Ognuno di noi è le parole che sceglie.
Perché le parole che scegliamo di usare sono preziose. In ogni momento. E scegliere di usare il linguaggio e il registro corretto in una data occasione è permesso grazie al potere straordinario delle parole.
La bellezza della comunicazione risiede nella sua profondità. Ogni parola infatti ha il potere di costruire o distruggere. Scegliamo quindi di comunicare in modo non banale, arricchendo le nostre interazioni quotidiane e impegnandoci a usare la lingua in modo attento.
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Dimmelo bene. Le parole che danno peso alle cose
Dice un saggio: “se non trovi la parola per dirlo, allora quella cosa non esiste”. È per questo che i linguisti si danno da fare per una lingua italiana sempre più attenta ad un uso consapevolmente privo di discriminazioni di genere. Perché il femminile di “sindaco” dovrebbe suonare male, se esiste il femminile di “dottore”? Perché non utilizzare il solo cognome per indicare una donna che ricopre un ruolo importante, invece che farlo precedere dall’articolo a sottolinearne il genere femminile? Perché utilizzare un maschile collettivo scrivendo a “cari colleghi (e colleghe)”? Se non usi la parola per dirlo, allora quella donna non esiste. Agitu Gudeta era una donna etiope simbolo dell’integrazione possibile grazie a sacrificio, rispetto, lavoro e dedizione all’ambiente e al territorio. Il suo allevamento di capre autoctone era il simbolo della rinascita e della tutela nella valle dei Mocheni, in Trentino. Così la sua uccisione efferata a fine 2020 portò con sé sbigottimento, dolore e costernazione.<!–more–> Carolina Leonardi, originaria di Seravezza e laureata in scienze agrarie all’Università di Pisa, è invece la giovane che apre la stagione della transumanza in Versilia. La notizia della sua scelta di vita riecheggia nei giornali in apertura della stagione corrente. Se a molti può suonare parola difficile, strana, forse forzata, sono tuttavia molti gli articoli che raccontano di loro usando proprio la parola “pastora”. È una parola attestata in italiano anche se raramente, e forse più frequentemente in ambito religioso. Il fatto che sia stata utilizzata correttamente nonostante l’effetto che avrebbe potuto suscitare fa sperare in una maggiore attenzione all’uso non sessista del linguaggio anche nel giornalismo. Così dobbiamo leggere anche la presenza del solo cognome per l’attuale Presidente del Consiglio in Italia, o appunto le notizie che riguardano le neoeletto sindache e assessore del Belpaese: sono le parole che cerchiamo per far sì che sempre più donne esistano nel posto da loro sognato, desiderato e costruito. Dare loro la possibilità di esserci, come donne e con il titolo a loro adeguato, significa riconoscerne la parità e la dignità. Non una di meno sarà nel suo ruolo, grazie a uomini e altrettante donne che ogni giorno custodiscono un mondo equo e gentile, anche nelle parole utilizzate. La strada della parità passa anche da qui.
Elisa Parise
Consigli di lettura: Le parole sono importanti
Dieci motivi per studiare l’etimologia delle parole. Dieci parole campione su cui esercitare questa bizzarra scienza. Marco Balzano si toglie le vesti del narratore e ci porta per una volta dentro la sua professione: il prof. conduce per mano il lettore nella ricerca del significato più profondo delle parole, seguendo sentieri tracciati dalla corradicalità e dalla storia delle parole e delle cose. Continua a leggere “Consigli di lettura: Le parole sono importanti”
Non temete le parole
Emily Dickinson scrisse: “Qualcuno dice che una parola muore appena detta, io dico che solo in quel momento comincia a vivere“.
Io credo che lei avesse pienamente ragione: le parole, una volta pronunciate, pensate, scritte, urlate, dipinte, cantate, mimate, disegnate cominciano a vivere; le parole che muoiono sono quelle che restano imprigionate, intrappolate o rinchiuse tra le labbra, quelle che restano in gola, quelle che non trovano il coraggio o la forza per uscire.
