Se penso al periodo delle scuole superiori, voltandomi ad osservarlo in lontananza, posso dire che forse è stato uno dei più spensierati e leggeri che abbia vissuto, ma la consapevolezza ovviamente arriva con il passare degli anni.
Da adolescente mi sembrava pesantissimo alzarmi presto e in particolare in inverno l’attesa dell’autobus delle 6.40 era infinita. I miei compagni di viaggio erano il buio, il freddo e spesso la nebbia che in quegli anni si poteva “tagliare con il coltello”.
La scuola era in una zona poco raccomandabile della città, ma era l’unica con quelle caratteristiche, ed era quella che io avevo scelto, dunque non osavo certo lamentarmi.
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