Comunicazioni stradali

Vi è mai capitato di guidare su una strada che “parla”?
Recentemente, mentre percorrevo un tratto di strada appena riasfaltato, ho sentito un rumore strano e ho subito pensato di avere un problema alle gomme. Orecchie tese all’ascolto e velocità ridotta: quello che sentivo era più un suono, un lamento, sembrava quasi il canto di una balena, prolungato, continuo, affascinante. Mentre rimuginavo sul da farsi e la mia mente si focalizzava sull’immagine di Dori che parla il balenese, il suono di colpo scompare e la via ritorna ad essere quella di sempre, buche comprese.
Era quel nuovo manto stradale a “parlare” dunque! E non c’era neanche tanto da stupirsi. Quante volte essa, presenza costante e silenziosa del nostro vagare quotidiano, ha ascoltato i nostri pensieri volare leggeri sulle note cantate a squarciagola nelle giornate inondate di sole? E quante volte ha raccolto le nostre riflessioni più cupe, in quelle notti così buie in cui la distanza illuminata dalle luci dei fari sembrava essere tutto ciò che riuscivamo a vedere della nostra intera esistenza, indicandoci pazientemente la via di casa?
Ne avrebbero ben di cose da dire le strade!
La volta in cui sono uscita letteralmente di strada, finendo col parcheggiare la mia affezionata auto nel bel mezzo di un vigneto di prosecco, per fortuna senza gravi conseguenze per me ma irrimediabili per lei, era lì a dirmi che non solo avevo perso la strada ma anche la rotta, la bussola, che era arrivato il momento di fermarsi e ritrovare il percorso giusto perché non era più possibile andare avanti così.
Tecnicamente non esiste un asfalto parlante, ne esistono di drenanti, di rugosi, di ecologici, di colorati, di fono assorbenti, ma una miscela sonora non è mai stata messa a punto. La spiegazione ufficiale è che la risonanza sia dovuta a una serie di stratificazioni necessarie per livellare il manto stradale e che vada via via scomparendo nel tempo.
Onestamente spero che questo succeda il più tardi possibile, mi piace iniziare la giornata con quel “wuuuooooouuuooooo” che mi da il buongiorno e a cui io, ovviamente, mentalmente rispondo.
E se un giorno arrivando trovassi ad accogliermi soltanto un triste silenzio?

Monia Rossi

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