Sono un ragazzo D.S.A.

Una volta ci chiamavano pigri, perché eravamo lenti nel fare i compiti. Oppure ci mettevano a fare pagine e pagine di esercizi, per la “bella” grafia che non migliorava mai. Alle volte eravamo gli “stupidi della classe”, perché invertivamo i numeri o le parole. Qualcuno ancor oggi strappa i nostri disegni perché non sono “belli” come quelli dei nostri compagni di scuola, o veniamo derisi, perché coltiviamo il sogno di diventare dei programmatori: una scuola che, secondo loro, non finiremo mai perché “troppo impegnativa”.
Lo ammetto, per me alcune cose sono difficili: quando ero piccolo non ho sperimentato una tappa evolutiva, la scelta della mia mano preferita. Era la destra. Non so perché! Mio padre era destro, mia madre pure, perché io sarei dovuto essere mancino?
Tutto nasce da lì e mi ritrovo ad avere l’occhio dominante sinistro, ma la mano dominante è la destra e tutto si complica. Per questo faccio fatica, tanta fatica. Le studio tutte, ma io non riesco a mirare, la mia mano non va dove c’è quel quadratino da barrare, o quel punto da mettere. Trovo stratagemmi. Continua a leggere “Sono un ragazzo D.S.A.”