necessità, ora mi ero gettata nel leggere le storie degli altri, di sognare viaggi strepitosi: di evadere. Così quando dalla biblioteca scientifica del CRO mi hanno proposto di partecipare al concorso “Scriviamoci con cura” e raccontare la mia storia di malattia ho esclamato: “Non ce la farò mai! Ora il mio rifugio sono le parole degli altri, le mie non trovano più la strada”. Continua a leggere “Spesso il bene di scrivere ho incontrato”
A Pordenone il primo Bookstop del FVG
Il libro sbarca al Polo tecnologico di Pordenone, in una formula inusuale, ovvero attraverso un distributore del tutto simile a quelli utilizzati per cibi e bevande. Accanto a bibite e snack sarà dunque possibile acquistare, per €9,50, brevi saggi a tema viaggio. L’iniziativa è della casa editrice Ediciclo in collaborazione con una nota azienda della distribuzione automatica. Un presidio di lettura volto a conquistare nuovi lettori e lettrici in contesti insoliti. Non solo un distributore ma bensì un mezzo di diffusione culturale, un modo per dedicarsi una pausa caffè alternativa e sicuramente uno spunto di conversazione nei momenti di aggregazione. Continua a leggere “A Pordenone il primo Bookstop del FVG”
Consigli di lettura: Contro. Dieci storie minime di sport, di Paolo Patui
È un libro che di minimo ha davvero poco: il numero dei racconti, dieci, che puoi leggere in due giorni di ospedale o altrettanti di convalescenza; la grafica di copertina: due colori, un’esile silhouette che tira in una porta stilizzata e nulla più; il macro tema, lo sport, che potrebbe allontanare lettori di gusti diversi. Ma è un libro che di minimo non ha niente altro. Dieci racconti che spaziano nel tempo e nello spazio, nelle stagioni e nelle epoche: si parte con una accaldata colonia estiva al mare per arrivare ad una preparazione ciclistica di un anno, un anno davvero particolare, il 2019; si parla di allunaggio e di Brigate Rosse, del G8 e dei movimenti operai. Continua a leggere “Consigli di lettura: Contro. Dieci storie minime di sport, di Paolo Patui”
Fermarti ogni tanto. Il mondo non crolla.
C’è una voce dentro di noi che spesso ci accompagna più di ogni altra, una voce che ci critica, ci incalza e ci ricorda costantemente cosa manca: la nostra. È una voce che abbiamo imparato a riconoscere come “normale”, ma che in realtà ci consuma. È quella voce che nasce da conflitti impliciti e messaggi culturali che associano il valore personale ai risultati ottenuti. È quella voce che ci dice di non essere indulgenti e di non abbassare l’asticella, di dimostrare sempre qualcosa a qualcuno. Eppure, in mezzo a tutto il nostro caos, c’è sempre una voce, più silenziosa, ma anche più utile. È quella della gentilezza verso sé stessi. Continua a leggere “Fermarti ogni tanto. Il mondo non crolla.”
L’energia circolare
Tutti gli amanti dei libri e gli appassionati di lettura hanno sicuramente una libreria ben fornita. E immagino che, come me, li abbiano suddivisi a seconda dell’importanza. Io ad esempio ho messo al centro, in posizione super favorita, quelli preferiti, l’autore del cuore, gli intoccabili. Appena sopra c’è l’area della conoscenza, dispense di corsi fatti, testi dedicati alla crescita personale, spiritualità, grandi saggi e psicologia. Segue quella dei viaggi con le varie guide che ho preso prima di qualche partenza e le esperienze dirette di viaggiatori che ho avuto il piacere di conoscere. In fondo, in posizione svantaggiata, i dimenticati, quelli che per un motivo o per l’altro sono lì, perché – non sia mai! – un libro non si butta, ma a dirla tutta non mi sono piaciuti. Continua a leggere “L’energia circolare”
Fiori sul ciglio della strada
Ogni tanto capita di soffermarmi ad osservare la natura, è incredibile come la forza dirompente della vita sia in grado di far nascere un fiore anche tra le crepe dell’asfalto o dentro la fessura di un muro, nell’indifferenza totale dei passanti. Secondo me i fiori che spaccano il cemento sono lì per ricordarci che ce la si può fare sempre, anche quando nessuno ci crede e la situazione risulta complicata. Sono ribelli, resistono al vento, alle intemperie e al sole cocente, hanno radici aggrappate saldamente al suolo, sono estremamente coraggiosi e con orgoglio guardano verso l’alto invitandoci a “considerarli”.
