Come viaggiare stando seduti sul proprio divano

Esiste un sito internet che ti permette di visitare grandi città e capitali del mondo senza prendere un aereo, rimanendo quindi seduto sul tuo divano. Un volta selezionato il luogo in cui vuoi inoltrarti, potrai anche scegliere la musica o la stazione radio da ascoltare mentre ti godi il tuo viaggio in macchina virtuale.
Ho scoperto questo sito durante il periodo del lock down, quando una pandemia ha colpito il nostro pianeta.
Sono sempre stata abituata a viaggiare, a prendere diversi mezzi di trasporto per raggiungere nuove destinazioni. Di conseguenza, soffrivo molto il fatto di dover stare chiusa in casa e di non poter spostarmi altrove. Sentivo la necessità di uscire; volevo potermi sentire libera di muovermi sullo spazio terrestre senza vincoli; avevo bisogno di stimoli.
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Mare

En tí estás todo, mar, y sin embargo,
¡qué sinti estás, qué solo,
qué lejos, siempre, de ti mismo!
Abierto en mil heridas, cada instante,
cual mi frente,
tus olas van, como mis pensamientos,
y vienen, van y vienen,
besándose, apartándose,
con un eterno conocerse,
mar, y desconocerse.
Eres tú, y no lo sabes,
tu corazón te late y no lo sientes…
¡Qué plenitud de soledad, mar solo!.

Mare, in te c’è tutto…lo diceva il mio amato Juan Ramón Jiménez nella sua poesia Soledad: solitudine.
Una solitudine piena di tutto, di calma, d’impetuosità di mistero di orizzonte di luce, di ombra.
L’anno scorso avevo programmato di andare a trovare una mia cara amica a casa sua, in Sicilia, nella bellissima provincia di Trapani.
Avevamo programmato di passare insieme una settimana a casa sua e di girare tra le tante spiagge, calette, di assaggiare tutte le prelibatezze che la Sicilia offre e di approfittare soprattutto della cucina della signora Caterina: una mamma dalle mani d’oro.
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Le stazioni ferroviarie

Il marmo della panchina era freddo quella sera, amplificava di molto il senso di solitudine e smarrimento che ebbi in quella attesa mentre, seduto, aspettavo il mio cambio. Fu quello il ricordo più forte di quel viaggio che mi portò verso il centro Italia. Sguardi smarriti nei quali mi ritrovavo. Altri invece, sicuri e determinati, delle persone che si affrettavano verso le discese nei tunnel sotterranei; li invidiavo: tornavano a casa.
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