Prendila con leggerezza!

“Chissà cos’avrà pensato!”. “E se non avesse capito quello che volevo dire?”. “Perché si è rivolto a me con quel tono? Cosa avrà voluto farmi intendere?”.
Alzi la mano chi spesso e volentieri si ritrova a fare questi pensieri durante o in seguito alle situazioni più disparate. Io alzo la mano, sgomito per farmi spazio e mi metto in prima fila fra “quelli che si fanno problemi per tutto”. Un’espressione per indicare coloro che vivono come se ogni cosa dovesse avere un peso definito e riconoscibile, preferibilmente grande.
Quante volte mi è capitato di invidiare quelle persone che riescono a ridere di tutto, ritenendo importante un numero così esiguo di cose da non preoccuparsi quasi di nulla. Così sì, mi dicevo, che si vive tranquilli! Quelli sì che campano cent’anni!
Testimonianze della fondatezza di queste riflessioni non ne ho ancora avute, ma con il tempo ho imparato che dare il giusto peso a ciò che ci capita è un ingrediente fondamentale per evitare di crearci pressioni anche laddove non ce n’è assolutamente bisogno. Ricordo la prima volta che mi sono imbattuta nella citazione “Prendete la vita con leggerezza, che leggerezza non è superficialità, ma planare sulle cose dall’alto, non avere macigni sul cuore” (la quale, per inciso, non appartiene a Italo Calvino, come spesso si crede). Subito ho immaginato le maestose creature del cielo, che scendono in terra abbassandosi a poco a poco, fino a toccare il suolo senza quasi fare rumore, come se non avessero peso.
Questo significa essere leggeri, lievi. Non precipitarci a credere che quello che abbiamo detto o non detto, fatto o non fatto, possa di per sé essere un problema che per due notti non ci farà dormire e su cui continueremo a rimuginare fino a quando non sapremo di aver riparato al “danno”. Leggerezza è analizzare volando in discesa, prendere consapevolezza, assimilare, acquisire sicurezza e liberare il cuore dai pregiudizi, toccando terra con piede fermo, stabile.
Quello per cui ci siamo preoccupati aveva davvero così tanta importanza? Il nostro è stato un errore irrimediabile? Prendiamo un bel respiro, scendiamo con volo lento, affidiamoci alla forza di gravità e atterriamo con grazia. Avremo forse più chiaro il valore delle circostanze.
Che poi, credetemi, la maggior parte delle volte in cui pensiamo di aver fatto una brutta figura o di essere stati fraintesi, gli altri non se ne sono nemmeno accorti!

Francesca Tamai

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