Viene la notte ed è silenzio.
Mentre il mondo, là fuori,
forse non sente, o fatica a sentire.
Buio d’intorno, dove pure Selene
gioca e si nasconde al rinnovarsi
della sua ciclica veste celeste.
Ed è come nuotare nel ventre
del più vasto tra i mari,
mentre tutto sembra fermarsi
nell’attesa della prossima onda,
che proprio non riesco a vedere,
anch’essa celata
nell’oscuro orizzonte del tempo.
Eppure, di dentro, la sento,
mentre cerca e scava
proprio dentro di me,
inesorabile verdetto degli eventi.
Così mi immergo, solitario,
per lasciare che la paura scorra insieme all’incedere
di questa calda corrente
che al suo seno mi attira,
giù, ancora più giù.
Ed è come sentirsi esplodere
per poi di colpo risalire
fino al limitare di quel solco
che ancora una volta non voglio, non posso lasciare andare.
Vita.
Alberto Pagotto
