Spesso mi domando come doveva essere la vita, in quelle case. Avete presente, no? State percorrendo l’autostrada. Il solito tragitto casa-lavoro, o qualcosa di simile, con la testa altrove. Però quel giorno i vostri occhi notano un vecchio rudere, non molto lontano dall’asfalto. È sempre stato lì, eppure ci fate caso solo ora. Unico segno di civiltà nel bel mezzo di un enorme campo incolto, ricoperto da una quantità tale di edera che pare quasi fondersi con il paesaggio verdeggiante, quelle quattro pareti pericolanti attirano la vostra attenzione. Chissà quando è stata, l’ultima volta che qualcuno ha girato la chiave nella toppa di quel vecchio portone. Un brusco addio? Una partenza sofferta ma necessaria? Gioco con la fantasia, e immagino una famiglia d’altri tempi intenta a consumare un pasto frugale. Una domenica di primavera, magari. Continua a leggere “Il rudere e l’asfalto”
