Sono un ragazzo D.S.A.

Una volta ci chiamavano pigri, perché eravamo lenti nel fare i compiti. Oppure ci mettevano a fare pagine e pagine di esercizi, per la “bella” grafia che non migliorava mai. Alle volte eravamo gli “stupidi della classe”, perché invertivamo i numeri o le parole. Qualcuno ancor oggi strappa i nostri disegni perché non sono “belli” come quelli dei nostri compagni di scuola, o veniamo derisi, perché coltiviamo il sogno di diventare dei programmatori: una scuola che, secondo loro, non finiremo mai perché “troppo impegnativa”.
Lo ammetto, per me alcune cose sono difficili: quando ero piccolo non ho sperimentato una tappa evolutiva, la scelta della mia mano preferita. Era la destra. Non so perché! Mio padre era destro, mia madre pure, perché io sarei dovuto essere mancino?
Tutto nasce da lì e mi ritrovo ad avere l’occhio dominante sinistro, ma la mano dominante è la destra e tutto si complica. Per questo faccio fatica, tanta fatica. Le studio tutte, ma io non riesco a mirare, la mia mano non va dove c’è quel quadratino da barrare, o quel punto da mettere. Trovo stratagemmi. Continua a leggere “Sono un ragazzo D.S.A.”

Il peso del silenzio

Avete presente quando tutto intorno a voi è un vociare festoso e costante? Quando le voci amiche riempiono le vostre giornate, i vostri vuoti, i vostri momenti?
Certo, non c’è nulla di più bello! Ora immaginate che, per una futile casualità, un litigio, una discrepanza di idee o più semplicemente il desiderio di staccare la spina e stare un attimo in disparte, si spengano queste voci e vi troviate nel più totale silenzio. Avete presente quanto pesa quel silenzio? Riempie ogni attimo, ogni istante, ogni vuoto. Continua a leggere “Il peso del silenzio”

Strapazzami di coccole

Avete avuto una pessima giornata. A colazione avete rovesciato il caffè sul piano induzione, in ufficio vi hanno assegnato un lavoro da svolgere insieme al collega più antipatico, a pranzo avete macchiato la camicetta con il sugo di quei pessimi spaghetti della mensa, al supermercato il cassiere vi ha trattati malissimo e sì, a casa si sono scordati di fare quelle poche cose che avevate chiesto fossero svolte prima del vostro rientro. Avete avuto proprio una pessima giornata. Non ne è andata dritta nemmeno una. Ma eccolo che arriva, quel messaggio che vi salva dallo sprofondare nel baratro della rassegnazione. Continua a leggere “Strapazzami di coccole”

Consigli di lettura: Resto qui di Marco Balzano

Alzi la mano chi non ha ammirato la foto dell’amico motociclista con alle spalle il lago verde e il campanile che svetta imperioso al centro dello specchio d’acqua. Il romanzo di Marco Balzano è l’altra faccia della medaglia: la storia di ciò che sta sotto la superficie di quella foto. Curon e Resia, la vita lenta dei contadini, i masi e i prati sepolti per sempre sotto l’avanzare impetuoso del progresso. La scrittura è rapida ed incalzante, forse meno attenta di altri romanzi dello stesso autore, ma la vicenda appassionante e avvincente. Continua a leggere “Consigli di lettura: Resto qui di Marco Balzano”

La Viola

Se ti chiedessi “cosa ti riporta a quando eri piccolo?”, cosa diresti?
Rispondo io per te: tante cose. Ma se qualcuno ti rimandasse indietro nel tempo? Ti racconto una storiella : C’era una volta un panificio, in cui tutto iniziò. Era abbastanza vicino a casa mia, quindi i miei genitori, anche se non ero proprio grandissima, mi mandavano lì a prendere il pane.
L’ho fatto per diversi anni poi sono diventata una giovane donna, ho cambiato casa e sono andata ad abitare in un’altra zona della città. Ogni tanto mi ricapitava di passare quasi per caso davanti al panificio e mi tornavano in mente alcuni momenti dell’infanzia. Ma si sa, la vita scorre veloce e così non sono più entrata in quel luogo.
Un giorno di non tanto tempo fa mio papà mi telefonò, dicendomi: “Sono andato a prendere la Viola, il tuo pane preferito”.
Rimasi inizialmente stupita ma molto incuriosita, così mangiai il pane tutto d’un fiato in una pausa pranzo. Il ricordo che avevo di quella fragranza, era immutato ; aveva ancora il gusto di buono di una volta, tanto da rimandare i miei pensieri indietro nel tempo, quando passeggiavo da casa mia al panificio per comprarlo.
A proposito, oggi è giovedì!! Scusate vi lascio perché è il giorno in cui fanno la Viola. Vado a comprare il mio pane preferito e pranzerò con quello. Buoni ricordi emozionanti a tutti. Chissà se tra di voi c’è qualcuno a cui piace la Viola e vorrebbe correre a comprarla.

Katiuscia Salmaso

La leggenda del filo rosso

La leggenda del filo rosso è un’antica credenza orientale che racconta come le anime gemelle siano legate da sempre e per sempre da un filo sottilissimo, legato al mignolo della mano sinistra oppure, secondo alcune versioni, alle caviglie. Il filo rosso del destino unisce in maniera indissolubile due persone a dispetto di differenze di età, di ceto sociale, di luogo di nascita o di residenza: è un legame indistruttibile, insomma, più forte di tutti e di tutto. Il rosso è eleganza, passione, ricercatezza, pazienza, forza, tenacia, emozione, fascino, serenità, desiderio, silenzio, gioia, volontà, il rosso è dei papaveri, delle fragole, del cuore, del sangue, il rosso, il filo rosso è il legame indissolubile che lega per sempre l’amore con la VITA perché senza amore la vita è veramente poca cosa.

BVS!❤️

Andrea Spessotto

Questione di fortuna

Stella gestiva la tipografia di famiglia assieme al marito, una delle aziende storiche del paese tramandata, assieme alla passione, di generazione in generazione.
Lei di talenti ne aveva molti, uno dei quali era diffondere la buona sorte. Quasi ogni giorno si recava, infatti, con la sua amata cagnolina a passeggiare nel parco vicino a casa e, puntuale come l’alba e il tramonto, appena puntava gli occhi a terra esclamava “guarda: un quadrifoglio!”
Una bella fortuna, direte voi, di quelle che capitano raramente. Per lei invece sembrava che fosse una sorta di benvenuto. Appena spostava gli occhi un po’ più in là, infatti, ne trovava subito un altro, e poi un altro e un altro ancora. Quasi che fossero loro a farsi vedere da lei. Continua a leggere “Questione di fortuna”

Ballo coi lupi

Lo sguardo profondo di due occhi di ghiaccio che sanno entrarti dentro e leggerti l’anima. Un amore puro quello con Diana, la mia lupacchiotta: un amore che non credevo mai di poter provare. Lei mi ha insegnato cosa sia la fiducia, la cura ed il rispetto. Un rapporto in costante evoluzione che si alimenta giorno dopo giorno e si traduce in un lento divenire di un qualcosa di unico e raro. Un rapporto di profonda reciprocità dove nessuna è mai superiore all’altra. Sto leggendo un libro, dal titolo “Donne che corrono coi lupi”, che parla delle caratteristiche che le donne hanno in comune appunto con i lupi, curiosi di sapere e profondamente intuitivi, possiedono forza e resistenza, spirito di adattamento, coraggio, sanno essere giocosi, dimostrano devozione; interessante poi notare come entrambe le due specie siano da sempre state perseguitate.
Continua a leggere “Ballo coi lupi”

Lezione di storia

Nella scuola di Barbiano, un giorno maestra Caterina portò in classe un aggeggio assai strano. Una specie di cubo color grigio topo, con al centro una ruota bucherellata e dei numeri che andavano dall’uno al nove, più lo zero. La maestra lo posò sulla cattedra indicandolo agli alunni. “Buongiorno bambini, oggi vi ho portato un oggetto particolare. Sapete dirmi di cosa si tratta?”. Per alcuni era un orologio, per altri una calcolatrice. Entrambe le opzioni fecero sorridere Caterina, che spiegò: “Questo è un vecchio telefono”. “Un telefono!? – ripeté incredulo Nicola – e come si fa a portarselo in giro?” Stavolta la maestra scoppiò in una fragorosa risata. “Nicola caro, non si tratta di uno smart phone, ma di telefono fisso, una sorta di nonno tecnologico degli attuali cellulari. Si teneva in casa, in soggiorno oppure in camera, e ruotando la ghiera si componeva il numero di una persona cara e ci si parlava insieme, sempre che il destinatario fosse a sua volta in casa. Questo in particolare, però, non è un telefono normale, bensì un apparecchio magico! Grazie ad esso, infatti, ciascuno di voi oggi potrà chiamare e parlare con un personaggio storico famoso a propria scelta. Che ne dite? Non è forse fantastico?” Gli alunni fissarono la maestra stupefatti e increduli. “Forza – li incitò – chi vuole iniziare per primo?”.
Continua a leggere “Lezione di storia”

Consigli di lettura: Domani, domani di Francesca Giannone

Salento, 1959. Lorenzo e Agnese hanno perso tutto. E lo capiscono quando, con gli occhi tristi che si porta dietro da una vita, il padre annuncia di aver venduto il saponificio di famiglia, un’eredità che lui ha vissuto come una condanna. Per Lorenzo e Agnese, invece, quella fabbrica che il nonno ha creato dal nulla, che profuma di talco, di essenze floreali e di oli vegetali, e che occupa ogni loro pensiero, era la certezza di un presente sereno e la promessa di un futuro da tracciare insieme, uniti. Quindi l’idea di rimanere lì come semplici operai sotto un nuovo, arrogante padrone è devastante per entrambi. Continua a leggere “Consigli di lettura: Domani, domani di Francesca Giannone”

Sei tutti i limiti che superi

Questa è una lettera aperta che ho scritto un po’ di tempo fa, in un momento in cui sentivo il bisogno di curare l’anima attraverso la scrittura, e che ora sento di voler condividere.
Ci sono momenti della vita in cui tutto gira al contrario, i problemi si accumulano, le difficoltà aumentano, i pensieri diventano sempre più cupi. A volte sono giornate, a volte sono lunghi periodi che sembrano non avere mai fine. Carissimo 2022: devo dire che mi hai dedicato parecchia attenzione in questo senso, anche troppa per i miei gusti. Ce la stai mettendo tutta nel non farmi mancare le preoccupazioni, le tensioni, le brutte notizie continue e costanti, le giornate da dimenticare e le notti insonni e tormentate. Continua a leggere “Sei tutti i limiti che superi”

