Nutrimento

Siamo ciò che mangiamo, ma anche ciò che leggiamo e ciò che ascoltiamo. A volte mi chiedo, chi sono allora? Di cosa mi sto nutrendo?
Amo i dolci, amo il cibo e il bon vino, amo l’arte e la bellezza in tutte le sue forme: cangianti. Grande fan del turismo culturale ed enogastronomico, penso sempre di più che il nutrimento migliore, il motore che ci aiuta ad andare avanti nella vita, sia proprio quello della bellezza e del gusto per la vita e per il buon cibo.
Muriel Barbery, autrice de “L’eleganza del riccio”, ha scritto un libriccino intitolato “Estasi culinarie”, il cui protagonista è un critico gastronomico. Vi è un passaggio che descrive la sensazione che si prova quando si mangia un dolce e che trovo appropriato: “Nessuno di noi aveva più fame, ma è proprio questo il bello del momento dei dolci: tutta la loro raffinatezza si coglie solo quando non li mangiamo per placare la fame, solo quando l’orgia di dolcezza zuccherina non soddisfa un bisogno primario, ma ci ricopre il palato di tutta la benevolenza del mondo”.
Sarebbe bello che quest’”ebrezza di dolcezza” ci accompagnasse ogni volta che guardiamo un paesaggio, approfittiamo di una chiacchiera con un’amica, di un momento in compagnia o della sana solitudine. Quando non cerchiamo disperatamente di colmare una fame insaziabile ma scegliamo di nutrirci di quella dolcezza zuccherina che, in qualche modo, ci riappacifica con il mondo e con noi stessi perché ci nutriamo di ciò di cui abbiamo veramente bisogno. E’ proprio vero che quando qualcosa non serve, serve davvero.

Alice Colussi

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