Falò epifanici

Quella dei falò epifanici, dalle mie parti “Panevin” (pane e vino), è un’usanza soprattutto del Nord Est Italia che consistente nel bruciare delle grandi cataste di legno e frasche. Il rogo è talvolta benedetto dal parroco e lo scoppiettare dell’acqua santa nel fuoco viene identificato con il demonio infuriato che fugge. In cima al palo che regge la catasta di legna spesso viene legato un fantoccio della befana, a rappresentare la morte del vecchio anno a favore del nuovo. Intorno al falò è usanza innalzare canti e litanie: da noi si dice proprio “cantar panevin” come a voler scongiurare per un anno prospero e ricco. Continua a leggere “Falò epifanici”

Altro che Befane!

Certo, lei è l’indiscutibile, la divina, la star dei falò; a lei sono dedicati due giorni magici tra il 5 e il 6 gennaio e poi tutti gli sfottò indirizzati alle donne in modo poco elegante. Ma la Befana non è l’unica a popolare il cielo durante la vigilia dell’Epifania. D’altra parte, come potrebbe far visita a tutti i bambini del mondo semplicemente a cavallo di una scopa e senza aiutanti? Valle che vai, vecchiaccia che trovi, e purtroppo non sempre benevola. Cominciamo il nostro viaggio dalle profondità della Carnia: a Sauris, dove vive una comunità linguistica unica e isolata dal resto delle vallate circostanti. Lì abita la Bèlin: il suo nome significa “donna forestiera” e proprio come la sua quasi omonima televisiva ha un bel fondoschiena. Non proprio uguale: il suo è veramente enorme e sporchissimo, come il calderone della polenta, cibo tanto amato nelle valli del Friuli e non solo. Essa risiede all’imbocco della valle dei Lumiei e tutti i bambini saurani dovevano pagare il pedaggio per uscire dalla valle la prima volta proprio baciandole il sederone. Continua a leggere “Altro che Befane!”

Consigli di lettura: La via del guerriero di pace

Dan Millman è un giovane studente dell’università di Berkeley, in California. È anche un atleta di successo con un promettente futuro davanti a sé. La sua vita scorre perfettamente tra allenamenti, studio, amici e divertimento, non manca proprio nulla. Non si potrebbe desiderare nient’altro. Eppure è proprio in quel momento perfetto della sua esistenza che incontra per caso, ma non a caso, un uomo che cambierà la sua vita per sempre. Socrate lavora in una stazione di servizio aperta tutta la notte, e già al loro primo incontro Dan capisce subito che non si tratta di una persona qualunque. Continua a leggere “Consigli di lettura: La via del guerriero di pace”

Il dono della mela nella tradizione cinese di Natale

Ogni angolo del mondo custodisce tradizioni natalizie uniche, spesso poco conosciute. Una mia amica cinese mi ha svelato una tradizione davvero particolare che mi ha affascinato molto. In Cina, durante la Vigilia di Natale, le persone sono solite scambiarsi delle mele, spesso confezionate in carta dai decori natalizi o in scatole accompagnate da biglietti d’auguri e fiocchi rossi. La domanda, che forse vi starete ponendo anche voi, è: ma perché proprio una mela?
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Nipoti di Babbo Natale

Diventa anche tu Nipote di Babbo Natale, e regala un momento di felicità ad un anziano! Anche quest’anno Un Sorriso in Più ONLUS offre la possibilità di esaudire i desideri di migliaia di anziani che vivono in casa di riposo. Una bella iniziativa, affinché nessuno si senta solo in un giorno così speciale! Una bambola da abbracciare, quella chitarra mai avuta da ragazzo, i dolcetti preferiti… E perché no, una partita a bocce in compagnia! Come fare? Vai sul sito nipotidibabbonatale.it, sfoglia la sezione “desideri” e scegli la persona che vuoi rendere felice. Continua a leggere “Nipoti di Babbo Natale”

“Natale con i tuoi, Pasqua con chi vuoi” e altri detti

Cinque gradi. Che freddo. Ancora qualche passo e siamo nella rimessa. Uno, due, tre, facciamo anche quattro ceppi di legno. Dieci, dodici, diciassette gradini. Entriamo in casa. Il fuoco si sta a poco a poco spegnendo. Meglio rimpinguare la stufa. Che piacevole scoppiettio! Che tepore!
“Se metti un ceppo nel camino, Natale è vicino”. Detto, fatto. L’atmosfera natalizia riempie le strade: luci, addobbi, abeti e canzoni a tema. Meglio prepararsi a pranzi e cene in famiglia, perché, se Pasqua è “con chi vuoi”, Natale è senza dubbio “con i tuoi”. Zii, prozii, cugini, nonni. Nonne, soprattutto…e che è, non la vuoi un’altra porzione di risotto? E le patate al forno? E la carne? D’altra parte, “a Natale, grosso o piccino, tutti portano in tavola il tacchino”. Continua a leggere ““Natale con i tuoi, Pasqua con chi vuoi” e altri detti”