Passione

Quando penso a questa parola mi viene in mente quella amorosa, quella che ti travolge nei momenti più intensi. Ma oggi non vi voglio descrivere quest’emozione, che rimarrà in una sfera privata. Voglio parlarvi di quel fuoco che sentite dentro quando meno ve lo aspettate, come quando state leggendo un articolo su un nuovo argomento ed ecco che si insinua nel vostro cervello un’idea; il vostro cuore inizia a palpitare ed in men che non si dica siete presi da questa nuova avventura.
Continua a leggere “Passione”

Cactus

Mi piace ascoltare interviste, leggere biografie, chiacchierare con la gente (soprattutto gli anziani) e molte volte osservare i comportamenti (soprattutto dei bambini e degli adolescenti) senza che i diretti interessati nemmeno se ne rendano conto.
La curiosità è una qualità che mi caratterizza, e spesso amo soffermarmi per capire i comuni denominatori fra le persone.
Nessuno è perfetto: in base alle persone che incontriamo alcune caratteristiche vengono particolarmente messe in luce e altre in ombra.
Continua a leggere “Cactus”

21 settembre: Giornata Internazionale della Pace

“Dove fanno il deserto, lo chiamano pace”. La prima volta che mi imbattei in questa frase, ne rimasi molto colpita. Ero al liceo e stavamo studiando l’Agricola di Tacito, uno dei più grandi storici latini, vissuto a cavallo tra il primo e il secondo secolo dopo Cristo. Nel contesto degli scontri tra Romani e Britanni, il generale calèdone Calgaco conclude con queste parole un discorso ai suoi soldati finalizzato a motivarli alla resistenza. La critica è rivolta all’imperialismo dei nemici romani, predatori disposti a tutto pur di conquistare il mondo. Nel tempo la locuzione è diventata celebre ed ha iniziato ad essere utilizzata come strumento di denuncia contro le guerre: qualunque sia il motivo che le innesca, gli effetti collaterali che producono sono devastanti. Continua a leggere “21 settembre: Giornata Internazionale della Pace”

Le pagine bianche del nostro libro

Atelia era solita girare per le vie dei borghi storici delle città d’Italia. Preferiva sempre viaggiare da sola, per aver la possibilità di studiare ed osservare le meraviglie dei nostri paesi e poter godere pienamente di ogni singola bellezza in tutta tranquillità. In quel momento si trovava davanti ad un’antica libreria e guardava incuriosita gli innumerevoli libri usati che erano stati messi alla rinfusa fuori dal negozio. Stava per prenderne in mano uno quando ricevette un messaggio sul suo telefonino. Atelia non riuscì nemmeno a finirlo che gli occhi le si offuscarono dalle lacrime che stavano cominciando a scorrere veloci. Tutto ad un tratto lo sconforto prese il sopravvento in lei; ciò che aveva sempre sognato, i suoi desideri, i suoi programmi, sarebbero stato cancellati da una singola, brutta notizia.
Continua a leggere “Le pagine bianche del nostro libro”

E tu, cosa fai nel tuo tempo libero?

Settembre. Ed è già l’inizio di un nuovo anno. Sono oltre 7 milioni gli studenti in Italia che, accompagnati da un esercito di docenti precari, di ruolo, neo immessi e chi più ne ha più ne metta, si accingono a varcare le soglie degli istituti di ogni ordine e grado delle Penisola. Come i pastori di D’Annunzio, docenti e discenti migrano verso le aule, spesso in formazione di sciame vociante, a volte sommessamente uno alla volta, il capo chino sulle orme di passi che si vorrebbero diretti altrove; poco dopo il suono della famigerata campanella gli schieramenti sono di nuovo ordinati: di qua e di là della cattedra, in ordine silenzioso, l’appello pone inizio alla serie alfabetica dei giorni. A che cosa vanno incontro? Scuola. Continua a leggere “E tu, cosa fai nel tuo tempo libero?”

Rosso

Ti porto nel mio rosso, in quel rosso che è simbolo del sangue che scorre nelle vene e dell’energia vitale, quel rosso che simboleggia la forza di volontà, quel rosso sinonimo di forte passionalità, di grande personalità e di fiducia in se stessi e nelle proprie forze, quel rosso che è il colore del cuore e dell’amore, quel rosso che appartiene a chi anche durante la tempesta sa essere ottimista, combattivo, sorridente.

Andrea Spessotto

Ti va un Mojito?

Cammino tra le serre, piene di fiori colorati, piante rigogliose, vasi di piante aromatiche, arredamento da giardino. Eh, avercelo un giardino, ma soprattutto: avercelo almeno un pochino il pollice verde. Mi trovo qui per accompagnare qualcun altro e mi perdo girovagando. “Ops, mi scusi!” esclamo, mentre distratta urto una persona, andando a mia volta ad urtare con la mia borsa (che come al solito pesa due quintali) una pianta alle mie spalle. Improvvisamente tutto si ferma: il tempo, lo spazio, le persone intorno. E in mezzo a tutto quel vuoto assoluto appari tu! Una serie di flash nella mente: le braghe calate a mostrare i boxer rossi in piazza Primo maggio a Udine, la chitarra sempre ad un braccio da te, le tue canzoni strampalate inventate ad orecchio, il tuo braccio intorno al mio collo. I tuoi messaggi ambigui ma mai volgari, il tuo apprezzamento per certe bionde mai nascosto. Continua a leggere “Ti va un Mojito?”

L’identità della comunità LGBTQ+ racchiusa all’interno della bandiera arcobaleno

La bandiera arcobaleno è diventata il simbolo del Pride e della comunità LGBTQ+. Ideata dall’artista e attivista Gilbert Baker, era inizialmente composta da nove colori, che furono poi ridotti a sette per poter produrre la bandiera in serie. Ogni colore rappresenta un elemento diverso. Il rosso, spesso associato al sangue che scorre nelle vene, è simbolo di vita. Il giallo rappresenta la lucentezza, la brillantezza e riflette la positività che i raggi solari trasmettono grazie alla luce che emanano. Il verde è il colore della natura e, implicitamente, simboleggia la biodiversità che la caratterizza. Il blu, che trasmette pace e serenità, è legato all’armonia interiore. Il colore arancione, con la sua luminosità e vivacità, ha un significato molto importante: rappresenta intrinsecamente il processo di guarigione e di recupero, i quali sono spesso molto difficili da affrontare, ed è connesso al coraggio e alla forza che i membri della comunità hanno per poter affrontare gli ostacoli della vita. Continua a leggere “L’identità della comunità LGBTQ+ racchiusa all’interno della bandiera arcobaleno”

Non devo ma voglio

Fin da piccoli ci viene insegnato il senso del dovere, come un piccolo semino ci viene impiantato nella mente, negli anni cresce e si fa largo diventando quasi uno schema, fatto in parte di regole buone per vivere nella società, e da una parte che portiamo dentro la nostra visione di mondo da cui può dipendere un certo senso di limitazione rispetto a ciò che vorremmo.
“Devi essere educato e comportarti bene”, “Devi mettere la testa a posto e fare una famiglia”, “Devi frequentare una buona scuola/università e trovare un posto di lavoro fisso”: la maggior parte di noi è cresciuta sentendosi dire queste frasi alimentando, senza volerlo, il nostro senso del dovere.
Da qui si scatenano una serie di conseguenze, si inizia a vedere tutto come un obbligo e a fare le cose più per gli altri che per sé stessi. Cambiare rotta per ascoltare ciò che ci farebbe sentire realizzati realmente mette ansia e paura e il dedicare del tempo alle proprie passioni diventa in un attimo una ragnatela di sensi di colpa che ci imprigiona.
Continua a leggere “Non devo ma voglio”

Fermate “fiorite”

Prati fioriti sui tetti delle fermate degli autobus. Questa è la curiosa iniziativa di alcune città europee. Le amministrazioni di alcune città olandesi e inglesi hanno deliberato di ricoprire le cabine delle fermate degli autobus con fiori e piante grasse opportunamente selezionati, per attirare le api e altri insetti impollinatori.
Continua a leggere “Fermate “fiorite””

Arcobaleno

Alle 6:00 in punto, della mattina naturalmente, era sempre lì: guardava il cielo, il più bel cielo che questi mesi estivi potrebbero regalarci, di quell’azzurro vivo che disegnano i bambini. Non era il cielo che voleva però. D’altro canto, mica ci si può aspettare che piova, però la sua speranza era quella, l’unica condizione per vederlo era che piovesse.
Erano mesi che non gli capitava davanti.
Si: l’arcobaleno, è di lui che si parla! Continua a leggere “Arcobaleno”

Consigli di lettura: Un buon posto in cui fermarsi di Matteo Bussola

In pochi hanno saputo raccontare la fragilità maschile senza stereotipi, senza pregiudizi, senza vergogna. Matteo Bussola sa farlo con schiettezza e umanità. In queste pagine lancinanti eppure piene di luce, un uomo trova il coraggio di disertare la propria esistenza e costruire un sogno. Un padre in neuropsichiatria con il figlio impara ad accogliere la ferita di chi ha messo al mondo. Un anziano marito, prendendosi cura della moglie malata di Alzheimer, si domanda che cosa rimanga di una relazione quando chi amiamo sparisce, anche se possiamo ancora toccarlo. Un Hikikomori che si è innamorato online vorrebbe incontrare chi è diventato per lui così importante, ma la paura di uscire lo imprigiona. Continua a leggere “Consigli di lettura: Un buon posto in cui fermarsi di Matteo Bussola”

Leggerezza

Si sente molto spesso parlare di leggerezza, ma esattamente cosa vuol dire questa parola?
Nel vocabolario una delle varie indicazioni che si trova è: condizione di ciò che è leggero. Ma cos’è leggero? È un aggettivo che si usa per caratterizzare qualcosa o qualcuno che ha poco peso, che non è pesante? Cosa può essere pesante? La nostra vita. Come umani io credo che la nostra anima venga in questa dimensione per scoprirsi, per capire un po’ di più di se stessa e cosa fondamentale, non deve farsi appesantire troppo. Ma come si ottiene tutto ciò?
Continua a leggere “Leggerezza”

