Controvento

Accanto a te, viaggiando controvento, risolverò poco o niente, ma ci sarò. Quando ero ragazzino, papà mi portava a correre in bicicletta sulla Pedemontana o a scalare Madonna del Monte. Se avessimo trovato vento contrario, mi avrebbe fatto infilare un foglio di giornale sotto la maglietta. Era un trucco che gli aveva insegnato suo padre, il nonno Gigi, e, come tutti i trucchi tramandati, funzionava benissimo. Diceva che lo facevano anche i grandi ciclisti, sulle salite più dure, quando il vento gelava il petto e rubava il respiro. Quel foglio, leggero e fragile, diventava protezione. Non era solo carta: era una corazza sottile, una carezza nascosta, una certezza. Mi riparava dal freddo e mi permetteva di continuare a pedalare, senza fermarmi. Perché, anche nello sport come nella vita, gli ostacoli arrivano senza chiedere permesso, e bisogna farsi trovare pronti. Ripenso spesso a quel foglio di giornale. Forse perché mi accorgo che vivo controvento. Lo faccio con una testardaggine antica, con la stessa ostinazione di chi risale una corrente più forte di lui. Ci vuole forza, ci vuole volontà, ma soprattutto ci vuole un sogno. Non so se sia stata una scelta o una direzione imposta. So soltanto che vivo controvento ogni volta che sento di andare altrove rispetto agli altri. Continua a leggere “Controvento”

Controvento

Barche silenziose si allontanano all’orizzonte mentre il mare riflette l’ultimo sole, prima di lasciare la scena al cielo. Si dirigono verso mete sconosciute, libere come i miei pensieri che fantasticano da questo bagnasciuga. Le barche hanno la forza della vita, sanno navigare con il vento, poco gli importa se va nella direzione giusta o meno. Come disse Seneca: “non c’è vento favorevole per il marinaio che non sa dove andare”.
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