Tra i quindici e i vent’anni le feste con la musica non erano semplici feste. Erano prove generali di vita: imitazioni di amici più esperti o di personaggi televisivi, tentativi goffi e sinceri di diventare grandi. Nascevano quasi sempre in un garage o in una cantina, luoghi che di giorno avevano un’utilità pratica e un odore neutro, ma che per una sera cambiavano pelle. Bastava togliere due biciclette, coprire le bottiglie di vino con un lenzuolo, spostare i mobili, portare qualche sedia e, all’improvviso, quello spazio diventava il centro dell’universo. La preparazione della sala era già un rito. Le luci al neon venivano accese per prime, perché davano risalto ai colori bianchi: camicie stirate, scarpe nuove, dettagli che volevano sembrare eleganti. Il bianco, sotto il neon, brillava più del resto e faceva sembrare tutto più importante. Continua a leggere “Lacca, lucido da labbra e sogni al neon”
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Ragazzo dai pantaloni rosa
Non sono un critico cinematografico, non ne ho le competenze, ho un collega fantastico che ricorda nomi, attori, registi, anni di uscita dei film e persino i minuti nei quali ci sono le battute più importanti, io questo non lo so fare però dopo aver visto IL RAGAZZO DAI PANTALONI ROSA due righe le voglio scrivere ugualmente e, come sempre, le scrivo di getto. La storia si apre con la voce narrante, fuoricampo, del protagonista che ci dice che, se in questo momento fosse vivo avrebbe 27 anni, e ci anticipa la tragedia che andremo a vedere. È una storia vera quella di Andrea, una storia come centinaia di altre storie mai raccontate, chiuse con un lucchetto dentro ad un cassetto, una storia di vergogna, di paura, di mancanza di comunicazione, di disattenzione da parte di chi, adulto, dovrebbe controllare, capire, vedere e non sottovalutare ma soprattutto è una storia di adolescenza, di chi cerca, a volte con tanta fatica, il suo posto nella società. Continua a leggere “Ragazzo dai pantaloni rosa”
Sull’amicizia
Oggi tema in classe.
Il testo argomentativo.
Ho scelto diverse tracce pensando a temi di cui un adolescente potrebbe avere voglia di parlare o semplicemente su cui abbia qualcosa da dire. In effetti il ventaglio di possibilità è ampio, anche se per noi adulti spesso è più comodo pensare che questi giovani d’oggi (così ci piace definirli) non abbiano molto di cui discutere.
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