Aurora e la sua scatola

Aurora vive in una casa famiglia, come tutti i bambini che hanno situazioni “non convenzionali” sembra più grande dei suoi 6 anni.
Ha gli occhi color nocciola, grandi ed estremamente comunicativi. Mi ha fatto vedere cosa le ha portato Babbo Natale: cose semplici, ma che l’hanno evidentemente resa molto felice.
Chiacchieriamo un po’ e allora “andiamo più in profondità” e mi dice “vado a prendere una cosa” e capisco che mi sta per portare nel suo mondo, dentro una scatola di scarpe che contiene i suoi ricordi: degli oggetti che arrivano da chissà quale storia.
Continua a leggere “Aurora e la sua scatola”

Dimmelo bene. Le parole che danno peso alle cose

Dice un saggio: “se non trovi la parola per dirlo, allora quella cosa non esiste”. È per questo che i linguisti si danno da fare per una lingua italiana sempre più attenta ad un uso consapevolmente privo di discriminazioni di genere. Perché il femminile di “sindaco” dovrebbe suonare male, se esiste il femminile di “dottore”? Perché non utilizzare il solo cognome per indicare una donna che ricopre un ruolo importante, invece che farlo precedere dall’articolo a sottolinearne il genere femminile? Perché utilizzare un maschile collettivo scrivendo a “cari colleghi (e colleghe)”? Se non usi la parola per dirlo, allora quella donna non esiste. Agitu Gudeta era una donna etiope simbolo dell’integrazione possibile grazie a sacrificio, rispetto, lavoro e dedizione all’ambiente e al territorio. Il suo allevamento di capre autoctone era il simbolo della rinascita e della tutela nella valle dei Mocheni, in Trentino. Così la sua uccisione efferata a fine 2020 portò con sé sbigottimento, dolore e costernazione.<!–more–> Carolina Leonardi, originaria di Seravezza e laureata in scienze agrarie all’Università di Pisa, è invece la giovane che apre la stagione della transumanza in Versilia. La notizia della sua scelta di vita riecheggia nei giornali in apertura della stagione corrente. Se a molti può suonare parola difficile, strana, forse forzata, sono tuttavia molti gli articoli che raccontano di loro usando proprio la parola “pastora”. È una parola attestata in italiano anche se raramente, e forse più frequentemente in ambito religioso. Il fatto che sia stata utilizzata correttamente nonostante l’effetto che avrebbe potuto suscitare fa sperare in una maggiore attenzione all’uso non sessista del linguaggio anche nel giornalismo. Così dobbiamo leggere anche la presenza del solo cognome per l’attuale Presidente del Consiglio in Italia, o appunto le notizie che riguardano le neoeletto sindache e assessore del Belpaese: sono le parole che cerchiamo per far sì che sempre più donne esistano nel posto da loro sognato, desiderato e costruito. Dare loro la possibilità di esserci, come donne e con il titolo a loro adeguato, significa riconoscerne la parità e la dignità. Non una di meno sarà nel suo ruolo, grazie a uomini e altrettante donne che ogni giorno custodiscono un mondo equo e gentile, anche nelle parole utilizzate. La strada della parità passa anche da qui.
Elisa Parise

Consigli di lettura: Dieci cose che ho imparato di Piero Angela

Com’è possibile “si chiede in queste pagine” che un paese come l’Italia, che ha marcato profondamente per secoli il cammino della civiltà, oggi sia così in difficoltà, e abbia perso le sue luci? La risposta è in dieci semplici capitoli, dieci aree critiche su cui occorre agire. Un libro che tutti dovremmo leggere, per ritrovarci, per aprire la mente, per ritrovare l’immensità del nostro bel paese.
Marta Santin

Buon Viaggio

Amo viaggiare. È qualcosa che mi appartiene profondamente, che mi identifica. Se penso a me stessa, mi immagino sempre allo stesso modo: in piedi, di spalle, con lo sguardo rivolto verso l’orizzonte e una valigia in mano. Sempre pronta a partire per una nuova destinazione. Per una nuova avventura, per una nuova scoperta. Viaggiare è un’esperienza vitale, spesso terapeutica. E sapete una cosa? Non sempre è necessario partire per fare un viaggio. Ci sono sogni che sono veri e propri viaggi, ci sono viaggi che iniziano semplicemente scegliendo di fare una strada vicino casa che non avevamo mai percorso prima. Viaggiare significa sperimentare, scoprire, aprire la mente a nuovi orizzonti, culture, abitudini e modi di vivere. Significa assaggiare nuovi gusti, riempirsi gli occhi di panorami mozzafiato, di tramonti indimenticabili. Continua a leggere “Buon Viaggio”

Consigli di lettura: Le parole sono importanti

Dieci motivi per studiare l’etimologia delle parole. Dieci parole campione su cui esercitare questa bizzarra scienza. Marco Balzano si toglie le vesti del narratore e ci porta per una volta dentro la sua professione: il prof. conduce per mano il lettore nella ricerca del significato più profondo delle parole, seguendo sentieri tracciati dalla corradicalità e dalla storia delle parole e delle cose. Continua a leggere “Consigli di lettura: Le parole sono importanti”

Il mio rosso

La vita è una raccolta di fotografie, di voci, di suoni, di profumi, di volti, di parole e di colori.
La vita è un insieme di secondi e di minuti mescolati in ordine sparso che, a volte, ci rubano il tempo facendolo correre all’impazzata e altre volte lo dilatano su un piano orizzontale che non ha confini definiti.
Il bianco e il nero spesso esaltano uno stato d’animo, prendono per mano e ci accompagnano, ma ci sono colori che anche solo a piccole macchie rendono indimenticabile il viaggio e costruiscono ricordi che diventano “per sempre”.
Continua a leggere “Il mio rosso”

Viaggio nel tempo

C’è un tempo in cui fermarsi, un QUI e ORA dove riscoprirsi, prendersi lo spazio per se stessi, per una esperienza diversa. Ho avuto la fortuna di scoprire ed utilizzare gli strumenti della medicina narrativa, dove l’ascolto, la scrittura e la condivisione diventano strumenti per la cura di sé. Un piccolo spazio dove sentirsi liberi da giudizio, da valutazione. Uno spazio protetto, custode delle parole narrate. Un tempo per scollegare la testa dal frastuono della vita e ascoltare: letture, frammenti che smuovono dentro di noi montagne inesplorate. Continua a leggere “Viaggio nel tempo”

Estate

21 giugno – 22 settembre: è questo il periodo che nel nostro emisfero boreale chiamiamo “estate”. Ormai siamo nel pieno della stagione e molti di noi stanno organizzando le ferie, le giornate al mare o in piscina, le cene lunghe lunghe, quelle in cui si può restare fuori fino a tardi e godersi un po’ di respiro dopo una giornata sotto il sole che picchia. Anche se non sempre il meteo è esattamente come dovrebbe essere, la parola “estate” ci fa subito pensare al caldo; effettivamente, l’etimologia stessa del termine, che si vada a pescare la radice sanscrita o il più vicino latino, richiama l’idea del calore, di qualcosa che arde o che si infiamma. Le parole, però, possono assumere un significato che va al di là della loro origine e che dipende dalle nostre esperienze, dalle nostre emozioni e dai nostri ricordi. Continua a leggere “Estate”

Consigli di lettura: L’ospite inatteso

Un thriller rovente nonostante sia ambientato nella fredda cittadina di Ragmullin in Irlanda.
Sono molti i segreti nascosti che il detective Lottie Parker dovrà portare alla luce. Molti sono i corpi sepolti sotto cumuli di neve e di anni. Numerosi anche gli intrecci politici, economici e finanziari che legano gli interessi della comunità e ostacolano le indagini per tutelare i propri scopi personali. Imprenditori, banchieri, dipendenti pubblici, vescovi, e vagabondi senza fissa dimora ne famiglia; quale filo segreto lega la storia di tutte queste persone? Riusciranno Lottie, Boyd, Lynch e Kirby, la squadra investigativa, a trovare l’assassino che sta spaventando la contea?
Continua a leggere “Consigli di lettura: L’ospite inatteso”

18 luglio 1953

Siamo a Memphis, in Tennessee, nel primo dopoguerra. Un giovane camionista, che lavora per una ditta di impianti elettrici della città, scende dal suo camion in cerca di un regalo per la madre. Passeggiando per Union Street si imbatte in un modesto studio di registrazione: la Sun Records, dove per pochi spicci, 4 dollari, si può far incidere su un disco in vinile la propria voce.
Non ci pensa molto, entra nel piccolo studio e canta la sua canzone per la madre, il proprietario è fuori in quel momento per delle commissioni e la registrazione viene eseguita dalla segretaria, paga il dovuto e con il suo disco fresco di registrazione risale sul suo camion.
Continua a leggere “18 luglio 1953”

Avvistate grosse biglie dorate

Adoro le balle di fieno, adoro come il cielo azzurro si riversa su di esse dando vita ad uno scatto talmente bello da farne un quadro. È come se il mondo si fermasse con un’istantanea capace di racchiudere un momento unico e un legame con la natura che sento molto forte. Dal colore dorato richiamano le sfumature tipiche della mia stagione preferita: l’estate. Non lo so spiegare ma quando sono in macchina e riesco a sbirciare con la coda dell’occhio queste meraviglie che se ne stanno lì a prendere il sole mi sento leggera e spensierata. Continua a leggere “Avvistate grosse biglie dorate”

“Guns and Roses” come manifesto di pace

Quella in foto è un’opera dell’artista Shepard Fairey, noto anche come OBEY. Appena l’ho vista, mi sono fermata ad osservarla attentamente, quasi come per trarre la sua vera essenza. Rappresenta delle armi rivolte verso il cielo, dalle quali fuoriescono, al posto di proiettili, delle rose rosse. L’opera, con un rimando indubbiamente simbolico alla celebre band hard rock, è intitolata appunto “Guns and Roses”. L’artista ha preso ispirazione da un manifesto di propaganda risalente al periodo della rivoluzione culturale in Cina ed ha completamente stravolto il suo significato. Continua a leggere ““Guns and Roses” come manifesto di pace”

