Giano Bifronte: una divinità tutta romana che sa guardare al passato e al futuro. Da questo nome deriva il mese che apre l’anno nel calendario a partire dalla riforma di Giulio Cesare. Ianuarius, di Giano, gennaio: è il momento di andare avanti, mentre si chiude un anno con i suoi bilanci. Stare sulla soglia di un anno nuovo pur chiudendo la porta di quello vecchio: il dio Giano è infatti protettore delle porte (IANUAE, in latino), dei ponti (IANUI) e dei passaggi, dei momenti in cui il presente è già futuro e non più passato. Continua a leggere “Il fremito sul ponte”
Mese: gennaio 2026
Non siamo sbagliati: siamo soltanto noi stessi
Spesso ciò che pensiamo siano errori, in realtà non lo sono. I sentimenti, per esempio, non possono essere qualcosa di sbagliato. Le emozioni rappresentano il nostro essere, descrivono la nostra interiorità. Sono il riflesso di ciò che ci circonda e dell’influenza che il mondo esercita su di noi. Siamo esseri umani, e siamo diversi. Ascoltiamo, guardiamo, percepiamo e viviamo in modo diverso. Le sensazioni che provi nei confronti di determinati luoghi, persone o situazioni, possono essere completamente opposte a quelle che un’altra persona prova. Questa diversa percezione può portare a fraintendimenti, soprattutto nelle relazioni più intense e profonde. Continua a leggere “Non siamo sbagliati: siamo soltanto noi stessi”
Il rudere e l’asfalto
Spesso mi domando come doveva essere la vita, in quelle case. Avete presente, no? State percorrendo l’autostrada. Il solito tragitto casa-lavoro, o qualcosa di simile, con la testa altrove. Però quel giorno i vostri occhi notano un vecchio rudere, non molto lontano dall’asfalto. È sempre stato lì, eppure ci fate caso solo ora. Unico segno di civiltà nel bel mezzo di un enorme campo incolto, ricoperto da una quantità tale di edera che pare quasi fondersi con il paesaggio verdeggiante, quelle quattro pareti pericolanti attirano la vostra attenzione. Chissà quando è stata, l’ultima volta che qualcuno ha girato la chiave nella toppa di quel vecchio portone. Un brusco addio? Una partenza sofferta ma necessaria? Gioco con la fantasia, e immagino una famiglia d’altri tempi intenta a consumare un pasto frugale. Una domenica di primavera, magari. Continua a leggere “Il rudere e l’asfalto”
“La sera dei miracoli” – Lucio Dalla
La canzone del grande Lucio Dalla che mi piace di più. L’ispirazione è un omaggio alla città eterna. Lucio, all’inizio estate del 1980, è a Roma nella sua casa a Trastevere di vicolo del Buco n. 7, dove vi rimarrà fino al 1986. In una sera scrive questa canzone: “è la sera dei miracoli fai attenzione, qualcuno nei vicoli ha scritto una canzone”. Un inno alla città e come dirà lui stesso: “Avevo visto Roma incendiata da feste, da canti, da gente ubriaca bene. Davvero un momento di gioia collettiva”.
Quelle sere, frenetiche e vivaci, sono: “da passare in centomila in uno stadio” a tifare per la propria squadra, oppure tra i vicoli: “qualcuno nei vicoli fa a pazzi una canzone”. Sere chiassose “è la sera dei cani che parlano tra di loro”, e vive: “e la gente scende nelle piazze per andare a vedere”.
