Calore e compagnia

La scoperta del fuoco, della fiamma, si perde nella notte dei tempi. I primi esseri umani che provarono questa invenzione devono essere stati spaventati, e non poco, da questa “cosa nuova” che entrava nella loro vita; posso solo immaginare quante dita scottate ci sono volute per imparare. Poi piano piano, con esperienza, hanno saputo adattare questa meraviglia per farci un sacco di cose: ci si poteva cucinare il cibo, fare luce nel buio della notte o in casa, scaldarsi dai rigidi inverni. Nel corso dei secoli, il fuoco, la fiamma e il calore prodotto da esso, è stato sfruttato per svariati motivi, sia in ambito casalingo che industriale. Ogni tanto ci fa capire che non si scherza con il fuoco come dicevano i nostri nonni. Il fuoco, se non ben controllato, può portare a disastri considerevoli. C’è una cosa però che accomuna tutti gli esseri umani quando c’è il fuoco, messi in cerchio ad ammirarlo, quasi a venerare questo ritrovamento. Fateci caso: i falò dell’epifania, il fuoco acceso in campeggio, il fuoco di una grigliata in compagnia… tutti lì intorno, tutti estasiati dalle fiamme che si librano verso l’alto, le scintille che corrono come le lucciole di quando eravamo piccoli. Lo scoppiettare della legna: tutti a cerchio intorno a questa cosa antichissima… e la gente si metteva a raccontare storie, aneddoti o a pregare per un buon raccolto del campo. Il fuoco è sempre stato sinonimo di compagnia, di allegria, di comunità, di stare in gruppo, tutti intorno a questa straordinaria scoperta di migliaia di anni orsono. Ci penso spesso quando, nelle giornate umide e piovose del mio paese, quando l’aria gelida ti arrossisce le guance, accendo il caminetto e aspetto che le fiamme inizino la loro antica danza verso le stelle.

Molli

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