Consigli di lettura: Il mastino dei Baskerville

E lo vogliamo leggere un bel classico ogni tanto? Ultimamente mille altri incipit portavano a questo libro che fa parte della letteratura mondiale da un bel po’, poi è arrivato in regalo per il mio compleanno. Destino!
Continua a leggere “Consigli di lettura: Il mastino dei Baskerville”

Vedersi bene per volersi bene

Serata di riunione tra noi bigliettine gialle. Manola è seduta accanto a me e, guardandola, penso: ma come mai tutto quello che indossa le sta sempre così bene? E a me, ogni volta, sembra di essermi vestita al buio, con le prime cose che mi sono capitate sotto mano? Glielo dico e aggiungo “Che ne dici di andare a fare shopping insieme così magari mi dai dei consigli?”
“Ho io la soluzione che fa per te” mi dice lei.
“Con questa tecnica potrai fare gli acquisti giusti, scegliendo ciò che ti valorizza, risparmiando spazio, tempo e denaro. Bye bye acquisti sbagliati. Vieni a trovarmi e vedrai.”
Continua a leggere “Vedersi bene per volersi bene”

La migliore delle reazioni

Trovare parcheggio in alcune zone di Torino è estremamente complicato, le persone hanno tutte fretta, l’educazione sembra passata di moda, per non parlare della gentilezza. Quella mattina io e Beatrice eravamo in centro per lavoro, dopo una lunga ricerca finalmente vediamo una persona in procinto di andare via, lasciamo giusto lo spazio per fare manovra, e attendiamo.
Il “furbetto” vede due donne e agisce di prepotenza, appena si libera il posto si infila e poi scende con aria soddisfatta. Continua a leggere “La migliore delle reazioni”

Scrivimi quando arrivi a casa

“Scrivi quando arrivi” è una frase che spesso tra amiche ci diciamo, solitamente salutandoci al termine di una serata, è un modo affettuoso per rassicurarci a vicenda che l’altra sia rincasata sana e salva. È diventato, però, anche il nome di un gruppo WhatsApp utilizzato per poter chiedere aiuto in caso di timore la sera. «Ciao ragazze, c’è qualcuna sveglia?». «Sì, ci sono». A sorvegliarsi durante il tragitto di rientro verso i loro appartamenti sono più di trecento ragazze a Bologna, per lo più studentesse fuorisede, ma non solo, che da qualche mese non rinunciano più a uscire di notte perché sanno che connessa, da qualche parte della strada, c’è un’altra sorella. L’ideatrice si chiama Samia Outia, una ragazza di 22 anni, veneta e di origini marocchine, che studia giurisprudenza all’università, che racconta di aver avuto l’idea dopo alcuni casi mediatici di femminicidio e violenza sessuale perché lei e le sue amiche si sentivano particolarmente insicure. Continua a leggere “Scrivimi quando arrivi a casa”

Spegni il cellulare, apri un libro!

È questa l’unica regola richiesta dai #partyletterari che stanno spopolando a New York. L’dea nasce dai social media ma anche dai #booktok che stanno cercando di rivoluzionare il mercato dell’editoria e l’editoria stessa. Sono video che vogliono informare e suggerire ad appassionati di lettura i libri più belli di ogni genere. Dietro a questo fenomeno si è formata una community molto forte tanto che molte librerie, le più famose in Italia e nel mondo hanno creato spazi dedicati, sia all’interno dei loro store sia nei loro e-commerce, ai libri più in voga del momento suggeriti proprio dai viralissimi #BookToker. Continua a leggere “Spegni il cellulare, apri un libro!”

Vi capita mai?

Vi capita mai di guardare qualcuno e chiedergli che cosa gli passi per la testa? Quante esperienze facciamo nella nostra vita? Ognuna di esse porta con sè un’emozione o più. Quella che sento più consona a me è Gioia, ma se vi dicessi altre emozioni come Disgusto, Tristezza, Rabbia e Paura vi verrebbe in mente qualcosa? Dai, vi aiuto dicendovi anche ricordi base ed isole della personalità…ancora niente? Uhm mi sa che è troppo tempo che non vedete INSIDE OUT e se per caso non aveste visto il cartone animato “dovete” provvedere velocemente. Continua a leggere “Vi capita mai?”

Raccogliere vita

Ho sempre amato il mese di giugno. Innanzitutto, è il mese in cui si festeggiano il mio compleanno e tante altre ricorrenze in famiglia; in secondo luogo, è il mese che segna il passaggio dalla primavera all’estate, una stagione che sa di divertimento e libertà; infine, al contrario di quello che accade a settembre, quando tutto ricomincia e si riprende il ritmo frenetico delle attività di routine, giugno rappresenta per me il periodo della leggerezza e della quiete che trasmettono le cose quando stanno per concludersi (complice probabilmente il fatto che lavoro a scuola e che le lezioni, per l’appunto, terminano in questo mese). Insomma, amo giugno perché più di gennaio porta con sé la voglia di fare buoni propositi e di ritagliarsi finalmente del tempo per quegli interessi che si tendono a trascurare nel resto dell’anno. Continua a leggere “Raccogliere vita”

Inno alla diversità

Domanda: come sarebbe l’umanità senza la diversità che le è sempre stata compagna di vita? Potrebbe sembrare un pensiero patetico o pleonastico, ma ragionandoci con attenzione, e prendendo spunto da quanto sta accadendo in questi ultimi anni, forse converrete con me sul fatto che si tratti di un argomento tutt’altro che inattuale. Da tempo stiamo assistendo ad un appiattimento dei costumi e ad un’omologazione generalizzata, come mai prima d’ora era accaduto nel corso della storia del genere umano. Complici, ma non esclusivi mandanti, i vari media, si è assistito ad un processo di ridondante eccesso (spesso inutile) di informazioni, che riversando giornalmente miliardi di tonnellate di argomenti (futili per lo più) sugli utenti, genera paradossalmente un corposo impoverimento culturale dovuto alla irricevibile sovrabbondanza di feed back che riducono ogni cosa, ogni evento, ogni notizia, ad uno spuntino “volante” da divorare in tutta fretta, tra una novità appassita nell’istante stesso in cui viene letta ed una in arrivo che a sua volta brucerà rapidamente dopo un battito di like. Continua a leggere “Inno alla diversità”

Vecchio scarpone quanto tempo è passato

Si sa, la moda è passeggera, la moda va e viene poi ritorna. Ci sono capi che non passano mai di moda, e ci sono accessori che tornano ciclicamente nel corso del tempo.
Una parola che in questi anni ’20 del nostro millennio è sulla bocca di tutti è sostenibilità: per sostenere i nostri stili di vita stiamo riscoprendo lavorazioni, materiali, fonti energetiche, cibi… e tradizioni. Il mondo lento e a volte retrogrado dei tempi andati era per forza sostenibile: spesso sincronizzato con la ciclicità naturale, autarchico in molti aspetti, non conosceva la produzione sul larga scala né la possibilità di importare materiali da chissà dove. Per forza sostenibile, a portata di quel micromondo fatto di artigiani e abilità personali, un intreccio efficace anche nel riciclo dei prodotti di scarto.
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Consigli di lettura: Becoming – la mia storia

“Dietro ad ogni grande uomo c’è sempre una grande donna”. Ho sentito spesso questa frase, attribuita a Virginia Wolf, riferita a uomini importanti, statisti, politici e in generale grandi personalità che rimagono impressi nella storia per le loro grandi imprese, e alle donne, mogli o compagne che li affiancano, supportano e sostengono nel loro percorso con grande fiducia e dedizione. Il ruolo della first lady non è da meno, dalla moglie del presidente degli Stati Uniti ci si aspetta che sia sempre al fianco del marito, sorridente e disponibile, senza esporsi troppo o mettersi troppo in vista. Un ruolo delicato, sempre sotto i riflettori pronti a cogliere anche il più piccolo passo falso. Continua a leggere “Consigli di lettura: Becoming – la mia storia”

L’effetto farfalla nella psicologia

Molto spesso non prestiamo attenzione ai piccoli gesti o azioni che caratterizzano le nostre giornate, principalmente perché le viviamo quotidianamente e le ripetiamo senza pensarci. Ma il cosiddetto “effetto farfalla” dimostra come ogni azione sia fondamentale per costruire il nostro futuro. È vero infatti che tutto ciò che facciamo produce un effetto a breve o a lungo termine. È proprio in base a questa filosofia di vita che nasce il detto “ognuno è artefice del proprio destino”: siamo noi stessi infatti, tramite i nostri comportamenti, a plasmare la nostra vita. L’effetto farfalla ci insegna quindi che, dal momento che ogni piccola variazione ha la sua rilevanza, dobbiamo essere coscienti di ciò che facciamo o diciamo, perché così facendo stiamo influenzando direttamente quello che un domani potrebbe accadere. Continua a leggere “L’effetto farfalla nella psicologia”

L’inno nazionale italiano

Ieri, 4 giugno, ero al palazzetto dello sport di Pordenone a godermi la finale nazionale Under 15 di Basket. All’inizio della partita, prima del saluto delle squadre, dagli altoparlanti del palasport escono le note del nostro inno nazionale. Tutto come da programma, peccato che sia stato eseguito, come spesso accade, male. Non come lo ha scritto il suo compositore. Chiarisco che il 95% delle volte che ascoltiamo il nostro inno, lo ascoltiamo nel modo errato, perché, con il passare degli anni, è stato adattato alla ritmica della marcia che accompagna la bandiera italiana.
Ma partiamo dall’inizio: l’inno è stato scritto da Goffredo Mameli e poi musicato da Michele Novaro, i due non lavoravano assieme, anzi non si conoscevano nemmeno. Ma chi era Michele Novaro? Era un compositore che lavorava a Torino, nei teatri. Era abituato a scrivere le sue partiture immaginando le situazioni, i luoghi e le emozioni, che poi trasformava in musica.
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Vivere a colori

I colori, come i lineamenti, seguono i cambiamenti delle emozioni.
Pablo Picasso
Siamo tante storie a colori, siamo pennelli, tubetti di colore, carboncino, siamo pennarelli, matite colorate, siamo tele, tavolozze, pareti, siamo sfumature, luce, rilievi, intensità, siamo emozioni, siamo gioia, tristezza, lacrime e sorrisi, siamo vita da vivere.
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Micro-vita

