L’ alternativa c’è

 La tecnologia può aiutare?
Per ogni problema ambientale e sociale esiste una soluzione e la tecnologia, anche in questo caso, può risultare l’arma vincente.
Esistono infatti molte applicazioni gratuite e accessibili a tutti, applicazioni che non puntano al lucro ma che rispondono alla finalità di evitare che cibo ancora commestibile venga gettato.
Ne elenchiamo alcune ma sicuramente ne esistono altre o comunque in un futuro non molto lontano ne nasceranno diverse con lo scopo di aiutarci a risparmiare e a gestire meglio le nostre dispense.
Da qualche mese è arrivata in Italia Too Good To Go, una app che permette di scegliere ed acquistare con il 70% di sconto una Magic Box (pacchetto sorpresa) che si potrà poi ritirare in negozio durante gli orari di apertura.
All’ iniziativa aderiscono negozi di alimentari, mense, gastronomie e ristoranti, preparando nelle scatole cibi ancora “troppo buoni per essere buttati”.
Nata in Danimarca quattro anni fa, per ora è presente solo nelle maggiori città italiane ma si sta diffondendo in fretta: 300.000 persone l’hanno già scaricata in pochi mesi e 100.000 pasti sono stati salvati.
Simili a TGTG sono l’app Last Minute Sotto Casa e il portale My Foody che raccolgono le segnalazioni dei supermercati sui prodotti vicini alla data di scadenza e su quelli con difetti nella confezione, salvandoli così dalla discarica per un prezzo scontato.
La metà dello spreco alimentare avviene all’ interno delle mura domestiche ed alcune applicazioni possono aiutarci a ridurlo.
Eco Dal Frigo, ad esempio, permette di digitare l’elenco delle cose rimaste in casa per ottenere una lista di possibili ricette per utilizzarle al meglio.
Nelle grandi città ci sono maggiori possibilità di raccogliere e redistribuire il cibo in eccesso: ad esempio a Roma, Torino, Lecce esistono organizzazioni quali Equoevento che recuperano cibo rimasto da matrimoni, battesimi o feste di compleanno. Tante buone idee che dovrebbero diffondersi e diventare abitudine per tutti, segno di responsabilità e di rispetto per l’ambiente e per chi non ha i mezzi necessari per nutrirsi a sufficienza.

Oltre un terzo del cibo prodotto viene sprecato, la metà dello spreco avviene nelle nostre case In Italia, lo spreco annuale si aggira sui 15 miliardi di euro (500 euro al secondo). Se lo spreco alimentare fosse un Paese, sarebbe il terzo più inquinante in termini di emissioni di CO2 dopo Stati Uniti e Cina. Nel mondo 870 milioni di persone patiscono la fame.

Margherita Gnocato

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