Continua a leggere “Fiori sul ciglio della strada”
Chi fermerà la pioggia?
Lo senti il tuono lontano?
Il Signore della Guerra sta annunciando la sua venuta.
Lui cammina lentamente, è grasso e goffo
e si fa sempre precedere dal vento e dalla pioggia.
Non lo puoi vedere.
Dove lui è già passato rimane solo un grande uccello nero
che volteggia in un silenzio eterno.
Ha fame, ha sempre molta fame di morte e di distruzione.
Quando è sazio ride compiaciuto e dimentica subito di aver già mangiato.
Lo senti il tuono? È vicino, tra poco sarà qui.
Ho freddo, stammi vicino, il vento mi taglia la pelle,
la pioggia fitta mi impedisce di vederlo arrivare.
I bambini tremano nei loro rifugi, hanno occhi profondi e pieni di lacrime.
Continua a leggere “Chi fermerà la pioggia?”
Consigli di lettura: Uno spritz con Jane Austen di Federica Nardon
Sarà che son veneta e che adoro leggere, ma questo titolo è stato un connubio perfetto per farmelo acquistare all’istante. Si lo so “NON DEVO COMPRARE LIBRI!” ma poi ci ricasco sempre! La storia ambientata a Venezia ha come sfondo amicizia, amore, delusione e sogni. Tre amiche: Atalanta, Vale e Silvia che si radunano in un salotto quasi ogni sera passandosi un calice enorme, chiamato Mr. Big, mentre si confidano e parlano delle loro avventure in un mondo che ormai sembra impermeabile non solo ai valori ma anche ai sentimenti. Continua a leggere “Consigli di lettura: Uno spritz con Jane Austen di Federica Nardon”
Il diario delle vacanze
Se anche a voi, come a me, la maestra o la professoressa ha mai dato come compito estivo una pagina di diario da scrivere ogni giorno… Se anche a voi, come a me, capita di avere un’agenda sempre fitta, in cui gli appuntamenti spesso devono essere ricollocati per non accavallarsi gli uni sugli altri come le onde del mare in burrasca… Se anche a voi, come a me, l’odore della libertà profuma di gelsomino, e la luce dell’estate è quella fresca del mattino di giugno; se anche per voi, come per me, il tempo dei sandali è già una conquista di serenità, allora questa è la puntata della Rubrica delle Parole del Sole giusta. Continua a leggere “Il diario delle vacanze”
Prima di amare gli altri, impariamo ad amare noi stessi
“È davvero possibile amare gli altri se prima non impariamo ad amare noi stessi?”. Per quanto mi riguarda, la risposta è no.
Questa riflessione nasce dalla convinzione che l’amore per sè stessi sia il primo, imprescindibile passo per poter costruire delle relazioni sane e durature, sia a livello romantico che non. Amarsi non è un percorso semplice: richiede impegno, dedizione, e soprattutto, coraggio. Per vivere in modo autentico, ognuno di noi deve imparare a conoscersi. Non si tratta di reprimere le proprie fragilità ed insicurezze, ma di prenderne coscienza. Continua a leggere “Prima di amare gli altri, impariamo ad amare noi stessi”
Droni e intelligenza artificiale
Ne sentiamo sempre più parlare, i telegiornali quasi quotidianamente ci parlano di loro: attacco di droni alle postazioni di questo o quel paese.
Ma in realtà il loro utilizzo non ha sempre quella finalità. In Germania si sta sperimentando un sistema di droni con una finalità ben diversa.
In alcuni boschi tedeschi sono state installate delle piccole cupole che, grazie ad un sistema di rilevamento della temperatura, umidità ed biossido di carbonio, vengono attivate in modo del tutto automatico quando questi valori si modificano e possono essere correlati ad un incendio.
Continua a leggere “Droni e intelligenza artificiale”
Esercizi di scrittura
Parola d’ordine
Sperimentare.
Già, ma che cosa?
Ma che domande!
Varie tecniche di scrittura.
È ovvio.
