Falò epifanici

Quella dei falò epifanici, dalle mie parti “Panevin” (pane e vino), è un’usanza soprattutto del Nord Est Italia che consistente nel bruciare delle grandi cataste di legno e frasche. Il rogo è talvolta benedetto dal parroco e lo scoppiettare dell’acqua santa nel fuoco viene identificato con il demonio infuriato che fugge. In cima al palo che regge la catasta di legna spesso viene legato un fantoccio della befana, a rappresentare la morte del vecchio anno a favore del nuovo. Intorno al falò è usanza innalzare canti e litanie: da noi si dice proprio “cantar panevin” come a voler scongiurare per un anno prospero e ricco. Continua a leggere “Falò epifanici”

Altro che Befane!

Certo, lei è l’indiscutibile, la divina, la star dei falò; a lei sono dedicati due giorni magici tra il 5 e il 6 gennaio e poi tutti gli sfottò indirizzati alle donne in modo poco elegante. Ma la Befana non è l’unica a popolare il cielo durante la vigilia dell’Epifania. D’altra parte, come potrebbe far visita a tutti i bambini del mondo semplicemente a cavallo di una scopa e senza aiutanti? Valle che vai, vecchiaccia che trovi, e purtroppo non sempre benevola. Cominciamo il nostro viaggio dalle profondità della Carnia: a Sauris, dove vive una comunità linguistica unica e isolata dal resto delle vallate circostanti. Lì abita la Bèlin: il suo nome significa “donna forestiera” e proprio come la sua quasi omonima televisiva ha un bel fondoschiena. Non proprio uguale: il suo è veramente enorme e sporchissimo, come il calderone della polenta, cibo tanto amato nelle valli del Friuli e non solo. Essa risiede all’imbocco della valle dei Lumiei e tutti i bambini saurani dovevano pagare il pedaggio per uscire dalla valle la prima volta proprio baciandole il sederone. Continua a leggere “Altro che Befane!”

Befana a chi?

Si sa: l’Epifania tutte le feste porta via. Ma questo detto, all’orecchio di una che è nata il 7 gennaio, oltre a rivelare la sua superficialità, risulta piuttosto irriverente: ho smesso di contare le battute con cui la mia data di nascita è associata all’arrivo, forse in ritardo, della simpatica vecchina sulla scopa volante! Di per sé Befana non è una gran presa in giro: questo nome proprio deriva dalla storpiatura del nome della festa concomitante, Epifania appunto. La parola, di origine greca, indica la manifestazione, il rendersi visibile di una divinità che, per sua natura, non sarebbe visibile, un fantasma quasi. Continua a leggere “Befana a chi?”