Trentanove mila milioni… corrono, stanno fermi, si dividono, si riuniscono, puzzano, profumano, attaccano, difendono, muoiono, si riproducono. Trentanove mila milioni sono i batteri che in media abbiamo sempre dentro di noi. Invisibili ma… trentanove mila milioni di batteri pesano… 1,5 Kg!
Mio Dio che schifo! Ho tutti questi esseri microscopici che mi galoppano addosso?? e dentro??
Intanto questo è il nostro corredo di batteri “buoni” , io non direi che schifo… direi che senza di loro sarei un essere sterile… arido, desertico, inutile. Poi, quando ci becchiamo una brutta infezione, arrivano anche quelli “cattivi”. Loro sono tosti e sono i miei datori di lavoro. Lavoro in un laboratorio di microbiologia, trentanove mila milioni di batteri credo di vederli in 10 minuti li dentro! Pensate a quanta vita c’è in questo posto, tutto un brulicare di esseri microscopici, silenziosi, mollicci o rinsecchiti, colorati o trasparenti; alcuni puzzano da morire di pesce avariato, di letame, di morte, ma tanti profumano eh.. di mela verde, di sapone di marsiglia, di lievito di birra… Ah li adoro! Sono strana? per niente! Vi siete mai chiesti come vivono? io me li immagino così: nella mia personale saga me li vedo a forma di Barbapapà rossi o blu, chi più magretto, chi più rotondo.
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Consigli di lettura: La ragazza dagli occhi di carta – Ilaria Tuti

Un uomo vaga sul ciglio di una strada in montagna, i suoi abiti sono sporchi di sangue, nel suo zaino viene trovata una mano mozzata con un anello e la foto di un volto di ragazza con due ellissi di carta sugli occhi. Teresa Battaglia, commissario di polizia a Udine, si butta anima e corpo sul caso. Ma sono troppe le cose che non quadrano: un uomo in stato confusionale da cui non riescono a sapere nulla che forse cela ne cela la follia di un omicidio. E se la ragazza fosse ancora viva e se si potesse ancora salvare? Inizia così una corsa contro il tempo per arrivare in fondo di questo caso misterioso.
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E tu? Te lo ricordi il Primo Bacio?

Certo che a volte la memoria ci gioca strani scherzi, annebbiando quanto ci è accaduto in tempi lontani, quando non sapevamo nemmeno in che parte del mondo vivevamo. Ma tra tutti i ricordi che abitano la nostra giovinezza chi di noi non si ricorda il primo bacio?  Ciascuno credo serbi nel cuore quel momento prezioso, fatto di attese, di aspettative, di stupore. Penso che sia uno di quei ricordi indelebili che poi ci accompagnerà per tutta la vita. Immagino che se ciascuno di noi provasse a chiudere gli occhi un attimo soltanto, ripensando a quel momento, lo possa visualizzare vivido nella mente: chi era con noi, il luogo, la circostanza, il suo profumo. Il battito del nostro cuore, le nostre emozioni. Perché quell’attimo ha segnato il tempo in un prima e un poi: essere ragazzini e diventare grandi. Continua a leggere “E tu? Te lo ricordi il Primo Bacio?”

Aquilone

Quanto bello è vedere in cielo un aquilone!
Che si sia grandi o piccoli, in un qualche modo se ne rimane sempre incantati: i bambini, ad esempio, magari corrono nel tentativo di raggiungerlo lassù, e chissà fin dove arrivano; gli adulti, invece, nella loro compostezza si limitano a dare qualche occhiata nostalgica… Pensano a quando loro, da piccoli, gli aquiloni li facevano con le carte delle uova di Pasqua, poi con chirurgica precisione dovevano incollarci sopra dei bastoncini di legno, ne troppo pesanti e ne troppo leggeri, per passare infine all’attaccatura del filo.
Continua a leggere “Aquilone”

Un viaggio dentro se stessi

Come ci si trasforma da bruco a farfalla?
Nel suo caso la metamorfosi è naturale e il risultato sorprendente. Il bruco all’interno del bozzolo passerà da crisalide a farfalla nel giro di qualche giorno. Semplice, lineare, spontaneo.
Se invece parliamo del nostro percorso di crescita personale la cosa si complica non poco. Ci sono esperienze che insegnano, altre che segnano. Durante il cammino si cade, ci si rialza per ripartire anche se un po’ ammaccati. A volte invece di andare avanti si torna indietro, a volte si perde la strada, a volte si vorrebbe andare in una direzione ma la vita ti porta altrove. A volte non resta che seguire la corrente e vedere dove si va a finire. Continua a leggere “Un viaggio dentro se stessi”

Paese che vai, sagra che trovi

Da qualche settimana sono iniziate le sagre di paese, che continueranno a vivacizzare le nostre comunità per tutta l’estate e fino al principio dell’autunno.
Qualunque sia il vostro territorio di provenienza, almeno una volta nella vita sarete andati a una sagra, ne avrete organizzata una o avrete contribuito a realizzarla come volontari. In Italia, infatti, ce ne sono tantissime, più di trentamila, tutte finalizzate a celebrare e tenere vive la cultura e l’identità del luogo in cui si svolgono. La loro storia è antichissima, inizialmente legata a una dimensione religiosa, come il nome, derivato dal termine latino “sacrum”, suggerisce; nel tempo, però, il loro significato si è ampliato e oggi, alla parola “sagra”, già ci attraversano la mente immagini di costa e salsiccia, polenta, formaggi, prodotti locali, giostre e balli di vario genere. Continua a leggere “Paese che vai, sagra che trovi”

Il ballo di primavera

Quant’è bella la primavera!
Oh, ragazzi, ma quant’è bella la primavera? Il sole che ritorna a splendere con forza, a scacciare via i geli dell’inverno, e a scaldare i nostri umori. I colori dei fiori che riprendono a sbocciare sui prati e sui rami degli alberi, i loro profumi che riempiono l’aria di nuove speranze e di aspettative. Il giallo del tarassaco, della mimosa, del narciso, del maggiociondolo. Il bianco del ciliegio, del gelsomino, della margherita. E poi l’amore! La primavera è la stagione degli innamorati, e anch’io ne sono rimasto piacevolmente vittima. Preciso che non lo cercavo l’amore, è stato lui a travolgermi inaspettatamente, come un richiamo al quale non potevo resistere.
E lei era bellissima, una principessa. Anzi di più, una regina!
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Il divino è in te!

“Ehi, Plato… “. “Dimmi, Orlando!” “No, ecco… Ci sarebbe ‘na tipa… Si chiama Angelica… ” “Aspetta… Non dire altro. Acchiappa! Ti intriga, ti attira… N’è vero?!” “Hai capito tutto, bro’… Il fatto è che, beh, non solo con me. Cioè… Tutti i paladini sono come stregati da lei: c’è una forza che li attira quinci e quindi, di qua di là, di su di giù… Resisterle è impossibile!” “Si chiama ENTUSIASMO, Orlando, quello che provi si chiama entusiasmo. Invasamento. Estro. Ispirazione. Che te devi di’? Se penso all’ENTUSIASMO, io lo vedo come un vaso traboccante, un’energia contagiosa che non può che trascinare le persone verso un’attività. Rompi la parola, guardala nelle sue pieghe: en- è la preposizione che significa “dentro”, a cui dobbiamo aggiungere theòs, cioè “dio”. Il furore degli dei è la caratteristica di poeti, indovini, sacerdoti e profeti, però non ogni invasamento produce gli stessi effetti: l’estro poetico che deriva dalle Muse è la forma di ispirazione per eccellenza. Ripieni del divino sono i poeti che provocano ciò che il magnete fa con il ferro: la bella poesia attira gli uditori e congiunge chi la ascolta con l’essenza della poeticità in una catena potenzialmente infinita di passaggi, praticamente indistruttibile. È così che, quando qualche attività incontra il nostro interesse, ci sentiamo abitati da una forza inestinguibile, da una potenza sovrumana: saremmo capaci di scalare montagne insormontabili per raggiungere l’oggetto del nostro desiderio. Ariosto, il tuo poeta, vi ha riempiti di linfa potente, l’entusiasmo, come gemme pronte ad esplodere la gioia traboccante della primavera: la bellezza entusiasma, riempie, abita e non può che propagarsi. La bellezza poetica tanto più. Aprite allora i vasi dei vostri entusiasmi: il magnetismo di cose belle cambierà il mondo!”

Elisa Parise

Non temete le parole

Emily Dickinson scrisse: “Qualcuno dice che una parola muore appena detta, io dico che solo in quel momento comincia a vivere“.
Io credo che lei avesse pienamente ragione: le parole, una volta pronunciate, pensate, scritte, urlate, dipinte, cantate, mimate, disegnate cominciano a vivere; le parole che muoiono sono quelle che restano imprigionate, intrappolate o rinchiuse tra le labbra, quelle che restano in gola, quelle che non trovano il coraggio o la forza per uscire.
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Consigli di lettura: Sono esaurita di Sophie Kinsella

…e immagino lo penserete anche voi di me che passo da un classico della letteratura mondiale, ad un libro sui diritti delle donne; da un giallo avvincente ad un libro sull’amore ritrovato. Ebbene si, come ha scritto la nostra cara Monia un paio di articoli fa, faccio parte della cerchia dei “drogati di libri”, i pochi rimasti che in sala d’attesa del dentista, in treno, aereo non hanno in mano un cellulare e spesso qualcuno guarda di sottecchi, perplesso. Una a cui i colleghi dicono: “Leggi davvero così tanto? a me annoia!” e a me scatta un tic nervoso. Continua a leggere “Consigli di lettura: Sono esaurita di Sophie Kinsella”

Alla mia mamma

Se mi chiedessero chi è la mia migliore amica, io risponderei “la mia mamma”.
Madre e figlia sono unite da un legame indissolubile, che si instaura nel momento in cui la prima dà alla luce la seconda. Questo rapporto varierà nel corso del tempo: durante l’adolescenza i figli tendono a distaccarsi dai propri genitori, spinti dalla volontà di essere più liberi; ma è quando si cresce che si assume la consapevolezza di quanto essi siano importanti. Anche nel mio caso, ci sono stati degli alti e dei bassi, ma la verità è che io e mia mamma siamo sempre state molto unite. Ed è proprio ora che, a ventuno anni e a 300 km da casa, mi rendo conto di quanto mi manchi la mia mamma. Lei è sempre stato un porto sicuro per me, una persona su cui contare e con cui potermi confidare. Continua a leggere “Alla mia mamma”

