C’erano pomeriggi che profumavano di vinile, di plastica nuova e sogni in copertina. Bastava spingere la porta del Centro della Musica o di Good Music, a Pordenone, per essere travolti da quel miscuglio di suoni, voci e dalle copertine degli LP in classifica appese come quadri alle pareti. Centinaia di dischi allineati in ordine alfabetico, tra musica italiana e straniera: Bennato, De Gregori, Dalla, Vecchioni, De André con la PFM, Pino Daniele, Chicago, Crosby, Stills, Nash & Young, Deep Purple, Led Zeppelin, Dire Straits, Supertramp. Ti perdevi tra le lettere come in un labirinto di emozioni. Le mani sfioravano il cartone lucido, il tempo si fermava, mentre cercavi l’album che ti avrebbe fatto compagnia per mesi — forse per sempre. Poi tornavi a casa in motorino, il tuo tesoro stretto sottobraccio, attento a non farlo cadere.
A casa aprivi piano la custodia, tiravi fuori il disco nero, liscio come uno specchio. Continua a leggere “Il profumo del vinile”
