Il profumo delle mele assente

Quel sabato entrai nella piccola cucina. Il pavimento era come sempre pulito a dovere nel suo modesto e opaco seminato. Pochi i mobili: la credenza con le ante smussate a tondo, grossolanamente verniciate e riverniciate, la cucina economica che asciugava l’umidità dei muri in sasso, il vecchio tavolo in massello e le quattro sedie in formica azzurrina, il frigo con la grossa maniglia cromata e la radio accesa, “per fare compagnia”.
Capii subito che mancava qualcosa, nonostante i mobili e le suppellettili fossero davvero pochi.
Nonno era seduto al suo posto a capo tavola, di fronte alle finestre. Nonostante l’età e gli acciacchi, aveva ancora gli occhi furbi e vispi, come i miei compagni di scuola. Era così, mani grosse e ruvide che si contrapponevano ad un grande cuore. Mi porgeva sempre qualche banconota di piccolo taglio (anche se non ne aveva mai molte nel piccolo taccuino in pelle), di nascosto dalla nonna, per comprarmi le caramelle.
Fu in quel momento che vidi il cesto in vimini sopra il tavolo. Era vuoto. Ecco cosa mancava quel giorno, il profumo delle mele. C’erano sempre le mele a casa dei nonni: “una mela al giorno leva il medico di torno”. Ci credevano davvero.
La porta scricchiolò dietro di me. Percepii l’aria più fresca provenire dal soggiorno, portava con sé anche il profumo delle mele appena comprate. Ora era davvero tutto a posto. Ero tranquillo. “Ciao nonna! “
Lei sorrise, aveva appena visto il suo tesoro. ” Vien qua che te struco”.
Il profumo delle mele è il ricordo della mia infanzia e dei miei nonni. Quando lo sento sono con me.

Michele Vida “Baudasch”.

Credits: Pixabay

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