Mille papaveri rossi

Come i papaveri provo a fiorire dove c’è più bisogno. Lo so che per tutti maggio è il mese delle rose, ma non per me. Per me maggio è il mese dei papaveri. Ma quanto sono belli quest’anno? La terra si veste di quel rosso profondo ed intenso che ti travolge come solo le cose effimere sanno fare. Perché sono talmente belle che tolgono il fiato e tu vorresti durassero per sempre. Ma forse è proprio questo a renderle uniche.
Ci pensavo stamattina mentre andavo al lavoro perché rendono il tragitto meno pesante, lo colorano, nelle belle giornate ma soprattutto in quelle tristi. Continua a leggere “Mille papaveri rossi”

La città in bianco e nero

Quel mattino l’intera città si svegliò con una sorpresa tanto inusuale quanto inaspettata. Più di qualcuno pensò di avere seri problemi alla vista, prima di ammettere che la realtà delle cose era proprio quella che si palesava di fronte ai loro occhi increduli. Tutti i colori della città, infatti, erano incredibilmente spariti, dissolti, e avevano lasciato il posto ad un paesaggio completamente in bianco e nero. Quale che fosse la causa di tale mutamento, agli abitanti parve di essere stati catapultati indietro nel tempo, attori di un vecchio film di inizio secolo. Ogni cosa, dagli alberi alle auto, dalle case alle insegne dei negozi, aveva perso i propri colori originali, sbiadendo in una consunta scala di grigi. Continua a leggere “La città in bianco e nero”

I ragazzi di oggi

Siamo in aprile, siamo in un palazzetto dello sport, più precisamente quello di Venezia, il pala Tellercio. Si gioca la finale della Reyer School Cup, un torneo a cui hanno partecipato 56 scuole superiori, provenienti dalle scuole di: Pordenone, Treviso, Padova, Venezia, Belluno e Vicenza. Per parteciparvi occorre avere, una squadra, una tifoseria che la segua, un gruppo di cheerleader o tifo organizzato.
Quelli nella foto sono i ragazzi, tutti tra i 14 e 19 anni, dell’istituto Pacinotti di Mestre. Continua a leggere “I ragazzi di oggi”

Viaggiatori

C’è una lettrice che apprezza particolarmente la Gazzetta, ed è a lei che voglio dedicare questo pezzo.
Ci sono casi in cui il nome rappresenta esattamente la persona: Ilaria era estremamente solare, Bruno molte volte mi ricorda un orso, e poi c’è Gemma: un nome che evoca il germoglio di una pianta e anche una pietra preziosa.
Ci sono persone che non hanno neanche idea di quanto per qualcuno possano essere dei “maestri”, e non mi riferisco banalmente al loro grado di istruzione.
Gemma sta affrontando la sua battaglia con forza, coraggio e dignità, sta lottando con le unghie perché vuole vivere, ed è un grande esempio per tutti coloro che ha intorno.  
Continua a leggere “Viaggiatori”

Consigli di lettura: Nonostante tutte di Filippo Maria Battaglia

“Esiste un’archivio diariografico in Italia???” Ebbene si e lo scopro alla presentazione di questo libro in una piccola librerai di cui vi ho già parlato: CHIODO FISSO!
Così, l’autore, dopo aver letto la vita di 119 donne ne crea una immaginaria nata dall’unione della vita di ciascuna, diverse tra loro per età, astrazione sociale, livello di istruzione. Nina reincarna tutte loro e per l’autore, scrivere per loro, di loro, non solo le ha fatte rinascere, ma le ha riscattate, dando ad ognuna un posto in un universo maschile.
“ E’ tardi. Qualcosa però posso ancora fare. Scrivo la mia storia. Scrivo perchè si faccia qualcosa”
Una scrittura autobiografica autentica ed emozionante, assolutamente da leggere

Marta Santin

Si abbracci chi può

Alcuni giorni fa mi è capitato di provare un’esperienza sensoriale veramente molto intensa e del tutto inaspettata, qualcosa che è rimasto impresso dentro di me e che vorrei condividere con voi. Esco dal lavoro e vado piena di entusiasmo ad un appuntamento che aspettavo da tempo. Ero sicura che sarebbe stata una serata speciale perché sapevo che era stata organizzata con amore e con la dedizione che ci si mette nelle cose a cui si tiene particolarmente. Eravamo davvero in tanti, età diverse, interessi diversi, professioni, hobby e percorsi di vita diversi eppure eravamo tutti lì, uniti dal progetto comune che ognuno di noi si impegnava a portare avanti. Continua a leggere “Si abbracci chi può”

Questione di sguardi

Quante vite che si incrociano, ogni giorno! Se ogni tanto ci fermassimo a pensare, nella fretta delle nostre abitudini, a quante storie non facciamo caso, probabilmente vivremmo in maniera diversa…
Sono le 7:43 del mattino e davanti a me, in treno, una signora chiama il figlio: sorride e dice che gli vuole bene.
Il giorno dopo vedo due ragazze; la prima ha la testa appoggiata alle spalle dell’altra e, guardandola, le dice: “Non ce la faccio più, sono stanca”, io la guardo e posso solo pensare al fatto che, forse, non è del treno che si lamenta. Continua a leggere “Questione di sguardi”

Consigli di lettura: Madre d’ossa – Ilaria Tuti

È il sesto episodio della serie che Ilaria Tuti ha dedicato alla commissaria di polizia Teresa Battaglia. Teresa non lavora più, affetta da sintomi sempre più preoccupanti del morbo di Alzheimer, sta perdendo la memoria, la mente a volte non è più lucida come un tempo e non è più autonoma ma non ha mai smesso di indagare rivelandosi ancora utile per la soluzione di casi complessi. All’inizio del libro, viene trovata inspiegabilmente abbracciata ad un ragazzo, morto suicida e lei ha tracce di sangue sui vestiti ma non sa dare spiegazioni all’amico ispettore Massimo Marini. Iniziano così le indagini. Continua a leggere “Consigli di lettura: Madre d’ossa – Ilaria Tuti”

Dove nascono le note?

Adoro la musica (credo che ormai lo avrete capito anche voi) e un bel dì  mi sale dentro una strana curiosità: da dove nascono le  note? Così mi sono messa a studiare. Le prime forme di notazione o semiografia musicale, ovvero il sistema che fissa per iscritto una composizione, una melodia o una qualsiasi idea di tale ordine, possono essere rintracciate in una tavoletta incisa dai Sumeri con la scrittura cuneiforme presso Nippur, oggi in Iraq, attorno al 2000 a.C. La tavoletta rappresenta delle frammentarie istruzioni per l’esecuzione di una musica, e indica che la composizione è costruita sugli intervalli di terza e usando una scala diatonica. Continua a leggere “Dove nascono le note?”

Profumo di colla e lucido da scarpe

Qualche tempo fa casualmente sono entrata nella piccola bottega di un giovane calzolaio, un mestiere ormai praticamente in disuso, e quel profumo di colla e lucido da scarpe mi hanno fatto brillare gli occhi e tornare indietro di molti anni, quando da bambina appena potevo andavo a trovare Amelio e Marisa. Erano due persone molto semplici, cari amici dei miei nonni, ed io adoravo restare ore ad osservarli.
Amelio riparava vecchie scarpe, ma io lo consideravo un mago, anzi un fachiro visto che per comodità teneva fra le labbra i piccoli chiodi per sistemare le suole, che a me facevano sempre un po’ preoccupare, così, dal basso dei miei pochi anni ripetevo spesso “fai attenzione a non ingoiarli!”
Marisa sua moglie, per me era una fata, lucidava le scarpe riparate fino a farle tornare come nuove.
C’è un antico proverbio che dice pressappoco: “non giudicare nessuno se prima non hai camminato nei suoi mocassini per due settimane”.
Ecco, io ricordando le scarpe che loro sistemavano cerco di sempre di non dimenticare questa metafora della vita, ma soprattutto, ripensando con affetto a loro due, cerco di fare anche un po’ mia la loro più grande magia ovvero L’ARTE DELL’AGGIUSTARE.
In una società in cui si tende a “buttare e ricomprare” io credo che un po’ di colla e un po’ di lucido alle volte farebbero bene anche ai cuori.
Buona vita a tutti dalla vostra inviata da Torino!

Silvia Piovan

Indaco

L’indaco è il nome di un colore tra quelli meno utilizzati, malgrado sia tra i più presenti nella vita di tutti noi. Lo potremmo definire un colore tra l’azzurro e il viola. È il primo colore che assume il cielo all’alba e il penultimo al tramonto. E’ il colore della transizione e del cambiamento.
Perlopiù è utilizzato nella suddivisione dei colori dello spettro solare. Il sesto colore dell’arcobaleno. La definizione dei sette colori la fece Isaac Newton nel suo famoso esperimento. È abbinato al sesto punto chakra, individuato sopra il naso, tra gli occhi. È considerato il colore del risveglio spirituale e della meditazione ma non solo; anche delle idee creative. In cromoterapia il colore indaco è utilizzato per calmare gli stati ansiosi e per avere un maggior rilassamento. Nel mondo arabo invece, è legato alle vesti e al tagelmust. il copricapo Tuareg formato da una lunga benda che fascia la testa e il viso. Era utilizzato in polvere come protezione solare in Mauritania. Di qui la definizione degli “uomini blu”. È diffuso in tutto il mondo medio orientale ed è il colore riservato alle persone di un certo rango ed importanza. Il suo nome deriva dalla pianta dalla quale è ricavato il pigmento che è ottenuto dalla fermentazione delle foglie di “Indigofera tinctoria”, originaria dell’India.
Le sue tracce si perdono nella notte dei tempi; era già conosciuto ed utilizzato nel 2000 A. C. È ottenuto dalla fermentazione delle foglie della pianta con un acido; anticamente l’urina dei cavalli. Una volta finita la fermentazione il liquido veniva fatto ossidare virando il suo colore dal giallo verde al blu violetto. Infine ottenuta la giusta intensità veniva fatto bollire per fermare il processo di ossidazione ed essere usato come tintura. Nella cultura occidentale il nome indaco è poco frequente, sostituito dal blu. Probabilmente la sostituzione è impropria perché non lo possiamo considerare lo stesso identico colore.
Amo questo colore perché fa da collegamento tra il mondo della notte e quello del giorno.
Il colore della transizione e del rinnovamento, appunto. Un attimo fuggente tra due mondi contrapposti.