Consigli di lettura:La biblioteca di mezzanotte di Matt Haig

A chi non è capitato, almeno una volta nella vita, di domandarsi come sarebbe la propria vita se avesse intrapreso delle strade invece che altre? Se le scelte fatte fossero state diverse da quelle che ci fanno essere qui, ora, nella vita che viviamo? Nora ha la possibilità di vivere, tramite i molteplici libri di una strana biblioteca, tutte le varie vite che ha lasciato alle sue spalle facendo delle scelte e che ora, nella sua vita reale, rimpiange e che a suo avviso hanno reso la sua vita piatta e vuota. Sarà la bibliotecaria a guidarla in questo viaggio, in questi molteplici universi paralleli e a spiegarle il vero significato di questo mondo di mezzo, tra la vita e la morte, dove Nora  potrà esplorare le vite che si è lasciata alle spalle fino a farle vedere sotto un’altra luce tutte le sue scelte e i suoi rammarichi, i suoi rimpianti. Un libro in grado di catturarti dalla prima all’ultima pagina.

Marta Santin

Il dono del Natale

È quasi Natale, cucciolo mio, e non ho ancora un regalo per te.
Vorrei donarti qualcosa di mio, qualcosa che resti. Forse l’ho trovato: una storia. Vieni qui, siediti accanto a me, il fuoco del caminetto ci farà compagnia. Dalle braci nasceranno i miei personaggi, e le loro ombre danzeranno sulle pareti come in un sogno. Guarda fuori: la neve scende lieve, copre la valle e illumina le case, i tetti, i pini del bosco. Sopra tutto, una grande luna sorride alle stelle, guidando chi torna a casa dopo una lunga giornata. Chiudi gli occhi e immagina un mondo in pace, dove nessuno ha paura, dove gli anziani raccontano storie e i bambini ridono felici. Ora aprili, e ascolta. Ti parlerò di Peter, un bimbo di un piccolo villaggio di montagna. Era inverno, e la neve copriva ogni cosa. Nelle stalle i nonni narravano favole ai bambini: quella più amata era la storia del popolo del bosco. Ma Peter, curioso e testardo, non ci credeva.
Una mattina decise di scoprirlo da solo. Mise nello zaino pane, formaggio e una bottiglia di latte appena munto, prese il suo flauto di legno e partì verso la montagna addormentata. Camminò a lungo nel silenzio bianco, finché si fermò a mangiare. Ma d’un tratto i rami presero a muoversi, la neve cadde dagli alberi e minuscole voci risero tra gli aghi dei pini. Peter, spaventato, indietreggiò e cadde nella neve. Quando rialzò la testa, davanti a lui c’era un minuscolo omino con un cappello rosso pieno di campanelli. «Ciao Peter» disse. «Sono Teo, re del popolo del bosco. Ti conosciamo bene: sei vivace, ma buono. Hai un sogno da affidare a noi?»
Peter ci pensò un momento e poi sussurrò: «Vorrei che questo Natale fosse di pace, che non ci fossero bambini tristi né nonni soli, che tutti avessero un sorriso e un dono». Teo lo guardò commosso. «È un bel sogno, piccolo uomo. Facciamo un patto: tu ci darai il latte e il tuo flauto, e noi proveremo a realizzarlo».
Peter non esitò: posò tutto nella neve. L’omino sorrise, poi svanì con i suoi amici tra gli alberi. La mattina di Natale, Peter trovò accanto al letto un pacchetto con un fiocco rosso. Dentro c’era il suo flauto e un biglietto:
Ogni volta che ci vorrai parlare, suonalo. Noi saremo in ascolto. Da quel giorno Peter non si sentì più solo. Di notte, al suono del suo flauto, tornavano Teo e i suoi amici, e insieme raccoglievano i sogni del mondo per portarli a chi ne aveva più bisogno. La pace regnò nel villaggio, e le storie del popolo del bosco continuarono a vivere nei racconti dei nonni, generazione dopo generazione. E così, cucciolo mio, questa è la favola che ti regalo. Ora dormi sereno, i piccoli amici del bosco veglieranno sui tuoi sogni.
Guarda la luna, così grande e luminosa… illumina anche il mio cammino, perché ci sono altri bambini da addormentare.
Buonanotte, piccolo mio. E… buon Natale.

Andrea Spessotto

Santa Lucia

Quando ero bambina, in casa Mortari c’era l’usanza di festeggiare Santa Lucia, il 13 Dicembre. A nanna presto, e l’indomani avrei trovato un regalo tutto per me! Un po’ come con Babbo Natale, ma il fatto che Santa Lucia non passasse a casa di tutti i bambini rendeva la sorpresa molto speciale e ancora più misteriosa. La sera mi immergevo di corsa sotto il morbido piumone del mio lettino e chiudevo presto gli occhietti, sperando così che la nottata volasse in un battito di ciglia. La mattina poi balzavo in piedi prestissimo, in barba alla pigrizia e al calduccio delle coperte, e correvo in salotto a caccia del pacchetto. Ed eccolo là! Meraviglia! Ciò che mi affascinava di più era che, a parer della me-bambina-di-allora, Santa Lucia aveva proprio buon gusto e molta fantasia. Continua a leggere “Santa Lucia”

