Si parte presto, dal suono della sveglia: driiin… Tutti in piedi! E via con una serie di riti prestabiliti che non hanno bisogno di interpretazioni: non si esce senza un caffè, al bar la brioches è con il cappuccino; le scarpe le lego ad occhi chiusi e il soprabito è l’ultima cosa da mettere; leggere e scrivere, in bici o in macchina l’esatta sequenza dei gesti è un pilota automatico e le azioni per il buon proseguimento della giornata sono già pronte nelle mani che lavorano da sole senza che nessuno comandi loro cosa fare.
Gli stereotipi, i rituali, le sequenze meccaniche sempre identiche a se stesse sono un’ottima trovata del cervello umano che lavora in economia: meno novità, meno rischi di errori, meno dispersione di energie. Anche ciò che riguarda la salute rientra in una serie di routine che vanno dal lavaggio dei denti mattina e sera al calendario di esami di check-up che si infittisce via via che passano le primavere.
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Tempo presente
Spesso ripeto sottovoce
che si deve vivere di ricordi solo
quando mi sono rimasti pochi giorni.
Quello che è passato
è come se non ci fosse mai stato.
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