E così
ricopio sul mio quaderno
l’elenco
delle varie tecniche
di scrittura
e scopro che
grazie al dialogo intermittente
con te
le ho sperimentate
(quasi) tutte. Continua a leggere “Esercizi di scrittura”
Consigli di lettura: Chiudi quella c***o di bocca di Dan Lyons
Il titolo è dedicato a tutti coloro che, appena pronunciata una frase, si rendono conto che sarebbe stato meglio stare zitti, ma oramai il danno è fatto. L’autore di questo libro parla in prima persona della sua esperienza, di come il fatto di dire tutto ciò che gli passava per la testa lo abbia più volte danneggiato sia nel lavoro che nella vita privata. La sua tendenza ad essere un chiacchierone compulsivo si è presto tramutata in una sorta di disturbo di cui prendersi cura. Il talkaholic, così definito dalla scienza, è l’impulso a parlare senza lasciare spazio agli altri, dimenticando l’ascolto e l’importanza del dialogo con il risultato di diventare antipatici e allontanare gli altri. Continua a leggere “Consigli di lettura: Chiudi quella c***o di bocca di Dan Lyons”
Consigli di lettura: Tatà di Valérie Perrin
Letteralmente catturante, un vortice che ti trascina tra le pagine e ti tiene incollato. un romanzo che esplora i segreti familiari attraverso la storia di Agnès, la quale scopre che la zia Colette, creduta morta da tre anni, è deceduta solo recentemente. Ma allora chi c’è nella sua tomba? E perché per tre anni Colette ha fatto credere a tutti di essere morta? È l’inizio di un’indagine a ritroso nel tempo. Continua a leggere “Consigli di lettura: Tatà di Valérie Perrin”
Libertà
Per gli appassionati lettori solitamente l’estate si associa all’idea delle piacevoli letture sotto l’ombrellone: libri leggeri, che permettano di svagarsi dalle fatiche quotidiane. Rientrando anch’io nella categoria, ero pronta a perdermi tra le pagine di un romanzo rosa, invece quest’anno, un po’ per caso, un po’ per scelta, mi sono ritrovata tra le mani un libro diverso, una lettura tutt’altro che disimpegnata: “La ferrovia sotterranea” dello statunitense Colson Whitehead. Dello stesso autore avevo già letto “I ragazzi della Nickel”, che racconta la storia di un giovane afroamericano condannato a scontare una pena detentiva in un riformatorio giovanile della Florida degli anni Sessanta. “La ferrovia sotterranea” in realtà precede “I ragazzi della Nickel” e tratta anch’esso della storia del popolo afroamericano; in questo caso, però, siamo nel XIX secolo e protagonisti sono due schiavi che tentano di liberarsi dalle loro piantagioni nel sud-est degli Stati Uniti attraverso una rete di itinerari segreti e luoghi sicuri, la “ferrovia sotterranea”, appunto. Continua a leggere “Libertà”
La cassetta delle lettere per i cari estinti
Come accade spesso il mercoledì vado a pranzo dallo zio, è da poco passata la Pasqua e lui mi porge un bel pacchetto con un regalo, eh già, sono troppo grande per l’uovo al cioccolato. Il pacchetto nasconde un libro “La cassetta delle lettere per i cari estinti”, leggo il titolo a voce alta e subito lo zio mi dice che non devo farmi ingannare dal titolo, che si tratta di una storia simpatica e anche profonda. Rientro a casa e inizio a leggere incuriosita da questo romanzo scritto da un’autrice di Pordenone e ambientato proprio in questa città. Continua a leggere “La cassetta delle lettere per i cari estinti”
Perché visitare la Sardegna
Hai bisogno di una vacanza dove dimentichi tutto? Tipo dove metti le scarpe, cosa significa “deadline” o anche solo che giorno è? Allora la Sardegna fa al caso tuo. Non ti serve molto: un costume, un paio di vestiti, delle scarpette da roccia (se ti piacciono le spiagge rocciose e selvagge come me), una macchinetta fotografica e la voglia di rallentare. E il resto lo fa lei: la Sardegna. Appena arrivi, ti accoglie un profumo inconfondibile: mirto, sabbia calda e la salsedine di un mare cristallino. Continua a leggere “Perché visitare la Sardegna”
Consigli di lettura: La piccola libreria sul Tamigi di Frida Skyback
…e poi dal nulla diventi l’unica erede di uno stabile a Londra al cui piano terra é collocata una piccola e caratteristica libreria. La tua vita é appena andata in pezzi e l’ultima cosa che ti ci voleva era proprio prendere un aereo dalla campagna svedese per andare a risolvere questa spiacevole situazione. É così che la vita di Charlotte cambia e la mette davanti a scoperte, relazioni, scelte in un susseguirsi di piacevoli e strani risvolti. Davvero una piacevole lettura che ci farà capire che ci sono cose che capitano per rendere tutto più bello.
Marta Santin
Visita Torino perché…
Sono di parte lo so, ma oggi voglio elencarvi alcuni buoni motivi per passare “a trovarmi”.