Continua a leggere ““La sera dei miracoli” – Lucio Dalla”
Consigli di lettura: L’ultimo segreto – Dan Brown
Dopo 10 anni di Silenzio, Dan Brown riporta Robert Langdon in una storia ambiziosa. Robert è a Praga insieme a Katherine Solomon, con cui ha da poco avviato una relazione. Un viaggio di piacere in veste di accompagnatore dell’esperta di noetica, invitata a una conferenza in città per esporre le sue innovative teorie sulla mente. All’improvviso, gli eventi prendono una piega inquietante: la mattina del quarto giorno Katherine sembra sparire senza lasciare tracce e Robert assiste, sul ponte Carlo, a una scena che sfida la razionalità e di fronte alla quale reagisce d’istinto, finendo nel mirino dei servizi di sicurezza cechi. Intanto, a New York, una misteriosa organizzazione mette in campo risorse all’avanguardia per distruggere il manoscritto che Katherine ha consegnato al suo editore e che raccoglie le sue rivoluzionarie ricerche. Continua a leggere “Consigli di lettura: L’ultimo segreto – Dan Brown”
Tessendo un ragionamento
Crediamo siano per sempre, la felicità, il dolore, l’allegria, la sofferenza, quando in realtà sfumano nel volgere di un attimo. Fugaci ed effimere sono le sensazioni dell’animo umano. L’una lascia posto all’altra in un susseguirsi incessante di una sinfonia di emozioni. Gli estremismi non sono mai una buona cosa, quindi, così come non è corretto lasciarsi dominare dal sentimento, allo stesso modo, nemmeno la razionalità deve fare da padrona. È necessario raggiungere un equilibrio dinamico tra percezione e ragione. Il sentire è fondamentale per apprendere tanto quanto il lavorio intellettuale. Senza esperienza non ci sarebbero i contenuti, successivamente elaborati per fornire la conoscenza. Il complesso io-mondo è regolato da plurime facoltà che cooperano per permetterci di conoscere. Nasciamo con il cervello come una tabula rasa, o con modelli conoscitivi precostituiti? Entrambe le cose, o nessuna delle due. Continua a leggere “Tessendo un ragionamento”
Il successo dei free walking tour
Il modo più bello per visitare una città è farlo camminando. Muoversi a piedi permette di scoprire gli angoli più nascosti dei centri abitati, come vicoli poco conosciuti, mercati locali o punti panoramici che spesso sfuggono a chi si sposta in auto o con i mezzi pubblici. Camminare accompagnati da una persona del posto rende più facile orientarsi e consente di conoscere aspetti che si trovano meno sulle guide per turisti. Negli ultimi vent’anni è diventato sempre più popolare un particolare tipo di walking tour, che non prevede il pagamento di una quota fissa, decisa prima di iniziare la camminata. Si chiamano free walking tour, cioè a offerta libera, e si basano sul concetto di mancia: ogni partecipante decide liberamente quanto lasciare alla guida, a seconda di quanto ha apprezzato il tour. In genere, la mancia che si lascia è compresa tra i 10 e i 30 euro a persona. L’idea di creare i free walking tour venne per la prima volta a Chris Sandeman, una guida turistica che nel 2004 lanciò il primo giro a piedi a offerta libera a Berlino, in Germania. Continua a leggere “Il successo dei free walking tour”
Il profumo del vinile
C’erano pomeriggi che profumavano di vinile, di plastica nuova e sogni in copertina. Bastava spingere la porta del Centro della Musica o di Good Music, a Pordenone, per essere travolti da quel miscuglio di suoni, voci e dalle copertine degli LP in classifica appese come quadri alle pareti. Centinaia di dischi allineati in ordine alfabetico, tra musica italiana e straniera: Bennato, De Gregori, Dalla, Vecchioni, De André con la PFM, Pino Daniele, Chicago, Crosby, Stills, Nash & Young, Deep Purple, Led Zeppelin, Dire Straits, Supertramp. Ti perdevi tra le lettere come in un labirinto di emozioni. Le mani sfioravano il cartone lucido, il tempo si fermava, mentre cercavi l’album che ti avrebbe fatto compagnia per mesi — forse per sempre. Poi tornavi a casa in motorino, il tuo tesoro stretto sottobraccio, attento a non farlo cadere.