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Lenta la neve fiocca
Quando arriva l’inverno, la nostra mente corre veloce verso paesaggi da fiaba: il camino acceso, l’odore del marzapane, la neve che fuori cade lenta, imbiancando tetti e giardini. Anche se da parecchio tempo non siamo più abituati ad assistere alle grandi nevicate di una volta e a fare a gara con gli amici per il pupazzo più bello, tutti amiamo associare l’idea dell’inverno ai fiocchi bianchi che cadono. Due sono le ipotesi etimologiche che spiegano il significato della parola “neve”, derivata dal latino: la prima afferma che la radice del termine sia “snig-“, ovvero “essere umido”, la seconda che sia “snu-“, “scorrere”. Continua a leggere “Lenta la neve fiocca”
Riceviamo e pubblichiamo
Le parole servono
” Leggere è sognare per mano altrui “
Fernando Pessoa
Leggete, libri, poesie, testi di canzoni, favole, giornali e se non leggete, state vicino a chi lo fa, non abbiate paura, al contrario del fumo, la lettura passiva fa benissimo.
Se vi viene voglia di scrivere fatelo perchè il tempo, ogni singolo istante vissuto, ogni emozione. ogni colore visto e ogni profumo annusato meritano di essere riempiti di inchiostro e fermati per sempre su un foglio bianco. Continua a leggere “Le parole servono”
Parole parole parole…
Il linguaggio e le lingue sono una splendida invenzione degli homines: sistemi di segni organizzati che permettono di tramandare e conservare informazioni. Ingegnosi ma non perfetti: a volte si tratta di sistemi così diversi che il passaggio dall’uno all’altro è impossibile; traduttore traditore, come si suol dire.
Chi non ha mai provato uno struggente desiderio di raggiungere qualcosa di impossibile? In tedesco si dice Sehnsucht. E quella soddisfazione che vi raggiunge alla sera di una giornata lavorativa? Sempre in tedesco si può usare la parola Feierabend. Forse una persona brillante troverebbe la soluzione con una battuta anche in queste situazioni, e in ungherese la chiameremmo Pihentagyú.
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Buon compleanno
Nel mese di settembre dello scorso anno prendeva avvio questa rubrica, nata dall’intuizione di uno dei nostri correttori e sviluppata e sostenuta da redattori amanti delle parole, che ne hanno indagato l’etimologia e il significato più profondo. Quanti termini meravigliosi possediamo per poter parlare di noi!
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Il pàthos che ci salva
Apatia.
A pronunciarla, con tutte quelle vocali dal timbro aperto e luminoso, sembrerebbe quasi una parola bella e rassicurante, parente stretta di “fantasia”, “euforia”, “armonia”.
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Parole
Ognuno di noi sente la necessità di esprimersi e di raccontarsi attraverso forme e modi fra i più disparati: scrivere, dipingere, scolpire, fotografare, comporre sono tentativi per cercare di fermare il tempo e imprigionare le proprie emozioni, belle o brutte che siano, ma pur sempre determinanti per la nostra crescita; sono i nostri strumenti per incidere e ricordare la nostra vita, sono la possibilità di poterci ritrovare ancora una volta riguardando i lavori fatti.
Ho sempre amato le parole: ho sempre desiderato scriverle, leggerle, cantarle, ascoltarle e poi sognarle; ho divorato libri, poesie, riviste e ho ascoltato canzoni e visto film e documentari cercando sempre di rubare le parole a chi le sapeva usare, a chi sapeva rapire la mia attenzione. Ho sempre ammirato e molte volte invidiato chi ha le parole in grado di spiegare qualsiasi cosa, in grado di raccontare una storia, un amore, un viaggio. Ho sempre invidiato chi sa prendermi per mano e portarmi ovunque e in qualsiasi momento per farmi vivere un’emozione senza farmi partire.
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