Il buon risveglio

Una dormigliona, l’altra mattutina. La prima si sveglia all’ultimo minuto, si veste, caffè e via di corsa al lavoro. La seconda si alza presto e si prepara per una bella camminata rigenerante in mezzo alla natura, prima di iniziare la giornata.
L’acqua del torrente che scorre, le fronde degli alberi che si muovono, la luce del giorno che gioca con le ombre della notte. I passi veloci sul sentiero, i pensieri che si allineano. È un momento da dedicare a se stessi, per riflettere, per centrarsi, per lasciare andare e per accettare. Continua a leggere “Il buon risveglio”

Il pozzo magico

Nel villaggio in riva al fiume si trovava un vecchio pozzo. Era stato creato in un remoto passato da un mago, riconoscente agli abitanti del villaggio che gli avevano salvato la vita dopo che era stato aggredito da un branco di lupi. Si trattava in realtà di un pozzo speciale, in quanto anziché dispensare fresca acqua di falda, permetteva a tutti i bambini del villaggio di veder avverati i propri desideri. Proprio così, avete capito bene! Di fronte ad esso, i sogni di ogni fanciullo si tramutavano in realtà al semplice pensiero.
Il mago aveva imposto un’unica, semplice regola; che nessun bambino potesse usufruirne per più di una volta all’anno. Tutto era sempre filato liscio, sino a quel tardo pomeriggio di settembre in cui Sofia, in sella alla propria bicicletta, aveva attraversato il villaggio giungendo nei pressi del grande prato erboso dove era situato il pozzo. Era partita da casa convinta che la propria fosse un’idea geniale, ma durante il tragitto era stata assalita da mille dubbi ed ora era estremamente dubbiosa che la cosa potesse funzionare. Giunta a pochi metri dal muretto circolare che separava la magica cavità dal resto del mondo, rimase quindi alcuni istanti in silenzio prima di trovare la forza di esprimere a parole i propri pensieri. Continua a leggere “Il pozzo magico”

La scatola delle volpi

Le volpi, si sa, sono animali molto furbi.
Sono animali selvatici, fuggenti. Un po’ come chi vive le giornate sfuggendo, correndo tra un impegno e l’altro senza riuscire a vedere bene cosa lo circonda.
Non so se anche per le volpi è così, ma non credo: io penso che le volpi scrutino e osservino ciò che hanno vicino. E lo fanno perché sono furbe.
Osservare è da furbi, conservare è da saggi.
Due amiche, stanche di non riuscire a vedere quello che hanno attorno, decidono di osservare e di conservare.
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Guarda la musica, ascolta le immagini.

Il loro volto tra le altre mille facce, i loro sorrisi, mani che si stringono per non perdersi, la matita intorno agli occhi sbavata in cambio del posto migliore.
Volti, visi, voci: il mio nome urlato sopra quella distorsione dell’attesa, elettronica e avvelenata.
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