Vida “Baudasch” Michele

Aprile dolce dormire

Con questa frase si pensa che il mese in cui si dorma di più possa essere aprile. Forse sarà l’arrivo della primavera che ci porta nel dolce mondo dei sogni?
Non so voi ma io ho sempre sonno, qualunque sia la stagione.
Nel periodo invernale Morfeo mi coccola dolcemente sotto la trapunta mentre fuori piove e fa freddo. Verso marzo-aprile la stanchezza da cambio stagione si fa sentire e in estate mi piacerebbe molto fare il pisolino post pranzo: insomma, dormirei sempre sempre!
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Non riesci a rilassarti? Guarda un video ASMR

In questi ultimi anni, il fenomeno dell’ASMR è diventato sempre più popolare sui social network, in particolare su YouTube. Infatti, digitando sulla barra di ricerca questo acronimo, compaiono centinaia di video: basti pensare che è uno dei termini più cercati su questa piattaforma. Ma che cos’è questo “asmr”?
L’acronimo sta per Autonomous Sensory Meridian Response, ovvero “risposta sensoriale meridiana autonoma”: corrisponde ad una sensazione piacevole che si manifesta sotto forma di leggero formicolio, il quale si propaga in più parti del corpo. Questi “brividini” hanno un forte potere rilassante e sono stimolati da particolari suoni come i sussurri, ma anche da gesti e immagini. Tra i cinque sensi, quello protagonista dell’ASMR è sicuramente l’udito, che ci permette di cogliere anche i suoni più delicati.
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Consigli di lettura: Nicolas Barreau- Mille luci sulla Senna

Quando ho aperto la bookbox che Nicoletta aveva scelto per me per il mio “xx” compleanno (non si chiede l’età ad una signora) e c’ho visto dentro un classico romanzo d’amore sono rimasta stupita: a me? Un romanzo d’amore?? (non diteglielo pero!) Beh signori, questo romanzo d’amore l’ho divorato in un giorno, e se considerate che in media dormo almeno 10 ore direi che mezza giornata mi è bastata.
Un lunedì qualunque e Joséphine riceve due lettere che le cambiano completamente la vita.  La storia si dipana tra ricordi passati, situazioni attuali un pochino  scomode e colpi di scena travolgenti. Un’ottima scelta amica mia.

Marta Santin

Ho sposato un ottimista

A quanto pare il mondo è diviso in due: intorno ad un bicchiere di vino si riuniscono quelli che lo vedono sempre mezzo pieno e quelli che lo vedono immancabilmente mezzo vuoto.
Ottimisti e pessimisti si fronteggiano su come vada letta la vita con i suoi accidenti. Chi vincerà?
Indubbiamente la routine media fatta di lavoro, faccende domestiche e qualche svago è spesso e volentieri interrotta da imprevisti più o meno invalidanti: dallo starnuto nel fine settimana a malattie più importanti, dalla ruota bucata alle precarietà di impieghi sempre più fluidi. Il pessimista si preoccupa di tutto ciò come se fosse il fulcro dell’esistenza: che cosa accadrà se non risolvo subito e bene il problema? Vision sul futuro e problem solving sono le doti immancabili per un vero mezzovuotista, a cui aggiungeremo volentieri una mezza dose di perfezionismo.
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Un soffio per restare, un soffio per partire

“Pensa a tutta la bellezza ancora rimasta attorno a te e sii felice.”
ANNA FRANK

Un improvviso soffio di vento può cambiare la tua rotta, modificare il tuo viaggio, impedirti di raggiungere una destinazione, portarti troppo vicino al sole o spingerti attraverso l’uragano più nero, farti sorvolare aridi deserti o oceani infiniti oppure portarti a visitare mondi misteriosi volando in cieli stellati e sorvolando prati pieni di fiori colorati.
Continua a leggere “Un soffio per restare, un soffio per partire”

Scelte convenzionali

Aprile 2567. No, non è l’inizio di un romanzo fantascientifico o distopico, ambientato in un ipotetico futuro. È l’anno in cui ci troviamo se andiamo in Thailandia, Stato il cui calendario ha inizio con l’estinzione del Buddha storico a Kusinagar, avvenuta nel 543 a.C.
Allo stesso modo, se facessimo un viaggio in Arabia Saudita, dove il calendario parte dal 622, anno dell’egira di Maometto, ci troveremmo nel 1445. Altro che macchina del tempo! Prendere un aereo è sufficiente per viaggiare nel passato o nel futuro.
Scherzi a parte, è interessante notare come la scelta del calendario da seguire, e quindi il sistema che adottiamo per suddividere e calcolare il tempo, sia del tutto convenzionale. Continua a leggere “Scelte convenzionali”

Accolgo e lascio andare

“Quel momento impercettibile
in cui ci incontriamo,
rimango in silenziosa contemplazione.
Tutto sembra fermo.
Sono solo pochissimi minuti prima che tutto inizi…
di nuovo!”

Caro albero, ti ho rivisto dopo tanto tempo, mi sei mancato. Per anni mi hai tenuto compagnia nel mio frastagliato percorso di paziente oncologico. La sala d’attesa del 4° dente del CRO di Aviano mi è sempre stata un po’ stretta e così mi piaceva attendere fuori il mio turno, specialmente nelle stagioni più calde, mi appollaiavo ai tuoi piedi a leggere o scrivere ed è come se tu fossi lì a vegliare su di me. Anche quando l’inverno non mi faceva resistere al freddo, il nostro saluto del mattino era una routine… la nostra! Con la mente ti parlavo e ti affidavo i miei pensieri così che il vento potesse trasportali altrove. Continua a leggere “Accolgo e lascio andare”

Il piave

Se mi chiedi cosa rappresenta per me il fiume Piave, io ti rispondo che per me rappresenta tutto. È sufficiente e necessario chiudere gli occhi e aprire le orecchie per comprendermi a fondo. Quando mi sento irrequieta, quando sento un po’ di solitudine, quando ho bisogno di connettermi con me stessa, io esco di casa e 99 volte su 100 vado a trovare il Piave: il mio spazio sacro. È come se sentissi la sua chiamata. Così, armata di buone gambe, piedi e ali, cammino e volo leggera verso questo spazio sacro poco lontano da casa. Subito il fiume mi calma e mi rasserena, subito mi purifica anima e spirito: per me, è una boccata d’aria fresca, una boccata d’ossigeno puro. Continua a leggere “Il piave”

Il cartolaio gentile

Se penso al periodo delle scuole superiori, voltandomi ad osservarlo in lontananza, posso dire che forse è stato uno dei più spensierati e leggeri che abbia vissuto, ma la consapevolezza ovviamente arriva con il passare degli anni.
Da adolescente mi sembrava pesantissimo alzarmi presto e in particolare in inverno l’attesa dell’autobus delle 6.40 era infinita. I miei compagni di viaggio erano il buio, il freddo e spesso la nebbia che in quegli anni si poteva “tagliare con il coltello”.
La scuola era in una zona poco raccomandabile della città, ma era l’unica con quelle caratteristiche, ed era quella che io avevo scelto, dunque non osavo certo lamentarmi.
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Amicizia

Ognuno di noi ha la sua idea di questa parola, dipendente sicuramente dall’età e dalle precedenti esperienze. In adolescenza c’era la possibilità di trascorrere ore ed ore a parlare di un singolo argomento, un po’ perché a quell’età può girare tutto intorno ad un unico tema, un po’ perché si stanno provando emozioni nuove che si sente la necessità di condividere.
Man mano che si cresce le priorità della vita cambiano e si iniziano ad avere delle responsabilità come lavoro, compagno/a, figli ed animali, ed ahimè il tempo libero inizia ad assottigliarsi. Anche se si desiderasse fare una bella chiacchierata, non sempre si riuscirebbe ad incastrarla nella giornata.
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Siamo programmati per rialzarci

La panchina del parco quella mattina portava ancora con sé il freddo della notte appena trascorsa, poche le persone in quella grigia giornata di dicembre. In lontananza il vociare di un bambino che correva dietro al suo pallone con i suoi passi incerti. Anche da quella distanza era palpabile il suo contagioso entusiasmo. Le due figure si passavano la palla, in uno dei classici giochi che i padri fanno con i propri figli.
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Consigli di lettura: La via delle sorelle

Un insieme di racconti di amicizia tra donne famose, scrittrici, artiste e donne coraggiose, e storie di amicizie personali dell’autrice. Un saltellare tra un fiore e l’altro di conoscenze femminili, di momenti condivisi, felici, difficili, di crescita e di cambiamento, di emozioni forti che ti porti dentro per la vita.
Un occasione per indagare e riflettere all’interno della complessa sfera femminile, dei rapporti intensi, a volte conflittuali tra donne a volte talmente forti e profondi da salvare la vita. Continua a leggere “Consigli di lettura: La via delle sorelle”

Respirare ad occhi chiusi

Finalmente, la sua stagione preferita. Primavera: per lui è tante cose, libertà, sole, voci di bambini… Per non parlare dei fiori, dei colori, i parchi che finalmente si ripopolano…
Quando ne parla gli si illuminano gli occhi, è come se per mesi non avesse aspettato altro, è come un risveglio da un periodo di attesa triste. Se gli si chiedesse qual è la cosa che più lo affascina della primavera, allora lui senza esitare risponderebbe che è quella sensazione di assoluta pace, di spensieratezza, che così dal nulla appare: si apre uno squarcio nel cielo e il sole, accompagnato da quel dolce vento, un po’ caldo, un po’ freddo, spinge a chiudere gli occhi e respirare: questa, per lui, è primavera. Continua a leggere “Respirare ad occhi chiusi”

Ai nostri più intimi lettori

Nel mio primo contributo in questa rubrica chiudevo l’articolo con l’invito a riflettere su un’altra parola: si trattava di INTIMITÀ. Al lettore accorto non è certamente sfuggito che lo spunto non è stato mai sviluppato: come mai? Intimo è il superlativo assoluto di interno: insomma, più dentro di così non si può proprio! Ed è per questo che contiamo gli intimi amici sulle dita di una mano (e forse è già troppo) ed è per lo stesso motivo che solo nell’intimità della nostra casa e di relazioni particolari mostriamo la biancheria intima (salvo mode passeggere e pubblicità di delicata lingerie, ovviamente!). Ciò che è intimo, è conosciuto e condiviso solo da poche persone che possono entrare in una distanza prossemica molto ridotta. Continua a leggere “Ai nostri più intimi lettori”

Homefulness, tendenza o stile di vita?

