Ninfa dormiente (di Ilaria Tuti)

Se avete già letto “Fiori sopra l’inferno”, correte in libreria a comprare “Ninfa dormiente”.
Se non l’avete ancora letto, affrettatevi a farlo per poi lasciarvi trascinare dal secondo romanzo di Ilaria Tuti che vede per protagonista il commissario Teresa Battaglia. Ancora una volta l’ambientazione è il Friuli, terra d’origine dell’autrice, ma dal Tarvisiano ci si sposta alla Val Resia, un luogo quasi magico in cui vive una comunità di ceppo slavo che lotta strenuamente per conservare le proprie tradizioni e la propria identità.
La valle è sfondo e al tempo stesso fulcro delle vicende che animano il romanzo: dopo più di settant’anni viene ritrovato un quadro che ritrae una donna giovane e bellissima, che si scopre provenire proprio da quel luogo. Il quadro, però, non è un’opera come tutte le altre: è stato realizzato con sangue umano. Perché? Cos’è successo prima che l’artista dipingesse quella ragazza? È lui l’assassino?
Al commissario Battaglia e alla sua squadra, incaricata di risolvere il caso, non resta che mettersi alla ricerca di indizi e di prove, scavando a fondo in una storia che riporterà alla luce molti segreti nascosti.
“Ninfa dormiente” è un giallo (e non solo) che si legge tutto d’un fiato, per scoprire qualcosa in più pagina dopo pagina, attendendo con ansia la rivelazione del mistero.

Francesca Tamai

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