Le porte del mito di Maria Grazia Ciani

Le porte del mito di Maria Grazia Ciani
Le sette porte di Tebe, le porte di Atene, le porte dell’Ade. In mezzo un percorso che si snoda tra eroi e miti, tradizioni e rivisitazioni, letture e riscritture. Dai più noti Achille e Odisseo, passando per il silenzio su Palamede, poi Arianna e poi ancora Euridice: storie immortali di Greci che amano la vita più di ogni altra cosa, anche più della bella morte; storie destinate a vivere per sempre e a far parlare attraverso di sé l’uomo di ogni tempo.
Maria Grazia Ciani prova a raccontare tutto questo stando sulla soglia di una lingua, il greco, che non si lascia afferrare. Lei sta sulla soglia e alle soglie del suo libretto pone un capitolo dedicato alla complessità di questa meravigliosa lingua, come a dire che si entra in questo mondo solo attraversandone la complessità, solo accettando di non capire sempre tutto. Forse non a caso la chiusura spetta alla storia di Orfeo ed Euridice, la storia di una porta che non si può più varcare, la storia di un’arte che solamente si illude di vincere il vincolo della porta eterna.
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