Adoro passare il tempo nella mia dimora, mi sento protetta e coccolata, lei mi trasmette calore e io la amo proprio per questo. C’è da dire che tenere sempre in ordine non è facile, soprattutto quando siamo trasportati da mille impegni, così tra i miei buoni propositi del 2023 c’era la ricerca di qualcosa che potesse aiutarmi nell’intento di creare uno spazio più armonioso e che mi facesse sentire bene. Homefulness non è solo un trend che ha preso piede nell’ultimo anno, è molto di più. È un concetto che prende ispirazione dalla mindfulness, ma che viene adattato al mondo della casa e dell’interior design. Definito come “il piacere di arrivare nel luogo che sentiamo nostro”, racconta uno stato d’animo, quel senso di appartenenza e di sollievo che si può provare nel rincasare, soprattutto dopo una lunga giornata di lavoro.
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2024: l’anno del Drago di legno

Il 2024 è iniziato ormai da qualche mese, ma non per tutti. Molti paesi asiatici festeggiano l’arrivo del nuovo anno il 10 febbraio 2024, secondo il cosiddetto “Capodanno Cinese” o “Capodanno di Primavera”. Secondo la tradizione, ad ogni anno è associato un animale sacro: il 2024 è rappresentato dal drago, simbolo di forza, coraggio e maestosità, ma che è anche considerato un porta fortuna. Ogni animale è a sua volta legato ciclicamente ad un elemento tra cui oro, legno, fuoco, acqua e terra. Quindi, essendo l’oroscopo cinese composto da dodici animali in totale ed essendo questi combinati con uno dei cinque elementi, l’ultimo anno del Drago è stato nel 2012, ma quella volta l’elemento protagonista era il fuoco; il 2024 è invece l’anno del legno.
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La mia vita da comò

Sono solo un comò, uno di quelli al lato del letto, sempre all’ombra dell’armadio.
Quello che ha sempre vestiti piegati male sopra, che ospita ogni tipo di scatola o coperte di emergenza, che è l’appoggio di libri già letti e non, di calzini pigri che devono ancora trovare posto dentro di me. Sono quello con cassetti pieni di maglioni, di cui almeno metà passati di moda, tra cui fin da piccola lei nascondeva quelli che erano i suoi “segreti”: diari pieni di confidenze, abbozzi di lettere l’amore mai consegnate, quel completino intimo comprato con le amiche, per gioco, alle superiori e che è ancora lì con ancora l’etichetta perché importabile.
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Il pozzo magico

Nel villaggio in riva al fiume si trovava un vecchio pozzo. Era stato creato in un remoto passato da un mago, riconoscente agli abitanti del villaggio che gli avevano salvato la vita dopo che era stato aggredito da un branco di lupi. Si trattava in realtà di un pozzo speciale, in quanto anziché dispensare fresca acqua di falda, permetteva a tutti i bambini del villaggio di veder avverati i propri desideri. Proprio così, avete capito bene! Di fronte ad esso, i sogni di ogni fanciullo si tramutavano in realtà al semplice pensiero.
Il mago aveva imposto un’unica, semplice regola; che nessun bambino potesse usufruirne per più di una volta all’anno. Tutto era sempre filato liscio, sino a quel tardo pomeriggio di settembre in cui Sofia, in sella alla propria bicicletta, aveva attraversato il villaggio giungendo nei pressi del grande prato erboso dove era situato il pozzo. Era partita da casa convinta che la propria fosse un’idea geniale, ma durante il tragitto era stata assalita da mille dubbi ed ora era estremamente dubbiosa che la cosa potesse funzionare. Giunta a pochi metri dal muretto circolare che separava la magica cavità dal resto del mondo, rimase quindi alcuni istanti in silenzio prima di trovare la forza di esprimere a parole i propri pensieri. Continua a leggere “Il pozzo magico”

Accetta e lascia andare

“Eh sembra facile”… una frase a completare l’altra. Come le tante volte in cui ce lo siamo sentiti dire o ce lo siamo detti da soli per spronarci. Frasi fatte che lasciano il tempo che trovano, belle nella teoria ma nella pratica…
Il lavoro, quello pratico, consiste nell’accettare, nel senso di demolire, tagliare, scardinare. Paure, chiusure, pregiudizi e sensi di colpa, per poi accogliere e lasciar andare, passare oltre. Un gioco di parole ed immagini, un simbolismo tra ascia e accetta, accettare e lasciare andare, demolizione e rinascita che campeggia sulla locandina.
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Di notte

Di notte ogni cosa assume forme più lievi, più sfumate, quasi magiche. Tutto si addolcisce e si attenua, anche le rughe del viso e quelle dell’anima.
Romano Battaglia

Camminando in punta di piedi sul filo sottile che divide l’estasi dall’oblio pronto a liberare i sogni che ho soffiato in quel palloncino perchè provino a volare e a diventare realtà.
Di notte tutto assume sembianze diverse, molte cose si attenuano e si addolciscono altre marcano i loro contorni con tratti decisi a carboncino che le rendono difficili anche solo da sognare.
L’importante è non cadere da quel filo, camminare assieme a qualcuno di importante che provi il vostro stesso piacere e liberare quel palloncino.

Andrea Spessotto

L_EGO

Che non gira tutto attorno a noi ce l’ha insegnato secoli fa Nicolò Copernico quando, grazie alla sua “Teoria eliocentrica”, ha dimostrato che la Terra gira attorno al Sole, e non il contrario. Ecco una prima lezione di umiltà. Molte persone, però, sembrano non essersi evolute a questo modello copernicano e continuano a credere che tutto e tutti girino attorno al proprio mondo.
Questo si chiama Ego centrismo: io – il mio mondo – al centro.
Inizio a riflettere sull’EGO e così penso a una parola molto simile ma che ha un significato profondamente diverso: LEGO. Cavoli se bastasse una sola lettera a trasformare l’individualismo in relazione!
Si perché quei mattoncini colorati di ogni forma e dimensione non sono per nulla egoisti ma si uniscono agli altri formando migliaia di forme, oggetti e modellini.
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Pronti, partenza, via!

Che sia in Italia o all’estero, con il corpo o solo con la mente, a molti di noi piace viaggiare, portarsi in un altrove in cui scoprire il mondo e sé stessi. L’origine della parola “viaggio” è da ricercarsi nella lingua latina, più precisamente nel termine “viaticum”. Prima di assumere il significato stretto di viaggio, inteso come trasferimento da un luogo a un altro, “viaticum” indicava propriamente la provvista, ovvero tutto ciò che il viaggiatore portava con sé durante lo spostamento. Anche noi, infatti, prima di ogni partenza organizziamo il nostro bagaglio, a seconda del luogo di destinazione, della distanza che ci separa da esso, delle condizioni meteorologiche, del tipo di viaggio che affronteremo (a piedi, in bicicletta, in macchina, in treno, in aereo). Continua a leggere “Pronti, partenza, via!”

Sgualcito? No, grazie!

Ci sono momenti nella vita in cui il desiderio più grande nell’alzarsi al mattino è sprofondare di nuovo tra i cuscini, il più in fretta possibile.
Non alzarsi, continuare a dormire, nascondersi… Tutto ciò che è vitale ed energetico sembra insopportabile e tutto ciò che chiede il proprio personale contributo sembra insormontabile. Non si tratta evidentemente di semplice letargia, ma di un disagio profondo, spesso impossibile da condividere con altri.
Le cause del problema possono essere tante e la questione è così complessa che non abbiamo la pretesa di sviscerarla in questa sede. Ci limiteremo a proporre un’immagine e un profumo che possano spingere qualcuno a fare capolino da sotto le coltri ben rimboccate.
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Consigli di lettura: Basta un caffè per essere felici di Toshikazu Kawaguchi

“Quando la gente si perde nelle proprie preoccupazioni, rischia di non vedere i sentimenti delle persone più care.”
In questo secondo volume troviamo ancora Kazu e Nagare a gestire il piccolo caffè che permette di viaggiare nel tempo. Sono passati sei anni dalla nascita di Miki Tokita, la figlia di Nagare e Kei, che non vede l’ora di poter versare il suo primo caffè capace di far viaggiare nel tempo.
La struttura del libro è la stessa di “Finché il caffè è caldo”, pochi racconti, con in comune solo la caffetteria e la sua storia. Ma ogni racconto narra storie non legate fra loro. I temi trattati sono i medesi del primo libro ma allo stesso tempo le storie che troviamo sono completamente diverse. Continua a leggere “Consigli di lettura: Basta un caffè per essere felici di Toshikazu Kawaguchi”

La gazzetta: un sogno diventato realtà!

Chissà cosa è saltato in mente a me ed Eleonora quando 4 anni fa ormai, mosse dal sogno di Barbara mancata da un po’ di tempo, decidemmo di fare una pazzia: racimolare un po’ di persone a cui piaceva scrivere e che avesse voglia di imbarcarsi con noi in questo pazzo progetto di scrivere un giornale di solo notizie positive. Tramite i social decidemmo di mettere un annuncio e, con nostra sorpresa, ricevemmo abbastanza adesioni. Alla prima riunione Eleonora, sicuramente più scafata di me, espose il nostro piccolo progetto che tutti abbracciarono entusiasti proponendo già altre persone a cui chieder di darci una mano. Stava succedendo davvero? Saremmo mai state in grado??? Piene di dubbi ci lanciammo in questa storia pazza che a Gennaio  ha festeggiato 4 anni. Continua a leggere “La gazzetta: un sogno diventato realtà!”