Storie da prof nell’era dei social – NOTE A MARGINE Portami il diario: un blog di classe

“Portami il diario!”: tre parole da far accapponare la pelle.
In questo blog però ci sono i racconti di Valentina Petri, 42, prof. di lettere all’IPSIA Lombardi di Vercelli. E in questi racconti tutta la fiducia nelle fatiche quotidiane di molti docenti.
Da collega le chiedo se c’è un motivo per tale fatica: lavorare a contatto con le persone, la responsabilità di oltre venti minorenni tutti insieme, ciascuno con le sue specificità, il vincolo della burocrazia che richiede molte energie.
Ci sono ragazzi più faticosi di altri? Ogni ragazzo è diverso a seconda dell’insegnante che ha di fronte. È una grande palestra di convivenza, la scuola: gli scontri, i confronti, l’urgenza di parlare di qualcosa che esula dalla lezione del giorno.
Che cosa ti scoraggia particolarmente? L’immagine che emerge nell’opinione pubblica: il lavoro privilegiato per ferie e per orario; siamo in tanti invece a metterci il massimo impegno!
Nei tuoi racconti appari sempre imperterrita, quasi fedele e integerrima. A che cosa? Ai ragazzi, alla voglia di offrire loro tutto il possibile. Loro si fidano di te, e questa fiducia, magari maturata nel tempo, va ripagata con credibilità e coerenza. Loro rispettano sempre chi si spende per loro. Sono assoluti, impietosi, non fanno sconti. Sono loro integerrimi, in fondo.
Puoi raccontare una sorpresa in particolare?Ho avuto in classe ragazzi che, incontrati in un vicolo oscuro di notte, farebbero pensare subito alle cose peggiori, e poi invece li ho visti aiutare chi è in difficoltà, li ho visti piangere. Ogni tanto qualcuno scrive un messaggio alle due di notte. Ecco, quella è sempre una sorpresa. Vuol dire che in quel momento l’adulto di riferimento a cui chiedere una cosa, il privilegiato, sei tu.
Quale nota ti è dispiaciuto mettere? La nota ferma un episodio, ha le sue conseguenze, giuste e sacrosante, per carità, ma non chiude il discorso. Il discorso lo si chiude con calma, parlando sempre, il giorno o la settimana o il mese dopo. Quando arrivano le scuse e lo sguardo di chi ha capito.
E quella che vorresti tanto scrivere? Adoro scrivere le note di merito, non sul diario, a margine dei temi: l’idea bella, l’immagine potente, il collegamento calzante. Mi piace quando trovano la loro strada, il loro stile, e mi piace sottolinearlo a fianco, con le faccette disegnate.
Che cosa vale la pena imparare? A vivere insieme. A rispettare gli altri. La convivenza civile. La storia, per quello che la storia ci può insegnare come uomini, per non ripetere gli stessi errori. La lettura. L’amore per questa lingua bellissima. L’amore e il rispetto per il patrimonio artistico, che ci racconta chi siamo.
“Portami il diario!”: è il consiglio appassionato di chi in classe insegnando impara quotidianamente ad ascoltare l’altro senza fermarsi alle apparenze; è lo sguardo ironicamente benevolo di chi sa cogliere con classe la bontà dell’umano.

Il 19 maggio è uscito il libro di Valentina Petri: Portami il diario è ora anche un romanzo edito da Rizzoli che parla di scuola, ma soprattutto dei ragazzi. Il bello è che puoi seguire tutte le presentazioni del libro nelle librerie quando vuoi quante volte vuoi dal divano di casa: il calendario è in costante aggiornamento sulla pagina https://m.facebook.com/portamildiario/?locale2=it_IT.

Elisa Parise

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...