Lezione di storia

Nella scuola di Barbiano, un giorno maestra Caterina portò in classe un aggeggio assai strano. Una specie di cubo color grigio topo, con al centro una ruota bucherellata e dei numeri che andavano dall’uno al nove, più lo zero. La maestra lo posò sulla cattedra indicandolo agli alunni. “Buongiorno bambini, oggi vi ho portato un oggetto particolare. Sapete dirmi di cosa si tratta?”. Per alcuni era un orologio, per altri una calcolatrice. Entrambe le opzioni fecero sorridere Caterina, che spiegò: “Questo è un vecchio telefono”. “Un telefono!? – ripeté incredulo Nicola – e come si fa a portarselo in giro?” Stavolta la maestra scoppiò in una fragorosa risata. “Nicola caro, non si tratta di uno smart phone, ma di telefono fisso, una sorta di nonno tecnologico degli attuali cellulari. Si teneva in casa, in soggiorno oppure in camera, e ruotando la ghiera si componeva il numero di una persona cara e ci si parlava insieme, sempre che il destinatario fosse a sua volta in casa. Questo in particolare, però, non è un telefono normale, bensì un apparecchio magico! Grazie ad esso, infatti, ciascuno di voi oggi potrà chiamare e parlare con un personaggio storico famoso a propria scelta. Che ne dite? Non è forse fantastico?” Gli alunni fissarono la maestra stupefatti e increduli. “Forza – li incitò – chi vuole iniziare per primo?”.
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