Il Natale nel mondo

Strano ma vero anche in Giappone si festeggia il Natale. Strano perché solo l’1% della popolazione è cristiana, vero perché anche se non viene vissuta come tradizione religiosa è molto presente e diffusa. Da metà novembre fino a febbraio le città risplendono di luci, decorazioni, e alberi giganteschi, anche i monumenti più famosi vengono decorati sfarzosamente per diffondere la gioia e lo spirito del momento. I quartieri si riempiono di mercatini tipici, eventi, feste a tema e spettacolari proiezioni audiovisive. Il periodo natalizio, nella terra del sol levante, è celebrato come un momento per diffondere la felicità e condividere la gioia. Nota curiosa: il 24 dicembre è considerato il giorno più romantico dell’anno, equivale un po’ al nostro San Valentino. Continua a leggere “Il Natale nel mondo”

Piccole tradizioni crescono

Se penso al Natale mi viene in mente il caldo abbraccio di mia madre e al pasticcio di mia nonna. Le prime luci che illuminano le città, le casette decorate in piazza e le vetrine dei negozi addobbate. L’aria di dicembre pungente ma che allo stesso tempo ha quel qualcosa di purificante. E ancora gli addobbi natalizi che si intravedono dai giardini delle case. La gioia e la voglia di stare insieme. Come avrete capito io adoro il Natale, per me è in assoluto il periodo più magico dell’anno e negli anni ho cercato di tenere vive le tradizioni tramandate nella mia famiglia e allo stesso tempo di crearne di nuove. Quando ero piccola in casa l’albero ed il presepe si faceva tutti insieme l’8 dicembre, adesso che sono grande ed ho una casa tutta mia inizio ad addobbarla già il week end a ridosso del 1 del mese. Continua a leggere “Piccole tradizioni crescono”

Consigli di lettura: La compagnia degli enigmisti di Samuel Burr

In una magione del Bedfordshire che ha visto giorni migliori, di proprietà della celebre enigmista Philippa Allsbrook, un eccentrico gruppo composto da sciaradisti e sciaradiste, creatori e creatrici di rebus e labirinti, enigmisti ed enigmiste per lo più ottuagenari trascorre la propria esistenza ideando e risolvendo rompicapi. Le loro menti sono le più acute e affinate d’Inghilterra, eppure c’è un segreto che nemmeno i soci della Compagnia conoscono, un segreto che Philippa, sul letto di morte, affida a Clayton Stumper, il giovane uomo che lei stessa, un giorno di venticinque anni prima, ha trovato abbandonato in fasce fuori dalla porta della villa. Continua a leggere “Consigli di lettura: La compagnia degli enigmisti di Samuel Burr”

Il regalo

Il regalo è desiderio, attesa e felicità. Desiderio, da un lato, di ricevere qualcosa che vorremmo, che ci piace, desiderio di essere pensati da qualcuno a cui teniamo. Desiderio dall’altra parte, è ciò che ci spinge a portare il nostro pensiero dell’altro, l’esserci per l’altro, attraverso il dono. Entrambi ci emozionano: l’idea che qualcuno ci presenti un frutto del suo volerci bene ci riempie di gioia, così come quegli attimi prima di consegnare un regalo, in cui a stento riusciamo a mascherare il sorriso.
Per l’attesa, mi piace pensare ai bambini, alla notte prima di Natale, ai passi svelti che scendono le scale, alle carte dei regali, che dell’attesa sono il simbolo più grande. Continua a leggere “Il regalo”

Un Natale insieme

Da bambina il Mondo sembrava un luogo magico, in cui sorprendersi e meravigliarsi, sembrava un luogo dove poter respirare gioia e serenità. Il Natale, in particolare, era un’occasione per condividere sorrisi e momenti con i propri cari e le persone che fanno bene al cuore. Qualcosa è cambiato con il passare del tempo. Quella visione incantata della festività natalizia è sfumata con l’avvento della consapevolezza di come è la realtà. Accade a tutti il momento fatidico della presa di coscienza di quello che accade, sia nell’animo delle persone, sia nel Mondo esterno, nel microcosmo come nel macrocosmo. Si tratta di un passaggio delicato che determina la fine dell’ingenuità e l’inizio di una maggiore esperienza sulle reali dinamiche esistenziali. È proprio questo passaggio che muta la percezione di quella che è la festività. Crescendo è facile diventare più cinici e scettici sul reale valore del Natale che finisce così per perdere quell’aura sacra che lo connota. Continua a leggere “Un Natale insieme”

L’albero di Natale

È il simbolo del periodo che stiamo vivendo, una di quelle tradizioni che continuano a durare nel tempo. Possiamo addobbarlo nel calduccio di casa nostra oppure lo possiamo trovare negli uffici, nei centri commerciali, nelle piazze delle città. Può essere rappresentato da un vero abete o una pianta finta e decorato con stelle filanti, palline di ogni colore, fiocchetti, luci natalizie o ornamenti fai da te. La tradizione vorrebbe che venisse preparato l’otto dicembre per poi toglierlo il sei gennaio. Continua a leggere “L’albero di Natale”