Se Torino fosse una pizza sarebbe indubbiamente una quattro stagioni:
– ELEGANTE COME LA PRIMAVERA – in questo periodo una passeggiata al Parco del Valentino ti conduce all’interno di un quadro impressionista dove puoi trovare famiglie che fanno i picnic sull’erba, gente in bicicletta, studenti sdraiati a leggere sul prato, e il verde tenero delle nuove foglie sugli alberi crea un’atmosfera davvero meravigliosa. E se ti piace leggere non dimenticarti che questo è il periodo del Salone del Libro!
Continua a leggere “Visita Torino perché…”
Luoghi da visitare per lasciarsi sorprendere
Chi ama viaggiare è sempre pronto a partire. Che sia per una vacanza, una gita fuori porta o un paio d’ore ad un evento poco importa, il senso è quello della scoperta, della bellezza, della novità. La scelta della meta spesso è figlia del desiderio di vedere con i propri occhi qualcosa di noto. Per me, ad esempio, andare a Madrid significava poter ammirare Guernica dal vivo, la famosa opera di Picasso. Oppure safari ed avventura in Kenya, o le spiagge cristalline della Sardegna. Ma è ciò che non ti aspetti a darti le emozioni più belle, a restarti nel cuore. Continua a leggere “Luoghi da visitare per lasciarsi sorprendere”
Radio libere
Il 1° gennaio 1975, grazie al trasmettitore da 22 watt realizzato dal radioamatore Marco Toni, nasceva Radio Parma, indicata da molti come la prima radio libera italiana: l’emittente rompeva gli indugi e iniziava un’avventura che dura ancora oggi.
La data di nascita ufficiale di questa nuova stagione della comunicazione in Italia è, una volta tanto, certa: 28 luglio 1976. Quel giorno una sentenza della Corte di Cassazione sancì la legittimità delle trasmissioni private, purché in ambito locale. Fino ad allora, tutte quelle radio sparse nel Paese e tutti quei popolarissimi disc jockey erano stati, né più né meno, dei fuorilegge.
Da quel giorno parole, idee e le musiche più stimolanti iniziarono a correre e ad arrivare ai giovani grazie alle radio libere. Continua a leggere “Radio libere”
Consigli di lettura: Spizzichi e bocconi di Erri De Luca
Siamo quello che mangiamo: mai frase risulta meglio indovinata per sintetizzare quanta parte abbia il cibo nel corso della nostra esistenza. Mangiare non consta solo nell’atto di nutrirsi: significa appartenere al luogo dove ci si sfama, carpirne gli umori, le essenze, la storia, gli influssi sui popoli e sulle persone che quel cibo hanno prodotto, coltivato, curato, spesso inventato di sana pianta, per soddisfare il più elementare dei bisogni primari. Un libro molto simpatico e carino scritto a quattro mani. Continua a leggere “Consigli di lettura: Spizzichi e bocconi di Erri De Luca”
Che sarà Venezia?
Venezia è sicuramente una delle mie città preferite e averla a poca distanza è una vera fortuna. Non so perché, ma per anni non ci sono stata: forse, la troppa vicinanza la rendeva una meta scontata e sempre snobbata per raggiungere destinazioni più lontane. “Tanto a Venezia ci posso andare quando voglio” senza rendermi conto che quel “quando voglio” si traduceva in un mai. Negli ultimi anni ho riscoperto questa meravigliosa città, ricca di scorci incredibili, mai uguale, e mi sono ritrovata a visitarla spesso, anche più volte durante lo stesso anno, vivendola totalmente e assaporandone ogni angolino. Il week end a Venezia con le mie amiche in giallo è diventata ormai una tradizione, in occasione della “Su e Zo per i Ponti”, che ci regaliamo per stare insieme e distribuire sorrisi e bigliettini gialli e portare sole anche nelle giornate grigie. Continua a leggere “Che sarà Venezia?”
Lo sport come strumento di inclusione: il Baskin
Qualche settimana fa sono stata invitata ad assistere a una partita di baskin, uno sport inclusivo e aperto a tutti. Non conoscevo le regole e, anzi, davo per scontato che fossero uguali a quelle del basket. Mi sbagliavo: mi si è aperto un mondo.
Ciò che mi ha colpito di più è stato vedere come tutti i giocatori venissero inclusi nel gioco, mettendo in risalto le loro potenzialità. I protagonisti sono ragazzi con disabilità, spesso impossibilitati a compiere determinate azioni. Il baskin, però, non si ferma davanti alle difficoltà: cerca di valorizzare ogni giocatore, puntando su ciò che sa fare meglio. Chi, per esempio, è un buon tiratore, si occuperà del tiro da fuori. Ogni giocatore ricopre un ruolo (in totale sono cinque) definito dalle sue competenze motorie. Continua a leggere “Lo sport come strumento di inclusione: il Baskin”
Perché visitare Roma
Lo ammetto! Gioco una partita già vinta.
