dimmi come leggi… ti dirò come scegli

Su che cosa sia l’intelligenza, abbiamo tutti intuitivamente un’idea.
Qualcuno pensa che intelligente sia il compagno di banco occhialuto che studia anche le note a piè pagina; qualcuno ammira l’intelligenza di chi se la cava in ogni occasione (anche quando non ha studiato manco il prescritto); qualcuno richiede agli intelligenti conoscenze dettagliate su ogni campo dello scibile umano, qualcun altro ritiene che sia importante sapere dove reperire tali informazioni destreggiandosi nella ricerca.
Forse pochi conoscono profondamente il significato di questa dote umana. Perché pochi di noi sanno andarci dentro: anche l’intelligenza, come l’intuizione, è una capacità penetrativa della mente. Leggere a fondo, leggere dentro le cose. E scegliere: perché il verbo LEGO in latino significa prima di tutto “raccogliere, scegliere” (da qui per esempio l’italiano “florilegio”, raccolta) e poi anche “leggere, studiare”.
Sicché INTELLIGENTE è chi raccoglie e sceglie come l’ape di fiore in fiore: non chi si ingozza di qualsiasi lettura o diffonde qualsiasi informazione ma chi fa della cultura il suo stile, proprio perché colto, raccolto, prescelto.
Ecco perché le neuroscienze oggi riconoscono diversi tipi di intelligenza: accanto alla facoltà razionale e speculativa, si riconosce la capacità dell’intelligenza emotiva o di quella musicale per dire con quante modalità siamo in grado di percepire e raccogliere l’esistente.
Chissà se anche per le intelligenze artificiali vale lo stesso discorso…
Elisa Parise

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