Guarda la musica, ascolta le immagini.

Il loro volto tra le altre mille facce, i loro sorrisi, mani che si stringono per non perdersi, la matita intorno agli occhi sbavata in cambio del posto migliore.
Volti, visi, voci: il mio nome urlato sopra quella distorsione dell’attesa, elettronica e avvelenata.
Felpe sopra magliette nere, che abbiamo la canotta sotto non lo diciamo a nessuno!!! Trucco poco avezze a portare, scarpe basse, scherziamo che ormai siamo vecchie per tutto questo!!! Una bionda, una rossa, una mora, una castana… quadro perfetto che mi danza intorno, connubio di colori che fluttua davanti ai miei occhi come dita esperte a creare un assolo di blues. Capace di dare una scossa al mio cuore, di riempirlo di LORO che ogni volta lo fanno traboccare di emozioni e di sangue fibrillante. Qui, Ora… non vorrei essere in nessun luogo al di fuori di questo prato che sussulta come fosse tettonicamente precario, che fluttua su un terreno instabile come la vita reale di ognuna di noi che vibra scossa non solo dalla musica di accompagnamento ma da mille corpi che fremono, carichi dell’attesa di quelle note che ci spettineranno l’anima.
I loro sorrisi solleticano il mio cuore: elettrizzati, emozionati, tesi come le corde di quella chitarra che non aspetta altro che essere suonata e vibrare nell’aria, libera, a sfiorare anime, a portare a galla lacrime, siano esse di ricordi o di rimpianti. Immagini di un film capace di sussurrare nelle orecchie storie dimenticate, ricordi radicati nel profondo che possono ancora essere canzoni stupende.
Poi, d’improvviso, le luci stridenti si spengono e la musica esplode colorando lo spazio intorno: lo riempie, lo inonda, lo invade. I loro movimenti cambiano, diventando danza, si appoggiano alle note scandite da un basso in sottofondo, volteggiano prendendo per mano pentagrammi immaginari. Cambiano i loro volti, mutano a seconda della musica: gioia, tristezza, rabbia… tutto questo ridisegna i loro lineamenti quasi fossero suoni, mentre le note sfiorano la loro pelle, avvolgono i loro polsi, sfiorano come carezza le loro guance, cancellando tutto intorno, avvolgendole in un abbraccio che si fonde col mio, forte, carico di mille significati solo nostri, che si dipanano nel tempo, in storie e modi diversi.
Tutte le immagini intorno creano una musica inebriante che con il suo potere riesce ad allagare lo spazio, distorcere confini definiti, inclinare linee rette, plasmare volti nuovi.

Marta Santin

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