Io ebbi la fortuna di fare il servizio militare proprio nella città eterna, in perfetta assonanza al periodo di leva: eterno anch’esso.
Sinceramente fui felice di appartenere al primo corpo militare d’Italia ed il più antico: i Granatieri di Sardegna ma, soprattutto, che questo fosse a Roma.
Roma va visitata, perché non ha rivali al mondo, non esistono città che attraversano i secoli e ne portano orgogliosamente le tracce come lei. Roma è troppo in tutto, un negozio sterminato dove ti rendi conto che hai più cose in vendita di quelle che potrai mai vedere.
Continua a leggere “Perché visitare Roma”
L’anima dei luoghi
Ci sono luoghi nei quali, non appena ci “cadi dentro”, ti senti subito catapultato lontano. Nello spazio, nel tempo. Nel mondo, con le persone. Sarà certamente capitato anche a voi di aprire una porta, svoltare l’angolo di una strada, calpestare un sentiero e, improvvisamente, sentire di non essere più lì, in quel momento, ma ritrovarsi come 26 anni fa, davanti ad un ascensore che si apre e fa stringere il cuore, o in un letto di ospedale a combattere. Tirare una maniglia e ritrovarsi davanti una piccola bottega che sa di pane e che dentro ha mille ricordi, anche se ora, al di là di quella porta, c’è un vuoto enorme e il vecchio forno è stato smantellato. Essere catapultati nella cucina dove la nonna Alba faceva il croccante semplicemente perché, passando di fronte ad una pasticceria, se n’è percepito appena appena l’odore. Continua a leggere “L’anima dei luoghi”
Caro commissario ti scrivo
Cara collega, caro collega,
ho incontrato la tua quinta per pochi giorni e già ho provato il desiderio di conoscerli ancora un poco. Sono arrivata con molte preoccupazioni: documenti da visionare, programmi svolti, chissà su quali testi, oddio anche Pasolini… E poi tutto è tornato come nella mia di quinta: i saluti di rito, i fogli protocollo e il dizionario sul banco. La prima prova, sudatissima, e lunghissima… Chissà come l’avranno fatta? Loro, e i miei… Chissà che traccia avranno scelto, i miei? Il calendario degli orali è stato pubblicato solennemente e solennemente loro si sono presentati: chissà chi glielo avrà detto che dovevano presentarsi in camicia e bianca per di più, perché quando poi son venuti a sentire l’orale degli altri, vestiti secondo lo stile personale, molti han saputo essere anche più belli. Continua a leggere “Caro commissario ti scrivo”
Consigli di lettura: Un viaggio al mese di Martina Massai
140 pagine, una copertina allettante, il titolo che mi cattura subito. Il consiglio di leggere questo libro mi arriva da una persona che oramai considero assolutamente fidata per questo genere di cose. Lo leggo proprio durante un viaggio, convinta di finirlo in un paio di giorni, con entusiasmo. Invece.. rimango sorpresa. Fatico a far scorrere le pagine, mi fermo spesso, mi mette in agitazione, sento quasi una sensazione di fastidio.. che strano. sì perché mi aspettavo un libro di viaggi e avventure, da cui prendere ispirazione e che mi appassionasse. Questa invece è la storia di Martina, una ragazza insoddisfatta della propria vita, che cerca la realizzazione di sé e si rende conto di essere bloccata in una vita che la soffoca e la rende infelice. Continua a leggere “Consigli di lettura: Un viaggio al mese di Martina Massai”
Parabola esistenziale
Sono una persona semplice. Semplice ma complessa. Semplice ma allo stesso tempo dotata di mille sfaccettature. La mia vita è stata burrascosa già dalla tenera età, quando pensando ai grandi problemi che il mondo doveva (e deve) affrontare mi sentivo così piccola e impotente che il panico mi rapiva: mi faceva tremare e sudare le mani, mancare il respiro e accelerare i battiti del mio cuoricino. Sono sempre stata una persona sensibile. La natura per me è stata, fin da quando ero piccola, sacra come un tempio, un tesoro di cui bisogna prendersi grande cura. Crescendo ho mantenuto questa mia sensibilità ma in più notavo che le emozioni che provavo le percepivo tanto intensamente e ogni volta che qualche sentimento si faceva strada nei meandri della mia mente il mio battito aumentava e la testa mi girava. Avevo paura di essere abbandonata e quindi mi isolavo per prevenire la delusione di vedere andarsene un’altra persona. Poi con l’aumentare dell’età la mia mente è diventata sempre più particolare e complessa. Continua a leggere “Parabola esistenziale”
s’ciao ([ˈst͡ʃao])