A casa aprivi piano la custodia, tiravi fuori il disco nero, liscio come uno specchio. Continua a leggere “Il profumo del vinile”
Cuori di silicio: le relazioni umane tra passato e presente
Nel 2025, le nostre vite scorrono spesso tra notifiche e schermi. Alla base di tutto c’è lui: il silicio, elemento invisibile ma onnipresente, cuore pulsante di ogni dispositivo che ci connette. Ma cosa succede quando è proprio questo materiale, freddo e inorganico, a diventare il mediatore delle nostre relazioni affettive? Un tempo, i legami si costruivano nel tempo lento della presenza: sguardi reali, gesti condivisi, attese significative. Le relazioni si nutrivano di corpo, spazio e silenzio. Oggi, invece, si sviluppano in ambienti digitali, spesso mediati da interfacce. La presenza è diventata segnale, l’intimità si esprime con emoji, e i ricordi si archiviano in cloud più che in diari o album fotografici. Continua a leggere “Cuori di silicio: le relazioni umane tra passato e presente”
Consigli di lettura: La frontiera, Alessandro Leogrande
Lungo e lento è il viaggio che molti hanno attraversato per giungere dall’altra parte. Lenta è la lettura di questa raccolta di saggi sulla frontiera del Mediterraneo. Perché la sete di altro, la sofferenza data dalla sorte, l’instabilità del rischio non possono non toccare il lettore. Sono storie vere, narrate con realismo. Storie che provengono da tutto il mondo mediorientale e africano: dal Kurdistan alla Siria, dall’Afghanistan all’Eritrea passando per la Libia, Lampedusa, Patrasso ma anche Budapest e Ventimiglia. Continua a leggere “Consigli di lettura: La frontiera, Alessandro Leogrande”
Just do it
Di recente mi è capitato di vedere un film in Tv. Parla della Nike, storica e famosa azienda americana che fa scarpe e che, in un momento di crisi delle vendite, aveva bisogno di un testimonial d’eccezione per non andare in crisi, specialmente nel reparto basket. L’idea di un manager era quella di portare Michael Jordan, allora astro nascente dell’NBA, a fare da ambasciatore per l’azienda. M.J. costava troppo, tanto, ma grazie alla costanza, alla tenacia e alla caparbietà di quel manager, M.J. divenne testimonial della Nike facendo vendere un sacco di scarpe con il suo nome e risollevando le casse dell’azienda. Just do it… questo era il motto aziendale proposto.. in italiano “fallo e basta”, adesso, ora. Per uno strano collegamento ho pensato a quante volte mettiamo il nome “domani “alle cose da fare subito, ora. Continua a leggere “Just do it”
Il barattolo della gratitudine
Gennaio 2026, tutti pronti ai blocchi di partenza per iniziare il nuovo anno con la lista degli immancabili buoni propositi ben stampati nella mente. La mia, solitamente, è piena di lodevoli iniziative salutiste, cattive abitudini da perdere, grandi progetti, cose nuove da iniziare, risultati da raggiungere. L’asticella è bella alta, la mia convinzione alle stelle, poi man mano che passano i mesi …vi lascio immaginare. Chi di voi si riconosce? E se quest’anno iniziassimo, invece, da una sfida?Prendiamo un barattolo vuoto e ogni settimana inseriamo un biglietto con su scritto una cosa bella che ci è successa, che ci ha reso felice, che vogliamo ricordare. Continua a leggere “Il barattolo della gratitudine”
Ricominciamoooooo!
….e come cantava Pappalardo….no! Lui cantava bramoso di riprendere le redini della situazione, io non la vedo proprio così. Come ogni anno, dopo un finto entusiasmo di auguri post countdown me ne vado a letto sapendo che la giornata seguente sarà per me sempre uguale. Attenzione, non intendo che ripeto ogni anno le stesse cose: un anno vado al mare, uno in montagna, uno semplicemente a passeggiare per il mio paese, al cinema. No il primo dell’anno, per me, è sempre un giorno triste! Non ho mai capito perché oppure credo sia semplicissimo: iniziare daccapo. Aver finito un libro e iniziarne uno di nuovo, un po’ quella sensazione di sazietà e compitezza che ti abbandona appena prendi in mano un libro nuovo. Continua a leggere “Ricominciamoooooo!”












