Profumo di glicine

Oggi l’aria profuma di glicine, adoro la primavera, le giornate si allungano, il sole si fa più caldo, lo percepisco, mentre con i suoi raggi mi accarezza la pelle. Gli alberi fioriti danno quel tocco di colore a tutto ciò, che fino a un attimo prima, era grigio e spoglio. Api e farfalle svolazzano allegramente sui prati, provocando in me un impellente bisogno di stare all’aperto.
Quante stagioni ho visto passare senza riuscire a fermarmi un attimo ad assaporarne fino in fondo il senso. Il senso di cogliere da una cosa semplice come un tramonto, un’alba, un’emozione. Presa dalla frenesia della quotidianità davo per scontato quanto la natura potesse rivelarsi affascinante. In continua lotta contro il tempo non mi accorgevo di quanto potesse scorrere inesorabile. Poi, un ad un tratto, tutto è cambiato.
Il giorno in cui mi diagnosticarono il tumore, lo ricordo come fosse oggi. Era un pomeriggio di settembre. Fu la chiamata da parte del medico a suscitarmi un certo sospetto, ci teneva troppo a darmi l’esito di persona. Il presagio di una cattiva notizia era nell’aria, ma sentirlo dire a voce fu tutta un’altra storia. Dopo la sentenza, una burrasca di stati d’animo invase il mio cuore a lungo, ma lui continuava a battere senza freno. Quasi prepotente! Voleva essere ascoltato e prevalere sul caos totale.
È stato allora che ho capito che qualcosa doveva mutare.
Mi sono ritrovata così a navigare in acque sconosciute, propensa a cercare luoghi del mio io più profondo di cui non ero a conoscenza, addentrandomi verso alcune parti di me fino ad allora inesplorate per remore di trovare chissà che.
Durante il mio viaggio il mare è stato spesso inquieto e impetuoso, quasi a volermi remare contro. Essere il capitano solitario della nave si è dimostrato piuttosto faticoso, tenere il timone e mantenere la rotta non una cosa di poco conto. Approdare a riva si è rivelato meraviglioso. Ad attendermi ho trovato una strana pace, tale da riuscire a farmi comprendere il vero significato di star bene con me stessa.
Perché avevo così tanta paura prima?
È incredibile come si viva credendo di essere intoccabili, non si pensa mai che alcune cose possano capitare a noi finché non capitano, ma perché dobbiamo necessariamente aspettare un avvenimento critico per comprendere chi siamo e cosa vogliamo? Normalmente tendiamo a costruire attorno a noi una realtà basata su delle sicurezze, cerchiamo di tenere tutto sotto controllo e basiamo la nostra vita su degli stereotipi che noi stessi ci imponiamo, questo è successo a me. Ma poi ho capito quanto tutto fosse poco importante, ho assaporato il valore del tempo, prima non ne avevo mai. Ho fatto i conti con la mia paura, trovandomi faccia a faccia con essa, la potevo quasi toccare, sfiorare, l’ho accolta e lasciata andare e dopo sono stata libera, nulla poteva fermarmi.
Perché a volte è così ti si rompe un equilibrio e ti si aggiusta tutto il resto.
Non aspettate che sia un impercettibile istante a mutare la vostra vita, siate voi a cambiare ogni attimo della vostra esistenza, siate ciò che volete. Non è mai tardi per ricominciare, lo sentite anche voi questo profumo di glicine?
Eleonora Brun

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