La parola ciao è la più comune forma di saluto amichevole e informale della lingua italiana. Essa è utilizzata sia nell’incontrarsi, sia nell’accomiatarsi, rivolgendosi a una o più persone a cui si dà del tu. Un tempo diffusa soprattutto nell’Italia settentrionale, è divenuta anche di uso internazionale. In riferimento ai bambini, “fare ciao” indica un gesto di saluto ottenuto aprendo e chiudendo la mano o agitando la mano. “Ciao” è anche un’espressione metaforica e informale per indicare la fine sicura di qualcosa (es. “si è stancato della moglie e ciao”). “Ciao” è entrato nella lingua italiana solo nel corso del Novecento. Continua a leggere “s’ciao ([ˈst͡ʃao])”
101
Mi piace fantasticare e immagino che chi, in qualche modo, avrà occasione di leggere questo articolo, avrà modo di conoscere la nostra Gazzetta e l’obiettivo con cui viene scritta. Molte volte mi sento un po’ come una “calamita” e mi rendo conto che attorno a me spesso ci sono persone che vivono con entusiasmo. Penso sia una caratteristica in parte innata e in parte coltivata, anche ascoltando le parole di uno dei miei idoli. Per una questione di “energie” probabilmente si finisce per attirare i propri simili. Continua a leggere “101”
Tipi di faro
Ci sono i fari. Costruzioni imponenti che grazie ai loro segnali luminosi aiutano i naviganti a seguire la rotta, segnalano punti pericolosi o fungono da riferimento. E poi ci sono le PERSONE faro. Tutti noi abbiamo una persona faro, quella che ci è accanto nei momenti in cui ne sentiamo più bisogno, quella che ascolta senza parlare, quella che ci sostiene senza chiederlo, quella che vede la parte migliore di noi e ci aiuta a tirarla fuori, quella con cui parliamo senza pensare, quella che ci aiuta a brillare. Qualcuno nasce persona faro, qualcun altro lo diventa durante il proprio percorso di crescita personale, altri lo sono sempre stati anche se non ne sono consapevoli. Continua a leggere “Tipi di faro”
La magia della notte di San Giovanni
La notte di San Giovanni avviene tra il 23 e il 24 giugno e celebra il solstizio d’estate, momento in cui il sole raggiunge il suo punto più alto, portando energie positive e potenti per realizzare desideri e intenzioni. Sono molti i riti e le leggende legati a questa notte, che variano nelle diverse zone d’Italia ed hanno origini antiche che uniscono sacro e profano, magia e spiritualità, suggestione e mistero. Si narra che in questa notte il mondo divino sfiori quello umano e che tutti gli elementi della natura, in particolare fuoco e acqua, vengano investiti da poteri miracolosi ed ogni cosa diventi possibile. Le erbe bagnate dalla rugiada acquisiscono virtù curative e protettive, grazie all’influsso della luna. In diverse aree del Friuli, queste erbe vengono raccolte e utilizzate in modi unici. Eccovi le tradizioni più diffuse: Continua a leggere “La magia della notte di San Giovanni”
Consigli di lettura: Siamo scritti a matita di Fausto Brizzi
Alfredo sembra inventarsi una storia piena di colpi di scena per raccontare alla moglie Betta, malata di Alzheimer, la loro vita passata che lei purtroppo, non ricorda più! Lo scrittore riesce davvero ad attaccare alle pagine il lettore e a condurlo davvero voracemente alla fine. Davvero una buona narrazione che si snoda tra una storia d’amore dolce e sincera e aneddoti da spy story.
Marta Santin
La felicità
La felicità è una cosa semplice, ma come tutte le cose semplici la si complica a tal punto che trovarla sembra sia un’impresa impossibile. È talmente preziosa che non la si può trovare ovunque, e nelle cose troppo semplici. È talmente preziosa che non la si può trovare senza essersela sudata e aver fatto tanta fatica. E pensando così la felicità non la si trova mai. Non c’è nulla di più sbagliato penso io: la felicità è banale, è semplice è gratis. Preparando delle lezioni sull’imperativo mi imbatto in questi 21 consigli per essere felici, e con piacere li condivido con voi: Continua a leggere “La felicità”
Odium parit mortem, vitam progignit amor
L’odio produce morte, l’amore genera vita. Esiste un luogo in Friuli Venezia-Giulia dove questa scritta campeggia su un’urna in legno e bronzo. È un luogo particolare. Ubicato in una terra che ha visto nei corso dei secoli varie dominazione e contese: italiani, austriaci e popolazioni slave, contesero queste terre. Alternandosi nel corso degli anni a cavallo tra ‘800 e il ‘900. Ricordo che l’albergo dei miei nonni, a Gorizia, era edificato su tre piani, uno cosiddetto degli “italiani” uno degli “austriaci” uno degli “sloveni” perché le sopraelevazioni avvennero in periodi differenti, nella quale la città passò tra una dominazione ed un altra.
