Buon compleanno

Nel mese di settembre dello scorso anno prendeva avvio questa rubrica, nata dall’intuizione di uno dei nostri correttori e sviluppata e sostenuta da redattori amanti delle parole, che ne hanno indagato l’etimologia e il significato più profondo. Quanti termini meravigliosi possediamo per poter parlare di noi!
Con questo numero della Gazzetta vogliamo festeggiare il primo anno di vita della rubrica delle parole e, per farlo, non c’è vocabolo più adatto di “compleanno” (e dei suoi sinonimi).
In questi mesi abbiamo scoperto che il latino e il greco ci hanno regalato tantissimi termini che arricchiscono il nostro vocabolario e che, in alcuni casi, rendono più forbite le nostre conversazioni; la parola “compleanno”, invece, deriva dallo spagnolo e significa letteralmente “compiere l’anno”, cioè concluderlo. Infatti, sebbene per gli eterni giovani sia difficile da accettare, quando diciamo di aver compiuto, ad esempio, cinquant’anni, quell’età è già finita e si è entrati nell’anno dei cinquantuno. Simile è l’accezione di “anniversario”, indicante, questa volta per derivazione latina, il volgere dell’anno.
Non tutti i sinonimi del compleanno, però, fanno riferimento a qualcosa che finisce: “genetliaco” (dal greco gignesthai, “nascere”) e “natalizio” (dal latino natalis, “che riguarda la nascita”) insistono proprio su ciò che di nuovo sta per nascere. Nessuno dei due è utilizzato spesso per fare gli auguri, ma entrambi suggeriscono che, quando compiamo gli anni, dovremmo pensare a festeggiare la vita che va avanti più che rimpiangere quella che è ormai trascorsa.
A dirla tutta, i quattro termini che abbiamo preso in considerazione possono essere tutti letti in chiave positiva. Pensate al Capodanno: quando si avvicina, siamo presi dalla fretta di fare bilanci e di scrivere propositi per l’anno che verrà. Perché lo facciamo? Perché quando qualcosa sta per finire sentiamo il bisogno di interrogarci su come sia andato, di guardare dentro noi stessi, ma vogliamo anche rincuorarci che il futuro possa essere più gentile, se abbiamo sofferto molto, o sperare che possa rivelarsi ancora migliore, nel caso in cui tutto sia andato bene. Possiamo fare lo stesso quando arriva un compleanno, un anniversario, un genetliaco, un natalizio: festeggiare un anno compiuto, guardandoci indietro, e celebrare la nascita di quello che sta per prendere avvio, perché in fondo, se inizia, significa che la vita sta andando avanti e possiamo ancora esprimere desideri soffiando sulle candeline.

Francesca Tamai

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