Il monumento Ara Pacis Mundi, fu eretto nel dopo guerra nel 1951 da l’architetto milanese Mario Baciocchi, sul colle che sovrasta Medea (Go).
Nella sua camera ipogea vi è un’urna che raccoglie le zolle di terra provenienti da vari luoghi: cimiteri di guerra nazionali e stranieri, campi di sterminio, vi sono anche custodite delle ampolle contenenti l’acqua del mare proveniente dai luoghi dove furono affondate alcune navi e più in generale da molti luoghi dove trovarono la morte migliaia di persone. Sono custodite le terre raccolte anche dei conflitti più recenti: Nassirya (Iraq), Libano e Afghanistan. Presto nuova terra verrà aggiunta.
Il monumento sta a simboleggiare il dolore che ogni guerra porta con sé senza distinzione tra vincitori e vinti, perché non c’è vittoria che potrà alleviare il dolore, non c’è vittoria che ridarà la vita a chi l’ha persa.
Non c’è vittoria che giustificherà mai questo dolore.
Vida “Baudasch” Michele
La moto diventa un messaggio di forza e unità
Ho partecipato per la prima volta al Distinguished Gentleman’s Ride a Treviso, e ancora sento il rombo nel cuore. Non solo quello dei motori, ma quello delle emozioni condivise lungo un percorso che è andato ben oltre l’asfalto. Eravamo in tanti: eleganti, fieri, ma soprattutto uniti. Uomini e donne in sella alle proprie moto, spinti da uno desiderio comune: sostenere la salute mentale degli uomini e la ricerca sul cancro alla prostata. Un filo invisibile ci teneva uniti, fatto di sorrisi, pacche sulle spalle, sguardi complici sotto le visiere sollevate. Il tragitto che ho percorso in moto sembrava un viaggio nel tempo, ma anche un modo per liberare la mente dopo ogni curva. Continua a leggere “La moto diventa un messaggio di forza e unità”
Consigli di lettura: La bibliotecaria di New York di Marie Benedict e Victoria Christopher Murray. Letto da Marta e Monia.
Essere una donna afroamericana negli Stati Uniti del primo novecento non è cosa facile. I pochi diritti conquistati con tanta fatica dagli attivisti, e le leggi emanate a tutela della comunità nera dopo l’abolizione della schiavitù, vengono man mano rettificate, ritirate, cancellate. Ma spesso quando si ha un sogno e grande perseveranza nulla ci può fermare. E così che Belle Marion Greener, figlia del primo uomo di colore laureato ad Harvard, impegnato attivamente nella lotta per i diritti civili dei neri, come venivano chiamati all’epoca, diventa Belle da Costa Greene, dalle origini portoghesi inesistenti ma sufficienti a giustificare il colore olivastro della sua carnagione. Questa è la storia di una donna potente, influente e ammirata dall’alta società newyorkese. Curatrice e assistente personale del grande JP Morgan, uno dei più potenti finanzieri dell’epoca e grande collezionista di opere d’arte e rari manoscritti. Con un grande segreto da custodire per poter essere giudicata solo per le proprie capacità e non per le sue origini. La storia di una donna importante rimasta dimenticata che le autrici hanno voluto riportare alla memoria con questo appassionante romanzo storico.
Monia Rossi
A soli vent’anni, Belle da Costa Greene viene assunta da J.P. Morgan, uno dei più ricchi finanzieri al mondo, per curare la collezione di manoscritti, libri rari e opere d’arte di proprietà del magnate. In poco tempo Belle diventa un punto di riferimento dell’alta società newyorkese e una delle figure più influenti nel mondo dell’arte e della cultura. Organizza mostre ed eventi mondani, è in contatto diretto con commercianti, case d’asta e studiosi sia in America che in Europa. Il suo gusto è considerato impeccabile. Ma Belle ha un segreto, che deve proteggere a tutti i costi: non è nata Belle da Costa Greene, ma Belle Marion Greener. È la figlia di Richard Greener, il primo nero laureato a Harvard, distintosi come attivista per la difesa dei diritti civili degli afroamericani. Il colore della pelle di Belle, quindi, non è legato – come tutti credono – alle sue origini portoghesi, ma africane. Negli Stati Uniti del primo Novecento, ancora profondamente razzisti, anche una donna potente e affermata come Belle sarà costretta a custodire il suo segreto, per continuare a fare quello che ama, Un libro che racchiude sogni, voglia di emancipazione, diritti umani e vittorie. Vittorie che però costano sacrifici importanti quali la verità.
Marta Santin
Diamoci un taglio
Sì, lo so: nell’immaginario comune abbandonare un progetto o un’esperienza non è considerato virtuoso; il coraggio di proseguire oltre le difficoltà è segno di tenacia e determinazione, di resistenza e forza morale. Eppure ci sono certe situazioni in cui darci un taglio è la cosa giusta da fare. Come infatti un bel taglio di capelli non solo porta benessere e senso di rinnovamento ma anche fortifica la chioma, anche una decisa potatura nelle relazioni e nelle situazioni può giovare in più direzioni. Quando l’esperienza che stiamo vivendo non ha più le caratteristiche della gioia e dell’entusiasmo, quando si esauriscono o si spengono subito le idee e le risorse che pensiamo di poterci dedicare, quando la salute è minata dalla tossicità di ciò che ci circonda e la dignità è ridotta a dei signorsì, allora è veramente il momento di voltare pagina. Continua a leggere “Diamoci un taglio”
Caro commissario ti scrivo
Caro commissario esterno,
la scuola sta finendo, gli Esami di Stato si avvicinano. I ragazzi di quinta del nostro istituto (di tutti, probabilmente) si aggirano per i corridoi inquieti: c’è fermento per la festa di fine anno, c’è confronto sulle magliette di classe che stanno preparando per sé e per i loro insegnanti, ma c’è anche una preoccupazione latente, quella per una maturità tanto nominata e ormai prossima a compiersi. Tra di loro ci sono anche i miei alunni, che a breve incontrerai anche tu. Non li conosco da molto tempo, ma abbastanza per averne compreso le caratteristiche essenziali. C’è quello ansioso (sono molti così, in realtà) che ha studiato tantissimo durante l’anno e che pensa all’Esame di Stato come ad un mostro pronto a succhiare via le sue ultime energie; c’è quello che è rimasto a galla tra i cinque, i sei, forse qualche sette per rimediare e che ora sente di essere arrivato al banco degli imputati, non troppo pronto per il processo; c’è quello sicuro di sé, quello a cui sembra di avere ancora moltissimo tempo a disposizione, quello che si concentra già sul “poi”, perché a luglio ci sono i TOLC e bisogna prepararsi per accedere all’università. Continua a leggere “Caro commissario ti scrivo”
La casetta
Cos’è per te la casetta? Ti posso raccontare cosa rappresenta per me la mia. È un luogo sicuro dove posso ritornare dopo qualsiasi attività che mi porta lontana da essa, per lavoro, sport o tempo libero.
Quando torno a casa trovo ad aspettarmi le mie due cagnette, Indy e Mila (sono mamma e figlia). Posso anche aver avuto dei momenti poco piacevoli ma, quando entro, loro mi accolgono sempre energiche e con la loro esuberanza mi rendono felice e serena. La casetta è di colore giallo come il sole e durante la primavera e l’estate ha il giardino riempito con piante e fiori. Continua a leggere “La casetta”
Mare
Il corpo è abbandonato,
disteso sulle assi di un pontile
alla ricerca del contatto totale.
Gli occhi scrutano furtivamente
nel cielo notturno
alla ricerca di improvvise scie di fuoco
lasciate da stelle cadenti.
Le luci confuse della costa
illuminano disordinatamente i miei pensieri.
Piccole onde si infrangono a riva
subito avidamente inglobate dal mare.
Nettuno è un padre – padrone.
Mare così apparentemente calmo,
irresistibile richiamo di mitologiche sirene,
pare chiamarmi a sé.
Mare così spaventosamente nero e immenso
capace di inghiottire uomini e cose
per poi ritornare tranquillo e rassicurante,
pare volermi spaventare. Continua a leggere “Mare”


































































































